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	<title>collettivo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Sep 2026 19:09:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Inchiesta su caro affitti e studentati privati in zona universitaria a Rende: La casa è un diritto, basta aumenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 18:16:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Collettivo Aula Studio Liberata dell&#8217;Unical.- Arriva settembre e, come ogni anno, migliaia di studenti (e famiglie) calabresi si trovano alle prese con il mercato degli affitti e con rincari sempre più drammatici, specialmente nella zona universitaria di Rende. Nei dintorni dell&#8217;Università della Calabria, le cifre richieste sono salite fino a 450€ per una stanza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di Collettivo Aula Studio Liberata dell&#8217;Unical.- </strong></em>Arriva settembre e, come ogni anno, migliaia di studenti (e famiglie) calabresi si trovano alle prese con il mercato degli <strong>affitti</strong> e con <strong>rincari</strong> sempre più drammatici, specialmente nella zona universitaria di Rende. Nei dintorni dell&#8217;Università della Calabria,<strong> le</strong> <strong>cifre richieste sono salite fino a 450€ per una stanza singola e 370€ per un posto in doppia</strong>, per scendere solo leggermente spostandosi nelle zone periferiche e/o con meno servizi, dove<strong> è schizzato il costo di bilocali e trilocali (fino a 750€)</strong>. Somme che, solo qualche anno fa, erano sufficienti per trovare una dignitosa soluzione autonoma, oggi non bastano neanche per una stanza in appartamento condiviso.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-398440" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-1.png" alt="" width="700" height="361" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-1.png 1066w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-1-300x155.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-1-1024x528.png 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-1-768x396.png 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-1-814x420.png 814w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-1-696x359.png 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non si tratta di un fenomeno nuovo: il mercato degli affitti è in continuo aumento da decenni! Ogni estate, gli aumenti partono dalla zona universitaria con la scusa di un <strong>presunto aumento della domanda studentesca di alloggi</strong>, per poi estendersi a tutto il territorio circostante. Se già il costo degli affitti era raddoppiato negli anni successivi alla crisi del 2007-2008, un&#8217;ulteriore impennata è iniziata con la riapertura universitaria post-Covid e prosegue ancora oggi. Abbiamo visto proprietari aumentare l&#8217;affitto anche durante la pandemia, perché dovevano “coprire i costi” del carovita&#8230;<strong> Li vediamo ancora oggi che speculano sull&#8217;apertura del nuovo CdL in Medicina e sulla prospettiva di un </strong>“<strong>nuovo ospedale”</strong>, che sorgerà forse tra qualche decennio.</p>
<p>In questo scenario c’è una grande assente: la politica. Dalla “dichiarazione d&#8217;intenti” siglata a maggio con l&#8217;Università della Calabria, fino alle recenti esternazioni sul tema del caro-affitti nel dibattito locale, <strong>la posizione del Comune di Rende è quella di minimizzare il problema</strong>, vissuto ormai come un&#8217;emergenza da migliaia di persone e famiglie, per riproporre la stessa ricetta di sempre: <strong>supporto ai privati che fittano immobili a studenti</strong>. Una ricetta che ha certamente favorito lo sviluppo immobiliare degli scorsi decenni, ma non ha limitato in alcun modo la <strong>speculazione sfrenata</strong> che ci ha trascinato fino ai prezzi folli odierni. Come se il problema del territorio rendese fosse la mancanza di case in affitto! Farebbe ridere, se non ci fosse da trovare una casa che costi meno del 50% del nostro stipendio.</p>
<p><strong>STUDENTATI PNRR: UN REGALO A CHI SPECULA-  </strong>Capolavoro dell&#8217;inadeguatezza politica sul tema del caro-affitti è quella che viene prospettata come “soluzione”, in grado di mettere d&#8217;accordo tutti (almeno, <strong>tutti quelli che hanno interessi nel mercato immobiliare</strong>): il finanziamento del PNRR per progetti di housing universitario.</p>
<p><strong>Studentati privati costruiti con fondi pubblici-  </strong>Si tratta di un fondo, gestito dal MUR attraverso una apposita Commissione, che eroga un contributo di quasi 20mila euro a posto letto, per progetti di ristrutturazione o rifacimento dell&#8217;esistente o immobili già in costruzione, con condizioni economiche favorevoli ai proprietari dell&#8217;immobile. Come funziona il contributo? Solo il <strong>30% </strong>dei posti letto sarà riservato alle <strong>graduatorie pubbliche</strong>, gestiti e pagati dall&#8217;ente regionale per il <strong>DSU</strong>. Per il <strong>70% </strong>restante di posti letto, <strong>il contributo</strong> del MUR (i 20mila euro) <strong>vale come copertura</strong> parziale <strong>dei “proventi da locazione per i primi tre anni”</strong>. Un contributo medio di oltre 500€/mese per posto letto, considerato come copertura parziale. <strong>Per i nove anni successivi</strong>, il privato deve mantenere un canone <strong>ridotto del 15% rispetto al “valore medio di mercato”</strong> dei posti letto universitari. Una percentuale <strong>irrisoria</strong>, basata su un indice che non esiste. <strong>Alla fine</strong> dei 12 anni,<strong> scade ogni vincolo</strong> di destinazione e di prezzo.</p>
<p><strong>Chi</strong>, e con quali criteri, <strong>stabilirà</strong> nei primi tre anni l&#8217;entità della parte mancante e, nei successivi 9 anni, <strong>il valore del canone medio di riferimento? </strong>Al ritmo attuale degli aumenti, quando questi “sconti” diventeranno operativi, ci consentiranno (forse) di pagare a Rende gli stessi prezzi che vediamo a Bologna o Firenze. Siamo davanti all&#8217;<strong>ennesimo incentivo a speculare</strong> sul prezzo degli affitti!! Non ci stupisce che, solo nell&#8217;area tra Cosenza e Rende, siano state presentate una <strong>decina di richieste </strong>di finanziamento PNRR per studentati privati*: un contributo complessivo di <strong>13 milioni di euro</strong> per un totale di <strong>669 posti letto</strong>. Da progetti appena superiori al limite minimo di 20 posti letto, a richieste che raggiungono quota 60 posti, fino ai <strong>due progetti maggiori</strong>, situati sul territorio di Rende, che promettono centinaia di posti letto e superano i 2 milioni di euro ciascuno per contributo richiesto al MUR.</p>
<p>Si tratta di due complessi distinti, <strong>Urban Life</strong> e <strong>Smart City Life</strong>, ma <strong>di fatto sono progetti “gemelli”</strong>. Sorgono adiacenti nella stessa area, tra le ormai pochissime non edificate del territorio urbano rendese (a pochi chilometri dal Campus, raggiungibile in bus). Sono realizzati da una rete di imprese edili riconducibili alla <strong>stessa famiglia</strong>, tra le quali spicca la <strong>Simea Srl</strong>, di<strong> Stefano Tallarico</strong>, nota in città per la costruzione dei grattacieli nei pressi dello Stadio Marulla, nel quartiere San Vito, a Cosenza – che furono realizzati durante l&#8217;amministrazione di Mario Occhiuto e inaugurati da lui in persona.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-398441" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-2.jpg" alt="" width="703" height="445" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-2.jpg 1004w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-2-300x190.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-2-768x487.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-2-663x420.jpg 663w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-2-696x441.jpg 696w" sizes="(max-width: 703px) 100vw, 703px" /></p>
<p>A completare il quadro, infatti, arriva anche la sua firma: <strong>progettista </strong>di entrambi i complessi residenziali, in qualità di architetto, è proprio <strong>Mario Occhiuto </strong>– ex-sindaco di Cosenza e attuale Senatore, dello <strong>stesso partito della titolare del MUR</strong>, che ha nominato la Commissione apposita. I progetti originali di Occhiuto, ovviamente, erano ancora più ambiziosi degli attuali 238 posti letto. <strong>La &#8216;visione&#8217; targata Occhiuto-Tallarico era quella di due studentati da 780 posti letto in totale</strong>, con all&#8217;interno negozi e servizi –<strong> per un contributo totale richiesto di 15,5 milioni di euro</strong>. A novembre 2025, l&#8217;organismo europeo ECOFIN ha ridefinito i criteri di spesa per aprire a progetti di minore entità. <strong>I due studentati rendesi hanno visto un taglio importante del contributo previsto, intorno ai 5 milioni di euro per 238 posti letto garantiti</strong>.</p>
<p>Posti letto che dovevano essere consegnati entro luglio, con successiva proroga al 19 agosto e nessuna certezza sulla consegna reale: ad oggi non sembra prevista nell&#8217;immediato, <strong>ma i lavori procedono a ritmi serrati</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-398442" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-5.jpg" alt="" width="702" height="416" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-5.jpg 982w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-5-300x178.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-5-768x455.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-5-709x420.jpg 709w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-5-696x412.jpg 696w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></p>
<p>La rapida evoluzione degli studentati privati fa da contraltare a un <strong>caso emblematico</strong> di edilizia pubblica universitaria sul nostro territorio: il <strong>Complesso Residenziale Rocchi</strong>. <strong>Iniziato</strong> a costruire ormai <strong>più di 15 anni fa</strong>, bloccato in itinere e “denunciato” da diverse generazioni di movimenti universitari. La prossima <strong>data ipotizzata per la fine dei lavori è aprile 2027</strong>. Da diversi anni, l&#8217;Università della Calabria <strong>garantisce un numero importante di alloggi universitari</strong>: un dato che <strong>incide in maniera rilevante sulle statistiche positive dell’Ateneo</strong>, ma <strong>rimane insufficiente a soddisfare le esigenze specifiche</strong> di un Campus sul territorio calabrese. Sempre più spesso, inoltre, da chi gli alloggi deve riceverli e poi viverci dentro,<strong> emergono critiche per la lentezza delle assegnazioni e per le condizioni</strong> degli alloggi stessi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-398443" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-7.jpg" alt="" width="701" height="405" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-7.jpg 943w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-7-300x173.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-7-768x444.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-7-727x420.jpg 727w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Screen-7-696x402.jpg 696w" sizes="auto, (max-width: 701px) 100vw, 701px" /></p>
<p>In sintesi, <strong>la politica e le istituzioni fanno gli interessi di chi sul mercato immobiliare ci guadagna</strong>. Nel frattempo, da quest&#8217;altra parte, <strong>abitare (e quindi studiare) è diventato un lusso</strong>. Con questi prezzi e questo costo della vita (e questi salari), <strong>NON SI PUÒ PIÙ VIVERE! </strong>È arrivato il momento di reagire! Dobbiamo <strong>organizzarci e bloccare questa spirale</strong>.</p>
<p>Trovare insieme le strade per<strong> interrompere il flusso della speculazione immobiliare</strong>, distruggere quella bolla che si arricchisce sul nostro bisogno di casa<strong>. </strong>Contro gli aumenti indiscriminati! Contro la speculazione sugli affitti! Per una politica di affitti equi! Per il diritto all&#8217;abitare!</p>
<p><strong>LA CASA È UN DIRITTO-</strong><strong>BASTA AUMENTI</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosenza, Collettivo: Come è morta Ilaria Mirabelli? Nessuno pensi che non si possa fare giustizia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-collettivo-come-e-morta-ilaria-mirabelli-nessuno-pensi-che-non-si-possa-fare-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 15:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Mirabelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Oggi 25 novembre 2024 si celebra la 25° giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e noi, a 3 mesi esatti dalla morte di Ilaria Mirabelli, vorremmo saperne di più. In questi 3 lunghissimi mesi non è stato possibile chiarire alcun dettaglio riguardo alla sua morte. La Procura della Repubblica di Cosenza, nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Oggi 25 novembre 2024 si celebra la 25° giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e noi, a 3 mesi esatti dalla morte di Ilaria Mirabelli, vorremmo saperne di più. In questi 3 lunghissimi mesi non è stato possibile chiarire alcun dettaglio riguardo alla sua morte. La Procura della Repubblica di Cosenza, nella molteplicità e complessità delle attività che svolge (descritte dall’art.73 dell’ordinamento giudiziario), nulla fa trapelare in merito agli interrogativi più semplici della vicenda (la dinamica dell’incidente; chi fosse alla guida dell’auto, l’attendibilità dei testimoni). L’ex Procuratore Spagnuolo con la direttiva di servizio nr. 49 del 2017 ha recepito pienamente le nuove disposizioni della c.d. Legge Cartabia riguardanti i comunicati stampa, “veline”, disciplinati dall’art. 5 del decreto legislativo 106/2006. Ciò nonostante ad oggi la città di Cosenza, purtroppo, apprende solo ed esclusivamente dalle ricostruzioni della stampa, le attività intraprese dagli uffici giudiziari della Procura Bruzia riguardo alla tragica scomparsa di Ilaria&#8221;. Questo è quanto si legge in una nota del Collettivo UNITE PER ILARIA.</p>
<p>&#8220;Il tempo dell’attesa per conoscere almeno alcune semplici verità è superiore ai tre mesi. Tre mesi senza una pubblica dichiarazione. Nessun segnale del corso della giustizia, nessun chiarimento sui punti oscuri che ci propinano i media… nulla!<br />
L’indignazione iniziale è diventata un rumore di sottofondo, un rantolo destinato a spegnersi. Il Collettivo UNITE PER ILARIA è nato affinché quel rantolo della giustizia non si spenga e rimanga vigile fino al racconto della verità. Siamo donne, amiche, compagne e sorelle di Ilaria come di ogni altra donna in cerca di verità, libertà e giustizia. Siamo quelle che non hanno dimenticato le responsabilità di una Procura sul grave ritardo di verità e giustizia per Denis Bergamini. Siamo quelle che ricordano la nebbia e la colpevole confusione della Procura ai tempi dell’omicidio di Roberta Lanzino. Siamo qui a vigilare e resistere affinché la storia non si ripeta. Siamo un Collettivo di garanzia per tutti quelli che vogliono la Giustizia di Cosenza indipendente dalla prepotenza dei soldi e del potere politico-amministrativo. La giustizia ha i suoi tempi, che rispettiamo. Nessuno pensi, però, che si possa ancora una volta non fare giustizia a Cosenza&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci rivolgiamo ai due Sostituti Procuratori, due donne, Donatella Donato e Mariangela Farro: diteci come è morta Ilaria. Fate emergere elementi di verità in tempi ragionevoli che non lascino spazio a nessun fantasma del passato- scrive il Collettivo. Siamo donne consapevoli del valore assoluto dell’art 27 della Costituzione e della necessità che siano i processi penali a dichiarare la colpevolezza di un indagato/imputato. Non abbiamo mostri da combattere ma ideali da difendere. I tempi, la validità e l’imparzialità dei procedimenti che dovranno raccontare la verità di Ilaria sono il nostro unico obiettivo. Vogliamo sapere le ragioni che hanno impedito ad Ilaria di continuare a sorridere e cantare sui gradoni insieme a noi. Non smetteremo di chiedere la verità fino a quando non la farete emergere. E dopo di noi ci saranno altre donne pronte ad unirsi per chiedere verità e giustizia per ogni altra donna che non tornerà a casa la sera. Ci saranno sempre donne libere cosentine che non si lasciano intimidire dai potenti&#8221;.</p>
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		<title>Il brano di un collettivo di artisti calabresi per sensibilizzare contro gli incendi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-brano-di-un-collettivo-di-artisti-calabresi-per-sensibilizzare-contro-gli-incendi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 14:20:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Aspromonte]]></category>
		<category><![CDATA[collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
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		<category><![CDATA[parco d'aspromonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Calabria sei una fenice, ritorna a spiccare il volo&#8221;. La cenere dei tremendi roghi che quest&#8217;estate hanno ferito l&#8217;Aspromonte diventa una metafora di resurrezione nelle parole del brano &#8220;Per rinascere&#8221;, da poche ore presentato in anteprima sul canale YouTube di Artisti Uniti per la Calabria, un collettivo composto da 50 artisti residenti in Italia e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div dir="auto">
<p>&#8220;Calabria sei una fenice, ritorna a spiccare il volo&#8221;. <strong>La cenere dei tremendi roghi che quest&#8217;estate hanno ferito l&#8217;Aspromonte diventa una metafora di resurrezione nelle parole del brano &#8220;Per rinascere&#8221;,</strong> da poche ore presentato <strong>in anteprima sul canale YouTube di Artisti Uniti per la Calabria, un collettivo composto da 50 artisti</strong> residenti in Italia e all&#8217;estero ma tutti di origine calabrese, <strong>tra cui il rapper reggino Kento,</strong> per notorietà un po&#8217; il testimonial del gruppo il cui nome nei credits è rigorosamente uguale a quello degli altri.</p>
<p>Una <strong>clip di 5 minuti dove si vede la lussureggiante bellezza delle aspromontane faggete vetuste</strong> e un giovane danza abbracciando i tronchi degli alberi come se fossero suoi fratelli. <strong>Girato nel sito patrimonio Unesco grazie al patrocinio dell&#8217;Ente Parco d&#8217;Apromonte, partner del progetto,</strong> &#8220;Per rinascere&#8221; vuole lanciare un messaggio di senso civico, genius loci e identità. <strong>Christian Zuin, autore delle musiche, in rappresentanza del sodalizio spiega</strong>: «La nostra idea è una risposta &#8220;artistica&#8221; all&#8217;emergenza incendi verificatasi la scorsa estate sul territorio calabrese ed<strong> ha come obiettivi principali continuare a mantenere alta l&#8217;attenzione sulle iniziative di rinaturalizzazione, rimboschimento, tutela ed educazione ambientale</strong> delle zone a rischio. Non è compito nostro &#8211; continua Zuin &#8211; indagare sul chi, come o perchè ma vogliamo, con il nostro contributo, far sì che i gravissimi fatti a cui abbiamo dovuto assistere non cadano nel solito silenzioso (e spesso omertoso) dimenticatoio».</p>
<p>Il refrain del brano è un manifesto di orgoglio e appartenenza al territorio: <strong>&#8220;Non voglio piantare radici, ma voglio evitare che brucino quelle che ho&#8221;.</strong> Tra sonorità mediterranee e rap, i colori dell&#8217;Aspromonte appaiono in dettagli mozzafiato e<strong> riprese effettuate dall&#8217;alto con i droni.</strong> Si vedono le cicatrici degli incendi ma anche la resilienza della natura, la luce che torna a spegnere la scia di grigiore lasciata dal fumo. Il fuoco non fa paura perché i calabresi sanno che c&#8217;è il mare. La musica aiuta a dirlo meglio ma Zuin precisa che il progetto non si limita alla singola iniziativa del brano e prevede <strong>una collaborazione continuativa con l&#8217;Ente Parco e l&#8217;associazione no profit &#8220;Per l&#8217;Aspromonte&#8221;</strong> (che ha lanciato una <strong>raccolta fondi per finanziare il rimboschimento</strong> delle aree bruciate), con l&#8217;intenzione di utilizzare anche altre forme d&#8217;arte, come il disegno, la pittura e la scultura.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="&quot;𝐏𝐄𝐑 𝐑𝐈𝐍𝐀𝐒𝐂𝐄𝐑𝐄&quot; - 𝑨𝑹𝑻𝑰𝑺𝑻𝑰 𝑼𝑵𝑰𝑻𝑰 𝑷𝑬𝑹 𝑳𝑨 𝑪𝑨𝑳𝑨𝑩𝑹𝑰𝑨" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/AYixlnYyZwI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il video è prodotto e diretto da <strong>Domenico Pecora</strong>, con la partecipazione del ballerino <strong>Stefano Ferraro</strong>; musica e arrangiamento di Christian Zuin, mix e mastering Blackflag Empires. Gli artisti coinvolti, che hanno scritto insieme il testo, sono: <strong>Ciannel, Immortal, Slim C, Shakhez, Klacat, Winston, Nemesi aka King Joe, JOB, ELFO, Mas Simon, Easy One, Kento, Uaild, Rosy Morgante e Desiis.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per vederlo</strong> il link è <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AYixlnYyZwI">https://youtu.be/AYixlnYyZwI.</a> e l&#8217;auspicio è di <strong>raggiungere un gran numero di visualizzazioni</strong> Conclude Christian Zuin: «Rimangono pochi strumenti per tutelare il territorio calabrese e crediamo che l&#8217;arte sia uno di quelli».</p>
<p>Isabella Marchiolo</p>
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		<title>Peppe Valarioti, il ricordo del Collettivo a 41 anni dall&#8217;assassinio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/peppe-valarioti-il-ricordo-del-collettivo-a-41-anni-dallassassinio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 10:15:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[antindrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Valarioti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rosarno – Sono passati 41 anni dall’assassinio di Peppe Valarioti, figura apicale dell’antindrangheta. Oggi, sono i militanti del collettivo a lui intitolato a offrirne un sentito ricordo. “L’11 giugno del 1980 veniva assassinato Giuseppe Valarioti, per gli amici Peppe. Professore di filosofia, militante del Partito Comunista, si distinse per la lotta alla ‘ndrangheta, per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rosarno – Sono passati 41 anni dall’assassinio di Peppe Valarioti, figura apicale dell’antindrangheta. Oggi, sono i militanti del collettivo a lui intitolato a offrirne un sentito ricordo.</p>
<p>“L’11 giugno del 1980 veniva assassinato Giuseppe Valarioti, per gli amici Peppe.<br />
Professore di filosofia, militante del Partito Comunista, si distinse per la lotta alla ‘ndrangheta, per la sua guerra per liberare i braccianti della Piana di Gioia Tauro dal giogo criminale.<br />
Il suo sogno venne interrotto, molti dei suoi compagni scapparono sfiduciati, altri restarono trovando il modo di combattere le storture del sistema, mantenendo vivo il suo ricordo.<br />
Peppe credeva nel valore dell’istruzione come strumento per privare la mafia del suo potere sul territorio.<br />
Erano anni in cui la ‘ndrangheta stava cambiando il suo aspetto, insinuandosi in nuovi settori, una trasformazione che l’ha condotta a essere oggi la holding più potente al mondo.<br />
La Calabria di Peppe non è cambiata, anzi ha visto perdere tutte le sue scommesse e oggi è una delle regioni più povere d’Europa.<br />
Ma Peppe ci ha lasciato in eredità un compito e noi cercheremo di portarlo avanti come aveva iniziato lui: attraverso lo studio, per rispondere sempre con la matita alla forza.<br />
Un anno fa il Collettivo Peppe Valarioti iniziava il suo percorso, e oggi sentiamo davvero l’esigenza di ricordare Peppe, la sua famiglia, la sua amata Carmela, gli amici che lo hanno conosciuto e che non perdono occasione per ricordare quanto fosse speciale.<br />
Quanto avrebbe potuto davvero cambiare le cose.<br />
Peppe Valarioti è stato un eroe calabrese, spesso dimenticato, una dimenticanza che ci rende più poveri, e soprattutto più fragili.<br />
Noi, Peppe, non sappiamo se saremo all’altezza, ma ci proveremo ogni giorno senza piegarci mai.<br />
Ciao Peppe”.</p>
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