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	<title>caporali Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Jun 2026 13:10:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Bracciante sopravvissuto accusa i feroci &#8216;caporali&#8217;: &#8220;Hanno buttato la benzina e poi hanno dato fuoco&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bracciante-sopravvissuto-accusa-i-feroci-caporali-hanno-buttato-la-benzina-e-poi-hanno-dato-fuoco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 13:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; Taj Mohammad Alamyar (nella foto) il superstite della strage di braccianti compiuta ieri ad Amendolara (CS). Si tratta di un cittadino afghano che viveva insieme alle vittime a Villapiana, Comune non lontano dal luogo dell&#8217;omicidio plurimo. L&#8217;uomo è stato rintracciato ed intervistato dal TgR Calabria. In un italiano stentato l&#8217;uomo ha detto che tre [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; Taj Mohammad Alamyar (<em>nella foto)</em> il superstite della strage di braccianti compiuta ieri ad Amendolara (CS). Si tratta di un cittadino afghano che viveva insieme alle vittime a Villapiana, Comune non lontano dal luogo dell&#8217;omicidio plurimo. L&#8217;uomo è stato rintracciato ed intervistato dal TgR Calabria.</p>
<p>In un italiano stentato l&#8217;uomo ha detto che tre vittime erano afghane e che i due fermati accusati di omicidio volontario erano coloro che volevano dei soldi per il trasporto, che le vittime non volevano dare. A quel punto, ha raccontato, i due hanno gettato prima la benzina nell&#8217;abitacolo e poi un accendino, bruciando vivi i quattro migranti. Lui è riuscito a fuggire rompendo un finestrino e nel video si vede con le braccia fasciate per le ustioni.</p>
<p>L&#8217;uomo ha anche detto che i cittadini pakistani minacciavano lui e gli altri con coltelli e pistole per farlo lavorare e che non li pagavano: &#8220;<em>I soldi non ce li davano, da mangiare sì, la casa sì ma i soldi no</em>&#8221; ha raccontato aggiungendo che c&#8217;è una &#8220;<em>grande mafia del Pakistan</em>&#8220;.</p>
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		<title>VIDEO-Operazione anti-caporalato tra Calabria e Basilicata: Ai nuovi schiavi 15 euro per 12 ore di lavoro nei campi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 10:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
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		<category><![CDATA[caporali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 15 (sei in carcere e nove ai domiciliari) le persone arrestate tra Calabria e Basilicata nell’ambito dell’operazione contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro condotta dai carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e del Comando Tutela per il lavoro, con il supporto dei militari dei Comandi provinciali di Crotone e Matera e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-operazione-anti-caporalato-tra-calabria-e-basilicata-ai-nuovi-schiavi-15-euro-per-12-ore-di-lavoro-nei-campi/">VIDEO-Operazione anti-caporalato tra Calabria e Basilicata: Ai nuovi schiavi 15 euro per 12 ore di lavoro nei campi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 600px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-185383-1" width="600" height="480" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/03/OP.Anti-caporalato-arresti-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/03/OP.Anti-caporalato-arresti-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/03/OP.Anti-caporalato-arresti-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Sono 15 (sei in carcere e nove ai domiciliari) le persone arrestate tra Calabria e Basilicata nell’ambito dell’operazione contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro condotta dai carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e del Comando Tutela per il lavoro, con il supporto dei militari dei Comandi provinciali di Crotone e Matera e il coordinamento della Procura di Castrovillari.</p>
<p><strong>In carcere:</strong><br />
PUGLIESE Pino, 1986, nato in Germania<br />
OLTEANU Aurina Corinaldo, 1979, nata in Romania<br />
POMETTI Pasquale, 1971, nato a Longobucco<br />
ROMANO Luigi, 1957, nato a Corigliano Rossano<br />
METODIEV Slavcho Ivanov, 1981, nato in Bulgaria<br />
SCARCELLA Alfonso Francesco, 1960, nato a Corigliano Rossano<br />
<strong>Ai domiciliari:</strong><br />
PISCITELLI Pasqualino Giuseppe, 1985, nato a Crotone<br />
NARDIELLO Giovanni, 1950, nato a Ruoti<br />
GRILLO Saverio, 1971, nato a Cosenza<br />
CIPPARRONE Salvatore, 1961, nato a Spezzano della Sila<br />
VULCANO Pasquale, 1972, nato a Corigliano Rossano<br />
DOTTORE Antonio, 1957, nato a Cirò Marina<br />
LARATTA Giuseppe, 1967, nato a Crotone<br />
BUFFONE Gennaro, 1977, nato a Corigliano Rossano<br />
DE TURSI Gaetano, 1944, nato a Strongoli.</p>
<p>Disposto il sequestro preventivo dei beni e delle quote aziendali di 10 imprese operanti nel settore agricolo (quattro persone giuridiche e sei imprese individuali): quattro in provincia di Cosenza, cinque in provincia di Crotone e una in provincia di Matera. Sigilli anche a cinque veicoli che sarebbero stati utilizzati dai caporali per il trasporto dei lavoratori in nero.</p>
<p>Il valore totale dei beni sequestrati è stato stimato in circa 15 milioni di euro. L’inchiesta prende le mosse da un’indagine dei carabinieri di Mirto Crosia (Cosenza), condotta in sinergia con i colleghi del Comando Tutela del lavoro di Cosenza, e ha permesso di portare alla luce il fenomeno dell’impiego di lavoratori in condizioni illecite da parte di aziende dislocate in Calabria (tra le province dei Cosenza e Crotone) e in Basilicata (Matera). Gli investigatori hanno preso in esame la condotta degli indagati nell’arco del periodo 2008-2021 anche attraverso le denunce delle vittime, accertando il reiterato ricorso a minacce, anche di morte e ad atti di violenza. Il tutto per costringere i lavoratori di varie nazionalità (gambiana, nigeriana, romena), ad accettare retribuzioni dai 15 ai 30 euro al giorno a fronte di oltre 12 ore di lavoro nei campi prospettando loro che in caso diverso sarebbero stati licenziati.</p>
<p>Inoltre le indagini, secondo quanto emerso, hanno con sentito di provare le responsabilità penali degli arrestati in ordine alle ripetute violazioni della normativa a tutela dei lavoratori in materia di igiene e sicurezza sui posti di lavoro, orario di lavoro e riposi (che duravano tra i 10 e i 30 minuti). Addirittura, in un caso un sarebbe stata negata assistenza ad un lavoratore che si era stirato una gamba dopo aver caricato oltre 630 cassette di pomodoro. Inoltre sarebbe stato documentato come i caporali esigevano la restituzione di parte dello stipendio o come istruivano i lavoratori nel caso di un eventuale controllo di polizia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-operazione-anti-caporalato-tra-calabria-e-basilicata-ai-nuovi-schiavi-15-euro-per-12-ore-di-lavoro-nei-campi/">VIDEO-Operazione anti-caporalato tra Calabria e Basilicata: Ai nuovi schiavi 15 euro per 12 ore di lavoro nei campi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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