Tag: bambino

  • Bimbo positivo al covid in una classe della scuola primaria ‘Patari-Rodari’ di Catanzaro

    Bimbo positivo al covid in una classe della scuola primaria ‘Patari-Rodari’ di Catanzaro

    Catanzaro – Niente lezioni lunedì 29 novembre in una classe della scuola primaria dell’istituto ‘Patari-Rodari’ di Catanzaro. Lo ha deciso la dirigente Anna Maria Rotella dopo aver appreso che un bambino è risultato positivo al Coronavirus. Gli alunni della classe dove è stato riscontrato il caso di positività non potranno svolgere le lezioni in attesa di disposizioni del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catanzaro, come previsto dai protocolli di individuazione e gestione dei casi Covid in ambito scolastico.

    Alle famiglie, saranno fornite le indicazioni necessarie per l’effettuazione del T0 (tampone 0). Per questo motivo anche la parrocchia di San Pio X, alla quale afferiscono diversi bambini che frequentano l’istituto, ha deciso di sospendere le attività di catechismo in programma questo pomeriggio.

  • Reggio Calabria: Militari dell’Esercito soccorrono un bambino

    Reggio Calabria: Militari dell’Esercito soccorrono un bambino

    Nella tarda serata di ieri a Reggio Calabria, una pattuglia di militari dell’Esercito del Raggruppamento “Calabria” impegnata nell’Operazione “Strade Sicure”, ha soccorso un bambino che si era smarrito.

    La pattuglia, durante il servizio di vigilanza dinamica lungo il perimetro del Tribunale e della Procura generale di Reggio Calabria, ha notato un bambino di circa dieci anni che camminava solo nei pressi di Piazza Castello, apparentemente disorientato. I militari, avendo sentito dalla radio in dotazione che la Polizia era alla ricerca di un bambino smarrito la cui descrizione corrispondeva a quello riconosciuto, si sono avvicinati al piccolo, tranquillizzandolo e provvedendo tempestivamente ad avvisare la sala operativa della Questura.

    Poco dopo è giunta sul posto, accompagnata dalle forze di Polizia impegnate nella ricerca, la madre del bambino che ha potuto riabbracciare suo figlio, dopo aver ringraziato calorosamente i militari dell’Esercito.

    L’Operazione “Strade Sicure” si inserisce nel contesto del presidio del territorio, in concorso alle Forze dell’Ordine, che gli uomini e le donne dell’Esercito impegnati garantiscono quotidianamente alla popolazione.

  • Volo sanitario urgente Lamezia- Roma per un bambino di due anni in imminente pericolo di vita

    Lamezia Terme – Volo sanitario urgente, nella tarda serata di domenica, per un bambino di due anni trasferito da Lamezia Terme a Roma. Il velivolo da trasporto usato è stato un Falcon 50 del 31esimo Stormo di Ciampino dell’Aeronautica Militare. Il piccolo passeggero era in imminente pericolo di vita. Portato in culla termica è arrivato tranquillo all’ospedale pediatrico ‘Bambino Gesù’ di Roma, dopo aver lasciato il reparto dell’azienda ospedaliera ‘Pugliese-Ciaccio’ di Catanzaro.

    Il volo è stato richiesto dalla Prefettura del capoluogo calabrese ed autorizzato è coordinato dalla Sala Situazioni di Vertice del Comando Squadra Aerea. L’Aeronautica Militare con i Reparti di volo dipendenti dal Comando Forze per la Mobilità ed il Supporto (46^ Brigata Aerea di Pisa, 14° Stormo di Pratica di Mare, 15° Stormo di Cervia e 31° Stormo di Ciampino) assicura tra i propri compiti istituzionali anche il soccorso di persone in imminente pericolo di vita o che si trovano in situazioni di particolare difficoltà, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e 365 giorni all’anno.

  • Bambino di 9 anni aggredito da un gruppo di coetanei nel Reggino

    Bambino di 9 anni aggredito da un gruppo di coetanei nel Reggino

    Campo Calabro (RC) – “È di queste ore la notizia, già anticipata sui social dalla famiglia, di un nostro piccolo concittadino rimasto vittima del trascendere di relazioni adolescenziali che vanno ben al di là degli infiniti bisticci fra ragazzi che hanno costellato la vita di noi tutti”. E’ quanto afferma il sindaco di Campo Calabro, Sandro Repaci.

    Il commento del lprimo cittadino arruva dopo che una mamma ha pubblicato sui social la foto del suo bambino di soli 9 anni con un braccio fasciato dopo essere stato aggredito da un gruppetto di bulli proprio nel cuore del Paese. La famiglia, secondo quanto si è appreso, si è già rivolta alle forze dell’Ordine al fine di identificare i responsabili. Il bimbo, inoltre, sarebbe stato preso di mira già da alcuni anni e costretto anche a cambiare scuola.

    Sull’episodio è intervenuto anche il sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà: “Un bimbo di 9 anni costretto a cambiare scuola perché vessato da ragazzi più grandi. Aggressioni che continuano anche fuori da scuola, in piazza, in luoghi che soprattutto a quell’età, dovrebbe essere simbolo di divertimento e spensieratezza. L’episodio del piccolo di Campo Calabro infatti non è certamente l’unico del quale abbiamo notizia in questi mesi. Non è un problema di controllo, ma di educazione, nel senso più alto della parola. Su questi aspetti c’è la necessità di interrogarsi, e di farlo insieme, coinvolgendo in primis gli stessi ragazzi, le famiglie, la scuola, le parrocchie, i centri di aggregazione ed anche i titolari dei locali e dei luoghi di ritrovo da loro più frequentati. Perché avviene tutto ciò, da dove nasce il disagio che conduce agli scontri cui assistiamo quotidianamente. Sono aspetti sui quali non è possibile voltarsi dall’altra parte, né immaginare di delegare il tema dell’educazione relegandolo esclusivamente alle famiglie. Per il presente ed il futuro dei nostri bambini possiamo, dobbiamo fare molto di più”.

    (foto di repertorio)

  • FOTO-Terribile impatto sulla SS 107 trasversale delle Serre: sei feriti

    FOTO-Terribile impatto sulla SS 107 trasversale delle Serre: sei feriti

    Gravissimo incidente stradale in serata sulla Strada Statale 107 trasversale delle Serre. È di sei feriti, tra i quali un bambino di anni 11 molto grave, il bilancio del terribile impatto avvenuto alle ore 18.15 circa.

    Coinvolte due autovetture, una Peugeot 208 GTLine ed una Volkswagen Golf. Feriti i sei passeggeri a bordo delle vetture che all’arrivo dei vigili del fuoco erano già stati estratti dalle lamiere ed affidati alle cure del personale sanitario del Suem118 e trasportati successivamente presso struttura ospedaliera.

    Come dicevamo gravi sono le condizioni del bambino di soli 11 anni che veniva trasportato presso struttura ospedaliera con Elisoccorso.
    L’intervento dei vigili del fuoco è valso in prima battuta ad estinguere l’incendio che ha interessato la vettura Golf a seguito dell’impatto. Si provvedeva altresì alla messa in sicurezza delle vetture e del sito in attesa del soccorso stradale.

    Sul posto Carabinieri per gli adempimenti di rispettiva competenza e personale Anas per il ripristino delle normali condizioni di sicurezza della sede stradale. Soccorso stradale per il recupero dei mezzi. Disagi per la viabilità, il transito chiuso sino al termine delle operazioni di soccorso.

  • Senza auto e pediatra lontano: “Ho bisogno di un medico vicino che curi mio figlio”

    Senza auto e pediatra lontano: “Ho bisogno di un medico vicino che curi mio figlio”

    Montalto Uffugo (CS) – Ha rifiutato l’autovettura donatale da un generoso benefattore, la mamma di Taverna di Montalto Uffugo (Cosenza) che non riesce ad avere un pediatra nel proprio comune di residenza, ma deve spostarsi – senza averne i mezzi – fino a Bisignano. La donna ha raccontato di aver ringraziato l’uomo, ma di “non essere in grado di mantenere l’auto.

    “Sono commossa – ha detto la donna – di tanta generosità, ma io ho solo bisogno di un medico più vicino che curi mio figlio”. Intanto, a seguito del tam tam mediatico, grazie all’intervento di alcuni consiglieri regionali, anche il commissario dell’Asp di Cosenza Vincenzo La Regina si è messo in contatto con la donna, assicurandole che avrebbe fatto il possibile per risolvere il problema.

    Nel frattempo, però, un pediatra con studio appunto a Bisignano si è recato nella caserma dei carabinieri di Rende per sporgere denuncia contro ignoti per diffamazione a mezzo stampa.
    Il medico, temendo di poter individuato come il pediatra in questione, ha ritenuto di dover proteggere la propria onorabilità, in quanto “non ho mai manifestato – ha detto l’interessato – alcun diniego a svolgere visite domiciliari ma, soprattutto, nessun assistito nell’ultimo periodo mi ha manifestato questa necessità E non ho alcun paziente con la patologia riferita dalla signora”.

    (Ansa)
    (foto di archivio)

  • Senza auto e con figlio malato: mamma chiede ad Asp Cosenza assegnarle pediatra vicino

    Senza auto e con figlio malato: mamma chiede ad Asp Cosenza assegnarle pediatra vicino

    Da mesi chiede all’Asp di Cosenza di poter avere un pediatra nel comune di residenza perché il figlio di 5 anni è affetto da laringomalacia e lei non ha l’auto. Succede a Taverna di Montalto Uffugo ed è la storia di una madre, divorziata con tre figli, di cui il più piccolo malato, alla quale l’Asp ha affidato il pediatra a Bisignano, comune a 15 chilometri di distanza.

    Il piccolo qualche giorno fa, giocando a pallone nel cortile sotto casa, è stato poco bene e la mamma ha immediatamente chiamato il pediatra. Il medico, pur sapendo che la donna non poteva raggiungere lo studio, si è rifiutato di andare a visitare il piccolo a domicilio e chiesto alla donna, qualora avesse trovato un modo per arrivare in ambulatorio, di effettuare prima un tampone anticovid al piccolo. Con difficoltà e chiedendo aiuto ai vicini la madre è riuscita a far visitare il bimbo, ma da un altro medico a pagamento, fisicamente più vicino. La donna ha chiesto ripetutamente all’Asp di affidarle un pediatra a Taverna, ma la risposta è sempre la stessa “i pediatri hanno tutti raggiunto il numero di assistiti possibili”.

    “Sono andata anche dai carabinieri – ha raccontato la donna – ma mi hanno risposto che erano troppo impegnati per occuparsi di queste cose. Allora sono andata dal parroco a chiedere aiuto, non so più cosa fare. Non chiedo soldi, solo che mi venga assegnato un medico qui vicino, ma all’Asp fanno spallucce e mi dicono sempre che i pediatri sono pieni e se proprio ho bisogno mi devo cercare un ‘santo in paradiso’ che possa risolvere il mio problema. Qui, però, si tratta di un diritto e onestamente per il bene di mio figlio se avessi conoscenze le userei, ma non conosco nessuno e se mio figlio sta male sono costretta a chiedere ai vicini di accompagnarmi in ospedale o dal medico”.

    (Ansa)

  • Nel Vibonese furgoncino travolge bambino di 9 anni in sella alla bicicletta: è grave

    Nel Vibonese furgoncino travolge bambino di 9 anni in sella alla bicicletta: è grave

    San Costantino Calabro (VV) – Un grave incidente si è verificato nel pomeriggio a San Costantino Calabro. Secondo quanto si è appreso un bambino di soli 9 anni, mentre era in sella alla sua bicicletta, è stato investito da un furgoncino.

    Il conducente si è immediatamente fermato prestando soccorso e allertando i sanitari del 118 che, giunti sul posto e considerato le condizioni del piccolo, hanno fatto arrivare l’elisoccorso che ha trasportato il bambino all’ospedale “Pugliese” di Catanzaro. Le condizioni del bimbo sono gravi, avrebbe, infatti, riportato un forte trauma cranico.

    I carabinieri della locale stazione hanno avviato le indagini per stabilire l’esatta dinamica del grave incidente.

  • Ospedale Cosenza chiuso per lutto medico suicida, niente ricovero per bambino con disabilità

    Ospedale Cosenza chiuso per lutto medico suicida, niente ricovero per bambino con disabilità

    Ha intenzione di presentare un esposto in Procura Rosita Terranova, mamma di un bambino con disabilità che qualche giorno fa si è vista annullare all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza una visita specialistica prenotata per il figlio, cancellata a causa del lutto dei medici dopo il suicidio del collega Lucio Marrocco. La tragica morte del dirigente sanitario ha lasciato sotto choc la città dei Bruzi (ieri a “Non è l’Arena” di Massimo Gilletti è stata ospite la moglie di Marrocco, Simona Loizzo, che ha confidato la condizione di stress vissuta dal medico, responsabile della campagna vaccinale presso l’ospedale “L’Annunziata”).
    Rosita Terranova, madre di Antonio Maria, un ragazzino di 10 anni che soffre di una gravissima disabilità e necessita di assistenza continua, doveva ricoverare il bambino perché, per effettuare tre visite (dentistica, oculistica e alle orecchie), avrebbe dovuto essere sedato a causa dell’indole poco collaborativa dovuta alla sua disabilità. Visite programmate per l’8 gennaio e in prospettiva delle quali mamma e figlio avevano osservato tutte le precauzioni necessarie, dai tamponi fino al digiuno pre-anestesia del piccolo. Con tanta ansia, come sa bene chiunque abbia a che fare con i bambini – e l’ordinaria “paura del dottore” nel caso di un ragazzino con disabilità neurologiche è evidentemente amplificata. Quando però Rosita è giunta all’ospedale le hanno detto che l’intervento non ci sarebbe stato perché i medici erano sconvolti dal suicidio del collega. Tutto rinviato, dunque, e neppure con una data prestabilita (le dicono semplicemente “si faccia sentire la prossima settimana così vi facciamo rivenire”). Ma non è così semplice per chi affronta la vita come una battaglia, per un bambino da sempre dipendente da macchinari e medicine. Rosita si sfoga su Facebook e la sua storia fa il giro della rete. “Io stessa – scrive – sono addolorata per la morte di quel medico e per la sofferenza della sua famiglia ma sottolineando che tra i medici e gli anestesisti che dovevano visitare mio figlio non c’era quel povero dottore, mi chiedo: possono, in un ospedale pubblico, rifiutarsi di fare visite urgenti, fondamentali e, soprattutto programmate, ad un bambino che lotta ogni cazzo di giorno perché vuole vivere poiché sono affranti per la morte di un loro collega?”.
    Le sue parole sono ripostate e condivise e Rosita riceve messaggi di solidarietà anche da tanti genitori che come lei si sentono ignorati dalle istituzioni. “Anche stavolta – rivendica – sarò costretta a pagare un avvocato per l’ennesimo diritto alla salute negato a mio figlio. Vale più la morte del collega o la vita di un bambino gravemente disabile?”
    E’ di pochi giorni fa, prima del caso dell’Annunziata, un altro accorato appello di questa mamma cosentina, che si era rivolta al presidente Nino Spirlì per chiedere di non essere abbandonata. In quel post Rosita Terranova ricordava l’angoscia che accomuna i genitori di figli con grave disabilità, quella di non lasciare i figli da soli, la loro necessità di essere aiutati a sostenere la spesa di specialisti o persone di fiducia che li supportino. Con il Covid e le restrizioni all’assistenza negli ospedali, il problema è diventato enorme. Rosita si chiedeva: “Capita che anche una madre forte e coraggiosa possa crollare. E quando accade, un paziente non autonomo deve poter contare sull’intervento immediato di un’altra persona presente che lo conosca davvero e bene”. Ma questo oggi non è possibile: accanto ad Antonio Maria può esserci soltanto la mamma (a breve i due dovranno partire, sempre da soli, per un’altra visita a Roma) e pure il personale infermieristico in Calabria è ridotto al lumicino perché impiegato per i pazienti della pandemia, tutti ricoverati negli ospedali. “Non sempre – scriveva Rosita – si può aiutare chi vive una diversa normalità e che ha bisogno di figure professionali, percorsi riabilitativi e approcci personalizzati. Non è vero che basta provare amore per essere in grado di dare l’aiuto che serve! A noi servono competenza, settorialità, adeguamento normativo. L’amore non basta, soprattutto se non si manifesta, perché non si riesce, nella maniera più giusta per chi lo riceve! Abbiamo bisogno che le leggi nate per gli esseri umani siano applicate”.
    La cancellazione delle visite all’Annunziata ha suscitato indignazione generale, ma Rosita ha scoperto anche una strisciante omertà. Riferisce infatti che c’è stato chi, dopo il riferimento a una denuncia, ha cancellato il suo post (precedentemente condiviso dalle stesse persone) o ha tolto un like – secondo la mamma cosentina sarebbe avvenuto “su richiesta” dei medici e infermieri del nosocomio. Lei precisa: “Non ho mai scritto che il fatto riguarda tutto il personale dell’ospedale, ho però le prove della mia verità. Ma forse si poteva risolvere tutto semplicemente cancellando l’esistenza di mio figlio. Già, meglio che si critichi una mamma disperata che non un ospedale quale quello di Cosenza che è riconosciuto, a livello mondiale, come polo d’eccellenza”.
    Isabella Marchiolo
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