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	<title>artista Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-30 anni fa ci lasciava Mia Martini, grande artista calabrese che con il talento conquistò l’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2025 17:13:38 +0000</pubDate>
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<p>Domenica Rita Adriana Bertè in arte <strong>Mia Martini</strong> («Mimì»), una delle voci simbolo della musica italiana, era nata a Bagnara Calabra in provincia di Reggio Calabria il 20 settembre 1947, figlia di un insegnante di latino e greco e di una maestra elementare. Era la secondogenita di quattro figlie: le sue sorelle sono Leda (1946), Loredana (nata nel 1950, anche lei il 20 settembre) e Olivia (1958). La sua carriera prenderà il via nei primi anni Sessanta, quando convincerà la madre ad accompagnarla a Milano, in cerca di un’audizione per un contratto discografico. L’anno successivo inciderà i suoi primi 45 giri, ma ci sono molte altre curiosità e aneddoti poco noti sul suo conto. <strong>“Sono Mimì, sono di Bagnara Calabra, abbiamo un sole noi che ci fa le radiografie appena nati. Gli odori, i colori della natura nella mia terra sono forti e violenti anche nell’animo umano</strong>. Odio essere un idolo, che male ho fatto per essere un idolo? Perché non posso essere una persona normale”?…furono le parole rilasciate nella sua ultima intervista, pochi mesi prima di morire. Mia Martini, <strong>morirà il 12 Maggio 1995</strong> a soli 47 anni nella sua casa di Cardano al Campo (Varese) stroncata da un’overdose di farmaci.</p>
<p>Fu una carriera vissuta tra palco e isolamento, quella di Mia Martini, che <strong>nel 1983 aveva deciso di ritirarsi dalle scene</strong>, ferita per l’etichetta di ‘porta jella’ che le era stata attaccata addosso. <strong>Era ritornata nel 1989 con il celebre brano ‘Almeno tu nell’universo’ e riavviando collaborazioni che portarono a ‘Gli uomini non cambiano’, ‘La nevicata del ’56’, ‘Cu’mme’.</strong> Nata il 20 settembre 1947 a Bagnara Calabra, figlia di una insegnante di latino e greco e di una maestra elementare, seconda di quattro sorelle, la piccola Mimì trascorse l’infanzia nel maceratese, dove i genitori si erano trasferiti per lavoro, dimostrando subito una grande passione per il canto, esibendosi durante feste e nelle balere. Il primo contratto discografico arrivò nel 1962, e l’anno dopo il primo 45 giri.<strong> Dopo essersi trasferita a Roma con la madre e le sorelle, tentò di emergere formando un trio assieme alla sorella Loredana (Loredana Bertè) e al suo amico Renato Fiacchini (Renato Zero)</strong>. II successo arriverà negli anni ’70 dopo l’incontro con il produttore Alberigo Crocetta, scopritore di talenti come Patty Pravo e fondatore del Piper. E’ allora che Domenica Rita Adriana​ Bertè diventa Mia Martini. <strong>Inizia a collaborare stabilmente con Dario Baldan Bembo, Bruno Lauzi, Claudio Baglioni. Grazie al brano ‘Piccolo uomo’ viene invitata nelle principali trasmissioni tv mentre il 45 giri raggiunge le prime posizioni della classifica, arriva il primo disco d’oro per le vendite.</strong><br />
<strong>Il 1973 è l’anno di ‘Minuetto’, il suo brano più venduto, composto da Dario Baldan Bembo con testo di Franco Califano</strong>. Quelle parole cucite su misura per la cantante e l’ottimo arrangiamento spalancarono le porte alla canzone verso un disco d’oro e un disco di platino, e la vittoria al Festivalbar per il secondo anno consecutivo. Seguirono ‘Bolero’, ‘Il guerriero’, ‘Donna sola’, ‘La malattia’, ‘Ma quale amore’, ‘Dove il cielo va a finire’. <strong>Nel ’74 critica considerava Mia Martini la cantante europea dell’anno</strong>. Ma insieme al successo negli anni ’70 iniziarono a circolare anche le maldicenze che la descrivevano come una portatrice di negatività. E non bastò la vicinanza di tanti artisti che la stimavano tra i quali Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Pino Daniele: Mia Martini decise di ritirarsi dalle scene, nel 1983.<br />
A nulla valse il <strong>Premio della critica istituito per lei al Festival di Sanremo 1982, quando sorprese tutti con ‘E non finisce mica il cielo’.</strong><br />
“<strong>La mia vita era diventata impossibile – racconterà – qualsiasi cosa facessi era destinata a non avere alcun riscontro e tutte le porte mi si chiudevano in faccia.</strong> C’era gente che aveva paura di me, che per esempio rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch’io”. <strong>Come raccontato dall’artista, perfino un manager l’avrebbe scongiurata di non partecipare a un festival</strong>, perché nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. La cupa fama di Mia Martini avrebbe origine da una voce messa in giro da un impresario del Piper negli anni ’70. Durante la sua pausa Mia Martini visse momenti di depressione. <strong>Il riscatto arrivò nell’89 a Sanremo. Con ‘Almeno tu nell’universo’, una melodia straordinaria su parole struggenti, brano scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel lontano ’72 ma da allora rimasto inedito, Mia Martini vinse per la seconda volta il Premio della critica, un riconoscimento che riconquisterà ancora nel ’90 con ‘La nevicata del ’56’.</strong></p>
<p>Il ’91 è l’anno di <strong>‘Cu’mme’ interpretata con Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello</strong> che confermava il grande amore per la città di Napoli. <em>Nel ’92 il ritorno a Sanremo con ‘Gli uomini non cambiano’, scritta da Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati, canzone che si piazzò al secondo posto e contribuì ancor di più a trasformare Mia Martini in un patrimonio della canzone italiana.</em> Ci sarà tempo per Mia anche per <strong>riavvicinarsi alla sorella Loredana.</strong> Dopo un decennio di silenzi, nacque il progetto per <strong>andare insieme a Sanremo. Lo fecero con ‘Stiamo come stiamo’</strong>. Il 12 maggio del 1995, poi, si interruppe tutto.<br />
Mia martini lascia una grande eredità, riconosciuta da tutti i grandi interpreti della canzone italiana. Fabrizio De André si definì “innamorato totale della sua arte e della sua umanità”, mentre Mina ha dichiarato: “Per fortuna il suo talento dolente e intenso è rimasto qui, nei suoi dischi”.</p>
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		<title>Svelata l&#8217;identità di Banksy? In una foto (forse) il volto dell&#8217;artista</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/svelata-lidentita-di-banksy-in-una-foto-forse-il-volto-dellartista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 10:34:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Dopo anni di voci e indiscrezioni mai confermate, le foto di un uomo avvistato sul luogo dell&#8217;ultimo murales di Banksy a Finsbury Park, un quartiere a nord di Londra, hanno spinto gli appassionati a speculare sul fatto che l&#8217;artista segreto potrebbe aver rotto la sua copertura. L&#8217;immagina, scattata da un residente, mostra un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Dopo anni di voci e indiscrezioni mai confermate, le foto di un uomo avvistato sul luogo dell&#8217;ultimo murales di Banksy a Finsbury Park, un quartiere a nord di Londra, hanno spinto gli appassionati a speculare sul fatto che l&#8217;artista segreto potrebbe aver rotto la sua copertura. L&#8217;immagina, scattata da un residente, mostra un uomo con i capelli brizzolati che ha una sorprendente somiglianza con l’uomo che si ritiene sia il celebre writer. Le foto, scattate alle 10 del mattino del 23 marzo, raffigurano un uomo con i capelli brizzolati e caratteristiche simili a Robin Gunningham, l&#8217;uomo che molti credono essere la vera identità di Banksy. Si dice da tempo che il 53enne di Bristol sia la persona dietro questo soprannome. Una foto scattata in Giamaica nel 2004 affermava infatti di mostrare il volto dell&#8217;artista per la prima volta. La foto mostrava un uomo con gli occhiali e i capelli ricci che guarda fuori dall&#8217;inquadratura e venne pubblicata per la prima volta nel 2008 sulla prima pagina del Mail on Sunday, che sosteneva di aver smascherato l&#8217;artista.</p>
<p>Nelle nuove foto, scattate sul luogo dell&#8217;ultimo murales di Banksy, si può vedere un uomo che assomiglia al soggetto della foto della Giamaica, anche se qualche anno più vecchio. L&#8217;opera d&#8217;arte, che adorna il lato di un edificio su Hornsey Road, mostra schizzi di vernice verde che sembrano foglie dietro un albero spoglio. C&#8217;è anche uno il disegno di una donna che tiene uno spruzzatore di vernice a pressione. Banksy ha confermato che si trattava di una delle sue opere in un post su Instagram lunedì 18 marzo, poche ore dopo la sua apparizione durante la notte del fine settimana.</p>
<p>Tuttavia, solo tre giorni dopo, l’inestimabile opera di strada, che nel frattempo era stata recintata, è stato vandalizzato con della vernice bianca. Le nuove foto mostrano un uomo che ha una sorprendente somiglianza con Robin Gunningham, mentre parla con le persone attraverso la recinzione e sale su una scala per lavorare sul murale vandalizzato. &#8212;internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Dopo la parentesi alla guida della Regione, riecco Nino Spirlì artista e uomo di spettacolo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dopo-la-parentesi-alla-guida-della-regione-riecco-nino-spirli-artista-e-uomo-di-spettacolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 20:34:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[artista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nino Spirlì è tornato. Quello vero, che ci piace perché ritrova la connessione con il suo habitat naturale, cioè il mondo dell’arte e dello spettacolo. Autore di due libri, regista e performer su palcoscenici teatrali (e non), l’ex presidente facente funzioni non per nulla era entrato nella giunta di Jole Santelli come assessore alla cultura. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nino Spirlì è tornato. Quello vero, che ci piace perché ritrova la connessione con il suo habitat naturale, cioè il mondo dell’arte e dello spettacolo. Autore di due libri, regista e performer su palcoscenici teatrali (e non), l’ex presidente facente funzioni non per nulla era entrato nella giunta di Jole Santelli come assessore alla cultura. </p>
<p>Così, uscito di scena nell’amministrazione regionale di Roberto Occhiuto e reduce dalle amarezze del caso Sacal, seppur continui a definirsi sui social “personaggio politico” e saldamente militi nelle fila calabresi della Lega, Spirlì riprende ad esaltare la sua anima d’artista: prima con un’immagine del profilo dove appare, stiloso e vagamente british, in posa davanti al caminetto; poi con memorie degli eventi del suo ricco curriculum che lo hanno visto al centro della scena, come un formidabile recital tratto dall’Uomo dal fiore in bocca di Pirandello ma versione en travesti (e nonostante il divario anagrafico, le gambe di Nino inguainate nelle calze a rete possono competere con quelle altrettanto queer e sensuali esibite abitualmente da Damiano dei Maneskin). Citando i racconti dei libri autobiografici “Diario di una vecchia checca” e “Avevo occhi grandi e ladri”, Spirlì ricorda come la propria vita artistica sia sempre stata un esempio concreto di lotta ai pregiudizi e le discriminazioni (altro che «inutili cortei e moine televisive», scrive alludendo al suo noto dissenso verso i gay pride, espresso come sempre in modo assolutista e da incallito uomo di destra). I calabresi approvano con cuori, like e commenti entusiastici e gli hater onnipresenti nei mesi da facente funzioni sono ormai un lontano ricordo. Segno che la gente gradisce molto di più questo Spirlì delle origini.<br />
Insomma, anche se i suoi affettuosi follower continuano a chiamarlo presidente, sembra che presto rivedremo Nino Spirlì a teatro. E la politica che fine ha fatto? L’abnegazione per la Calabria e il riferimento a un’accorata mission per servire questo territorio non è comparsa e fa capolino ad esempio in una bella lettera natalizia a Gesù Bambino: righe traboccanti di devozione per dedicare una preghiera all’adorata mamma, ai parenti e agli amici, ringraziando il Redentore non solo per gli affetti e per la Calabria «terra benedetta nonostante le mille contraddizioni», ma anche per i «nemici e i cretini, fonte di riflessione e invito all’azione». A proposito di dibattito politico, sulla pagina di Spirlì c’è anche una chiara presa di posizione favorevole sul vaccino anti Covid. Nino è allineato all’orientamento di Salvini, certo, ma soprattutto parla da cittadino. Fresco di terza dose, l’ex presidente confida di non avere un buon rapporto con le vaccinazioni, legate a ricordi infantili traumatici, ma in questo caso non ha mai avuto dubbi sul da farsi. A convincerlo, durante l’intenso periodo dell’incarico politico che comportava il contatto quotidiano con molte persone, era stata l’eventualità di mettere a rischio la madre, oltre ai calabresi che incontrava ogni giorno durante il mandato.<br />
«Ho porto il braccio per una, due, tre volte e lo farò ancora per altre mille se sarà necessario. Perché non ciò che vogliamo noi egoisticamente e arrogantemente dobbiamo fare ma ciò che è giusto per tutti, perché non  viviamo in una isolata casa nella prateria ma nel cuore della società umana».  </p>
<p><em>Isabella Marchiolo</em></p>
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		<title>Arte, un&#8217;opera del lametino Raffaele Mazza esposta al &#8220;Museo Luigi Bellini&#8221; di Firenze</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/arte-unopera-del-lametino-raffaele-mazza-esposta-al-museo-luigi-bellini-di-firenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2021 14:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[Mazza]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffaele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;artista calabrese Raffaele Mazza, di Lamezia, ha avuto l’onore di esporre, quale vincitore come primo classificato all’evento Christmas Art Edition, l’opera dal titolo “Tragedia e Commedia” al Museo Luigi Bellini di Firenze. Il 05 giugno scorso, infatti, &#8211; si legge in una nota &#8211; si è svolta la cerimonia d’inaugurazione di Art Bestseller, l’evento internazionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;artista calabrese Raffaele Mazza, di Lamezia, ha avuto l’onore di esporre, quale vincitore come primo classificato all’evento Christmas Art Edition, l’opera dal titolo “Tragedia e Commedia” al Museo Luigi Bellini di Firenze.</strong> Il 05 giugno scorso, infatti, &#8211; si legge in una nota &#8211; si è svolta la cerimonia d’inaugurazione di Art Bestseller, l’evento internazionale promosso dalla Galleria “il Collezionista” di Roma e proprio in queslla location storica di eccellenza, la creazione ha visto la sua creatura tra le opere in evidenza.</p>
<p>Un’opera, quella di Mazza, realizzata in acciaio, marmo di carrara e filo di ferro zincato. Trae origine dalla tragedia greca, che cosi come la commedia, nasce dal culto di Dioniso.</p>
<p>&#8220;Le due facce tipiche rappresentate sulle maschere greche, quella triste della tragedia e quella allegra della commedia, rappresentano &#8211; spiega ancora la nota &#8211;  i due distinti caratteri di Dioniso: pieno di gioia e convivialità, ma anche incline alla grande tristezza. Nella quotidianità spesso ci si trova a passare dalla tragedia al sorriso, quando si riconosce e si accetta il limite personale o quello altrui, avvolte senza rendersi conto, per non deludere sé stessi e gli altri&#8221;.</p>
<p>&#8220;Alla fine dell’evento &#8211; si precisa &#8211; l’opera Mazza rimarrà esposta in permanenza al Museo Luigi Bellini, che l’ha acquisita ufficialmente nella sua prestigiosa collezione, dove è custodita la memoria della famiglia Bellini e una delle più prestigiose collezioni private d&#8217;arte d&#8217;Europa, quindi la storia del collezionismo d&#8217;arte dal 1756 ad oggi&#8221;.</p>
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