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	<title>anniversario Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Aug 2026 10:24:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Davide Ferrerio aggredito a Crotone, sindaco Bologna: Ferita ancora aperta a distanza di quattro anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 10:24:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Quella di Davide Ferrerio (nella foto) è una storia che Bologna non ha mai smesso di considerare propria, per il legame che la sua famiglia ha con la città, per l’amore di Davide verso la sua squadra del cuore, per l’affetto e la solidarietà che ha saputo generare.  L’11 agosto saranno passati quattro anni da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Quella di Davide Ferrerio (nella foto) è una storia che Bologna non ha mai smesso di considerare propria, per il legame che la sua famiglia ha con la città, per l’amore di Davide verso la sua squadra del cuore, per l’affetto e la solidarietà che ha saputo generare. </em><br />
<em>L’11 agosto saranno passati quattro anni da quel giorno, quando per una violenza terribile Davide è entrato in coma. Ieri, ancora una volta insieme alla mamma Giuseppina abbiamo ricordato il percorso condiviso, gli abbracci e la battaglia legale che anche l&#8217;Amministrazione comunale ha condotto accanto alla famiglia, costituendosi parte civile presso il Tribunale di Crotone&#8221;.</em> Inizia così la dichiarazione del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, nell&#8217;anniversario dell&#8217;aggressione a Davide Ferrerio avvenuta a Crotone l&#8217;11 agosto 2022.</p>
<p><em>&#8220;Davide aveva vent&#8217;anni allora e più volte abbiamo sentito raccontare la sua storia dai genitori Massimiliano e Giusy, il fratello Alessandro. Persone che non smetteremo mai di ringraziare per quello che da subito hanno deciso di fare per Davide, standogli accanto, condividendo il proprio dolore con la nostra comunità. Il percorso giudiziario è stato lungo e non privo di momenti di tensione e amarezza per la famiglia- </em>prosegue Lepore<em>. Fin dalle prime udienze, abbiamo voluto che il Comune di Bologna si costituisse parte civile accanto alla famiglia Ferrerio, insieme al Comune e alla Provincia di Crotone. È un gesto che, nella prassi amministrativa italiana, non è affatto scontato: un ente locale si costituisce normalmente parte civile per reati commessi sul proprio territorio o contro il proprio patrimonio e la propria comunità in senso stretto. In questo caso, invece, il Comune ha rivendicato un diritto e un dovere diversi, fondati sul legame identitario e valoriale che unisce Davide, cittadino bolognese, alla città che lo ha visto crescere. È una lettura che trova fondamento nei principi generali dello Statuto comunale, che impegnano l&#8217;Amministrazione alla tutela della dignità della persona, alla solidarietà verso i propri cittadini e alla promozione dei valori di convivenza civile anche al di là dei confini amministrativi in senso stretto&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Non è un atto puramente simbolico.- </em>evidenzia Lepore<em> La costituzione di parte civile comporta un impegno concreto, giuridico e comunicativo: significa che la città, come istituzione, si assume la responsabilità di rappresentare pubblicamente un valore collettivo — la sicurezza, la dignità, il diritto di ogni persona a tornare a casa — anche quando il fatto è avvenuto altrove. Come ha detto in aula il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, accogliendo la presenza di Bologna al proprio fianco, si è trattato &#8220;non solo di un fatto dovuto&#8221;, ma &#8220;dell&#8217;espressione di un sentimento comune&#8221;. A distanza di quattro anni, la vicenda di Davide resta una ferita aperta per Bologna, non solo per la famiglia. È il ricordo di una violenza assurda, che ha spezzato la vita di un ragazzo e quella di chi gli vuole bene. Ed è, insieme, la testimonianza di una città che ha scelto di non restare a guardare: di considerare ogni cittadino, ovunque si trovi, parte di una comunità che non lo abbandona quando la sofferenza bussa alla porta. Alla famiglia Ferrerio, che continua a lottare ogni giorno accanto al letto di Davide, rinnovo tutta la vicinanza della città di Bologna&#8221;- </em>conclude il sindaco felsineo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Capaci, memoria viva”: grande partecipazione ed emozione alla Questura di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/capaci-memoria-viva-grande-partecipazione-ed-emozione-alla-questura-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 12:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isselectedend" style="text-align: justify;">Grande partecipazione e profonda commozione hanno caratterizzato l’iniziativa svoltasi il 25 maggio presso il piazzale della Questura a Catanzaro, in occasione del 34° anniversario della strage di Capaci. La presenza della teca contenente i resti della “Quarto Savona 15”, l’auto di scorta del giudice Giovanni Falcone distrutta nell’attentato del 23 maggio 1992, ha rappresentato un momento di intensa riflessione collettiva e di forte valore simbolico per tutta la comunità. Numerosi cittadini, studenti e personale della Polizia di Stato hanno preso parte all’evento, condividendo un percorso di memoria e di impegno civile nel ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, vittime del vile attentato mafioso.</p>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;">Nello specifico, gli Istruttori tecnico – operativi, il personale dell’Ufficio Scorte e Tutele e del Nucleo Regionale Artificieri hanno illustrato ai presenti la dinamica del sanguinoso attentato, ricostruendo gli istanti immediatamente precedenti all’esplosione. Con il coinvolgimento dell’<span class="whitespace-normal">Ufficio Scolastico Regionale</span>, particolarmente significativa è stata la partecipazione delle scuole del territorio: l’<span class="whitespace-normal">Istituto Tecnico Tecnologico Statale “E. Scalfaro”</span>, il <span class="whitespace-normal">Polo Liceale “Siciliani &#8211; De Nobili”</span> e il <span class="whitespace-normal">Convitto Nazionale “Galluppi”</span>, protagonisti di una mattinata dedicata alla diffusione della cultura della legalità e alla sensibilizzazione delle giovani generazioni sui valori della giustizia, del coraggio e della responsabilità civile.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa si è conclusa in un clima di grande emozione e partecipazione, confermando quanto sia forte e condiviso il desiderio di custodire la memoria di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta contro la criminalità organizzata.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-381088" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_9729.jpg" alt="" width="644" height="483" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_9729.jpg 640w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_9729-300x225.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_9729-560x420.jpg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_9729-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_9729-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-381090" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-scaled.jpg" alt="" width="645" height="368" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-scaled.jpg 2560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-300x171.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-1024x584.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-768x438.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-1536x875.jpg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-2048x1167.jpg 2048w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-737x420.jpg 737w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-696x397.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-1068x609.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/FOTO-2-1920x1094.jpg 1920w" sizes="(max-width: 645px) 100vw, 645px" /></p>
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		<title>Veglia sulla spiaggia per il terzo anniversario della strage dei migranti a Cutro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/veglia-sulla-spiaggia-per-terzo-anniversario-della-strage-dei-migranti-a-cutro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 09:09:29 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Ora sto meglio ma è difficile dimenticare quello che è accaduto qui. È stato brutto. C&#8217;erano famiglie, donne, bambini che non ce l&#8217;hanno fatta. E&#8217; stato troppo brutto&#8230;</em>&#8220;. Muhammad Shariq Shah, ventiseienne pakistano, era a bordo del caicco &#8216;<em>Summer Love</em>&#8216; naufragato esattamente tre anni fa a Steccato di Cutro. Stamattina alle 4 è tornato sulla spiaggia di Steccato di Cutro per partecipare alla veglia in memoria delle vittime di quella strage, promossa dai giornalisti Vincenzo Montalcini e Bruno Palermo. Muhammad parla poco, preferisce restare in silenzio a guardare il mare che oggi è calmo e pacifico, ha gli occhi lucidi: &#8220;<em>Quel giorno era un mare brutto &#8211; </em>ripete<em> &#8211; quando è avvenuto l&#8217;incidente sono salito sul tetto della barca e ho visto due pescatori che ci indicavano di raggiungere la spiaggia con le luci. Poi le onde mi hanno fatto cadere in acqua e poi non ricordo come sono arrivato sulla spiaggia. Due miei amici sono morti</em>&#8220;.</p>
<p>Una cerimonia semplice e silenziosa caratterizzata da un momento di preghiera. Prima proprio il giovane pakistano, superstite del naufragio, ha pregato in arabo, poi è stato don Matteo Mioni, cappellano del carcere di Reggio Emilia giunto appositamente per l&#8217;iniziativa, ad auspicare che &#8220;<em>attraverso la solidarietà, la condivisione e l&#8217;accoglienza questa possa diventare la generazione della speranza</em>&#8220;. Il sacerdote ha poi invitato i presenti a spalmare sulle mani delle persone vicine dell&#8217;olio di nardo proprio come segno di condivisione. Muhammad Shariq Shah insieme ad alcuni familiari delle vittime e al pescatore Vincenzo Luciano, che è stato tra i primi a portare soccorso, hanno lanciato una corona di fiori nel mare.</p>
<p>&#8220;<em>La memoria significa impegno, impegno che abbiamo assunto a sei mesi dalla strage&#8221;</em>, ha detto Vincenzo Montalcini . &#8220;<em>Questo è il luogo e l&#8217;orario per ricordare i sogni spezzati di 94 e più persone a 80 metri dalla riva. Il dolore deve essere memoria propositiva. Abbiamo pregato un dio unico &#8211; ha spiegato &#8211; in modi diversi per rinnovare la promessa che abbiamo fatto di non dimenticare le persone che muoiono in mare in cerca di futuro e speranza. L&#8217;impegno deve essere di pretendere verità e giustizia per queste persone</em>&#8220;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Nel 32° anniversario dell&#8217;eccidio ricordati gli Appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nel-32-anniversario-delleccidio-ricordati-gli-appuntati-antonino-fava-e-vincenzo-garofalo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 11:08:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, alla presenza del Gen. D. Riccardo Sciuto, Comandante della Legione Carabinieri “Calabria” e le autorità civili, militari e giudiziarie assieme ai familiari delle vittime, hanno ricordato, nel 32° anniversario di quell’evento, gli Appuntati Scelti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, caduti in un vile attentato. La commemorazione ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, alla presenza del Gen. D. Riccardo Sciuto, Comandante della Legione Carabinieri “Calabria” e le autorità civili, militari e giudiziarie assieme ai familiari delle vittime, hanno ricordato, nel 32° anniversario di quell’evento, gli Appuntati Scelti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, caduti in un vile attentato.</p>
<p>La commemorazione ha avuto inizio a Palmi, presso la Chiesa di San Rocco, con la messa in suffragio dei militari caduti, officiata dal S.E.R. Mons. Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina &#8211; Palmi, per poi proseguire, con una deposizione di una corona d’alloro, presso l’area di sosta dell’autostrada prima dell’uscita di Scilla, ove fu perpetrato l’attentato e dove oggi si trova il monumento alla memoria dei 2 Carabinieri. I militari e i familiari non hanno mancato, anche quest’anno, di far sentire la loro presenza, a testimonianza dell’inscindibile vincolo che lega nel tempo i militari in servizio, i commilitoni caduti nell’adempimento del dovere e le famiglie che hanno perso i loro cari.</p>
<p>Nella notte del 18 gennaio 1994, durante un servizio esterno, in prossimità del km 420 della A-2 Salerno – Reggio Calabria, gli Appuntati Scelti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, effettivi all’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Palmi, insospettiti da un’auto, si avvicinarono per effettuare un controllo. Fu allora che dalla vettura vennero sparati numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo dei militari che furono feriti mortalmente. Le successive indagini consentirono di ricondurre l’agguato a una strategia criminale, propria delle cosche di ‘ndrangheta calabrese e di mafia siciliana, che negli anni ’90 fu particolarmente aggressiva nei confronti delle Istituzioni e dei loro rappresentanti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-360553" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Palmi-Fava-Garofalo-300x169.jpg" alt="" width="644" height="363" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Palmi-Fava-Garofalo-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Palmi-Fava-Garofalo-1024x576.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Palmi-Fava-Garofalo-768x432.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Palmi-Fava-Garofalo-1536x864.jpg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Palmi-Fava-Garofalo-747x420.jpg 747w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Palmi-Fava-Garofalo-696x392.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Palmi-Fava-Garofalo-1068x601.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Palmi-Fava-Garofalo.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
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		<item>
		<title>San Giorgio Morgeto, cerimonia per il 66° anniversario dell&#8217;eccidio del Carabiniere Pasquale Camarda</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/san-giorgio-morgeto-cerimonia-per-il-66-anniversario-delleccidio-del-carabiniere-pasquale-camarda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2026 09:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[San Giorgio Morgeto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del 66° anniversario della morte del Carabiniere Scelto Pasquale Camarda, alla presenza delle autorità militari, nonché del Sindaco di San Giorgio Morgeto e dei familiari del Carabiniere, l’Arma dei Carabinieri ha voluto ricordare il militare caduto con la deposizione di una corona di alloro presso il largo intitolato al caduto a San Giorgio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del 66° anniversario della morte del Carabiniere Scelto Pasquale Camarda, alla presenza delle autorità militari, nonché del Sindaco di San Giorgio Morgeto e dei familiari del Carabiniere, l’Arma dei Carabinieri ha voluto ricordare il militare caduto con la deposizione di una corona di alloro presso il largo intitolato al caduto a San Giorgio Morgeto (RC) e con la celebrazione della Santa Messa officiata dal Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina- Palmi Mons. Giuseppe Alberti.. </p>
<p>Arruolato nell’Arma dei Carabinieri il 9 febbraio 1948, il Car. Sc. CAMARDA Pasquale, nato a Oliveri (ME) il 21 dicembre 1927, dal 6 maggio 1956 prestò servizio presso la Stazione Carabinieri di San Giorgio Morgeto ove si distinse per la determinazione e la grande professionalità nell’espletamento del quotidiano servizio d’istituto.<br />
Il 3 gennaio 1960, nel corso di un servizio di controllo del territorio, interveniva unitamente al Comandante interinale della Stazione all’interno di un bar di quel centro, avendo notato la presenza di tre pregiudicati del luogo in compagnia di due forestieri. Uno di questi ultimi, alla vista dei militari, minacciava il sottufficiale puntandogli una pistola al fianco. Di conseguenza, il Carabiniere Scelto Camarda reagiva ingaggiando un conflitto a fuoco e feriva uno dei due aggressori dando così modo al superiore di sottrarsi alla minaccia. Nel corso della sparatoria veniva tuttavia colpito mortalmente. Per l’altissimo senso del dovere dimostrato, il Presidente della Repubblica ha conferito alla memoria del Carabiniere Scelto Pasquale CAMARDA la “Medaglia d’Argento al Valor Militare”.</p>
<p>Il Carabiniere Scelto Camarda, già qualche tempo prima dell’evento fatale, aveva dato prova di coraggio e di abnegazione, facendo scudo con il proprio corpo a una bambina che casualmente si era trovata a passare in una contrada dove era in corso un conflitto a fuoco tra i Carabinieri e alcuni malfattori. Un evento, quest’ultimo, rammentato dalla protagonista nel corso della cerimonia e che è stato oggetto di riflessioni da parte degli studenti delle scuole di San Giorgio Morgeto.</p>
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		<title>Nocera Terinese, anniversario di matrimonio da record: Silvio e Teresa, 80 anni di vita insieme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 08:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il matrimonio è, e resterà sempre, il viaggio di scoperta più importante che l’uomo possa compiere. Lo sanno bene i protagonisti di questa splendida favola, che racconta 80 anni di vita insieme: Silvio Trunzo e Teresa Vaccaro. I due nonnini, che compiranno a breve 99 anni, sono nati e cresciuti a Nocera Terinese, un comune [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il matrimonio è, e resterà sempre, il viaggio di scoperta più importante che l’uomo possa compiere. Lo sanno bene i protagonisti di questa splendida favola, che racconta 80 anni di vita insieme: <strong>Silvio Trunzo</strong> e <strong>Teresa Vaccaro</strong>. I due nonnini, che <strong>compiranno a breve 99 anni</strong>, sono nati e cresciuti a<strong> Nocera Terinese</strong>, un comune della provincia di Catanzaro, dove hanno realizzato i sogni più importanti: la famiglia, e un sano rifugio in cui crescere e accudire i propri figli. In questa dimora, intima e confortevole, hanno offerto amore, protezione e supporto. Undici figli sono stati impegnativi, ma loro hanno dimostrato le loro eccezionali virtù. </p>
<p>Entrambi dediti al lavoro e alla famiglia. Lei, donna d’altri tempi, è riuscita ad assolvere, con pazienza e benevolenza, ogni suo dovere e ogni sua mansione, vivendo la maternità come unico senso e come unica idealizzazione. La loro è stata un’esistenza semplice e molto dignitosa. Un percorso di vita intenso e straordinario, che hanno portato avanti con grande forza e grande orgoglio. Erano giovani, forti, solerti. Lavoratori instancabili. Persone oneste e rispettose. Genitori esemplari, che hanno dato un forte senso alla propria vita resistendo alle sfide del tempo. Perché la tempesta si vince con il cuore, con l’amore, con l’indulgenza. Oggi i loro volti raccontano ciò che sono stati e ciò che hanno vissuto. Non solo gioie ed emozioni, ma anche estremo dolore. Due grandi lutti hanno oscurato la loro felicità e intensificato la tristezza e la disperazione. Quella serenità, che regnava sovrana, ha lasciato il posto alla sofferenza. </p>
<p>Una sensazione di pace apparente. Il dolore pesa come un macigno. Il cuore non dimentica, né si rassegna, ma subisce, quotidianamente, il peso dei ricordi. La vita, ad ogni modo, procede. A rilento. In questa quiete apparente, dove tutto scorre lento, si susseguono le loro giornate, che sono placide e infinite. Sempre vicini, seduti uno accanto all’altro, circondati dalle persone più care, ridono, parlano, discutono, mentre il tempo, inesorabilmente, vola via. In quella stanza, luogo che evoca emozioni intense, quei due cuori portano avanti il loro sogno, mantenendo fede alla loro promessa. Insieme fino all’ultimo respiro.<br />
Auguri di cuore!<br />
<em>Catia Pulice</em></p>
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		<title>A 50 anni dall&#8217;omicidio, Mattarella ricorda il giudice calabrese Ferlaino: opporci senza sosta a mafie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 10:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il 3 luglio del 1975, mentre stava rientrando a casa, il giudice Francesco Ferlaino veniva ucciso a colpi di fucile da sicari mai identificati, esponenti della malavita organizzata. Francesco Ferlaino, primo magistrato vittima della criminalità in Calabria, con le sue indagini aveva inferto duri colpi alle organizzazioni criminali, riuscendo a cogliere, con lungimiranza, la complessità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il 3 luglio del 1975, mentre stava rientrando a casa, il giudice Francesco Ferlaino veniva ucciso a colpi di fucile da sicari mai identificati, esponenti della malavita organizzata. Francesco Ferlaino, primo magistrato vittima della criminalità in Calabria, con le sue indagini aveva inferto duri colpi alle organizzazioni criminali, riuscendo a cogliere, con lungimiranza, la complessità della ‘ndrangheta e la sua capacità di penetrare in profondità i sistemi socio-economici&#8221;. Sono le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cinquant&#8217;anni dall&#8217;omicidio del giudice.</p>
<p>&#8220;Ricordare il suo spietato omicidio &#8211; aggiunge &#8211; ci esorta a continuare a opporci senza sosta a quanti disprezzano i valori della società democratica, fondata sulla tutela dei diritti dei cittadini, nella prevalenza delle regole dello Stato di diritto e sulla convinta adesione alla cultura della legalità. A distanza di cinquant’anni, desidero rinnovare i sentimenti di partecipazione e vicinanza della Repubblica ai suoi familiari e a coloro che lo hanno stimato e che in questi lunghi anni ne hanno ricordato la passione e l’encomiabile impegno nello svolgimento dell’attività professionale, dedicando la sua vita a servizio del Paese&#8221;- conclude Mattarella.</p>
<p>Francesco Ferlaino aveva 61 anni, era stato presidente della Corte d’Assise di Catanzaro e avvocato generale della Corte d’Appello calabrese. Fu barbaramente ucciso a fucilate a Nicastro, a pochi metri da casa sua dove lo attendevano i cinque figli. Per quell’omicidio, da cinquant’anni, si attende ancora giustizia.</p>
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		<title>Decimo anniversario della legge sugli ecoreati: Calabria prima per casi di disastro ambientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 13:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia sono 6.979 i reati accertati da giugno 2015 a dicembre 2024, da quando è stata approvata la legge 68/2015 che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale e riformato, in maniera significativa, il sistema sanzionatorio degli illeciti amministrativi e penali previsti nel Testo unico ambientale (D.Lgs 152/2006). La media è di un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia sono 6.979 i reati accertati da giugno 2015 a dicembre 2024, da quando è stata approvata la legge 68/2015 che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale e riformato, in maniera significativa, il sistema sanzionatorio degli illeciti amministrativi e penali previsti nel Testo unico ambientale (D.Lgs 152/2006). La media è di un illecito penale ogni 3 verifiche fatte. In questo arco di tempo sono 21.169 i controlli effettuati, 12.510 le persone denunciate e 556 quelle arrestate; mentre il valore economico dei sequestri ammonta a 1,155 miliardi di euro. Il 40,5% dei reati accertati si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. <strong>La Calabria, settima nella classifica assoluta, è al primo posto, con 59 reati, per quanto riguarda la fattispecie più grave, quella di disastro ambientale</strong>. A scattare questa fotografia sono Legambiente e Libera in vista della conferenza nazionale ControEcomafie, organizzata a Roma per il 16 e 17 maggio presso il Dipartimento di Giurisprudenza di RomaTre, in collaborazione con la stessa Università e l&#8217;associazione &#8220;Casa Comune&#8221;.</p>
<p>Dai dati raccolti, grazie alla collaborazione con tutte le forze dell&#8217;ordine e le Capitanerie di porto, emerge che da giugno 2015 a dicembre 2024 il delitto più accertato è quello dell&#8217;inquinamento ambientale, (art. 452 bis), con 5.506 i controlli effettuati, 1.426 reati, 2.768 persone denunciate, 136 ordinanze di custodia cautelare e 626 sequestri, per un valore di oltre 380 milioni di euro. È bene ricordare che questo delitto prima della legge non era contemplato in Italia. Segue con 964 reati (con un&#8217;incidenza tra controlli e illeciti accertato del 54%), 2.711 persone denunciate, 305 arresti e 475 sequestri, per un valore di oltre 168 milioni di euro, il delitto di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies), recepito nel Codice penale solo nel 2018, essendo già previsto dall&#8217;art. 260 del Testo unico ambientale e prim&#8217;ancora dall&#8217;art. 53 bis del cosiddetto decreto Ronchi, in vigore dal 2001. Terzo delitto più accertato è quello per disastro ambientale (art. 452 quater) contestato 228 volte, con 737 persone denunciate, 100 ordinanze di custodia cautelare e 180 sequestri, per un valore di oltre 85 milioni di euro.  A seguire ci sono i delitti colposi contro l&#8217;ambiente (art. 452 quinques CP) con 107 reati e 105 persone denunciate, l&#8217;impedimento al controllo (art. 452 septies), con 94 reati e 209 persone denunciate, e l&#8217;omessa bonifica (452 terdecies), con 42 reati e 54 denunce, due fattispecie nuove nel sistema penale italiano ma molto significative per le loro implicazioni con il ruolo delle imprese. Infine, per l&#8217;art. 452 ter del Codice penale (morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale) sono stati accertati 19 reati.</p>
<p>Regioni più colpite: A livello nazionale, la classifica delle regioni con più illeciti frutto dell&#8217;analisi aggregata dei dati relativi ai due &#8220;assi&#8221; della legge 68 del 2015 (delitti contro l&#8217;ambiente nel Codice penale e riforma del sistema sanzionatorio previsto nel Testo unico ambientale) vede al primo al primo posto la Campania, con 1.440 reati, 4178 controlli effettuati, e 382 sequestri per un valore di oltre 209 milioni di euro. Secondo posto per la Sardegna con 726 illeciti e prima per persone denunciate (1.627), una regione già segnalata in crescita anche nei dati complessivi del rapporto del 2024 di Ecomafia. Al terzo posto la Puglia (540 reati) che è prima, però per persone arrestate (100), seguita da Lombardia (498 reati) e Sicilia (482), quest&#8217;ultima è prima regione come valore economico dei sequestri effettuati, pari a 432,1 milioni di euro e la seconda come persone denunciate. Sesto posto, in classifica, per il Trentino-Alto Adige con 374 reati, il cui dato è frutto di tre tipologie di illeciti penali: l&#8217;applicazione della parte Sesta-bis del Testo unico ambientale, con 255 reati (art. 318-bis), pari al 68,2% del totale; il Codice di responsabilità degli enti (art. 25 del D.lgs 231/2001), con 58 reati e l&#8217;attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (40 illeciti).</p>
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		<title>80esimo della Liberazione: ecco perché si celebra il 25 aprile, giorno simbolico nella storia d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/80esimo-della-liberazione-ecco-perche-si-celebra-il-25-aprile-giorno-simbolico-nella-storia-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 06:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 25 aprile di ogni anno si celebra in Italia la Festa della Liberazione, un anniversario molto significativo nella storia italiana perché commemora la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, con la fine dell’occupazione nazista e la caduta del fascismo. È una festa nazionale, simbolo della Resistenza, della lotta partigiana condotta dall&#8217;8 settembre 1943 (il giorno in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>25 aprile</strong> di ogni anno si celebra in Italia la <strong>Festa della Liberazione</strong>, un anniversario molto significativo nella storia italiana perché commemora la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, con la fine dell’occupazione nazista e la caduta del fascismo. È una festa nazionale, simbolo della Resistenza, della lotta partigiana condotta dall&#8217;8 settembre 1943 (il giorno in cui gli italiani seppero della firma dell&#8217;armistizio a Cassibile). Quest&#8217;anno di celebra l&#8217;80esimo della Liberazione.</p>
<p>La guerra non finì il 25 aprile 1945. Questo è un giorno simbolico, scelto perché in questa data cominciò la ritirata dei tedeschi e dei soldati della Repubblica di Salò da Milano e Torino, in seguito allo sfondamento della Linea Gotica da parte degli alleati e all’azione della Resistenza. Su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il 22 aprile 1946, il Re Umberto II emanò un decreto: “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. La ricorrenza venne celebrata anche negli anni successivi, ma solo nel 1949 è stata istituzionalizzata come festa nazionale, insieme al 2 giugno, festa della Repubblica.</p>
<p>Da allora ogni anno, in varie città d’Italia da Nord a Sud, il 25 aprile vengono organizzate manifestazioni pubbliche in memoria della Liberazione. Tra gli eventi c&#8217;è il solenne omaggio, da parte del presidente della Repubblica italiana e delle alte cariche dello Stato, al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria a Roma, con la deposizione di una corona di alloro in ricordo ai caduti e ai dispersi italiani nelle guerre.</p>
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		<title>Nel 31° anniversario del duplice omicidio ricordati gli Appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nel-31-anniversario-del-duplice-omicidio-ricordati-gli-appuntati-antonino-fava-e-vincenzo-garofalo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 10:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella notte del 18 gennaio 1994, durante un servizio esterno, in prossimità del km 420 della A-2 Salerno – Reggio Calabria, gli Appuntati Scelti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, effettivi all’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Palmi, insospettiti da un’auto, si avvicinarono per effettuare un controllo. Fu allora che dalla vettura vennero sparati numerosi colpi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella notte del 18 gennaio 1994, durante un servizio esterno, in prossimità del km 420 della A-2 Salerno – Reggio Calabria, gli Appuntati Scelti <strong>Antonino Fava</strong> e <strong>Vincenzo Garofalo</strong>, effettivi all’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Palmi, insospettiti da un’auto, si avvicinarono per effettuare un controllo. Fu allora che dalla vettura vennero sparati numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo dei militari che furono feriti mortalmente. Le successive indagini consentirono di ricondurre l’agguato a una strategia criminale, propria delle cosche di ‘ndrangheta calabrese e di mafia siciliana, che negli anni ’90 fu particolarmente aggressiva nei confronti delle Istituzioni e dei loro rappresentanti.</p>
<p>Nella giornata odierna, nel <strong>31° anniversario</strong> di quell’evento, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, alla presenza del Gen. B. Riccardo Sciuto, Comandante della Legione Carabinieri “Calabria” e le autorità civili, militari e giudiziarie assieme ai familiari delle vittime, hanno ricordato i loro colleghi caduti nel vile attentato. La commemorazione ha avuto inizio a Palmi, presso la Concattedrale, con la messa in suffragio dei militari caduti, officiata dal S.E.R. Mons. Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina &#8211; Palmi, per poi proseguire, con una deposizione di una corona d’alloro, presso l’area di sosta dell’autostrada prima dell’uscita di Scilla, ove fu perpetrato l’attentato e dove oggi si trova il monumento alla memoria dei 2 Carabinieri.</p>
<p>I militari e i familiari non hanno mancato, anche quest’anno, di far sentire la loro presenza, a testimonianza dell’inscindibile vincolo che lega nel tempo i militari in servizio, i commilitoni caduti nell’adempimento del dovere e le famiglie che hanno perso i loro cari.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-294723" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Palmi-messa-300x163.jpg" alt="" width="646" height="351" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Palmi-messa-300x163.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Palmi-messa-768x417.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Palmi-messa-773x420.jpg 773w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Palmi-messa-696x378.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Palmi-messa.jpg 788w" sizes="auto, (max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-294712" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Palmi-Fava-Garofalo-300x162.jpg" alt="" width="646" height="349" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Palmi-Fava-Garofalo-300x162.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Palmi-Fava-Garofalo-696x376.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Palmi-Fava-Garofalo.jpg 723w" sizes="auto, (max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
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