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	<title>alta Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 21 Nov 2025 16:44:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sull&#8217;alta velocità la tecnocrazia idiota sta vincendo sulla politica&#8230;di Flavio Stasi*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 16:40:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;epoca delle barzellette sull&#8217;Alta Velocità è finita con gli ultimi provvedimenti della Comunità Europea. Da quando RFI, braccio armato del Governo, ha paventato la cancellazione del Nodo di Tarsia, ne abbiamo lette di tutti i colori: che quel tracciato era irrealizzabile, che collegava paesini, che penalizzava Reggio Calabria ed altre fandonie del genere. La verità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;epoca delle barzellette sull&#8217;Alta Velocità è finita con gli ultimi provvedimenti della Comunità Europea. Da quando RFI, braccio armato del Governo, ha paventato la cancellazione del Nodo di Tarsia, ne abbiamo lette di tutti i colori: che quel tracciato era irrealizzabile, che collegava paesini, che penalizzava Reggio Calabria ed altre fandonie del genere. La verità è che cancellando l&#8217;unico tracciato realizzabile per il quale sono stati spesi decine di milioni di euro, si intendeva escludere la Calabria dal più grande progetto infrastrutturale del secolo, con la complicità di una immobile Giunta regionale. Basta guardare il tracciato campano, organizzato e gestito da rappresentanze regionali e parlamentari con visione e sano senso di appartenenza: da Battipaglia si muove verso l&#8217;entroterra, fino a Romagnano (meno di 500 abitanti) e poi prosegue fino a Buonabitacolo, garantendo sviluppo alle aree interne, ai poli produttivi, alle comunità sfruttando il corridoio autostradale.</em></p>
<p><em>È ciò che deve avvenire collegando la valle del Crati, circa 600 mila persone che ruotano tra Ionio e Pollino, utenti del servizio ferroviario pubblico e sostenibile, che oggi prendono il treno a Salerno, l&#8217;aereo a Bari o vanno fino a Roma direttamente in auto. Ora che le elezioni sono finite, la Giunta regionale dimostri di avere la schiena diritta nei confronti del Governo, senza coprirsi ulteriormente sostenendo che questo tema riguarda scelte tecniche di RFI, insultando l&#8217;intelligenza dei calabresi e mortificando il ruolo delle istituzioni. Lo stesso Governo e la rappresentanza parlamentare calabrese demordano da questo teorema di abbandono e degrado di una terra, la nostra, che vuole essere messa nelle condizioni di contribuire allo sviluppo del Paese ed ha le potenzialità per farlo, un teorema frutto di una tecnocrazia idiota, ignorante e strapagata.</em></p>
<p><em>Mi appello ancora una volta ai Parlamentari Calabresi ed alla Giunta Regionale: si apra un tavolo di confronto sul tema dell&#8217;Alta Velocità per coinvolgere il Governo su un progetto di sviluppo ambizioso della Calabria, paradossalmente meno complesso ma ben più ambizioso e decisivo del Ponte sullo Stretto, che garantirebbe margini di crescita reali incalcolabili. Le infrastrutture strategiche sono un tema che necessitano di coraggio e visione politica e la Calabria deve essere una terra da collegare e sviluppare, non un lembo di terra da attraversare.</em><br />
*Sindaco di Corigliano-Rossano.</p>
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		<title>Cancellata dal Pnrr l’alta velocità in Calabria- Ecco il documento integrale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cancellata-dal-pnrr-lalta-velocita-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 09:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi di fattibilità da completare, progetti che restano lontani dalla fase esecutiva, tracciati ancora da scegliere e finanziamenti (già previsti) dirottati altrove. Sulla travagliata vicenda dell’alta velocità che dovrebbe collegare Salerno con Reggio Calabria piove una nuova tegola a complicare il futuro della mobilità ferroviaria del meridione. Una tegola dal peso di 9,4 miliardi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Studi di fattibilità da completare, progetti che restano lontani dalla fase esecutiva, tracciati ancora da scegliere e finanziamenti (già previsti) dirottati altrove. Sulla travagliata vicenda dell’alta velocità che dovrebbe collegare Salerno con Reggio Calabria piove una nuova tegola a complicare il futuro della mobilità ferroviaria del meridione. Una tegola dal peso di 9,4 miliardi di euro, tanti come quelli revocati dai progetti strategici e prioritari previsti dai fondi Pnrr-Pnc originariamente destinati alla modernizzazione del tracciato e ora definanziati in seguito alla rimodulazione dei costi illustrata nei giorni scorsi alla commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici di Montecitorio.<br />
È IL RAPPORTO INTERMEDIO sulle infrastrutture curato dal Cresme (Centro ricerche economiche sociologiche di mercato nell’edilizia), dall’Autorità anti corruzione e dall’Ufficio studi della Camera a fare chiarezza sui finanziamenti che riguardano i circa 400 chilometri di sede ferroviaria che dovrebbero modernizzare i trasporti verso la punta dello Stivale e che si dovrebbero affiancare ai lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto, l’opera ormai diventata cavallo di battaglia del ministro alle infrastrutture Salvini e sulla cui fattibilità è arrivato il parere del Cipes. Degli oltre 11 miliardi di fondi revocati (nel mucchio sono finiti anche i lavori per la seconda fase sulla linea ferrata Palermo – Catania e quelli per il nodo Bari – Bari nord) la quasi totalità riguarda la Calabria, da sempre Cenerentola infrastrutturale d’Italia. «Alcuni lotti della fase prioritaria della nuova linea ferroviaria Alta velocità Salerno – Reggio Calabria – si legge sul documento presentato mercoledì alla Camera – ai quali erano stati assegnati 9,4 miliardi di fondi Pnc (i fondi complementari che attingono a risorse nazionali e sono stati stanziati per integrare il Pnnr), ma che in base all’aggiornamento 2024 al contratto di programma 2002-2026 non risultano confermati» (leggere a pag.5 del repporto). Il rapporto accenna poi genericamente al fatto che «l’opera risulta ora finanziata con latri capitoli di bilancio» senza però specificare a quali capitoli di bilancio si riferisca.</p>
<p>UNA MAZZATA finanziaria che arriva a completare il quadro già traballante dello stato di avanzamento dei lavori previsti dal Piano di ripresa e resilienza che in Calabria è fermo a un disarmante 15% del totale e che ha fatto andare su tutte le furie partiti di opposizione e sindacati. «Il governo Meloni ha inferto un colpo durissimo alla Calabria e all’intero Mezzogiorno – attacca il senatore Nicola Irto a capo del Pd Calabrese – Cinico e baro, l’esecutivo di centrodestra continua a considerare il Sud un puro serbatoio di voti. È uno scippo vergognoso – continuano i dem calabresi – che smaschera l’ipocrisia della destra al governo e l’assordante silenzio del presidente Occhiuto. Questo fatto gravissimo rende ancora più folle e insensato il progetto del Ponte sullo Stretto».<br />
UN TAGLIO di finanziamenti drammatico, che fa il paio con la partita di giro che ha stornato 3,5 miliardi di euro dei fondi di coesione sociale previsti per l’adeguamento delle infrastrutture in Calabria e Sicilia e dirottati nei mesi scorsi per rimpolpare i fondi previsti per la realizzazione del collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto e su cui è intervenuto anche il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà durante il consiglio comunale di ieri: «Una strategia ormai chiara quella del governo – ha detto – che, con la complicità di un governo regionale incapace di difendere gli interessi dei calabresi, vuole recidere con un colpo di mano le prospettive di crescita della nostra regione. Questo governo è una sciagura per il Sud e per la Calabria».</p>
<p>A GETTARE ACQUA SUL FUOCO di una polemica che complica il quadro idilliaco tratteggiato dal Presidente Occhiuto nei suoi reel quotidiani sullo stato delle cose in Calabria, ci ha provato l’assessora regionale ai Lavori pubblici Stefania Caracciolo: «In realtà l’operazione che viene fatta dal Mit è quella con cui, con l’avvicinarsi della data di scadenza del Pnrr, si provvede a coprire gli interventi con altri fondi per la quota parte di quelle somme che si ipotizza non spendere entro il termine. Ad oggi, quindi, nessun intervento risulta definanziato ma quelli finanziati con il Pnrr hanno solo mutato le percentuali di fondi Pnrr e di fondi statali».<br />
Preoccupazione sul taglio dei fondi già stanziati arriva poi dalla Cgil regionale che, attraverso il suo segretario Luigi Veraldi, ricorda i continui allarmi lanciati dal sindacato: «Sono mesi che denunciamo il taglio dei lavori sull’alta velocità che in questo momento resta poco più che una chimera. Viene da sorridere però a pensare che la notizia della revoca dei fondi arrivi proprio alla vigilia degli stati generali di Forza Italia per il Mezzogiorno che prendono il via oggi a Reggio: non c’è che dire, proprio un bel biglietto da visita».<br />
(<em>Fonte ilmanifesto.it</em>)</p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Rapporto_Infrastrutture_Intermedio_Pnrr.pdf">Rapporto_Infrastrutture_Intermedio_Pnrr</a></p>
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		<title>AV SA-RC, sindaco Franz Caruso: &#8220;Salvini in Calabria conferma scippo dell&#8217;importate infrastruttura&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/av-sa-rc-sindaco-franz-caruso-salvini-in-calabria-conferma-scippo-dellimportate-infrastruttura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 18:38:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La conferma drammatica alle preoccupazioni che ho espresso insieme ai Sindaci ed ai tecnici del comitato tecnico politico appositamente costituitosi, da oltre un anno, portando avanti una battaglia determinata, per le quali sono stato accusato di mistificare la realtà, arriva oggi direttamente dal Ministro Salvini. Il leader della Lega, senza alcun pudore, comunica che il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> &#8220;La conferma drammatica alle preoccupazioni che ho espresso insieme ai Sindaci ed ai tecnici del comitato tecnico politico appositamente costituitosi, da oltre un anno, portando avanti una battaglia determinata, per le quali sono stato accusato di mistificare la realtà, arriva oggi direttamente dal Ministro Salvini. Il leader della Lega, senza alcun pudore, comunica che il vecchio studio di fattibilità per realizzare l&#8217;alta velocità ferroviaria Sa-RC, corredato da una copiosa documentazione tecnica e da una relazione di sintesi di 223 pagine e costato ben 35 milioni di euro, è stato considerato carta straccia ed annuncia una nuova progettazione in corso che poi, nel rispetto dei tecnici, finanzierà. Insomma lo scippo è servito&#8221;. Lo afferma il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, appena appreso delle dichiarazioni rilasciate dal Ministro Matteo Salvini, che prosegue: &#8220;I leghisti di Calabria, nel totale silenzio del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ai miei dubbi e perplessità hanno risposto nel corso del tempo con tracotanza e sicurezza, addirittura, portando ad esempio &#8220;talpe al lavoro per scavare gallerie&#8221; come se l&#8217;infrastruttura fosse già in costruzione. </p>
<p>Ed, invece, siamo tornati indietro di oltre 24 anni, ancor prima di quel 2001 quando l&#8217;opera fu decisa e finanziata con oltre 9 miliardi di euro rinvenienti dal Fondo Complementare, che mi auguro e spero siano rimasti impegnati per il medesimo fine. Oggi, si cancellano con un colpo di mano tutte le procedure fin qui portate avanti e si ricomincia dagli annunci e dalla progettazione, aggiungendo al danno pure la beffa. Si ipotizza, infatti, ma i &#8220;tecnici devono ancora studiarne la fattibilità&#8221;, una nuova linea AV sul fronte tirrenico che, comunque, rischierebbe o di velocizzare la tratta esistente o di dar vita ad un secondo tracciato su cui sarebbe necessario, però, costruire una linea elettrica particolarmente potente sulla quale convogliare un investimento importante per una struttura capace di produrre energia tale da supportate l&#8217;AV. Struttura quest&#8217;ultima, non prevista per il tracciato tirrenico ma esistente per il percorso dorsale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Da queste constatazioni – conclude Franz Caruso – è sorto il sospetto ed il timore, che oggi il Ministro Salvini conferma che si voglia completare il tutto a Romagnano per poi, per come spavaldamente affermavano i tecnici RFI nel corso del dibattito pubblico svoltosi a Praia, semplicemente procedere ad una velocizzazione della linea tirrenica&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/av-sa-rc-sindaco-franz-caruso-salvini-in-calabria-conferma-scippo-dellimportate-infrastruttura/">AV SA-RC, sindaco Franz Caruso: &#8220;Salvini in Calabria conferma scippo dell&#8217;importate infrastruttura&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Anche oggi pesanti disagi per i viaggiatori meridionali: Fs chiede scusa per i ritardi dell&#8217;alta velocità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/anche-oggi-pesanti-disagi-per-i-viaggiatori-meridionali-fs-chiede-scusa-per-i-ritardi-dellalta-velocita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 13:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[velocità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche oggi viaggiatori costretti a fare i conti con pesanti ritardi e disservizi sulla rete ferroviaria. La circolazione ferroviaria sulla linea ad alta velocità Roma-Napoli è tornata regolare dopo un problema tecnico che si è verificato stamattina vicino a Gricignano, in provincia di Caserta, ed è stato risolto due ore dopo. &#8220;In riferimento agli accadimenti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche oggi viaggiatori costretti a fare i conti con pesanti ritardi e disservizi sulla rete ferroviaria. La circolazione ferroviaria sulla linea ad alta velocità Roma-Napoli è tornata regolare dopo un problema tecnico che si è verificato stamattina vicino a Gricignano, in provincia di Caserta, ed è stato risolto due ore dopo. &#8220;In riferimento agli accadimenti degli ultimi mesi, il Gruppo Fs è consapevole delle ricadute sui viaggiatori e a tutti loro rinnova le scuse&#8221;. </p>
<p>“L&#8217;azienda, in costante e proficua collaborazione con il Ministero dei Trasporti – si legge – sta attuando una serie di azioni volte a migliorare il servizio ferroviario. Queste misure si rendono necessarie a causa dell&#8217;elevato numero di cantieri attualmente attivi, che caratterizzano il piano di investimenti del Pnrr e il programma pluriennale di manutenzioni e di potenziamento delle infrastrutture ferroviarie. L&#8217;obiettivo è quello di limitare al massimo i disagi per i viaggiatori&#8221;.</p>
<p>&#8220;Attualmente sono operativi circa 1.200 cantieri, tra opere strategiche e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Questi lavori sono indispensabili per raggiungere gli obiettivi del Pnrr e rendere la rete ferroviaria più moderna, efficiente e sicura&#8221;, si legge ancora nella nota.</p>
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		<item>
		<title>Infrastrutture, Caracciolo: Per l&#8217;Alta velocità confermati tutti gli investimenti Rfi in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/infrastrutture-caracciolo-per-lalta-velocita-confermati-tutti-gli-investimenti-rfi-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 07:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[alta]]></category>
		<category><![CDATA[conferma]]></category>
		<category><![CDATA[fondi]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Stefania Caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non esiste alcun taglio dei fondi per l&#8217;Alta Velocità in Calabria, né un loro fantomatico dirottamento verso altre opere&#8221;. Così Maria Stefania Caracciolo, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Calabria. &#8220;Rfi- spiega l&#8217;assessore &#8211; che ha interlocuzioni quotidiane con le strutture della Regione, conferma tutti gli investimenti, oltre 9 miliardi di euro previsti per l&#8217;Alta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non esiste alcun taglio dei fondi per l&#8217;Alta Velocità in Calabria, né un loro fantomatico dirottamento verso altre opere&#8221;. Così Maria Stefania Caracciolo, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Calabria.</p>
<p>&#8220;Rfi- spiega l&#8217;assessore &#8211; che ha interlocuzioni quotidiane con le strutture della Regione, conferma tutti gli investimenti, oltre 9 miliardi di euro previsti per l&#8217;Alta Velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria. Ad oggi, peraltro, le opere finanziate dai fondi detti, o sono in gara, o stanno chiudendo l&#8217;iter approvativo e, pertanto, sono state pienamente messe a terra, cosa che nel passato spesso non è avvenuta&#8221;.</p>
<p>Caracciolo, infine, sottolinea che &#8220;il governo Meloni non ha toccato alcun capitolo di spesa per il lavori pubblici già programmati in Calabria. Il resto sono fake news&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/infrastrutture-caracciolo-per-lalta-velocita-confermati-tutti-gli-investimenti-rfi-in-calabria/">Infrastrutture, Caracciolo: Per l&#8217;Alta velocità confermati tutti gli investimenti Rfi in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Flavio Stasi: Sull&#8217;Alta Velocità si prendono in giro i calabresi, ma quasi tutti continuano a tacere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/flavio-stasi-sullalta-velocita-si-prendono-in-giro-i-calabresi-ma-quasi-tutti-continuano-a-tacere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 07:45:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[alta]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Stasi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nei giorni scorsi ho letto con estremo favore le note dei gruppi in Consiglio Regionale del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico sul definanziamento dell&#8217;Alta Velocità in Calabria. La sparizione dei soldi per la nostra AV rappresenta l&#8217;ennesimo atto di una debacle politico-istituzionale che è impossibile nascondere coi proclami e giocando a nascondino, un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/flavio-stasi-sullalta-velocita-si-prendono-in-giro-i-calabresi-ma-quasi-tutti-continuano-a-tacere/">Flavio Stasi: Sull&#8217;Alta Velocità si prendono in giro i calabresi, ma quasi tutti continuano a tacere</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nei giorni scorsi ho letto con estremo favore le note dei gruppi in Consiglio Regionale del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico sul definanziamento dell&#8217;Alta Velocità in Calabria. La sparizione dei soldi per la nostra AV rappresenta l&#8217;ennesimo atto di una debacle politico-istituzionale che è impossibile nascondere coi proclami e giocando a nascondino, un evento facilmente prevedibile per un fatto molto semplice: l&#8217;unico progetto compatibile con i tempi del PNRR è quello per il quale si era già abbondantemente lavorato, ovvero quello interno per il quale sono stati spesi 35 milioni di euro di soldi dei cittadini&#8221;. Parole del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi.</p>
<p>&#8220;La cosa probabilmente più imbarazzante di questa vicenda &#8211; aggiunge &#8211; è che alla politica continua a rispondere RFI, più o meno implicitamente, facendo comparire sul comunicato per la Galleria Santomarco, sotto l&#8217;elenco dei tratti che verranno realizzati, una riga che ha del magico: &#8216;Lotto 2 (Praia-Paola) e altri lotti a completamento: progettazione in corso&#8217;. Traducendo in maniera meno formale, &#8220;progetti vari ed eventuali: poi vediamo&#8221;. Nel frattempo, i 35 milioni del progetto li buttano nel cestino ed i 10 miliardi per i lavori sono stati spostati altrove, perché non c&#8217;è alcun progetto &#8220;cantierabile&#8221;. Purtroppo, tutto esattamente come previsto. Ma davvero il management di questa azienda pubblica gestita dal Governo pensa di continuare a prenderci in giro? E la politica regionale e nazionale maggioranza di Governo, in tutto questo, esattamente come la pensa? Possibile che per ragioni di schieramento si possa continuare a restare inermi di fronte ad una questione che non dovrebbe rappresentare un elemento di divisione politica e che riguarda tutti i calabresi, da Reggio Calabria al Pollino? Continuiamo ad assistere a posizioni funamboliche o ambigue, come quella imbarazzante sulla Autonomia Differenziata, o come quella sul piano dei vincoli idrogeologici, per il quale la Regione ha dato prima il proprio parere positivo – probabilmente senza neppure sapere di cosa si trattasse – per poi aprire &#8216;un tavolo di confronto con l&#8217;Autorità di bacino&#8217;, due mesi dopo&#8221;.</p>
<p>Per Flavio Stasi &#8220;Sull&#8217;Alta Velocità serve una presa di posizione che vada oltre i colori politici e che costringa RFI a riprendere l&#8217;unico progetto sul quale si è già lavorato e con il quale si potrà tornare ad investire le risorse PNRR, che rappresentano l&#8217;unica possibilità di realizzazione di questa opera che non va interpretata solo come un collegamento tra il Centro Italia e la Sicilia, ma come l&#8217;occasione per consentire ad interi tessuti sociali e produttivi di svilupparsi contribuendo alla crescita del Paese. Forse qualcuno lo ha dimenticato, ma lo scopo generale del PNRR doveva essere questo&#8221;.</p>
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		<title>Senese (Uil Calabria): No a tagli Pnrr per alta velocità ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/senese-uil-calabria-no-a-tagli-pnrr-per-alta-velocita-ferroviaria-tra-salerno-e-reggio-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 12:05:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[alta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La Uil Calabria esprime una ferma opposizione ai tagli paventati dal governo ai fondi del Pnrr destinati alla realizzazione di alcuni lotti dell’alta velocità ferroviaria fra Salerno e Reggio Calabria. Questa decisione, se confermata, rischia di compromettere uno dei progetti infrastrutturali più importanti per il nostro territorio, è inaccettabile e deve essere rivista con urgenza”. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La Uil Calabria esprime una ferma opposizione ai tagli paventati dal governo ai fondi del Pnrr destinati alla realizzazione di alcuni lotti dell’alta velocità ferroviaria fra Salerno e Reggio Calabria. Questa decisione, se confermata, rischia di compromettere uno dei progetti infrastrutturali più importanti per il nostro territorio, è inaccettabile e deve essere rivista con urgenza”. Lo afferma, in una nota, la segretaria regionale della Uil Maria Elena Senese. “Il collegamento ferroviario ad alta velocità fra Salerno e Reggio Calabria – aggiunge – rappresenta un’opportunità fondamentale per il rilancio economico della Calabria. Non solo contribuirà a ridurre i tempi di percorrenza e migliorare l’accessibilità, ma stimolerà anche lo sviluppo turistico e commerciale della regione. Tagliare i fondi per questo progetto significa negare al Sud Italia un diritto fondamentale alla mobilità e all’integrazione con il resto del Paese”.</p>
<p>“La realizzazione di questa infrastruttura – sottolinea la leader della Uil calabrese – è cruciale per attrarre investimenti e migliorare le condizioni di vita dei cittadini calabresi. La nostra organizzazione è convinta che il taglio di questi fondi potrebbe portare a una stagnazione economica, aggravando la già precaria situazione occupazionale della regione. Ogni euro investito in infrastrutture è un euro investito in occupazione e sviluppo, e ogni taglio rappresenta una perdita irreparabile di opportunità per i nostri giovani e per le generazioni future. Il Pnrr è stato concepito per ridurre il divario infrastrutturale tra Nord e Sud e per promuovere una crescita inclusiva e sostenibile. I tagli ai fondi destinati all’alta velocità ferroviaria vanno in direzione opposta rispetto agli obiettivi di coesione e sviluppo stabiliti dalla Commissione Europea e dal governo italiano”.</p>
<p>“È fondamentale – sostiene ancora Senese – che il governo mantenga gli impegni assunti e destini le risorse necessarie per completare questo progetto, non solo per la Calabria, ma per il futuro di tutta l’Italia. Chiediamo pertanto al governo di rivedere immediatamente questa posizione e di garantire il ripristino dei fondi per il progetto di alta velocità ferroviaria fra Salerno e Reggio Calabria. È essenziale avviare un confronto serio con le parti sociali e le istituzioni locali per pianificare e rendere esecutivi i progetti infrastrutturali strategici per la Calabria. La Uil Calabria è pronta a mobilitarsi per difendere il diritto alla mobilità e allo sviluppo del nostro territorio. Ci aspettiamo che il governo ascolti le voci dei lavoratori, delle associazioni e dei cittadini calabresi, riconoscendo l’importanza di investire in infrastrutture che possono realmente cambiare il volto della nostra regione”. </p>
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		<title>Sposato (Pd): dal governo nazionale e regionale solo proclami per l&#8217;Alta Velocità in Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 10:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[alta]]></category>
		<category><![CDATA[Franca Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;alta velocità in Calabria, opera strategica che rappresenta per la nostra regione e l&#8217;intero sud una necessità, per colmare il divario infrastrutturale esistente rispetto alle regioni del nord, per rilanciare l&#8217;economia, per migliorare la mobilità e con essa la qualità di vita dei calabresi, rischia di diventare sempre più un miraggio. Nel crono programma che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;alta velocità in Calabria, opera strategica che rappresenta per la nostra regione e l&#8217;intero sud una necessità, per colmare il divario infrastrutturale esistente rispetto alle regioni del nord, per rilanciare l&#8217;economia, per migliorare la mobilità e con essa la qualità di vita dei calabresi, rischia di diventare sempre più un miraggio. Nel crono programma che si è dato Ferrovie dello Stato la mega opera, con un costo complessivo stimato in circa 30 miliardi di euro, nei lotti che riguardano il nostro territorio, non partirà prima del 2030&#8221;. Sono riflessioni di Franca Sposato, delegata alle Infrastrutture per la segreteria regionale del Partito Democratico della Calabria. </p>
<p>&#8220;Per il momento, il governo nazionale ed il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che tanto si prodiga ad annunciare miliardi di euro di investimenti per il sud,- aggiunge &#8211; ha ritenuto prioritario realizzare l&#8217;integrazione tra le regioni Campania, Basilicata e Puglia che verrà attivata nel 2027, concentrando l&#8217;attenzione sul quadrilatero Napoli – Battipaglia – Taranto e Bari, dove viene destinata la maggior parte delle risorse. Si annuncia in pompa magna un investimento che coinvolge le regioni Campania, Basilicata, Calabria, salvo omettere di dire  che, in realtà, il territorio calabrese sarà interessato solo per pochi chilometri fino a Praia. Dopo Praia, con inizio -ribadiamo- solo nel 2030, non è dato sapere che fine farà il progetto dell&#8217;Alta Velocità, se ci sarà una prosecuzione e attraverso quale tracciato o se, invece, tutto, come è plausibile a questo punto pensare, si fermerà ai piedi della Calabria. E allora, ancora una volta, la nostra regione sarà condannata a rimanere a guardare alla finestra. E noi calabresi, ancora una volta, saremo stati illusi e disillusi da un governo e da un Ministro che annuncia con toni trionfalistici lo sblocco definitivo di una infrastruttura strategica e nevralgica per il sud, con il via libera della Commissione del MASE, per poi omettere di dire che sud significa solo Campania e Basilicata, perché la Calabria di fatto rimane esclusa&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tra studi di fattibilità, progettazione, discussioni sul tracciato migliore, di tempo sulla realizzazione dell&#8217;Alta Velocità ne è trascorso fin troppo. E allora in questa prospettiva, anche aspettare per un solo lotto, il 2030 rappresenta inevitabilmente un tempo infinito, inaccettabile per una regione che da troppi anni sta pagando un caro prezzo in termini di mancanza di una rete di trasporti moderna ed efficiente. È necessario allora &#8211; evidenzia Sposato &#8211; che il Presidente Occhiuto dimostri davvero di tutelare la regione che governa, non consentendo che continui a rimanere isolata e che sia destinataria di un&#8217;Alta Velocità che si paventa farlocca e che a conti fatti, risorse alla mano, sembra non si voglia concretamente realizzare. La Calabria ha bisogno di risposte concrete e di progetti realizzabili. Non possiamo più permetterci di rimanere tagliati fuori da quelli che sono i principali corridoi di mobilità, accettando in un silenzio assordante che l&#8217;alta velocità si fermi a Praia&#8221;.</p>
<p>&#8220;È necessario, allora, che venga convocato un tavolo tecnico con Ferrovie dello Stato e Trenitalia, che si spieghi ai calabresi perché un ingente somma di risorse PNRR destinate alla Calabria sono state dirottate ad altre regioni e che si faccia quanto più possibile per difendere un opera necessaria a ridare dignità e prospettiva di futuro ad un territorio vessato da un tempo ormai non più accettabile&#8221;- conclude la delegata alle Infrastrutture per la segreteria regionale del Pd calabrese.</p>
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		<title>In Italia 2 milioni di famiglie in povertà energetica: in Calabria la percentuale più alta con il 22,4%</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/in-italia-2-milioni-di-famiglie-in-poverta-energetica-in-calabria-la-percentuale-piu-alta-con-il-224/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 12:48:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2022 è aumentata la povertà energetica in Italia delle famiglie tra le fasce medie mentre è diminuita tra quelle delle fasce più deboli: in linea generale, le famiglie in povertà energetica si attestano sui 2 milioni, pari al 7,7 % del totale. E’ quanto emerge dallo studio “Evoluzione della povertà energetica in Italia” realizzato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2022 è aumentata <strong>la povertà energetica</strong> in Italia delle famiglie tra le fasce medie mentre è diminuita tra quelle delle fasce più deboli: in linea generale, le famiglie in povertà energetica si attestano sui 2 milioni, pari al 7,7 % del totale. E’ quanto emerge dallo studio <strong>“Evoluzione della povertà energetica in Italia”</strong> realizzato dall’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (Oipe) e presentato in collaborazione con Fondazione Banco dell’energia, – l’Ente senza scopo di lucro che sostiene le famiglie in situazione di vulnerabilità economica e sociale. Lo studio Oipe rileva che tutte le famiglie hanno risentito dell’aumento dei prezzi energetici ma in modo diverso: quelle vulnerabili, grazie alle misure di sostegno e di contenimento dei prezzi, hanno subito meno gli aumenti. <strong>Nel 2022 c’è stato un rincaro di 500 euro rispetto al 2021, che spinge la spesa annua media per energia elettrica e riscaldamento delle famiglie a 1.915 euro</strong>.</p>
<p>Un +32%, secondo l’analisi Oipe, a fronte di prezzi al consumo cresciuti del 50% e del 34,7%, rispettivamente per energia elettrica e gas. Per il solo riscaldamento, invece, la spesa è salita del 29%, moderata anche dall’aumento generale delle temperature.<br />
Le famiglie in povertà energetica calano nelle Isole e nel Centro, restano stabili al Nord e si concentrano di più nei piccoli centri e nelle aree suburbane. La Toscana e le Marche registrano la percentuale più bassa con il 4,5%,<strong> la Calabria quella più alta, con il 22,4%.</strong> <strong>Quest’ultima è anche la regione con l’incremento maggiore (+5,7 punti percentuali). </strong></p>
<p>“La riduzione della povertà energetica nel 2022 va interpretata in un contesto di ingenti sussidi concessi dal Governo e di interventi transitori su fiscalità e componenti tariffarie dei prodotti energetici. Non è una politica sostenibile nel medio termine ed è necessario che si organizzi, al più presto, una strategia di contrasto al fenomeno che si basi su analisi rigorose e su strumenti mirati per contemperare i vincoli di finanza pubblica e l’efficacia degli interventi che devono essere destinati solo alle famiglie vulnerabili” ha commentato Paola Valbonesi, presidente dell’Oipe.</p>
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		<title>In Italia la più alta mortalità d&#8217;Europa nel 2022 a causa del caldo: 18mila morti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/in-italia-la-piu-alta-mortalita-deuropa-nel-2022-a-causa-del-caldo-18mila-morti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 15:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia ha registrato la più alta mortalità &#8216;per caldo&#8217; in Europa durante la stagione estiva 2022. Nel Vecchio continente tra il 30 maggio e il 4 settembre 2022 si stimano 61.672, di cui 18.010 nel nostro Paese, che ha registrato 2,28º C in più rispetto alla media storica. Lo Stivale è stato anche il Paese [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia ha registrato la più alta mortalità &#8216;per caldo&#8217; in Europa durante la stagione estiva 2022. Nel Vecchio continente tra il 30 maggio e il 4 settembre 2022 si stimano 61.672, di cui 18.010 nel nostro Paese, che ha registrato 2,28º C in più rispetto alla media storica. Lo Stivale è stato anche il Paese più colpito in termini di popolazione, con 295 decessi dovuti al caldo per milione, ben al di sopra della media europea, stimata in 114 decessi per milione. Lo indica uno studio condotto dall&#8217;Istituto di Barcellona per la salute globale (ISGlobal), in collaborazione con l&#8217;Istituto nazionale della salute francese (Inserm), e pubblicato oggi su Nature Medicine. L&#8217;analisi epidemiologica indica anche una maggiore vulnerabilità femminile: si stima, infatti, che il 63% in più di donne rispetto agli uomini sia morto a causa del caldo, con l&#8217;incidenza più alta nella regione mediterranea. Il rapporto sottolinea come l&#8217;estate scorsa sia stata la più calda mai registrata in Europa ed è stata caratterizzata da un&#8217;intensa serie di ondate di calore, siccità e incendi boschivi da record. Mentre Eurostat, l&#8217;ufficio statistico europeo, aveva già segnalato un eccesso di mortalità insolitamente elevato per quelle date, finora non era stata quantificata la parte di mortalità attribuibile al caldo. Ora il team di ricerca franco- spagnolo ha analizzato i dati sulla temperatura e sulla mortalità per il periodo 2015-2022 per 823 regioni in 35 Paesi europei, la cui popolazione totale rappresenta più di 543 milioni di persone.</p>
<p>Questi dati sono stati utilizzati per stimare i modelli epidemiologici e prevedere la mortalità attribuibile alla temperatura per ogni regione e settimana del periodo estivo. I numeri dello scorso anno evidenziano come le anomalie di temperatura più elevate sono state registrate durante il mese più caldo, da metà luglio a metà agosto. Questa coincidenza ha amplificato, secondo i ricercatori, la mortalità legata al caldo, causando 38.881 decessi tra l&#8217;11 luglio e il 14 agosto. In questo periodo di poco più di un mese si è verificata un&#8217;intensa ondata di calore paneuropea tra il 18 e il 24 luglio, alla quale sono stati attribuiti in totale 11.637 decessi.<br />
In termini assoluti, ribadiscono i ricercatori, il Paese con il maggior numero di decessi attribuibili al caldo durante l&#8217;intera estate del 2022 è stato l&#8217;Italia, con un totale di 18.010 morti, seguito da Spagna (11.324) e Germania (8.173). Anche rispetto al tasso di mortalità &#8216;da caldo&#8217;, il primo Paese è l&#8217;Italia (295 decessi per milione), seguita da Grecia (280), Spagna (237) e Portogallo (211). La media europea è stata stimata in 114 morti per milione. Guardando solo alle anomalie di temperatura, il Paese con il valore più caldo è la Francia, con +2,43° C sopra i valori medi per il periodo 1991-2020, seguita da Svizzera (+2,30°C), Italia (+2,28°C), Ungheria (+2,13°C) e Spagna (+2,11°C).<br />
Lo studio ha mostrato un aumento molto marcato della mortalità nelle fasce di età più avanzate, e soprattutto nelle donne. Si stima che ci siano stati 4.822 decessi tra i minori di 65 anni, 9.226 decessi tra le persone di età compresa tra 65 e 79 anni e 36.848 decessi tra le persone di età superiore a 79 anni. In termini di analisi di genere, i dati mostrano che la mortalità attribuibile al caldo è stata del 63% più alta nelle donne che negli uomini, con un totale di 35.406 morti premature (145 morti per milione), rispetto ai 21.667 morti stimati negli uomini (93 morti per milione). Questa maggiore vulnerabilità delle donne al caldo si osserva nella popolazione nel suo complesso e, soprattutto, nelle persone di età superiore agli 80 anni, dove il tasso di mortalità è del 27% superiore a quello degli uomini. Al contrario, il tasso di mortalità maschile è superiore del 41% nelle persone di età inferiore ai 65 anni e del 13% in quelle di età compresa tra i 65 e i 79 anni.</p>
<p>A oggi, la più alta mortalità estiva in Europa è stata registrata nel 2003, quando si sono avuti oltre 70.000 decessi in eccesso. &#8220;L&#8217;estate del 2003 è stata un fenomeno eccezionalmente raro, anche tenendo conto del riscaldamento antropogenico osservato fino a quel momento. Questa eccezionalità ha evidenziato la mancanza di piani di prevenzione e la fragilità dei sistemi sanitari nell&#8217;affrontare le emergenze legate al clima, cosa che è stata in parte affrontata negli anni successivi&#8221;, spiega Joan Ballester Claramunt, primo autore dello studio e ricercatore presso ISGlobal, titolare di una borsa di studio del Consiglio europeo della ricerca. &#8220;Al contrario, le temperature registrate nell&#8217;estate del 2022 non possono essere considerate eccezionali, nel senso che si sarebbero potute prevedere seguendo le serie di temperature degli anni precedenti, e che mostrano un&#8217;accelerazione del riscaldamento nell&#8217;ultimo decennio&#8221;, sottolinea.<br />
&#8220;Il fatto che più di 61.600 persone in Europa siano morte a causa dello stress da caldo nell&#8217;estate del 2022, anche se, a differenza del 2003, molti Paesi disponevano già di piani di prevenzione attivi, suggerisce che le strategie di adattamento attualmente disponibili potrebbero essere ancora insufficienti&#8221;, afferma Hicham Achebak, ricercatore dell&#8217;Inserm e dell&#8217;ISGlobal e ultimo autore dello studio. &#8220;L&#8217;accelerazione del riscaldamento osservata negli ultimi dieci anni sottolinea l&#8217;urgente necessità di rivalutare e rafforzare in modo sostanziale i piani di prevenzione, prestando particolare attenzione alle differenze tra i Paesi e le regioni europee, nonché ai divari di età e di genere, che attualmente segnano le differenze di vulnerabilità al calore&#8221;, aggiunge.<br />
L&#8217;Europa è il continente che sta sperimentando il maggior riscaldamento, fino a 1° C in più rispetto alla media globale. Le stime del team di ricerca suggeriscono che, in assenza di una risposta adattativa efficace, il continente dovrà affrontare una media di oltre 68.000 morti premature ogni estate entro il 2030 e oltre 94.000 entro il 2040.<br />
(<em>Adnkrono</em>s)</p>
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