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	<title>aggressioni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Jun 2025 13:37:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Catanzaro, firmato in Prefettura protocollo di allerta per medici ospedali contro le aggressioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 13:37:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato firmato, questa mattina, nella Prefettura di Catanzaro un protocollo contro le aggressioni ai danni di personale medico e paramedico degli ospedali &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; di Catanzaro, &#8216;Giovanni Paolo II&#8217; di Lamezia Terme, Soverato e del presidio di Soveria Mannelli. Un strumento a disposizione degli operatori sanitari che genera allert visivi e sonori e contatta il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato firmato, questa mattina, nella Prefettura di Catanzaro un protocollo contro le aggressioni ai danni di personale medico e paramedico degli ospedali &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; di Catanzaro, &#8216;Giovanni Paolo II&#8217; di Lamezia Terme, Soverato e del presidio di Soveria Mannelli. Un strumento a disposizione degli operatori sanitari che genera allert visivi e sonori e contatta il 112 Nue attivando il pronto intervento degli operatori di Polizia. L&#8217;intesa è diretta a facilitare la comunicazione tra i luoghi di cura, la Centrale unica di risposta NUE112 e le centrali operative delle forze dell&#8217;ordine con un un pulsante di emergenza che potrà essere utilizzato solo in casi specifici che allerterà il 112. Gli operatori, nel caso in cui non potessero utilizzare il pulsante, potranno telefonare al 112 che, attraverso una parola specifica concordata, sapranno come intervenire in caso d&#8217;emergenza trasferendo la chiamata all&#8217;amministrazione competente per territorio. Il Protocollo avrà la durata di tre anni e punta a innalzare il livello di sicurezza, ridurre i tempi di intervento delle forze dell&#8217;ordine e permettere una risposta più efficace alle situazioni di criticità che mettono a rischio l&#8217;incolumità del personale medico.</p>
<p>&#8220;L&#8217;iniziativa &#8211; ha spiegato il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa &#8211; nasce dall&#8217;ultima aggressione che c&#8217;è stata nelle settimane scorse all&#8217;ospedale di Lamezia. Bisogna dare una risposta a questi episodi perché non è possibile che i nostri medici e operatori sanitari subiscano continue aggressioni. È un fenomeno purtroppo che riguarda tutti i territori. Abbiamo messo a punto un sistema che prevede di velocizzare i tempi di intervento con il Nue 112 e che allerta le forze dell&#8217;ordine in base al piano di controllo coordinato del territorio&#8221;. &#8220;Registriamo in varie parti del corpo sociale &#8211; ha detto il questore Giuseppe Linares &#8211; una recrudescenza di violenza spesso anche con manifestazioni quotidiane di insofferenza, ma in alcuni casi si tratta di problematiche relative al disagio che la gente vive quando si approccia a servizi con un esiguo personale medico o paramedico. Iniziative come questa che il Prefetto ha voluto adottare di concerto con la Questura e con il Comando provinciale dell&#8217;Arma e con le autorità sanitarie, va nella direzione di anticipare il più possibile la soglia di tutela, eliminando le varie criticità che ci possono essere&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Giuseppe Mazzulla &#8211; di uno forzo sinergico tra tutte le realtà coinvolte sul territorio. Ci siamo chiesti cosa potevamo fare di più e abbiamo pensato a dare una mano a tutto il personale medico e paramedico che si trova in difficoltà a gestire i familiari di un paziente. Aiuteremo in quei casi non solo di aggressione, ma anche di danneggiamento&#8221;. Alla firma hanno partecipato anche il commissario straordinario dell&#8217;Azienda ospedaliero universitaria &#8220;Renato Dulbecco&#8221; di Catanzaro Simona Carbone, il commissario straordinario dell&#8217;Asp Antonio Battistini e il responsabile della Centrale unica di risposta NUE 112 Gino Tosi.</p>
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		<title>Vibo, aggressioni a medici e personale sanitario: per la vigilanza in ospedale arriva l&#8217;Esercito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 10:48:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per contrastare e prevenire il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, l&#8217;esercito vigilerà sull&#8217;ospedale di Vibo Valentia. La decisione è stata presa dal prefetto Paolo Giovanni Grieco e rientra in un piano di rimodulazione dei servizi di vigilanza già operati dall&#8217;Esercito su obiettivi sensibili nel territorio vibonese nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8216;Strade sicure&#8217;. Nell&#8217;ospedale di Vibo, nei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per contrastare e prevenire il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, l&#8217;esercito vigilerà sull&#8217;ospedale di Vibo Valentia. La decisione è stata presa dal prefetto Paolo Giovanni Grieco e rientra in un piano di rimodulazione dei servizi di vigilanza già operati dall&#8217;Esercito su obiettivi sensibili nel territorio vibonese nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8216;Strade sicure&#8217;.</p>
<p>Nell&#8217;ospedale di Vibo, nei mesi scorsi, si sono verificati diversi casi di medici ed infermieri aggrediti da pazienti o da loro familiari. Per tale motivo, il prefetto ha ritenuto di rafforzare la vigilanza, spostando alcune aliquote dell&#8217;esercito sul nosocomio. I militari continueranno quindi a svolgere i loro servizi di vigilanza su siti ed obiettivi sensibili sempre in stretto coordinamento con i carabinieri e la polizia.</p>
<p>La vigilanza al pronto soccorso dell&#8217;ospedale &#8216;Jazzolino&#8217; era stata rafforzata anche dall&#8217;Azienda sanitaria provinciale.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Aggressioni a infermieri e operatori sanitari. Sposato (Opi Cosenza): management si costituisca parte civile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/aggressioni-a-infermieri-e-operatori-sanitari-sposato-opi-cosenza-management-si-costituisca-parte-civile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 13:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano gli episodi di aggressione agli operatori sanitari, soprattutto medici ed infermieri. È questa la vera motivazione per cui molti &#8220;scappano&#8221; per trovare rifugio in altre unità operative oppure rinunciano all&#8217;incarico. &#8220;Serve a poco inaugurare nuovi spazi e dare l&#8217;immagine che tutto è cambiato, quando tutto resta uguale, appare come la solita strategia gattopardiana. L&#8217;Opi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano gli episodi di aggressione agli operatori sanitari, soprattutto medici ed infermieri. È questa la vera motivazione per cui molti &#8220;scappano&#8221; per trovare rifugio in altre unità operative oppure rinunciano all&#8217;incarico. &#8220;Serve a poco inaugurare nuovi spazi e dare l&#8217;immagine che tutto è cambiato, quando tutto resta uguale, appare come la solita strategia gattopardiana. L&#8217;Opi di Cosenza intende denunciare pubblicamente la grave situazione di insicurezza in cui versa il P.S. di Cosenza ed invitano il management dell&#8217;Azienda Ospedaliera a mettere in atto tutto quanto necessario a garantire la sicurezza degli operatori e ripristinare le regole negli accessi, chiedendo quali provvedimenti, immediati, intenda attuare per debellare il fenomeno delle aggressioni&#8221;. Fausto Sposato, presidente degli infermieri cosentini, difende l&#8217;intera categoria.<br />
E pone alcune questioni al management dell&#8217;azienda ospedaliera di Cosenza. &#8220;Da troppo tempo si sorvola sull&#8217;argomento per non affrontarlo ma oggi non è più possibile alcun rinvio. Alla luce dell&#8217;ennesimo grave episodio accaduto al Pronto Soccorso di Cosenza e che ha avuto come protagonista, suo malgrado, un infermiere, visto che la situazione è diventata insostenibile, l&#8217;Ordine degli Infermieri di Cosenza interviene a difesa dei propri iscritti&#8221;, assicura Sposato.</p>
<p>Come riportato da alcuni quotidiani, pare che esista un fantomatico &#8220;saltafila&#8221;. Per Sposato, &#8220;nel caso fosse vero sarebbe un fatto gravissimo oltre che illegale ed illegittimo; diversamente si dovrebbero diffidare gli organi di stampa dal pubblicare tali notizie che generano destabilizzazione tra gli utenti e che non rendono credibile i percorsi di accesso. Di sicuro qualche falla organizzativa c&#8217;è stata altrimenti non sarebbe successo nulla: pertanto chiediamo di individuare le responsabilità ed intervenire&#8221;, spiega. E poi: &#8220;Non abbiamo contezza del numero dei vigilanti per turno ma ci chiediamo, viste le continue aggressioni, se il numero sia proporzionato al numero degli accessi. Bisognerebbe capire come mai il punto maggiormente strategico e critico dell&#8217; azienda ospedaliera, che è il Pronto Soccorso, non ha ancora un coordinatore di ruolo visto che ben tre vincitori hanno, stranamente, rinunciato. Ci auguriamo che l&#8217;A.O. di Cosenza si costituisca parte civile al fine di tutelare la propria immagine e quella dei propri dipendenti. Episodi così non possono restare impuniti. Gli operatori vanno tutelati altrimenti si rischia il collasso ed il degrado morale e civile, in barba ad ogni regola, anche di buonsenso&#8221;, la denuncia pubblica dell&#8217;Opi.</p>
<p>Per tutto cio, gli infermieri confidano nella volontà del &#8220;management aziendale&#8221; di volere risolvere definitivamente la questione affrontandola ed impegnandosi a risolvere le criticità presenti. Diversamente riterremo anche loro corresponsabili di eventuali altri episodi e denunceremo il tutto agli organi superiori. Agli operatori va tutto il nostro sostegno e li invitiamo a denunciare qualunque forma di prevaricazione e di violenza, anche verbale. In questo appello abbiamo incontrato anche la solidarietà del Presidente dell&#8217;Ordine dei Medici di Cosenza con il quale ci siamo confrontati&#8221;.</p>
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		<title>Aggressioni all&#8217;ospedale di Vibo, De Nisi: &#8220;Serve un posto di Polizia e incrementare il personale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 12:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[De Nisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vibo Valentia – «Ormai è diventata una vera emergenza. Siamo di fronte a un fenomeno allarmante sul quale intervenire senza ulteriori perdite di tempo». Francesco De Nisi, consigliere regionale e segretario di “Azione” in Calabria, commenta in questo modo le ultime aggressioni ai danni del personale all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. Il riferimento specifico del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vibo Valentia – «Ormai è diventata una vera emergenza. Siamo di fronte a un fenomeno allarmante sul quale intervenire senza ulteriori perdite di tempo». Francesco De Nisi, consigliere regionale e segretario di “Azione” in Calabria, commenta in questo modo le ultime aggressioni ai danni del personale all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. Il riferimento specifico del consigliere è agli episodi del 14 e 15 marzo scorsi e a quello di ieri, perpetrati contro infermieri e un operatore socio – sanitario in servizio al nosocomio vibonese.  </p>
<p>Nell’ottica del consigliere De Nisi la questione è ad ampio raggio e va osservata da diverse angolature. «Questi accadimenti stanno diventando un’abitudine – aggiunge De Nisi -. Scene pericolose per il buon andamento della Sanità, in un contesto nel quale i professionisti del settore sono costretti a operare tra difficoltà risalenti nel tempo. È vero che la carenza dei medici non aiuta, ma sembrerebbe che dopo la visita i pazienti resterebbero nel Pronto Soccorso in attesa di un posto letto con la conseguente necessità di assistenza continua di tipo infermieristico e, soprattutto, socio – assistenziale. Tutto ciò accende l&#8217;ira dei pazienti e dei &#8220;parenti&#8221; da cui scaturiscono episodi di collera che si trasforma spesso in episodi di violenza fisica nei confronti degli  operatori sanitari, costretti a lavorare in condizioni estreme».</p>
<p>Un quadro difficile, nel quale «ci si mette anche i pochi infermieri operanti al Pronto Soccorso e la carenza di Oss senza sottovalutare che durante i turni di notte è disponibile un solo operatore socio &#8211;  sanitario», evidenza ancora De Nisi.<br />
Da qui la conclusione: «Si impone, come necessario, incrementare il numero del personale  socio &#8211; assistenziale oltre un posto di fisso di Polizia».</p>
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		<item>
		<title>Vibo Valentia, nuove aggressioni agli infermieri del pronto soccorso. Tucci: atti d&#8217;inciviltà devono finire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 14:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Tucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Voglio esprimere tutta la mia solidarietà al personale infermieristico del pronto soccorso dell&#8217;Ospedale Jazzolino di Vibo, oggetto nei giorni scorsi di due diverse aggressioni, con minacce di morte in un caso, da parte di pazienti dalle maniere poco civili&#8221;. Lo scrive in una nota il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci, che aggiunge: &#8220;Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Voglio esprimere tutta la mia solidarietà al personale infermieristico del pronto soccorso dell&#8217;Ospedale Jazzolino di Vibo, oggetto nei giorni scorsi di due diverse aggressioni, con minacce di morte in un caso, da parte di pazienti dalle maniere poco civili&#8221;. Lo scrive in una nota il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci, che aggiunge: &#8220;Il fenomeno delle aggressioni ai sanitari non è nuovo, già in passato si sono verificati fatti analoghi, a cui si è cercato di porvi rimedio senza tuttavia ottenere significativi risultati. La presenza della vigilanza armata sul posto evidentemente funziona fino a certo punto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Medici e infermieri finiscono molto spesso &#8211; continua Tucci &#8211; a fungere da parafulmine per situazioni a loro non imputabili, lontane dalle loro responsabilità. Le stranote criticità del personale ridotto all&#8217;osso, che esercita svolgendo spesso turni massacranti, la strumentazione obsoleta e la struttura fatiscente creano il terreno fertile per queste incresciose intemperanze. Non dimenticando, tra le cause, una buona dose di maleducazione insita in alcuni pazienti. Del nuovo ospedale, poi, non si sa più nulla, &#8220;l&#8217;imminente apertura del cantiere&#8221;, di cui la destra vibonese ha favoleggiato per mesi, è caduta nel dimenticatoio. Parole al vento, come al solito&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nei prossimi giorni &#8211; avverte il deputato &#8211; contatterò il commissario dell&#8217;Asp Battistini, figura molto attenta e sensibile, per capire come venire a capo del problema. Questi atti d&#8217;inciviltà nei confronti di chi si prende cura della nostra salute devono finire&#8221;, conclude Tucci.</p>
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		<item>
		<title>Stanganelli: Garante sarà parte civile in procedimenti penali per aggressioni a personale sanitario</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/stanganelli-garante-sara-parte-civile-in-procedimenti-penali-per-aggressioni-a-personale-sanitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 10:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[Garante]]></category>
		<category><![CDATA[Paola]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Stanganelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Nell’esprimere la mia vicinanza e solidarietà al medico vittima di aggressione all’Ospedale “San Francesco” di Paola, comunico di aver dato mandato all’Avvocato Stefania Valente, legale dell’Ufficio del Garante della Salute, che ringrazio per il prezioso supporto, di avviare tutte le iniziative necessarie per la costituzione di parte civile del Garante della Salute in tutti i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Nell’esprimere la mia vicinanza e solidarietà al medico vittima di aggressione all’Ospedale “San Francesco” di Paola, comunico di aver dato mandato all’Avvocato Stefania Valente, legale dell’Ufficio del Garante della Salute,  che ringrazio per il prezioso supporto, di avviare tutte le iniziative necessarie per la costituzione di parte civile del Garante della Salute in tutti i procedimenti penali per aggressioni ai danni del personale sanitario.” E’ quanto annunciato questa mattina dalla Garante Regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli.</p>
<p>Il Garante della Salute della Regione Calabria, a seguito dei gravi episodi di  violenza commessi ai danni di  professionisti sanitari soprattutto nei Pronto soccorso e nelle postazioni di continuità assistenziale, ovvero là dove i servizi sono particolarmente caratterizzati da una gestione di situazioni di emergenza e da prestazioni di elevata complessità, esprime profonda preoccupazione per vicende che, nel tradursi in aggressioni fisiche, verbali o di comportamento, minano la sicurezza nella sanità rendendo più vulnerabile l’ambiente di lavoro.  I casi di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Locri e più recentemente Paola, testimoniano l’esistenza di un fenomeno culturale che affonda le sue radici anche nei problemi di deficit organizzativo per carenza di personale e richiede risposte decise e incisive che scaturiscano non solo da una nuova collaborazione tra management, operatori sanitari e cittadini ma anche e soprattutto da un lavoro sinergico da parte delle Istituzioni. La violenza e le molestie quali rischi psicosociali emergenti in materia di sicurezza e salute, soprattutto nel settore sanitario, oltre a deteriorare le condizioni di lavoro compromettono irreversibilmente la qualità della sicurezza delle  cure  poiché gli atti di violenza producono conseguenze  non solo sulla salute dei lavoratori  quali depressione, rabbia, irritabilità, perdita di fiducia in sé stessi, stress lavoro correlato, burnout ma determinano ricadute negative anche  sull’ operatività e sull’organizzazione dei presidi sanitari nel loro complesso, riducendo l’efficienza della struttura e la qualità del servizio: abbandono del lavoro, richiesta di trasferimento presso settori non di medicina d’emergenza,  riduzione per intensità e durata della relazione con i pazienti, assenteismo, aumento del turnover. Tutti aspetti che si riverberano negativamente sull’intera comunità, esposta al rischio di ricevere servizi peggiori e con costi più elevati, minando così il diritto fondamentale dei cittadini alla salute e la garanzia che agli utenti vengano garantiti i servizi e le prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza, nel rispetto della ripartizione delle competenze tra lo Stato e la Regione.</p>
<p>Ecco perché il Garante, nello stigmatizzare con forza questi episodi di violenza e nell’esprimere solidarietà e vicinanza alle vittime, intende offrire un segnale forte nella direzione della deterrenza e repressione del fenomeno. Di tal ché, nel rispetto dell’alto compito per il quale è stato eletto, consacrato nella  L. R. 10 luglio 2008, n. 22, richiamato nel Regolamento di Funzionamento dell’Ufficio, ovvero la vigilanza “sul rispetto della personalità e della dignità del cittadino in rapporto alla fruizione dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria”, e la  verifica della “piena attuazione nel territorio regionale dei diritti di tutte le persone in materia di assistenza sanitaria e socio-sanitaria”, attraverso la “tutela della funzionalità e efficacia nell’erogazione delle prestazioni, le condizioni materiali e organizzative delle strutture e dei presidi socio-sanitari”,  determinando la condotta penalmente illecita la lesione del suo interesse prevalente a che i cittadini fruiscano di un’organizzazione sanitaria efficiente e di qualità, posto che, nel caso concreto, gli atti di violenza perpetrati ai danni degli operatori sanitari e/o delle strutture all’interno delle quali gli stessi operano, inevitabilmente, nell’immediato, paralizzano la prestazione assistenziale, rendendo meno tempestiva ed efficiente la risposta ai bisogni di cura degli altri utenti,  esprime la propria intenzione di  costituirsi   parte civile in tutti i procedimenti penali per aggressioni ai danni del personale sanitario.<br />
Il Garante auspica, inoltre,  che si potenzino il personale di sicurezza e la formazione degli operatori sulla gestione dei pazienti violenti e, soprattutto, che  in chiave di prevenzione vengano definite strategie di comunicazione e condotte campagne informative e di sensibilizzazione pubbliche sul fenomeno, anche in relazione alla violenza verso quegli operatori sanitari che operano nel campo delle cure domiciliari, considerando che l’assistenza domiciliare costituisce la modalità assistenziale maggiormente in crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione.  In tale contesto l’istituzione dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-sanitarie, ad opera della L. 14 agosto 2020, n. 113, insediatosi l’11 marzo 2022, in occasione della prima “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, istituita per il 12 marzo di ogni anno, al fine di sensibilizzare la cittadinanza a una cultura che condanni ogni forma di violenza, costituisce un valido strumento ai fini del monitoraggio, studio e promozione di iniziative volte a garantire la sicurezza dei professionisti, in un’ottica di promozione della salute dei lavoratori e di  crescita virtuosa di una cultura condivisa sul fenomeno da parte dei diversi portatori di interessi. </p>
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		<title>Paradiso (UilPa): Ancora disordini ed aggressioni in carcere Catanzaro ad agenti polizia penitenziaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:41:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Paradiso]]></category>
		<category><![CDATA[Siano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo allarme lanciato dal segretario Regionale della UILPA-Polizia Penitenziaria, Salvatore Paradiso in relazione alla situazione della casa circondariale di Catanzaro. &#8220;Anche quest’anno &#8211; scrive &#8211; si registra una stagione rovente, ma non dal punto di vista climatico: nel carcere di Siano per più giorni gli stessi detenuti hanno creato disordini, aggressioni, danni ingenti alla struttura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo allarme lanciato dal segretario Regionale della UILPA-Polizia Penitenziaria, Salvatore Paradiso in relazione alla situazione della casa circondariale di Catanzaro. &#8220;Anche quest’anno &#8211; scrive &#8211; si registra una stagione rovente, ma non dal punto di vista climatico: nel carcere di Siano per più giorni gli stessi detenuti hanno creato disordini, aggressioni, danni ingenti alla struttura penitenziaria e danni anche presso l’Ospedale dove un detenuto era stato accompagnato per un TSO. Purtroppo come al solito a pagarne le spese è stata la Polizia Penitenziaria che è sempre più sola ad affrontare le criticità&#8221;.</p>
<p>A tutto questo. prosegue Paradiso &#8211; &#8220;Fa da cornice la mancanza di specialisti – psichiatri e psicologi , di medici , di educatori   e spesso è la Polizia Penitenziaria a sopperire a tali assenze, checché ne dica il capo del Dap&#8230; Alcuni detenuti nella giornata di ieri e per tutta la notte hanno messo in atto una protesta inaccettabile, aggredendo anche il personale di Polizia Penitenziaria, hanno persino divelto i cancelli e rotto tutte le apparecchiature dell’Amministrazione Penitenziaria provocando danni ingenti. Solo l’esperienza, la capacità di dialogo e la professionalità hanno fatto sì che non succedesse quanto accaduto alcuni anni fa in altri Istituti. Ma anche due sere fa, uno di questi, ha messo in atto una forma di protesta sia nell’Istituto penitenziario che presso l’Ospedale dove era stato accompagnato ed anche in tale circostanza la professionalità della Polizia Penitenziaria ha avuto la meglio sull’inciviltà e la barbarie&#8221;.</p>
<p>Ma il bollettino &#8211; sottolinea ancora Paradiso &#8211; &#8220;non si esaurisce qua: un Ispettore è stato oggetto di forme di aggressione nei giorni precedenti, più volte, in differenti reparti. Oramai la gestione dei detenuti con disagio psichico – circa 90 a fronte di 10 posti detentivi per tali utenti– è sfuggita di mano e le responsabilità sono rinvenibili nelle autorità sovraordinate – Prap e Dap – che non sapendo come intervenire hanno creato dei veri e propri ospedali psichiatrici giudiziari negli Istituti penitenziari dove purtroppo non vi sono nemmeno le figure che erano presenti negli OPG – Psichiatri, psicologi, assistenti sociali ed educatori -. E’ difficile pensare che ci possano essere cambiamenti in un sistema ormai sprofondato nel precipizio e dove il cambio dei Capi del Dap serve veramente a poco– in assenza di vere misure preventive, di strumenti seri e interventi governativi tesi a colmare le gravi carenze organiche&#8221;.</p>
<p>&#8220;Cosa avrà fatto mai la Polizia Penitenziaria per meritarsi tutto ciò?&#8221;- si chiede in conclusione e amaramente Salvatore Paradiso.</p>
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		<title>Covid Italia, escalation di aggressioni ai sanitari: Sindacato &#8216;Nursing Up&#8217; pronto a costituirsi parte civile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 14:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Nursing up]]></category>
		<category><![CDATA[sanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non poteva cominciare in modo peggiore il 2022 degli infermieri italiani. In pochi giorni, tra Natale e Capodanno, si è registrata una nuova vergognosa escalation di violenza ai danni dei nostri infermieri, impegnati da alcune settimane in una nuova delicata battaglia per fronteggiare una variante del Covid, Omicron, che corre veloce come non mai e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Non poteva cominciare in modo peggiore il 2022 degli infermieri italiani. In pochi giorni, tra Natale e Capodanno, si è registrata una nuova vergognosa escalation di violenza ai danni dei nostri infermieri, impegnati da alcune settimane in una nuova delicata battaglia per fronteggiare una variante del Covid, Omicron, che corre veloce come non mai e che sta nuovamente cambiando radicalmente le nostre esistenze, la nostra quotidianità. Triste palcoscenico di veri e propri duelli rusticani, sono questa volta gli affollati ospedali della Capitale: il San Giovanni Addolorata e il Policlinico di Tor Vergata si sono trasformati in veri e propri ring nei giorni di festa, presi d&#8217;assalto da malati e pazienti decisamente “fuori controllo”. Il bollettino di guerra è da brividi, si fa fatica solo a immaginare che tutto questo possa accadere in luoghi “sacri”, dove l’impegno comune dovrebbe essere, come non mai in questo delicato frangente, quello di agevolare i professionisti della sanità nel fronteggiare la crescita esponenziale dei ricoveri, con il primo obiettivo di tutelare la salute dei cittadini. Una infermiera del San Giovanni, a cui un paziente ha addirittura strappato una falange a morsi, e poi un operatore sanitario che a Tor Vergata è stato ripetutamente colpito con pugni al torace fino a cadere a terra e fratturarsi un arto, riportando due settimane di prognosi: questi sono i fatti che ci riferiscono i nostri referenti locali, veri e propri episodi ai confini della realtà». Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up</p>
<p>«Appare indiscutibile che il vertiginoso aumento dei ricoveri, nel pieno della quarta ondata, rischia concretamente di generare una nuova paralisi in un sistema sanitario già barcollante. Ed è palese che, a fronte della cronica carenza di personale che può arrivare a toccare in piena emergenza anche le 110mila unità, con i nosocomi alle prese con l’inarrestabile crescita delle infezioni degli operatori sanitari (se ne contano ben 2490 in più nelle ultime 48 ore, questo equivale a ben 2041 infermieri contagiati nei primi due giorni del nuovo anno!), si verificano situazioni di vero e proprio caos, in particolare nei pronto soccorsi, generate da stress, paura e il più delle volte dalla totale inadeguatezza delle strutture ospedaliere. Gli operatori sanitari e in particolare gli infermieri diventano così vittime dell’incontrollata violenza e ira di pazienti che scagliano su di loro la rabbia, le incertezze, le angosce. Si parte dalle minacce, come quelle avvenute al Policlinico Umberto I, dove nel giorno di Santo Stefano, un 71enne brandisce un cacciavite contro gli infermieri, e su arriva alle aggressioni fisiche vere e proprie. Decine di pazienti in coda in un pronto soccorso del San Camillo ormai saturo dove non c’è nemmeno posto per accogliere i malati in attesa, costretti a rimanere all’esterno, oppure due soli infermieri a gestire al Policlinico di Tor Vergata circa cinquanta pazienti in attesa di un posto letto, o ancora al Sant’Andrea, sempre area pronto soccorso, oltre 80 persone in attesa di cure di cui oltre la metà bisognosi di un ricovero che non si ha la certezza di poter ottenere. Sono queste le “giornate tipo” degli ospedali romani in piena emergenza Omicron. Ora basta, continua De Palma, questi incivili sono degni di stare nelle patrie galere, e le aziende sanitarie che non tutelano la sicurezza dei propri infermieri ne risponderanno in Tribunale. Siamo pronti a costituirci parte civile a fianco dei colleghi vessati. La nostra classe politica non fa altro che tacere di fronte a fatti di cronaca che vanno ben oltre qualsiasi tollerabilità umana, e che non sono degni di un Paese Civile. Le norme esistenti sono inefficaci  per prevenire i fenomeni di violenza verso gli operatori sanitari. Il Sindacato Nursing Up, da oltre un anno, nelle sue coraggiose campagne ed iniziative anti-violenza, chiede il ripristino dei presidi delle forze di pubblica sicurezza negli ospedali italiani, oppure, in subordine, la creazione di strutture aziendali dedicate alla protezione e sicurezza degli ambienti ed operatori sanitari. Parliamo di un sistema di protezione generalizzato, che interessi tutte le aziende sanitarie italiane con la solida regia del Ministero degli Interni, affinché si mettano in atto azioni organizzative concrete per stroncare sul nascere questi vergognosi fenomeni».</p>
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		<title>Lamezia, aggressioni ad agenti Polfer: sit in sindacati, chiesto aumento organico e dotazione di taser</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-aggressioni-ad-agenti-polfer-sit-in-sindacati-chiesto-aumento-organico-e-dotazione-di-taser/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Oct 2021 15:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[organico]]></category>
		<category><![CDATA[Polfer]]></category>
		<category><![CDATA[sit-in]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aumento dell&#8217;organico, potenziamento del presidio, taser in dotazione. Queste, in sintesi, le richieste dei sindacati di Polizia che stamani hanno organizzato un sit-in davanti la stazione ferroviaria di Lamezia Terme centrale dove, nei giorni, scorsi, in due occasioni, sono stati aggrediti quattro dei sedici agenti in servizio alla Polizia ferroviaria. &#8220;L&#8217;unico vero atto dovuto &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aumento dell&#8217;organico, potenziamento del presidio, taser in dotazione. Queste, in sintesi, le richieste dei sindacati di Polizia che stamani hanno organizzato un sit-in davanti la stazione ferroviaria di Lamezia Terme centrale dove, nei giorni, scorsi, in due occasioni, sono stati aggrediti quattro dei sedici agenti in servizio alla Polizia ferroviaria.</p>
<p>&#8220;L&#8217;unico vero atto dovuto &#8211; ha detto Gianfranco Morabito, segretario provinciale del Siulp &#8211; sarebbe quello di una presa di coscienza del Governo che metta in agenda, in primis, il tema delle aggressioni alle forze dell&#8217;ordine e provveda, senza ritardi, a correggere le incresciose storture ordinamentali e, nel contempo, si determini ad implementare gli organici tanto del Commissariato di Lamezia Terme quanto delle Specialità (Polizia Ferroviaria, Stradale e di Frontiera) operanti nel comprensorio lametino che, da troppo tempo, soffrono di carenze non più sopportabili&#8221;.<br />
&#8220;E&#8217; normale &#8211; gli ha fatto eco Giuseppe Brugnano, segretario nazionale Fsp &#8211; che riducendo di più la coperta ci si riduce a sopprimere anche il turno notturno e, se in valutazione, sopprimere anche quello serale. Con questi numeri è difficile garantire quel target di sicurezza che la cittadinanza si aspetta da noi&#8221;.<br />
A portare la solidarietà ai colleghi anche il neoeletto consigliere regionale Antonio Montuoro, agente di polizia, il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro insieme ad alcuni consiglieri comunali, ed il parlamentare della Lega Domenico Furgiuele. </p>
<p>(<em>Ansa)</em></p>
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		<title>Pestaggi di gruppo, 11 misure cautelari a Cutro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pestaggi-di-gruppo-11-misure-cautelari-a-cutro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 04:55:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Cutro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vitro &#8211; I carabinieri della Compagnia di Crotone, con il supporto di personale dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Calabria, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 11 persone (di cui 2 destinatari della misura in carcere e 9 degli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vitro &#8211; I carabinieri della Compagnia di Crotone, con il supporto di personale dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Calabria, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 11 persone (di cui 2 destinatari della misura in carcere e 9 degli arresti domiciliari), indagate, a vario titolo, di atti persecutori, lesioni personali aggravate, violenza privata e calunnia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/pestaggi-di-gruppo-11-misure-cautelari-a-cutro/">Pestaggi di gruppo, 11 misure cautelari a Cutro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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