Domenico non parla da 6 anni con suo padre Francesco e con sua nonna Maria Elena. Ora Francesco e Maria Elena vorrebbero riallacciare il rapporto con lui e hanno chiesto aiuto alla celebre trasmissione televisiva capitanata da Maria De Filippi. Per consegnare la posta a Domenico il postino di “C’è posta per te” è sceso a Corigliano Calabro. Una situazione lavorativa un pò complicata vede la famiglia di Domenico dividersi prima per lavoro e poi per l’arrivo di una nuova donna nella vita del capofamiglia. I rapporti si inclinano fino ad interrompersi tra genitore e figlio ma a rimetterci è anche la nonna paterna, anche lei in studio a chiedere un nuovo rapporto col nipote. La storia ha un lieto fine a metà poichè il giovane Domenico decide di aprire la “Busta” solo per l’amata nonna ritrovata mentre il papà esce dallo studio.
Categoria: Italia Mondo
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Pedofilo torturato in carcere dai compagni di cella: «Lo hanno spogliato e messo con la testa nel wc»
Torturato dai detenuti in prigione. Un uomo, accusa di pedofilia, è stato preso di mira da alcuni detenuti reclusi insieme a lui che, dopo aver saputo dei suoi reati, lo hanno torturato e molestato per vendetta di quanto fatto. Il 21enne si trova in prigione all’HMP Pentonville, in attesa della condanna definitiva che dovrebbe arrivare il mese prossimo.
L’uomo è detenuto con l’accusa di abusi su minore, dopo aver chiuso una ragazza in un appartamento di Londra e averla violetata per ore insieme a due complici. Un reato che ha sconvolto persino gli altri prigionieri che hanno deciso di fargliela pagare a modo loro. Il 21enne è stato frustato con un cavo elettrico nel bagno del carcere, è stato costretto a togliersi i vestiti, è stato picchiato e gli è stata messa le testa nel water.
Le immagini choc sono state filmate, come riporta anche Metro, e ora le autoritò stanno prendendo provvedimenti. Sotto indagini sono finiti non solo gli episodi di violenza ma anche il possesso di telefoni all’interno del carcere da parte dei detenuti. -

Proposta delle Sardine: studenti del Sud fate l’Erasmus al Nord e viceversa
“Sono decenni che i giovani del Sud fanno l’Erasmus al Nord a vita. Non sempre per piacere”. “Perché non ripristinare fin dall’Università una sorta di Erasmus tra regioni del sud e del nord?”, si è domandato il leader Mattia Santori, “Perché un napoletano non può farsi sei mesi al Politecnico di Torino e un torinese sei mesi a Napoli o a Palermo per studiare archeologia, arte, cultura o diritto?”. Le sardine ne hanno parlato con il Ministro del Mezzogiorno Provenzano e a lui hanno avanzato una serie di proposte per favorire una connessione tra diverse aree del Paese. Non sono mancate le repliche via Social: ″È da un po’ che voglio imparare il foggiano” – “Vogliono fare come Benvenuti al Sud” sono stati alcuni dei commenti. Diciamo che la proposta non è stata presa proprio sul serio.
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Don Bucci: “La pedofilia non uccide nessuno l’aborto sì” ed è polemica
Caos sulle parole del sacerdote Bucci, in difesa della pedofilia: “Questo è l’insegnamento della Chiesa. La legge canonica, il Concilio Vaticano II e il primo catechismo cattolico. Non so quali ulteriori evidenze dovrei presentare”. Secondo il sacerdote, mentre la pedofilia non uccide nessuno, l’aborto toglie la vita a un bimbo. Il sacerdote di 72 anni, della chiesa del Sacro Cuore di West Warwick, aveva espresso il suo categorico no all’aborto in più occasioni – come quando ha escluso dalla comunione nella sua parrocchia tutti i 44 deputati che avevano approvato la legge in materia e portando a confronto anche i dati per cui il numero di bambini uccisi dall’aborto è maggiore di quello dei bimbi uccisi per pedofilia o violenza sessuale. Non si è fatta attendere la replica di Carol Hagan McEntee, tra i 44 banditi dalla comunione: “Quando dice che la pedofilia non uccide – ha detto la donna – beh, chiaramente non capisce”. “Avrebbe dovuto venire al Campidoglio e ascoltare le testimonianze – ha proseguito la deputata – e saprebbe che ci sono molte vittime che non sono più tra noi. Voci ferite a cui hanno rubato l’infanzia. Hanno praticamente distrutto le loro vite. E quelli che ancora possiamo ascoltare sono tra i fortunati perché sono ancora vivi; non sono morti per overdose o suicidio. Ce ne sono molti altri che non sono mai riusciti a farsi avanti”.
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“Brigata Sbarre”: a Reggio Calabria anche oggi ci laviamo domani
Brigata Sbarre fa il punto sulla situazione idrica di Reggio Calabria e in una nota il coordinatore Giancarlo La Monica scrive così: “Rubinetti asciutti, a tutti è capitato, almeno una volta, di doversi lavare con le “bottiglie”; alcuni, i più sfortunati, vivono situazioni di disagio per giorni e giorni. A distanza di un anno dai “festeggiamenti”, alle parole del sindaco Pinocchio non sono seguiti i fatti. Quando proclamava di aver risolto i problemi idrici della città, grazie all’acqua della diga del Menta, sapeva benissimo di mentire”. “I disagi dunque non sono cessati, anzi, sono aumentati, a causa del debito che il comune ha accumulato nei confronti della Sorical, la quale non ricevendo l’importo pattuito ha diminuito l’erogazione del prezioso liquido. Ma al peggio non c’è mai fine e allora la campagna di sensibilizzazione nelle scuole contro l’uso della plastica si è trasformata in una pantomima, con tanto di etichetta sulle borracce in alluminio, sulla quale era riposta la scritta: “impegno rispettato, l’acqua del menta a Reggio.” La brigata Sbarre conosce bene le favole che il nostro sindaco racconta e per tale motivo, ha pensato di mettere a disposizione del quartiere una bottiglia di acqua, imbottigliata dalla sorgente di piazza della pace, da usare durante l’ennesimo periodo di siccità. Non sarà “ecologicamente corretto”, ma quantomeno non si correrà più il rischio di restare con il dentifricio in bocca”, conclude la nota.
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Istat, gli italiani non fanno più figli: si diventa mamme a 40 e si muore a 85 anni
I dati dell’Istat mostrano un’Italia con un evidente problema di denatalità, sul quale è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Va assunta ogni iniziativa per contrastare questo fenomeno, si rischia un indebolimento del tessuto del nostro Paese».
L’Istat evidenzia con i numeri che fare figli è sempre più difficile. L’età media delle madri si attesta sui 32 anni, con tassi di fecondità che mostrano un sostanziale declino nelle età giovanili (fino a circa 30 anni) e un rialzo in quelle più anziane (dopo i 30). Fanno più figli le donne ultraquarantenni rispetto alle giovani sotto i 20 anni. E circa un quinto di bimbi nati nel 2019 ha madre straniera: 85 mila parti, di cui 63 mila derivano da partner straniero (che incrementano il numero di nati in Italia con cittadinanza estera), 22mila quelle con partner italiano.
Un dato positivo, invece, arriva dalla speranza di vita che sale di un mese attestandosi a 85,3 anni per le donne e a 81 per gli uomini. Si segnala, inoltre, un ulteriore rialzo dell’età media: 45,7 anni al primo gennaio 2020. Dati incoraggianti ma che portano ad un’Italia sempre più divisa tra il Nord in continua crescita e il Sud alle prese con una speranza di vita più bassa e uno spopolamento frutto delle migrazioni interne. Lo sviluppo demografico più importante lo fanno segnare le province autonome di Bolzano e Trento, mentre le regioni Molise e Basilicata hanno perso in un anno addirittura l’1% della popolazione. -

Argentina, parole shock della vicepresidente Kirchner: “Gli italiani sono mafiosi per genetica”
Stanno facendo molto discutere le parole usate dalla vicepresidente argentina Cristina Kirchner che, parlando dell’ex presidente Mauricio Macri, ha definito gli italiani “mafiosi per genetica”. La dichiarazione è stata fatta durante la Fiera del Libro organizzata a l’Havana e la donna è stata denunciata per manifestazioni “italofobiche”. La vicepresidente ha collegato, seppure implicitamente, gli “antenati” di Macri con la ‘ndrangheta. Kirchner ha citato alcuni articoli del quotidiano Pagina 12 che hanno riferito di possibili connessioni tra la famiglia Macri e la mafia. “Qui in Argentina il lawfare (l’uso del sistema giudiziario per screditare un avversario politico) ha avuto una componente mafiosa che ha portato alla persecuzione dei miei figli – ha dichiarato -. Deve essere quella componente mafiosa, gli antenati di chi è stato…come ha denunciato un noto giornalista del giornale Pagina 12 quando ha parlato della ‘ndrangheta. Devono essere quegli antenati”. Due consiglieri della coalizione politica “Insieme per il Cambiamento” della città di Rosario hanno chiesto all’Istituto nazionale contro la discriminazione argentina di indagare sulle parole della vicepresidente, “allo scopo di punirla”. “Le parole dell’ex presidente costituiscono un’offesa inutile e gratuita a gran parte della società argentina, perché gran parte di noi proviene da famiglie di origine italiana”, hanno detto i consiglieri. Il vicesegretario per l’America Latina del Consiglio Generale degli Italiani all’estero, Mariano Gasola, ha dichiarato di essere “triste perché questo ci ridicolizza e ci danneggia”. “Qui non si tratta di ciò che dicono Macri o Cristina – ha continuato – ma ci sono molte persone che pensano che gli italiani siano mafiosi, così come pensano che gli spagnoli siano sporchi o gli ebrei degli approfittatori. È molto brutto collegare a un gruppo etnico ciò che non esiste”. tgcom24.com
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Recinta la fermata dell’autobus a Cosenza e ne fa un chiosco per vendere piante e fiori
La Polizia Municipale di Cosenza ha rinvenuto un manufatto, in via Metaponto, adibito alla vendita di piante e fiori. Il responsabile aveva preso in “prestito” la fermata dell’autobus e ingrandito la stessa con pensiline in legno e coperture in lamiera. Individuato anche un allaccio elettrico, abusivo, ad un contatore presente a circa 100 mt. L’opera costruita è stata prontamente smantellata e l’uomo denunciato alle autorità competenti.
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Rimosso il Bancomat di Prosecco alla spina a Londra
Un distributore automatico di Prosecco: è quello che i londinesi si sono trovati davanti per qualche giorno, camminando per Glouchester Street verso Victoria Station. Lì dove c’era una filiale del Banco Santander, è apparsa una macchinetta da cui si possono spillare calici di bianco frizzante: l’idea è di Vagabond Wine, una catena di enoteche e wine bar della capitale inglese. Per giocare fino in fondo, il distributore era in tutto e per tutto uguale a una macchinetta del bancomat, solo giallo. E anche il nome, Automatic prosecco machine, si abbrevia in APM per ricordare la sigla ATM. L’installazione doveva essere temporanea ma, come annuncia l’azienda nella sua pagina Facebook, ha avuto talmente successo che hanno deciso di tenere fisso l’APM fuori dal loro locale. Ma la pacchia è durata poco. Immediatamente, sulla stessa pagina Facebook sono arrivate le contestazioni, e non solo di italiani che difendono il prodotto tricolore: “This is NOT prosecco”, ha scritto un utente britannico. Qual è il problema? Che secondo il disciplinare, questo vino può essere considerato tale solo se venduto in bottiglia: al di là della qualità – che si sospetta non elevata – un bianco frizzante alla spina per definizione non può essere Prosecco. Infatti il Presidente del Consorzio del Prosecco Doc Stefano Zanette ha parlato di “frode nei confronti dei consumatori inglesi” e di “danno di immagine per la nostra denominazione”: subito è partita la segnalazione alle autorità inglesi, e il distributore è stato rimosso. Le fontane pubbliche da cui esce vino al posto dell’acqua restano un sogno: forse ci arriveremo, ma certo non sarà Prosecco Doc. Cucchiaiod’argento.it
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Filippo Surace accusa Carlo Tansi con dichiarazioni alla “Cetto La Qualunque”: c’eravamo tanto amati
Filippo Surace torna a parlare tramite il suo profilo social ma stavolta di Carlo Tansi, che lo aveva “ospitato” nella sua lista civica alle scorse elezioni Regionali in Calabria. Il post in questione recita così: “Carlo Tansi lo chiamerei Cetto Tansi “io…io…io…io” quante volte io…io sono scienziato…io decido che tu non farai una compagnia aerea…io decido che dovete versare soldi per me…io dovevo dirlo ad Angela Marcianò…io ho deciso che farò il capolista alle comunali di Reggio Calabria…io parlo delle persone assenti e dico cazzate tanto non ho replica…Sei solo un egocentrico che si attorciglierà su se stesso un frustrato della politica purtroppo non ho creduto ad amici veri che mi avevano avvisato e chiedo scusa per questo l’ho scoperto tardi dopo che mi hai fregato anche soldi e tempo lo scopo era che andavi anche tu a prendere un mega stipendio alla regione e ci sei rimasto male quindi non hai più risposto al telefono perché “io faccio quello che voglio” e ‘nto c..u a chi non mi segue”. Seguendo la cronologia dei post dei protagonisti in questione, poche ore prima è stato lo stesso Tansi a pubblicare un altro post: “Tesoro Calabria, movimento civico fondato da Carlo Tansi”, nel quale si legge: “Le recenti elezioni regionali mi hanno dato l’opportunità di individuare tra i candidati alcuni soggetti (meno di tre per fortuna) che – anziché remare a favore del cambiamento indicato ed auspicato dalle liste che mi pregio di aver rappresentato – hanno pensato esclusivamente al loro tornaconto elettorale personale. Per giustificare i loro insuccessi elettorali queste persone sono uscite allo scoperto, denigrando la mia persona e altre persone del movimento Tesoro Calabria. Considero queste persone delle mele marce da allontanare dal movimento prima che possano fare danni irreparabili. Prevenire è meglio che curare. No? Buona Calabria a tutti”.


