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	<title>vuoto Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Jul 2026 18:19:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>25enne morto a Cosenza, madre &#8216;lo hanno lasciato saltare nel vuoto&#8217;. Presentata denuncia alla Procura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 18:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Mio figlio non si è lanciato da solo, lo hanno lasciato saltare davanti ai miei occhi e poi lo hanno calpestato mentre moriva&#8221;. A dirlo Nabila, madre di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne deceduto nei giorni scorsi a Cosenza dopo essere precipitato dal terzo piano della sua abitazione durante un controllo dei carabinieri. La donna, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/25enne-morto-a-cosenza-madre-lo-hanno-lasciato-saltare-nel-vuoto-presentata-denuncia-alla-procura/">25enne morto a Cosenza, madre &#8216;lo hanno lasciato saltare nel vuoto&#8217;. Presentata denuncia alla Procura</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mio figlio non si è lanciato da solo, lo hanno lasciato saltare davanti ai miei occhi e poi lo hanno calpestato mentre moriva&#8221;. A dirlo Nabila, madre di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne deceduto nei giorni scorsi a Cosenza dopo essere precipitato dal terzo piano della sua abitazione durante un controllo dei carabinieri. La donna, ricostruendo i momenti della tragedia, ha parlato di intimidazioni e un tentativo di prelevamento forzato ai suoi danni per un ricovero psichiatrico, al fine di screditarla in quanto unica testimone oculare dei fatti.<br />
La madre del giovane ha parlato davanti al palazzo in cui abita e sotto il quale si sono radunate circa 300 persone per una manifestazione di solidarietà promossa dai collettivi cittadini per chiedere verità e giustizia sulla morte di Mohamed. Al presidio è presente anche il vescovo di Cosenza, monsignor Giovanni Checchinato, insieme ad diversi esponenti della politica locale.     La donna — che ha ricordato il percorso universitario e sportivo del figlio tra l&#8217;Italia e la Francia e i suoi passati problemi giudiziari dai quali stava cercando di uscire — ha detto di non riporre più fiducia nelle istituzioni e di chiedere giustizia, denunciando un clima di pressione e presunti soprusi subiti dalla famiglia all&#8217;interno delle mura domestiche.</p>
<p>Intanto, l&#8217;avvocato Osvaldo Rocca, legale della famiglia di Mohamed Amin Bessioud, presenterà una denuncia formale alla Procura della Repubblica di Cosenza. L&#8217;obiettivo del legale è fare piena luce sulle modalità operative adottate dalle forze dell&#8217;ordine nel corso del controllo. L&#8217;avvocato ha reso noto di aver inoltrato una sollecitazione al pubblico ministero affinché, nell&#8217;ambito dell&#8217;esame autoptico, vengano verificati eventuali segni sul corpo del giovane, con particolare riferimento ai polsi, al fine di accertare o escludere l&#8217;uso delle manette durante la perquisizione. Un dettaglio, quest&#8217;ultimo, al momento legato unicamente a indiscrezioni di testimoni presenti sul posto dopo la caduta e non confermato dagli atti ufficiali, di cui la difesa non ha ancora ricevuto notifica.</p>
<p>Secondo quanto riferito dal legale, &#8220;il giovane, seguito dal Csm e dal Serd per un percorso di recupero che gli stava consentendo di superare precedenti problemi giudiziari e di tossicodipendenza, si trovava in uno stato di forte agitazione al momento dei fatti&#8221;.  L&#8217;esposto &#8211; ha precisato il legale &#8211; prenderà inoltre in esame le continue verifiche a cui il 25enne è stato sottoposto nei mesi precedenti, caratterizzate, secondo quanto riferito ai familiari e alla fidanzata, da frequenti controlli e perquisizioni notturne. Spetterà ora agli accertamenti medico-legali e alle indagini della Procura chiarire la dinamica dell&#8217;accaduto.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/25enne-morto-a-cosenza-madre-lo-hanno-lasciato-saltare-nel-vuoto-presentata-denuncia-alla-procura/">25enne morto a Cosenza, madre &#8216;lo hanno lasciato saltare nel vuoto&#8217;. Presentata denuncia alla Procura</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Quando il silenzio diventa ombra: la morte dei neonati a Reggio e il vuoto affettivo&#8230;di Fulvio Scarpino*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 13:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[affettivo]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Scarpino*]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra il 9 e il 10 ottobre 2025, a Reggio Calabria, una giovane è stata posta ai domiciliari con l&#8217;accusa di aver ucciso due neonati partoriti in casa nel luglio 2024; dalle indagini è emersa anche l&#8217;ipotesi di un terzo infanticidio avvenuto nel 2022. I corpi dei bimbi del 2024 furono ritrovati in un&#8217;abitazione della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/quando-il-silenzio-diventa-ombra-la-morte-dei-neonati-a-reggio-e-il-vuoto-affettivo-di-fulvio-scarpino/">Quando il silenzio diventa ombra: la morte dei neonati a Reggio e il vuoto affettivo&#8230;di Fulvio Scarpino*</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra il 9 e il 10 ottobre 2025, a Reggio Calabria, una giovane è stata posta ai domiciliari con l&#8217;accusa di aver ucciso due neonati partoriti in casa nel luglio 2024; dalle indagini è emersa anche l&#8217;ipotesi di un terzo infanticidio avvenuto nel 2022. I corpi dei bimbi del 2024 furono ritrovati in un&#8217;abitazione della frazione Pellaro; è indagato anche il compagno. Sono fatti in corso di accertamento, affidati all&#8217;Autorità giudiziaria.<br />
Non basta dire &#8220;tragedia&#8221;: occorre chiedersi cosa non ha funzionato prima del fatto. La prospettiva clinico-educativa ci ricorda che la genitorialità non nasce automaticamente dal parto: è un processo affettivo che chiede riconoscimento, rete, presa in carico. Quando l&#8217;alfabeto emotivo manca—quando vergogna, solitudine e negazione divorano la realtà—la mente può smarrirsi fino a esiti estremi. È qui che la comunità educante fallisce: se l&#8217;educazione affettiva non precede (e nutre) quella digitale e informativa, restiamo senza strumenti per nominare il dolore, chiedere aiuto, tollerare il conflitto, dare un nome alla paura.<br />
Questa è la zona d&#8217;ombra che la cronaca ci mette davanti: non un mostro improvviso, ma una sottrazione lenta di legami. Non bastano norme e sanzioni; servono legami protettivi, percorsi precoci di alfabetizzazione emotiva, orientamento nei servizi, ascolto non giudicante. La tecnologia, da sola, non salva né rovina: amplifica ciò che siamo. Per questo la prevenzione vera comincia molto prima delle piattaforme—nel lessico dell&#8217;empatia, nel riconoscere i segnali, nel rendere accessibile la richiesta d&#8217;aiuto.</p>
<p>Da questa convinzione nasce il percorso del Corecom Calabria: un lavoro che ha scelto di partire dal cuore (affetti, emozioni, relazioni) per arrivare alla mente (regole, competenze, scelte online). Con il Premio &#8220;Lucia Abiuso&#8221; abbiamo coinvolto studenti nella creazione di cortometraggi su cyberbullismo e uso responsabile della rete, con votazioni aperte sui social: la cittadinanza digitale praticata, non predicata.<br />
Nel 2025 è stato presentato e avviato Corecom Academy in Tour, progetto pilota che integra educazione affettiva ed educazione digitale, nato da accordi istituzionali e pensato per scuole, famiglie e territori: workshop, &#8220;patentino digitale&#8221;, prevenzione dei reati online, alfabetizzazione emotiva come premessa della competenza in rete. È un&#8217;iniziativa riconosciuta come progetto pilota nazionale da testate e atti ufficiali, con protocolli formalizzati.<br />
Cosa significa, concretamente<br />
Prima il cuore, poi la rete. Ogni modulo formativo inizia da emozioni, empatia, gestione del conflitto; dopo arrivano privacy, reputazione, sicurezza.<br />
Rete dei servizi. Scuola, parrocchie, consultori, terzo settore e forze dell&#8217;ordine: canali d&#8217;accesso chiari per mamme e papà soli, per adolescenti che temono il giudizio.<br />
Parola ai ragazzi. Narrazione, video, peer-to-peer: i giovani non come &#8220;utenti da correggere&#8221;, ma come soggetti che insegnano ad adulti spesso smarriti.<br />
Indicatori pubblici. Non solo eventi: monitoraggio di partecipazione, benessere percepito, segnalazioni prese in carico, ricadute sulle condotte online.</p>
<p>I fatti di Reggio Calabria non chiedono clamore, ma cura: formazione affettiva precoce, accompagnamento psicopedagogico, alleanze educative stabili. La giustizia farà il suo corso; alla comunità spetta impedire che il vuoto si ripeta. È questo il senso della nostra rotta: una Calabria che, prima di insegnare le regole del web, restituisce parole ai sentimenti, dignità al dolore, prossimità alle fragilità.<br />
Perché nessun algoritmo potrà mai sostituire una mano che ti riconosce, una voce che ti chiama per nome, una comunità che non ti lascia solo.</em><br />
<strong>*Presidente del Co.Re.Com. Calabria</strong><br />
                                                                                                                             </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/quando-il-silenzio-diventa-ombra-la-morte-dei-neonati-a-reggio-e-il-vuoto-affettivo-di-fulvio-scarpino/">Quando il silenzio diventa ombra: la morte dei neonati a Reggio e il vuoto affettivo&#8230;di Fulvio Scarpino*</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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