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	<title>violenza Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Femminicidio e violenza sulle donne, Guzzi (Unilavoro Pmi): educare al rispetto per costruire una società più giusta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 14:03:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il femminicidio e la violenza contro le donne rappresentano ancora oggi una gravissima emergenza sociale. Non si tratta soltanto di sconvolgenti episodi di cronaca nera, ma di un problema che riguarda l’intera società e che affonda le proprie radici anche nella cultura, negli stereotipi e soprattutto nelle disuguaglianze tra uomini e donne. Sono state fatte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il femminicidio e la violenza contro le donne rappresentano ancora oggi una gravissima emergenza sociale. Non si tratta soltanto di sconvolgenti episodi di cronaca nera, ma di un problema che riguarda l’intera società e che affonda le proprie radici anche nella cultura, negli stereotipi e soprattutto nelle disuguaglianze tra uomini e donne. Sono state fatte tante cose, ma probabilmente non è bastato. Le leggi, da sole, non risolvono. Serve una rivoluzione culturale. Occorre combattere gli stereotipi, insegnare l’educazione alla relazione, al rispetto dell’individuo, al rapporto affettivo. Ma è fondamentale che questa lotta sia combattuta insieme dagli uomini e dalle donne. Ognuno deve fare la propria parte, nelle istituzioni e nella vita privata. Non possiamo più stare a guardare. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, il quale ribadisce la necessità di un cambiamento radicale nel modo di pensare “Se il corpo femminile non è percepito come autonomo e inviolabile (<em>dotato di confini propri</em>), diventa facile oggettificarlo o annientarlo nel momento in cui si sottrae al controllo.</p>
<p>È la logica del patriarcato, quella che impone, che limita e che controlla. Un sistema sociale e culturale in cui il potere, le decisioni, le autorità appartengono agli uomini. Esclusivamente a loro. Nell’800-  evidenzia Guzzi<strong>&#8211; </strong> Frederic Engels definì il patriarcato come “il primo sistema di dominio che stabiliva la sconfitta storica mondiale del sesso femminile”. Questo, perché secondo Engels il patriarcato era un’organizzazione politica che distribuiva il potere in modo ineguale tra uomini e donne, a discapito, sempre e comunque, delle donne. Superare questo antico e mediocre modo di pensare, può costituire un elemento di trasformazione.</p>
<p>Necessario dunque, rimarca Guzzi, attuare una rivoluzione, culturale, oltre che politico-legislativa, che sappia raccontare, educare e rinnovare. Tutto questo, conclude l’imprenditore lametino, può avvenire attraverso la prevenzione, che richiede, è sempre bene ribadirlo, direzioni unidirezionali: l’educazione all’affettività, e al rispetto nelle giovani generazioni, il sostegno concreto nelle crisi relazionali e nelle separazioni conflittuali per gli adulti, e la rigenerazione culturale.</p>
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		<title>Violenza donne: Occhiuto incontra Maria Ida Santopaolo, raccontare sua storia nelle scuole della Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 16:29:09 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>&#8220;<em>Oggi, insieme agli assessori Pasqualina Straface e Gianluca Gallo, ho incontrato &#8211; presso gli uffici della Regione &#8211; Maria Ida Santopaolo, la giovane di Terranova da Sibari scampata nei primi giorni di giugno a un brutale tentato femminicidio. A lei, alla sua famiglia e alle persone che le sono più vicine ho voluto manifestare la vicinanza e l&#8217;affetto dell&#8217;intera Calabria, ribadendo la più ferma condanna per un episodio gravissimo che ha scosso profondamente tutti noi&#8221;</em>. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.</div>
<div></div>
<div><em>&#8220;Ho avuto il piacere di incontrare anche il giovane che, con coraggio e senso di umanità, è intervenuto quella notte salvando letteralmente la vita di Maria Ida. Sono stati momenti molto intensi, carichi di emozione e di speranza- </em>aggiunge Occhiuto<em>.</em></div>
<div><em>Ringrazio Maria Ida per la disponibilità e la forza con cui ha deciso di trasformare una tragedia personale in una testimonianza capace di generare consapevolezza.  Insieme abbiamo condiviso un&#8217;idea che intendiamo portare avanti con convinzione, coordinandoci anche con l&#8217;assessore all&#8217;Istruzione, Eulalia Michelizzi: promuovere nelle scuole calabresi incontri con Maria Ida e con il ragazzo che l&#8217;ha soccorsa, affinché il loro racconto possa diventare uno strumento prezioso per educare le nuove generazioni al rispetto, alla cultura del consenso, alla parità e al rifiuto di ogni forma di violenza&#8221;.</em></div>
<div></div>
<div><em>&#8220;La prevenzione passa soprattutto dall&#8217;educazione e dalla capacità di trasmettere valori sani ai più giovani. Dobbiamo mantenere alta la guardia, continuare a impegnarci tutti, istituzioni e società civile, per prevenire e contrastare questi fenomeni e per fare in modo che ogni donna possa sentirsi sempre più libera, protetta e sicura&#8221;-</em> conclude Occhiuto.</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Cnr, in Calabria 12mila gli irregolari nei campi tra lavoro nero e grigio. Violenza non è elemento episodico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:19:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i ricercatori dell&#8217;Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismed) Giovanni Ferrarese e Donato Di Sanzo &#8211; curatori dell&#8217;ultimo Rapporto Agromafie e Caporalato- i settore agricolo calabrese conta tra gli 11mila e i 12mila lavoratori irregolari, fenomeno critico soprattutto durante la stagione delle raccolte nei campi. Sono due le tipologie di sfruttamento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i ricercatori dell&#8217;Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismed) Giovanni Ferrarese e Donato Di Sanzo &#8211; curatori dell&#8217;ultimo Rapporto Agromafie e Caporalato- i settore agricolo calabrese conta tra gli 11mila e i 12mila lavoratori irregolari, fenomeno critico soprattutto durante la stagione delle raccolte nei campi.</p>
<p>Sono due le tipologie di sfruttamento della manodopera, spiegano i ricercatori, il lavoro grigio, dove i contratti esistono solo a livello formale, e il lavoro nero totale, privo di qualsiasi contratto. A gestire questo meccanismo è il caporalato, oggi vere e proprie reti transnazionali.</p>
<p>Caporali stranieri e intermediari italiani &#8211; rileva il rapporto Cnr-Ismed &#8211; collaborano per reclutare e gestire la manodopera, intrecciandosi con la criminalità locale. In questo contesto, la violenza non è episodica ma strutturale, configurandosi &#8211; concludono i ricercatori &#8211; come lo strumento definitivo e indispensabile per garantire la stabilità del sistema e perpetuare lo sfruttamento nei campi.</p>
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		<title>Zambrone, arrestato uomo condannato in via definitiva per violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 16:20:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Zungri (VV) hanno dato esecuzione, nelle scorse ore, ad un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia. Il provvedimento ha riguardato un uomo, classe 1969, disoccupato, residente nel comune di Zambrone, condannato in via definitiva per reati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Zungri (VV) hanno dato esecuzione, nelle scorse ore, ad un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia.</p>
<p>Il provvedimento ha riguardato un uomo, classe 1969, disoccupato, residente nel comune di Zambrone, condannato in via definitiva per reati commessi tra il 2017 e il 2021, riconducibili a episodi di violenza sessuale aggravata, maltrattamenti contro familiari o conviventi, atti persecutori e danneggiamento seguito da incendio.</p>
<p>L’ordine di esecuzione è stato emesso a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di condanna. La pena residua da espiare è pari ad anni 6, mesi 10 e giorni 3 di reclusione. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia, come disposto dall’Autorità Giudiziaria procedente.</p>
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		<item>
		<title>Crotone: arrestati due soggetti condannati in via definitiva per tentato e omicidio violenza sessuale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-arrestati-due-soggetti-condannati-in-via-definitiva-per-tentato-e-omicidio-violenza-sessuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 14:35:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, volti a prevenire e contrastare la commissione di reati, disposti dal Questore della Provincia di Crotone Renato Panvino, ha dato esecuzione a due distinti ordini di carcerazione, di cui uno nei confronti di un uomo, ritenuto responsabile di tentato omicidio, e l’altro nei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, volti a prevenire e contrastare la commissione di reati, disposti dal Questore della Provincia di Crotone Renato Panvino, ha dato esecuzione a due distinti ordini di carcerazione, di cui uno nei confronti di un uomo, ritenuto responsabile di tentato omicidio, e l’altro nei confronti di un uomo condannato in via definitiva per il reato di violenza sessuale. Nell’ambito dei predetti servizi, gli Agenti della Squadra Mobile, hanno tratto in arresto un giovane con pregiudizi di polizia, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Crotone, poiché condannato in via definitiva alla pena di 5 anni e 5 mesi di reclusione, per il reato di tentato omicidio. Il provvedimento restrittivo scaturisce dai fatti risalenti allo scorso 30 ottobre quando, al culmine di una lite scaturita per futili motivi, quando la vittima, che transitava su una bicicletta lungo la pista ciclabile, si lamentava verso il proprietario dell’auto poiché questi ostruiva il percorso, ed uno dei due occupanti colpiva il ciclista con un’arma da taglio ferendolo alla schiena. </p>
<p>Dopo aver rintracciato l’uomo presso la propria abitazione, gli agenti hanno proceduto all’arresto e, al termine delle formalità di rito, lo stesso è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone. Contestualmente, gli agenti della Squadra Mobile, sempre in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Crotone, hanno arrestato un uomo condannato in via definitiva alla pena di 6 anni e 6 mesi di reclusione, per il reato di violenza sessuale. Al termine delle formalità di rito, lo stesso è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia. L’attività si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio volto alla prevenzione e repressione dei reati, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare in modo deciso ogni forma di illegalità.</p>
<p>I provvedimenti testimoniano l’impegno costante della Polizia di Stato nel procedere all’esecuzione di ordini di carcerazione emessi dalla Procura della Repubblica, diretta da Domenico Guarascio volti al contrasto di fenomeni di criminalità, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare in modo deciso ogni forma di illegalità.<br />
Nella medesima giornata, gli Agenti delle Volanti, impiegati nel servizio di controllo del territorio, hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria un soggetto per possesso ingiustificato di armi e oggetti atti ad offendere, sequestrando un coltello a serramanico con una lama di 7 cm, ed hanno segnalato al Sig. Prefetto nr. 2 persone per detenzione di sostanza stupefacente, finalizzata all’uso personale, sequestrando 0,72 gr di hashish e 0,50 gr di cocaina. Altresì, i poliziotti hanno identificato nr. 322 persone, di cui nr. 67 positivi in banca dati, hanno controllato nr. 160 veicoli e hanno effettuato controlli domiciliari alle persone sottoposte alle misure limitative della libertà personale.</p>
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		<item>
		<title>Crotone, violenza e prevaricazione in famiglia: Polizia esegue un divieto di avvicinamento</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-violenza-e-prevaricazione-in-famiglia-polizia-esegue-un-divieto-di-avvicinamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:00:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico, a carico di un soggetto indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, commesse in danno della moglie e del figlio minore. Il provvedimento cautelare è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico, a carico di un soggetto indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, commesse in danno della moglie e del figlio minore. Il provvedimento cautelare è stato emesso a seguito della attività svota dalla Squadra Mobile della Questura di Crotone, che ha raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo, il quale poneva in essere reiterate condotte di violenza fisica, morale e psicologica, sottoponendo la moglie convivente ed il figlio minore ad un perdurante stato di vessazione e prevaricazione familiare.</p>
<p>Le indagini sono state condotte dalla sezione specializzata “<em>Reati contro la persona</em>” in collaborazione con l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, il quale ha immediatamente attivato la procedura prevista dal “Codice Rosso”, predisponendo le idonee misure volte a tutelare e proteggere le vittime. Gli approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, guidata dal procuratore Domenico GUARASCIO e dalla task force di magistrati, hanno permesso di ricostruire una serie di episodi di maltrattamento posti in essere da parte dell’uomo nei confronti del nucleo familiare, il quale con condotte reiterate aggrediva la moglie costringendo lei e il figlio a vivere in un contesto di vita familiare e relazionale, contrassegnato da violenza e prevaricazione.  Gli elementi acquisiti, corroborati anche dalla collaborazione delle persone offese e rafforzati dalle prove acquisite nel corso delle indagini, inducevano contestualmente l’Autorità Giudiziaria a richiedere una misura cautelare, che veniva emessa dal G.I.P. del Tribunale di Crotone, prontamente eseguita dagli agenti della Polizia di Stato.</p>
<p>Il provvedimento odierno testimonia l’attenzione costante e la determinazione con cui gli uomini e le donne della Polizia di Stato affrontano, ogni giorno, i reati rientranti nel novero del “Codice Rosso” e rappresenta il segno tangibile di un impegno profondo e instancabile per la tutela di ogni forma di violenza domestica e di genere.</p>
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		<title>Violenza di genere, Polizia inaugura in Questura Crotone la “stanza tutta per sé”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/violenza-di-genere-polizia-inaugura-in-questura-crotone-la-stanza-tutta-per-se/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 11:20:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina è stata inaugurata, presso gli uffici distaccati della Squadra Mobile della Questura di Crotone, la stanza per le audizioni protette denominata “Una stanza tutta per sé”, uno spazio dedicato all’ascolto e alla protezione delle donne vittime di violenza, pensato per accogliere chi trova il coraggio di denunciare e raccontare la propria esperienza in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina è stata inaugurata, presso gli uffici distaccati della Squadra Mobile della Questura di Crotone, la stanza per le audizioni protette denominata <strong>“<em>Una stanza tutta per sé</em>”</strong>, uno spazio dedicato all’ascolto e alla protezione delle donne vittime di violenza, pensato per accogliere chi trova il coraggio di denunciare e raccontare la propria esperienza in un ambiente riservato, sicuro e rispettoso. L’iniziativa, realizzata dalla <strong>Questura di Crotone</strong> in collaborazione con l’associazione <strong>Soroptimist International</strong>, rappresenta un importante presidio di accoglienza e tutela, pensato per offrire alle vittime un ambiente riservato, protetto e accogliente nel quale poter raccontare la propria esperienza, esprimere liberamente i propri pensieri ed essere ascoltate da personale qualificato e appositamente formato, pronto ad accompagnarle in un percorso di sostegno e protezione.</p>
<p>L’evento, si è aperto con una tavola rotonda, presso la <strong>Lega Navale di Crotone</strong>, dal titolo <em>“La violenza sulle donne: abbattere il muro di silenzio ed omertà”, </em>momento di confronto e riflessione al quale hanno preso parte autorevoli rappresentanti delle istituzioni e delle realtà impegnate nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere. Tra le autorità intervenute, il <strong>Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, On. Wanda Ferro</strong>, e il <strong>Vice Capo della Polizia – Prefetto Raffaele Grassi</strong>, che hanno evidenziato l’importanza di rafforzare la rete di supporto e protezione a favore delle vittime di violenza, promuovendo iniziative concrete finalizzate ad abbattere il muro di silenzio e omertà che spesso accompagna i fenomeni di violenza domestica e di genere. Tra le autorità intervenute, anche il Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, il Prefetto della Provincia di Crotone, Franca Ferraro, il Procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, e il Presidente del Soroptmist Club di Crotone, dott.ssa Maria Lucia Cosentino.</p>
<p>Al termine del dibattito si è svolta la cerimonia di inaugurazione della stanza, con il tradizionale <strong>taglio del nastro</strong> e la benedizione dei locali, impartita dal Vescovo di Crotone-Santa Severina, <strong>S.E. Mons. Alberto TORRIANI</strong>, insieme al cappellano della Polizia di Stato <strong>Don Pancrazio LIMINA</strong><strong>. </strong>Nel prosieguo della visita istituzionale, il Vice Capo della Polizia GRASSI ha incontrato i funzionari della Questura di Crotone, esprimendo apprezzamento per l’impegno quotidiano profuso dal personale della Polizia di Stato nelle attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di violenza, nonché nella tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.</p>
<p>La realizzazione di <strong>“Una stanza tutta per sé”</strong> &#8211; fanno rilevare dalla Questura &#8211; &#8220;r<em>appresenta un ulteriore passo nel percorso intrapreso dalla Polizia di Stato volto a garantire alle donne vittime di violenza uno spazio concreto e un luogo sicuro di ascolto e di protezione nel quale poter trovare professionalità, attenzione e sostegno nel delicato momento della denuncia e dell’emersione della violenza. Un luogo pronto a restituire la fiducia a chi ha trovato la forza e il coraggio di chiedere aiuto. La stanza simboleggia la protezione, la cura e il sostegno, uno spazio nel quale le donne possano sentirsi accolte, ritrovare la fiducia e iniziare un percorso che le consenta di tornare a credere in loro stesse nella loro forza&#8221;</em>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-370585" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-6.png" alt="" width="644" height="385" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-6.png 956w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-6-300x179.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-6-768x459.png 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-6-703x420.png 703w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-6-696x416.png 696w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
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		<title>“Violenza è frontiera tra civiltà e barbarie&#8221;, Guzzi: anche l&#8217;8 marzo parole Papa Leone toccano coscienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 14:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro tempo è segnato da un clima di crescente tensione, e da episodi di violenza sempre più frequenti. Un contesto surreale e preoccupante, in cui spesso il potere dei più forti sembra prevalere sui diritti degli altri, dove il valore del rispetto rischia di essere messo in secondo piano e la dignità delle persone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il nostro tempo è segnato da un clima di crescente tensione, e da episodi di violenza sempre più frequenti. Un contesto surreale e preoccupante, in cui spesso il potere dei più forti sembra prevalere sui diritti degli altri, dove il valore del rispetto rischia di essere messo in secondo piano e la dignità delle persone calpestata senza pietà. In questa dimensione, dai contorni onirici, assurdi e ingiustificabili, assume un profondo significato l’intervento di Papa Leone, il quale, nel sottolineare la pericolosità della violenza, ha invitato a non sottovalutarla. Non solo questo. Con la consueta e straordinaria attitudine al bene e alla sana rettitudine, ha rivolto un invito a riconoscere ogni forma di violenza e a denunciarla “<em>La violenza è la frontiera che divide la civiltà dalla barbarie. Non bisogna mai sottovalutarla, né avere paura di denunciarla. Vale lo stesso per quel clima giustificazionista che attenua ogni responsabilità. Camminare insieme nel rispetto reciproco della propria umanità, non è un sogno, ma l’unica realtà possibile per costruire un mondo di luce per tutti”</em>. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla responsabilità individuale e collettiva di denunciare soprusi, abusi e comportamenti aggressivi che minano la convivenza civile. Un appello che si inserisce nel solco dei ripetuti richiami della Chiesa alla <em>“tutela della dignità umana” e alla “costruzione di una società fondata sul rispetto reciproco”</em>. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Le parole del Papa arrivano in un momento in cui il dibattito pubblico è sempre più attraversato da toni accesi e da episodi che mettono in discussione i principi fondamentali della convivenza. Per questo il suo intervento suona come un monito: la violenza non può essere normalizzata né tollerata, e ogni cittadino è chiamato a fare la propria parte per contrastarla. A sottolineare l’importanza e il valore di queste parole, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">il quale “<em>Riconoscere e denunciare atti violenza e di sopruso, non è solo un atto di coraggio, ma un gesto di responsabilità civile. Questa ricorrenza, nata per rivendicare diritti, dignità e uguaglianza, invita anche a una riflessione più ampia: ogni forma di violenza che umilia l’essere umano, e persino quella che si abbatte sugli animali e sul creato, nasce dalla stessa radice culturale, quella dell’indifferenza, del dominio, del silenzio, e in alcuni casi, del potere coercitivo. Ogni violenza inflitta a una donna, ad un animale, o peggio ancora ad un bambino, non è solo violazione, ma anche profanazione. </em></span></span></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La lotta contro la violenza, dunque, non può essere parziale. Non riguarda soltanto le statistiche sui femminicidi o i casi di cronaca che scuotono l’opinione pubblica. Riguarda un cambiamento culturale più profondo: riconoscere che ogni vita merita rispetto. Le donne, storicamente, sono state tra le prime vittime di questa cultura della sopraffazione. Ma la stessa logica colpisce chi è fragile, chi è diverso, chi non ha voce: bambini, anziani, minoranze, e perfino gli animali, spesso vittime silenziose di maltrattamenti e sfruttamento. Essere spettatori di violenze, di abusi, di prepotenze, di offese, di umiliazioni, di accuse, di aggressioni fisiche e verbali tende a desensibilizzare tutti alla violenza tout court. Denunciare- </span></span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">conclude Guzzi</span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&#8211;  è l’unica salvezza&#8221;.</span></span></em></p>
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		<title>Welfare, Giunta regionale approva il Piano triennale contro la violenza di genere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/welfare-giunta-regionale-approva-il-piano-triennale-contro-la-violenza-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 17:28:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giunta]]></category>
		<category><![CDATA[Piano]]></category>
		<category><![CDATA[regionale]]></category>
		<category><![CDATA[triennale]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Giunta della Regione Calabria, nella seduta odierna, su proposta dell’assessore al Welfare e all’inclusione sociale, Pasqualina Straface, ha deliberato il Piano triennale di adozione degli interventi regionali 2026-2028 per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, in attuazione dell’art 17 della legge regionale 34/2025. Si tratta di un Piano strutturato, finanziato con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta della Regione Calabria, nella seduta odierna, su proposta dell’assessore al Welfare e all’inclusione sociale, Pasqualina Straface, ha deliberato il Piano triennale di adozione degli interventi regionali 2026-2028 per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, in attuazione dell’art 17 della legge regionale 34/2025. Si tratta di un Piano strutturato, finanziato con risorse superiori agli 8 milioni di euro, che pone al centro il ruolo dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, per la cui redazione, nel mese scorso, è stato costituito il Tavolo di lavoro regionale, con l’obiettivo di rafforzare l’attività di rete tra tutti i soggetti coinvolti nella tutela delle donne vittime di violenze.</p>
<p>Con un atto deliberativo del vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici, Urbanistica, Difesa del suolo, Filippo Mnacuso, è stato ricostituito il comitato consultivo in ottemperanza dell’articolo 5 della Legge regionale 17/2025 sull’esercizio della delega di funzioni amministrative per le gestioni delle aree del demanio marittimo alle Regioni. Il comitato, che è composto da rappresentanti regionali, sindaci del Comuni costieri e associazioni di categoria, riveste un ruolo essenziale nel supportare la programmazione regionale; rappresenta la sede stabile di confronto tecnico-istituzionale in cui si definiscono indirizzi, criteri e orientamenti condivisi per la gestione sostenibile dei litorali, l’armonizzazione delle politiche locali e la promozione delle eccellenze costiere.</p>
<p>Infine, in materia di distretti turistici regionali – zone a burocrazia zero – e nautica di porto (Legge regionale 2/2019), su indicazione dell’assessore al Turismo, Giovanni Calabrese, la Giunta ha preso atto dell’istituzione del distretto turistico regionale “<em>Basso tirreno cosentino</em>”.</p>
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		<title>Vibo, violenza ad opera di minori: Protocollo in Questura per recupero soggetti maltrattati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-violenza-ad-opera-di-minori-protocollo-in-questura-per-recupero-soggetti-maltrattati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattati]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo]]></category>
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		<category><![CDATA[Vibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stamane il Questore di Vibo Valentia Dr. Rodolfo Ruperti e la dr.ssa Fiscer Lidia, Presidente dell’Associazione CIPM Calabria ETS con sede in Siderno (RC) hanno siglato un protocollo d’intesa per il recupero dei soggetti maltrattanti con particolare riferimento alle violenze commesse da minori di età. Il progetto, che rientra nelle attività di prevenzione contro le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stamane il Questore di Vibo Valentia Dr. Rodolfo Ruperti e la dr.ssa Fiscer Lidia, Presidente dell’Associazione CIPM Calabria ETS con sede in Siderno (RC) hanno siglato un protocollo d’intesa per il recupero dei soggetti maltrattanti con particolare riferimento alle violenze commesse da minori di età. Il progetto, che rientra nelle attività di prevenzione contro le violenze di genere promosse dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, mira a rafforzare la rete di supporto alle vittime, intervenendo proprio sulle cause che determinano i comportamenti violenti, con l&#8217;obiettivo di ridurre il rischio di reiterazione. A seguito del protocollo, in caso di ammonimento del Questore, la persona maltrattante verrà invitata a seguire un percorso che mira a promuovere la rieducazione attraverso specifici percorsi con psicologi ed educatori dell’Associazione CIPM. L’obiettivo è di intervenire sulle cause della violenza prevenendone la reiterazione anche al fine di una reintegrazione del soggetto maltrattante nell’ambito delle corrette relazioni familiari ed interpersonali.</p>
<p>Il protocollo prende il nome di ZEUS (<em>quale primo soggetto maltrattante</em>) e PERSEO (<em>come richiamo ai giovanissimi che sfidano le loro paure</em>). L’associazione difatti ha una specializzazione specifica per il trattamento e recupero dei minori autori di violenza. Giova precisare che a seguito del recente decreto sicurezza (D.L. 24 febbraio 2026, n. 23) sono stati ampliati i casi di ammonimento previsti per minori e possono essere colpiti da ammonimento non solo gli ultra quattordicenni nei casi di bullismo e cyberbullismo ma anche i minori dai 12 ai 14 anni in caso di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia se commessi con armi o strumenti vietati, in modo assoluto o senza giustificato motivo</p>
<p>L’incontro è stato importante anche per definire con l’Associazione CIPM che ha sede a Siderno (RC), l’individuazione di un nuovo spazio comune protetto in Vibo Valentia. La Presidente, lieta di questa iniziativa, si è dichiarata disponibile ad effettuare da subito i colloqui trattamentali in questo territorio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-368373" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560-300x200.jpg" alt="" width="644" height="429" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560-300x200.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560-768x512.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560-630x420.jpg 630w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560-696x464.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560.jpg 900w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
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