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	<title>venezia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Apr 2026 16:18:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Morte di Sissy Trovato Mazza a Venezia, caso archiviato dopo 10 anni: &#8220;Si è sparata in ospedale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 11:07:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alberto Zorzi- fonte: ( corriere.it- ) Per tre volte i suoi predecessori, colleghi diversi, avevano imposto alla procura nuove indagini, sollecitati dall’opposizione dei famigliari. Alla quarta richiesta di archiviazione, però, il caso di Maria Teresa «Sissy» Trovato Mazza (originaria di Taurianova-RC) – la poliziotta penitenziaria trovata esanime in un ascensore dell’ospedale Civile di Venezia l’1 novembre 2016 con uno sparo alla testa e morta il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/morte-di-sissy-trovato-mazza-a-venezia-caso-archiviato-dopo-10-anni-si-e-sparata-in-ospedale/">Morte di Sissy Trovato Mazza a Venezia, caso archiviato dopo 10 anni: &#8220;Si è sparata in ospedale&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="m89-88-90" class="content ">
<p>Alberto Zorzi- fonte: ( <a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/venezia-mestre/cronaca/26_aprile_10/morte-di-sissy-trovato-mazza-a-venezia-il-caso-archiviato-dopo-10-anni-si-e-sparata-in-ospedale-nessuna-ipotesi-alternativa-1efb89d1-ce3a-411a-8585-044f383b8xlk.shtml">corriere.it- </a>) Per<b> tre volte</b> i suoi predecessori, colleghi diversi, avevano imposto alla procura <b>nuove indagini</b>, sollecitati dall’<b>opposizione </b>dei famigliari. Alla quarta richiesta di <b>archiviazione</b>, però, il caso di Maria Teresa «<em><strong>Sissy</strong></em>» Trovato Mazza (<em>originaria di Taurianova-RC</em>) – la poliziotta penitenziaria <a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/cronaca/26_marzo_11/la-misteriosa-morte-di-sissy-trovato-mazza-i-3-800-file-spariti-dal-telefono-ora-serve-una-commissione-d-inchiesta-061bd2c7-5f74-4fac-82cd-2e85a59c6xlk.shtml">trovata esanime in un ascensore</a> dell’ospedale Civile di Venezia l’1 novembre 2016 con uno <b>sparo</b> alla <b>testa </b>e morta il 12 gennaio <b>2019 </b>– dopo quasi dieci anni arrivato al capolinea. Il gip Lea Acampora ha infatti disposto la <b>chiusura </b>del fascicolo, iscritto per il <b>reato di istigazione al suicidio</b>. «<em>La complessa e variegata attività di indagine espletata, più volte sollecitata anche da questo ufficio – </em>scrive il magistrato nell’ordinanza depositata il 7 aprile <em>– <b>non ha infatti permesso di sviluppare una (anche solo plausibile) tesi ricostruttiva</b> alternativa a quella ipotizzata sin dal principio dal pm, la tesi omicidiaria essendo risultata incompatibile con tutta una serie di dati di natura sia fattuale che tecnico-scientifica».</em></p>
</div>
<div id="m94-93-95" class="content ">
<p class="chapter-paragraph">La famiglia e gli amici, con in testa i genitori, hanno infatti sempre sostenuto che ci fossero<b> tanti punti oscuri,</b> partendo dal presupposto che non hanno mai creduto che Sissy potesse essersi sparata. E la giudice non si esime da un <b>giudizio</b> <b>severo </b>sull’attività di indagine, parlando di «<em><b>lacune</b> non più colmabil</em>i» e di «<em><b>perdita</b> di <b>dati </b>ed elementi non più recuperabil</em>i». Vari testimoni, a partire dall’<b>amica</b> più vicina, non hanno nascosto che la giovane stesse attraversando un <b>momento difficile</b>, soprattutto per alcuni problemi proprio sul posto di lavoro, il carcere della Giudecca. Aveva più volte <b>litigato </b>con alcune colleghe, era stata sottoposta a <b>procedimenti</b> <b>disciplinari</b>. Ma nulla che potesse far pensare alla volontà di suicidio. Quella mattina, verso le 11, era andata al Civile per un <b>servizio di controllo a una detenuta</b> che aveva partorito: poi, come si vede nelle <b>telecamere</b>, era andata avanti e indietro per i corridoi, fino a quando <b>una donna</b>, <b>mai</b> <b>identificata </b><em>(e, va detto, che mai ha ritenuto di presentarsi alla polizia</em>), <b>l’ha vista distesa</b> insanguinata e con la pistola in mano nell’ascensore al piano terra.</p>
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<p class="chapter-paragraph">Proprio l’identificazione della donna è uno dei punti su cui i parenti hanno più volte combattuto, ma per il gip poco rileva: lei era subito andata da una <b>degente</b>, poi era stato avvisato il <b>portinaio </b>ed erano arrivati i <b>sanitari</b>. Ma il giudice smonta poi una per una le richieste degli avvocati Girolamo Albanese e Daniele Aria di Loredana Demarco. A partire dall’ennesima richiesta di capire <b>dove fosse il cellulare</b> di Trovato Mazza, che i parenti non credono potesse essere stato <b>lasciato nell’armadietto</b> del carcere, dove è stato trovato il giorno dopo. «<em>Che la giovane non avesse il telefono sembra confermato dal complesso dei filmati che la riprendono all’interno dell’ospedale</em>», scrive il gip. I legali avevano poi sollevato il caso di <b>4 mila file cancellati dal telefono dopo la morte</b>, ma anche questo per il giudice non è pertinente. «<em>L’eventuale manomissione successiva al sequestro <b>non proverebbe l’avvenuta commissione di un omicidio</b>»</em>, sottolinea. Bocciata anche la richiesta di un nuovo <b>esame balistico</b>, proprio perché quello fatto dalla polizia, secondo cui la scena è compatibile con la presenza della sola Sissy nel vano, è credibile.</p>
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<div id="m104-103-105" class="content ">
<p class="chapter-paragraph">«<em>Sono senza parole, <b>la giustizia non esiste</b> –</em> dice la <b>sorella</b> Patrizia Trovato Mazza<em> – Continuano a non voler indagare su chi ha ucciso Sissy. C’entra il <b>carcere</b>? La <b>droga</b>? I <b>soldi</b>? La legge non è uguale per tutti». «Noi non molleremo finché avremo vita, cercheremo la verità – </em>aggiunge il <b>padre </b>Salvatore<em> – Questa è stata un’altra <b>doccia fredda</b>. Le indagini sono state fatte male o non fatte proprio, ma non hanno dato risposte alle nostre domande».</em></p>
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		<title>A Venezia la consegna di 12 reperti assegnati al Museo archeologico di Vibo Valentia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/a-venezia-la-consegna-di-12-reperti-assegnati-al-museo-archeologico-di-vibo-valentia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 12:47:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il ritorno a casa: reperti archeologici riconsegnati allo Stato&#8221;. È questo il titolo della conferenza stampa in programma il 17 dicembre a Venezia, presso il Salone del Piovego di Palazzo Ducale. L’incontro è dedicato alla consegna di un gruppo di reperti archeologici di eccezionale pregio, recuperati dalla Soprintendenza di Venezia in collaborazione con il Comando [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il ritorno a casa: reperti archeologici riconsegnati allo Stato&#8221;. È questo il titolo della conferenza stampa in programma il 17 dicembre a Venezia, presso il Salone del Piovego di Palazzo Ducale. L’incontro è dedicato alla consegna di un gruppo di reperti archeologici di eccezionale pregio, recuperati dalla Soprintendenza di Venezia in collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio e la Procura della Repubblica. I dodici beni, provenienti da scavi clandestini, sono stati destinati al Museo archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, dove saranno valorizzati e resi fruibili al pubblico.<br />
«La consegna di questi importanti reperti al Museo di Vibo &#8211; sottolinea il direttore della Direzione regionale Musei nazionali Calabria, Fabrizio Sudano &#8211; è il frutto di una collaborazione virtuosa tra il Nucleo carabinieri Tutela patrimonio culturale di Venezia, la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia, la nostra e altre istituzioni del Ministero della Cultura, che desidero ringraziare per la professionalità e la dedizione dimostrate in ogni fase del procedimento. Il lavoro costante del Nucleo Tpc nel recupero dei beni culturali, unito al supporto tecnico-scientifico delle realtà preposte, permette di restituire allo Stato manufatti di straordinario valore storico e identitario, assicurando che tornino a essere patrimonio condiviso della collettività. Tale operazione, tra l’altro, rappresenta l’ulteriore conferma che la tutela diventa davvero efficace quando le istituzioni<br />
collaborano in modo continuo e integrato tra loro».</p>
<p>«L’arrivo di questi reperti &#8211; afferma dal canto suo il direttore del “Capialbi”, Michele Mazza &#8211; rappresenta un’ulteriore opportunità per il percorso di valorizzazione che stiamo sviluppando nell’ambito del Grande progetto Beni Culturali, dove sarà possibile prevedere una sala appositamente dedicata ai reperti confiscati e restituiti allo Stato. Si tratterà di uno spazio pensato per raccontare non solo il valore storico e artistico dei manufatti, ma anche l’impegno quotidiano delle istituzioni nella lotta al traffico illecito e nella difesa del patrimonio culturale. L’assegnazione al nostro Museo conferma il ruolo che esso riveste come presidio di tutela, ricerca e memoria».</p>
<p>I reperti sono stati recuperati dai carabinieri in una casa e in un importante palazzo di Venezia e presso un antiquario di Torino. Tra i beni restituiti figura un &#8220;cratere a mascheroni&#8221; in ceramica apula a figure rosse, con sovra-dipinture in bianco e in giallo, risalente al IV secolo a. C.. La raccolta comprende, inoltre, un&#8217;hydria a figure rosse, una kylix a figure nere, un&#8217;oinochoe a figure rosse, una lekythos a figure nere, una testina fittile, una &#8220;tanagrina&#8221;, un askòs a forma umana in terracotta e uno in bronzo, una piccola kore in bronzo, uno specchio in osso con decorazione a sbalzo e un balsamario in vetro verde chiaro.</p>
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		<item>
		<title>Evento Collaterale Mostra Venezia: il Premio Fondazione Mimmo Rotella a Paolo Sorrentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/evento-collaterale-mostra-venezia-il-premio-fondazione-mimmo-rotella-a-paolo-sorrentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 06:45:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta nel giardino della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, sul Canal Grande, la cerimonia di consegna della ventiquattresima edizione del Premio Fondazione Mimmo Rotella, evento collaterale della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia. Il riconoscimento – istituito nel 2001 per volontà di Mimmo Rotella (Catanzaro 1918 – Milano 2006) – celebra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta nel giardino della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, sul Canal Grande, la cerimonia di consegna della <strong>ventiquattresima edizione del Premio Fondazione Mimmo Rotella</strong>, evento collaterale della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia. Il riconoscimento – istituito nel 2001 per volontà di <strong>Mimmo Rotella</strong> (Catanzaro 1918 – Milano 2006) – celebra la feconda relazione tra i linguaggi del cinema e delle arti visive. Un omaggio alla settima arte, che ha rappresentato uno dei temi fondamentali nell’immaginario e nella poetica del Maestro del décollage. Il <strong>Premio Fondazione Mimmo Rotella 2025</strong> è stato assegnato al regista <strong>Paolo Sorrentino</strong>, figura centrale del cinema contemporaneo, autore di un linguaggio inconfondibile capace di coniugare la tradizione cinematografica italiana con una visione personale e universale, in cui convivono introspezione, ironia, sguardo visionario, e un’estetica che dialoga costantemente con la storia dell’arte. <b>Il Premio è stato conferito per la coerenza di un percorso autoriale che ha saputo dare lustro al cinema italiano nel mondo e per l&#8217;intensità con cui <i>La Grazia</i> si propone come un&#8217;opera autenticamente originale, problematica e poetica in grado di porci di fronte alle nostre coscienze.</b></p>
<p>A consegnare il Premio – un’opera originale del Maestro Mimmo Rotella – sono stati <strong>Nicola Canal</strong>, Presidente della Fondazione Mimmo Rotella, <strong>Gianvito Casadonte</strong>, Direttore Artistico del Premio, e rappresentanti delle istituzioni culturali e del mondo del cinema internazionale. Dal 2014 sotto la direzione artistica di Gianvito Casadonte, il Premio Fondazione Mimmo Rotella ha visto tra i suoi insigniti protagonisti del calibro di Al Pacino, Michael Caine, Ai Weiwei, Willem Dafoe, Julian Schnabel, Hayao Miyazaki, Shirin Neshat e Mick Jagger. Tra gli italiani, figure che hanno saputo raccontare il Paese con uno sguardo autentico e originale, come Toni Servillo, Mario Martone, Marco Bellocchio e Ascanio Celestini. Nel 2024 il Premio è stato attribuito a <em>Iddu</em> di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza.</p>
<p>Il <b>Premio Fondazione Mimmo Rotella</b> si conferma così come un progetto in cui l’arte prende vita grazie alla luce del cinema e il cinema si lascia ispirare dalla forza visionaria dell’arte, rinnovando ogni anno un dialogo che rimane profondamente attuale, reso possibile dall’intuizione del grande artista. Inoltre, questa <b>ventiquattresima edizione </b>del Premio rappresenta l’avvio delle <b>celebrazioni </b>che la <b>Fondazione Mimmo Rotella</b> dedicherà al <b>ventennale della scomparsa del grande artista calabrese</b>, avvenuta nel 2006: a partire da gennaio 2026 prenderà il via da Catanzaro un ricco programma di mostre curate da <b>Alberto Fiz</b> e realizzate dalla Fondazione in collaborazione con numerose istituzioni e musei in tutta la penisola.</p>
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		<title>Premio Collaterale Fondazione Mimmo Rotella al film &#8216;IDDU&#8217; di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/premio-collaterale-fondazione-mimmo-rotella-al-film-iddu-di-fabio-grassadonia-e-antonio-piazza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2024 07:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta al Sina Centurion Palace di Venezia, la premiazione della 23a edizione del Premio Fondazione Mimmo Rotella, Premio collaterale della 81a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Il riconoscimento, dedicato alla feconda relazione tra i linguaggi del Cinema e dell&#8217;Arte, è nato nel 2001 per volontà del grande artista calabrese Mimmo Rotella (Catanzaro 1918 – Milano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Si è svolta al Sina Centurion Palace di Venezia, la premiazione della <strong>23a edizione</strong> del <strong>Premio Fondazione Mimmo Rotella</strong>, Premio collaterale della 81a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Il riconoscimento, dedicato alla feconda relazione tra i linguaggi del Cinema e dell&#8217;Arte, è nato nel 2001 per volontà del grande artista calabrese <strong>Mimmo Rotella</strong> (Catanzaro 1918 – Milano 2006). Il Premio è andato al film<strong> <em>IDDU</em> </strong>di<strong> Fabio Grassadonia e Antonio Piazza</strong><em>,<strong> </strong></em>in concorso nella selezione ufficiale<strong>,<em> </em></strong>prodotto da Indigo Film, Rai Cinema e Les Films du Losange con Elio Germano, Toni Servillo, Barbora Bobulova e Antonia Truppo.</p>
<p style="font-weight: 400;">La motivazione recita: <em>A Fabio Grassadonia e Antonio Piazza che con Iddu e la loro illuminante regia hanno saputo rileggere i codici del racconto di mafia attraverso il solco del realismo magico. Trasfigurando luoghi e personaggi noti alle cronache, i due autori fanno della sublimazione del reale la chiave di lettura della Storia, così come nell&#8217;arte figurativa, Mimmo Rotella si esprimeva nel realizzare i suoi decollages. Un ideale connubio, quindi, tra gli strappi, che hanno reso celebri le tele dell&#8217;indimenticato Maestro, ed il mezzo cinematografico che Grassadonia e Piazza permeano di una visione originale, sfuggente, legata alla cronaca ma, al tempo stesso, da essa dissociata. Iddu si apre con una frase emblematica: la realtà è solo una partenza, non la destinazione. Un motivo di ispirazione per l&#8217;intero lavoro dei due registi che, traendo linfa dalla grande tradizione letteraria, e facendo propria anche la profonda eredità concettuale di Mimmo Rotella, hanno scritto un nuovo e personale percorso drammaturgico all&#8217;interno del panorama cinematografico italiano e internazionale.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">A consegnare a<strong> Fabio Grassadonia e Antonio Piazza</strong><em>,</em> il prestigioso Premio – un&#8217;opera del Maestro del <em>décollage </em>Mimmo Rotella &#8211; <strong>Nicola Canal</strong>, Presidente della Fondazione Mimmo Rotella, <strong>Gianvito Casadonte</strong>, Direttore Artistico del Premio, <strong>Anton Giulio Grande, </strong>Commissario Straordinario Calabria Film Commission e <strong>Julia Magrone</strong>, giovane talento e volto di <strong>Cotril </strong>partner beauty dei grandi eventi, leader nelle preparazioni hairstyling del cinema internazionale, che il premio ha scelto per avvicinare il mondo dell&#8217;arte ai giovani. Ricco il parterre di protagonisti che hanno ricevuto il Premio Fondazione Mimmo Rotella nel corso degli ultimi anni. Tra questi: Matt Dillon, Oliver Stone, Mick Jagger, Donald Sutherland, Mario Martone, Toni Servillo, Giuseppe Capotondi, Julian Schnabel, Willem Dafoe, George Clooney, Michael Caine, Ai Weiwei, Jude Law, Paolo Sorrentino, James Franco, Terry Gilliam, Al Pacino, Johnny Depp, Alexander Sokurov, Barry Levinson, João Botelho, Julie Taymor, Takeshi Kitano, Abel Ferrara, Gianni Amelio, Peter Greenaway, Ascanio Celestini, Gian Alfonso Pacinotti e Olivier Assayas. <strong><em>Il Premio è realizzato con il sostegno del Mic, Calabria Straordinaria, Calabria Film Commission e Arsac e con il supporto del brand G.B. Spadafora e Webgenesys</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/premio-collaterale-fondazione-mimmo-rotella-al-film-iddu-di-fabio-grassadonia-e-antonio-piazza/">Premio Collaterale Fondazione Mimmo Rotella al film &#8216;IDDU&#8217; di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Grande successo al festival di Venezia per la première del documentario &#8220;Un&#8217;altra idea di stare&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grande-successo-al-festival-di-venezia-per-la-premiere-del-documentario-unaltra-idea-di-stare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 07:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Borghi]]></category>
		<category><![CDATA[docufilm]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Un'altra idea di stare]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della 81esima Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica, giovedì 5 settembre presso l&#8217;Hotel Excelsior del Lido di Venezia si è svolta la première della presentazione ufficiale del documentario &#8220;Un&#8217;altra idea di stare&#8221;. Nato da un&#8217;idea dell&#8217;Associazione Borghi Autentici d&#8217;Italia, scritto e diretto da Fabio Fasulo, regista e videomaker, il documentario è stato prodotto da Frame at work, un collettivo di professionisti con oltre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/grande-successo-al-festival-di-venezia-per-la-premiere-del-documentario-unaltra-idea-di-stare/">Grande successo al festival di Venezia per la première del documentario &#8220;Un&#8217;altra idea di stare&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">In occasione della 81esima Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica, <b>giovedì 5 settembre </b>presso l&#8217;Hotel Excelsior del Lido di Venezia si è svolta la <b>première della presentazione ufficiale del documentario &#8220;Un&#8217;altra idea di stare&#8221;. </b>Nato da un&#8217;idea <b>dell&#8217;Associazione Borghi Autentici d&#8217;Italia,</b> <b>scritto e diretto da Fabio Fasulo, regista e videomaker, </b>il documentario è stato prodotto da <b>Frame at work,</b> un collettivo di professionisti con oltre vent&#8217;anni di esperienza nel settore cinematografico e nelle produzioni audiovisive e dall&#8217;agenzia di comunicazione reggiana <b>Kaiti Expansion.</b>Alla Prima alla kermesse veneziana, presentata dal giornalista <strong>Giovanni Pirillo</strong>, hanno partecipato la <strong>Presidente Nazionale dell&#8217;Associazione</strong> Borghi Autentici d&#8217;Italia, <strong>Rosanna Mazzia,</strong> il Presidente del Comitato Etico BAI, <strong>Renzo Soro</strong>, il regista <strong>Fabio Fasulo</strong> e la sua troupe, e l&#8217;AD di Kaiti Expansion, <strong>Matteo Martinelli</strong>, e il suo team. Tanti gli ospiti che hanno assistito alla Prima del docufilm targato BAI, tra cui l&#8217;attrice protagonista, <strong>Mariangela Magnelli,</strong> la delegazione della <strong>Federazione dei Comuni del Camposampierese</strong> e i rappresentanti delle <strong>Unioni dei Comuni provenienti da tutto il Veneto.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><i>«La finalità del documentario – </i><b><i>afferma con orgoglio Rosanna Mazzia, presidente nazionale Associazione Borghi Autentici d&#8217;Italia</i></b><i>,</i><b><i> location d&#8217;eccezione del documentario </i></b><i>– consiste nel restituire, con l&#8217;autenticità di alcune storie personali, uno spunto di riflessione universale sulla visione dei piccoli comuni e delle comunità locali che l&#8217;Associazione Borghi Autentici d&#8217;Italia porta avanti da oltre 20 anni: non borghi cartolina, ma comunità ospitali capaci di trattenere i cittadini residenti e di attrarre nuove forme di cittadinanza. Vuole essere un invito a esplorare prospettive inedite, ad illuminare strade non ancora battute e guidare le comunità verso un futuro sostenibile, equo e ricco di opportunità. È un richiamo al protagonismo, per abbracciare il cambiamento e costruire un nuovo modo di abitare i borghi, integrando passato, presente e futuro in un equilibrio capace di promuovere sviluppo».</i></p>
<p style="font-weight: 400;"><i>Tanta emozione anche per</i><b><i> Fabio Fasulo,</i></b><i> </i><b><i>regista Frame at work</i></b><i> che commenta: «&#8221;Un&#8217;altra idea di stare&#8221; è un racconto a più voci dove i nostri protagonisti si raccontano, si confidano alla ricerca di un luogo che non sia solo geografico ma anche dell&#8217;anima. I loro incontri sono pieni di curiosità, sembra che ci sia la voglia di rivedersi l&#8217;uno nell&#8217;altro, di riconoscersi e riscoprirsi quasi a sottolineare l&#8217;esigenza di ritrovare un contatto umano, il desiderio di essere comunità. Nel documentario ho messo le persone al centro di tutto, cercando la piena sincerità in ogni momento perché era fondamentale riportare un quadro quanto più fedele possibile alla realtà. Il ritmo del film segue quello in cui ruotano le nostre storie dove il tempo acquisisce una nuova forma, un nuovo valore &#8220;tempo per darsi tempo&#8221; come dice una delle nostre protagoniste del film. Gli spazi e i luoghi che fanno da cornice sono colmi di tradizione, racconti e storie di uomini e donne che hanno vissuto e vivono il territorio. Il borgo, quindi, diviene un contenitore dal quale è possibile scoprirne il suo fascino, i suoi valori, ma anche le sue debolezze e i suoi limiti, attraverso i volti di chi vi abita. Le atmosfere, i luoghi e le storie rapiscono l&#8217;ascoltatore, portandolo oltre il suo ruolo e facendolo entrare in una dimensione di viaggio in altri possibili modi di stare e di vivere.  Una riflessione più profonda che può portare ad un cambiamento».</i></p>
<p style="font-weight: 400;"><i>«&#8221;Un&#8217;altra idea di stare&#8221; nei nostri borghi – </i><b><i>prosegue a sua volta Rosanna Mazzia </i></b><i>– dipende infatti dagli occhi con cui li si guarda, dalla consapevolezza che le persone hanno della diversità dello stare in un borgo, senza che questo costituisca necessariamente un &#8220;minus&#8221; nei confronti della vita in città. Ma &#8220;un&#8217;altra idea di stare&#8221; dipende anche molto da quel che ognuno di noi cerca. Ciò a cui dà più valore. E nelle storie che vogliamo comunicare con il documentario ci sono appunto diverse motivazioni, aspirazioni, bisogni. A volte completamente soddisfatti, a volte no. Abbiamo ripreso quindi luoghi, storie e persone per un racconto di Roseto Capo Spulico che diventa simbolo di un modo di intendere la vita nei borghi che non è qualcosa di &#8220;solo&#8221; bello. È qualcosa che può anche essere ribelle, non completamente risolto. È qualcosa di autentico, appunto».  </i>L&#8217;<b>Associazione Borghi Autentici d&#8217;Italia</b> è<b> una rete che riunisce piccoli e medi comuni, enti territoriali e organismi misti di sviluppo locale, per generare valore e stimolare la crescita economica e sociale dei territori</b>. Da oltre 20 anni, promuove azioni e progetti che mettono al centro le comunità, per migliorare la qualità della vita attraverso azioni che coinvolgono gli amministratori, gli operatori economici, sociali e culturali dei borghi. Si impegna per realizzare un nuovo modello di sviluppo territoriale: sostenibile, equo, rispettoso dei luoghi e delle persone, attento alla valorizzazione del patrimonio e delle identità locali.</p>
<p style="font-weight: 400;">A questo proposito, un valido esempio è rappresentato dalla <b>rete delle Comunità Ospitali di Calabria, </b>frutto di un lungo percorso di lavoro durato per tutto il 2023, percorso che ha compreso laboratori, momenti di approfondimento e di contestualizzazione del senso della comunità ospitale, sopralluoghi da parte di esperti del comparto, realizzazione di <i>smart guides</i>, percorsi formativi e informativi concepiti con l&#8217;obiettivo di sperimentare un modello di economia ancorata alle esigenze di crescita dei territori come, ad esempio, la &#8220;cooperativa di comunità&#8221;. Il risultato è una rete di comunità ospitali accomunate tra loro non solo da un insieme di valori condivisi ma anche dai medesimi strumenti di sviluppo. Un modello nuovo, ma dalle radici affondate nella tradizione e dal cuore antico, di concepire una comunità come luogo dove vivere – per un tempo che può essere breve oppure lunghissimo – un&#8217;esperienza autentica. E dove, al tempo stesso, sentirsi parte di un modo di vivere il territorio, di fruire di spazi comuni, che ancora oggi ribadisce le proprie ragioni di essere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Accogliere, attrarre, ma anche trattenere: è con la rete delle Comunità Ospitali di Calabria che i borghi diventano luoghi da vivere nel quotidiano. <b>Non più semplici panorami da cartolina, ma comunità capaci di trattenere i cittadini residenti e di accogliere quelli temporanei</b>, grazie ad azioni e iniziative che mettono al centro le persone, generando valore e stimolando la crescita economica e sociale del territorio.  Un progetto estremamente virtuoso a cui<b> Matteo Martinelli</b>, AD Kaiti expansion dichiara di aver preso parte con entusiasmo: «<i>Siamo molto onorati di aver contribuito a questo progetto in cui la comunicazione è e fa cultura. Abbiamo sempre fatto questo mestiere con una visione molto chiara, cioè quella di generare un impatto positivo concreto sulle persone, le comunità, i territori. Molte delle scelte strategiche che abbiamo fatto, in quasi trent&#8217;anni, sono guidate da questo obiettivo. Quando riusciamo a fare pubblicità con questo approccio senza dubbio ne raccogliamo una soddisfazione che tocca valori importanti per noi, che hanno a che fare con il senso di comunità e con la responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti degli altri. &#8220;Un&#8217;altra idea di stare&#8221; è un progetto che parte dalle persone e ritorna alle persone, per restituire valore ai territori. Ha una visione ambiziosa. Lavorare per dare visibilità a queste idee, valorizzando l&#8217;autenticità dei borghi con un approccio che insiste sui contenuti e che invita alla riflessione, per noi significa fare cultura. Ed è stato davvero molto stimolante, una grande soddisfazione per tutto il nostro team».</i></p>
<p>(<em>c.s.</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/grande-successo-al-festival-di-venezia-per-la-premiere-del-documentario-unaltra-idea-di-stare/">Grande successo al festival di Venezia per la première del documentario &#8220;Un&#8217;altra idea di stare&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Borghi Autentici d&#8217;Italia, al Festival di Venezia dalla Calabria il docufilm &#8220;Un&#8217;altra idea di stare&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/borghi-autentici-ditalia-al-festival-di-venezia-dalla-calabria-il-docufilm-unaltra-idea-di-stare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 08:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[docufilm]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Roseto capo Spulico]]></category>
		<category><![CDATA[Un'altra idea di stare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 5 settembre, in occasione dell&#8217;81^ edizione della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, la presentazione ufficiale del documentario &#8220;Un&#8217;altra idea di stare&#8221; girato a Roseto Capo Spulico, nel contesto del Venice Production Bridge. Realizzato da Kaiti expansion e Frame at Work, con la regia di Fabio Fasulo, il documentario nasce con l&#8217;idea di restituire con l&#8217;autenticità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: small;">Il 5 settembre, in occasione dell&#8217;81^ edizione della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, la presentazione ufficiale del documentario <b>&#8220;Un&#8217;altra idea di stare&#8221; girato a Roseto Capo Spulico</b>, nel contesto del Venice Production Bridge. </span><b>Realizzato da Kaiti expansion e Frame at Work, con la regia di Fabio Fasulo,</b> il documentario nasce con l&#8217;idea di restituire con l&#8217;autenticità di alcune storie personali uno spunto di riflessione universale sulla visione dei piccoli comuni e delle comunità locali che l&#8217;Associazione Borghi Autentici d&#8217;Italia porta avanti da oltre 20 anni: <b>non borghi cartolina ma comunità ospitali capaci di trattenere i cittadini residenti e di attrarre nuove forme di cittadinanza.</b> Vuole essere un invito a esplorare prospettive inedite, ad accendere scintille per illuminare strade non ancora battute e guidare le comunità verso un futuro sostenibile, equo e ricco di opportunità. È un richiamo al protagonismo, per abbracciare il cambiamento e costruire un nuovo modo di abitare i borghi, integrando passato, presente e futuro in un equilibrio capace di promuovere sviluppo.</div>
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<p>«&#8221;Un&#8217;altra idea di stare&#8221; nei nostri borghi» <b>spiega Rosanna Mazzia, presidente nazionale dell&#8217;Associazione Borghi Autentici d&#8217;Italia</b> «dipende dagli occhi con cui li si guarda, dalla consapevolezza che le persone hanno della diversità dello stare in un borgo, senza che questo costituisca necessariamente un &#8220;minus&#8221; nei confronti della vita in città. Ma &#8220;un&#8217;altra idea di stare&#8221; dipende anche molto da quel che ognuno di noi cerca. Ciò a cui dà più valore. E nelle storie che abbiamo raccolto con il documentario ci sono appunto diverse motivazioni, aspirazioni, bisogni. A volte completamente soddisfatti, a volte no. Abbiamo approfondito luoghi, storie e persone per un racconto di Roseto Capo Spulico che diventa simbolo di un modo di intendere la vita nei borghi che non è qualcosa di &#8220;solo&#8221; bello. È qualcosa che può anche essere ribelle, non completamente risolto. È qualcosa di autentico, appunto».</p>
<p>L&#8217;appuntamento è per <b>giovedì 5 settembre alle ore 9.30 nello Spazio incontri dell&#8217;Hotel Excelsior (3° piano) al Lido di Venezia.</b> La proiezione è aperta al pubblico.</p>
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		<title>Falsa professionista truffava vittime: Sequestro preventivo di 800mila euro per una 67enne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/falsa-professionista-truffava-vittime-sequestro-preventivo-di-800mila-euro-per-una-67enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 09:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione ai sensi del Codice Antimafia emesso, su richiesta della Procura della Repubblica di Venezia, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale lagunare, nei confronti di una 67enne di origini campane, contraddistinta da una elevata pericolosità sociale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione ai sensi del Codice Antimafia emesso, su richiesta della Procura della Repubblica di Venezia, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale lagunare, nei confronti di <strong>una 67enne di origini campane</strong>, contraddistinta da una elevata pericolosità sociale persistente nel tempo fin dai primi anni 2000, e di altri quattro soggetti residenti in <strong>Calabria</strong> intestatari degli immobili a lei riconducibili per un valore complessivo stimato per circa <strong>800mila euro</strong>.<br />
La pericolosità sociale della donna è stata valorizzata ai fini del procedimento di prevenzione in quanto la stessa, nel tempo, utilizzando anche un nome di fantasia, aveva realizzato numerose truffe qualificandosi, di volta in volta, quale agente immobiliare, intermediario finanziario, medico, ovvero millantando importanti conoscenze tra funzionari e dirigenti appartenenti alla Pubblica Amministrazione. Dopo essersi assicurata la fiducia delle vittime, le circuiva prospettando la possibilità di risolvere problematiche di varia natura, previo versamento di cospicue somme di denaro in contanti o in assegni e, una volta incassate le somme, si rendeva irreperibile.</p>
<p>Gli approfondimenti svolti hanno inoltre consentito di acclarare come la donna non abbia mai dichiarato né percepito redditi e che le uniche provviste di cui ha beneficiato erano costituite dai proventi illeciti derivanti dai reati, quali truffe, millanto credito e sostituzione di persona, perpetrati per la maggior parte in Veneto, in particolare nelle province di Venezia e Verona.<br />
Le indagini eseguite nel procedimento di prevenzione hanno permesso di ricondurre alla donna 5 unità immobiliari e 3 terreni, formalmente inteste a prossimi congiunti proprio per occultarne l’illecita provenienza.<br />
La ricostruzione delle dinamiche criminali relative alla destinataria dell’odierno provvedimento di sequestro non si sono limitate alla Regione Veneto, riguardando, altresì, il territorio calabrese e rilevando come i delitti contestati siano stati commessi senza soluzione di continuità, con persistenza e recidività in un arco di tempo di oltre quindici anni.</p>
<p>Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia ha quindi sottoposto a sequestro gli immobili e i terreni tutti situati in <strong>Calabria nelle province di Vibo Valentia, Crotone e Cosenza</strong>, consentendo l’immissione in possesso sugli stessi da parte dell’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Venezia.<br />
Il provvedimento in questione è il risultato dell’impegno della Procura della Repubblica di Venezia e della Guardia di Finanza nel quadro delle strategie di aggressione patrimoniale dei beni acquisiti da soggetti che vivono abitualmente con i proventi di attività delittuose e che rappresentano il frutto o il reimpiego di attività illecite.</p>
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		<title>L’Antico Mulino delle Fate di Lamezia Terme nel docufilm “Scusa Italia”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lantico-mulino-delle-fate-di-lamezia-terme-nel-docufilm-scusa-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 07:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[docufilm “Scusa Italia”]]></category>
		<category><![CDATA[L’Antico Mulino delle Fate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Antico Mulino delle Fate di Lamezia Terme approda a Venezia con il docufilm “Scusa Italia” del regista e compositore Giovanni Panozzo. A darne notizia è lo stesso Fabio Aiello, protagonista, assieme alla moglie Anna Filardo, entrambi ingegneri, del recupero del vecchio mulino ad acqua che sorge a Lamezia nella zona nord del Castello Normanno, sulle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Antico Mulino delle Fate di Lamezia Terme approda a Venezia con il docufilm “Scusa Italia” del regista e compositore Giovanni Panozzo. A darne notizia è lo stesso Fabio Aiello, protagonista, assieme alla moglie Anna Filardo, entrambi ingegneri, del recupero del vecchio mulino ad acqua che sorge a Lamezia nella zona nord del Castello Normanno, sulle sponde del fiume Canne. La storia di questa ristrutturazione è infatti al centro di uno degli episodi che compongono il docufilm con le sue storie di lavoro, legalità, riscatto sociale e recupero ambientale. L’opera, della durata di 62 minuti, è prodotta da Fai-Cisl, Agrilavoro e Fondazione Fai-Cisl Studi e Ricerche, e sarà proiettata in anteprima assoluta nel corso dell’evento finale del Premio collaterale “Persona Lavoro Ambiente” che si svolge in occasione della 80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica de La Biennale di Venezia.</p>
<p>“La nostra – afferma Aiello – è una storia che parte dal nulla, anzi da un cumulo di rovine abbandonate nel nulla: ma è un nulla lussureggiante, sommerso dalla vegetazione di un bosco fatato, un luogo risorto grazie all’opera di giovani mani, alla gratitudine degli uomini che si prendono cura della casa comune, diventando punto d’incontro per un’intera comunità. Ѐ appunto l’Antico Mulino delle Fate, secondo la leggenda il Regno della Fata Gelsomina, e siamo davvero orgogliosi che oggi la storia di questo recupero sia raccontata nel docufilm”. “Scusa Italia”, spiega il regista Panozzo, “nasce da un viaggio tra due estremi del Paese, Palermo e Lecco, che ha portato una potatura dell’ulivo in memoria di Paolo Borsellino da Via d’Amelio fino a una scuola di Lecco, dove è stata piantata: un viaggio che rappresenta l’occasione per incontrare persone e comunità che vogliono migliorare il nostro Paese attraverso relazioni generative e con l’impegno contro la mentalità mafiosa”.</p>
<p>Il viaggio incontra appunto storie di migranti, di redenzione dal malaffare, storie che chiedono scusa, ma che sanno anche dire grazie. Ѐ il caso anche dell’Antico Mulino delle Fate, in cui redenzione e gratuità s’incontrano nel cuore della Calabria, denso di bellezza e di pace, dove Fabio e Anna, originari del posto ma residenti in Svizzera, genitori di due bambini, hanno permesso a un luogo simbolico, anche dal punto di vista storico e culturale, di riscattarsi dall’oblio, restituendolo alla sua funzione d’incontro e di relazione. “Il sorriso e la gratitudine che traspaiono da queste storie sono un grande segno di speranza per tutti noi”, conclude infatti il regista, che per l’episodio sul mulino ha girato le sue riprese sul territorio ma anche toccato con mano la vita quotidiana in Svizzera dei suoi restauratori. La proiezione del docufilm avrà luogo venerdì 8 settembre durante l’evento “Persona Lavoro Ambiente”, che si terrà dalle 11 alle 13 nello Spazio Incontri Venice Production Bridge, nell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia. Alla premiazione, giunta alla sua quarta edizione, assegnata dalla Fai-Cisl e dalla sua Fondazione Studi e Ricerche alle opere considerate più interessanti nel trattare i temi del lavoro e della sostenibilità ambientale, economica e sociale, interverranno Onofrio Rota, Segretario Generale Fai-Cisl Nazionale e Vincenzo Conso, Presidente Fondazione Fai-Cisl Studi e Ricerche. Saranno presenti anche alcuni protagonisti di “Scusa Italia”, tra i quali diversi lavoratori, imprenditori e componenti della famiglia Borsellino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lantico-mulino-delle-fate-di-lamezia-terme-nel-docufilm-scusa-italia/">L’Antico Mulino delle Fate di Lamezia Terme nel docufilm “Scusa Italia”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Alla Mostra del Cinema di Venezia ci sarà anche l&#8217;attore calabrese Giuseppe Bonifati con &#8220;Ferrari&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/alla-mostra-del-cinema-di-venezia-ci-sara-anche-lattore-calabrese-giuseppe-bonifati-con-ferrari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 06:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Bonifati]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli attori del film &#8220;Ferrari&#8221;, che prossimamente sarà presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia 80, c&#8217;è anche l&#8217;attore calabrese Giuseppe Bonifati. La pellicola diretta da Michael Mann, uscirà nelle sale americane a Natale. La sceneggiatura che lo stesso Mann ha redatto in collaborazione con Troy Kennedy Martin, è ispirata al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli attori del film &#8220;Ferrari&#8221;, che prossimamente sarà presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia 80, c&#8217;è anche l&#8217;attore calabrese Giuseppe Bonifati. La pellicola diretta da Michael Mann, uscirà nelle sale americane a Natale. La sceneggiatura che lo stesso Mann ha redatto in collaborazione con Troy Kennedy Martin, è ispirata al libro di Brock Yates, &#8220;Enzo Ferrari – The Man and the Machine&#8221;. Il leggendario regista di Heat, Collateral, L&#8217;Ultimo dei Mohicani, dopo vent&#8217;anni è riuscito a realizzare questo importante progetto.</p>
<p>Il film é ambientato nel 1957, con una storia intrecciata tra la vita privata della Ferrari e quella legata alle corse, come la tragica Mille Miglia dello stesso anno segnata dall&#8217;incidente di Alfonso De Portago e dal rischio di fallimento. Adam Driver interpreterà Enzo Ferrari mentre Penelope Cruz interpreterà Laura Ferrari. Altre stelle del cast sono Shailene Woodley, Patrick Dempsey, Jack O&#8217;Connell, Sarah Gadon e Gabriel Leone, tra gli altri. Giuseppe Bonifati interpreterà il ruolo di Giacomo Cuoghi, amico di vecchia data e consigliere di Enzo Ferrari.</p>
<p>Dopo l&#8217;esperienza hollywoodiana in &#8216;Tutti i soldi del mondo&#8217;, diretto da Ridley Scott, al fianco di Kevin Spacey, Mark Wahlberg, Christopher Plummer, Michelle Williams, Timothy Hutton, e la serie BBC &#8220;US&#8221;, con Sofie Gråbøl e Tom Hollander (che ha anche elogiato Bonifati sulle pagine del London Times), l&#8217;artista calabrese Giuseppe Bonifati fará dunque tappa a Venezia. Bonifati, nativo di Castrovillari,, è attivo a livello internazionale da oltre dieci anni, fondatore del Teatro Volante, il primo teatro al mondo con base presso un aeroporto internazionale a Billund (Danimarca).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/alla-mostra-del-cinema-di-venezia-ci-sara-anche-lattore-calabrese-giuseppe-bonifati-con-ferrari/">Alla Mostra del Cinema di Venezia ci sarà anche l&#8217;attore calabrese Giuseppe Bonifati con &#8220;Ferrari&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Attraversa binari sulla Mestre-Venezia per prelevare al bancomat: morto 25enne cosentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/attraversa-binari-sulla-mestre-venezia-per-prelevare-al-bancomat-morto-25enne-cosentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jun 2023 11:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tragedia lungo la linea ferroviaria Mestre-Venezia dove due giovani sono stati travolti da un treno mentre attraversavano i binari per andare a prelevare da un bancomat: un 25enne e’ morto e un 23enne e’ rimasto gravemente ferito. E’ accaduto a mezzanotte di sabato all’altezza del parco tecnologico veneziano Vega. Il ragazzo di 25 anni, Manuel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tragedia lungo la linea ferroviaria Mestre-Venezia dove due giovani sono stati travolti da un treno mentre attraversavano i binari per andare a prelevare da un bancomat: un 25enne e’ morto e un 23enne e’ rimasto gravemente ferito. E’ accaduto a mezzanotte di sabato all’altezza del parco tecnologico veneziano Vega. Il ragazzo di 25 anni, Manuel Tripargoletti, originario di Cosenza ma residente a Legnago (Verona), ha perso la vita nell’incidente, mentre il suo amico di 23 anni, residente a Bevilacqua (Verona), è rimasto ferito.</p>
<p>Il macchinista del treno ha tentato di frenare ma non è riuscito a evitare l’impatto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem, la Polfer ei vigili del fuoco e il traffico ferroviario e’ rimasto bloccato per tre ore. </p>
<p>E’ stato il ragazzo ferito, rimasto cosciente, a raccontare che insieme all’amico erano diretti a un vicino bancomat dall’altra parte dei binari per prelevare, ha riferito alla Tribuna di Treviso. Una fatale imprudenza, ancor piu’ perche’ a un centinaio di metri c’era un sottopassaggio che avrebbe permesso un attraversamento in sicurezza. </p>
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