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	<title>UMG Catanzaro Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Dec 2024 15:19:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>UMG Catanzaro: Certificazione Olink, tecnologia all&#8217;avanguardia per comprendere marcatori malattia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/umg-catanzaro-certificazione-olink-tecnologia-allavanguardia-per-comprendere-marcatori-malattia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 11:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro è il primo e unico ateneo del Sud Italia certificato Olink, azienda svedese sviluppatrice di una nuova e innovativa tecnologia, usata sia in ricerca che in clinica, che consente di comprendere percorsi biologici complessi e marcatori di malattia. Un importante riconoscimento che conferma l&#8217;eccellenza dell&#8217;attività di ricerca svolta nel laboratorio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro è il primo e unico ateneo del Sud Italia certificato Olink, azienda svedese sviluppatrice di una nuova e innovativa tecnologia, usata sia in ricerca che in clinica, che consente di comprendere percorsi biologici complessi e marcatori di malattia. Un importante riconoscimento che conferma l&#8217;eccellenza dell&#8217;attività di ricerca svolta nel laboratorio di biologia delle cellule staminali dell&#8217;Università Magna Graecia che si occupa dello studio di malattie neurodegenerative attraverso la generazione di modelli di cellule 2D e 3D. La certificazione ottenuta e le attrezzature di cui è stato dotato il laboratorio dell&#8217;Umg sono fondamentali non solo per la ricerca ma anche per la pratica clinica e consentono di erogare un servizio importante alle aziende del settore farmaceutico, ai laboratori di ricerca interessati e al territorio. Il laboratorio di proteomica e spettrometria di massa del Centro di ricerca in Biochimica e Biologia molecolare avanzata dell&#8217;Umg fornirà questo servizio a tutti coloro che ne faranno richiesta, consentendo l&#8217;accesso rapido ed esclusivo a metodologie proteomiche all&#8217;avanguardia.</p>
<p>&#8220;Sono orgoglioso del prestigioso risultato ottenuto che sottolinea l&#8217;eccellente lavoro svolto dai ricercatori dell&#8217;Università Magna Graecia. Il nostro &#8211; afferma il rettore dell&#8217;Umg di Catanzaro, prof. Giovanni Cuda &#8211;  è l&#8217;unico ateneo nel Sud Italia ad avere ottenuto la certificazione Olink e, grazie a questo riconoscimento, il laboratorio dell&#8217;Università di Catanzaro è l&#8217;unico provider nel meridione. Questa certificazione – conclude il rettore Cuda &#8211; ha consentito, inoltre, all&#8217;Umg di entrare in una rete scientifica di cui fanno parte anche laboratori internazionali di ricerca&#8221;.</p>
<p>Lo studio di biomarcatori permette di sviluppare nuovi farmaci utili allo sviluppo di terapie di successo per il trattamento di malattie, i cui processi biologici alla base sono, talvolta, poco conosciuti. L&#8217;identificazione di nuove proteine è utile alla pratica clinica ed è finalizzata alla diagnosi precoce delle malattie per cure sempre più mirate ed efficaci.</p>
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		<title>Catanzaro, Astarte e Scuola di alta formazione dell’UMG insieme nel Corso di formazione delle Operatrici Antiviolenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-astarte-e-scuola-di-alta-formazione-dellumg-insieme-nel-corso-di-formazione-delle-operatrici-antiviolenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 06:26:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[astarte]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di formazione delle Operatrici Antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di Alta Formazione dell’Università Magna Graecia di Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[UMG Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Promosso da Associazione Astarte in collaborazione con la Scuola di Alta Formazione dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, il corso prevede la formazione delle operatrici Antiviolenza come previsto dall’intesa della Conferenza unificata della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 14 settembre 2022. Secondo l’art.3 di suddetta intesa, le operatrici, incluse le volontarie, che operano in un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Promosso da Associazione Astarte in collaborazione con la Scuola di Alta Formazione dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, il corso prevede la formazione delle operatrici Antiviolenza come previsto dall’intesa della Conferenza unificata della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 14 settembre 2022. Secondo l’art.3 di suddetta intesa, le operatrici, incluse le volontarie, che operano in un centro antiviolenza devono essere adeguatamente formate seguendo un approccio di genere: sul tema della violenza maschile; sulle sue cause strutturali e conseguenze; sulla valutazione del rischio; sui bisogni specifici di donne esposte a molteplici vulnerabilità, sui principi della convenzione di Istanbul; sull’operatività del lavoro di rete, anche in tema di autonomia economica, lavorativa e abitativa.</p>
<p>Il percorso formativo, destinato a laureati e laureandi in giurisprudenza, servizio sociale, psicologia e sociologia, fornisce una formazione specifica che consente di acquisire le conoscenze e competenze per poter operare nei contesti di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne.</p>
<p>DURATA: Il corso prevede 120 ore di formazione di cui, 60 di lezioni teoriche che si svolgeranno presso le aule del Complesso Monumentale del San Giovanni a Catanzaro, con la partecipazione di docenti dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, l’equipe multidisciplinare di Astarte e diverse figure professionali in ambito giurisprudenziale, sanitario, economico e istituzionale e, successivamente, 60 ore di affiancamento presso il CAV S.O.S. Astarte Donna in Via Paolo Orsi 1, Catanzaro. Le lezioni teoriche si svolgeranno con un incontro settimanale di 6 ore da dividersi tra mattina e pomeriggio, con avvio il 7 Maggio 2024. Per qualsiasi informazione scrivere al seguente indirizzo mail: astarteaps@gmail.com</p>
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		<item>
		<title>Epilessia: selezionato da ministero Salute progetto di ricerca dell’UMG di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/epilessia-selezionato-da-ministero-salute-progetto-di-ricerca-dellumg-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 06:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Un progetto di ricerca dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, finalizzato all’identificazione di nuovi biomarcatori del microbiota intestinale che possono essere d’ausilio nella diagnosi e nelle scelte terapeutiche delle persone affette da epilessia, è stato selezionato dal Ministero della Salute. Lo riferisce una nota dell’Ateneo. “Il progetto – è detto nella nota – ha superato una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Un progetto di ricerca dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, finalizzato all’identificazione di nuovi biomarcatori del microbiota intestinale che possono essere d’ausilio nella diagnosi e nelle scelte terapeutiche delle persone affette da epilessia, è stato selezionato dal Ministero della Salute. Lo riferisce una nota dell’Ateneo. </p>
<p>“Il progetto – è detto nella nota – ha superato una difficile fase di selezione che ha visto revisori scientifici italiani e internazionali analizzare nel dettaglio circa 300 progetti presentati dalle strutture del Sistema sanitario nazionale. Il progetto, coordinato dai docenti Umg Emilio Russo e Antonio Gambardella, è stato finanziato con un milione di euro e sarà realizzato nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” con il coinvolgimento del policlinico Federico II di Napoli, del policlinico Umberto I di Roma e dell’Irccs Gaslini di Genova”. </p>
<p>“L’Università Magna Graecia – è detto ancora nella nota – si conferma tra i principali punti di riferimento in Italia per la ricerca ‘traslazionale’ nell’ambito delle epilessie”.</p>
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		<item>
		<title>Identificate dagli andrologi le 7 sostanze scudo che proteggono la salute maschile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/identificate-dagli-andrologi-le-7-sostanze-scudo-che-proteggono-la-salute-maschile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 11:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivano dalla natura le sette sostanze alla base del nuovo integratore studiato dagli esperti della Società italiana di Andrologia (Sia) per prendersi cura della salute maschile. Drolessano, il nuovo mix di sostanze su misura, è il frutto della collaborazione fra i ricercatori di Sia, la prima Società scientifica italiana ad aver messo a punto un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivano dalla natura le sette sostanze alla base del nuovo integratore studiato dagli esperti della Società italiana di Andrologia (Sia) per prendersi cura della salute maschile. <strong>Drolessano</strong>, il nuovo mix di sostanze su misura, è il frutto della <strong>collaborazione fra i ricercatori di Sia, la prima Società scientifica italiana ad aver messo a punto un nutraceutico, e l’Istituto di Farmacologia Clinica dell’Università degli studi di Catanzaro</strong>. Disponibile da luglio in tutte le farmacie, potrà essere un valido supporto per tutti gli uomini sani che vogliano prendersi cura della propria salute non solo sessuale, grazie a effetti benefici che sono stati documentati da una recente revisione degli studi sulle sette sostanze incluse nell’integratore, pubblicata sulla rivista scientifica Uro. Le ricerche hanno dimostrato che grazie alla potente attività antiossidante e antinfiammatoria il nuovo mix a base di silimarina, sulforafano, licopene, escina, tè verde, glutatione ridotto e triptofano è in grado di contribuire alla prevenzione di alcuni tumori come quello alla prostata e ridurre i sintomi urinari dell’ipertrofia prostatica benigna, ma anche migliorare il profilo di rischio cardiovascolare, l’attività epatica e il tono dell’umore.</p>
<p>«L’invecchiamento, uno stile di vita scorretto e l’esposizione all’inquinamento ambientale sono elementi che possono compromettere la salute, in larga parte perché inducono un incremento della produzione di radicali liberi e un maggior stress ossidativo che danneggia cellule e tessuti, spianando la strada a tumori, malattie metaboliche e cardiovascolari – spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore di Urologia alla Università Federico II di Napoli –. Una corretta alimentazione è fondamentale per contrastare questi fenomeni ed è la base per la salute e il benessere, ma esistono molecole bioattive che possono essere di grande aiuto perché sono in grado di migliorare le funzioni biologiche».<br />
«Per questo Sia, grazie allo spin-off Sia Benefit Community creato per realizzare nuove opportunità di salute per gli uomini di oggi e di domani, ha isolato le sette migliori molecole bioattive con specifiche e documentate azioni positive come antiossidanti e antifiammatori, realizzando un mix, Drolessano, in cui si trovano in alta concentrazione così da diventare un valido supporto per la salute maschile &#8211; commenta Fabrizio Palumbo, responsabile del progetto e Dirigente Medico presso l’Uoc Urologia Ospedale Di Venere di Bari -. I sette costituenti del nuovo integratore sono la silimarina, il sulforafano, il licopene, l’escina, il tè verde, il glutatione ridotto e il triptofano e sono stati scelti non solo perché hanno effetti benefici sull’organismo a prescindere da età e condizioni di salute, ma anche perché non hanno effetti collaterali e possono essere inseriti in un singolo supplemento senza dar luogo a interazioni negative, ma anzi potenziando reciprocamente le proprie azioni positive», interviene <strong>Luca Gallelli l’Istituto di Farmacologia Clinica dell’Università degli studi di Catanzaro</strong>.</p>
<p>I composti presenti in Drolessano sono principalmente estratti da piante note per le loro capacità curative: il sulforafano, per esempio, è estratto da crucifere come broccoli, cavoletti di Bruxelles e cavoli ed è un ottimo antiossidante e antinfiammatorio che ha dimostrato di poter inibire la crescita delle cellule tumorali. Il licopene dai pomodori è un carotenoide con proprietà simili che gli studi indicano in grado di proteggere dal tumore alla prostata e di contribuire a trattare i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna. La recente revisione pubblicata dagli esperti Sia e dai farmacologi dell’Università di Catanzaro sulla rivista Uro, che ha fatto il punto sugli effetti documentati dei sette composti presenti nel Drolessano, ha sottolineato anche le capacità antiossidanti del glutatione, l’azione positiva su umore e attività cognitiva dell’aminoacido triptofano e i tanti benefici del tè verde, che protegge dalla tossicità di molti agenti cancerogeni e ha dimostrato di contribuire alla prevenzione dei tumori. «Nel Drolessano abbiamo poi inserito anche due composti di cui è stata verificata un’azione positiva specifica per la salute maschile – aggiunge Tommaso Cai Urologo dell’Ospedale S. Chiara di Trento &#8211; si tratta dell’escina estratta dai semi e dal guscio dell’ippocastano, un potente antiossidante utile nel campo dell&#8217;urolitiasi, dell&#8217;infertilità maschile e del varicocele, del cancro della prostata e della vescica, della prostatite cronica: i dati mostrano tra le altre cose un possibile effetto antitumorale nelle cellule di carcinoma prostatico e un’attività antinfiammatoria paragonabile a quella del cortisone, oltre a un’azione antiossidante che la rende molto promettente anche per l’infertilità». «Il composto forse meno noto ma decisivo è infine la silimarina estratta dal cardo mariano, che ha dimostrato di inibire la crescita delle cellule di tumore della prostata e ritardare la progressione del tumore, ma anche di ridurre i sintomi urinari e il livello di PSA in pazienti con ipertrofia prostatica benigna. La silimarina ha anche proprietà ipocolesterolemizzanti ed epatoprotettive: completa così il profilo di un nutraceutico in cui tutti i componenti concorrono a inibire i processi infiammatori e ossidativi amplificando allo stesso tempo i meccanismi di protezione d’organo. Caratteristiche che rendono il nuovo integratore un’opzione di salute per tutti gli uomini sani che vogliano mantenere a lungo il proprio benessere sessuale e generale» conclude Palmieri.<br />
(<em>sanita24.ilsole24ore.com</em>)</p>
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		<item>
		<title>Lisbona, il &#8220;Miglior giovane ricercatore del mondo 2022&#8221; è il Prof. Alessandro de Sire &#8211; Associato UMG di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lisbona-il-miglior-giovane-ricercatore-del-mondo-2022-e-il-prof-alessandro-de-sire-associato-umg-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2022 10:54:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA["Miglior giovane ricercatore del mondo 2022"]]></category>
		<category><![CDATA[Lisbona]]></category>
		<category><![CDATA[Prof. Alessandro de Sire]]></category>
		<category><![CDATA[UMG Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Prof. Alessandro de Sire, Professore Associato di Medicina Fisica e Riabilitativa, questa mattina a Lisbona, nell’ambito del World Congress of Physical &#038; Rehabilitative Medicine, ha ricevuto il premio come &#8220;Miglior giovane ricercatore del mondo 2022&#8221;. &#8220;I suoi successi personali e professionali sono di grande onore ed orgoglio per la Scuola di Specializzazione di Medicina [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prof. Alessandro de Sire, Professore Associato di Medicina Fisica e Riabilitativa, questa mattina a Lisbona, nell’ambito del World Congress of Physical &#038; Rehabilitative Medicine, ha ricevuto il premio come &#8220;Miglior giovane ricercatore del mondo 2022&#8221;.</p>
<p>&#8220;I suoi successi personali e professionali sono di grande onore ed orgoglio per la Scuola di Specializzazione di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’UMG di Catanzaro, nonché di stimolo per i nostri giovani medici e per tutta la nostra comunità scientifica.</p>
<p>Il Rettore Prof. Giovanbattista De Sarro, Direttore della Scuola di Fisiatria Prof. Ammendolia e tutti gli specializzandi si stringono a lui in un forte abbraccio con la certezza che questo è solo l’inizio di lunga e duratura serie di successi personali e professionali&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Corte dei Conti, svolgeva attività extra-istituzionale: Condannata docente dell&#8217;Università di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/umg-di-catanzaro-docente-condannata-svolgeva-attivita-extraistituzionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 08:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[docente condannata]]></category>
		<category><![CDATA[UMG Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Netta decisione della seconda sezione centrale d&#8217;Appello della Corte dei conti nei confronti di una professoressa dell&#8217;ateneo calabrese: dovrà restituire all&#8217;università Magna Graecia di Catanzaro circa 184mila euro. &#160; Tutto parte dall’esercizio di attività extraistituzionale svolta dalla docente, in violazione degli obblighi di informativa e della preventiva autorizzazione. Nell’arco di sei anni (2011-2016), la predetta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Netta decisione della seconda sezione centrale d&#8217;Appello della Corte dei conti nei confronti di una professoressa dell&#8217;ateneo calabrese: dovrà restituire all&#8217;università Magna Graecia di Catanzaro circa 184mila euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto parte dall’esercizio di attività extraistituzionale svolta dalla docente, in violazione degli obblighi di informativa e della preventiva autorizzazione. Nell’arco di sei anni (2011-2016), la predetta avrebbe intrattenuto un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa con la società San Raffale S.p.A. (poi San Raffaele S.r.l.), e percepito 114.135,03 euro (calcolati al netto delle trattenute Irpef, ma al lordo delle trattenute contributive).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo la tesi del procuratore regionale, le consulenze rese avrebbero in realtà integrato l’esercizio continuativo di attività professionale, «dolosamente taciuto dal docente all’Ateneo di appartenenza, incompatibile con il regime universitario del tempo pieno». La professoressa, dunque, si sarebbe resa responsabile di un illecito amministrativo, da cui sarebbe derivato un danno contabile all’amministrazione d’appartenenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/umg-di-catanzaro-docente-condannata-svolgeva-attivita-extraistituzionale/">Corte dei Conti, svolgeva attività extra-istituzionale: Condannata docente dell&#8217;Università di Catanzaro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Importante passo avanti tutto “Made in Italy” per ricerca e prevenzione dell&#8217;Alzheimer</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/importante-passo-avanti-tutto-made-in-italy-per-ricerca-e-prevenzione-dellalzheimer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2021 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[UMG Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Importante il risultato della ricerca condotta da un team multidisciplinare di ricercatori italiani nell’ambito della malattia di Alzheimer; la più comune causa di demenza, in relazione alla quale nonostante siano trascorsi più di cento anni dalla sua prima descrizione, ancora oggi non se ne conoscono chiaramente le cause. I ricercatori provengono da importanti Atenei italiani, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Importante il risultato della ricerca condotta da un team multidisciplinare di ricercatori italiani nell’ambito della malattia di Alzheimer; la più comune causa di demenza, in relazione alla quale nonostante siano trascorsi più di cento anni dalla sua prima descrizione, ancora oggi non se ne conoscono chiaramente le cause.<br />
I ricercatori provengono da importanti Atenei italiani, l’<strong>Università Magna Grӕcia di Catanzaro</strong> (Dipartimento di Scienze della Salute), di Milano (Dipartimento di Chimica), di Trento (Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata), di Pavia (Dipartimento di Scienze del Farmaco) e dallo Spin-Off Universitario Net4Science e dall’Associazione CRISEA.</p>
<p>La ricerca, i cui risultati potrebbero rappresentare una vera e propria svolta nell’ambito della prevenzione e della gestione della malattia, è stata pubblicata sulla più importante rivista di Chimica Farmaceutica, il “<strong>Journal of Medicinal Chemistry”</strong>, con il titolo “Identification of compounds targeting HuD. Another brick in the wall of neurodegenerative diseases treatment”.</p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/Rivista.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-161890 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/Rivista-244x300.png" alt="" width="436" height="536" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/Rivista-244x300.png 244w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/Rivista-341x420.png 341w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/07/Rivista.png 402w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></a>HuD è una proteina legante l&#8217;RNA espressa nei tessuti neuronali e coinvolta nelle malattie neurologiche. L’approccio ha combinato le tecniche in silico e STD-NMR e hanno portato all’identificazione dell&#8217;acido folico come un potente legante di HuD. Questo composto può rappresentare un nuovo candidato per lo sviluppo di migliori trattamenti contro le malattie neurologiche.</p>
<p><strong>Ma ora lasciamo la parola ai protagonisti, a coloro che hanno lavorato in modo importante sul progetto e che stanno continuando a farlo, contribuendo nella lotta contro le malattie neurodegenerative.</strong></p>
<p>“Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla collaborazione di un team multidisciplinare” spiega <strong>Simona Collina </strong><strong>dell’Università degli Studi di Pavia</strong> , “… l’indagine scientifica, è il frutto di un lavoro interdisciplinare che ha visto la collaborazione di più gruppi di ricerca. <strong>Alessia Pascale</strong> <strong>dell’Università di Pavia</strong> studia da parecchi anni il ruolo fisio-patologico della proteina HuD, che svolge un ruolo cruciale nel controllo post-trascrizionale dell&#8217;espressione genica durante lo sviluppo neuronale e la sua disfunzione/disregolazione può contribuire alla patogenesi di numerosi disturbi che coinvolgono il sistema nervoso, sia a livello centrale che periferico. Il nostro Gruppo di Ricerca, aveva già dimostrato come HuD sia implicato nella patogenesi della malattia di Alzheimer (AD) contribuendo all&#8217;accumulo di peptidi Aβ nei cervelli di AD, alla stabilizzazione di APP e BACE1 e alla sovraregolazione della neuroserpina&#8230;”.</p>
<p>“In questo lavoro, che ha anche “conquistato” la copertina della prestigiosa rivista Journal of Medicinal Chemistry…” spiega <strong>Giosuè Costa dell’Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro</strong>, “…tramite tecniche in silico di virtual screening, che consiste di processare da un punto di vista teorico un database anche di milioni di composti per arrivare ad un numero ragionevole di molecole potenzialmente attive per il target, abbiamo cercato di identificare dei composti che potessero riconoscere e stabilizzare HuD, una RNA binding protein (RBP). Tra le circa 55.000 molecole esaminate, tra farmaci già approvati dall’FDA e prodotti naturali, tre delle quattro migliori hit cha abbiamo identificato nel nostro laboratorio (acido folico, cefazolina ed enalapril) sono farmaci già in commercio per il trattamento di altre condizioni patologiche. Questi quindi, potrebbero essere riproposti, tramite un processo di drug repurposing, come nuovi candidati per il trattamento delle malattie neurodegenerative. Il loro processo di sviluppo sarebbe notevolmente più rapido poiché sono già stati testati in termini di sicurezza in modelli preclinici e sperimentazioni umane”. “I risultati teorici però non erano sufficienti”, aggiunge <strong>Francesca Vasile</strong> dell’Università degli Studi di Milano, “…occorreva confermare che i tre composti selezionati interagissero realmente con HuD. Gli esperimenti non solo hanno convalidato i dati teorici, ma hanno anche confermato che è effettivamente l’acido folico ad interagire con una maggiore forza verso la proteina HuD….”… “e la conferma finale è arrivata con il saggio cellulare”, conclude Alessia Pascale.</p>
<p><strong>I risultati di questa ricerca potrebbero dunque chiarire un meccanismo d&#8217;azione ancora sconosciuto dell’acido folico, una vitamina ampiamente utilizzata, suggerendone il suo uso nella prevenzione di alcune malattie neurodegenerative.</strong></p>
<p>“Siamo tutti molto entusiasti delle prospettive che la nostra ricerca apre”, riprende ancora <strong>Collina</strong>, “dato il ruolo di HuD nella genesi e nell&#8217;accumulo di Aβ, l&#8217;integrazione di acido folico potrebbe rappresentare, insieme ad altri micronutrienti, un valido intervento nutrizionale nell&#8217;AD. Certo, occorre essere prudenti, ma siamo fiduciosi. Una recente ricerca condotta da altri ricercatori, ha infatti evidenziato come i pazienti con AD avevano livelli più bassi di folato rispetto ai controlli sani, e come un’assunzione giornaliera sufficiente di acido folico sia in grado di ridurre il rischio di insorgenza di AD. Gli studi hanno quindi già dimostrato che l&#8217;integrazione di acido folico può rallentare il declino cognitivo e l&#8217;atrofia cerebrale nei pazienti con lieve deterioramento cognitivo”.</p>
<p>“Siamo convinte che i nostri risultati possano aprire la strada alla convalida dell&#8217;HuD come bersaglio farmacologico e potrebbero portare alla scoperta di agenti innovativi per contrastare le malattie neurodegenerative”, concludono i primi nomi del lavoro, <strong>Francesca Alessandra Ambrosio e Adriana Coricello</strong>, due giovani ricercatrici entusiaste che hanno lavorato al progetto con grande passione e determinazione, portando il loro valido contributo “Ci crediamo, e Nicoletta (ndr, Nicoletta Marchesi, un&#8217;altra giovane ricercatrice impegnata su progetto) sta già lavorando insieme alla Pascale per approfondire l&#8217;aspetto biologico. Incrociamo le dita!”.<br />
Infine, <strong>Stefano Alcaro, presidente del centro CRISEA</strong> <strong>e coordinatore del Dottorato in Scienze della Vita presso l’ateneo catanzarese</strong>, aggiunge che “il collegamento tra acido folico e l’innovativo target HuD coinvolto nelle neurodegenerazioni, evidenziato per la prima volta nel suddetto studio, contribuisce in maniera significativa a rafforzare la reputazione scientifica, anche per il trattamento e la prevenzione dell’Alzheimer, della Dieta Mediterranea, notoriamente molto ricca di tale vitamina”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/importante-passo-avanti-tutto-made-in-italy-per-ricerca-e-prevenzione-dellalzheimer/">Importante passo avanti tutto “Made in Italy” per ricerca e prevenzione dell&#8217;Alzheimer</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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