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	<title>Uil Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, Senese (UIL): Quindici morti in sei mesi, la Calabria continua a contare le sue vittime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 11:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>«<em>Un altro decesso sul luogo di lavoro, il quindicesimo in Calabria nei primi sei mesi dell&#8217;anno, non è soltanto un numero che aggrava un bilancio già drammatico. È la dimostrazione che, nonostante le troppe vite spezzate, la Calabria e il legislatore nazionale non abbiano ancora assunto la sicurezza sul lavoro come una priorità assoluta. È necessario intervenire con decisione sul sistema della formazione e, soprattutto, sull&#8217;effettività dei controlli circa l’applicazione delle norme di sicurezza nelle aziende</em>». È l&#8217;amara analisi della segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese</strong>, all&#8217;indomani della morte di <strong>Michele Rago</strong>, l’operaio di appena 23 anni deceduto mentre effettuava un intervento di manutenzione su una pala eolica a Mongrassano. Secondo la UIL Calabria, oltre alla drammatica sequenza di tragedie, pesa il fatto che agli impegni assunti non abbiano fatto seguito azioni concrete. Dopo la convocazione del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, avvenuta nei mesi scorsi, non si è avuta notizia di ulteriori convocazioni né dell&#8217;attivazione di quel monitoraggio permanente che la UIL chiede da anni.</p>
<p>Quel Comitato avrebbe dovuto rappresentare il luogo nel quale analizzare con continuità i dati regionali sugli infortuni e sulle malattie professionali, confrontandoli con gli esiti delle attività ispettive, individuare i comparti più esposti al rischio, programmare interventi mirati e verificarne i risultati. E avrebbe dovuto affrontare uno dei temi più urgenti: la realizzazione di un portale regionale unico della formazione, capace di certificare digitalmente ogni percorso formativo e rendere ogni attestato immediatamente consultabile e verificabile durante le attività ispettive. Di tutto questo, ad oggi, non vi è alcuna evidenza, nonostante le ripetute richieste avanzate da chi il mondo del lavoro lo rappresenta e lo vive quotidianamente.</p>
<p>«<em>Ciò che è avvenuto a Mongrassano impone una riflessione ancora più profonda. Mi auguro che quel lavoratore, così giovane, fosse stato adeguatamente formato prima di essere mandato a operare a sessanta o settanta metri di altezza, in un&#8217;attività tanto delicata quanto pericolosa. Ancora una volta emergono le due grandi priorità che la UIL sostiene da sempre: investire seriamente nella formazione e garantire controlli capillari, frequenti e puntuali. Non possiamo continuare a contare i morti sul lavoro senza assumere decisioni forti. E le prime a pretendere regole rispettate dovrebbero essere proprio le imprese sane, perché chi risparmia sulla sicurezza altera la concorrenza e si costruisce un vantaggio competitivo illecito</em>». Senese torna quindi sul tema del Comitato Regionale di Coordinamento, nato proprio dopo le denunce della UIL sui sette morti registrati nel solo mese di maggio, ma rimasto, nei fatti, privo di sviluppi operativi: «<em>Avevamo accolto con favore la sua istituzione, ma oggi è evidente che non basta convocare un organismo se poi non gli si dà continuità. Occorre attivare subito quel monitoraggio permanente che la UIL propone da anni, con un calendario di incontri, un confronto costante con gli organi ispettivi e obiettivi misurabili, partendo dall&#8217;analisi dei dati sugli infortuni, delle attività di vigilanza e dei settori maggiormente esposti al rischio. Non serve un tavolo di rappresentanza che si riunisca una volta per poi fermarsi. Serve una cabina di regia permanente, capace di trasformare i dati in prevenzione e la prevenzione in vite salvate</em>».</p>
<p>«<em>La Calabria sta affrontando una stagione di investimenti senza precedenti</em> – conclude Senese &#8211;<em>, con cantieri strategici e opere pubbliche diffuse su tutto il territorio. Non possiamo consentire che questa crescita venga pagata con il sangue dei lavoratori. Il Mezzogiorno non può essere considerato un territorio nel quale i diritti valgono meno. Deve diventare il laboratorio della legalità, della sicurezza e del lavoro di qualità. Oggi chi governa e chi ha responsabilità pubbliche è chiamato a una scelta precisa: decidere se la sicurezza dei lavoratori debba essere davvero una priorità oppure continuare a rincorrere le tragedie</em>».</p>
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		<title>VIDEO-Congresso regionale Uil Calabria: partire da contrattazione collettiva e dialogo sociale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-congresso-regionale-uil-calabria-partire-da-contrattazione-collettiva-e-dialogo-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#8220;Emergenza caporalato? Permettetemi di dire che rimane un&#8217;emergenza mafia. La mafia pakistana secondo voi viene qui, in Calabria, e gestisce la tratta degli schiavi? Perché di questo si tratta, non è caporalato, quella è tratta degli schiavi&#8220;. A dirlo il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri, oggi a Maierato (Vibo Valentia) per il congresso regionale [&#8230;]</p>
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<p>&#8220;<em>Emergenza caporalato? Permettetemi di dire che rimane un&#8217;emergenza mafia. La mafia pakistana secondo voi viene qui, in Calabria, e gestisce la tratta degli schiavi? Perché di questo si tratta, non è caporalato, quella è tratta degli schiavi</em>&#8220;. A dirlo il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri, oggi a Maierato (Vibo Valentia) per il congresso regionale del sindacato, in merito a quanto avvenuto a Amendolara con i quattro braccianti bruciati vivi da due presunti caporali pakistani. &#8220;<em>C&#8217;è un tema di sfruttamento di lavoratori e lavoratrici, spesso migranti, spesso irregolari e &#8211; </em>ha aggiunto Bombardieri <em>&#8211; c&#8217;è un tema che riguarda il caporalato da combattere. Quando maturano i pomodori, le fragole, lo sappiamo tutti, quindi bisogna aumentare i controlli in quei periodi. E poi bisogna avere il coraggio, tutti insieme, di dire che quei fenomeni non sono gestiti dalla mafia pakistana, ma probabilmente dalla mafia calabrese&#8221;.</em></p>
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<div dir="auto">&#8220;<em>Non abbiamo scelto a caso lo slogan &#8220;Il lavoro cambia, i diritti restano: l&#8217;intelligenza artificiale al servizio delle persone&#8221;. Noi siamo sempre stati un sindacato molto aperto all&#8217;innovazione, nella consapevolezza che i grandi cambiamenti devono essere accompagnati, governati, monitorati, senza perdere la centralità della persona, del lavoro e della dignità di chi lavora&#8221;</em>. Lo ha detto Mariaelena Senese introducendo i lavori del XIII congresso regionale della UIL Calabria.<br />
La segretaria regionale del sindacato calabrese ha centrato parte del suo intervento sul rapporto tra occupazione, qualità del lavoro e intelligenza artificiale: &#8220;<em>Quando parliamo di intelligenza artificiale molto spesso sentiamo parlare di aumento della produttività e noi ci chiediamo di che stiamo parlando? Di una produttività che migliorerà la qualità del lavoro, che migliorerà i salari dei lavoratori, che migliorerà le condizioni di sicurezza del lavoro. Certo, l&#8217;intelligenza artificiale è una grande opportunità, ma va comunque guidata dalla mano e dal pensiero dell&#8217;uomo.  È chiaro che l&#8217;uomo non può competere con la velocità, di certo non una velocità diciamo nell&#8217;elaborazione di dati nel fare previsioni ma non dobbiamo perdere di vista la sensibilità umana la coscienza, la coscienza e soprattutto il pensiero critico. Quindi è un&#8217;intelligenza artificiale che deve essere accompagnata, che deve essere monitorata. Gli strumenti noi ce li abbiamo e sono chiari&#8221;</em>.<br />
Così, Senese è passata dall&#8217;analisi alla proposta: &#8220;<em>Partiamo dalla contrattazione collettiva e dal dialogo sociale. Oggi parleremo di lavoro e di giovani. Dai dati diciamo dagli ultimi dati dall&#8217;ultimo rapporto della Banca d&#8217;Italia è emersa sicuramente una vivacità, un dinamismo dell&#8217;economia calabrese che giudichiamo positivo. Ma quei numeri vanno letti bene: c&#8217;è un numero che richiamiamo in maniera particolare che è il reddito pro capite, che in Calabria è di 16.800 euro, ben al di sotto della media nazionale. Abbiamo sentito parlare di aumento del PIL, di aumento dell&#8217;export. C&#8217;è un problema che intanto i nostri giovani continua ad andare via. Vuol dire che in questa regione si investe su settori non determinano crescita, sviluppo, innovazione. Se continuiamo a parlare sempre del settore del turismo che è un settore caratterizzato dalla stagionalità e dalla precarietà, allora la Calabria non partirà mai e non potremo mai parlare di sviluppo reale e strutturale in questo territorio per quanto riguarda i giovani&#8221;</em>.&#8221;La nostra proposta è quindi quella di abbattere l&#8217;Irpef per gli under 35. Per noi il tema salariale va di pari passo con quello legato alla pressione fiscale e oggi lo approfondiremo. Abbiamo fatto un report puntuale su quella che è l&#8217;addizionale Irpef regionale che dell&#8217;1,73% ma abbiamo delle addizionali comunali che rasentano il massimo in tutti i Comuni del territorio calabrese&#8221;. Oltre a un approfondimento sul tema energetico in cui ha indicato l&#8217;investimento di risorse nell&#8217;idroelettrico, Senese si è soffermata sul rapporto tra donne e lavoro in Calabria: <em>&#8220;I dati legati all&#8217;occupazione femminile sono drammatici: parliamo di un 34,9% in Calabria,  ben al di sotto del 51% del nord ma molto al di sotto di quello che richiede l&#8217;Unione europea ovvero del 62%: c&#8217;è molto da fare, quindi, quando si parla di occupazione femminile e sembra strano e anche ridicolo incentivare la natalità se poi non mettiamo le donne nelle condizioni di poter fare figli e di riuscire a conciliare perfettamente la vita con il lavoro&#8221;</em>.</p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, UIL Calabria &#8220;Un maggio agghiacciante: servono azioni concrete e immediate&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sette morti sul lavoro e almeno tre incidenti gravi in Calabria. I controlli dell’Ispettorato del Lavoro hanno restituito dati preoccupanti: nel Cosentino, su 19 imprese edili controllate nei giorni scorsi, 18 sono risultate irregolari; su 10 stabilimenti balneari, 9 non erano in regola. Nel Catanzarese e nel Crotonese, irrogate sanzioni per centinaia di migliaia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sette morti sul lavoro e almeno tre incidenti gravi in Calabria. I controlli dell’Ispettorato del Lavoro hanno restituito dati preoccupanti: nel Cosentino, su 19 imprese edili controllate nei giorni scorsi, 18 sono risultate irregolari; su 10 stabilimenti balneari, 9 non erano in regola. Nel Catanzarese e nel Crotonese, irrogate sanzioni per centinaia di migliaia di euro ad aziende che impiegavano lavoratori in nero. Questo è il bilancio – comunque parziale – di un maggio agghiacciante sotto il profilo della sicurezza sul lavoro. Sono questi i numeri drammatici che la UIL Calabria vuole riportare al centro del dibattito pubblico, andando ben oltre la riunione del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.</p>
<p>«<em>Al di là degli incontri obbligatoriamente previsti dalla normativa vigente, la cui efficacia pratica rimane da dimostrare, dobbiamo fare i conti con la realtà dei fatti. Ecco perché riteniamo necessario riportare il confronto sulle proposte e sulle rivendicazioni che la UIL Calabria, ormai da tempo, ha sottoposto agli interlocutori istituzionali</em>», ha spiegato la segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese</strong>. La riflessione della segretaria si concentra sulla natura operativa e concreta che devono avere gli strumenti di monitoraggio e controllo a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici: «<em>Chiediamo ancora una volta che sia attivato un tavolo tecnico operativo sul tema, a cui partecipino i pochi soggetti realmente chiamati alla responsabilità nella filiera della sicurezza sul lavoro. Dovrà essere un organismo snello, con compiti chiari, che possa confrontarsi in maniera operativa, periodica e costante sulla base dei dati regionali già disponibili attraverso le fonti istituzionali. Su questo argomento serve una risposta immediata da parte della Regione Calabria: non c’è altro tempo da perdere e lo dimostrano le tragedie di questi ultimi giorni</em>».</p>
<p>Per Senese, l&#8217;impegno della Regione deve concentrarsi anche su una questione tecnica che produce effetti diretti sulla sicurezza nei cantieri pubblici e nei luoghi di lavoro: «<em>Occorre affrontare una volta per tutte il tema delle gare assegnate al massimo ribasso e dei subappalti a cascata. È proprio nei segmenti più frammentati della filiera degli appalti che si annidano con maggiore frequenza fenomeni di lavoro nero, dumping contrattuale, precarietà e minore attenzione agli investimenti in prevenzione e sicurezza</em>». «<em>È il momento di intervenire in maniera netta e con coraggio</em> – conclude Senese -. <em>La UIL Calabria è e resterà un interlocutore disponibile alla collaborazione concreta, a condizione che tale collaborazione produca risultati misurabili per chi ogni giorno rischia la vita sul posto di lavoro. Di fronte a sette morti in un solo mese non possono esserci rinvii né dichiarazioni di principio: servono scelte politiche e amministrative capaci di incidere realmente sulle condizioni di lavoro e di prevenire nuove tragedie</em>».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sicurezza-sul-lavoro-uil-calabria-un-maggio-agghiacciante-servono-azioni-concrete-e-immediate/">Sicurezza sul lavoro, UIL Calabria &#8220;Un maggio agghiacciante: servono azioni concrete e immediate&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>&#8220;Il caro carburante colpisce in Calabria più che nel resto del Paese&#8221;&#8230;di Mariaelena Senese*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 15:28:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La protesta delle marinerie siciliane e calabresi, pronte a bloccare lo Stretto di Messina, è il segnale di un sistema che non regge più. Il prezzo del gasolio sopra i 2,10 euro al litro racconta di un mercato distorto, dove i benefici della riduzione dei prezzi alla fonte non si trasferiscono a valle, e i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-caro-carburante-colpisce-in-calabria-piu-che-nel-resto-del-paese-di-mariaelena-senese/">&#8220;Il caro carburante colpisce in Calabria più che nel resto del Paese&#8221;&#8230;di Mariaelena Senese*</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La protesta delle marinerie siciliane e calabresi, pronte a bloccare lo Stretto di Messina, è il segnale di un sistema che non regge più. Il prezzo del gasolio sopra i 2,10 euro al litro racconta di un mercato distorto, dove i benefici della riduzione dei prezzi alla fonte non si trasferiscono a valle, e i costi ricadono, come sempre, su chi lavora. </em><em>La Calabria non subisce questa crisi allo stesso modo del resto del Paese. La subisce di più. E i numeri lo dicono chiaramente: secondo il recente Green Paper sulla povertà dei trasporti, la Calabria è la regione italiana con la più alta incidenza di famiglie vulnerabili ai costi della mobilità: oltre il 10%, contro una media nazionale molto più contenuta e il 2% del Trentino-Alto Adige. Siamo la regione in cui la spesa per i trasporti pesa di più sul reddito disponibile delle famiglie, in cui l&#8217;assenza di alternative al mezzo privato rende ogni rincaro del carburante una tassa occulta e regressiva sulle fasce più deboli. </em><em>Per quanto la loro protesta sia legittima e urgente, non si tratta solo di un problema che affligge i pescatori o gli autotrasportatori. È un problema strutturale che riguarda i lavoratori e le lavoratrici calabresi che ogni mattina devono percorrere decine di chilometri su strade dissestate, senza un treno che funzioni, senza un autobus che passi, per raggiungere un posto di lavoro spesso precario e sottopagato. Affligge chi è costretto, per motivi di salute, per assistere un familiare o per studiare, a spostarsi frequentemente e con un mezzo proprio. Per ognuno di loro, il carburante non è un costo accessorio ma una condizione ineludibile di accesso al lavoro, alla salute, all&#8217;istruzione. È l&#8217;unica infrastruttura che ha.</em></p>
<p><em>Il fenomeno della doppia velocità dei prezzi non è una novità. Ma in un contesto geopolitico come quello attuale, segnato dall&#8217;instabilità dei mercati energetici, dalla guerra commerciale globale e dai riflessi della crisi mediorientale sui prezzi del petrolio, quella distorsione diventa sempre più insostenibile. Il prezzo alla pompa non scende quando scende il greggio, ma sale quando sale. Questa asimmetria ha un nome preciso: speculazione. E ha un costo sociale che i lavoratori calabresi pagano ogni giorno e più di altri, perché l’incidenza del costo del carburante, in una regione che ha il reddito medio pro capite tra i più bassi d’Europa, equivale a mettere del sale su una ferita aperta: costringe le famiglie a ridurre spese di prima necessità &#8211; visite mediche, cibo &#8211; per poter continuare ad andare al lavoro. </em><em>Come UIL Calabria chiediamo con forza che la Regione apra urgentemente un confronto con le parti sociali su tre punti. Primo: l&#8217;attivazione di un tavolo permanente sul costo dell&#8217;energia e dei carburanti, con misure di compensazione diretta — come voucher e contributi sui costi di mobilità — a favore delle famiglie calabresi in condizione di vulnerabilità economica, a partire da quelle già identificate dagli indicatori del Green Paper sulla povertà dei trasporti. </em></p>
<p><em>Secondo: misure strutturali di sostegno ai settori produttivi regionali — pesca, agricoltura, logistica, artigianato — che dipendono in modo primario dal gasolio e che in Calabria rappresentano spesso l&#8217;unica economia reale, anche attraverso l&#8217;utilizzo delle risorse del POR Calabria FESR/FSE+ 2021-2027 ancora disponibili. </em></p>
<p><em>Terzo: il nuovo Piano Regionale dei Trasporti, approvato dalla Giunta regionale a marzo 2026, dice con chiarezza che il 91% degli spostamenti giornalieri in Calabria avviene su mezzo privato — il dato più alto d&#8217;Italia — e che senza interventi massicci sulle infrastrutture e sui servizi di trasporto è impossibile intraprendere un credibile percorso di sviluppo. Il Piano prevede investimenti per 33 mld, ma le risorse realmente disponibili non superano i 21 mld.</em></p>
<p><em>Nello stesso documento si pongono anche gli obiettivi: raddoppiare la quota modale del trasporto pubblico, portarla dall&#8217;attuale 9% al 18%, risparmiare 46 ore di viaggio all&#8217;anno per ogni calabrese e 950 euro pro capite. Ma quegli obiettivi non possono essere raggiunti in 20 anni, come previsto dal Piano. </em><em>Chiediamo che la Regione traduca quella visione in azioni concrete e misurabili anticipando gli interventi previsti per ridurre l’esigenza dei calabresi a ricorrere al trasporto privato, a partire dalle aree interne e dalle periferie urbane dove la dipendenza dai mezzi propri è strutturale e insostenibile per le famiglie a basso reddito; e chiediamo che nell&#8217;attuazione del Piano vengano integrate, coerentemente con il Piano Sociale per il Clima nazionale — circa 9,3 miliardi di euro tra quota UE e cofinanziamento, in attesa di approvazione da parte della Commissione Europea — misure esplicite di contrasto alla povertà dei trasporti.</em></p>
<p><em>*</em>Segretaria generale UIL Calabria</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Senese (Uil): Il territorio calabrese è segnato da criticità persistenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/senese-uil-il-territorio-calabrese-e-segnato-da-criticita-persistenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:50:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mariaelena Senese, segretaria generale UIL Calabria, intervenendo – stamani – al congresso regionale della FenealUil, ha preso posizione su alcuni dei temi più urgenti per il territorio: housing sociale, Zes Unica del Mezzogiorno, infrastrutture e dissesto idrogeologico. «Le fragilità di questa regione non sono più emergenze temporanee: sono diventate strutturali che segnano in maniera persistente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Mariaelena Senese</strong>, segretaria generale UIL Calabria, intervenendo – stamani – al congresso regionale della FenealUil, ha preso posizione su alcuni dei temi più urgenti per il territorio: housing sociale, Zes Unica del Mezzogiorno, infrastrutture e dissesto idrogeologico. «<em>Le fragilità di questa regione non sono più emergenze temporanee: sono diventate strutturali che segnano in maniera persistente il territorio»</em>, ha esordito Senese, chiarendo da subito il registro del suo intervento — quello di un sindacato che non si limita alla denuncia ma avanza proposte precise e chiede rendiconto delle scelte politiche. Senese ha rivendicato con forza il contributo della UIL nel costruire le condizioni per l&#8217;housing sociale in Calabria: «<em>Su pressione della UIL, il presidente Occhiuto ha portato il fondo disponibile da 54 a 158 milioni di euro. L&#8217;obiettivo non è assistenziale: è offrire ai giovani una scelta reale — restare in Calabria o andare altrove — senza essere costretti a partire per mancanza di condizioni abitative dignitose</em>». La segretaria ha però sottolineato che le risorse da sole non bastano: «<em>Manca ancora una mappatura seria del patrimonio immobiliare esistente sul territorio. Senza una base conoscitiva, qualsiasi intervento rischia di essere inefficace».</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Posizione critica sulla Zona economica speciale Unica per il Mezzogiorno: «<em>Agevolazioni fiscali uguali per tutte le regioni del Sud premiano chi è già forte e penalizzano chi deve recuperare terreno. Un investitore estero, a parità di incentivi fiscali, sceglierà la Campania o la Puglia, dove le infrastrutture ci sono e i servizi funzionano. I numeri lo confermano: in Calabria registriamo 42 autorizzazioni su 865 complessive. Le disparità sul territorio continuano ad aumentare</em>». Quanto ai trasporti e alla mobilità regionale trattati nel Piano approvato lo scorso 13 marzo dalla Giunta regionale, Senese ha sollevato una contraddizione che la UIL non intende lasciar cadere: «<em>Come è possibile che in un piano ventennale da 34 miliardi non siano previste le risorse per trovare il miliardo che manca per portare l&#8217;Alta Velocità fino a Praia a Mare? Quel tratto recupererebbe 33 minuti sulla tratta Roma–Reggio Calabria, d&#8217;accordo, ma oggi quelle risorse non ci sono e non sappiamo se e quando le troveranno». La segretaria ha ricordato che il 91% degli spostamenti in Calabria avviene su gomma, condizione che il Green Paper sulla Povertà dei Trasporti classifica come una necessità coatta: «Il trasporto pubblico locale in Calabria non ha mai funzionato. C&#8217;è ancora moltissimo da fare</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;">Netto il passaggio sul dissesto: «<em>Nel Fesr 2014-2020 ci sono 620 milioni destinati al dissesto idrogeologico e nel fondo per la mitigazione del rischio 2025 altri 13 milioni stanziati a marzo: vogliamo sapere quando la Regione si metterà nelle condizioni di utilizzarli, prima che arrivi l&#8217;ennesima alluvione</em>». Senese ha poi ricordato che privati e imprese colpiti dai cicloni di gennaio e febbraio scorsi sulla fascia ionica non hanno ancora ricevuto un euro di risarcimento: «<em>Abbiamo visto le passerelle dei politici. La situazione è rimasta statica. C&#8217;è gente che si affaccia alla stagione estiva senza sapere dove mettere le mani</em>». «<em>La UIL</em> — ha concluso Senese — <em>non è disponibile a rimanere spettatore passivo. Il nostro è un confronto serio e propositivo con la Regione, ma pretende risposte all&#8217;altezza dei bisogni di questo territorio</em>». Il congresso si è concluso con la riconferma a segretario regionale FenealUil di <strong>Giacomo Maccarone</strong> e ha visto, tra i relatori il segretario generale FenealUil nazionale, <strong>Mauro Franzolini</strong>, e tra gli ospiti il vicepresidente della Giunta regionale, <strong>Filippo Mancuso</strong>.</p>
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		<title>Autonomia differenziata, monito UIL e UILFPL Calabria: &#8220;Sanità già in crisi, cosi si rischia il collasso&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/autonomia-differenziata-monito-uil-e-uilfpl-calabria-sanita-gia-in-crisi-cosi-si-rischia-il-collasso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La sottoscrizione delle pre-intese sull&#8217;autonomia differenziata in materia sanitaria impone una riflessione che la UIL e la UILFPL Calabria non intendono eludere. La nostra posizione è chiara: non si può procedere su questa strada senza prima aver riequilibrato un sistema che già oggi penalizza strutturalmente il Mezzogiorno e la Calabria in particolare&#8221;. È quanto affermano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/autonomia-differenziata-monito-uil-e-uilfpl-calabria-sanita-gia-in-crisi-cosi-si-rischia-il-collasso/">Autonomia differenziata, monito UIL e UILFPL Calabria: &#8220;Sanità già in crisi, cosi si rischia il collasso&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">&#8220;<em>La sottoscrizione delle pre-intese sull&#8217;autonomia differenziata in materia sanitaria impone una riflessione che la UIL e la UILFPL Calabria non intendono eludere. La nostra posizione è chiara: non si può procedere su questa strada senza prima aver riequilibrato un sistema che già oggi penalizza strutturalmente il Mezzogiorno e la Calabria in particolare&#8221;</em>. È quanto affermano Mariaelena Senese e Walter R.E. Bloise, segretari generali UIL e UILFPL Calabria, in una nota stampa.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Per Senese e Bloise &#8220;<em>i dati parlano da soli. La Calabria registra un saldo passivo di mobilità sanitaria pari a 326,9 milioni di euro l&#8217;anno. E il dato è in crescita. Oltre 40.000 calabresi si ricoverano fuori regione ogni anno. Il Report della Fondazione GIMBE certifica che nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale nazionale ha raggiunto il record storico di 5,15 miliardi di euro, con flussi concentrati specialmente verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. La Calabria è tra le regioni che contribuiscono di più a quel dato e tra quelle che ne beneficiano di meno. Dietro questi numeri c&#8217;è un problema di qualità delle cure e fiducia – proseguono Senese e Bloise -. I cittadini calabresi convivono quotidianamente con sistemi di prenotazione inefficienti, tempi d&#8217;attesa insostenibili, presidi ospedalieri difficili da raggiungere, Pronto Soccorso sovraffollati e una riduzione delle Guardie Mediche sul territorio. Il risultato è un servizio alle persone lacunoso e poco efficiente</em>&#8220;.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">L’allarme dei segretari si concentra anche sugli aspetti di carattere sociale, strettamente connessi alle questioni sanitarie: <em>&#8220;C&#8217;è un aspetto che troppo spesso viene sottovalutato nel dibattito pubblico: l&#8217;accesso alle cure, in Calabria, è già oggi un percorso a ostacoli, reale e quotidiano. Ottenere una visita specialistica o un esame diagnostico nel sistema pubblico calabrese significa, nella maggior parte dei casi, attendere mesi, percorrere fino a centinaia di chilometri, fare i conti con strutture sottodimensionate e con un&#8217;offerta sanitaria territoriale sempre più rarefatta. Per molti cittadini, soprattutto anziani, persone sole o residenti nelle aree interne, questo si traduce direttamente in rinuncia alle cure. Chi non può permettersi di rinunciare alle cure, è spesso costretto a partire. Viaggi lunghi, spese di trasporto e alloggio, giorni di lavoro persi, famiglie che si organizzano intorno a un malato lontano: sono costi che lo Stato non contabilizza, ma che ricadono interamente sulle spalle dei calabresi e, in modo sproporzionato, sulle fasce economicamente più fragili. Un meccanismo che, una volta innescato, si autoalimenta: meno pazienti restano, meno risorse rimangono, meno si investe, più è difficile trattenere personale qualificato. Questa condizione non è accettabile oggi e sarà insostenibile domani, se l&#8217;autonomia differenziata dovesse procedere senza adeguate garanzie di riequilibrio. In questo contesto, in Calabria, l&#8217;autonomia differenziata non risolve il problema, ma lo aggrava – </em>spiegano Senese e Bloise<em> -. Consentire alle Regioni già più ricche di trattenere maggiori risorse e competere sul piano salariale significherebbe accelerare la fuga di medici e infermieri dal Sud, aumentare la mobilità passiva e spingere le famiglie meno abbienti a rinunciare alle cure per l&#8217;impossibilità di sostenere i costi — diretti e indiretti — dello spostarsi. Si configurerebbe, nei fatti, una sanità a due livelli: sistemi regionali avanzati al Nord, e contesti sanitari sempre più fragili, incapaci di rispondere ai bisogni reali dei cittadini nel Mezzogiorno. Una prospettiva incompatibile con i principi costituzionali di uguaglianza e con l&#8217;idea stessa di Servizio Sanitario Nazionale&#8221;.</em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Da UIL e UILFPL Calabria non arriva solo una denuncia, ma anche una richiesta di interventi mirati e precisi: &#8220;<em>Chiediamo azioni strutturali che puntino a ricostruire la fiducia dei cittadini attraverso trasparenza e riduzione delle liste d&#8217;attesa; ad investire in poli di eccellenza regionali; a fermare l&#8217;emorragia di personale sanitario; a reinvestire le risorse della mobilità passiva nel potenziamento delle strutture locali; a costruire reti cliniche interregionali basate sulla collaborazione, non sulla concorrenza. Il Servizio Sanitario Nazionale deve rimanere fondato su universalità, uguaglianza ed equità. Chiediamo un&#8217;assunzione di responsabilità politica a tutti i livelli: la salute non può diventare un fattore di disuguaglianza territoriale. Il nostro obiettivo è garantire ai cittadini calabresi lo stesso diritto alla cura di chi vive nelle regioni più forti. Senza dover partire. Senza dover pagare di più. Senza dover rinunciare alla salute. Il tempo delle parole e degli spot è finito</em>&#8220;, concludono Senese e Bloise.</div>
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		<title>&#8216;Azienda Zero&#8217;, Fp Cgil e Uil Fpl denunciano inefficienze e comportamenti antisindacali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 15:05:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non certo positive sono state le attenzioni rivolte dalla Corte dei Conti nei mesi scorsi in una delle recenti relazioni su Azienda Zero. L&#8217;ente di governance della sanità Regionale istituito nel 2021 con la legge regionale numero 32, risulta ancora in ritardo. A quattro anni dalla sua nascita, il processo di subentro nelle funzioni della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non certo positive sono state le attenzioni rivolte dalla Corte dei Conti nei mesi scorsi in una delle recenti relazioni su Azienda Zero. L&#8217;ente di governance della sanità Regionale istituito nel 2021 con la legge regionale numero 32, risulta ancora in ritardo.  A quattro anni dalla sua nascita, il processo di subentro nelle funzioni della gestione sanitaria accentrata (GSA) e delle aziende sanitarie risulta ancora parziale. Il direttore generale non ha indicato una tempistica precisa per l&#8217;avvio delle funzioni strategiche. Secondo la Corte, questo ritardo mantiene &#8220;un quadro non ancora del tutto delineato&#8221;, con effetti negativi sulla capacità gestionale del sistema sanitario calabrese&#8221;. Lo scrivono Alessandra Baldari – Segretaria Generale Fp Cgil Calabria e  Walter Bloise – Segretario Generale Uil Fpl.</p>
<p>&#8220;Forse è per questo che con una certa fretta, in totale contrasto con le norme di riferimento, e in spregio alle corrette relazioni sindacali, &#8211; aggiungono &#8211; Azienda Zero convoca solo alcune sigle a discutere di trasferimento del personale operante nell&#8217;emergenza urgenza, con tanto di modifica di Datore di Lavoro, accampando la scusa della mancata sottoscrizione del Contratto nazionale che nulla ha a che fare con il trasferimento di funzioni e personale, materie regolate per legge sovraordinata al Contratto. Non certo un affare di poco conto, atteso che è in discussione uno sei servizi più delicati e allo stesso tempo più critici del Servizio Sanitario regionale. Lavoratori e cittadini sanno bene quanto pesano le carenze di personale in questo settore che, insieme ad una governance accentrata recentemente e disfunzionale, hanno determinato condizioni di lavoro insostenibili e gravi disservizi ai pazienti. Stiamo parlando non di poche, ma di oltre 1200 persone che, alcuni presunti risolutori, intenderebbero, alla stregua di un gregge. trasferire in un nuovo recinto. Non attraverso una transumanza ma caricandoli in dei vagoni merci con direzione incerta.<br />
Forse sfugge ad Azienda Zero che il trasferimento di personale tra aziende pubbliche in Italia, richiede ancora, obbligatoriamente un&#8217;informativa e una consultazione sindacale preventiva da parte di cedente e cessionario (art. 47 L. 428/1990). Particolare tutela spetta inoltre ai rappresentanti sindacali (RSU) che necessitano del nulla osta dell&#8217;organizzazione di appartenenza per essere trasferiti, per evitare condotte antisindacali.  A meno che la condotta antisindacale sia diventata uno scudetto di cui fregiarsi, cosa che alle latitudini prossime alla località Germaneto di Catanzaro è ormai una regola. Come al solito si predica bene e si razzola male.<br />
Allo stesso modo sfugge che Azienda Zero non ha la propria rappresentanza sindacale, non ha il fondo denominato &#8220;Fondo risorse decentrate&#8221; destinato alla  contrattazione integrativa ed ai trattamenti accessori, tantomeno mai ha attivato un contratto decentrato Integrativo.  Così, nel mentre la Calabria affoga nei suoi problemi sanitari, con la gente spesso disperata per le inefficienze e la negazione di cure, Azienda Zero apparecchia un tavolo con quattro interlocutori per decidere le sorti del personale dell&#8217;Emergenza Urgenza&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tradotto, &#8211; sottolineano Baldari e Bloise &#8211; in pochi dovrebbero decidere le condizioni di lavoro da applicare nella nuova Azienda.  Altro che il trasferimento volontario preannunciato dalla stampa! Non meglio si prevede riguardo l&#8217;accelerazione sulla GSA le cui funzioni vengono trasferite ad Azienda Zero, ma esercitate di fatto da personale in avvalimento del Dipartimento della Salute, anche qui bypassando il confronto sindacale e senza alcuna trasparenza sulle motivazioni e i criteri di scelta sulle unità di cui avvalersi, evidentemente in ragione di una carenza palese di personale per esercitare tale fondamentale funzione. Dovremmo chiederci perché le prime fasi che hanno riguardato altri trasferimenti di personale dalle Aziende Sanitarie Provinciali sempre ad Azienda Zero, siano stati caratterizzati da opzioni di scelta e addirittura perfezionati da colloqui. Forse il personale dell&#8217;emergenza urgenza va trattato diversamente da chi si occupava nelle ASP di gestione del personale o informatica? Mai in Calabria nei 30 anni precedenti sono stati trasferiti da una azienda pubblica ad una altra azienda pubblica oltre 1200 persone. Per il trasferimento di deleghe e personale dalle province alla Regione ci furono appositi tavoli tecnici alla presenza di tutti gli attori coinvolti che durarono oltre 1 anno e nel rispetto delle prerogative sindacali, i componenti delle RSU dalle province furono trasferiti in Regione mantenendo la loro carica di eletti.</p>
<p>Oggi, qualcuno pensa di far perdere a decine di eletti la loro carica di rappresentante dei lavoratori. Ma a chi giova questo teatrino? La Fp Cgil e la Uil Fpl nel corso del recente incontro avuto con il presidente della giunta Regionale e i dirigenti generali in materia di sanità, hanno ampiamente chiarito che tuteleranno in tutte le sedi competenti i propri iscritti e le proprie rappresentanze. Quanto sta accadendo è un affronto alle regole democratiche e ai più elementari principi sindacali. Dove è finita L&#8217;Azienda Zero nata per perseguire la razionalizzazione, l&#8217;integrazione e l&#8217;efficientamento dei servizi sanitari, socio-sanitari e tecnico-amministrativi del Servizio sanitario regionale, con modalità partecipative basate su percorsi improntati alla massima trasparenza, alla condivisione responsabile, nel rispetto del principio di efficienza, efficacia, razionalità ed economicità nell&#8217;impiego delle risorse?<br />
Forse in molti non hanno riletto la Legge regionale di istituzione, oppure pensano che le modalità partecipate e la Trasparenza siano da affrontare solo con chi riverisce&#8221;- concludono i due sindacalisti.</p>
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		<title>Crotone, Consiglio regionale Uil: Bombardieri &#8220;area dimenticata, servono investimenti&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-consiglio-regionale-uil-bombardieri-area-dimenticata-servono-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 13:34:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riportare l&#8217;attenzione sulle diseguaglianze territoriali e sulla qualità dell&#8217;occupazione in Calabria. È stato questo il focus del consiglio regionale della Uil svoltosi questa mattina a Crotone, alla presenza del segretario generale Pierpaolo Bombardieri. Il leader sindacale ha indicato come priorità la necessità di &#8220;rilanciare il tema dello sviluppo e soprattutto di un&#8217;area che ci pare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riportare l&#8217;attenzione sulle diseguaglianze territoriali e sulla qualità dell&#8217;occupazione in Calabria. È stato questo il focus del consiglio regionale della Uil svoltosi questa mattina a Crotone, alla presenza del segretario generale Pierpaolo Bombardieri. Il leader sindacale ha indicato come priorità la necessità di &#8220;rilanciare il tema dello sviluppo e soprattutto di un&#8217;area che ci pare per molto tempo dimenticata. Ed è necessario ricordare al governo nazionale e ovviamente al governo regionale che c&#8217;è un&#8217;area che in qualche modo deve camminare di pari passo con le altre&#8221;.<br />
Secondo Bombardieri, la scelta di Crotone non è casuale: &#8220;Le diseguaglianze territoriali &#8211; ha detto &#8211; sono uno dei grandi problemi che abbiamo se accettiamo che anche all&#8217;interno della stessa regione ci siano aree che camminano a velocità ridotta. Questa è l&#8217;occasione per richiamare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica della stampa su un territorio che ha ancora bisogno di investimenti e di attenzioni&#8221;.</p>
<p>Commentando i recenti dati della Camera di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo, che evidenziano una crescita economica a fronte di una persistente fuga di cervelli e carenza di manodopera, Bombardieri ha osservato che &#8220;bisogna lavorare di più nell&#8217;incrocio fra domanda e offerta di lavoro. Bisogna prendere atto &#8211; ha sostenuto &#8211; che se non si avviano percorsi di formazione e di riqualificazione professionale che siano in grado di avvicinare i nostri giovani al lavoro, i nostri giovani preferiscono andare via. E poi probabilmente sarà necessario fare una riflessione sulle condizioni di lavoro che vengono offerte&#8221;.</p>
<p>In chiusura Bombardieri ha posto l&#8217;accento sulla dignità salariale. &#8220;Oggi, giustamente &#8211; ha detto &#8211; i ragazzi quando si avvicinano a un&#8217;offerta di lavoro pretendono di capire che tipo di lavoro si tratta, quanto vengono pagati, che tipo di contratto viene applicato, se c&#8217;è lo smart working, quali sono le condizioni. Credo che questa sia un&#8217;evoluzione corretta dei diritti e delle rivendicazioni dei nostri giovani e quindi non bisogna spiegare ai ragazzi che devono accettare stipendi a ottocento euro, bisogna spiegare a chi invece offre offerte da fame che invece deve dare contratti dignitosi. Secondo me mettendo insieme queste cose si può trovare una soluzione al paradosso emerso dai dati della Camera di commercio&#8221;.</p>
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		<title>Senese (Uil Calabria): Il caro biglietti penalizza chi parte e chi aspetta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/senese-uil-calabria-il-caro-biglietti-penalizza-chi-parte-e-chi-aspetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 10:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[biglietti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il caro biglietti penalizza non solo chi viaggia, ma anche chi aspetta, perché impedisce il ricongiungimento e quindi gli affetti, la condivisione, il desiderio che nei mesi che precedono le festività più importanti dell’anno cresce e alcune volte si trasforma in ansia. Ansia dell’abbraccio, del desco come tradizione che mantiene solidi i rapporti con la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il caro biglietti penalizza non solo chi viaggia, ma anche chi aspetta, perché impedisce il ricongiungimento e quindi gli affetti, la condivisione, il desiderio che nei mesi che precedono le festività più importanti dell’anno cresce e alcune volte si trasforma in ansia. Ansia dell’abbraccio, del desco come tradizione che mantiene solidi i rapporti con la terra natia. Ogni anno, però, studenti e lavoratori fuori sede devono fare i conti con i soliti rincari natalizi di voli, treni, carburanti”. Lo sottolinea Mariaelena Senese, Segretario generale della Uil Calabria, secondo la quale si tratta di “una politica dei prezzi ingiustificata che offende chi è stato costretto a lasciare la Calabria in cerca di opportunità.</p>
<p>Rincari che possono superare il 900% rispetto alle tariffe medie a causa dell’alta domanda e degli algoritmi di prezzo dinamici, trasformando spesso il viaggio di ritorno a casa in un salasso. Il tutto in un contesto di crisi economica che colpisce duramente studenti e lavoratori, costretti ad ulteriori sacrifici. </p>
<p>Impedire o ostacolare il loro rientro per le festività è una sconfitta per tutti, nessuno escluso: per la politica, per la società, per l’economia. Serve urgentemente un cambio di passo e attuare interventi incisivi per calmierare i prezzi. Occorre un impegno concreto -conclude Senese &#8211; per contrastare queste dinamiche che pesano e non poco sulle tasche dei cittadini”- conclude Mariaelena Senese.</p>
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		<title>Autonomia differenziata, Senese e De Biase (Uil): tutelare le persone fragili, anziani e pensionati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/autonomia-differenziata-senese-e-de-biase-uil-tutelare-le-persone-fragili-anziani-e-pensionati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 14:46:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[De Biase]]></category>
		<category><![CDATA[differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Senese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le pre-intese sull&#8217;autonomia differenziata, sottoscritte la scorsa settimana tra il Governo e alcune regioni del Nord Italia, non devono farci abbassare la guardia. I diritti sociali e pensionistici, come anche la salvaguardia del diritto alla salute, devono essere garantiti in ogni Regione del Paese, senza generare differenze tra i territori, altrimenti viene gravemente compromesso il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
&#8220;Le pre-intese sull&#8217;autonomia differenziata, sottoscritte la scorsa settimana tra il Governo e alcune regioni del Nord Italia, non devono farci abbassare la guardia. I diritti sociali e pensionistici, come anche la salvaguardia del diritto alla salute, devono essere garantiti in ogni Regione del Paese, senza generare differenze tra i territori, altrimenti viene gravemente compromesso il principio di equità che è alla base della nostra Costituzione&#8221;. Lo affermano Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, e Francesco De Biase, segretario generale della Uil Pensionati Calabria.<br />
&#8220;Le disparità tra i territori nell&#8217;erogazione di servizi fondamentali – spiegano – potrebbero acuirsi in quelle regioni, come la Calabria, ma anche in territori periferici del centro e del Nord Italia, che presentano criticità socio-economiche più evidenti e maggiori deficit infrastrutturali e nei servizi. Tali disparità, inoltre, andrebbero a colpire maggiormente quella fascia di popolazione che presenta maggiori fragilità: pensionati e anziani&#8221;.<br />
&#8220;Ci preme evidenziare – continuano – che il quadro normativo di riferimento è ancora incerto in quanto la sentenza della Corte costituzionale 192/2024 ha demolito la legge sull&#8217;autonomia differenziata, in maniera particolare nella parte dedicata ai livelli essenziali delle prestazioni (LEP), che non presentano criteri chiari  e identificabili. La corretta individuazione dei LEP, magari coinvolgendo le Aule parlamentari, rappresenta, quindi, un passaggio chiave, altrimenti qualunque intesa o accordo sarebbe privo di significato e irricevibile. È evidente la fuga in avanti del Governo nella stipula delle pre-intese, anche se le stesse non producono effetti giuridici vincolanti. In ogni caso la Calabria non dovrà farsi trovare impreparata&#8221;.<br />
&#8220;Tutti i cittadini – concludono Senese e De Biase – hanno diritto, nello stesso modo, alla sicurezza, alla salute, al diritto alla previdenza; ancor di più quella fascia debole di popolazione che ha bisogno di maggiore assistenza e tutela&#8221;.</p>
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