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	<title>uccisa Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 18 Mar 2026 20:35:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Reggio Calabria, 29enne finlandese investita e uccisa nella notte in viale Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-29enne-finlandese-investita-e-uccisa-nella-notte-in-viale-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:22:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incidente mortale nella notte a Reggio Calabria. Una giovane donna è stata travolta e uccisa da un pirata della strada, adesso ricercato dalla polizia locale. La tragedia si è consumata nella notte, intorno alle 3, in viale Calabria. La vittima, una ragazza finlandese di 29 anni, era da sola quando, attraversando la strada, è stata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Incidente mortale nella notte a Reggio Calabria. Una giovane donna è stata travolta e uccisa da un pirata della strada, adesso ricercato dalla polizia locale. La tragedia si è consumata nella notte, intorno alle 3, in viale Calabria.<br />
La vittima, una ragazza finlandese di 29 anni, era da sola quando, attraversando la strada, è stata centrata in pieno da un mezzo ed è morta sul colpo a causa dell&#8217;impatto violento.</p>
<p>Senza prestare soccorso il conducente si è dato alla fuga. I medici del 118 intervenuti non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della giovane. Non ci sono testimoni per cui la polizia locale, oltre a eseguire i rilievi dell&#8217;incidente, sta visionando le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona nel tentativo di risalire alla targa dell&#8217;auto e identificare la persona alla guida. </p>
<p>Il comandante della polizia locale, Salvatore Zucco, ha informato il sostituto procuratore di turno Giulia Scavello che aperto un apposito fascicolo di indagine.</p>
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		<item>
		<title>Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-di-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[22 febbraio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il 22 febbraio 1981. Ecco la storia di Rossella Casini, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano. “Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-di-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/">Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il <strong>22 febbraio 1981</strong>.<br />
Ecco la storia di <strong>Rossella Casini</strong>, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano.<br />
“Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. Senza memoria. Aveva poco più di vent’anni Rossella Casini quando morì, ammazzata dalla ‘ndrangheta. Sparì il 22 febbraio del 1981. Oggi potrebbe essere il trentaquattresimo anniversario della sua morte, se avesse una tomba. Si dissolse invece nel nulla, senza mai più dare notizie di sé, fino a quando un pentito, Vincenzo Lo Vecchio, raccontò agli inquirenti che cosa fu di lei. <strong>Punita per aver svelato le trame della cosca</strong>.<br />
Rossella, emancipata, universitaria, fiorentina, <strong>non sapeva cosa fosse una faida, lo scoprì quando conobbe e si innamorò di Francesco Frisina, suo coetaneo, studente.</strong> In Toscana studiavano insieme, lui si presentò come un ragazzo pulito, innocente. Non lo era. <strong>Il loro amore crebbe fino all’estate del 1979 quando Rossella arrivò a Palmi, in Calabria, in vacanza.</strong> Era piena di sole. Poi vide il sangue, la violenza, il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ammazzato. Non capiva Rossella quell’odio. Provò a farlo. Forse fu lei che portò le armi al clan, perché quelle vendette continuassero, così raccontò un pentito, anni dopo. Ebbe giorni difficili, provò ad entrare nella famiglia, quella fatta di ‘sangue’, di interessi, mascherati dalla parola onore. Non ci riuscì. <strong>I suoi genitori la convinsero a tornare a casa, a Firenze dopo mesi</strong>. A dicembre del 1979 ripartì per la Toscana. A Roma tra un cambio di treno, un caffè, una pausa più lunga telefonò ai Frisina e le dissero che, in un conflitto a fuoco, <strong>il suo fidanzato era rimasto ferito gravemente</strong>.</p>
<p>Come impazzita, <strong>Rossella decise di tornare indietro</strong>. Fu mesi al suo capezzale. Francesco aveva un proiettile conficcato in testa. Era in coma. <strong>Trascorse mesi perché lui rimettesse a posto ogni tassello della sua memoria e infine riuscì a portarlo a Firenze</strong>. Era il febbraio del 1980. E lì, lontano dal mare di Calabria, dal sangue, dall’odio, convinse il suo giovane amore a pentirsi. Piano. Sottovoce, con l’aiuto di un maresciallo. Non sapeva Rossella a che cosa si potesse arrivare per “difendere” la famiglia, quella che mescola il sangue con un presunto onore. <strong>Lo capì quando la minacciarono</strong>. Accadde dopo gli arresti che avvennero a Palmi, alle cinque del mattino, come un fulmine, perché mai alcuno, specie in quegli anni, aveva osato “pentirsi”, svelare i segreti, gli affari della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. La magistratura, grazie ai suoi racconti e a quelli del fidanzato riuscì a tracciare il filo di commerci di droga e soprattutto della faida in corso, che trasformò la città in un campo da guerra. Dopo poco fu presa dal terrore Rossella, mentre suo padre e sua madre si consumavano nel dolore. <strong>Così ritrattò</strong>.<br />
<strong>Il suo fidanzato lo aveva fatto prima</strong>, dicendo che era fuori di testa, che non sapeva neanche che fosse un maresciallo quell’uomo che Rossella le presentava come amico. A lei il cuore si frantumò. Voleva cancellare tutto. Aveva paura. Raccontò agli inquirenti che era stata rapita dal clan avversario dei Frisina, affinché confermasse le dichiarazioni contro la famiglia del suo fidanzato. Scrisse una lettera a sua cognata perché controllasse che le “nuove” ricostruzioni dei fatti, le andassero a genio. <strong>Le stavano tessendo una trappola.</strong> La gabbia stava per chiudersi. Le ultime dichiarazioni della Casini erano state indotte dai Frisina. <strong>Lo scriveranno i giudici, dopo anni, in una sentenza del tribunale di Palmi</strong>. La giovane nel febbraio del 1981 infatti, pochi giorni prima della sua scomparsa, telefonò a suo padre, facendogli capire che era <strong>alla Tonnara di Palmi</strong>, da amici. Non gli disse chiaramente dove, ma è come se ammettesse che <strong>era presso i Condello, altro clan, avversario dei Gallico-Frisina</strong>. Dopo pochi giorni sparì, era il 22 febbraio del 1981. L’obiettivo della famiglia di Francesco Frisina era annullarla. La fecero tacere per sempre. Muta. <strong>Fatta a pezzi. E non solo. Tentarono di mascherare tutto col tradimento, provando ad incolpare di quella sparizione la cosca avversaria.</strong> Un depistaggio vero e proprio. Era quella la cesoia che avevano costruito attorno alla ragazza. La trappola scattò. Lei sparì.</p>
<p><strong>Nel maggio del 2006, più di vent’anni dopo, il tribunale di Palmi ricostruisce la storia di Rossella Casini, la sentenza condanna gli affiliati del clan e anche il fidanzato, la cognata, la suocera. Grazie ad un pentito si ipotizza che la giovane donna sia morta, dopo che il suo corpo fu violato e l’anima tradita.</strong><br />
Lei non ha ancora una tomba. <strong>Non l’avrà mai. Sfidò la ‘ndrangheta. E ne morì.</strong> I suoi genitori, prima ancora del processo, si spensero in Toscana, consumati dal dolore, certi che la loro figlia fosse morta, perché voleva una giustizia fatta non di vendette sanguinarie. Non ebbero mai il sollievo, lieve, di portarle dei fiori. La ‘ndrangheta aveva buttato via Rossella e disperso le sue membra in mare, come un sacco di letame. Lei, stuprata, fatta a pezzi, dimenticata. <strong>Pronta a risorgere in chi ricorda la sua storia”</strong>.<br />
(<em>Nella sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Palmi tutti e quattro gli imputati furono assolti per non aver commesso il fatto; gli elementi probatori non furono infatti reputati sufficienti per stabilire le personali responsabilità degli imputati. ndr</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="QjUdVqCZHJ"><p><a href="https://www.calabrianews.it/grande-successo-allunical-per-lamore-mio-non-muore-di-roberto-saviano/">Grande successo all&#8217;unical per &#8220;L&#8217;amore mio non muore&#8221; di Roberto Saviano</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Grande successo all&#8217;unical per &#8220;L&#8217;amore mio non muore&#8221; di Roberto Saviano&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/grande-successo-allunical-per-lamore-mio-non-muore-di-roberto-saviano/embed/#?secret=CTZ7msAK0g#?secret=QjUdVqCZHJ" data-secret="QjUdVqCZHJ" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-di-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/">Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 13:08:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Palmi]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella Casini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il 22 febbraio 1981. Ecco la storia di Rossella Casini, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano. “Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/">Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il <strong>22 febbraio 1981</strong>.<br />
Ecco la storia di <strong>Rossella Casini</strong>, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano.<br />
“Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. Senza memoria. Aveva poco più di vent’anni Rossella Casini quando morì, ammazzata dalla ‘ndrangheta. Sparì il 22 febbraio del 1981. Oggi potrebbe essere il trentaquattresimo anniversario della sua morte, se avesse una tomba. Si dissolse invece nel nulla, senza mai più dare notizie di sé, fino a quando un pentito, Vincenzo Lo Vecchio, raccontò agli inquirenti che cosa fu di lei. <strong>Punita per aver svelato le trame della cosca</strong>.<br />
Rossella, emancipata, universitaria, fiorentina, <strong>non sapeva cosa fosse una faida, lo scoprì quando conobbe e si innamorò di Francesco Frisina, suo coetaneo, studente.</strong> In Toscana studiavano insieme, lui si presentò come un ragazzo pulito, innocente. Non lo era. <strong>Il loro amore crebbe fino all’estate del 1979 quando Rossella arrivò a Palmi, in Calabria, in vacanza.</strong> Era piena di sole. Poi vide il sangue, la violenza, il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ammazzato. Non capiva Rossella quell’odio. Provò a farlo. Forse fu lei che portò le armi al clan, perché quelle vendette continuassero, così raccontò un pentito, anni dopo. Ebbe giorni difficili, provò ad entrare nella famiglia, quella fatta di ‘sangue’, di interessi, mascherati dalla parola onore. Non ci riuscì. <strong>I suoi genitori la convinsero a tornare a casa, a Firenze dopo mesi</strong>. A dicembre del 1979 ripartì per la Toscana. A Roma tra un cambio di treno, un caffè, una pausa più lunga telefonò ai Frisina e le dissero che, in un conflitto a fuoco, <strong>il suo fidanzato era rimasto ferito gravemente</strong>.<br />
<a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-145164 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1-300x199.jpeg" alt="" width="502" height="333" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1-300x199.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1.jpeg 632w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></a>Come impazzita, <strong>Rossella decise di tornare indietro</strong>. Fu mesi al suo capezzale. Francesco aveva un proiettile conficcato in testa. Era in coma. <strong>Trascorse mesi perché lui rimettesse a posto ogni tassello della sua memoria e infine riuscì a portarlo a Firenze</strong>. Era il febbraio del 1980. E lì, lontano dal mare di Calabria, dal sangue, dall’odio, convinse il suo giovane amore a pentirsi. Piano. Sottovoce, con l’aiuto di un maresciallo. Non sapeva Rossella a che cosa si potesse arrivare per “difendere” la famiglia, quella che mescola il sangue con un presunto onore. <strong>Lo capì quando la minacciarono</strong>. Accadde dopo gli arresti che avvennero a Palmi, alle cinque del mattino, come un fulmine, perché mai alcuno, specie in quegli anni, aveva osato “pentirsi”, svelare i segreti, gli affari della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. La magistratura, grazie ai suoi racconti e a quelli del fidanzato riuscì a tracciare il filo di commerci di droga e soprattutto della faida in corso, che trasformò la città in un campo da guerra. Dopo poco fu presa dal terrore Rossella, mentre suo padre e sua madre si consumavano nel dolore. <strong>Così ritrattò</strong>.<br />
<strong>Il suo fidanzato lo aveva fatto prima</strong>, dicendo che era fuori di testa, che non sapeva neanche che fosse un maresciallo quell’uomo che Rossella le presentava come amico. A lei il cuore si frantumò. Voleva cancellare tutto. Aveva paura. Raccontò agli inquirenti che era stata rapita dal clan avversario dei Frisina, affinché confermasse le dichiarazioni contro la famiglia del suo fidanzato. Scrisse una lettera a sua cognata perché controllasse che le “nuove” ricostruzioni dei fatti, le andassero a genio. <strong>Le stavano tessendo una trappola.</strong> La gabbia stava per chiudersi. Le ultime dichiarazioni della Casini erano state indotte dai Frisina. <strong>Lo scriveranno i giudici, dopo anni, in una sentenza del tribunale di Palmi</strong>. La giovane nel febbraio del 1981 infatti, pochi giorni prima della sua scomparsa, telefonò a suo padre, facendogli capire che era <strong>alla Tonnara di Palmi</strong>, da amici. Non gli disse chiaramente dove, ma è come se ammettesse che <strong>era presso i Condello, altro clan, avversario dei Gallico-Frisina</strong>. Dopo pochi giorni sparì, era il 22 febbraio del 1981. L’obiettivo della famiglia di Francesco Frisina era annullarla. La fecero tacere per sempre. Muta. <strong>Fatta a pezzi. E non solo. Tentarono di mascherare tutto col tradimento, provando ad incolpare di quella sparizione la cosca avversaria.</strong> Un depistaggio vero e proprio. Era quella la cesoia che avevano costruito attorno alla ragazza. La trappola scattò. Lei sparì. <strong>Nel maggio del 2006, più di vent’anni dopo, il tribunale di Palmi ricostruisce la storia di Rossella Casini, la sentenza condanna gli affiliati del clan e anche il fidanzato, la cognata, la suocera. Grazie ad un pentito si ipotizza che la giovane donna sia morta, dopo che il suo corpo fu violato e l’anima tradita.</strong><br />
Lei non ha ancora una tomba. <strong>Non l’avrà mai. Sfidò la ‘ndrangheta. E ne morì.</strong> I suoi genitori, prima ancora del processo, si spensero in Toscana, consumati dal dolore, certi che la loro figlia fosse morta, perché voleva una giustizia fatta non di vendette sanguinarie. Non ebbero mai il sollievo, lieve, di portarle dei fiori. La ‘ndrangheta aveva buttato via Rossella e disperso le sue membra in mare, come un sacco di letame. Lei, stuprata, fatta a pezzi, dimenticata. <strong>Pronta a risorgere in chi ricorda la sua storia”</strong>.<br />
(<em>Nella sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Palmi tutti e quattro gli imputati furono assolti per non aver commesso il fatto; gli elementi probatori non furono infatti reputati sufficienti per stabilire le personali responsabilità degli imputati. ndr</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/">Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Messina, 22enne accoltellata e uccisa in strada: colpita da un giovane poi fuggito</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/messina-22enne-accoltellata-e-uccisa-in-strada-colpita-da-un-giovane-poi-fuggito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 16:20:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[accoltellata]]></category>
		<category><![CDATA[Messina]]></category>
		<category><![CDATA[strada]]></category>
		<category><![CDATA[uccisa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una giovane di 22 anni, Sara Campanella, è morta dopo essere stata accoltellata a Messina. L&#8217;aggressione è avvenuta in viale Gazzi, di fronte all&#8217;ingresso dello stadio &#8216;G. Secondo le prime ricostruzioni, la ragazza sarebbe stata colpita con una coltellata al collo da un giovane che è poi fuggito. Subito soccorsa, la ventenne è stata trasferita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/messina-22enne-accoltellata-e-uccisa-in-strada-colpita-da-un-giovane-poi-fuggito/">Messina, 22enne accoltellata e uccisa in strada: colpita da un giovane poi fuggito</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una giovane di 22 anni, <strong>Sara Campanella</strong>, è morta dopo essere stata accoltellata a Messina. L&#8217;aggressione è avvenuta in viale Gazzi, di fronte all&#8217;ingresso dello stadio &#8216;G.</p>
<p>Secondo le prime ricostruzioni, la ragazza sarebbe stata colpita con una coltellata al collo da un giovane che è poi fuggito. Subito soccorsa, la ventenne è stata trasferita al Policlinico in gravi condizioni ma a nulla sono valsi i tentativi dei medici di salvarle la vita. La ragazza, di Palermo, è iscritta alla facoltà di Scienze infermieristiche a Messina.  La coltellata inferta dall&#8217;assassino le ha reciso la giugulare. Alcuni testimoni hanno parlato di una lite, verso le 17, tra la vittima e un&#8217;altra persona che poi con un coltello avrebbe colpito la giovane. I carabinieri sarebbero sulle tracce del presunto assassino.</p>
<p>Oggi ricorre tragicamente l’anniversario della morte di Lorena Quaranta, la giovane agrigentina tirocinante infermiera del policlinico di Messina uccisa a Furci Siculo dal proprio ragazzo, l&#8217;infermiere calabrese Antonio De Pace. Dopo cinque anni stesso destino per una giovane tirocinante palermitana che studiava proprio nello stesso nosocomio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/messina-22enne-accoltellata-e-uccisa-in-strada-colpita-da-un-giovane-poi-fuggito/">Messina, 22enne accoltellata e uccisa in strada: colpita da un giovane poi fuggito</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gratteri: A Maria Chindamo non è stato perdonato di essere una donna e una imprenditrice libera</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gratteri-a-maria-chindamo-non-e-stato-perdonato-di-essere-una-donna-e-una-imprenditrice-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 13:24:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[maiali]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Chindamo]]></category>
		<category><![CDATA[uccisa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=218391</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con la maxi-operazione anti &#8216;ndrangheta portata oggi a termine nel Vibonese, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, è stata anche fatta luce sull&#8217;efferato omicidio avvenuto a Limbadi il 6 maggio 2016 dell&#8217;imprenditrice Maria Chindamo. A spiegare quello che le minuziose indagini dei carabinieri hanno svelato è stato il procuratore distrettuale Nicola Gratteri. “Maria Chindamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gratteri-a-maria-chindamo-non-e-stato-perdonato-di-essere-una-donna-e-una-imprenditrice-libera/">Gratteri: A Maria Chindamo non è stato perdonato di essere una donna e una imprenditrice libera</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la maxi-operazione anti &#8216;ndrangheta portata oggi a termine nel Vibonese, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, è stata anche fatta luce sull&#8217;efferato omicidio avvenuto a Limbadi il 6 maggio 2016 dell&#8217;imprenditrice Maria Chindamo.<br />
A spiegare quello che le minuziose indagini dei carabinieri hanno svelato è stato il procuratore distrettuale Nicola Gratteri. “Maria Chindamo è stata uccisa esattamente un anno dopo il suicidio del marito, quando si è permessa di postare le foto con il suo nuovo compagno. Dopo due giorni dallo scatto è stata uccisa in un modo inumano, tragico. Uccisa e data in pasto ai maiali, i resti macinati con un trattore cingolato per far sparire ogni traccia. Oltre alla ferocia dell&#8217;omicidio anche la malvagità e la cattiveria sul corpo” ha rivelato Gratteri, aggiungendo: “È stata uccisa perché voleva essere una donna e una imprenditrice libera”.</p>
<p>&#8220;A Maria Chindamo non è stata perdonata la sua libertà, la gestione dei terreni avuti in eredità e su cui c&#8217;erano gli appetiti di una famiglia di ‘ndrangheta e il suo nuovo amore. Tutto questo perché questa donna ha pensato di diventare imprenditrice di curare gli interessi della terra e dei suoi figli e si è pure iscritta all&#8217;università” ha proseguito Gratteri, aggiungendo: “Lei non si poteva permettere il lusso di rifarsi una vita, di gestire in modo imprenditoriale quel terreno e di poter curare e fare crescere i figli in modo libero e uscendo dalla mentalità mafiosa&#8221;.</p>
<p>L’inchiesta, che si è basata anche su intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, si avvalsa anche di testimonianze di 18 collaboratori di giustizia che, anche sull&#8217;omicidio Chindamo, “hanno fatto dichiarazioni univoche e concordanti e che ci hanno detto cose inedite che loro non potevano sapere ma che già il Ros crimini violenti aveva già incamerato come indizi e come elementi di prova&#8221;.<br />
Elementi che hanno permesso di incastrare Salvatore Ascone ora accusato dell’omicidio di Maria Chindamo, in concorso con altri due soggetti (di cui uno deceduto e uno all’epoca dei fatti minorenne). L’uomo, già arrestato a maggio per il reato di associazione di stampo mafioso, è accusato di aver dato un contributo sostanziale al delitto attraverso la manomissione del sistema di videosorveglianza della propria abitazione di campagna, limitrofa al luogo dell’omicidio, agevolando così gli autori materiali dell’omicidio, nonché di avere distrutto i resti del cadavere della donna. Secondo l’accusa, i Mancuso volevano incaricare Ascone della coltivazione del fondo di Chindamo una volta entrati in possesso del suo terreno.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="afqgSfNqKa"><p><a href="https://www.calabrianews.it/omicidio-chindamo-parla-il-fratello-vincenzo-oggi-laria-ha-il-profumo-della-giustizia/">Omicidio Chindamo, parla il fratello Vincenzo: &#8220;Oggi l’aria ha il profumo della giustizia&#8221;</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Omicidio Chindamo, parla il fratello Vincenzo: &#8220;Oggi l’aria ha il profumo della giustizia&#8221;&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/omicidio-chindamo-parla-il-fratello-vincenzo-oggi-laria-ha-il-profumo-della-giustizia/embed/#?secret=fnOD7KBHsY#?secret=afqgSfNqKa" data-secret="afqgSfNqKa" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Fagnano Castello (Cs): uccide a coltellate la compagna e chiama i soccorsi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fagnano-castello-cs-uccide-a-coltellate-la-compagna-e-chiama-i-soccorsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 15:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[coltellate]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[Fagnano Castello]]></category>
		<category><![CDATA[marito]]></category>
		<category><![CDATA[uccisa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una donna di 43 anni è stata uccisa a coltellate dal compagno. Il fatto è avvenuto a Fagnano Castello (Cosenza). La vittima si chiamava Sonia Lattari. Il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio in un appartamento del centro di Fagnano Castello, al culmine di una lite tra la donna e il marito, Giuseppe Servidio, camionista di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una donna di 43 anni è stata uccisa a coltellate dal compagno. Il fatto è avvenuto a Fagnano Castello (Cosenza). La vittima si chiamava Sonia Lattari. Il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio in un appartamento del centro di Fagnano Castello, al culmine di una lite tra la donna e il marito, Giuseppe Servidio, camionista di 52 anni.</p>
<p>L&#8217;uomo l&#8217;avrebbe colpita con diverse coltellate. Forse la gelosia alla base del gesto. E&#8217; stato lo stesso omicida, dopo il fatto di sangue, a chiamare i soccorsi. L&#8217;uomo è adesso stato portato nella caserma dei carabinieri. La coppia ha due figli.</p>
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		<title>Castrivillari(Cs), autopsia svolta sul corpo della donna uccisa dal figlio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/castrivillarics-autopsia-svolta-sul-corpo-della-donna-uccisa-dal-figlio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 08:21:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[30 coltellate]]></category>
		<category><![CDATA[autopsia]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[figlio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sessantacinquenne Filomena Silvestri, uccisa giovedì a Castrovillari dal figlio trentaduenne, Paolo Emilio Sisci, sarebbe stata raggiunta da più di trenta coltellate alcune delle quali hanno colpito organi vitali. Sarebbe questo, secondo quanto è trapelato, il risultato dell&#8217;autopsia eseguita oggi. A eseguire l&#8217;esame autoptico, andato avanti per circa cinque ore, l&#8217;anatomopatologo Biagio Solarino, dell&#8217;Università di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La sessantacinquenne Filomena Silvestri, uccisa giovedì a Castrovillari dal figlio trentaduenne, Paolo Emilio Sisci, sarebbe stata raggiunta da più di trenta coltellate</strong> alcune delle quali hanno colpito organi vitali. Sarebbe questo, secondo quanto è trapelato, il risultato dell&#8217;autopsia eseguita oggi. A eseguire l&#8217;esame autoptico, andato avanti per circa cinque ore, l&#8217;anatomopatologo Biagio Solarino, dell&#8217;Università di Bari, insieme alla sua equipe.</p>
<p>All&#8217;esame hanno partecipato anche i consulenti della difesa. Dall&#8217;autopsia sarebbero emerse anche ferite da difesa. I periti si sono riservati 60 giorni per depositare alla Procura della Repubblica la relazione scritta. Secondo i difensori del trentaduenne, gli avvocati Roberto e Lorenzo Laghi, &#8220;il quadro delle ferite così marcato potrebbe essere essa stessa la prova di un raptus inquadrabile nella grave patologia che affligge Paolo Emilio Sisci&#8221;. Il gip Biagio Politano, valuterà a breve la richiesta di incidente probatorio del pm Valentina Draetta, per la nomina di uno psichiatra-criminologo che dovrà valutare la capacità di intendere e di volere dell&#8217;imputato al momento dell&#8217;atto.</p>
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		<title>Reggio Calabria, tabaccaia uccisa: autore condannato a 30 anni di reclusione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-tabaccaia-uccisa-autore-condannato-a-30-anni-di-reclusione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 12:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[30 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Billi Jay Sicat]]></category>
		<category><![CDATA[tabaccaia]]></category>
		<category><![CDATA[uccisa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d’Assise di Reggio Calabria ha condannato a 30 anni di carcere Billi Jay Sicat, di 45 anni, per l’omicidio di Mariella Rota, la titolare della tabaccheria di via Melacrino uccisa nel luglio 2019 con una mannaia. Il sostituto procuratore Giulia Scavello aveva chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per l’uomo arrestato poche ore dopo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d’Assise di Reggio Calabria ha condannato a 30 anni di carcere Billi Jay Sicat, di 45 anni, per l’omicidio di Mariella Rota, la titolare della tabaccheria di via Melacrino uccisa nel luglio 2019 con una mannaia. Il sostituto procuratore Giulia Scavello aveva chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per l’uomo arrestato poche ore dopo il delitto. </p>
<p>Difeso dagli avvocati Demetrio e Mariateresa Pratticò, Sicat, di nazionalità filippina, aveva confessato l’omicidio nel momento dell’arresto. Secondo la ricostruzione della squadra mobile, che ha condotto le indagini, Billi Jay Sicat era un ludopatico, un cliente abituale della tabaccheria della vittima. Giocava regolarmente a Lotto e perdeva.</p>
<p>Secondo gli investigatori, avrebbe ucciso Mariella Rota per giustificare con sé stesso le continue perdite di denaro, frutto del lavoro della moglie. In sostanza imputava alla vittima la responsabilità dei soldi persi al gioco. </p>
<p>Nella precedente udienza il perito Giuseppe Sciaudone, nominato dalla Corte d’Assise, ha stabilito che l’imputato era, ed è pienamente “capace di intendere e di volere”. Proprio per questo al termine della camera di consiglio la presidente Ornella Pastore ha giudicato colpevole Billi Jay Sicat condannandolo a 30 anni di carcere.</p>
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		<item>
		<title>Furia femminicida: uccisa con 25 coltellate nel Catanzarese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/furia-femminicida-uccisa-con-25-coltellate-nel-catanzarese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 06:57:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[pietragrande]]></category>
		<category><![CDATA[uccisa]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Terribile omicidio ieri sera, alla immediata vigilia della giornata odierna che sensibilizza nei confronti della violenza sulle donne. Un uomo, già intercettato dai Carabinieri di Soverato dove si trova in stato di fermo, ha ucciso con 25 coltellate l&#8217;amante, Loredana Scalone di 52 anni. Il corpo straziato della donna si trovava a Pietragrande, nei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Terribile omicidio ieri sera, alla immediata vigilia della giornata odierna che sensibilizza nei confronti della violenza sulle donne.</p>
<p>Un uomo, già intercettato dai Carabinieri di Soverato dove si trova in stato di fermo, ha ucciso con 25 coltellate l&#8217;amante, Loredana Scalone di 52 anni.</p>
<p>Il corpo straziato della donna si trovava a Pietragrande, nei pressi della Scogliera.</p>
<p>AGGIORNAMENTI</p>
<p>L&#8217; uomo sospettato di essere l&#8217;autore del gravissimo fatto di sangue è un 36enne di Badolato che aveva una relazione extraconiugale con la vittima.</p>
<p>Un delitto quindi di natura passionale secondo i militari del Comando provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Soverato che indagano sotto il coordinamento della Procura.</p>
<p>La donna, originaria di Girifalco, risultava irreperibile dalle precedenti 24 ore</p>
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		<item>
		<title>La coraggiosa baby sitter calabrese uccisa in Svizzera mentre difendeva tre bambini</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-coraggiosa-baby-sitter-calabrese-uccisa-in-svizzera-mentre-difendeva-tre-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 11:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Baby sitter]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Croce d'Onore]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Scavelli]]></category>
		<category><![CDATA[uccisa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teresa Scavelli, la coraggiosa calabrese che ha difeso a prezzo della sua la vita quella di tre bambini in Svizzera, entro l&#8217;anno sarà insignita dal Capo dello Stato della Gran Croce d&#8217;Onore dell&#8217;Ordine della Stella d&#8217;Italia, il più alto riconoscimento onorifico alla memoria della Repubblica. Lo ha comunicato il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Teresa Scavelli, la coraggiosa calabrese che ha difeso a prezzo della sua la vita quella di tre bambini in Svizzera, entro l&#8217;anno sarà insignita dal Capo dello Stato della Gran Croce d&#8217;Onore dell&#8217;Ordine della Stella d&#8217;Italia, il più alto riconoscimento onorifico alla memoria della Repubblica. Lo ha comunicato il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Domenico Tallini, che lo ha reso noto e che aveva chiesto sia al Governo, sia all&#8217;Ambasciata svizzera in Italia, &#8220;interventi mirati non solo a rendere onore al sacrificio della Scavelli, ma anche a sostegno della sua famiglia&#8221;.<br />
Il ministro Di Maio, nella sua lettera indirizzata al presidente Tallini, sempre secondo quanto riferito da quest&#8217;ultimo, si è detto &#8220;profondamente commosso&#8221; per questa tragedia, precisando che sta seguendo personalmente la vicenda attraverso l&#8217;ambasciata italiana a Berna e il consolato generale di Zurigo, competente per la zona di San Gallo dove risiedeva la signora Scavelli. &#8220;Il conferimento della Gran Croce d&#8217;Onore è, per il ministro Di Maio &#8211; secondo quanto afferma il presidente Tallini &#8211; una prima azione immediata, nella consapevolezza che &#8216;neppure i più alti riconoscimenti potranno colmare la grave perdita&#8217;&#8221;. Di Maio ha convenuto con Tallini sulla &#8220;necessità di valorizzare l&#8217;eroismo dell&#8217;atto compiuto da questa nostra connazionale; un atto che mette in luce, in questo caso nella maniera più nobile e più alta, le straordinarie qualità di cui, anche con sacrifici estremi, gli italiani all&#8217;estero danno prova&#8221;. Anche l&#8217;ambasciatrice svizzera in Italia, Rita Adam, ha risposto all&#8217;appello del presidente del Consiglio Regionale della Calabria, con una lettera ufficiale con cui assicura che il Governo &#8220;sta seguendo la vicenda, anche attraverso un contatto con i familiari della sfortunata donna. Il tragico destino della signora Scavelli &#8211; ha scritto l&#8217;Ambasciatrisce svizzera, anche a nome del Dipartimento degli Affari Esteri &#8211; ha suscitato grande commozione e coinvolgimento nel nostro Paese&#8221;. Il presidente Tallini ha ringraziato il ministro Di Maio e l&#8217;ambasciatrice Adam &#8220;per la tempestività e la sensibilità&#8221; con cui hanno accolto il suo appello. In particolare, Tallini ha voluto sottolineare &#8220;l&#8217;impegno assunto dal ministro Di Maio che è rimasto molto colpito dal dramma della signora Scavelli&#8221;. &#8220;Le parole del ministro Di Maio &#8211; afferma Tallini &#8211; non sono di circostanza, ma rivelano un profondo turbamento per quello che è accaduto a questa straordinaria donna, orgoglio della Calabria e dell&#8217;Italia tutta. Dobbiamo essere vicini concretamente alla famiglia della signora Scavelli e per questo mi aspetto atti concreti dai Governi italiano e svizzero&#8221;.</p>
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