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	<title>Trimestre Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Morti sul lavoro, anche nel primo trimestre 2024 la Calabria resta in &#8220;zona rossa&#8221;-DETTAGLI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 07:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo arrivati al primo trimestre del 2024 e, purtroppo, le proiezioni delle tragedie sul lavoro continuano a rimanere drammaticamente stabili se non peggiori. A fine marzo 2024 si contano, tra infortuni nel luogo di lavoro e in itinere, 191 vittime, 5 in meno rispetto a fine marzo 2023. Mentre diminuiscono gli infortuni in itinere, crescono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo arrivati al primo trimestre del 2024 e, purtroppo, le proiezioni delle tragedie sul lavoro continuano a rimanere drammaticamente stabili se non peggiori. A fine marzo 2024 si contano, tra infortuni nel luogo di lavoro e in itinere, 191 vittime, 5 in meno rispetto a fine marzo 2023. Mentre diminuiscono gli infortuni in itinere, crescono invece le morti avvenute in occasione di lavoro: +2%. Ma non è questo l&#8217;unico dato ad allarmare nel nostro ultimo studio. Sono le incidenze della mortalità, infatti, a preoccupare. Specie quelle che riguardano gli over 65 e, come accade negli ultimi anni, quelle che raccontano l&#8217;emergenza tra i lavoratori stranieri. Per questi ultimi ancora quasi tripla rispetto agli italiani&#8221;. <a href="https://app3.salesmanago.pl/smrd.htm?url=https%3A%2F%2Fwww.linkedin.com%2Fin%2Fmaurorossato%2F&amp;smclient=b859b3fc-2767-11ec-83c8-18cf24ce389f&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=CS_MORTI_LAVORO_NAZIONALE_02_05_24&amp;utm_source=salesmanago&amp;smconv=d3f75d5b-3a90-4c2f-8549-eda5caae122e&amp;smlid=4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mauro Rossato</a>, Presidente dell&#8217;Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, commenta così l&#8217;ultima indagine sull&#8217;emergenza elaborata dal proprio team di esperti e che vede come sempre proprio nell&#8217;incidenza il vero indicatore di rischio per i lavoratori del nostro Paese, poiché valuta il numero di vittime rispetto alla popolazione lavorativa. Una mappatura preziosa per tutti coloro che operano per la sicurezza sul lavoro.</p>
<p><strong>IL RISCHIO DI MORTE, REGIONE PER REGIONE, DI MARZO 2024. DALLA ZONA ROSSA ALLA ZONA BIANCA</strong></p>
<p>A finire in zona rossa a marzo 2024 con un&#8217;incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 6,4 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Valle d&#8217;Aosta, Trentino-Alto Adige, Puglia, <strong>Calabria</strong>, Sardegna e Umbria. In zona arancione: Campania, Emilia-Romagna e Toscana. In zona gialla: Sicilia, Liguria, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte. In zona bianca: Lazio, Abruzzo, Marche, Veneto, Basilicata e Molise.</p>
<p><strong>IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER FASCE DI ETÀ: ANCORA A MAGGIOR RISCHIO I PIÙ ANZIANI</strong></p>
<p>Anche nel primo trimestre dell&#8217;anno l&#8217;<a href="https://app3.salesmanago.pl/smrd.htm?url=https%3A%2F%2Fwww.vegaengineering.com%2Fosservatorio%2F&amp;smclient=b859b3fc-2767-11ec-83c8-18cf24ce389f&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=CS_MORTI_LAVORO_NAZIONALE_02_05_24&amp;utm_source=salesmanago&amp;smconv=d3f75d5b-3a90-4c2f-8549-eda5caae122e&amp;smlid=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio</a> mestrino elabora l&#8217;identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d&#8217;età. E lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (per milione di occupati). Un dato, quest&#8217;ultimo, che continua ad essere ancora preoccupante tra i lavoratori più anziani; e infatti l&#8217;incidenza più elevata si registra proprio nella fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (21,5), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (10,6).</p>
<p><strong>I LAVORATORI STRANIERI SOGGETTI AD UN RISCHIO DI INFORTUNIO MORTALE QUASI TRIPLO RISPETTO AGLI ITALIANI</strong></p>
<p>Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro nel mese di marzo sono 37 su un totale di 151. Con un rischio di morte sul lavoro che risulta essere quasi triplo rispetto agli italiani. E, infatti, gli stranieri registrano 15,6 morti ogni milione di occupati, contro i 5,4 degli italiani che perdono la vita durante il lavoro.</p>
<p><strong>I NUMERI ASSOLUTI DELLE MORTI SUL LAVORO E DEGLI INFORTUNI IN ITALIA DI MARZO 2024</strong></p>
<p>Sono 191 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 151 in occasione di lavoro (3 in più rispetto a marzo 2023: +2%) e 40 in itinere (8 in meno rispetto a marzo 2023). Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (28). Seguono: Puglia (15), Emilia-Romagna (14), Campania (12), Lazio e Toscana (11), Piemonte (10), Trentino-Alto Adige e Sicilia (9), <strong>Calabria</strong> (6), Veneto e Sardegna (5), Liguria (4), Umbria e Friuli-Venezia Giulia (3), Valle d&#8217;Aosta, Abruzzo e Marche (2). Basilicata e Molise non registrano vittime nel primo trimestre 2024.</p>
<p><strong>IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI IL PIÙ COLPITO DAL FENOMENO DELLE MORTI SUL LAVORO</strong></p>
<p>Alla fine del primo trimestre del 2024 è ancora il settore delle Costruzioni a far rilevare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro: sono 25. Seguito dalle Attività Manifatturiere (19), da Trasporti e Magazzinaggio (13) e dal Commercio (10). La fascia d&#8217;età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (54 su un totale di 151). Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro a marzo 2024 sono 10, mentre 6 hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 37, mentre sono 13 quelli deceduti a causa di un infortunio in itinere. Il mercoledì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nel primo trimestre dell&#8217;anno (21,2%).</p>
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		<title>Trimestre anti-inflazione, Unione nazionale consumatori Calabria: Presa in giro per le famiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 13:55:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[anti-inflazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione nazionale consumatori Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Uno spettacolo scadente, Un patto senza obblighi, in cui ci si appella al buon cuore di chi lo ha sottoscritto, perché diventi più buono”. Il trimestre anti-inflazione non salverà la spesa dei consumatori e non salverà affatto i bilanci già provati delle famiglie &#8211; secondo quanto sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, coordinatore regionale dell’Unione Nazionale Consumatori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Uno spettacolo scadente, Un patto senza obblighi, in cui ci si appella al buon cuore di chi lo ha sottoscritto, perché diventi più buono”. Il trimestre anti-inflazione non salverà la spesa dei consumatori e non salverà affatto i bilanci già provati delle famiglie &#8211; secondo quanto sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, coordinatore regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria. Il trimestre anti-inflazione prevede per tre mesi, fino a dicembre una serie di prodotti di prima necessità, alimentari e non, che verranno venduti a un prezzo bloccato o ribassato per venire incontro ai consumatori contro il caro-inflazione. Ci saranno dunque prezzi ribassati o bloccati per una serie di beni decisi esclusivamente dagli esercenti che aderiscono all’iniziativa.<br />
L’iniziativa prevede prezzi fissi, promozioni, iniziative sui prodotti a marchio dei distributori e carrelli a prezzo scontato o unico. L’operazione riguarda i beni di prima necessità, alimentari e non alimentari di largo consumo, quelli del “carrello della spesa”, i prodotti per l’infanzia e la cura della persona. Attenzione però: non esiste un elenco dettagliato dei prodotti e ogni operatore potrà scegliere liberamente gli articoli che saranno oggetto della promozione, resa visibile dal logo governativo di un carrello tricolore, appiccicato in bella vista sulla vetrina degli operatori.</p>
<p>Da una prima analisi la maggior parte degli esercizi aderenti appartengono alla grande distribuzione, tra i piccoli esercenti che servono i piccoli centri a oggi, ci sono molte farmacie e pochi alimentari. Spesso i prodotti interessanti sono quelli a marchio del distributore e restano fuori i prodotti freschi, come frutta, carne e pesce, che hanno prezzi più variabili.<br />
I prodotti a prezzo scontato inseriti nel paniere sono molto limitati, la maggior parte degli esercizi della Grande Distribuzione, infatti, ha optato per i cosiddetti “prezzi fissi”, ossia ha bloccato i listini di alcuni beni di largo consumo, dalla pasta all’olio, senza attuare veri ribassi. Questo significa che per i prossimi tre mesi i prodotti in questione non subiranno variazioni di prezzo, anche in presenza di condizioni che potrebbero favorire la riduzione degli stessi.<br />
Inoltre gli unici prodotti inseriti nei panieri venduti in supermercati e ipermercati sono esclusivamente quelli a marchio privato della grande distribuzione, mentre i beni delle marche alimentari più note sono del tutto esclusi dal paniere. Si tratta di prodotti che hanno una quota di mercato limitata, pari solo al 20,8% dell’intero settore delle vendite nella Gdo, con la conseguenza che i consumatori che acquistano beni di marche specifiche non beneficeranno di alcun vantaggio economico”.<br />
Fra le adesioni poi, spiccano supermercati, ipermercati, farmacie e parafarmacie mentre sono poche quelle che vengono dai piccoli negozi al dettaglio e dai piccoli alimentari, danneggiando così quei consumatori che risiedono nei piccoli comuni dove magari non ci sono grandi supermercati.</p>
<p>Una vera e propria presa in giro per l’UNC che non porterà assolutamente nessun beneficio per le tasche dei consumatori. L’unico rimedio è mettere in campo azioni strutturali di ampio respiro, quali: dotare Mister Prezzi di poteri sanzionatori e individuare strumenti efficaci di monitoraggio a livello locale, come gli Osservatori territoriali. È necessario, inoltre, ridurre l’Iva e azzerare le accise e gli oneri di sistema su energia e carburanti.<br />
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, lasciare totale libertà e discrezione alle imprese aderenti al trimestre anti-inflazione non salverà le tasche dei consumatori e invita i cittadini a segnalare all’associazione a mezzo mail xsavio@libero.it o a mezzo whatsapp 3288310045 speculazioni messe in atto da operatori del commercio, che non adottano nessun ribasso rispetto al periodo anti-inflazione o che addirittura aumentano in maniera speculativa i prezzi dei prodotti calmierati. </p>
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