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	<title>treviso Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 Jul 2026 16:57:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Per salvare un collega operaio 39enne calabrese muore sul lavoro in una cava in provincia di Treviso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 16:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stava lavorando nella cava della Postumia Cave, dell&#8217;azienda SuperBeton, a Giavera del Montello, in provincia di Treviso, quando, nel disperato tentativo di salvare un collega rimasto incastrato con un braccio durante un intervento di manutenzione a un nastro trasportatore, è rimasto schiacciato da un rullo. E&#8217; in queste drammatiche circostanze che è morto l&#8217;operaio 39enne, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stava lavorando nella cava della Postumia Cave, dell&#8217;azienda SuperBeton, a Giavera del Montello, in provincia di Treviso, quando, nel disperato tentativo di salvare un collega <b>rimasto incastrato con un braccio</b> durante un intervento di manutenzione a un nastro trasportatore, è rimasto schiacciato da un rullo. E&#8217; in queste drammatiche circostanze che è morto l&#8217;operaio 39enne, <strong>Francesco Vona</strong>, <strong>originario di Santa Severina, nel Crotonese</strong></p>
<p id="" class="art-text">Secondo una prima ricostruzione, nel tentativo di aiutare il collega, il 39enne è rimasto a sua volta impigliato nel macchinario, riportando ferite mortali. Il collega coinvolto nell&#8217;incidente, un uomo di 38 anni, è rimasto ferito, ma le sue condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, i carabinieri e i tecnici dello Spisal, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica dell&#8217;incidente e verificare eventuali responsabilità. <strong>Vona</strong> era un dipendente esperto dell&#8217;azienda che si occupa di estrazione di inerti, dove lavorava da oltre sei anni. Da tempo viveva a <strong>Vittorio Veneto.</strong></p>
<p id="" class="art-text">&#8220;Tutti ci hanno descritto Francesco come una persona generosa, sempre disponibile ad aiutare gli altri- dicono i sindacalisti della Filca Cisl Belluno Treviso, Marco Rossitto e Andrea Padrin-, tra i primi ad arrivare sul luogo della tragedia. Quando ha visto il collega in difficoltà ha agito d&#8217;istinto, probabilmente senza pensare al pericolo&#8221;. &#8220;Oggi ci troviamo ancora una volta a commentare una morte sul lavoro che ci lascia sgomenti e che dimostra come, nonostante i progressi compiuti sul piano normativo, la battaglia per la sicurezza sia tutt&#8217;altro che conclusa&#8221;.</p>
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		<title>Impatto mortale moto-auto nel Veneto: Deceduta la 32enne reggina Jessica Laface e il suo compagno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 13:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[Jessica Laface]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una coppia di motociclisti ha perso la vita nella mattinata di sabato 4 luglio in un incidente avvenuto su via Argine Piave, a Salgared, in provincia di Treviso. Le vittime sono Jessica Laface, 32anni originaria di Reggio Calabria, e Francesco Paolo Fecarotta, 37 anni originario di Palermo, residente a Villorba. La coppia viaggiava a bordo di una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una coppia di motociclisti ha perso la vita nella mattinata di sabato 4 luglio in un incidente avvenuto su via Argine Piave, a Salgared, in provincia di Treviso. <strong>Le vittime sono Jessica Laface, 32anni originaria di Reggio Calabria, e Francesco Paolo Fecarotta, 37 anni originario di Palermo, residente a Villorba.</strong> La coppia viaggiava a bordo di una motocicletta BMW, diretta con ogni probabilità verso le località balneari della costa, una rotta frequentata ogni giorno da centinaia di pendolari durante la stagione estiva.</p>
<p>Lo scontro è avvenuto con una Dacia Sandero che procedeva nella stessa direzione e che aveva rallentato per svoltare a sinistra. L&#8217;impatto posteriore è stato devastante, tanto da distruggere la due ruote e scaraventare i pezzi del mezzo a decine di metri di distanza, con la ruota anteriore ritrovata ad oltre settanta metri dal punto dello schianto. Per i due motociclisti, proiettati violentemente sull&#8217;asfalto a bordo carreggiata e sotto le barriere di protezione, non c&#8217;è stato nulla da fare. Nonostante l&#8217;intervento tempestivo dei soccorsi sanitari, i tentativi di rianimazione si sono rivelati vani e il personale sanitario ha constatato il decesso di entrambi in loco.</p>
<p>Jessica Laface era un volto familiare a Treviso, dove lavorava attualmente presso il punto vendita Euronics, dopo aver prestato servizio in passato anche alla pizzeria Spillo. La storia d&#8217;amore tra i due era nata da poco tempo, cementata anche dalla condivisione di passioni comuni come quella per le motociclette, che purtroppo si è rivelata fatale in un sabato mattina che avrebbe dovuto essere di svago.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Reggio, orologio di valore rubato lo scorso anno a Treviso restituito dalla Polizia al legittimo proprietario</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-orologio-di-valore-rubato-lo-scorso-anno-a-treviso-restituito-dalla-polizia-al-legittimo-proprietario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 07:26:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[orologio]]></category>
		<category><![CDATA[restituito]]></category>
		<category><![CDATA[rubato]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, gli Agenti della Polizia di Stato in servizio presso l’UPGSP di Reggio Calabria hanno restituito un orologio dal valore di diverse migliaia di euro al legittimo proprietario, a cui era stato sottratto nel dicembre del 2021 dall’interno della propria abitazione, sita in provincia di Treviso. I poliziotti hanno rinvenuto il prezioso oggetto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, gli Agenti della Polizia di Stato in servizio presso l’UPGSP di Reggio Calabria hanno restituito un orologio dal valore di diverse migliaia di euro al legittimo proprietario, a cui era stato sottratto nel dicembre del 2021 dall’interno della propria abitazione, sita in provincia di Treviso. I poliziotti hanno rinvenuto il prezioso oggetto durante un normale servizio di controllo del territorio svolto pochi mesi dopo il furto, nell’ambito del quale era stato fermato un cittadino georgiano, privo di documenti, intento ad osservare in maniera sospetta i nominativi riportati sui citofoni di un immobile. </p>
<p>Giunti presso l’appartamento di quest’ultimo per lo svolgimento di ulteriori accertamenti sulla sua identità, l’attenzione degli operatori della Volante è stata richiamata dalla presenza di un contenitore in legno riportante la scritta di un noto marchio di orologi, dentro il quale si trovava un modello con relativo certificato di garanzia di originalità, posizionato sul letto del giovane georgiano.</p>
<p>Dagli accertamenti tempestivamente effettuati, l’orologio è risultato essere provento di furto e, grazie al codice identificativo riportato nello stesso, è stato possibile risalire al proprietario che, dopo aver ottenuto il provvedimento di restituzione da parte dell’A.G. competente, è stato convocato presso i nostri uffici per la restituzione, mentre il giovane georgiano è stato denunciato per il reato di ricettazione.</p>
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		<title>Indagata e sospesa un’infermiera trevigiana: finte iniezioni a parenti e amici No Vax</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indagata-e-sospesa-uninfermiera-trevigiana-finte-iniezioni-a-parenti-e-amici-no-vax/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2021 17:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[finte]]></category>
		<category><![CDATA[infermiera]]></category>
		<category><![CDATA[iniezioni]]></category>
		<category><![CDATA[sospesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse voleva fare un &#8220;piacere&#8221; a chi non voleva vaccinarsi facendo ottenere loro comunque il green pass. Di certo è finita, però, nei guai un&#8217;infermiera in servizio il centro vaccinale di Villorba nel Trevigiano. La donna, infatti, è stata sospesa a tempo indeterminato mentre la Procura di Treviso ha aperto un fascicolo per falso ideologico [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Forse voleva fare un &#8220;piacere&#8221; a chi non voleva vaccinarsi facendo ottenere loro comunque il green pass. Di certo è finita, però, nei guai un&#8217;infermiera in servizio il centro vaccinale di Villorba nel Trevigiano. La donna, infatti, è stata sospesa a tempo indeterminato mentre la Procura di Treviso ha aperto un fascicolo per falso ideologico e omissione d&#8217;atti d&#8217;ufficio. L&#8217;ipotesi è che la donna abbia finto di vaccinare alcuni parenti o amici che le avrebbero espressamente richiesto che non fosse somministrata la dose. La loro posizione, così come quella dell&#8217;infermiera, è ora al vaglio del pubblico ministero cui è stata affidata l&#8217;indagine.</p>
<p>La donna, una professionista del dipartimento di prevenzione con oltre 20 anni di servizio, non sarebbe una &#8216;no vax&#8217;. Risulta infatti regolarmente immunizzata.<br />
Ad accorgersi di qualcosa di &#8220;anomalo&#8221; sono stati alcuni colleghi della donna che lo hanno segnalato ai superiori.<br />
La polizia ha sequestrato i bidoncini dove sono state gettate le siringhe e l&#8217;infermiera è stata accompagnata in Questura per essere interrogata. </p>
<p>(<em>immagini di repertorio)</em></p>
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		<item>
		<title>Sequestrate 18 tonellate di pellet: 13 denunce</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestrate-18-tonellate-di-pellet-13-denunce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 07:47:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guardia di Finanza di Treviso ha sequestrato 18 tonnellate di pellet irregolare proveniente dall&#8217;est Europa e denunciato 13 persone. I finanzieri, nel corso dei controlli al casello autostradale di &#8220;Venezia Est&#8221;, hanno intercettato alcuni autoarticolati provenienti dall&#8217;Est Europa e diretti in varie regioni d&#8217;Italia (Calabria, Lazio, Puglia, Campania), con a bordo 118 tonnellate di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La guardia di Finanza di Treviso ha sequestrato <strong>18 tonnellate di pellet irregolare</strong> proveniente dall&#8217;est Europa e denunciato 13 persone. I finanzieri, nel corso dei controlli al casello autostradale di &#8220;Venezia Est&#8221;, hanno intercettato alcuni autoarticolati provenienti dall&#8217;Est Europa e diretti in<strong> varie regioni d&#8217;Italia</strong> (<strong>Calabria</strong>, Lazio, Puglia, Campania), con a bordo 118 tonnellate di pellet, di cui 94 riportanti indebitamente il <strong>marchio ENplus</strong>, comprovante l&#8217;alta qualità del prodotto, mentre 24 sono risultate prive delle informazioni in lingua italiana sulle caratteristiche del prodotto e sulle modalità d&#8217;impiego.<br />
Mentre le <strong>12 persone coinvolte</strong> nel traffico internazionale del prodotto contraffatto sono state denunciate per contraffazione e ricettazione, per il carico privo di indicazioni in italiano il responsabile è stato segnalato alla Camera di Commercio di Treviso-Belluno per l&#8217;applicazione delle sanzioni amministrative previste dal Codice del consumo. A insospettire le Fiamme Gialle della Compagnia di Treviso circa la genuinità dei carichi è stata la mancata indicazione, nelle lettere di vettura internazionale esibite dai conducenti, dei luoghi di destinazione o dei nomi delle<strong> imprese destinatarie del pellet</strong>, che poi si è accertato era destinato a essere venduto al dettaglio in<strong> provincia di Cosenza</strong>, Foggia, Roma, Napoli e Caserta.<br />
Ulteriori approfondimenti, hanno permesso di verificare che il pellet era stato prodotto da società con sede in Croazia e Ucraina, non autorizzate all&#8217;utilizzo del marchio di certificazione di qualità; il prodotto sequestrato era quindi stato confezionato in buste, sulle quali erano stati poi apposti, da parte di distributori lituani, estoni, cechi e sloveni, codici identificativi di certificazione ENplus scaduti. Il pellet, in base alle dichiarazioni dei conducenti di nazionalità croata e ucraina e alla documentazione di viaggio consegnata nel corso dei controlli, è entrato in Italia attraverso i valichi di confine di Udine, Gorizia e Trieste.</p>
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