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	<title>tragedia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Aug 2026 09:00:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Marcinelle, 70 anni fa la strage di 262 minatori. L&#8217;8 agosto diventa giornata vittime sul lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 08:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 262 i minatori morti, di 12 diverse nazionalità, di cui 136 italiani. E&#8217; il bilancio di una dei più gravi incidenti minerari di sempre, passato alla storia come la tragedia di Marcinelle. Molti di essi erano calabresi, partiti da paesi come San Giovanni in Fiore, Caccuri, Cerenzia, Castelsilano e Santa Severina per lavorare nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 262 i minatori morti, di 12 diverse nazionalità, di cui 136 italiani. E&#8217; il bilancio di una dei più gravi incidenti minerari di sempre, passato alla storia come la tragedia di <strong>Marcinelle</strong>. Molti di essi erano <strong>calabresi</strong>, partiti da paesi come <strong>San Giovanni in Fiore, Caccuri, Cerenzia, Castelsilano e Santa Severina</strong> per lavorare nella miniera di carbone.</p>
<p>L’8 agosto 1956, esattamente settant&#8217;anni fa, nella miniera di carbone di Bois du Cazier (<em>appena fuori la cittadina belga di Marcinelle</em>), si sviluppò un incendio che causò una strage. Proprio quest&#8217;anno l&#8217;8 agosto diventa la Giornata delle vittime degli infortuni sul lavoro I minatori morirono per le ustioni, il fumo e i gas tossici. Causa dell’incidente, si disse, fu un malinteso sui tempi di avvio degli ascensori. Un’incomprensione tra i minatori, che dal fondo del pozzo caricavano sul montacarichi i vagoncini con il carbone, e i manovratori in superficie. Il montacarichi, avviato al momento sbagliato, urtò contro una trave d’acciaio, tranciando un cavo dell’alta tensione, una conduttura dell’olio e un tubo dell’aria compressa.</p>
<p>Erano le 8 e 10 quando le scintille causate dal corto circuito fecero incendiare 800 litri di olio in polvere e le strutture in legno del pozzo. L’incendio si estese alle gallerie superiori, mentre sotto, a 1.035 metri sottoterra, i minatori venivano soffocati dal fumo. In totale si salvarono solo in 12. Il 22 agosto, dopo due settimane di ricerche, mentre una fumata nera e acre continuava a uscire dal pozzo sinistrato, uno dei soccorritori che tornava dalle viscere della miniera non poté che lanciare un grido: &#8216;Tutti cadaveri&#8217;. Ci furono due processi, che portarono nel 1964 alla condanna di un ingegnere (a 6 mesi con la condizionale). In ricordo della tragedia, oggi la miniera Bois du Cazier è patrimonio Unesco. La tragedia della miniera di carbone di Marcinelle è soprattutto una tragedia degli italiani immigrati in Belgio nel dopoguerra. Tra il 1946 e il 1956 più di 140mila italiani varcarono le Alpi per andare a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia. Era il prezzo di un accordo tra Italia e Belgio che prevedeva un baratto: l’Italia doveva inviare in Belgio 2mila uomini a settimana e, in cambio dell’afflusso di braccia, Bruxelles si impegnava a fornire a Roma 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore.</p>
<p>L’Italia a quell’epoca soffriva ancora degli strascichi della guerra: 2 milioni di disoccupati e grandi zone ridotte in miseria. Nella parte francofona del Belgio, invece, la mancanza di manodopera nelle miniere di carbone frenava la produzione. Per convincere gli uomini a lavorare nelle miniere belghe, si affiggono in tutta Italia manifesti che presentano unicamente gli aspetti allettanti di questo lavoro (<em>salari elevati, carbone e viaggi in ferrovia gratuiti, assegni familiari, ferie pagate, pensionamento anticipato</em>). In realtà, le condizioni di vita e di lavoro sono veramente dure. All’arrivo a Bruxelles, comincia lo smistamento verso le differenti miniere, dopodiché i lavoratori vengono accompagnati nei loro ‘alloggi’, le famose ‘cantines’: baracche, insomma, o ‘hangar’, gelidi d’inverno e cocenti d’estate, veri e propri campi di concentramento dove pochi anni prima erano stati sistemati i prigionieri di guerra. La mancanza di alloggi convenienti, previsti peraltro dall’accordo italo-belga, impedisce alla maggior parte dei minatori il ricongiungimento con la propria famiglia.</p>
<p>Trovare un alloggio in affitto è infatti quasi impossibile all’epoca. Senza contare la discriminazione. Spesso sulle porte delle case da affittare, i proprietari scrivono a chiare lettere ‘ni animaux, ni etranger’ (<em>né animali, né stranieri</em>).  Un’integrazione difficile, dunque, a cui si sommano le condizioni di lavoro particolarmente dure e insalubri, nonché le scarse misure di igiene e sicurezza. Tra il 1946 e il 1955, quasi 500 operai italiani trovano così la morte nelle miniere belghe, senza contare il lento flagello delle malattie d’origine professionale. La più pericolosa di queste è la silicosi, causata dalle polveri della miniera che, depositandosi nei polmoni, crea insufficienze respiratorie. In ricordo dei 262 minatori che persero la vita nella miniera di carbone del Bois du Cazier di Marcinelle, nei pressi di Charleroi in Belgio, &#8220;a seguito degli appelli del Parlamento europeo e di diversi Stati membri, abbiamo proposto di istituire una Giornata europea annuale in memoria delle vittime degli infortuni sul lavoro. Si celebrerà ogni anno l&#8217;8 agosto&#8221;. Lo dice la vicepresidente della Commissione Europea Roxana Minzatu, in una nota. &#8220;La maggior parte&#8221; di coloro che morirono nella miniera, ricorda Minzatu, &#8220;era venuta in Belgio in cerca di lavoro e di un futuro migliore. Non fecero mai ritorno a casa. Chiunque vada a lavorare dovrebbe tornare a casa sano e salvo. Questo è l&#8217;impegno fondamentale che abbiamo nei confronti dei lavoratori&#8221;.</p>
<p>Questa giornata, continua, &#8220;non sarà dedicata solo alla commemorazione di coloro che persero la vita nel disastro di Marcinelle e in altri tragici incidenti sul lavoro. Sarà un&#8217;occasione annuale per rinnovare l&#8217;impegno dell&#8217;Europa in materia di prevenzione e riaffermare la nostra ambizione di eliminare gli infortuni e i decessi sul lavoro, in ogni settore e in ogni Stato membro&#8221;. Ogni anno nell&#8217;Unione Europea &#8220;più di 3mila lavoratori perdono la vita a causa di incidenti sul lavoro e si stima che oltre 170mila muoiano per malattie professionali. Condizioni di lavoro sicure e salubri sono una priorità assoluta&#8221;.</p>
<p><strong><em>Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle e della 25ª Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, ha inviato il seguente messaggio:</em></strong></p>
<p>«Nel ricordo dei tragici fatti di Marcinelle l’Italia si unisce nel fare memoria dei lavoratori nostri concittadini che, assieme ai loro colleghi di altre undici diverse nazionalità, persero la vita nelle viscere del Bois du Cazier. In questa giornata, dedicata dalla Repubblica al sacrificio del lavoro italiano nel mondo, onoriamo gli emigrati che, con il loro lavoro, hanno contribuito al progresso del Paese e alla crescita delle comunità nelle quali sono stati accolti e hanno operato. Le vittime di Marcinelle sono parte dell’identità collettiva del nostro Paese. Esse hanno acquisito profonda valenza simbolica per tutta l’Europa, connotando il processo di integrazione comunitaria. La Commissione, su iniziativa del Parlamento europeo e degli Stati Membri, ha deciso, infatti, di proporre l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro.</p>
<p>Il diritto al lavoro, l’esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza &#8211; cardine della nostra Costituzione &#8211; esprime oggi un principio fondante che accomuna l’intera casa europea, nella quale protezione dei lavoratori e contrasto di ogni forma di sfruttamento sono divenuti patrimonio condiviso. Commemorando Marcinelle e rendendo un tributo a coloro che vi perirono &#8211; come in altri luttuosi episodi nella storia dell’emigrazione italiana &#8211; siamo invitati a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire, affinché simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone. Ai familiari delle duecentosessantadue vittime, delle quali centotrentasei italiani, che morirono al Bois du Cazier l’8 agosto del 1956, a quelli di tutti i morti sul lavoro in ogni altra circostanza e luogo del mondo, rinnovo i sentimenti di cordoglio e di partecipe vicinanza della Repubblica».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tragedia asilo a Tropea, il Codacons: &#8220;Fare luce su autorizzazioni e controlli igienico-sanitari&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 12:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La tragica scomparsa del piccolo Alessio Pio e i recenti ricoveri di altri bambini frequentanti lo stesso nido di Tropea impongono risposte chiare e tempestive. Di fronte a una vicenda che lascia sgomenta una intera comunità, il Codacons &#8211; si legge in una nota &#8211; chiede alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia di valutare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>La tragica scomparsa del piccolo Alessio Pio e i recenti ricoveri di altri bambini frequentanti lo stesso nido di Tropea impongono risposte chiare e tempestive. Di fronte a una vicenda che lascia sgomenta una intera comunità, il Codacons &#8211; si legge in una nota &#8211; chiede alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia di valutare la regolarità delle autorizzazioni amministrative e sanitarie della struttura, verificando se le tempistiche dei controlli periodici di legge siano state pienamente rispettate&#8221;.</em></p>
<p>Parallelamente il Codacons &#8220;<em>ha redatto una istanza di accesso agli atti all’ASP di Vibo Valentia per prendere visione dei verbali e dei referti relativi ai campionamenti effettuati in questi giorni su ambienti, rete idrica, cibo e locali mensa. L’obiettivo è capire se possano essere emerse criticità o violazioni delle norme di igiene, biosicurezza e dei protocolli HACCP&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;N<em>on vogliamo puntare il dito contro nessuno, compito che spetta solo alla Magistratura, ma appare necessario garantire trasparenza e sicurezza nei luoghi che accolgono i nostri figli. Quando si parla di tutela dei più piccoli, la prevenzione e il rispetto delle regole devono essere assoluti.&#8221;</em>&#8211; conclude il Codacons.</p>
<p><strong>Intanto la Family Baby School ha fatto avere una comunicazione urgente alle famiglie.</strong></p>
<p><em>La Direzione della Family Baby School, profondamente colpita dalla situazione che sta interessando alcuni bambini della nostra comunità scolastica, desidera esprimere la propria sincera vicinanza e solidarietà alle famiglie coinvolte. </em><em>Il nostro pensiero è rivolto in modo particolare ai bambini che stanno affrontando condizioni di salute più delicate, ai quali auguriamo una pronta e completa guarigione. La Direzione resta a disposizione delle rispettive famiglie, nel pieno rispetto della loro riservatezza, per offrire tutta la collaborazione e il sostegno possibili. </em><em>Preso atto della presenza di diversi episodi di natura gastrointestinale e della particolare gravità assunta da alcuni casi, la Direzione ha disposto, in via esclusivamente precauzionale e a tutela della salute dei bambini, delle famiglie e del personale, la temporanea sospensione delle attività educative e scolastiche.</em></p>
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<div id="google_ads_iframe_/22463031473/ca-pub-5304171661472233-tag/lacnews24_interne_6__container__"><em>La decisione è stata adottata con senso di responsabilità e massima prudenza, pur non essendo stata, allo stato attuale, accertata alcuna origine comune degli episodi né alcun collegamento causale con gli ambienti, le attività o il servizio di refezione della scuola. </em><em>Sono stati tempestivamente informati gli organismi sanitari competenti, ai quali è stato richiesto di valutare la situazione e di fornire le necessarie indicazioni operative. La scuola garantirà la più ampia collaborazione, mettendo a disposizione tutta la documentazione eventualmente richiesta. </em><em>La data di riapertura della struttura sarà comunicata successivamente, sulla base delle indicazioni ricevute dalle autorità sanitarie e a seguito dell’esecuzione, in via ulteriormente cautelativa, degli interventi straordinari di pulizia, disinfezione e sanificazione ritenuti opportuni. </em><em>Si invitano tutte le famiglie a monitorare con particolare attenzione lo stato di salute dei propri figli e l’eventuale comparsa di sintomi quali diarrea, vomito, febbre, dolori addominali, marcata stanchezza, inappetenza o altri disturbi gastrointestinali. </em><em>In presenza anche di uno solo di tali sintomi, si raccomanda di contattare tempestivamente il pediatra o il medico di fiducia, di attenersi scrupolosamente alle indicazioni sanitarie ricevute e di informare riservatamente la Direzione sull’evoluzione delle condizioni di salute del bambino.</em></div>
</div>
</div>
<p><em>Si chiede inoltre alle famiglie di comunicare tempestivamente eventuali diagnosi specifiche, accertamenti sanitari o ricoveri ospedalieri, al solo fine di consentire una corretta ricostruzione della situazione epidemiologica e di agevolare l’attività delle autorità sanitarie competenti.</em></p>
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<div id="google_ads_iframe_/22463031473/ca-pub-5304171661472233-tag/lacnews24_interne_7__container__"><em>Si precisa che, allo stato attuale, la Direzione non dispone di comunicazioni sanitarie ufficiali che identifichino con certezza l’agente responsabile, la fonte o le modalità di diffusione degli episodi riscontrati. Si invita pertanto tutta la comunità scolastica a non diffondere informazioni non confermate, ipotesi o ricostruzioni prive di un riscontro ufficiale. </em><em>La sospensione delle attività non costituisce un riconoscimento di responsabilità da parte della scuola, ma rappresenta una misura volontaria di prevenzione, prudenza e tutela adottata nell’interesse prioritario dei bambini. </em><em>In questo momento particolarmente delicato, riteniamo fondamentale mantenere un atteggiamento responsabile, rispettoso e solidale nei confronti delle famiglie coinvolte, evitando ogni forma di allarmismo o attribuzione di responsabilità non supportata da accertamenti ufficiali. </em><em>Seguiranno ulteriori comunicazioni non appena saranno disponibili indicazioni da parte degli organismi sanitari competenti.</em></div>
</div>
</div>
<p><em>Tropea lì 22 Luglio 2026</em></p>
<p><em>La Direzione<br />
Family Baby School</em></p>
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		<item>
		<title>Maria Luce è stata estubata e non più sedata: Medici Gaslini &#8220;quadro neurologico promettente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 13:53:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Maria Luce, la bambina di 6 anni coinvolta nella tragedia di Catanzaro è attualmente ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva del Gaslini in prognosi riservata. Nella notte tra venerdì e sabato la piccola, secondo quanto riportato nel bollettino emesso dalla direzione del Pediatrico Gaslini, &#8220;è stata autonomizzata dalla ventilazione meccanica ed estubata.Da oggi, non è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Luce, la bambina di 6 anni coinvolta nella tragedia di Catanzaro è attualmente ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva del Gaslini in prognosi riservata. Nella notte tra venerdì e sabato la piccola, secondo quanto riportato nel bollettino emesso dalla direzione del Pediatrico Gaslini, &#8220;<em>è stata autonomizzata dalla ventilazione meccanica ed estubata.Da oggi, non è più sedata. Il quadro neurologico appare, al momento, promettente</em>&#8220;.</p>
<p>Il trasferimento è stato gestito in regime di continuità assistenziale: un&#8217;équipe del Gaslini composta da un medico e un&#8217;infermiera di Terapia Intensiva ha raggiunto Catanzaro e preso in carico la piccola direttamente sul posto, dopo aver collaborato con i colleghi calabresi alla gestione del caso già nelle ore precedenti alla partenza.</p>
<p>L&#8217;intera operazione è stata resa possibile da una stretta sinergia tra le équipe ligure e calabrese e dal fondamentale supporto dell&#8217;Aeronautica Militare (31° Stormo), che ha messo a disposizione un volo salvavita allestito come una vera e propria terapia intensiva.<br />
(Ansa)</p>
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		<title>Tragedia a Catanzaro, parroco: &#8220;Aveva paura che qualcuno facesse del male ai suoi figli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 12:00:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Amava la vita ma dopo il terzo figlio non stava più bene. Aveva una angoscia troppo forte&#8221;. È quanto ha raccontato il parroco della chiesa Santissimo Salvatore di Catanzaro, don Vincenzo Zoccoli, a margine di una veglia di preghiera per ricordare la 46enne che ieri si è tolta la vita gettandosi dal balcone insieme ai [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Amava la vita ma dopo il terzo figlio non stava più bene. Aveva una angoscia troppo forte&#8221;. È quanto ha raccontato il parroco della chiesa Santissimo Salvatore di Catanzaro, don Vincenzo Zoccoli, a margine di una veglia di preghiera per ricordare la 46enne che ieri si è tolta la vita gettandosi dal balcone insieme ai suoi figli, di cui due deceduti sul colpo. La donna era una assidua frequentatrice della parrocchia e molto attiva nel sociale. C&#8217;era una lunga conoscenza con il sacerdote, a cui aveva più volte confidato i suoi timori. &#8220;<em>Aveva questa stanchezza, questa depressione angosciante &#8211; racconta don Vincenzo -, mi diceva che era insicura quando portava i bambini all&#8217;asilo ma anche quando li portava altrove perché aveva paura che qualcuno facesse loro del male&#8221;</em>. Il parroco, secondo quanto riferito, aveva provato a rassicurarla, consigliandole di rivolgersi anche a uno specialista.</p>
<p>&#8220;<em>Dopo il battesimo dell&#8217;ultimo figlio, il 19 marzo, era sempre più stanca. Io le ho detto di farsi aiutare, che non poteva continuare così. Le ho detto di tornare a lavorare anche un paio d&#8217;ore. Ma non mi ascoltava, per cui l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho vista le avevo detto di rivolgersi a uno psicologo o di andare dal suo medico per farsi dare qualcosa&#8221;</em>.<br />
Il parroco l&#8217;ha quindi descritta come una persona &#8220;<em>molto riservata. In parrocchia era conosciuta perché era molto solare, generosa e disponibile. Certamente con questa sofferenza che non esprimeva, non comunicava&#8221;. </em>Ha quindi ricordato che la donna si era sposata in parrocchia.<em> &#8220;Ha fatto anche il ricevimento in parrocchia. Tutto come se fosse una famiglia. Ecco perché stiamo vivendo un momento molto particolare nella comunità parrocchiale&#8221;.</em></p>
<p>Don Vincenzo, che ha ricordato di aver visto l&#8217;ultima volta la donna lo scorso lunedì, ha rivolto un pensiero anche per la bambina di 5 anni e mezzo in gravi condizioni: &#8220;<em>Aveva la voglia proprio di vivere, come gli altri due. Sorridevano sempre quando arrivavano a messa. Io mi auguro che ce la faccia</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/tragedia-a-catanzaro-parroco-aveva-paura-che-qualcuno-facesse-del-male-ai-suoi-figli/">Tragedia a Catanzaro, parroco: &#8220;Aveva paura che qualcuno facesse del male ai suoi figli&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Catanzaro, donna si lancia dal balcone con i suoi tre figli: morta con due bimbi, la terza è grave</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-donna-si-lancia-dal-balcone-con-i-suoi-tre-figli-morta-con-due-bimbi-la-terza-e-grave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:22:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sconvolgente tragedia nella notte a Catanzaro in via Zanotti Bianco. Una donna si è lanciata dal terzo piano di uno stabili insieme ai suoi tre figli piccoli. Il bilancio è drammatico: morta la donna e due bambini di 4 anni e 4 mesi. La terza bimba, di sei anni, è attualmente ricoverata in condizioni gravissime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sconvolgente tragedia nella notte a Catanzaro in via Zanotti Bianco. Una donna si è lanciata dal terzo piano di uno stabili insieme ai suoi tre figli piccoli. Il bilancio è drammatico: morta la donna e due bambini di 4 anni e 4 mesi. La terza bimba, di sei anni, è attualmente ricoverata in condizioni gravissime nel reparto di rianimazione dell&#8217;ospedale &#8220;<em>Pugliese</em>&#8220;.</p>
<p>Scattato l&#8217;allarme sul posto sono prontamente giunte le Volanti della Polizia e i sanitari del 118 e quelli della Medicina legale dell’Università.</p>
<p>Sul luogo della tragedia che il pm di turno in Procura che sta coordinando le indagini per stabilire cause e dinamiche di questa tragedia.</p>
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		<title>Tragedia sul lavoro a San Giorgio Albanese: 73enne schiacciato da una cisterna</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tragedia-sul-lavoro-a-san-giorgio-albanese-73enne-schiacciato-da-una-cisterna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 13:15:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo di 73 anni è morto, questa mattina, a causa di un grave incidente sul lavoro verificatosi lungo la Strada provinciale 186 in località &#8216;Pantanello&#8217; del Comune di San Giorgio Albanese, in provincia di Cosenza. In fase di accertamento le cause ma secondo le prime ipotesi, l&#8217;uomo, carabiniere in pensione, sarebbe rimasto schiacciato mentre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 73 anni è morto, questa mattina, a causa di un grave incidente sul lavoro verificatosi lungo la Strada provinciale 186 in località &#8216;Pantanello&#8217; del Comune di San Giorgio Albanese, in provincia di Cosenza.</p>
<p>In fase di accertamento le cause ma secondo le prime ipotesi, l&#8217;uomo, carabiniere in pensione, sarebbe rimasto schiacciato mentre utilizzava un mezzo agricolo. In particolare, sarebbe rimasto schiacciato dalla cisterna agganciata al mezzo agricolo, usata per l’irrigazione o il trasporto di liquidi.</p>
<p>Scattato l&#8217;allarme sul posto i Vigili del fuoco del distaccamento di Corigliano-Rossano e i sanitari del Suem 118 che, purtroppo, non hanno potuto che constatare il decesso del 73enne. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per ricostruire tutte le fase della tragedia.</p>
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		<item>
		<title>Tragedia a Taverna: 12enne muore su campo di calcio sotto gli occhi del papà che era sugli spalti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tragedia-taverna-12enne-muore-su-campo-calcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 08:59:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[12enne]]></category>
		<category><![CDATA[Mattia Scumaci]]></category>
		<category><![CDATA[Taverna]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; successo nel tardo pomeriggio di ieri a Taverna, in provincia di Catanzaro, quando il giovane Mattia Scumaci si è accasciato a terra sul campo di calcio dove si stava allenando. Increduli i compagni, l&#8217;allenatore e lo stesso papà che si trovava sugli spalti. I soccorsi subito allertati non hanno potuto fare altro che constatarne [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; successo nel tardo pomeriggio di ieri a Taverna, in provincia di Catanzaro, quando il giovane Mattia Scumaci si è accasciato a terra sul campo di calcio dove si stava allenando. Increduli i compagni, l&#8217;allenatore e lo stesso papà che si trovava sugli spalti. I soccorsi subito allertati non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.</p>
<p>Saranno ora le indagini da parte delle autorità e l’autopsia a chiarire le cause di questo improvviso malore. La scomparsa di Mattia ha portato dolore e sgomento sull’intera comunità di Taverna. Appassionato di calcio come il fratello, anche lui giovane promessa nello sport, e una famiglia profondamente legata alla scuola nonché insegnante nella scuola primaria dello stesso istituto. </p>
<p>Su indicazione del Comitato Regionale Calabria della LND, è stata disposta l&#8217;effettuazione di un minuto di raccoglimento prima dell&#8217;inizio delle gare di tutti i campionati dilettantistici e giovanili in programma dalla giornata odierna e per l&#8217;intero fine settimana, inclusi anticipi e posticipi, per commemorare la tragica scomparsa del giovane calciatore Mattia SCumaci, già tesserato della società Pino Donato Taverna.</p>
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		<item>
		<title>Migranti, Emergency: ancora tragedie del mare, serve una missione SAR europea</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/migranti-emergency-ancora-tragedie-del-mare-serve-una-missione-sar-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 14:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[SAr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ancora morti, dispersi, bambini finiti tra le onde e intere famiglie inghiottite dall’acqua. Il bilancio è di oltre 70 morti e dispersi, tra cui almeno 26 bambini: le ultime due tragedie del mare si sono consumate vicino alle coste della Calabria e a sud di Lampedusa. I dati parlano di oltre 800 morti e dispersi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Ancora morti, dispersi, bambini finiti tra le onde e intere famiglie inghiottite dall’acqua. Il bilancio è di oltre 70 morti e dispersi, tra cui almeno 26 bambini: le ultime due tragedie del mare si sono consumate vicino alle coste della Calabria e a sud di Lampedusa. I dati parlano di oltre 800 morti e dispersi dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, una media di quasi 5 morti e dispersi al giorno nel Mediterraneo centrale nel 2024”. Così Emergency commenta in una nota le ultime due tragedie del mare avvenute nel Mediterraneo.</p>
<p>Tre dei sopravvissuti sbarcati ieri Roccella Jonica e provenienti dal Kurdistan iraniano sono ora ricoverati all’Ospedale di Polistena e l’Azienda Sanitaria Provinciale ha chiesto supporto per la mediazione culturale all’Ambulatorio di Emergency a Polistena. Il nostro staff si è messo a disposizione e sta prestando il supporto richiesto. I tre superstiti sono fisicamente stabili, ma hanno subito un forte trauma psicologico: uno viaggiava da solo, uno ha perso la moglie e la figlia di 4 mesi, uno ha perso il cugino. Lo staff di Emergency è riuscito a metterli in contatto con le famiglie di origine.</p>
<p>Con la nostra Life Support da dicembre 2022 abbiamo salvato oltre 1.600 persone e a giorni siamo pronti a partire per la nostra ventesima missione, fa inoltre sapere l’Ong. “Chiediamo una missione Sar europea per soccorrere e tutelare le vite delle persone in movimento e la creazione di canali legali e sicuri di ingresso in Europa. L’esternalizzazione delle frontiere si è già dimostrata una strategia crudele e fallimentare, che ha arricchito i trafficanti e causato la morte di 23.500 persone migranti sulla sola rotta del Mediterraneo centrale dal 2014” conclude Emergency.</p>
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		<item>
		<title>Scutellà (M5S): &#8220;Dopo la tragedia di Thurio non si abbandonino i pendolari della fascia jonica&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scutella-m5s-dopo-la-tragedia-di-thurio-non-si-abbandonino-i-pendolari-della-fascia-jonica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 13:44:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[fascia. jonica"]]></category>
		<category><![CDATA[pendolari]]></category>
		<category><![CDATA[Scutellà]]></category>
		<category><![CDATA[Thurio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«C&#8217;è un&#8217;emergenza isolamento che va affrontata subito, i cittadini non possono restare in balia degli eventi senza avere certezze né comunicazioni precise». Lo dichiara in una nota la deputata del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà «L&#8217;isolamento che da più di 10 giorni costringe tanti cittadini che percorrevano la tratta da Sibari a Catanzaro a dover [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«C&#8217;è un&#8217;emergenza isolamento che va affrontata subito, i cittadini non possono restare in balia degli eventi senza avere certezze né comunicazioni precise». Lo dichiara in una nota la deputata del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà</p>
<p>«L&#8217;isolamento che da più di 10 giorni costringe tanti cittadini che percorrevano la tratta da Sibari a Catanzaro a dover arrangiarsi con mezzi proprio deve essere immediatamente sanato.<br />
La mancanza di informazioni su eventuali bus sostituitivi e le cancellazioni di tutti i treni interessati dalla tratta, compresi quelli che servivano le stazioni intermedie di Corigliano e Rossano, non può più essere tollerata.</p>
<p>I cittadini che ogni giorno devono recarsi al lavoro o hanno necessità di spostarsi non possono essere abbandonati a se stessi.<br />
Solleciterò nelle sedi opportune un intervento immediato affinchè si limitino al minimo i disagi che in questi giorni stanno letteralmente paralizzando la mobilità ferroviaria sulla fascia jonica» conclude Scutellà</p>
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		<item>
		<title>Tragedia di Brandizzo, era originario del Vibonese uno dei 5 operai travolti e uccisi dal treno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tragedia-di-brandizzo-era-originario-del-vibonese-uno-dei-5-operai-travolti-e-uccisi-dal-treno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 18:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Brandizzo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Aversa]]></category>
		<category><![CDATA[operaio]]></category>
		<category><![CDATA[originario]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia]]></category>
		<category><![CDATA[travolto]]></category>
		<category><![CDATA[Vibonese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era originario della Calabria uno dei cinque operai tragicamente deceduti nell’incidente di Brandizzo (TO), insieme a quattro colleghi, mentre stava eseguendo lavori di sostituzione dei binari vicino alla stazione. Un treno regionale in fase di trasferimento da Milano a Torino è passato nella stazione è ha travolto i cinque operai. Si tratta di Giuseppe Aversa, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Era originario della Calabria uno dei cinque operai tragicamente deceduti nell’incidente di <strong>Brandizzo</strong> (TO), insieme a quattro colleghi, mentre stava eseguendo lavori di sostituzione dei binari vicino alla stazione. Un treno regionale in fase di trasferimento da Milano a Torino è passato nella stazione è ha travolto i cinque operai.</p>
<p>Si tratta di <strong>Giuseppe Aversa</strong>, 49 anni, figlio di un artigiano edile nato a <strong>Pizzoni</strong>, una località nella provincia di Vibo Valentia, che era emigrato verso il nord negli anni ’70.<br />
Più precisamente, aveva stabilito la sua residenza a Chivasso, dove aveva trascorso gran parte della sua infanzia. Solo in seguito, Giuseppe si era trasferito a Borgo d’Ale. Lì lascia sua madre Lidia, 70 anni, la sua compagna Nicolinka e sua sorella. Aversa viveva in una cascina ristrutturata. Aveva lavorato in passato come camionista e solo recentemente era stato assunto dalla ditta Sigifer di Borgo Vercelli.</p>
<p>Le altre vittime dell&#8217;ennesima tragedia sul lavoro sono Michael Zanera, 34 anni, di Vercelli; Giuseppe Sorvillo, 43 anni, di Brandizzo; Saverio Giuseppe Lombardo, 52 anni, di Vercelli e Kevin Laganà, 22 anni di Vercelli.</p>
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