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	<title>tiberio bentivoglio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Reggio: revocata con una telefonata, dopo 13 anni, la scorta al testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 07:45:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Dopo 13 anni, con una formale telefonata da parte di una funzionaria di polizia, mi è stata revocata la scorta”. E’ quanto ha detto all’AGI l’imprenditore reggino Tiberio Bentivoglio, testimone di giustizia e vittima di ‘ndrangheta, che da oltre trent’anni ha deciso di resistere alle minacce, agli attentati ed alle richieste di tangenti da parte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Dopo 13 anni, con una formale telefonata da parte di una funzionaria di polizia, mi è stata revocata la scorta”. E’ quanto ha detto all’AGI l’imprenditore reggino Tiberio Bentivoglio, testimone di giustizia e vittima di ‘ndrangheta, che da oltre trent’anni ha deciso di resistere alle minacce, agli attentati ed alle richieste di tangenti da parte delle cosche della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. </p>
<p>Tiberio Bentivoglio e la moglie Vincenza Falsone, sono finiti nel mirino della ‘ndrangheta dopo avere resistito alle pressioni per indurli a pagare la ‘protezione’, subendo furti di merce per centinaia di migliaia di euro, l’incendio di un automezzo, fino a che, nella notte del 5 aprile del 2003, un potente ordigno esplosivo non distrugge il loro negozio, la ‘Sanitaria S. Elia’. E’ l’inizio di uno stillicidio di minacce contro Bentivoglio e la moglie, di ‘buoni consigli’ per convincerli a desistere, ritirare le denunce ed ‘accontentare’ gli emissari delle cosche, tentativi che la coppia respinge, fino a che la ‘ndrangheta alza il tiro. </p>
<p>Il 9 febbraio del 2011, l’imprenditore viene affrontato a colpi d’arma da fuoco da un sicario, che lo colpisce ad una gamba. Uno dei colpi, diretto al petto, si attutisce fortunatamente contro il borsello che il commerciante indossava a tracolla. Bentivoglio, che in passato ha trovato il sostegno di numerosi cittadini e di ‘Libera’, ha scelto di non commentare la decisione dello Stato di revocargli la scorta: “Preferisco aspettare – ha detto – per comprendere meglio le ragioni, il senso di questa iniziativa”.</p>
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		<title>Visita del candidato governatore all&#8217;imprenditore anti &#8216;ndrangheta che rischia lo sfratto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/visita-del-candidato-governatore-allimprenditore-anti-ndrangheta-che-rischia-lo-sfratto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 May 2021 18:57:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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		<category><![CDATA[Luigi de Magistris]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un attestato di solidarietà all&#8217;imprenditore reggino Tiberio Bentivoglio è giunta da Luigi De Magistris, candidato presidente della Regione Calabria. “Sono ritornato a trovare Tiberio Bentivoglio &#8211; ha raccontato De Magistris &#8211; presso la Sanitaria Sant’Elia, il bene confiscato da lui gestito sul lungomare di Reggio Calabria. Tiberio è un coraggioso imprenditore, già testimone di giustizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un attestato di solidarietà all&#8217;imprenditore reggino Tiberio Bentivoglio è giunta da Luigi De Magistris, candidato presidente della Regione Calabria.</strong></p>
<p>“Sono <strong>ritornato a trovare Tiberio Bentivoglio &#8211; ha raccontato De Magistris</strong> &#8211; presso la Sanitaria Sant’Elia, il bene confiscato da lui gestito sul lungomare di Reggio Calabria. Tiberio è un coraggioso imprenditore, già testimone di giustizia contro la ‘Ndrangheta. La criminalità organizzata ha attentato sia alla sua vita, provando ad ammazzarlo, sia alla sua attività economica rendendolo oggetto di diversi attentati incendiari e dinamitardi&#8221;.</p>
<p><strong>Il sindaco di Napoli ha poi detto la sua sul contenzioso tra Bentivoglio e il Comune</strong> di Reggio per i canoni di locazione non pagati negli ultimi cinque anni a causa dei debiti contratti a seguito dei tanti danneggiamenti subiti dalla criminalità. &#8220;Oggi Tiberio Bentivoglio &#8211; dice De Magistris &#8211; che vive sotto scorta da tanti anni,<strong> rischia di dover mollare tutto non per colpa della mafia, ma delle istituzioni che vogliono sfrattarlo</strong> perché non riesce a pagare il fitto oneroso. <strong>Se cacciate Tiberio fate vincere la mafia</strong>, perché il messaggio sarà che non conviene denunciare perché poi lo Stato, in un modo o nell’altro, ti lascia solo. Per noi la lotta alla criminalità organizzata è prioritaria&#8221;.</p>
<p>Conclude il magistrato: &#8220;Noi siamo con Tiberio e per una gestione dei beni confiscati che metta al centro il profitto sociale, culturale, economico, della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata e ad ogni forma di violenza.<strong> Non accettiamo una gestione prettamente monetaria dei beni confiscati</strong>. Il bene confiscato sottratto alle mafie che diviene attività legale assume un valore immenso. <strong>Non mollare Tiberio,</strong> noi non ti molliamo.“</p>
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		<title>Tutti al Vesper per Gianfranco, ma il Comune mette in mora Bentivoglio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tutti-al-vesper-per-gianfranco-ma-il-comune-mette-in-mora-bentivoglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 14:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il passaparola corre sui social e ieri sera il Vesper era affollato. Per una volta nessuno pensa agli assembramenti, pur con mascherina e distanze opportune si va compatti come un esercito nel locale di Gianfranco Laganà, per far sentire al titolare dell&#8217;american bar che la città c&#8217;è e fa quadrato attorno alla sua coraggiosa denuncia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/tutti-al-vesper-per-gianfranco-ma-il-comune-mette-in-mora-bentivoglio/">Tutti al Vesper per Gianfranco, ma il Comune mette in mora Bentivoglio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il passaparola corre sui social e <strong>ieri sera il Vesper era affollato</strong>. Per una volta nessuno pensa agli assembramenti, pur con mascherina e distanze opportune si va compatti come un esercito nel locale di Gianfranco Laganà, <strong>per far sentire al titolare dell&#8217;american bar che la città c&#8217;è e fa quadrato attorno alla sua coraggiosa denuncia contro il clan Tegano.</strong></p>
<p>Dall&#8217;atto di ribellione dell&#8217;imprenditore è scaturita <strong>l&#8217;inchiesta sui rampolli che spadroneggiavano nell&#8217;ambiente della movida reggina</strong>. Anni di vessazioni, atti di tracotanza e pretese di costose consumazioni gratuite, condotti con minacce e vandalismi punitivi dalla famiglia &#8216;ndranghetista di Archi, coperti dalla quasi totale omertà delle vittime &#8211; tanto che tra le sette persone indagate dall&#8217;antimafia c&#8217;è anche il titolare di un noto locale cittadino, per favoreggiamento. <strong>A rompere il silenzio è stato Gianfranco Laganà</strong>, che qualche giorno fa aveva salutato la riapertura della sua attività con un post dove indossava come buon auspicio una sciarpa tricolore.</p>
<p><strong>Tra i tantissimi che ieri sera si sono dati appuntamento al Vesper c&#8217;è stato il sindaco Giuseppe Falcomatà</strong>, che in una nota ufficiale già aveva espresso la sua solidarietà all&#8217;imprenditore: «Sono venuto a salutarlo e ringraziarlo per avere denunciato la ‘ndrangheta. Ci ha profuso una grandissima lezione che è quella che, se stiamo insieme, Reggio ce la può fare».</p>
<p><strong>Parla di «gesto straordinario nella sua normalità» anche Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio:</strong> «Ho conosciuto Gianfranco &#8211; scrive Aloisio nel suo messaggio a Laganà &#8211; durante l’inizio della pandemia quando, giudicando positivamente il lavoro svolto dall’associazione a tutela della categoria dei ristoratori, venne in sede per iscriversi. Da allora abbiamo iniziato un percorso, insieme a tanti altri suoi colleghi, con l’obiettivo di supportare un settore tra i più colpiti in questo difficile periodo ma, soprattutto, di programmare il futuro di un territorio dalle infinite potenzialità ancora inespresse. <strong>Non posso quindi che ringraziare Gianfranco per quello che ha fatto.</strong> Un atto che in una difficile situazione ambientale come la nostra, assume un valore altro, più grande della semplice denuncia: il valore dell’esempio, di chi non si piega e si affida con fiducia allo Stato». Aloisio dedica però anche un pensiero a chi non ha ancora il coraggio di ribellarsi al sistema criminoso: «<strong>Tanti imprenditori che continuano, direttamente o indirettamente, a subire in silenzio non per questo devono essere considerati vigliacchi o, addirittura, complici. Sono invece vittime</strong> da sostenere e comprendere perché nessuno può pretendere che chi lavora onestamente debba essere anche un eroe. E&#8217; importante che lo Stato rafforzi le norme a tutela delle vittime e semplifichi l’accesso agli aiuti economici.<strong> Le strette di mano e le prese di posizione pubbliche &#8211; conclude &#8211; sono importanti, ma se non accompagnati da interventi rapidi e concreti rischiano di rimanere autoreferenziali</strong> esercizi di stile».</p>
<p>Insomma, se la simbologia del racket è legata alle esplosioni di portoni e automobili, <strong>questa volta a scoppiare è stata la solidarietà. Un&#8217;onda spontanea di vicinanza</strong> che è misura di un cambiamento in atto nella città, un&#8217;inedita forza d&#8217;urto contro la mentalità e lo strapotere mafiosi.</p>
<p>Ma c&#8217;è un rovescio della medaglia, che non riguarda i cittadini.<strong> Un altro imprenditore reggino che si oppone da anni alla criminalità si è visto notificare dal Comune una messa in mora per locazioni non pagate. Tiberio Bentivoglio</strong>, titolare della ditta sanitaria Sant&#8217;Elia con la moglie Enza Falsone, è stato vittima di numerose violenze e atti intimidatori da parte del racket ed è scampato a un tentato omicidio a colpi d’arma da fuoco. Eventi che Bentivoglio ha sempre denunciato alle autorità giudiziarie portando avanti nel contempo un&#8217;appassionata sensibilizzazione contro l&#8217;omertà. <strong>L&#8217;attività dei coniugi è ubicata in un immobile confiscato ma da cinque anni la coppia di imprenditori non riesce a pagare il canone d&#8217;affitto perché oberata dai debiti</strong> contratti per rimediare ai danni delle intimidazioni. Il risarcimento che lo Stato prevede a beneficio delle vittime della criminalità organizzata non lo hanno mai visto, bloccato da pastoie burocratiche. Per questa inadempienza Bentivoglio e Falsone hanno ora ricevuto una lettera con cui <strong>il Comune di Reggio chiede gli arretrati di 3000 euro mensili per cinque anni.</strong> Soldi che non hanno, come spiegano in una lettera inviata al Comune e per conoscenza al Presidente della Repubblica, al procuratore nazionale antimafia, al prefetto di Reggio, al presidente della commissione parlamentare antimafia, al presidente facente funzione della Regione Calabria, e poi Anci, Libera e Avviso Pubblico. <strong>I due imprenditori chiedono di poter rinegoziare il canone di locazione dell’immobile confiscato</strong>, che avevano anche ristrutturato a loro spese senza che queste migliorie siano state detratte dal debito. L&#8217;elevato canone era stato accettato per necessità dopo l&#8217;incendio doloso che nel 2016 aveva distrutto la merce custodita in un deposito. Come ricordano i coniugi, <strong>esiste tra l&#8217;altro una delibera del Consiglio comunale reggino che prevede un&#8217;esenzione dai tributi a favore degli imprenditori che denunciano un&#8217;estorsione</strong>. La paradossale vicenda della messa in mora ha dato spunto a Bentivoglio per proporre che <strong>la legge 109 del 1996 sull&#8217;assegnazione dei beni confiscati alla mafia a cooperative e onlus senza scopo di lucro a fini sociali sia modificata, per includere tra i beneficiari le vittime della criminalità. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bentivoglio ha già ricevuto le telefonate del procuratore antimafia <strong>Federico Cafiero De Raho</strong> e del senatore <strong>Nicola Morra</strong>, presidente della commissione parlamentare antimafia, che avrebbe già invitato il sindaco Falcomatà ad incontrare l&#8217;imprenditore per trovare una soluzione. Chiede al Comune una «mediazione all&#8217;insegna del buon senso» anche <strong>Klaus Davi.</strong></p>
<p>Non si fa fatica a credere che la <strong>letterina indirizzata a Bentivoglio e Falsone sia partita un po&#8217; in automatico da un ufficio comunale nel meccanismo del recupero crediti,</strong> senza valutare la particolare situazione. Ugualmente la notizia che il Comune abbia avanzato una simile richiesta ha suscitato generale indignazione. <strong>Ci si chiede come si possa indebolire il sentimento omertoso e proporre ad esempio persone come Laganà e Bentivoglio eppure consentire che l&#8217;iter delle carte bollate mandi a picco la situazione economica già disperata di chi, proprio per aver denunciato, ha subito perdite e danni gravissimi.</strong> Assurdità, prima che calabresi, italiane.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/tutti-al-vesper-per-gianfranco-ma-il-comune-mette-in-mora-bentivoglio/">Tutti al Vesper per Gianfranco, ma il Comune mette in mora Bentivoglio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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