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	<title>teatro dell&#039;acquario Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>&#8220;Ultimo valzer&#8221; per lo storico teatro cosentino, che non riesce più a pagare l&#8217;affitto dell&#8217;immobile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2021 16:16:09 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per il Teatro dell&#8217;Acquario è il canto del cigno, anzi l&#8217;ultimo valzer, citando il mitico documentario di Martin Scorsese</strong> dove si celebrava l&#8217;esibizione conclusiva del gruppo di all star &#8220;The Band&#8221;. Come in quel film, <strong>il Centro Rat, che ha fondato il teatro cosentino d&#8217;avanguardia e ne porta avanti le attività da quasi quarant&#8217;anni, annuncia che la storica sede dell&#8217;Acquario sta per chiudere i battenti dopo l&#8217;ennesima procedura di sfratto per morosità</strong>. In via Galluppi con il fiato sul collo della crisi del settore dello spettacolo, i mesi di affitto non pagati sono ormai diciotto: «Per quanto la resistenza sia la caratteristica principale del teatrante &#8211; si legge sulla pagina Facebook del teatro –  <strong>i proprietari degli immobili richiedono una regolarità che dopo un anno e mezzo è diventata insostenibile. I ristori e i contributi ricevuti in emergenza e assegnatici dagli Enti pubblici, per quanto funzionali, non sono sufficienti a superare indenni diciotto mesi di affitto a vuoto</strong>».</p>
<p>Si è lottato con le unghie e con i denti, affrontando la difficile ripartenza dopo il lockdown, ma adesso all&#8217;Acquario gestori e maestranze si sentono costretti a calare il sipario. <strong>«Proveremo &#8211; continua il post &#8211; a far fronte a questa emergenza e stiamo, da mesi, trattando con il proprietario ma rimane il fatto che, in questo scenario di incertezza, presente e futura, è molto complicato gestire economicamente un Teatro la cui platea non sia a pieno regime;</strong> le restrizioni e le normative anti Covid e la legittima rivendicazione dei proprietari degli immobili, sono fattori che, in questo momento, <strong>ci inducono a ritenere che le circostanze per proseguire il nostro lavoro nella quarantennale sede di Via Galluppi siano assolutamente avverse</strong>».</p>
<p>Insomma, si chiude davvero. <strong>Una notizia amara per la città di Cosenza e il teatro calabrese, di cui il palcoscenico di via Galluppi non soltanto è da decenni un punto di riferimento per ricerca e formazione, ma è diventato la casa culturale della comunità cittadina.</strong> E fa male anche il malinconico riferimento all&#8217;ultimo valzer, che nel caso dell&#8217;Acquario sarà la <strong>conclusione degli eventi programmati nei prossimi mesi (la stagione accademica 202/21, la rassegna per ragazzi e alcune delle nuove produzioni) prima di accomiatarsi dal pubblico.</strong> «Medieremo, per quello che sarà possibile, per poter adempiere agli impegni già presi con le nostre attività presso il Teatro dell’Acquario. Finché sarà possibile svolgeremo la nostra funzione in quest&#8217;ultimo giro di valzer. <strong>Dopodiché, la strada da percorrere sarà di trasferire le attività in luoghi più sostenibili, che siano di enti pubblici o no, che siano in esclusiva o in condivisione con altri operatori, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse disponibili e fare rete</strong>». L&#8217;appello agli spettatori è una stretta al cuore: «Vorremmo che <strong>questi prossimi mesi siano l’occasione per ritrovarci ancora una volta e ripartire insieme proprio nel luogo che per quarant’anni è stato il Teatro di tutti,</strong> perché i contenuti in fondo hanno solo bisogno di un contenitore e anche se chiudere un teatro è una perdita enorme per la comunità, il “fare teatro” trova sempre il modo di inventare nuove forme e abitare nuove case».</p>
<p><strong>Già negli scorsi anni l&#8217;Acquario ha vissuto questa emergenza, suscitando mobilitazioni collettive nella città dei Bruzi e salvandosi in extremis grazie all&#8217;intervento delle istituzioni</strong> &#8211; e anche stavolta si è aperto il dialogo con il sindaco Mario Occhiuto, i dirigenti comunali del settore cultura, il presidente della Provincia Franco Iacucci e soggetti privati, per trovare insieme una soluzione. <strong>E&#8217; però forte ormai la consapevolezza che si tratterebbe soltanto di rimedi temporanei: «Anche se il problema si risolvesse è necessario un altro spazio adatto alle circostanze;</strong> ora più che mai è tempo di ragionare sul futuro del Teatro e sulle politiche culturali del nostro territorio. Come sempre, siamo pronti ad ascoltare, a confrontarci, a riflettere insieme, con chiunque ritenga di voler partecipare attivamente alla difesa di un bene comune».</p>
<p><strong>Tanti i messaggi di solidarietà</strong> sotto il post da parte dei tanti fruitori dell&#8217;offerta culturale dell&#8217;Acquario ma anche di addetti ai lavori. <strong>L&#8217;attore Ernesto Orrico</strong> commenta: «Non voglio ancora disperare, magari si troverà un modo per salvare la sala di Via Galluppi o forse ci ritroveremo da qualche altra parte e il Teatro dell&#8217;Acquario ancora vivrà&#8230; Certo <strong>quello spazio resta il teatro perfetto per allestire e per fruire uno spettacolo del teatro che più mi piace&#8230; Il mio è un punto di vista troppo emotivo? Molti colleghi che lì hanno lavorato capiranno</strong>». Orrico ragiona poi su un piano generale, ricordando il male endemico calabrese che riguarda il teatro: «Il nostro territorio è pieno di strutture teatrali pubbliche scarsamente o totalmente inutilizzate, se ci fossero amministratori minimamente decenti questa situazione si potrebbe risolvere in tempi brevi. Ma è vero pure che <strong>siamo la regione senza un teatro pubblico, la regione dove i bandi escono, vengono ritirati, poi escono di nuovo e certe volte non tornano più. Qualcuno sa, per esempio, che fine hanno fatto i bandi regionali sulla Distribuzione Teatrale e sui Progetti Speciali</strong>? Intanto questa è un&#8217;altra estate di resistenza, l&#8217;autunno è un orizzonte sconosciuto e l&#8217;inverno potrebbe essere del definitivo scontento».</p>
<p>All&#8217;Acquario oggi si vive un crepuscolo triste ma sereno. Ineluttabile ma non di resa. Il motto dei prossimi mesi arriva da Samuel Beckett: &#8220;Forse i miei migliori anni sono andati ma non voglio tornare indietro. Non con il fuoco che mi brucia dentro adesso&#8221;. Che quegli anni siano finiti non lo crede nessuno. Per il teatro dell&#8217;Acquario non può essere la scena dell&#8217;ultimo valzer, questa storia non deve finire qui.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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