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	<title>teatri Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 01 Nov 2025 19:18:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Grandinetti: programma regionale Teatri nei capoluoghi, &#8216;Lameziaprovinciaenonsolo&#8217; non era campanile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandinetti-programma-regionale-teatri-nei-capoluoghi-lameziaprovinciaenonsolo-non-era-campanile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 08:45:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo dall&#8217;Ing. Francesco Grandinetti e pubblichiamo: Il motivo per cui, tempo fa, decisi di fondare il movimento “Lameziaprovinciaenonsolo” nasceva da una constatazione amara ma evidente: in Calabria esiste uno squilibrio strutturale nella distribuzione delle risorse. Gli investimenti pubblici – soprattutto in ambito culturale, sanitario, universitario e infrastrutturale – seguono quasi automaticamente la logica dei capoluoghi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo dall&#8217;Ing. Francesco Grandinetti e pubblichiamo:<br />
<em>Il motivo per cui, tempo fa, decisi di fondare il movimento “Lameziaprovinciaenonsolo” nasceva da una constatazione amara ma evidente: in Calabria esiste uno squilibrio strutturale nella distribuzione delle risorse. Gli investimenti pubblici – soprattutto in ambito culturale, sanitario, universitario e infrastrutturale – seguono quasi automaticamente la logica dei capoluoghi, ignorando città che, pur non avendo quel titolo amministrativo, hanno numeri, storia e centralità spesso superiori. Questo vale per molti ambiti, non solo per la cultura. Nella sanità, ospedali importanti sono stati progressivamente depotenziati o chiusi nei territori non capoluogo, mentre nei capoluoghi si è centralizzato tutto. Per le università, corsi e poli decentrati sono stati ridimensionati o mai attivati, mentre le sedi principali dei capoluoghi vengono rafforzate. Lo stesso accade con i tribunali, con gli uffici pubblici, le agenzie regionali, le direzioni sanitarie, gli enti culturali e amministrativi: vengono collocati quasi esclusivamente nei capoluoghi, come se il resto della Calabria fosse una periferia da assistere, e non un territorio da valorizzare.</p>
<p>Questa impostazione si conferma oggi con il programma regionale “Teatri nei Capoluoghi”. È scritto nero su bianco: non “teatri più storici”, non “teatri più attivi”, non “teatri con maggiore pubblico”, ma semplicemente “teatri nei capoluoghi”. Da Catanzaro a Reggio Calabria, da Cosenza a Vibo Valentia fino a Crotone, i fondi vengono destinati automaticamente a queste città solo per il loro status di capoluoghi. Un criterio che esclude a priori tutte le altre realtà, indipendentemente dal loro valore culturale o dalla loro storia. Eppure esistono città che capoluoghi non sono, ma che per popolazione, posizione geografica, rete di trasporti, fermento culturale e attività economica hanno un peso pari o superiore: Lamezia Terme è tra queste. Qui esiste, ad esempio, il Teatro Grandinetti – oggi comunale – che da quasi un secolo lavora instancabilmente per la propria comunità, ospitando arte, musica, teatro, eventi civili. Un teatro vivo, identitario, che tuttavia necessita di urgenti restauri e che, proprio per via del criterio “solo nei capoluoghi”, non viene inserito nei programmi regionali di finanziamento. Lo stesso accade a Corigliano-Rossano, Gioia Tauro, Paola, Locri, Castrovillari, Soverato, Siderno e tante altre realtà calabresi: città vive, che producono cultura e servizi, ma che rimangono invisibili perché non sono capoluogo. Questa non è una polemica di campanile, ma la denuncia di una mentalità centralista che continua a concentrare risorse, poteri e opportunità solo in alcune città, ignorando il resto del territorio.</p>
<p>Un appello al Presidente Roberto Occhiuto<br />
Per questo rivolgo un appello rispettoso ma fermo al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto: Presidente, modifichi o integri il programma “Teatri nei Capoluoghi”. Estenda i finanziamenti anche ai teatri e alle realtà culturali che, pur non ricadendo nei capoluoghi, rappresentano comunità numerose, attive e centrali per la Calabria. E, più in generale, avvii un percorso che superi questa divisione tra città di serie A e città di serie B, non solo nella cultura, ma anche nella sanità, nell’università, nei servizi pubblici. Non chiediamo privilegi, ma equilibrio. Non chiediamo favoritismi, ma equità. Perché cultura, sanità, istruzione e sviluppo non appartengono ai soli capoluoghi, ma a tutta la Calabria. Ed io, per quel che posso e potrò, continuerò a difendere i diritti mancati di questa città, magari ormai concentrandomi sull&#8217;importanza dell&#8217;area centrale della Calabria per difenderla dai nuovi equilibri (squilibri!) politici in regione.</em></p>
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		<title>Fondi per rifacimento teatri, &#8220;La cultura non si misura col CAP del Comune&#8221;&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 09:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ancora una volta, in Calabria, si fa distinzione tra territori che contano e territori che possono aspettare. Con il recente annuncio dell&#8217;assessora regionale Caterina Capponi, apprendiamo che 2,5 milioni di euro verranno stanziati per il rifacimento dei teatri&#8230; ma solo di quelli che si trovano nei cinque capoluoghi di provincia. Gli altri? Niente. Neppure un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ancora una volta, in Calabria, si fa distinzione tra territori che contano e territori che possono aspettare. Con il recente annuncio dell&#8217;assessora regionale Caterina Capponi, apprendiamo che 2,5 milioni di euro verranno stanziati per il rifacimento dei teatri&#8230; ma solo di quelli che si trovano nei cinque capoluoghi di provincia. Gli altri? Niente. Neppure un centesimo. Come se non esistessero. Eppure esistono. Esistono città come Lamezia Terme, che nonostante l&#8217;assenza del titolo di &#8220;capoluogo&#8221;, ha un teatro come il Grandinetti, che è cuore pulsante della cultura calabrese. Un teatro che conosco centimetro per centimetro: l&#8217;ha costruito mio nonno, l&#8217;ho curato io per decenni, fino a quando è diventato comunale. E ogni restauro, ogni miglioramento, è stato fatto senza aiuti regionali, con le sole forze della mia famiglia. E ora che arrivano fondi importanti, chi rappresenta la cultura in Regione decide di escluderci. Perché? Perché Lamezia non ha il &#8220;titolo nobiliare&#8221; di capoluogo? Questa non è programmazione culturale: è miopia politica e discriminazione territoriale.</p>
<p>Ma la domanda è semplice: la qualità della cultura si misura con il CAP del comune? Forse avevo ragione, anni fa, quando lottavo per fare di Lamezia una provincia. Non era una battaglia sterile: era la presa di coscienza di una realtà viva, ma costantemente penalizzata. Come tante altre in Calabria. Per questo oggi non parlo solo per Lamezia, ma per tutti quei comuni che non hanno voce, perché emarginati e dimenticati. Comuni che hanno teatri, associazioni, artisti e pubblico&#8230; ma non hanno rappresentanza. E allora chiedo al sindaco di Lamezia di alzare la voce.</p>
<p>E mi rivolgo al presidente Occhiuto e all&#8217;assessora Capponi: modificate questa legge, aprite i fondi anche ai teatri che non ricadono nei capoluoghi. Perché la vera cultura è quella che si diffonde ovunque, anche dove i riflettori non arrivano mai. Lamezia Terme deve essere difesa, così come tutti quei territori che ogni giorno tengono accesa la fiamma della cultura senza avere mai nulla in cambio&#8221;.</p>
<p><em>*già presidente Consiglio comunale di Lamezia Terme</em></p>
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		<title>Green pass obbligatorio: nuove misure per stadi, cinema e teatri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/green-pass-obbligatorio-nuove-misure-per-stadi-cinema-e-teatri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 10:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[capienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stadi, cinema e teatri, nuove misure in arrivo con il Green pass obbligatorio. Dal Cts arriva infatti il via libera all&#8217;aumento della capienza per manifestazioni sportive e attività culturali: l&#8217;indicazione degli esperti è quindi quella di stadi al 75%, mentre per teatri, cinema e sale concerti capienza al 100% se all’aperto e all&#8217;80% se al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stadi, cinema e teatri, nuove misure in arrivo con il Green pass obbligatorio. Dal Cts arriva infatti il via libera all&#8217;aumento della capienza per manifestazioni sportive e attività culturali: l&#8217;indicazione degli esperti è quindi quella di stadi al 75%, mentre per teatri, cinema e sale concerti capienza al 100% se all’aperto e all&#8217;80% se al chiuso. </p>
<p>Allentamento graduale delle misure, ma costante monitoraggio, l&#8217;indicazione. Il Comitato, si legge in una nota del portavoce Silvio Brusaferro, &#8220;sulla base dell’attuale evoluzione positiva del quadro epidemiologico e dell’andamento della campagna vaccinale ritiene si possano prendere in considerazione allentamenti delle misure in essere, pur sottolineando la opportunità di una progressione graduale nelle riaperture, basata sul costante monitoraggio dell’andamento dell’epidemia combinato con la progressione delle coperture vaccinali nonché degli effetti delle riaperture stesse&#8221;.<br />
Per le manifestazioni sportive, si legge nella nota di Brusaferro, il Cts ritiene si possa procedere con graduali riaperture degli accessi di persone munite di Green pass agli eventi sportivi. In particolare ritiene possibile prevedere un aumento della capienza massima delle strutture all’aperto al 75% e per quelle al chiuso al 50% in zona bianca. Il Cts raccomanda che la capienza negli impianti debba essere rispettata utilizzando tutti i settori e non solo una parte al fine di evitare il verificarsi di assembramenti in alcune zone; siano rispettate le indicazioni all’uso delle mascherine chirurgiche durante tutte le fasi degli eventi; ci sia la vigilanza sul rispetto delle indicazioni.<br />
Per le manifestazioni culturali, il Cts ritiene si possa procedere con graduali riaperture degli accessi di persone munite di green pass per cinema, teatri, sale da concerto. In particolare ritiene possibile prevedere un aumento della capienza massima delle strutture al 100% all’aperto e all’80% al chiuso in zona bianca. Tale indicazione potrà essere rivista nell’arco del prossimo mese. Il comitato raccomanda che siano rispettate le indicazioni all’uso delle mascherine chirurgiche durante tutte le fasi degli eventi; sia posta massima attenzione alla qualità degli impianti di aereazione; ci sia la vigilanza sul rispetto delle indicazioni.<br />
Il Cts rispetto agli accessi ai musei non pone limitazioni, ma raccomanda di garantire l’organizzazione dei flussi per favorire il distanziamento interpersonale in ogni fase con l’eccezione dei nuclei conviventi. </p>
<p>(<em>Adnkronos)</em></p>
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		<title>Inchiesta fondi regionali teatro: chieste 2 condanne in abbreviato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-fondi-regionali-teatro-chieste-2-condanne-in-abbreviato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 14:39:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Veronica Calcagno ha chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione per Sonia Tallarico, dirigente generale del dipartimento regionale &#8220;Turismo e beni culturali, istruzione e cultura&#8221;, e ad un anno e 8 mesi per Giacinto Gaetano, componente della commissione di valutazione per fondi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Veronica Calcagno ha chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione per Sonia Tallarico, dirigente generale del dipartimento regionale &#8220;Turismo e beni culturali, istruzione e cultura&#8221;, e ad un anno e 8 mesi per Giacinto Gaetano, componente della commissione di valutazione per fondi da destinare ai teatri, al termine della requisitoria nel processo con rito abbreviato nel procedimento sulla presunta illecita gestione dei fondi da destinare al teatro.<br />
Al termine della requisitoria hanno discusso le parti civili, l&#8217;avvocato Michele Gigliotti, in rappresentanza di Officine Teatrali, (ha chiesto una provvisionale di 150mila euro) e l&#8217;avvocato l&#8217;avvocato Giovanni Caridi per la Regione Calabria. I reati a vario titolo contestati sono turbata libertà degli incanti &#8211; con riguardo all&#8217;assegnazione del contributo per la realizzazione di iniziative culturali, da finanziare nell&#8217;anno 2016, nell&#8217;ambito della selezione indetta dal dipartimento regionale &#8220;Turismo e beni culturali, istruzione e cultura&#8221; &#8211; e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, con riguardo all&#8217;affidamento, da parte del dipartimento regionale &#8220;turismo e beni culturali, istruzione e cultura&#8221;, nell&#8217;anno 2017, di contributi gravanti sul fondo unico cultura.<br />
La sentenza dell&#8217;abbreviato è prevista per il prossimo 7 maggio. Il 13 ottobre 2021 avrà inizio il processo con rito ordinario per Adriana Toman, accusata di entrambi i reati, commessi, per l&#8217;accusa, &#8220;sfruttando la posizione goduta in seno alla Regione Calabria per essere la compagna del presidente della Regione Gerardo Mario Oliverio&#8221;; Antonio Sicoli, critico d&#8217;arte, direttore del Maon, Museo d&#8217;arte dell&#8217;Otto e Novecento di Rende; Gianclaudio Festa, coordinatore dell&#8217;Avvocatura regionale; Dario Borruto, avvocato dell&#8217;Avvocatura regionale; Pasquale Giorgio Piraino, Angela Rotella (rispettivamente presidente e componenti della commissione di valutazione); Marco Silani, direttore artistico della compagnia &#8220;Porta Cenere&#8221;.</p>
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		<title>Al cinema il 27 marzo, Citrigno: &#8220;In Calabria i ristori ci stanno aiutando, ma la riapertura con quelle regole non è sostenibile&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/al-cinema-il-27-marzo-citrigno-in-calabria-i-ristori-ci-stanno-aiutando-ma-la-riapertura-con-quelle-regole-non-e-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 18:25:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[anec]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[film commission]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe citrigno]]></category>
		<category><![CDATA[ristori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno esatto senza il grande schermo, le luci del palcoscenico, il rosso dei sipari. Mentre si annuncia una terza, violentissima ondata della pandemia, artisti e maestranze dello spettacolo si appigliano alla promessa di Draghi di riaprire tutto dal 27 marzo. Partiamo da qui, da questo speranzoso post-it sul ritorno nelle sale, per parlare di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno esatto senza il grande schermo, le luci del palcoscenico, il rosso dei sipari. Mentre si annuncia una terza, violentissima ondata della pandemia, artisti e maestranze dello spettacolo si appigliano alla promessa di Draghi di riaprire tutto dal 27 marzo. Partiamo da qui, da questo speranzoso post-it sul ritorno nelle sale, per parlare di filiera, ristori e rilancio del settore <strong>con Giuseppe Citrigno, presidente uscente di Calabria Film Commission e presidente regionale di Anec oltre che della sezione cinema e spettacolo di Unindustria Calabria.</strong><br />
<strong>E’ un’ipotesi concreta la riapertura di cinema e teatri a fine marzo?</strong><br />
«Mi sembra una proposta quasi impossibile da realizzare sotto gli aspetti tecnico, commerciale e programmatico. Intanto per i tempi: il 27 marzo è troppo vicino per organizzarsi e inoltre non sembra far pensare a una remissione del virus. Poi, le condizioni imposte non sono realistiche. Franceschini è stato molto vicino al settore durante quest’emergenza, sia con i ristori che con questo tentativo di farci ripartire, io l’ho ringraziato e apprezzo questo sforzo, ma un conto era la proposta del ministro, altre le indicazioni del Cts, che invece non sono assolutamente sostenibili. Pensiamo ai cinema: chiusura alle 22 escludendo quindi una delle due fasce orarie serali, che sono le più frequentate dagli spettatori, e divieto di utilizzare più del 25% dei posti. Inoltre l’obbligo di tenere la mascherina per tutta la durata della proiezione scoraggia anche la sosta ai punti di vendita di snack o i bar presenti dentro i cinema. Un altro ostacolo è la possibilità di riaprire solo nelle zone gialle: con i numeri di contagio che vediamo in questi giorni è probabile che il mese di marzo riporterà molti territori in arancione o addirittura rosso. Nel caso del cinema, tra l’altro, i distributori faranno qualche conto in tasca e credo non faranno circuitare proprio ora e a macchia di leopardo i titoli più forti, perché li brucerebbero. Nelle sale arriverebbero soltanto film di richiamo minore”.<br />
<strong>Freaks Out di Mainetti, atteso fantasy storico girato nella nostra regione, lo vedremo nelle sale o in streaming?</strong><br />
«Il film è prontissimo, io ho visto il trailer e un’opera con quegli effetti merita la sala. In tanti stanno ragionando così e aspettano, anche Carlo Verdone e Nanni Moretti. A marzo è impensabile, ma per maggio-giugno i cinema potrebbero riaprire davvero. Certo se neanche allora si tornerà in sala, molti saranno costretti a scegliere di andare in streaming… di più non si può aspettare».<br />
<strong>I teatri sono messi anche peggio…</strong><br />
«Il teatro vive un dramma profondo con compagnie completamente ferme da un anno. Artisti e maestranze non ce le fanno più, spingono per riaprire a ogni costo – umanamente io li capisco. Però bisogna essere concreti: un conto è riaprire i teatri pubblici, lì diciamo che la spesa è coperta dall’ente. Massimo Piparo, direttore del Sistina, giustamente dice che non potrebbe onorare i cachet delle grandi produzioni. In un periodo come questo è impensabile aumentare il prezzo dei biglietti, tantomeno si può chiedere agli artisti di essere pagati a percentuale di incasso. A Cosenza il Rendano può riprendere con questi numeri si arriva a un massimo di 3500 euro di vendite a recita. Ma una compagnia da target del Rendano ha un costo più vicino ai 9000. Per questo non serve dire “apriamo e basta”. Meglio stabilire da adesso una data, anche lontana nel tempo, ma a quella data aprire senza limitazioni o per lo meno con limitazioni ragionevoli anche commercialmente, non certo quelle vigenti».<br />
<strong>Si potrebbe valutare una dimensione minimale. Scenografia essenziale, pochi attori e tecnologie all’osso. Teatro allo stato puro, senza effetti speciali.</strong><br />
«Effettivamente abbiamo visto proposte di questo genere con L’Altro Teatro, l’associazione che in questi anni ha curato il cartellone del Rendano. Alcuni attori stanno puntando su monologhi o duetti e con strutture tecniche ridotte al minimo, certo questa può essere una strada da percorrere fino a quando non si tornerà alla normalità, un compromesso per affrontare e contenere il rischio commerciale. Ma sarebbe, ovviamente, una soluzione di emergenza».<br />
<strong>La Film Commission calabrese commissariata da Giovanni Minoli ha licenziato il bando di finanziamento predisposto durante la precedente governance della Fondazione. Dopo una lunghissima gestazione, a causa dello stop imposto dal Covid. Direi che un bilancio su questo iter travagliato spetti, più che all’attuale Fc, a lei, Citrigno.</strong><br />
«Sì, il bando appena finanziato era stato pubblicato a maggio 2020 sotto la nostra gestione. Fu io stesso a chiederlo con forza a Jole Santelli perché eravamo in un momento durissimo, in pieno lockdown, e pensavo ci fosse bisogno di un segnale rivolto al settore. La presidente Santelli accolse subito la mia proposta e il bando è stato chiuso il 5 luglio, nel mio ultimo giorno alla guida della Film Commission.  Avevano partecipato ben 93 progetti giunti da tutta Italia, a dimostrazione che la nostra attività si era guadagnata una fama importante nell’ambiente. Quella stessa estate, mentre il bando era ormai affidato alla nuova film commission con il commissario Minoli, in Calabria sono arrivate le produzioni già finanziate nel 2019 e che erano state bloccate dalla pandemia: tra agosto e ottobre abbiamo avuto molti set importanti. Certamente il ritardo nel finanziamento del bando 2020 ci ha danneggiati. Per dirne una, grosse produzioni come Iervolino e Minerva Fiction, stanche di aspettare, si sono spostate in Puglia. In ogni caso, meglio tardi che mai: abbiamo lasciato un’eredità proficua ed è stata messa a frutto utilizzando quasi interamente i fondi a disposizione, sono rimasti pochi spiccioli. Adesso speriamo che i set possano partire al più presto».<br />
<strong>Non sono mancate le polemiche per alcune esclusioni illustri dal bando. Condivide i malumori di chi pensava di avere i numeri per ottenere il contributo?</strong><br />
«Anch’io ho notato progetti che mi sembrano validi, non capisco perché siano stati esclusi. Più che discuterne da fuori, credo che sia la commissione valutatrice a dover spiegare quali criteri sono stati considerati. Noi l’abbiamo sempre fatto, pensando che fosse utile spiegare dove c’era da correggere o migliorare. Soprattutto utile alle produzioni calabresi. Una film commission deve attirare grandi produzioni da fuori ma principalmente deve formare le nostre risorse e aiutarle a crescere – in questo senso spiegare dove si è sbagliato è importante, spero lo faccia anche la commissione che ha selezionato i vincitori del bando 2020».<br />
<strong>A proposito di Minoli, quando venne nominato lei si riservò di commentare solo dopo averlo visto al lavoro. Adesso, a quasi un anno dall’insediamento, vuole esprimere un’opinione?</strong><br />
«Abbiamo lasciato un grande patrimonio. Dal mio punto di vista, la strada è tracciata e porta alla creazione di una filiera di tutto il cinema calabrese, con progetti legati alla formazione delle maestranze, ad esempio con l’istituzione di una scuola di sceneggiatura e regia. Abbiamo seminato bene e ci sono tanti esempi che dimostrano che si deve continuare così. Abbiamo fatto esordire nel lungometraggio un regista calabrese come Alessandro Grande, che si è messo in luce al festival di Torino come unico italiano in concorso; abbiamo sostenuto produzioni come Indaco e Open Fields, che stanno lavorando molto e bene. Credo sarebbe sbagliato cambiare direzione e puntare sulla serialità: i numeri ci dicono che quello non è più un trend favorevole, oggi è il momento delle fiction distribuite da canali come Netflix o Sky, non delle serie sulla falsariga di “Un posto al sole”. Sarebbe uno spreco di soldi e senza ritorno per il territorio».<br />
<strong>Minoli, tra l’altro, è chiamato a gestire il limbo prima della nomina del nuovo presidente. Ha sentore di quando arriverà il bando?</strong><br />
«Al momento c’è un facente funzioni, Nino Spirlì, quindi non compete a lui. Ma il nuovo presidente della Regione dovrà occuparsi del bando per la presidenza della film commission tempestivamente, tra i suoi primi atti. Anche perché Minoli, in quanto commissario, può gestire soltanto l’esistente ma non introdurre novità. Il suo mandato scade il 31 luglio, subito dopo si dovrà intervenire con la nomina del presidente».<br />
<strong> Cosa ne pensa della querelle sul cortometraggio di Muccino e il rifiuto della Regione di pagare la cifra pattuita per mancato rispetto dell’esclusiva?</strong><br />
«Il cortometreggio non mi è piaciuto, conosco Muccino da anni e l’ho sempre sostenuto, è un regista che poteva e doveva realizzare un lavoro più accurato e legato al territorio da promuovere. Invece non è stato così e l’opera non vale assolutamente il cachet stabilito. Bisogna studiare tutte le sfaccettature contrattuali, se davvero il film non doveva essere diffuso Muccino non ha rispettato i patti ed è giusto non pagarlo. Anche perché la sua iniziativa, pur in poche ore, ha scatenato le polemiche danneggiando il film prima che venisse messo nel circuito pubblicitario. Credo che si possa trovare un accordo, ad esempio pagare una cifra forfettaria per coprire le spese e la gente che ha lavorato, ma non la somma inizialmente prevista. In compenso, Muccino può tenersi il suo corto, alla Calabria non serve anzi è controproducente e per alcuni versi offensivo. Con Unindustria abbiamo sostenuto il programma Freedom di Roberto Giacobbo con le puntate girate in Calabria &#8211; rispetto al lavoro di Muccino sono state molto più utili al territorio a fini culturali e turistici».<br />
<strong>La Regione ha però pensato a lavoratori ed esercenti dello spettacolo con un decreto ristori che assegna 10.000 euro a discoteche, cinema e teatri colpiti dalle chiusure.</strong><br />
«Tengo molto a ringraziare l’assessore Fausto Orsomarso per come si sta spendendo per il settore, sia con questo bando, che ci ha aiutati, ma anche con la disponibilità ad accogliere altre nostre istanze. Chiederemo ulteriori sostegni, ce n’è urgente esigenza, ma occorre essere compatti, elaborare una richiesta unica dell’intera filiera di teatro, cinema, spettacolo e audiovisivi. Il mio appello è quello di lavorare insieme per avere un documento condiviso da presentare».<br />
<strong>Difficile raggiungere l’unità d’intenti in un settore così litigioso e competitivo…</strong><br />
«E’ vero, lo è. Ma in un momento come questo siamo tutti nella stessa barca e dobbiamo superare certe posizioni separatiste, altrimenti non otterremo nulla».<br />
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<strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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