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	<title>spadafora Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>L&#8217;ex Ministro Spadafora fa coming out: il commento di Nino Spirlì</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lex-ministro-spadafora-fa-coming-out-il-commento-di-nino-spirli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 11:59:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[coming out]]></category>
		<category><![CDATA[Nino Spirlì]]></category>
		<category><![CDATA[spadafora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ex Ministro Vincenzo Spadafora, ospite a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, in occasione dell’uscita del suo libro il prossimo 11 novembre, ha fatto coming out: &#8220;Penso che la vita privata delle persone debba rimanere tale e se noi fossimo un Paese culturalmente più avanzato, soprattutto sul tema dei diritti, forse anche i dibattiti di queste settimane [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>ex Ministro Vincenzo Spadafora</strong>, ospite a “<strong>Che tempo che fa</strong>” di <strong>Fabio Fazio</strong>, in occasione dell’uscita del suo libro il prossimo 11 novembre, ha fatto <strong>coming out</strong>:</p>
<p>&#8220;<em>Penso che la vita privata delle persone debba rimanere tale e se noi fossimo un Paese culturalmente più avanzato, soprattutto sul tema dei diritti, forse anche i dibattiti di queste settimane non li avremmo neanche affrontati. Penso però anche che chi ha un ruolo pubblico, politico come il mio, in questo momento storico, abbia quale responsabilità in più</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Io l&#8217;ho fatto, devo dire, anche per me stesso, perchè ho imparato, forse molto tardi, che è molto importante volersi bene e innanzitutto rispettarsi. Poi ci sono due motivazioni&#8221;, ha dichiarato un commosso Spadafora. &#8220;Una motivazione è molto politica, questo è un modo per me anche per testimoniare il mio impegno politico. Per tutti quelli che ogni giorno combattono per i propri diritti e hanno meno possibilità di farlo rispetto a quante ne abbia io grazie al mio lavoro</em>&#8220;, ha sottolineato.</p>
<p><strong>Un coming out arrivato a pochi giorni dalla bocciatura del ddl Zan in Senato</strong>. &#8220;<em>Questo tema in politica purtroppo viene ancora utilizzato per ferire l&#8217;avversario, per quel brusio di fondo a volte molto squallido e che ho subito anche io</em>&#8220;. Quindi, ha concluso: &#8220;<em>Io questa sera volevo spegnere questo brusio &#8211; sottolinea &#8211; sapendo che resto l&#8217;uomo che sono, con tutto il percorso, anche complicato, personale, che ognuno di noi fa nella sua vita, per qualunque motivo. E di cui dobbiamo avere molto rispetto&#8221;. &#8220;Spero di essere considerato da domani per quello che faccio, per come lo faccio, lo stesso uomo di sempre. Forse da domani saro un po&#8217; più felice. Perché sarò anche più libero</em>&#8220;.</p>
<p>In riferimento a ciò l&#8217;ex Governatore della Regione Calabria <strong>Nino Spirlì</strong>, ha riportato l&#8217;intervista dell&#8217;ex Ministro Spadafora con un &#8220;particolare&#8221; commento: <em><strong>“E chi se ne frega, non ce lo metti?”</strong>. </em></p>
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		<title>San Giovanni in Fiore, maxisequestro agli Spadafora</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/san-giovanni-in-fiore-maxisequestro-agli-spadafora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 07:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni in Fiore]]></category>
		<category><![CDATA[spadafora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza di Cosenza ha sottoposto a sequestro, nell’ambito di accertamenti economico-patrimoniali delegati dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, un patrimonio di oltre 50 milioni di euro nei confronti di SpadaforaLuigi (cl. 1951) e i figli Pasquale (cl.1976), Rosario (cl. 1987) e Antonio (cl. 1983), di San Giovanni in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza di Cosenza ha sottoposto a sequestro, nell’ambito di accertamenti economico-patrimoniali delegati dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, un patrimonio di oltre 50 milioni di euro nei confronti di SpadaforaLuigi (cl. 1951) e i figli Pasquale (cl.1976), Rosario (cl. 1987) e Antonio (cl. 1983), di San Giovanni in Fiore (CS), ritenuti affiliati di spicco della cosca Farao-Marincola della provincia di Crotone.<br />
Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cosenza hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale ai fini antimafia, emessa dal Tribunale  di Catanzaro – Seconda Sezione Penale.<br />
Il sequestro, finalizzato alla successiva confisca ex art. 19 e segg. del D.Lgs. n. 159/2011, è<br />
avvenuto su richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.<br />
La normativa antimafia prevede l’applicazione delle misure di prevenzione, anche patrimoniali,<br />
a carico di soggetti ritenuti, sulla base di elementi di fatto, pericolosi socialmente ed abitualmente dediti a traffici delittuosi ovvero che, per la loro condotta ed il tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuosa.</p>
<p>In particolare, così come è emerso nel processo conseguente all’indagine “Stige” della D.D.A. di Catanzaro, la famiglia Spadafora – a mezzo delle imprese gestite, quali la “F.lli Spadafora S.r.l., la “Spadafora Legnami S.r.l., la “Famiglia Spadafora società sempliceagricola e le altre<br />
imprese individuali a loro intestate – governava, in regime di monopolio ‘ndranghetistico, l’offerta di legname e prodotti derivanti dai tagli boschivi operati nel territorio silano.<br />
Facendo leva sull’appartenenza alla ‘ndrina di San Giovanni in Fiore ed in virtù della forza intimidatoria che da ciò ne deriva, costituivano un vero e proprio cartello di controllo mafioso<br />
dei boschi, manipolando ed indirizzando l’aggiudicazione delle gare d’appalto boschive con metodo mafioso, consistito, tra l’altro, nel porre in essere danneggiamenti alle ditte che non si allineavano alle direttive imposte dalla criminalità organizzata.<br />
Inoltre, proprio grazie alla gestione dei boschi della Sila, gli Spadafora erano stati utilizzati per<br />
garantire, negli anni, la latitanza di elementi di spicco della cosca Farao-Marincola a cui, di<br />
fatto, facevano capo.<br />
Per tali accuse, lo scorso nel febbraio 2021, gli Spadafora sono stati condannati, dal Tribunale di Crotone, a più di 60 di carcere; nello specifico, il capo famiglia, Spadafora Luigi,<br />
(attualmente agli arresti domiciliari) alla pena di anni 15 di reclusione, mentre i suoi tre figli,<br />
Pasquale, Rosario e Antonio (ad oggi, tutti detenuti in carcere), rispettivamente a 20, 14 e<br />
14 anni di reclusione.<br />
Su di loro grava, altresì, la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, ancora da scontare<br />
poiché detenuti.<br />
Il sequestro odierno è stato possibile grazie al lavoro certosino svolto dai Finanzieri del Nucleo<br />
di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Cosenza, i quali, sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno svolto accertamenti patrimoniali  nei confronti degli appartenenti alla cosca condannati, nonché dei loro prossimi congiunti, esaminando e approfondendo le loro variazioni patrimoniali nell’arco temporale dal 2005 al 2017.<br />
Il lavoro svolto ha evidenziato una continua e crescente sproporzione tra gli esigui redditi dichiarati negli anni dai soggetti interessati ed i loro rispettivi patrimoni immobiliari, mobiliari e finanziari, accumulati nel tempo.<br />
Infatti, lo screening patrimoniale posto in essere dalle Fiamme Gialle cosentine sugli imprenditori affiliati alla cosca – effettuato mediante tecniche investigative informatiche, a cui,  successivamente, sono seguiti riscontri “sul campo” a mezzo sopralluoghi ed appostamenti –ha fatto emergere l’inadeguatezza dei ricavi e degli utili comunicati al fisco, rispetto ai beni<br />
e alle disponibilità economiche e patrimoniali accumulate progressivamente negli anni.<br />
L’esecuzione del succitato provvedimento ha, pertanto, consentito il sequestro dei seguenti<br />
beni intestati e/o riconducibili ai quattro proposti: n. 6 complessi aziendali (di cui 3 società,<br />
2 ditte individuali, n.1 azienda agricola e partecipazioni societarie), n. 203 immobili (tra<br />
terreni e fabbricati), n. 60 automezzi (autovetture, autocarri, rimorchi e mezzi agricoli),<br />
nonché quote societarie e disponibilità finanziarie di varia natura (conti correnti bancari,<br />
titoli azionari, buoni fruttiferi, libretti di risparmio e assicurazioni), per un valore<br />
 complessivo stimato di oltre 50 milioni di euro.</p>
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