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  • Decreto sostegni bis, Draghi: “Se sconfiggiamo pandemia, crescita più elevata”

    Decreto sostegni bis, Draghi: “Se sconfiggiamo pandemia, crescita più elevata”

    Roma – “E’ un decreto che non lascia indietro nessuno”. Il premier Mario Draghi si esprime così nella conferenza stampa sul decreto Sostegni bis. “Il Cdm ha approvato il decreto che è in parte diverso dal passato: guarda al futuro e ad un paese che si riapre, ma allo stesso tempo assiste e non lascia indietro nessuno”, ha poi aggiunto sottolineando. “Se sconfiggiamo la pandemia dobbiamo tornare a una crescita più elevata” rispetto all’era pre Covid.

    “Lo Stato e il governo vogliono accompagnare tutti in questi mesi che verranno. Saranno mesi migliori del passato, pian pianino stiamo tornando alla normalità ma saranno mesi complessi perché vedranno la fine del blocco dei licenziamenti già a fine giugno e una mutazione” nei prodotti e nei servizi che “richiederanno uno Stato e un governo presenti che aiutino il Paese in queste trasformazioni strutturali che ci saranno nei mesi prossimi e negli anni a venire”, ha affermato Draghi.
    “Vorrei esprimere la soddisfazione per la decisione adottata lunedì dal Cdm di procedere a riaperture graduali, con rischio calcolato. Questo è in gran parte frutto della campagna vaccinale, seguita dal governo sin dalla sua formazione. Sono stati mesi di grandi cambiamenti nella campagna vaccinale, legati prima di tutto alla disponibilità dei vaccini. La logistica ha portato progressivamente ad una situazione positiva. C’è una decisione di cui il governo va molto fiero: la sterzata sulle classi di età della vaccinazione”, ha detto ancora l’ex presidente della Bce.

    “E’ presto per poter parlare di crescita sostenuta, ci sarà un rimbalzo ma la crescita per affermarsi nel tempo avrà bisogno del Pnrr, delle riforme strutturali contenute nel Piano”, ha affermato quindi. Ma “il terreno per le imprese è pronto. Ora devono rispondere, lo stanno facendo. Presto saranno chiamate a fare il Pnrr” che “trasformerà quello che è un rimbalzo congiunturale” che avrebbe avuto “poca durata” in una “stabile crescita a un livello più alto rispetto al passato”. Nel decreto sostegni bis “c’è una novità rispetto al passato: per la prima volta accanto al criterio del fatturato si usa anche quello dell’utile”, ha sottolineato Draghi, spiegando che “per distribuire i sostegni sulla base dell’utile” occorrerà “più tempo”.
    “Per l’occupazione ci sono in campo misure molto significative” e “ai giovani” è dedicata “ampia parte del decreto”, ha affermato poi il premier. In particolare, ha evidenziato, sono previsti aiuti “ai giovani fino a 35 anni” per l’acquisto della casa grazie alla cancellazione delle imposte di registro e sul mutuo. “Questo vale per tutti i giovani”. “Per i giovani meno abbienti, con parametro Isee fino a 40mila euro, c’è la garanzia dello Stato per l’80% sull’esposizione bancaria. Si vuole rendere più facile per tutti i giovani comprare casa e costruire una famiglia”, ha proseguito.

    “Sì, vogliamo un Paese per giovani”, ha quindi risposto a chi gli domanda se l’Italia può essere un ‘paese per giovani’. “Questo è lo scopo dell’intero Pnrr”. E anche nelle decisioni di oggi “c’è molto per i giovani: la casa, i contratti di inserimento, l’intervento per partite Iva e turismo. Poi nel Pnrr, oltre a investimenti e transizione ecologica, i giovani sono ovunque: c’è una clausola di condizionalità per cui nelle nuove assunzioni bisognerà privilegiare donne e giovani”.

    “Le domande” sulla riforma fiscale “troveranno risposte nei lavori in commissione” e comunque “il principio di progressività di cui ho parlato” nel discorso alle Camere “va preservato e lo riaffermo. La riforma fiscale deve contribuire alla crescita” e non contenere misure fiscali “restrittive”. “La prima cosa che dare è disegnare un pacchetto di riforme coerenti tra loro che risponda a scopi di politica economica”.
    Quanto al turismo, “Il migliore sostegno sono le riaperture. E’ il più efficace, giusto e solido sostegno”. Se la situazione continua a migliorare, “mi auguro che non ci sarà bisogno di altri interventi di questo tipo quest’anno”.

    Parlando dei migranti, “il meccanismo di riallocazione nelle discussioni europee è stato da un po’ di tempo messo a dormire. Al Consiglio europeo di lunedì lo riproporrò, occorre riprendere una discussione su questo. Lo avremo all’ordine del giorno di un altro Consiglio europeo ma occorre assolutamente trovare un accordo”. “Occorre un cambio di passo in tutte le direzioni”, ha rimarcato Draghi, secondo il quale “gli strumenti” per affrontare la questione migratoria “non mancano” ma “devono essere impiegati con equilibrio, efficacia e umanità”. “Serve un intervento economico che l’Unione europea deve fare nel suo complesso. Serve una collaborazione bilaterale con i Paesi di partenza ma anche una collaborazione multilaterale tra la Ue e i Paesi di partenza. E poi c’è il ruolo delle Nazioni Unite”, ha spiegato il premier.

    (Adnkronos)

  • Draghi: ‘Pass tra Regioni di colore diverso”. Sì riaperture all’aperto per la ristorazione

    Draghi: ‘Pass tra Regioni di colore diverso”. Sì riaperture all’aperto per la ristorazione

    “Si può guardare al futuro con prudente ottimismo e fiducia”. Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa. Il governo sulle aperture oggi ha preso “un rischio ragionato, un rischio fondato sui dati che sono in miglioramento”.

    Draghi ha confermato che la cabina di regia “anticipa al 26 di questo mese l’introduzione della zona gialla, ma con un cambiamento rispetto al passato, nel senso che si dà precedenza all’attività all’aperto, anche la ristorazione a pranzo a cena e alle scuole tutte, che riaprono completamente in presenza nelle zone gialla e arancione mentre in rosso vi sono modalità che suddividono in parte in presenza e in parte a distanza”.

    La campagna di vaccinazione va bene, con tante sorprese positive e qualcuna negativa e questo è stato fondamentale per prendere le decisioni” sulle riaperture.

    “Questo rischio che incontra le aspettative dei cittadini si fonda su una premessa: che i comportamenti siano osservati scrupolosamente, come mascherine e distanziamenti, nelle realtà riaperte”. Draghi ha auspicato per questo l’attenzione delle istituzioni e forze del’ordine: “In questo modo il rischio si trasforma in opportunità”.
    “Gli spostamenti saranno consentiti tra regioni gialle e con un pass tra regioni di colori diversi”, ha spiegato Draghi.

    Con il Def e lo scostamento si fa “una scommessa sul debito buono”, ha detto Draghi. “Franco ha enunciato il Def e l’entità dello scostamento, 40 miliardi. Non merita attenzione solo la cifra ma il percorso di rientro dal deficit, che è poco meno del 12%, solo nel 2025 si vedrà il 3%. Questa è una scommessa sulla crescita: se la crescita sarà quello che ci attendiamo da tutti questi provvedimenti, dal piano di investimento, dal Pnrr, dalle riforme, pensiamo che non servirà una manovra correttiva negli anni a venire. Il processo si traduce in un’uscita dal debito per effetto della crescita”.
    “Il Pnrr è fatto di 191,5 miliardi circa, di cui 69 a fondo perduto, 122 prestiti, più 30 del fondo di accompagnamento al Pnrr”. “Il ministro Giovannini ed io abbiamo nominato 57 commissari per 57 opere pubbliche, opere che erano già finanziate e aspettavano di essere attuate . La domanda che uno si fa è: ma quando le vedo queste opere? Giovannini questo pomeriggio spiegherà il cronoprogramma con la data di apertura dei cantieri”, ha spiegato il premier.

    “A proposito del decreto sostegni, è segnato da rapidità dei pagamenti, dal 30 marzo a oggi sono stati pagati due miliardi nella prima settimana e nella seconda un miliardo, ma i pagamenti non sono ancora terminati”, ha sottolineato Draghi.

    “Saranno definitive le riaperture? Quando ho parlato di rischio ragionato è questa la risposta: se i comportamenti sono osservati e sulla campagna vaccinale non ho dubbi che sarà sempre meglio la possibilita che si torni indietro è molto bassa e in autunno la vaccinazione sarà molto diffusa”.

    “La questione aperta è se introdurre cambiamenti” nei prossimi sostegni alle imprese: “il criterio adottato nel primo decreto è quello del fatturato ma ha suscitato perplessità in tanti per vari motivi. Il ministero sta pensando ad aggiungere, oltre a quello del fatturato, anche un criterio che riguarda l’utile, l’imponibile fiscale, in modo da vedere esattamente i soggetti più colpiti dalla pandemia”, ha detto Draghi parlando del prossimo decreto per le imprese. “Naturalmente non si può aver tutto: con il fatturato i tempi sono molto rapidi, con altri parametri i tempi si allungano di tre o quattro settimane”.

    “Le critiche al ministro Speranza dovevano trovare pace fin dall’inizio perché non erano né fondate né giustificate: ho già detto – mi secca doverlo dire in sua presenza – che lo stimo e l’ho voluto io nel governo”.

    “Queste aperture sono una risposta al disagio di categorie e giovani e portano maggiore serenità nel Paese, pongono le basi per la ripartenza dell’economia. Mi aspetto che avremo un rimbalzo molto forte nei prossimi mesi e poi dovremo attestarci su un sentiero di crescita. Il rimbalzo è certo, non è sicuro esattamente quanto forte sarà. Ma dobbiamo lavorare sulla sfida di assicurare che dopo la ripresa dei prossimi mesi continueremo a crescere e tenere alto il livello dell’occupazione, dopo tantissimi anni in cui purtroppo la situazione è stata diversa”.

    “Nel fondo di accompagno al Pnrr c’è una posta per l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria”, ha annunciato.

    “La logica dei nostri interventi è di due tipi: un sostegno alle persone – umanitario – per coloro che hanno perso tutto e non per colpa loro, un altro serve a evitare che le imprese per mancanza di liquidità chiudano o vengano acquistate da qualcuno che si presenta all’improvviso. Sta capitando”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa. “Ci saranno sicuramente settori industriali che con i cambi di comportamenti e tecnologie non avranno più mercato, in quel caso significherà assistere la transizione”, ha aggiunto.

    “Il punto è riuscire a produrre la crescita, quello è il criterio per uscire dall’ alto debito,il rapporto debito/pil giudicato con gli occhi di ieri sarebbe molto preccupante ma gli occhi di oggi sono molto diversi. Nessuno nelle conversazioni fatte ha posto eventualità del ritorno alle regole come erano, è una discussione complessa che durerà tutto il prossimo anno, gli altri paesi sono in condizioni non dissimili, c’è un impegno serio verso una decrescita del rapporto debito/pil senza compromettere la crescita dei paesi”.

    Le dichiarazioni del ministro Speranza nella conferenza stampa.
    “Il principio che utilizzeremo in questa fase caratterizzata dalla gradualità si basa su dato: nei luoghi all’aperto riscontriamo una difficoltà significativa nella diffusione del contagio”, ha detto il ministro della Salute. “Applicheremo questo principio nell’ambito della ristorazione e non. Auspico che il quadro epidemiologico migliorerà per programmare ulteriori aperture per le attività che non si svolgono all’aperto”, aggiunge.
    “Il 26 aprile è la data chiave in cui ripristiniamo le zone gialle, investendo sugli spazi aperti. Poi una road map accompagnerà le riaperture: il primo giugno alcune attività sportive, il primo luglio le attività fieristiche”.

    (Ansa)

  • Unilavoro Pmi Catanzaro: Alle nuove restrizioni devono seguire adeguati sostegni economici

    Unilavoro Pmi Catanzaro: Alle nuove restrizioni devono seguire adeguati sostegni economici

    E’ partita da Milano “Io Apro in tour”, una serie di manifestazioni dei ristoratori per chiedere la riapertura di tutte le attività dal 7 aprile. Dopo il capoluogo lombardo, l’iniziativa toccherà, tra le altre città, anche Napoli, Bologna, Palermo e, il 6 aprile, Roma. Una protesta importante, fortemente voluta dai ristoratori di tutta Italia, che scenderanno in piazza per protestare contro lo stop alle riaperture.
    Una voce comune, stridente e penetrante che ribadisce, ovunque, uno stato di sofferenza opprimente, che non accenna a migliorare. Una battaglia dura, ma necessaria, condivisa pienamente anche da chi ha chiuso i battenti.
    Sagge le parole del noto cuoco e oste siciliano, Filippo La Mantia, il quale ha espresso la sua vicinanza a tutti i ristoratori scesi in piazza “Pieno sostegno e condivisione della scelta dei ristoratori che protestano e apriranno ad oltranza. Io ho chiuso il ristorante, ma se fossi stato aperto, non posso nemmeno pensare cosa avrebbe significato pagare i debiti, gli affitti, avere l’angoscia di non sapere come andare avanti. Quindi sono accanto a tutti loro. Lo dico ad alta voce”.
    Una situazione drastica, che si snoda in tutto il paese, da nord a sud, e che vede gli imprenditori coinvolti in un tunnel oscuro in fondo al quale non si intravede uno spiraglio di luce.
    Il confronto con alcuni ristoratori locali, non ha fatto altro che evidenziare lo stato di sofferenza che accomuna un po’ tutti.
    Comprendo e giustifico, ha esordito con rigore Luciano Renda, titolare del Ristorante ‘Il Quadrifoglio’, a Lamezia Terme, “la decisione presa da tutti i ristoratori che da martedì 6 aprile intenderanno aprire a pranzo e a cena, non è affatto una provocazione, né un vile atto dimostrativo, ma una questione di sopravvivenza. Noi abbiamo gestito la nostra attività con grande orgoglio ed ogni sacrificio ci ha ripagati orgogliosamente. Abbiamo superato ogni difficoltà, e ne siamo usciti sempre vincenti, ma ora le cose sono cambiate radicalmente. Ora la situazione è diventata davvero insostenibile. Non siamo più padroni del nostro tempo, né del presente, né del futuro. Non ci sono buoni presupposti che ci inducono a sperare in un miglioramento perché non ci sono piani di rilancio, né indennizzi ragionevoli che possono supportare le nostre attività. Nel frattempo, ha concluso Renda, prosegue incessantemente, lo stillicidio di fallimenti, gli sfratti esecutivi e le convocazioni in tribunale.
    Dello stesso avviso, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale di Unilavoro Pmi (nella foto), il quale ha espresso solidarietà a tutte le aziende coinvolte, ribadendo ancora una volta, la necessità di interventi adeguati e immediati. “Comprendo e rispetto i limiti e le restrizioni imposte dal Governo, ma credo che queste nuove misure debbano essere seguite da un adeguato sostegno economico, che consenta alle imprese di riuscire a gestire le difficoltà, che sono tantissime e che incombono gravemente sull’economia.
    L’impatto di questa crisi, ha aggiunto Guzzi, è stato devastante e non ha risparmiato nessuno. Il rapido susseguirsi di eventi, collegati alla pandemia, ha determinato una situazione assurda, che ha oltrepassato ogni limite e che fotografa una dimensione surreale. Abbiamo scavallato il picco, forse, ma la battaglia non è ancora finita.
    “Stiamo assistendo, inermi, ad una vera e propria guerra. Il numero delle vittime è drammatico, i contagi non accennano a diminuire e tutto ciò pesa gravemente sulla sanità che rischia il collasso. Ne siamo tutti consapevoli, ma non dobbiamo lasciare che questa guerra faccia ulteriori danni all’economia, al lavoro, alla società, alla cultura”.
    (c.s.)