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	<title>soglia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Dec 2021 13:53:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Covid, zona gialla a Natale: Anche la Calabria tra le Regioni che rischiano il cambio colore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Dec 2021 13:53:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avvicina l&#8217;ora x per il cambio colore delle regioni in Italia. Domani la cabina di regia emetterà i suoi verdetti: l&#8217;Alto Adige è inesorabilmente proiettato verso la zona gialla, dove raggiungerà il Friuli-Venezia e Giulia. Altri cambi, salvo improbabili colpi di scena, non ci saranno. Ma aumentano le regioni a rischio che potrebbero abbandonare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina l&#8217;ora x per il cambio colore delle regioni in Italia. Domani la cabina di regia emetterà i suoi verdetti: l&#8217;Alto Adige è inesorabilmente proiettato verso la zona gialla, dove raggiungerà il Friuli-Venezia e Giulia. Altri cambi, salvo improbabili colpi di scena, non ci saranno. Ma aumentano le regioni a rischio che potrebbero abbandonare la zona bianca nelle prossime settimane. A rischio ci sono Veneto e<strong> Calabria,</strong> Lazio, Lombardia, ma anche le Marche e la Valle d’Aosta. </p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>Calabria</strong> la situazione generale non invita all&#8217;ottimismo: secondo i dati diffusi da Agènas l&#8217;occupazione di posti letto covid in terapia intensiva è all&#8217;11% un punto in più rispetto alla soglia critica fissata al 10. Sotto osservazione, ma ancora nei limiti i ricoveri in area medica 14%. Il limite di allarme è al 15. Superata anche l&#8217;incidenza critica: sono 97,25 i positivi ogni 100mila abitanti. Dunque la regione è vicinissima alla zona gialla. </p>
<p>La situazione Covid in Italia è in costante e graduale peggioramento, con la minaccia della variante Omicron ormai diventata realtà. I dati della Fondazione Gimbe certificano un incremento settimanale dei contagi pari al 25,1% con media mobile. Le terapie intensive salgono del 22%, i ricoveri del 13,7% e i decessi del 14%. Numeri eloquenti sulla tendenza in essere. Il Super Green pass renderà gli inevitabili passaggi di fascia meno traumatici, con le restrizioni aggiuntive che coinvolgeranno quasi esclusivamente le persone non vaccinate. </p>
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		<title>Covid Italia, anestesisti: &#8220;Terapie intensive messe peggio della prima ondata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-italia-anestesisti-terapie-intensive-messe-peggio-della-prima-ondata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 16:58:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[anestesisti]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nelle terapie intensive italiane la situazione è peggiore rispetto alla prima ondata&#8221; di coronavirus. Questo non solo perché sono di più le Regioni in affanno. Nella prima fase della pandemia il dramma ha riguardato Regioni che partivano da un&#8217;organizzazione di prima classe, ora sono coinvolte aree più sfortunate per quanto riguarda il numero degli operatori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nelle terapie intensive italiane la situazione è peggiore rispetto alla prima ondata&#8221; di coronavirus. Questo non solo perché sono di più le Regioni in affanno. Nella prima fase della pandemia il dramma ha riguardato Regioni che partivano da un&#8217;organizzazione di prima classe, ora sono coinvolte aree più sfortunate per quanto riguarda il numero degli operatori sanitari disponibili. E non tutte le direzioni aziendali sono altrettanto rapide e pronte nel prendere decisioni&#8221;. A tracciare il quadro all&#8217;Adnkronos Salute è Flavia Petrini, presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) e componente del Comitato tecnico-scientifico, che commenta i dati delle terapie intensive italiane, con 9 Regioni al di sopra della soglia critica di occupazione del 30%.<br />
Le terapie intensive in situazione critica in questa fase, ribadisce Petrini, &#8220;sono diffuse in zone meno attrezzate e con livelli organizzativi sulle reti delle terapie intensive che già erano in affanno prima della pandemia. Con la velocità con la quale si sta diffondendo il contagio la preoccupazione è elevata&#8221;, aggiunge Petrini. Anche la possibilità per gli anestesisti rianimatori di andare a supporto di un reparto all&#8217;interno della stessa Regione &#8220;è più difficile nelle Regioni dove per caratteristiche geografiche o per la carenza di infrastrutture, come accade in molte aree del Sud, spostarsi è complicato e anche per i professionisti aiutarsi l&#8217;uno con l&#8217;altro diventa quasi impossibile&#8221;.<br />
La proposta della Siaarti è valutare meglio, in tempo reale, la situazione delle terapie intensive in Italia considerando i livelli critici non solo in base all&#8217;occupazione dei posti letto ma anche rispetto alla gravità dei pazienti e le conseguenti necessità assistenziali. Tutto grazie a un pacchetto di dati, un &#8216;cruscotto&#8217;, in grado di fornire una fotografia in tempo reale, insieme alla previsione della durata dei ricoveri: informazioni di grande importanza in pandemia. La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, come spiega all&#8217;Adnkronos Salute la presidente Flavia Petrini, ha già inviato il progetto alle istituzioni sanitarie.<br />
&#8220;L&#8217;ideale per tenere sotto controllo a livello nazionale e in modo omogeneo la situazione delle terapie intensive &#8211; precisa Petrini &#8211; sarebbe proprio avere un &#8216;cruscotto&#8217;, come succede in Germania. Attualmente la soglia critica è dichiarata dalle direzioni delle aziende sanitarie che indicano, però, solo quanti letti sono occupati, non ci sono elementi clinici, non ci sono sfumature. Può accadere, per esempio, che una terapia intensiva abbia meno pazienti di un&#8217;altra ma con complessità maggiori da gestire, una situazione che, nella realtà, è di maggiore criticità ma non emerge&#8221;.<br />
La Siaarti &#8220;vuole contribuire, insieme alle istituzioni, a creare uno strumento più &#8216;sensibile&#8217;, che superi anche il problema dei sistemi di rendicontazione differenti da parte delle Regioni e che possa, finita l&#8217;emergenza, rimanere &#8216;strutturale'&#8221;, dice Petrini. Il cruscotto dovrà contenere &#8220;indicatori precisi sull&#8217;andamento clinico dei pazienti che significa anche che tipo di impegno del personale si rende necessario oltre a permettere proiezioni di durata della degenza&#8221;, conclude.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<title>101.000 casi in 7 giorni, lo scorso anno di questi tempi si era intorno agli 800.000 casi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/101-000-casi-in-7-giorni-lo-scorso-anno-di-questi-tempi-si-era-intorno-agli-800-000-casi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2021 12:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[casi]]></category>
		<category><![CDATA[epidemica]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza]]></category>
		<category><![CDATA[soglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana i casi di sindrome simil influenzale sono stati circa 101.000. Numeri in crescita rispetto al precedente monitoraggio, ma bassissimi rispetto agli anni scorsi, quando, di questi tempi, si viaggiava al ritmo di 800.000 contagi settimanali. Inoltre, da inizio stagione a oggi, gli allettati da sindromi simil influenzali sono stati in totale 1.589.000 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana i casi di sindrome simil influenzale sono stati circa 101.000. Numeri in crescita rispetto al precedente monitoraggio, ma bassissimi rispetto agli anni scorsi, quando, di questi tempi, si viaggiava al ritmo di 800.000 contagi settimanali. Inoltre, da inizio stagione a oggi, gli allettati da sindromi simil influenzali sono stati in totale 1.589.000 ma tra i campioni analizzati nessuno è risultato positivo al virus influenzale vero e proprio. E&#8217; quanto mostra il nuovo bollettino settimanale Influnet, a cura dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, riferito alla settimana dal primo al 7 febbraio.<br />
In questa settimana, a livello nazionale, l&#8217;incidenza delle sindromi simil influenzali si è mantenuta stabilmente sotto la soglia basale, con 1,7 casi per 1.000 assistiti. Nella scorsa stagione in questa stessa settimana la curva cominciava la sua discesa dopo aver raggiunto il picco epidemico stagionale e il livello di incidenza era pari a 12,1 casi per mille assistiti. Le sindromi simil influenzali colpiscono, come sempre, maggiormente i più piccoli. Nella fascia di età 0-4 anni l&#8217;incidenza è pari a 4,5 casi per 1.000 assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 2,1 casi nella fascia 15-64 anni a 1,6 casi e a 0,8 casi tra gli gli over 65. E&#8217; da notare, inoltre, che, su un totale di 3.060 campioni analizzati dall&#8217;inizio della sorveglianza, nessuno è risultato positivo al virus influenzale mentre 409 lo erano Sars-Cov-2. A causa dell&#8217;emergenza Covid-19, infine, Sardegna e Calabria non hanno attivato la sorveglianza.</p>
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