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	<title>sintomi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 10 Aug 2025 20:40:57 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Emergenza botulino: i sanitari della struttura privata non avrebbero riconosciuto subito i sintomi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emergenza-botulino-i-sanitari-della-struttura-privata-non-avrebbero-riconosciuto-subito-i-sintomi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 13:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per i casi di botulismo nell&#8217;alto tirreno cosentino si potrebbe aprire anche un&#8217;altra pista di indagine. E&#8217; la stessa Procura della Repubblica di Paola che lo ha reso noto: &#8220;Va evidenziato che, in alcuni casi, il decorso clinico è stato aggravato dalla mancata tempestiva diagnosi, in quanto i sintomi non sono stati immediatamente riconosciuti come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per i casi di botulismo nell&#8217;alto tirreno cosentino si potrebbe aprire anche un&#8217;altra pista di indagine. E&#8217; la stessa Procura della Repubblica di Paola che lo ha reso noto: &#8220;<strong>Va evidenziato che, in alcuni casi, il decorso clinico è stato aggravato dalla mancata tempestiva diagnosi, in quanto i sintomi non sono stati immediatamente riconosciuti come compatibili con intossicazione da botulino, ritardando pertanto l’avvio del trattamento specifico</strong>&#8220;.</p>
<p>Secondo quanto accertato, infatti, Luigi di Sarno, il 52enne di Cercola, nel Napoletano, deceduto nei pressi dello svincolo autostradale di Lagonegro, si sarebbe recato presso il Pronto Soccorso del Tirrenia Hospital a Marina di Belvedere Marittimo, mentre Tamara D&#8217;Acunto, 45enne di Diamante, deceduta mercoledì 6 agosto 2025, e il cui funerale è stato celebrato il giorno successivo, si sarebbe rivolta al pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Cetraro. La magistratura dovrà accertare se i sintomi accusati dalle due persone, poi, decedute, non siano stati riconosciuti come specifici da infezione da botulino. Anche per tale ragione e per chiarire in via definitiva le cause dei due decessi, saranno svolte martedì 12 agosto le autopsie sulle salme. E proprio per garantire le norme di legge, la Procura di Paola, come atto dovuto, ha iscritto nel registro degli indagati cinque medici in servizio nelle strutture sanitarie dove di Sarno e D&#8217;Acunto si sono rivolti prima del decesso. Intanto si apprende che sono stazionarie le condizioni delle dodici persone ricoverate nell&#8217;ospedale di Cosenza per intossicazione da botulino. Dei 12 pazienti, nove sono ricoverati in rianimazione e tre in reparti perchè meno gravi. Ieri in tarda serata, secondo quanto si è appreso, ad uno dei pazienti ricoverati è stato iniettato il siero anti botulino. Con quest&#8217;ultima salgono a sei le fiale utilizzate dai medici dell&#8217;ospedale di Cosenza.</p>
<p>&#8220;Al fine di fare chiarezza visto che notizie di stampa apparse ultimamente non sono immuni da ricostruzioni non aderenti alla realtà, intendo operare alcune doverose precisazioni.Innanzitutto – evidenzia Innocenzo Palazzo, avvocato dei due sanitari della Tirrenia Hosopital – c’è da evidenziare come la donna di 45 anni residente a Praia a Mare e deceduta due giorni fa non ha mai fatto accesso al pronto soccorso della Tirrenia Hospital, che quindi non ha nel caso di specie operato alcuna cura ed indagine. Per quanto invece concerne il decesso del signor Sarno, questa tragica fatalità in alcun modo è addebitabile ed ascrivibile ai sanitari della Tirrenia Hospital<strong>.</strong> Decesso che dispiace e addolora – aggiunge il legale – ma che in alcun modo può far ritenere la possibilità di elevare imputazioni e addebiti ai due sanitari che hanno agito con grande scrupolo e rigore medico scientifico. Peraltro, in assenza di elementi clinici che potessero valorizzare ed indirizzare per una diagnosi da intossicazione da botulino. Il seguito giudiziario, quando mai doveroso in questi casi, infatti, non potrà che dimostrare l’irreprensibilità del loro comportamento e quindi della struttura sanitaria Tirrenia Hospital. Qualsiasi strumentalizzazione – conclude Palazzo – lede gratuitamente, ingiustamente professionisti di spiccate qualità umane e professionali ed una struttura sanitaria che è punto di riferimento del Tirreno Cosentino offrendo risposte sanitarie caratterizzate da elevati standard qualitativi&#8221;.</p>
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		<title>Metamizolo, alert Aifa su antidolorifico e antifebbre: Rischio effetto avverso, i sintomi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 09:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alert dell&#8217;Agenzia italiana del farmaco sull&#8217;antidolorifico e antipiretico metamizolo e il rischio di agranulocitosi, una condizione patologica che comporta una diminuzione improvvisa e severa dei globuli bianchi (granulociti) e può portare a infezioni gravi, anche fatali. La comunicazione dell&#8217;Aifa è ai medici che in questo modo possono informare e sensibilizzare i pazienti che assumono metamizolo e intercettare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="art-text"><strong>Alert dell&#8217;Agenzia italiana del farmaco sull&#8217;</strong><span id="U111134569771VP"><strong>antidolorifico e antipiretico metamizolo</strong> e il rischio di agranulocitosi</span>, una condizione patologica che comporta una diminuzione improvvisa e severa dei globuli bianchi (granulociti) e<span id="U111134569771rFC"> può portare a infezioni gravi, anche fatali</span>. La comunicazione dell&#8217;Aifa è ai medici che in questo modo possono informare e sensibilizzare i pazienti che assumono metamizolo e<b> intercettare precocemente i sintomi di agranulocitosi, che in questo periodo possono confondersi con quelli dell&#8217;influenza</b> e passare inosservati.</p>
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<div><span style="color: var(--td_text_color, #111111); font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">Metamizolo e rischio agranulocitosi, quali sono i sintomi</span></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p class="art-text">Secondo la nota informativa pubblica sul sito dell&#8217;Aifa, concordata con le autorità regolatorie europee, &#8220;<strong>i pazienti trattati con medicinali contenenti metamizolo devono essere informati riguardo ai <span id="U1111345697710gF">sintomi precoci suggestivi di agranulocitosi</span>, tra cui febbre, brividi, mal di gola e piaghe dolorose delle mucose, in particolare nella bocca, nel naso e nella gola o nelle regioni genitali o anali</strong>; alla necessità di mantenere alta l&#8217;attenzione su questi sintomi, poiché possono manifestarsi in qualsiasi momento durante il trattamento, anche poco dopo l&#8217;interruzione del trattamento; alla necessità di interrompere il trattamento e rivolgersi immediatamente al medico se sviluppano questi sintomi.<strong> Se il metamizolo viene assunto per la febbre, <span id="U111134569771kf">alcuni sintomi di una agranulocitosi emergente possono passare inosservati</span></strong>&#8220;, avverte la nota. &#8220;Inoltre, i sintomi possono essere mascherati nei pazienti in trattamento con una terapia antibiotica. <strong>Se si sospetta agranulocitosi, deve essere eseguito immediatamente un emocromo completo (inclusa la formula leucocitaria) e il trattamento deve essere interrotto in attesa dei risultati.</strong></p>
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<div id="google_ads_iframe_/5966054,21738307588/Adnkronos/Adnkronos_intext_0__container__"><span style="color: var(--td_text_color, #111111); font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">Le indicazioni in caso si agranulocitosi</span></div>
</div>
</div>
<p class="art-text">Se l&#8217;agranulocitosi viene confermata, il trattamento non deve essere reintrodotto&#8221;. E ancora, &#8220;il monitoraggio di routine dell&#8217;emocromo nei pazienti trattati con medicinali contenenti metamizolo non è raccomandato. Il metamizolo è controindicato nei pazienti con un&#8217;anamnesi di agranulocitosi indotta da metamizolo (o da altri pirazoloni o pirazolidine), con compromissione della funzionalità del midollo osseo o con malattie del sistema emopoietico&#8221;. A luglio l&#8217;Agenzia europea del farmaco (Ema) ha avviato una revisione dei medicinali a base di metamizolo. Intanto &#8211; come raccomandato dal Comitato sicurezza dell&#8217;ente regolatorio Ue &#8211; l&#8217;Aifa anche con questa nota rafforza le misure per ridurre al minimo le conseguenze gravi di questo effetto collaterale dell&#8217;antidolorifico.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<title>L’influenza australiana A-H3N2 può colpire anche il cervello: Ecco i sintomi e come difendersi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 09:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiama A-H3N2 ma è più nota come influenza australiana. Perché nel paese i contagi sono arrivati a 15 milioni in quella che è diventata la seconda stagione influenzale più pesante degli ultimi dieci anni. In Italia è già arrivata in diverse regioni. E in Liguria si è registrato il primo caso di ricovero, mentre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama A-H3N2 ma è più nota come influenza australiana. Perché nel paese i contagi sono arrivati a 15 milioni in quella che è diventata la seconda stagione influenzale più pesante degli ultimi dieci anni. In Italia è già arrivata in diverse regioni. E in Liguria si è registrato il primo caso di ricovero, mentre il Lombardia oggi comincia la campagna vaccinale. Fabrizio Pregliasco, virologo della Statale e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi Sant’Ambrogio aveva avvertito nei giorni scorsi che la nuova variante H3N2 allerta per la sua natura immunoevasiva, capace cioè di eludere parte delle difese del sistema immunitario. Mentre Matteo Bassetti ha spiegato che il paziente ha sintomi che interessano anche l’apparato neurologico, oltre ai polmoni.</p>
<p><strong>I sintomi</strong><br />
I sintomi dell’influenza da tenere sotto controllo sono febbre superiore ai 38 gradi, tosse e naso che cola, occhi arrossati, dolori muscolari e articolari. Il Corriere della Sera spiega che H3N2 è un sottotipo del virus A dell’influenza. Nella scorsa stagione in Italia era prevalente il ceppo A-H1N1, in quella precedente A-H3N2. Si tratta di un ceppo più virulento e immunoevasivo, cioè è in grado di aggirare le difese immunitarie. I più colpiti saranno i più giovani che hanno avuto meno probabilità di contatto con il virus negli anni precedenti. I virus hanno tre caratteristiche: la febbre oltre i 38 gradi, la presenza di un sintomo come dolore muscolare o articolare, quelli respiratori. Nei bambini si manifestano diarrea, pianto e febbre. Negli anziani è più presenta la difficoltà respiratoria oltre alla confusione mentale.</p>
<p><strong>H3N2 e il cervello</strong><br />
La relazione tra l’influenza H3N2 e il cervello si sostanzia nelle manifestazioni neurologiche che colpiscono il sistema nervoso centrale dei contagiati. Si parla di vertigini, convulsioni, encefaliti, confusione mentale come quella che ha colpito l’anziano paziente di Genova, che non riconosce la moglie. Il meccanismo di coinvolgimento del cervello parte dall’invasione del virus nel sistema nervoso centrale attraverso i bulbi olfattivi. Si parla anche di un meccanismo autoimmune con una risposta eccessiva dell’organismo al virus, con il rilascio di citochine che causando infiammazione portano alla comparsa dei sintomi neurologici.<br />
(<em>Fonte: open.online</em>)</p>
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		<title>Cassazione: visita domiciliare della Guardia medica è obbligatoria se paziente accusa sintomi gravi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cassazione-visita-domiciliare-della-guardia-medica-e-obbligatoria-se-paziente-accusa-sintomi-gravi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 17:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il diritto alla salute comporta l’obbligo per un medico con funzioni pubbliche di tutelarlo. Per questo la visita domiciliare è obbligatoria. Almeno per quei pazienti che riferiscano di accusare sintomi gravi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una decisione che potrebbe cambiare le consuetudini di medici di base e guardie mediche meno disponibili [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il diritto alla salute comporta l’obbligo per un medico con funzioni pubbliche di tutelarlo. Per questo la visita domiciliare è obbligatoria. Almeno per quei pazienti che riferiscano di accusare sintomi gravi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una decisione che potrebbe cambiare le consuetudini di medici di base e guardie mediche meno disponibili alle visite domiciliari.<br />
<strong>Diagnosi al telefono, il paziente muore</strong><br />
I giudici hanno confermato la condanna a quattro mesi e all’interdizione dalla professione per lo stesso periodo di un medico di guardia che si era limitata a dare consigli telefonici, dopo una chiamata di emergenza, anziché verificare le condizioni del paziente, che accusava un forte bruciore allo sterno accompagnato da irradiazione di dolore sulle braccia e sulle dita delle mani. La diagnosi era stata di gastroenterite e invece, successivamente, un infarto aveva portato alla morte dell’uomo. Il medico bolognese era finito a processo per omicidio colposo era stato assolto da questo reato e condannato per rifiuto di atti d’ufficio e la Cassazione ha confermato la sentenza. </p>
<p><strong>LA DECISIONE</strong><br />
I giudici si sono rifatti a una norma del ‘91 secondo la quale il medico in servizio di guardia deve rimanere a disposizione «per effettuare gli interventi domiciliari al livello territoriale che gli saranno richiesti» e durante il turno «è tenuto ad effettuare al più presto tutti gli interventi che gli siano richiesti direttamente dagli utenti». E precisano nella sentenza: «Costituisce, pertanto, consolidato orientamento interpretativo di questa Corte quello secondo il quale integra il delitto di rifiuto di atti di ufficio la condotta del sanitario in servizio di guardia medica che, pur richiesto, decida di non eseguire l’intervento domiciliare urgente per accertarsi delle effettive condizioni di salute del paziente, nonostante gli venga prospettata una sintomatologia grave, trattandosi di un reato di pericolo per il quale a nulla rileva che lo stato di salute del paziente si riveli, in concreto, meno grave di quanto potesse prevedersi. In sostanza &#8211; spiegano i giudici &#8211; il delitto è integrato ogniqualvolta il medico di turno, pubblico ufficiale, a fronte di una riferita sintomatologia ingravescente e alla richiesta di soccorso, che presenti inequivoci connotati di gravità e di allarme, neghi un atto non ritardabile, quale appunto quello di un accurato esame clinico volto ad accertare le effettive condizioni del paziente».</p>
<p><strong>LA VICENDA</strong><br />
Il caso esaminato dalla Corte era stato anche sottoposto, durante il primo grado, a una perizia collegiale che aveva stabilito come «l’ostinato rifiuto di eseguire la visita domiciliare andasse qualificato come rifiuto di atti di ufficio». L’imputata, nel suo ricorso aveva sottolineato la mancanza di dolo ma i giudici della Cassazione sottolineano: «le argomentazioni esposte dalla Corte di merito sono correttamente fondate sull’indebito e consapevole rifiuto della ricorrente di svolgere l’intervento domiciliare urgente, in assenza di altre esigenze del servizio (quali, ad esempio, contemporanee richieste di intervento urgente), a fronte dell’inequivoca gravità e chiarezza della sintomatologia esposta, per sincerarsi personalmente, pur nel dubbio, delle effettive condizioni del paziente e dell’eventuale situazione di pericolo in cui questi si trovava o meno, in base ad un esame clinico diretto». E concludono: «Il delitto contestato rientra tra i delitti contro la pubblica amministrazione in quanto sanziona il rifiuto consapevole del medico di adottare atti, senza ritardo, per la tutela del diritto alla salute che, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione costituisce fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e, per questo, rende il sanitario portatore di funzioni pubbliche.</p>
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		<title>Vaiolo delle scimmie, ecco come conoscerlo: sintomi, contagio, cure e vaccino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vaiolo-delle-scimmie-ecco-come-conoscerlo-sintomi-contagio-cure-e-vaccino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 08:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Nessun allarme ma è bene conoscerlo&#8221;. Dopo i casi registrati a Firenze, si torna a parlare del virus del vaiolo delle scimmie e gli esperti del sito &#8216;dottore, ma è vero che&#8230;?&#8217;, promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), rassicurano facendo anche chiarezza su diversi aspetti del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
&#8220;Nessun allarme ma è bene conoscerlo&#8221;. Dopo i casi registrati a Firenze, si torna a parlare del virus del vaiolo delle scimmie e gli esperti del sito &#8216;dottore, ma è vero che&#8230;?&#8217;, promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), rassicurano facendo anche chiarezza su diversi aspetti del Mpox (monkeypox) e rispondendo ad alcune domande.   &#8220;Il periodo di incubazione (l’intervallo tra l’infezione e l’insorgenza dei sintomi) del vaiolo delle scimmie è generalmente compreso tra 6 e 13 giorni, ma può variare da 5 a 21 giorni &#8211; ricordano -. L’infezione può essere suddivisa in due periodi: inizialmente (dall’inizio a 5 giorni) si manifestano febbre, forte mal di testa, gonfiore dei linfonodi (linfoadenopatia), mal di schiena, dolore muscolare e un’intensa mancanza di energia (astenia). La linfoadenopatia è una caratteristica distintiva del vaiolo delle scimmie rispetto ad altre malattie che inizialmente possono apparire simili (varicella, morbillo, vaiolo)&#8221;.</p>
<p>&#8220;L’eruzione cutanea di solito inizia entro tre giorni dalla comparsa della febbre e tende a essere più concentrata sul viso e sulle estremità piuttosto che sul tronco. Colpisce il viso (nel 95% dei casi), i palmi delle mani e la pianta dei piedi (nel 75% dei casi). Possono essere colpite anche le mucose orali (nel 70% dei casi), i genitali (30%) e le congiuntive (20%), oltre alla cornea. L’eruzione cutanea &#8211; avvertono &#8211; evolve in sequenza da macule (lesioni con una base piatta) a papule (lesioni solide leggermente rialzate), vescicole (lesioni piene di liquido trasparente), pustole (lesioni piene di liquido giallastro) e croste che si seccano e cadono. Il numero delle lesioni varia da poche a diverse migliaia&#8221;.   Come si cura la malattia provocata dal cosiddetto vaiolo delle scimmie? &#8220;Solitamente si risolve da sola, con sintomi che durano da due a quattro settimane &#8211; rispondono gli esperti .- I casi gravi si verificano più comunemente tra i bambini e sono correlati all’entità dell’esposizione al virus, allo stato di salute del paziente e alla natura delle complicanze. Le complicanze del vaiolo delle scimmie possono includere infezioni secondarie, broncopolmonite, sepsi, encefalite e infezione della cornea con conseguente perdita della vista&#8221;.  Chi era stato vaccinato da piccolo con l’antivaiolosa è protetto dal vaiolo delle scimmie? &#8220;È ragionevole pensare che le persone a suo tempo sottoposte a vaccinazione abbiano un certo grado di protezione contro il vaiolo delle scimmie.</p>
<p>Una revisione sistematica della letteratura pubblicata nel 2020 &#8211; chiariscono i medici &#8211; ha trovato che nell’80-96% dei casi le persone contagiate dal virus del vaiolo delle scimmie non erano vaccinate: è un dato interessante ma che non permette di trarre conclusioni sicure perché la malattia è diffusa prevalentemente in Africa dove, anche a causa della durata media della vita più breve, la percentuale di popolazione vaccinata contro il vaiolo è ormai molto piccola&#8221;. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Svelare l&#8217;Alzheimer 15 anni prima dei sintomi, la speranza in un esame del sangue</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/svelare-lalzheimer-15-anni-prima-dei-sintomi-la-speranza-in-un-esame-del-sangue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 09:09:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Un semplice esame del sangue potrebbe rilevare il rischio di Alzheimer fino a 15 anni prima che insorgano i sintomi della malattia, aprendo la prospettiva di uno screening nazionale al quale sottoporre la popolazione over 50. Una svolta contro la forma più diffusa di demenza. Il test misura i livelli di proteina p-tau217, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Un semplice esame del sangue potrebbe rilevare il rischio di Alzheimer fino a 15 anni prima che insorgano i sintomi della malattia, aprendo la prospettiva di uno screening nazionale al quale sottoporre la popolazione over 50.</p>
<p>Una svolta contro la forma più diffusa di demenza. Il test misura i livelli di proteina p-tau217, spia dei cambiamenti che avvengono nel cervello durante l&#8217;Alzheimer.  Messa a punto dalla società ALZpath e già disponibile in commercio &#8211; si legge sul quotidiano britannico &#8216;Independent&#8217; -, l&#8217;analisi potrebbe identificare le persone con probabilità alta, intermedia o bassa di sviluppare la patologia, escludendo potenzialmente la necessità di ulteriori indagini più invasive.  &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Covid può cambiare il cervello, studio su pazienti con sintomi persistenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-puo-cambiare-il-cervello-studio-su-pazienti-con-sintomi-persistenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 09:21:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Covid-19 può modificare il cervello. E un team di ricercatori ha voluto capire esattamente cosa succede a livello cerebrale in quel gruppo di pazienti che hanno sintomi persistenti. Utilizzando una versione avanzata di risonanza magnetica di diffusione, gli esperti hanno identificato delle differenze nella struttura del tessuto cerebrale dei pazienti con sintomi post [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
Covid-19 può modificare il cervello. E un team di ricercatori ha voluto capire esattamente cosa succede a livello cerebrale in quel gruppo di pazienti che hanno sintomi persistenti. Utilizzando una versione avanzata di risonanza magnetica di diffusione, gli esperti hanno identificato delle differenze nella struttura del tessuto cerebrale dei pazienti con sintomi post Covid rispetto a persone sane. Sotto la lente è finita in particolare la materia bianca del cervello. A condurre il lavoro sono stari ricercatori dell&#8217;università di Linköping, in Svezia, che hanno esaminato il cervello di 16 pazienti precedentemente ricoverati in ospedale per Covid e con sintomi persistenti. I risultati, pubblicati sulla rivista &#8216;Brain Communications&#8217;, possono fornire informazioni sui meccanismi alla base dei problemi neurologici persistenti post virus, spiegano gli scienziati. Diversi studi precedenti hanno affrontato questo problema, molto sentito dai medici. &#8220;Può essere frustrante capire che i pazienti hanno dei problemi, ma non riuscire a trovare una spiegazione perché non c&#8217;è nulla nella risonanza magnetica che possa spiegarlo&#8221;, osserva Ida Blystad, ricercatrice e neuroradiologa del Dipartimento di radiologia del Linköping University Hospital. &#8220;Per me, questo sottolinea l&#8217;importanza di provare altre tecnologie di esame per capire cosa sta succedendo nel cervello nei pazienti con sintomi persistenti post Covid&#8221;. I ricercatori hanno quindi aggiunto un nuovo tipo di imaging e hanno puntato l&#8217;obiettivo sulla sostanza bianca del cervello, perché è costituita principalmente da assoni ed è molto importante per il trasporto dei segnali tra le diverse parti del cervello e il resto del corpo.</p>
<p>&#8220;La risonanza magnetica di diffusione &#8211; illustra Deneb Boito, dottorando del Dipartimento di ingegneria biomedica dell&#8217;università di Linköping &#8211; è una tecnologia molto sensibile che consente di rilevare cambiamenti nel modo in cui sono organizzati gli assoni delle cellule nervose. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo voluto utilizzarla per studiare quegli effetti del Covid-19 sul cervello che altre tecnologie di imaging potrebbero non rilevare&#8221;.  Per avere un&#8217;idea di cosa sia questa tecnica, si può immaginare una città di notte, con i fari e le luci posteriori delle auto che brillano come fili di perle rosse e bianche sulle strade più trafficate. Non si può vedere la strada in sé, ma si capisce che è lì perché le macchine possono circolare facilmente proprio lì. Allo stesso modo, medici e ricercatori possono ottenere informazioni su come è costruito il cervello a livello microscopico attraverso la risonanza magnetica di diffusione, che si basa sul fatto che ovunque nel cervello c&#8217;è acqua che si muove nei tessuti, ma le molecole d&#8217;acqua si muovono più facilmente lungo le vie neurali. Misurandone il movimento, i ricercatori possono dedurre indirettamente la struttura di questi percorsi. Questa tecnica di imaging viene utilizzata ad esempio per la diagnosi di ictus o per la pianificazione di un intervento chirurgico al cervello. I ricercatori vi hanno fatto ricorso per esplorare appunto il cervello dei 16 protagonisti del lavoro: pazienti che stanno partecipando al Linköping Covid-19 Study (LinCos) nel Dipartimento di medicina riabilitativa e che avevano ancora sintomi persistenti dopo 7 mesi. Questo gruppo è stato confrontato con un gruppo di persone sane senza sintomi post Covid che non erano state ricoverate in ospedale per il virus. Il cervello dei partecipanti è stato esaminato sia con la risonanza magnetica convenzionale che con la risonanza magnetica di diffusione. Risultato: &#8220;I due gruppi hanno differenze per quanto riguarda la struttura della sostanza bianca del cervello. E questa può essere una delle cause dei problemi neurologici vissuti dal gruppo che aveva sofferto di Covid grave&#8221;, evidenzia Blystad. Quanto osservato è &#8220;in linea con altri studi che hanno mostrato cambiamenti nella materia bianca del cervello.</p>
<p>Tuttavia, avendo esaminato solo un piccolo gruppo di pazienti, siamo cauti nel trarre conclusioni importanti. Con questa tecnologia non misuriamo la funzione del cervello, ma la sua microstruttura&#8221;. I risultati ottenuti, conclude, &#8220;sono un segno che dobbiamo studiare gli effetti a lungo termine di Covid nel cervello utilizzando una tecnologia Mri più avanzata rispetto alla risonanza magnetica convenzionale&#8221;.  Ci sono diverse questioni che i ricercatori vogliono ulteriormente approfondire. Sembra, ad esempio, che la materia bianca nelle diverse parti del cervello sia influenzata in modi diversi. Un prossimo lavoro esaminerà se i cambiamenti rilevati sono in qualche modo collegati all&#8217;attività cerebrale e in che modo le diverse parti del cervello comunicano tra loro attraverso la sostanza bianca cerebrale nei pazienti che soffrono di affaticamento post Covid. Un&#8217;altra domanda è cosa succede nel tempo. La risonanza magnetica fornisce un&#8217;immagine del cervello in quel particolare momento. Poiché i partecipanti sono stati esaminati una sola volta, non è possibile sapere se le differenze tra i due gruppi scompariranno nel tempo o se saranno permanenti. &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Long-Covid, fino a 30% pazienti ha sintomi cardiovascolari che possono portare ad una nuova malattia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/long-covid-fino-a-30-pazienti-ha-sintomi-cardiovascolari-che-possono-portare-ad-una-nuova-malattia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 13:42:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Indolfi]]></category>
		<category><![CDATA[long covid]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[università magna graecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra il 10 e il 30% dei pazienti con Covid-19 ha sintomi cardiovascolari che si protraggono dopo la guarigione dall&#8217;infezione e che possono durare anche per mesi: dolore al petto, palpitazioni e alterazioni del battito, difficoltà respiratorie. A questa forma di long-Covid cardiovascolare l&#8217;American College of Cardiology ha dato il nome di PASC (Sequele Post [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra il 10 e il 30% dei pazienti con Covid-19 ha sintomi cardiovascolari che si protraggono dopo la guarigione dall&#8217;infezione e che possono durare anche per mesi: dolore al petto, palpitazioni e alterazioni del battito, difficoltà respiratorie. A questa forma di long-Covid cardiovascolare l&#8217;American College of Cardiology ha dato il nome di PASC (Sequele Post Acute da SARS-Cov-2) invitando i medici alla valutazione cardiologica dei pazienti con long-Covid cardiovascolare. Ora anche i cardiologi della Società Italiana di Cardiologia (SIC) fanno proprie queste indicazioni. </p>
<p>&#8220;Sono così numerosi i casi di pazienti con un interessamento cardiovascolare dopo l&#8217;infezione acuta che si è definita una nuova malattia&#8221;, sottolinea Ciro Indolfi, presidente SIC e ordinario di Cardiologia all&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro. Per i pazienti più gravi, con una vera e propria patologia cardiovascolare insorta dopo il Covid, &#8220;la consulenza cardiologica è raccomandata&#8221;, dice Indolfi. </p>
<p>In quelle più lievi, in cui &#8220;ci sono sintomi come tachicardia, intolleranza all&#8217;esercizio e/o decondizionamento, ovvero una riduzione della capacità di allenamento rispetto a prima del contagio, si raccomanda inizialmente l&#8217;esercizio in posizione sdraiata o semi-sdraiata, come ciclismo, nuoto o canottaggio, per poi passare all&#8217;esercizio anche in posizione eretta man mano che migliora la capacità di stare in piedi senza affanno&#8221;. </p>
<p>Può essere utile anche l&#8217;assunzione di sali e liquidi e in alcuni casi il medico può prescrivere dei farmaci. Ciò che bisogna evitare, secondo il cardiologo, è la &#8220;spirale discendente&#8221;: &#8220;la fatica e la ridotta capacità di esercizio portano a una diminuzione dell&#8217;attività e del riposo a letto, che comportano a loro volta un peggioramento dei sintomi e una qualità di vita ridotta&#8221;, conclude Indolfi.</p>
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		<title>Presidente medici Sudafrica, &#8216;Omicron dà sintomi lievi&#8217;, ma le persone malate o anziane restano a rischio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/presidente-medici-sudafrica-omicron-da-sintomi-lievi-ma-le-persone-malate-o-anziane-restano-a-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2021 11:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Omicron]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La nuova variante Omicron del coronavirus provoca una malattia leggera senza sintomi importanti&#8221;: lo ha dichiarato, ripresa da diversi media, Angelique Coetzee, presidente della Associazione dei medici del Sudafrica, Paese da cui proviene la variante e che l&#8217;ha isolata. La dottoressa Coetzee ha però precisato che le persone anziane e affette da malattie sono comunque [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La nuova variante Omicron del coronavirus provoca una malattia leggera senza sintomi importanti&#8221;: lo ha dichiarato, ripresa da diversi media, Angelique Coetzee, presidente della Associazione dei medici del Sudafrica, Paese da cui proviene la variante e che l&#8217;ha isolata. La dottoressa Coetzee ha però precisato che le persone anziane e affette da malattie sono comunque a rischio.</p>
<p>In dichiarazioni citate dal Telegraph, afferma che la possibilità di una nuova variante era emersa già da diversi giorni, per la presenza nella clinica privata da lei gestita a Pretoria di persone che presentavano sintomi che inizialmente non sembravano quelli caratteristici del Covid. Si sono presentate persone di tutte le etnie con senso di affaticamento, bambini con battito accelerato, senza che nessuno presentasse uno dei sintomi più tipici dell&#8217;infezione da nuovo coronavirus, cioè la perdita di gusto e olfatto. &#8220;I loro sintomi erano molto diversi e lievi rispetto a quelli che avevo curato in precedenza&#8221;, racconta la presidente dei medici sudafricani, che esercita la professione da 33 anni.<br />
Coetzee ha spiegato che i suoi pazienti non hanno avuto sintomi gravi, che stavano bene, esprimendo però preoccupazione nei confronti delle persone anziane, più vulnerabili specie se affette da malattie cardiocircolatorie o diabete.<br />
&#8220;Ciò di cui ci dobbiamo preoccupare è che le persone più anziane e senza vaccino si infettino con la nuova variante (Omicron). E se non sono vaccinate, vedremo molte persone con forme gravi della malattia&#8221;, ha detto Coetzee, ricordando però come la situazione in Sudafrica sia molto diversa da quella britannica o europea, per la scarsa incidenza della campagna vaccinale e per l&#8217;irrilevante porzione della popolazione sopra i 65 anni, pari solo al 6%. </p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Covid nei bambini, studio osservazionale: sintomi variano in base all&#8217;età</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-nei-bambini-studio-osservazionale-sintomi-variano-in-base-alleta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2021 10:43:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
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		<category><![CDATA[test]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I sintomi del Covid nei bambini variano in base all’età. La tosse è meno importante di quel che si pensasse. E se sotto i tre anni &#8216;segno&#8217; più comune è il raffreddore &#8211; e la febbre alta è meno comune &#8211; sopra i 3 anni è il mal di testa il campanello d’allarme. Le malattie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I sintomi del Covid nei bambini variano in base all’età. La tosse è meno importante di quel che si pensasse. E se sotto i tre anni &#8216;segno&#8217; più comune è il raffreddore &#8211; e la febbre alta è meno comune &#8211; sopra i 3 anni è il mal di testa il campanello d’allarme. Le malattie croniche non sembrano influenzare la possibilità di avere una diagnosi positiva mentre l’andamento dei contagi nei bambini varia molto in base alla Regione e a contagiare sono più frequentemente i famigliari. Sono i risultati di uno studio osservazionale – appena pubblicato sulla rivista scientifica Quaderni Acp &#8211; presentato e discusso nel corso del 33° Congresso Nazionale dell’Associazione culturale pediatri (Acp), appena concluso.</p>
<p>Alla ricerca hanno partecipato 34 pediatri di famiglia che hanno seguito 1.947 bambini con una distribuzione regionale concentrata in alcune aree: Veneto (10 pediatri, 10.283 bambini), Lombardia (8, 7.390), Piemonte (6, 5.967), Sicilia (4, 3.675). Le altre regioni coinvolte sono state Campania (2 pediatri, 1.827 bambini), Friuli, Puglia, Emilia-Romagna e Lazio (1 pediatra per Regione con rispettivamente 1.108, 1.050, 990 e 889 bambini). L’incidenza complessiva dei casi di malattia nella popolazione seguita è stata di 3,8 casi ogni mille bambini in un mese, con differenze significative tra le regioni italiane. L&#8217;Emilia Romagna e Veneto sono le regioni più colpite. &#8220;Queste differenze sono verosimilmente legate alla diversa gestione della malattia nelle varie regioni, con conseguente diversa possibilità di confermare la diagnosi nei casi sospetti”, ha spiegato Giacomo Toffol, pediatra Acp e coordinatore dello studio, al quale hanno lavorato tra gli altri anche i pediatri e ricercatori Laura Reali e Roberto Buzzetti.<br />
I pediatri confermano che, in generale, il decorso della malattia nell’età pediatrica si conferma significativamente meno grave rispetto alle età più avanzate, con un basso numero di ricoveri e una mortalità bassissima. Ma mentre l’andamento dei casi di Covid-19 pediatrico che hanno necessitato di ricovero ospedaliero è stata ampiamente descritta da numerosi studi italiani e internazionali, minori sono le informazioni relative al molto più grande numero di casi pediatrici meno gravi, che non necessitano di ospedalizzazione. Ancora non esaustive sono inoltre le informazioni sulla contagiosità del virus Sars-Cov2 in questa fascia d’età e sul il ruolo che giocano i bambini e gli adolescenti nella trasmissione di questo virus.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/covid-nei-bambini-studio-osservazionale-sintomi-variano-in-base-alleta/">Covid nei bambini, studio osservazionale: sintomi variano in base all&#8217;età</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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