Tag: sindacati

  • VIDEO-Sanità, sit in dei sindacati in Cittadella: Chiesto cambio di passo al commissario Longo

    VIDEO-Sanità, sit in dei sindacati in Cittadella: Chiesto cambio di passo al commissario Longo

    Catanzaro – Sono scesi in piazza i lavoratori della Sanità calabrese pubblica e privata per rivendicare un vero cambio di passo alla struttura commissariale, alla Regione e nella governance di tutte le strutture. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl hanno proclamato lo stato di agitazione degli operatori della sanità pubblica e privata ed indetto un sit in davanti alla Cittadella regionale, sostenute dalle rispettive Confederazioni regionali e dalle categorie dei pensionati, per chiedere che si manifesti con azioni tempestive e concrete la volontà di risolvere “i disagi dei lavoratori e dei cittadini calabresi da parte di chi ha responsabilità e compiti istituzionali nel governo del Sistema Sanitario Regionale”.

    “Nessuna azione di risanamento e nessuna iniziativa urgente è stata intrapresa per restituire dignità al Sistema Sanitario calabrese- evidenziano i sindacati. Le criticità dei Suem 118 e dei Pronto Soccorso di tutta la Calabria ne sono l’esempio plastico. Non è stata effettuata alcuna programmazione su prevenzione, assistenza domiciliare, assistenza territoriale e socio-sanitaria. Non si hanno notizie su piani fabbisogno personale, assunzioni, concorsi e stabilizzazioni”.

    Cittadella- sit in sanitàI sindacati domandano poi che fine faranno gli oltre 1.500 precari assunti per l’emergenza da Covid-19 in scadenza il 31 luglio 2021. L’indennita’ Covid, si fa inoltre rilevare, “non è stata pagata al personale sanitario impegnato nell’emergenza pandemica. Che fine hanno fatto – domandano ancora le federazioni di categoria – le risorse finanziarie stanziate dal governo nazionale (14 milioni di euro)? Vogliamo il pieno rispetto dell’accordo del 6 luglio 2020″.

    “Non ci arrendiamo all’inerzia, alla lentezza, al rinvio di temi che – hanno ribadito con fermezza i sindacati – sono fondamentali per cambiare un sistema sanitario regionale che arretra piuttosto che risanare, per questo torniamo in piazza, perché il diritto alla salute deve essere garantito a tutti i cittadini calabresi e il diritto alla sicurezza e ad un lavoro dignitoso deve essere garantito a tutti i lavoratori e le lavoratrici della sanità pubblica e privata” – concludono i sindacati.

    I segretari generali regionali Angelo Sposato (Cgil), Tonino Russo (Cisl) e Santo Biondo (Uil) e i segretari generali regionali di categoria Alessandra Baldari (Fp Cgil), Luciana Giordano (Cisl Fp), Elio Bartoletti (Uil Fpl) sono stati ricevuti dal commissario ad acta per la Sanità in Calabria, Guido Longo.

  • Accordo territoriale tra Confcommercio Calabria Centrale e sindacati

    Accordo territoriale tra Confcommercio Calabria Centrale e sindacati

    Siglato nei giorni scorsi un importante accordo territoriale tra Confcommercio Calabria Centrale , rappresentata dal Presidente Pietro Falbo, e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uitucs Uil , rappresentate, rispettivamente, da Armando Labonia, Fortunato Lo Papa e Saverio Scarpino.

    «L’accordo, – comunica il direttore di Confcommercio Calabria Centrale Giovanni Ferrarelli – che dà attuazione a quanto stabilito dall’art. 75 del Ccnl Terziario, Distribuzione e Servizi, consente alle imprese delle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia , che applicano il suddetto contratto, di beneficiare di una rilevante opportunità, prevista a favore dei territori a vocazione turistica, consistente in una specifica disciplina dei contratti a tempo determinato, al fine di gestire al meglio i picchi di lavoro legati alla stagionalità. L’intesa, infatti, nasce proprio dall’esigenza di favorire, nel settore terziario, distribuzione e servizi, la stipula di contratti a tempo determinato per quelle le imprese che, pur non essendo stagionali, devono far fronte all’incremento di lavoro, legato a determinati periodi dell’anno».

    «Nello specifico l’accordo firmato consente la stipula di contratti a termine in deroga ai numeri massimi consentiti dalla normativa vigente, evitando sanzioni e, soprattutto, incentivando l’occupazione regolare. Grazie all’intesa, quindi, le nostre imprese del commercio e dei servizi, potranno usufruire di uno strumento di flessibilità che consenta loro di gestire al meglio i picchi di lavoro stagionali, garantendo, nello stesso tempo, all’interno delle nostre località turistiche, continuità e qualità dei servizi offerti».

  • Sindacati preoccupati e attaccano: voli in aumento ma si chiede nuova cassa integrazione

    Sindacati preoccupati e attaccano: voli in aumento ma si chiede nuova cassa integrazione

    Si è svolto in sede aziendale l’incontro tra Sacal SpA e Sacal GH con le organizzazioni sindacali regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo sulla situazione relativa agli scali calabresi ed alle condizioni di crisi della società.

    “Le Aziende hanno proposto alle OO.SS. – si legge in una nota – l’estensione della cassa integrazione per covid fino al 31 dicembre 2021 per ‘tutelare i livelli occupazionali’. Le OO.SS. in modo unitario hanno preso atto della crisi di liquidità illustrata dai dirigenti aziendali ma hanno sottolineato che dai dati in loro possesso, per altro confermati dall’azienda, vi è un aumento dell’operatività degli scali già in atto, con previsioni di aumento nel mese di luglio al 70% rispetto allo stesso periodo del 2019 e con punte previste fino al 85%. Questo aumento di operatività degli scali dovrebbe indurre l’azienda ad astenersi dall’utilizzo di ulteriore cassa integrazione per Covid ed anzi, proposta avanzata dalle Organizzazioni sindacali, sarebbe necessario per garantire senza problemi la stagione estiva procedere immediatamente all’assunzione dei lavoratori stagionali ed alla trasformazione dei lavoratori part-time a full-time”.

    Le organizzazione sindacali, prosegue la nota – “quindi, chiedono all’azienda di affrontare l’aumento di operatività degli scali con gli strumenti che sempre in questi casi si utilizzano perché sarebbe davvero incomprensibile che nel momento in cui più alta è la necessità di personale si facesse ancora ricorso agli ammortizzatori. Essendo stati molto chiari su questo punto rappresentiamo invece preoccupazione per il futuro degli scali e per la situazione venutasi a determinare sugli assetti e sulla ricapitalizzazione societaria. Discussione affrontata più volte dagli azionisti e la cui prossima assemblea dovrebbe tenersi il prossimo 30 giugno. Per questo motivo abbiamo chiesto che a conclusione dell’assemblea dei soci il Presidente De Metrio incontri le Organizzazioni sindacali, anche perché l’unico incontro avuto è stato in occasione della sua nomina”.

    A parere dei sindacati “Adesso la situazione ci sembra abbastanza seria e noi vogliamo essere portati a conoscenza delle posizioni dei singoli soci sul futuro degli scali calabresi. Bisogna dare conto ai lavoratori e ai cittadini di questa regione. Al Presidente ff della Giunta regionale e all’Assessore ai Trasporti chiediamo un urgente incontro per essere portati a conoscenza della strategia della Regione sulla Sacal, di cui è uno degli importanti soci pubblici, e della sua funzione sociale nel sistema della mobilità della Calabria”.

  • Sindacati: mobilitazione regionale unitaria martedì 22 giugno a Catanzaro

    Sindacati: mobilitazione regionale unitaria martedì 22 giugno a Catanzaro

    Una mobilitazione unitaria regionale a sostegno del comparto idraulico-forestale è stata proclamata da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Calabria per martedì 22 giugno, a partire dalle ore 9:30, davanti alla Cittadella della Regione, a Germaneto, nella piazza San Francesco di Paola.

    “Saremo con le lavoratrici e i lavoratori – dichiarano in una nota congiunta i Segretari generali regionali di Fai Cisl, Michele SapiaFlai Cgil, Bruno Costa, e Uila Uil, Nino Merlino – per chiedere più risorse finanziarie e investimenti per il settore forestale calabrese; per dire basta ai tagli alla forestazione in una regione troppo fragile che necessita di più lavoro e più sicurezza, perché in una regione prevalentemente montuosa è necessario garantire le giuste risorse e attività di manutenzione e tutela delle risorse ambientali-forestali; per l’avvio del servizio Antincendio boschivo e di tutte le attività previste nel Piano Attuativo regionale 2021″.
    “L’iniziativa regionale del 22 giugno – proseguono i tre sindacalisti – ha lo scopo di sollecitare ancora una volta le istituzioni, i parlamentari eletti in Calabria, il Governo e la Giunta regionale a recuperare il taglio delle risorse operato sin dal 2019 dal Governo nazionale, assicurare le retribuzioni e la possibilità di svolgere le loro attività ai lavoratori forestali calabresi, garantire un ricambio generazionale nel comparto. Chiediamo al Governo di integrare nel decreto Sostegni bis le risorse finanziarie decurtate per il settore e alla Giunta regionale un ulteriore impegno per la copertura economica 2021″.
    “Sono necessari – affermano i Segretari di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Calabria – più responsabilità e investimenti per recuperare silenzi e inerzie. Non si può ignorare che il settore forestale calabrese è un comparto strategico per il territorio e le comunità. Chiediamo, perciò, garanzie retributive e l’applicazione del contratto regionale scaduto nel 2011, siglato nel lontano 2019, ma ad oggi non recepito anche da questa Giunta regionale.

    Saremo in piazza assieme alle lavoratrici e ai lavoratori per ribadire il valore della sicurezza sui cantieri forestali e nella campagna di servizio Antincendio boschivo appena iniziata. Ma chiediamo più investimenti per avviare il turn over nel settore forestale calabrese, che si sta svuotando”.

    “Servono un impegno comune e più azione, meno buoni propositi: il 22 giugno – ribadiscono le sigle – saremo in piazza per chiedere alla politica e alle istituzioni impegni verso il lavoro forestale di oggi e di domani. Siamo preoccupati per il presente e il futuro del settore forestale: il 22 giugno  concludono Sapia, Costa e Merlino  saremo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori per sostenere il comparto idraulico-forestale calabrese e ribadire l’importanza di tre parole chiave per le federazioni regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil: lavoro, sicurezza, contrattazione».

  • Duro affondo di Cgil-Cisl e Uil: con gestione Longo nessun cambio di passo nella sanità

    Duro affondo di Cgil-Cisl e Uil: con gestione Longo nessun cambio di passo nella sanità

    “Che cos’è il Commissariamento della Sanità in Calabria? Una bufala a cui non possiamo più credere”. E’ questa la dichiarazione congiunta dei segretari generali calabresi Alessandra Baldari (Fp-Cgil), Luciano Giordano (Cisl Fp) ed Elio Bartoltti (Uil Fp) che spiegano: “Non solo non si prospettano i risultati tanto annunciati e attesi, ma ogni giorno che passa, viene dimostrato plasticamente dai dati che le azioni di risanamento e le iniziative urgenti da intraprendere per restituire un minimo di dignità al Sistema sanitario calabrese non sono neanche lontanamente prese in considerazione dai supermanager e da chi è stato designato per riordinare, rendere efficienti e mettere a regime, Aziende e Strutture sanitarie che ogni giorno di più precipitano nel degrado. Potremmo stilare un lungo elenco, partendo dal crollo del soffitto del pronto soccorso dell’ospedale Spoke di Locri che ci ribalta agli onori delle cronache nazionali e fornisce l’immagine concreta di cosa sia l’abbandono, per scorrere poi i vari problemi ignorati e aggravati da una inerzia inaccettabile”.

    I rappresentanti sindacali chiedono, poi, in maniera retorica: “Come si raggiungono i LEA? Dov’è il Piano operativo? Come si riassestano i bilanci? Cosa viene dopo la loro bocciatura? E le Assunzioni che sono il nodo fondamentale per far ripartire il Sistema, sono state programmate? Quando si daranno le autorizzazioni per fare i concorsi? I piani di fabbisogno con quale logica si stanno formulando? E, ancora, che facciamo con tutto il personale in scadenza, assunto con contratti di ogni sorta interno o esternalizzato, reclutato non solo in tempo di pandemia, ma già prima per le gravi carenze numeriche a tutti note? Quali servizi si potranno ancora pienamente erogare senza di loro? E che diciamo degli Atti Aziendali che non rispondono spesso e volentieri alle esigenze territoriali di pazienti e cittadini non solo bisognosi di assistenza ma anche di prevenzione? Tutte domande inevase a cui la struttura commissariale si sottrae. Infatti, la nuova gestione Longo non ha certamente segnato quel cambio di passo tanto atteso e auspicato da tutti, anzi semmai si registra un atteggiamento arrogante probabilmente dettato dall’esigenza di celare la propria incapacità e incompetenza in materia sanitaria. Senza citare la lunga teoria di disagi per utenti e lavoratori, la carenza di servizi e di risposte, riteniamo che vi siano dei punti nodali che, qualora vi fosse la competenza, un concreto impegno e la volontà di scioglierli, sarebbe facile affrontare con tempestività e risolvere”.

    Per Alessandra Baldari (Fp-Cgil), Luciano Giordano (Cisl Fp) ed Elio Bartoltti (Uil Fp), inoltre, “la grave crisi pandemica ha disvelato con ampia chiarezza quanto siano stati e siano fondamentali l’impegno e l’abnegazione dei lavoratori del Sistema sanitario che, seppur in condizioni di grave disagio, anche senza adeguate protezioni, nonostante la grave carenza di personale, hanno affrontato con coraggio e senza risparmiarsi la crisi sanitaria. Tanto che lo stesso Governo, di concerto con la Conferenza delle Regioni, ha stanziato risorse vincolate al fine di ristorare i sacrifici ed il rischio corso, cosìcome per tutti i lavoratori anche per quelli della Calabria che,però, nonostante l’accordo sindacale sottoscritto ormai da quasi un anno, e a differenza dei lavoratori delle altre regioni, non hanno percepito nulla in ragione del pressapochismo della burocrazia regionale e della errata imputazione delle somme nel Decreto di assegnazione delle risorse alle Aziende. NON SI POSSONO USARE I SOLDI STANZIATI DAL GOVERNO CON UN FINE BEN PRECISO, PREMIARE I LAVORATORI CON UNA INDENNITA’, PER FARE ALTRO, ovvero compensare le spese straordinarie del personale impegnato a fronteggiare la pandemia. C’è una bella differenza tra ciò che contrattualmente è stabilito e un riconoscimento premiale di 16 milioni inghiottiti dai bilanci aziendali magari per contabilizzare un bel risparmio! NON CI STIAMO E VOGLIAMO IL PIENO RISPETTO DELL’ACCORDO SU INDENNITA’ COVID. La pazienza non può essere abusata, gli operatori meritano risposte ed hanno diritto a ricevere le risorse destinate direttamente dal Governo a ristoro del loro impegno, nessuno può distrarle o spenderle in ragione di altre esigenze. Altrettanta negligenza e incompetenza si è manifestata, allorquando abbiamo chiesto conto al Commissario alla Sanità, al Direttore generale del Dipartimento salute, e alla funzionaria dell’Agenas presente ad uno dei rari incontri ottenuti, circa la delibera della Giunta regionale di stanziamento delle somme a copertura del rinnovo del CCNL Sanità privata AIOP ARIS pari al 50% del costo del rinnovo, ai sensi dell’intesa sottoscritta in Conferenza delle Regioni con il supporto istituzionale anche del Governo che ha fatto da garante. Con grande sorpresa abbiamo appurato che disconoscevano i termini dell’accordo e che con molta arroganza escludevano qualunque partecipazionefinanziaria della Regione al rinnovo, creando anche in questo caso un danno ai lavoratori.

    Abbiamo più volte cercato il dialogo ed il confronto per dare un contributo utile, ma, a parte la rarità e inefficacia degli incontri conclusi solo con annunci e promesse, oggi, sono stati travalicati i limiti delle corrette relazioni sindacali, nel momento in cui il Commissario Longo ha convocato i rappresentanti dei lavoratori inutilmente, dati sopraggiunti impegni che non sono stati comunicati per tempo come avrebbe preteso il garbo istituzionalee, mancando anche di buona educazione, li ha lasciati in attesa, senza alcuna notizia, così dimostrando quale sia il grado di rispetto e di considerazione per chi rappresenta la componente essenziale del sistema sanitario calabrese, i lavoratori”.

    Sulla base di queste motivazioni i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione del personale della sanità pubblica e privata della Calabria ed hanno convocato per il prossimo 30 giugno un sit-in che si terrà dalle ore 10 presso la Cittadella regionale di Germaneto.

  • Sanità, Fp Cgil su Mater Domini: “E’ un policlinico a gestione diretta”

    Sanità, Fp Cgil su Mater Domini: “E’ un policlinico a gestione diretta”

    “La Mater Domini non è un’azienda ospedaliera universitaria ma un policlinico a gestione diretta”. “Azienda Universitaria Mater Domini”: no, non è un refuso. In effetti istituzionalmente dovrebbe chiamarsi Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini. Tuttavia, dopo la proposta di atto aziendale che recepisce le ulteriori modifiche richieste dal Rettore, di ospedaliero è rimasto ben poco. Pertanto, chiederemo al Commissario alla sanità regionale di cambiare nome all’Azienda e di ratificare quella che è già una situazione di fatto: la totale mortificazione della professionalità dei tanti medici ospedalieri che lavorano da diversi anni nella struttura e costituiscono la spina dorsale dell’assistenza prestata nell’azienda”. Lo affermano in una nota Franco Grillo segretario generale della FP – Cgil Area Vasta, Ivan Potente coordinatore della FP Cgil medici e dirigenza sanitaria Area Vasta, Anna Rotundo coordinatore FP cgil Medici e dirigenza sanitaria Aoumd, i quali intervengono sulla proposta dell’atto aziendale dopo le richieste del rettore dell’Umg, Giovambattista De Sarro.

    “Infatti – sottolineano – gli stessi si vedono relegati a poter accedere ad appena 3 strutture complesse su 41 (38 sono ad esclusiva direzione universitaria), mentre le strutture cliniche a valenza dipartimentale riservate agli ospedalieri sono appena 2 su 10 (8 riservate agli universitari) e le 16 strutture semplici potranno essere a direzione universitaria o ospedaliera (bontà loro!). Vale a dire il nulla. Badiamo bene che non è affatto un problema di poltrone come si potrebbe pensare da un’analisi superficiale”.

    “Dentro l’attività condotta dai medici ospedalieri dell’Azienda Mater Domini – afferma la FP Cgil – ci sono decine di migliaia di pazienti presi in carico, procedure assistenziali ad alta complessità, professionalità e competenze sviluppate negli anni. Non a caso la dinamica così preconfezionata discute di merito senza mai parlare di metodo. In base a quale dogma dovremmo accettare una simile stortura? Per cortesia – è scritto – non si citi la legge 517 o il vecchio accordo regione-università: difatti la legge dice tutt’altro e l’accordo è scaduto da oltre 10 anni senza che se ne sia fatto un successivo. Ci sarà un perché? L’atto aziendale così emanato dal commissario azzera ogni possibilità di sviluppo professionale dei medici ospedalieri e mortifica quelle competenze che potrebbero continuare a dare prospettiva di cura ai pazienti”.

    “A perderci sarà l’assistenza medica – scrivono Grillo, Potente e Rotundo – Lo stesso Prof. Indolfi è intervenuto lamentando il declassamento della Emodinamica che si era certamente distinta, rispetto ad altre strutture a direzione universitaria, per qualità e quantità dell’assistenza prodotta”.

    Un declassamento, secondo i sindacati, “inaccettabile specie se lo si rapporta, da quanto a noi risultante, anche al grande lavoro formativo svolto dal docente nel creare una squadra che potesse e sapesse intervenire anche in assenza del titolare con le medesime qualità nonché alle criticità indotte dalla questione S. Anna che obbligheranno le altre emodinamiche quindi anche quella universitaria ad un certo surplus. Questo a proposito di metodo”.

    “Tal guisa – sottolineano ancora i sindacati – dà ragione, una volta ancora, del fatto che le tante modifiche siano senza un reale costrutto e nulla abbiano a che fare con l’impellente necessità di dare quelle risposte sanitarie di cui la regione ha bisogno. Sì proprio la regione. Questo perché, almeno fin quando la sede di Medicina di Cosenza non decollerà definitivamente, il Policlinico Mater Domini è ancora un’azienda che dovrebbe avere capacità attrattiva perlomeno regionale”.

    “Quando si completerà il percorso di Medicina a Cosenza, prosegue la nota – fatto che non tarderà ad arrivare, conoscendo la capacità indiscussa dei vertici dell’Università della Calabria, vedasi classifiche nazionali e non, il Mater Domini potrebbe risvegliarsi, in un breve volgere di anni, come un’addormentata, non più bella, in un contesto cui sarebbe avulso. Il commissario straordinario non può accettare. Egli infatti è nominato dal Commissario alla sanità regionale d’intesa con l’Università, quindi non risponde in via esclusiva al Rettore ma deve, in prima istanza, tener conto elle logiche programmatorie regionali”.

    “Questo è il momento di gettare la maschera – concludono i sindacati – La Mater Domini non è un’azienda ospedaliera universitaria ma un policlinico a gestione diretta. Ne ha tutte le caratteristiche: dalla bulimia di incarichi riservata agli accademici al debito monstre che continua ad accumulare. La regione si attrezzi per imporre il cambiamento necessario”.

  • Operaio morto sulla A2, sindacati: mattanza che non accenna a fermarsi anche in Calabria

    Operaio morto sulla A2, sindacati: mattanza che non accenna a fermarsi anche in Calabria

    “Ancora un incidente mortale sui luoghi di lavoro. Un operaio ha perso la vita lungo il cantiere dell’Autostrada del Mediterraneo, nei pressi di Pizzo. Quella che abbiamo registrato questa mattina, purtroppo, è l’ennesima tragedia del lavoro, l’ennesimo sacrificio umano di una mattanza che non accenna a fermarsi in tutta Italia così come in Calabria”. Lo scrivono i segretari generali Mariaelena Senese (Feneal Uil), Mauro Venulejo (Filca Cisl) e Simone Celebre (Fillea Cgil).

    “Quanto accaduto questa mattina ci lascia l’amaro in bocca. In questo momento non possiamo fare altro che stringerci attorno alla famiglia del povero operaio che ha perso la vita nel cantiere di Pizzo.
    Nell’immediatezza, però, – sottolineano – siamo pronti a rilanciare ancora una volta e con più fermezza la campagna per la sicurezza sui luoghi di lavoro che ci vede unitariamente impegnati da diversi mesi sul territorio nazionale e regionale. Il tributo di sangue che siamo stati costretti a registrare questa mattina ci dice che, oggi più che mai, è necessario dare maggiore peso alla nostra azione di prevenzione e formazione sui luoghi di lavoro.
    La nostra preoccupazione, in questa delicata fase di ripartenza, è che venga messo in secondo piano la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori mettendo a serio rischio la loro vita. Il Paese che vuole modernizzarsi nelle sue infrastrutture materiali e immateriali deve farlo attraverso il corretto utilizzo dei finanziamenti che sono stati messi a disposizione dall’Europa e, quindi, non può non fare argine contro il rischio di una deriva pericolosa quale è quella di mettere in secondo piano il tema della sicurezza, di considerare questo aspetto un costo e non un investimento. Per noi viene prima di tutto la vita, il rispetto della vita e della dignità del lavoro”.

    “Il nostro impegno in questa direzione sarà massimo- proseguono i sindacalisti. Così come siamo riusciti a far modificare il Dl Semplificazioni, frenando la logica del massimo ribasso e sostenendo la necessità di ridurre le tante, troppe, stazioni appaltanti operative sul territorio nazionale, siamo convinti sia venuto il momento di mettere mano e risolvere le diverse incongruenze che ancora esistono in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Serve personale per i controlli e, dunque, subito, servono investimenti per le assunzioni di nuovi ispettori del lavoro e di nuovi medici del lavoro, per i controlli e per la ricerca. Bisogna, inoltre, investire su formazione e prevenzione, coinvolgendo le Regioni, i territori e le Prefetture”.

    Per Mariaelena Senese (Feneal Uil), Mauro Venulejo (Filca Cisl) e Simone Celebre (Fillea Cgil) “E’ necessario prevedere l’istituzione di una patente a punti per le imprese, in base alla quale le aziende che non hanno regolarità salariale e di sicurezza vengano escluse dalla partecipazione alle gare d’appalto. In Calabria, poi, non è più rinviabile la costituzione della commissione regionale per la sicurezza del lavoro all’interno del Dipartimento regionale alla Salute. Per sostenere questa battaglia di civiltà, oggi più di ieri, chiediamo un incontro urgente, in tempi rapidi, con Anas. In assenza di un’immediata convocazione saremo pronti ad una mobilitazione generale presso la sede ANAS”.

  • Lavoro, manifestazioni sindacati su crisi da pandemia in piazze area centrale Calabria

    Manifestazioni unitarie di Cgil, Cisl e Uil si sono svolte nelle principali piazze dell’area centrale della Calabria per dare seguito alle azioni a sostegno dell’iniziativa dei cittadini europei (ICE), “Tutti hanno diritto alla protezione da Covid: Nessun profitto sulla pandemia”  con la sottoscrizione della relativa petizione, che in Italia è promossa da oltre cento associazioni, per ottenere la sospensione temporanea dei brevetti su vaccini e farmaci anti-Covid.

    Questa mattina – è scritto in una nota – è stata proclamata una giornata di mobilitazione europea “No profit on pandemic”, finalizzata ad ottenere la sospensione temporanea dei brevetti su vaccini e farmaci anti-Covid-19, in occasione della quale Cgil, Cisl, Uil nazionali hanno organizzato presidi in tutte le città italiane con banchetti per informare e raccogliere le firme sulla petizione europea. Le iniziative si sono tenute, nel rispetto delle norme di sicurezza emanate dalle Autorità per fronteggiare l’emergenza da Covid-19. A Catanzaro, in piazza Rossi; sul lungomare di Crotone e in piazza Municipio a Vibo Valentia.

    “Tutti abbiamo diritto ad una cura – affermano i sindacalisti della Cgil Area Vasta – s sollecitiamo la firma di questa iniziativa dei cittadini europei per essere sicuri che la Commissione europea faccia tutto quanto in suo potere per rendere i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti e tutte”.

    “Abbiamo tutti diritto alla salute. In una pandemia, – si legge nel volantino distribuito ai banchetti allestiti a Catanzaro, Crotone e Vibo – la ricerca e le tecnologie dovrebbero essere condivise ampiamente, velocemente, in tutto il mondo. Un’azienda privata non dovrebbe avere il potere di decidere chi ha accesso a cure o vaccini e a quale prezzo. I brevetti forniscono ad una singola azienda il controllo monopolistico sui prodotti farmaceutici essenziali. Questo limita la loro disponibilità e aumenta il loro costo per chi ne ha bisogno .  I dati sui costi di produzione, i contributi pubblici, l’efficacia e la sicurezza dei vaccini e dei farmaci dovrebbero essere pubblici. I contratti tra autorità pubbliche e aziende farmaceutiche devono essere resi pubblici. I contribuenti hanno pagato per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e trattamenti. Ciò che è stato pagato dal popolo dovrebbe rimanere nelle mani delle persone.

    Non possiamo permettere alle grandi aziende farmaceutiche – conclude la nota unitaria dei sindacati – di privatizzare tecnologie sanitarie fondamentali che sono state sviluppate con risorse pubbliche. Le grandi aziende farmaceutiche non dovrebbero trarre profitto da questa pandemia a scapito della salute delle persone. Una minaccia collettiva richiede solidarietà, non profitti privati. L’erogazione di fondi pubblici per la ricerca dovrebbe sempre essere accompagnata da garanzie sulla disponibilità e su prezzi controllati ed economici . Non deve essere consentito a Big Pharma di depredare i sistemi di assistenza sociale”. L’obiettivo delle cento associazioni in campo, tra cui Cgil Cisl e Uil, è raggiungere il traguardo del milione di firme.

  • Morti sul lavoro, a Reggio sit-in davanti al poster del vigile del fuoco ucciso in esplosione

    Morti sul lavoro, a Reggio sit-in davanti al poster del vigile del fuoco ucciso in esplosione

    I sindacati continuano a promuovere il loro patto congiunto per la salute e la sicurezza sul lavoro. Dopo il grande evento di Lamezia, tra le manifestazioni in corso in queste settimane in Calabria per protestare contro gli episodi di “morti bianche”, questa mattina a Reggio un’iniziativa ha avuto un significato speciale. I segretari calabresi Gregorio Pititto e Celeste Logiacco per la Cgil, Rosy Perrone per la Cisl e Nuccio Azzarà per la Uil hanno voluto ribadire i temi della sicurezza e della prevenzione in un luogo simbolico, il comando provinciale dei vigili del fuoco. Qui è stato deposto un mazzo di fiori ai piedi del poster che, all’interno della sede reggina, ricorda i vigili Nino Candido, Matteo Gastaldo e Marco Triches. Tre vittime che hanno perso tragicamente la vita mentre erano in servizio e onoravano la loro divisa intervenendo in un incendio (poi rivelatosi doloso) in una cascina in provincia di Alessandria.
    Dopo il solenne momento, c’è stata una riflessione sulle stragi sul lavoro e sul modo in cui possono essere evitate sia con maggiori investimenti sulla sicurezza da parte delle imprese e sia con maggiori controlli da parte di istituzioni e sindacati. Terminata la sobria manifestazione, i sindacalisti hanno consegnato anche in Prefettura il documento congiunto dove Cgil, Cisl e Uil sollecitano Governo, Istituzioni, Conferenza Stato-Regioni, Enti preposti, parti sociali a stipulare un Patto per la salute e per la sicurezza sul lavoro.

     

  • Forestazione, sindacati: “Risorse per la Calabria decurtate di 40 milioni”

    Forestazione, sindacati: “Risorse per la Calabria decurtate di 40 milioni”

    “Il 7 maggio scorso abbiamo rivolto ai parlamentari eletti in Calabria la richiesta di un incontro urgente sulla situazione del settore forestale calabrese. In particolare, sottolineavamo la necessità di un’attenzione specifica verso le risorse statali destinate al comparto: risorse decurtate di 40 milioni di euro rispetto agli anni 2018 e 2019 e oggi attestate a 90 milioni annui, rispetto ai 130 previsti in precedenza”. Lo scrivono, in una nota unitaria, i segretari generali regionali di Fai Cisl, Michele Sapia, Flai Cgil, Bruno Costa, e Uila Uil, Nino Merlino.

    “Nella nostra comunicazione – spiegano – mettevamo in evidenza come per la Calabria sia fondamentale garantire la copertura finanziaria antecedente il taglio, al fine di sostenere le attività di lotta al dissesto idrogeologico, manutenzione del patrimonio forestale, servizio antincendio boschivo e, nel complesso, assicurare tutte le azioni previste nel piano attuativo regionale. Ciò in coerenza con le politiche lanciate dall’Unione Europea in tema di green economy e per promuovere una gestione virtuosa del sistema ambientale-forestale calabrese. A parte qualche segnale di attenzione, siamo ancora in attesa di una qualsiasi risposta della maggior parte dei parlamentari calabresi alla nostra richiesta di un incontro in cui condividere proposte di intervento su una questione che per la nostra regione è assolutamente strategica, considerata la fragilità idrogeologica del territorio e la prevalenza di aree montane”.

    “Rinnoviamo, perciò, pubblicamente ai deputati e senatori eletti in Calabria l’invito – continuano i sindacati – chiedendo la loro disponibilità, in modo da poter organizzare in tempi brevi la riunione che, ovviamente, si potrà svolgere anche in modalità telematica.Intanto – concludono Sapia, Costa e Merlino – per domani, a seguito delle iniziative sindacali svolte su tutto il territorio regionale e alla successiva nostra richiesta, è stato convocato un incontro con l’Assessore competente della Regione, Gianluca Gallo, per affrontare varie questioni relative al comparto forestale calabrese e avere anche ulteriori informazioni sulla situazione finanziaria regionale del settore”.