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	<title>sequestro di persona Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 Oct 2024 08:49:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Tentato sequestro di persona a scopo di estorsione: Arrestate 2 persone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tentato-sequestro-di-persona-a-scopo-di-estorsione-arrestate-2-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 08:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[feroleto della chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di persona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; successo a Feroleto della Chiesa, piccolo centro della provincia di Reggio Calabria, quando la violenza ha fatto irruzione all’improvviso sconvolgendo la vita di una famiglia e la quiete di una comunità intera. Un uomo è stato brutalmente aggredito da due concittadini proprio davanti alla sua abitazione. Secondo quanto emerso, la causa scatenante sarebbe un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; successo a Feroleto della Chiesa, piccolo centro della provincia di Reggio Calabria, quando la violenza ha fatto irruzione all’improvviso sconvolgendo la vita di una famiglia e la quiete di una comunità intera. Un uomo è stato <strong>brutalmente aggredito</strong> da due concittadini proprio <strong>davanti alla sua abitazione</strong>. Secondo quanto emerso, la causa scatenante sarebbe <strong>un vecchio debito</strong> <strong>contratto da un suo familiare</strong> anni fa, una questione mai risolta che ha portato i due aggressori a tentare un&#8217;azione estrema: il sequestro della vittima. La moglie della vittima, terrorizzata, ha lanciato l&#8217;allarme al numero di emergenza 112, ove con la voce rotta dal panico, ha raccontato agli operatori della Centrale Operativa dei Carabinieri di Gioia Tauro che suo marito era stato pestato brutalmente da due uomini, che stavano cercando di <strong>trascinarlo a forza in una macchina</strong>.</p>
<p>L&#8217;intervento è stato immediato. Sul luogo sono accorsi i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Gioia Tauro e della Stazione di Feroleto della Chiesa. La scena che si sono trovati davanti è stata <strong>agghiacciante</strong>: l’uomo, a terra, era coperto di <strong>ferite e lividi</strong>, con evidenti traumi al viso e al corpo. Accanto a lui, l’auto usata dai due aggressori, sporca di sangue, testimoniava la<strong> brutalità del pestaggio</strong>. Le prime ricostruzioni hanno chiarito il movente: un debito di vecchia data, una questione irrisolta che ha portato a una rappresaglia violenta. Ma è stata l’efficienza dell’Arma a interrompere il piano. I militari, in una rapida operazione, sono riusciti a rintracciare i due sospetti presso le loro abitazioni. I due uomini, sono stati trovati <strong>intenti a bruciare i loro indumenti</strong> nel probabile tentativo di cancellare le tracce del crimine appena commesso. Gli indumenti sono stati posti sotto sequestro, e per i due è scattato immediatamente l&#8217;arresto.</p>
<p>Grazie alla rapidità dell’intervento dei Carabinieri, è stato evitato il peggio. Il sequestro è stato sventato prima che gli aggressori riuscissero a completare il loro piano. Ora i due arrestati si trovano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Palmi. Per i due arrestati, il principio di presunzione di innocenza vale fino alla conclusione del processo e quindi sono da considera innocenti fino a condanna definitiva.</p>
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		<title>Teneva i genitori ultranovantenni segregati in casa, arrestato 64enne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/teneva-i-genitori-ultranovantenni-segregati-in-casa-arrestato-64enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 10:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti in famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[melicucco]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di persona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Melicucco (RC) &#8211; Nei giorni scorsi, a Melicucco, i Carabinieri, hanno arrestato un 64enne del posto, già noto alle Forze dell’Ordine, per i reati di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona. In particolare, a seguito di una segnalazione giunta alla Stazione Carabinieri di Melicucco, qualche giorno addietro, riguardo la condizione di estremo disagio in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Melicucco (RC) &#8211; Nei giorni scorsi, a Melicucco, i Carabinieri, hanno arrestato un 64enne del posto, già noto alle Forze dell’Ordine, per i reati di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona.</p>
<p>In particolare, a seguito di una segnalazione giunta alla Stazione Carabinieri di Melicucco, qualche giorno addietro, riguardo la condizione di estremo disagio in cui vivevano i due anziani, plurinovantenni del posto, tenuti segregati in casa da diverso tempo dal figlio convivente, i militari dell’Arma si erano precipitati presso la loro abitazione, al fine di appurare quanto denunciato.<br />
Una volta sul posto, i militari si sono accorti della presenza dell’anziano sul balcone, decidendo  di accedere all’appartamento, forzando l’ingresso e riscontrando nella circostanza una situazione di assoluto degrado e abbandono in cui versava l’anziana coppia, che sulla scorta di quanto emerso anche dagli immediati accertamenti esperiti, da diversi anni ormai subiva continui maltrattamenti da parte del figlio, il quale, al fine di evitare che gli stessi uscissero di casa, si premurava addirittura di bloccare ogni accesso all’abitazione.</p>
<p> Difatti, a tale scopo, il 64enne aveva provveduto a staccare il citofono di casa oltre che l’alimentazione del condizionatore, per evitare che facessero anche spreco di corrente elettrica.</p>
<p>Ugualmente, per quanto emerso, ai medesimi veniva, inoltre, preclusa la possibilità di incontrare ogni familiare, compresi gli altri figli e nipoti, oltre che obbligati a trascurare perfino la cura della propria persona e delle basilari esigenze igieniche. All’accesso dei militari, l’intera abitazione risultava in uno stato di totale noncuranza, riscontrando pessimi odori provenienti da ogni locale, derivati anche dalla presenza di alimenti in stato di putrefazione rinvenuti all’interno del frigorifero oltre che di un cane anch’esso in totale abbandono.<br />
L’arrestato, ad esito delle formalità di rito, è stato poi tradotto presso la Casa Circondariale di Palmi, in attesa dell’udienza di convalida, ad esito della quale esito il GIP del Tribunale di Palmi, ha confermato la detenzione in carcere per l’uomo. </p>
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		<title>Nehza, &#8220;purezza&#8221;. Ma la candidata di Minicuci ha una condanna per rapimento e violenze</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nehza-purezza-ma-la-candidata-di-minicuci-ha-una-condanna-per-rapimento-e-violenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 18:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[candidata]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[lazreq]]></category>
		<category><![CDATA[minicuci]]></category>
		<category><![CDATA[nezha]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di persona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiama Nezha – che in lingua araba vuol dire “purezza”, “rettitudine” –, più precisamente Nezha Lazreq. Segni particolari: donna del Marocco candidata al Consiglio comunale di Reggio Calabria nelle file della lista Minicuci Sindaco. (Si tratta di una delle liste civiche allestite nella coalizione di centrodestra a supporto della “corsa” del candidato sindaco Antonino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/nehza-purezza-ma-la-candidata-di-minicuci-ha-una-condanna-per-rapimento-e-violenze/">Nehza, &#8220;purezza&#8221;. Ma la candidata di Minicuci ha una condanna per rapimento e violenze</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama <strong>Nezha</strong> – che in lingua araba vuol dire <strong>“purezza”, “rettitudine”</strong> –, più precisamente <strong>Nezha Lazreq</strong>. Segni particolari: <strong>donna del Marocco candidata al Consiglio comunale di Reggio Calabria nelle file della lista Minicuci Sindaco</strong>. (Si tratta di una delle liste civiche allestite nella coalizione di centrodestra a supporto della “corsa” del candidato sindaco Antonino Minicuci).<br />
Il problema è che  sulla Lazreq – marocchina sì, ma che vive dalle parti nostre ormai da 34 anni – pendono <strong>tre grossi nei</strong>.<br />
Il primo, squisitamente politico, è che <strong>fino al 2018 compreso la donna “sparava a zero” contro Matteo Salvini e il Carroccio</strong>. La sua candidatura odierna, dopo così poco tempo, risulta del tutto contraddittoria e incomprensibile.<br />
Il secondo è che sul suo profilo Facebook campeggia una sua foto, assolutamente poco rassicurante, in cui sorridendo <strong>imbraccia addirittura un mitra</strong>. Ogni commento risulterebbe superfluo, rispetto a chi si candida a rivestire cariche pubbliche.<br />
Il terzo: <strong>la Lazreq è stata condannata in primo grado a un anno e 6 mesi addirittura per aver sequestrato e picchiato una connazionale. “Pestata” – nel novembre del 2017 – con l’aiuto di altre tre energumene </strong>partite a questo scopo da Reggio Calabria alla volta di Vibo Valentia.<br />
Motivo: l’aggredita avrebbe “rubato il marito” a una delle quattro. Che ha quindi pensato bene di gridarle: <strong>«Ti porto a Reggio e ti ammazzo», a rapimento in corso</strong>.<br />
Insomma, <strong>alla faccia della volontà di «diffondere il rispetto della donna e la libertà religiosa nel rispetto delle persone»,</strong> in base alla quale avrebbe fondato e starebbe guidando l’“Associazione culturale donne arabe di Calabria”.<br />
Dopo che la notizia della sua condanna (<em>in primo grado</em>) è diventata pubblica particolare ironia suscita, infine, una sua frase in cui, si è detta d&#8217;accordo con <strong>Matteo Salvini</strong>, e cioè  che &#8220;&#8230;<strong>non tutti gli immigrati sono brave persone</strong>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/nehza-purezza-ma-la-candidata-di-minicuci-ha-una-condanna-per-rapimento-e-violenze/">Nehza, &#8220;purezza&#8221;. Ma la candidata di Minicuci ha una condanna per rapimento e violenze</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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