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	<title>sequestri Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 Aug 2026 10:21:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Controlli GdiF su costa ionica Cosentina: Sequestrati droga e prodotti contraffatti. 5 arresti e denunce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 10:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito del più vasto piano di azione disposto dal Comando Regionale Calabria della Guardia di Finanza per il periodo estivo, il Comando Provinciale Cosenza ha intensificato l’azione di controllo economico del territorio &#8211; in particolar modo nelle zone turistiche della costa ionica &#8211; verso ogni forma di illegalità. Particolare attenzione è stata posta nel contrasto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito del più vasto piano di azione disposto dal Comando Regionale Calabria della Guardia di Finanza per il periodo estivo, il Comando Provinciale Cosenza ha intensificato l’azione di controllo economico del territorio &#8211; in particolar modo nelle zone turistiche della costa ionica &#8211; verso ogni forma di illegalità. Particolare attenzione è stata posta nel contrasto all’“economia sommersa” ed all’importazione e vendita di prodotti contraffatti ovvero non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea. In tale contesto, i finanzieri del Gruppo Sibari e delle dipendenti Compagnia Corigliano-Rossano e Tenenza Montegiordano hanno svolto coordinati e mirati controlli su tutto il litorale Ionico e, in particolar modo, nei confronti di attività economiche ed imprenditoriali del settore turistico/ricettivo, dedite alla somministrazione di alimenti e bevande, ed alla ristorazione, nonché verso la vendita di articoli in forma ambulante ed, infine, a contrasto della detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.</p>
<p>Quindi, all’esito delle attività i militari della Guardia di Finanza hanno riscontrato la presenza di 10 lavoratori “in nero” e, pertanto, non regolarmente assunti, con la conseguente proposta di sospensione per diverse attività commerciali, 50 mancate emissioni di scontrini fiscali e 10 violazioni amministrative in materia di abusivismo commerciale. Inoltre, sono stati sottoposti a sequestro 200 prodotti contraffatti e 10.000 non sicuri, con susseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria dei responsabili, ed irrogazione delle prescritte sanzioni amministrative pecuniarie.</p>
<p>Infine, nell’ambito dei posti di controllo svolti lungo l’asse viario della SS 106 ionica, sono stati denunciati 7 soggetti, di cui 5 tratti in arresto, per detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti, con susseguente sequestro di oltre un chilo e mezzo di marijuana.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Maxi controlli interforze lungo la Costa degli Dei: Scattano sanzioni e sequestri per natanti da diporto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 17:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piano per il Potenziamento dei Servizi di Vigilanza Estiva – per l’anno 2026 – in sede di Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica tenutosi in Prefettura – la Questura di Vibo Valentia ha predisposto, nei giorni scorsi, una serie di dispositivi interforze sia in mare che sulla terraferma, finalizzati a prevenire e contrastare tutte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Piano per il Potenziamento dei Servizi di Vigilanza Estiva – per l’anno 2026 – in sede di Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica tenutosi in Prefettura – la Questura di Vibo Valentia ha predisposto, nei giorni scorsi, una serie di dispositivi interforze sia in mare che sulla terraferma, finalizzati a prevenire e contrastare tutte le irregolarità che pregiudicano la sicurezza dei bagnanti e dei tanti turisti che in questi giorni affollano il litorale vibonese. L’Ordinanza del Questore, ha visto il coinvolgimento di personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto, dei Vigili del Fuoco nonché dell’ASP e dell’Ispettorato del Lavoro di Vibo Valentia.</p>
<p>Sono stati controllati a tappeto sia stabilimenti balneari, mezzi nautici, società di noleggio e locazione di natanti da diporto, unitamente a numerosi posti di controllo nelle principali arterie stradali. Al termine delle attività sono state denunciate penalmente 6 persone per occupazione abusiva di demanio marittimo e 1 persona per violazione delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel corso dei controlli a mare sono state riscontrate irregolarità che hanno portato al sequestro di 9 natanti e 8 boe abusivamente installate e di un Acquascooter, abusivamente ormeggiato.</p>
<p>Inoltre sono state elevate 8 sanzioni amministrative inerenti la mancata comunicazione d&#8217;inizio attività per il trasporto di persone, l&#8217;assenza della SCIA antincendio oltre all&#8217;inadempimento delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con relativa sospensione di una parte dei locali di un esercizio pubblico. Altra sanzione amministrativa è stata inflitta ad un soggetto per violazione dell’ordinanza della Capitaneria di Porto relativa alla navigazione dell’acquascooter nella fascia di mare riservata alla balneazione.</p>
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		<title>Belvedere di Spinello, indagini su rete idrica comunale: impianti sequestrati e avvisi di garanzia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/belvedere-di-spinello-indagini-su-rete-idrica-comunale-impianti-sequestrati-e-avvisi-di-garanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 08:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-374924-1" width="696" height="394" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Belvedere-Spinello.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Belvedere-Spinello.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Belvedere-Spinello.mp4</a></video></div>
<p>Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Crotone, con il supporto dei militari della Stazione territorialmente competente, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dall’Autorità Giudiziaria di Crotone, avente ad oggetto alcune infrastrutture del sistema idrico a servizio del Comune di Belvedere di Spinello, tra cui un pozzo ubicato in prossimità del fiume Neto, una pompa di sollevamento, una vasca di raccolta, una pompa dosatrice e tratti della condotta di adduzione e distribuzione. Contestualmente sono stati notificati avvisi di garanzia nei confronti dell’ex Sindaco, dell’attuale Sindaco e del Responsabile dell’Area Tecnica del Comune. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal dott. Domenico Guarascio, ha consentito di ricostruire, allo stato degli atti e fatta salva la presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva, un articolato quadro di omissioni e condotte ritenute rilevanti sotto il profilo penale, in relazione alla gestione del sistema di approvvigionamento idrico comunale. Le ipotesi di accusa riguardano, a vario titolo, l’omissione o il rifiuto di atti d’ufficio e i delitti colposi contro la salute pubblica, in forma continuata e aggravata. Secondo quanto emerso dalle indagini, il sistema idrico del centro abitato sarebbe stato alimentato per anni da un circuito strutturalmente critico, caratterizzato dalla confluenza in un’unica rete di distribuzione di acque provenienti da fonti diverse e non omogenee sotto il profilo della qualità. In particolare, accanto alla fornitura proveniente dal gestore del servizio idrico regionale, destinata alla distribuzione di acqua potabile, sarebbe stata stabilmente utilizzata anche acqua prelevata da un pozzo situato nell’area del fiume Neto, originariamente destinato ad altre finalità e privo, secondo la prospettazione accusatoria, di un adeguato e stabile sistema di potabilizzazione conforme alla normativa di settore.</p>
<p>L’aspetto ritenuto più grave riguarda proprio il meccanismo di adduzione illecita: l’acqua prelevata dal pozzo veniva aspirata mediante pompa, convogliata verso una vasca di raccolta in località Barretta e da lì rilanciata fino al serbatoio comunale di località Montecastello, denominato “<em>Capoluogo</em>”. In quel punto, sempre secondo l’impostazione accusatoria, l’acqua del pozzo si <strong>mescolava</strong> con quella proveniente dalla rete formalmente potabile, finendo poi per essere distribuita indistintamente all’intera utenza cittadina. Tale miscelazione, non essendo preceduta da un effettivo processo di potabilizzazione dell’acqua captata dal pozzo, avrebbe determinato la diffusione nella rete di acqua non conforme ai parametri di legge, con conseguente esposizione della popolazione a un concreto rischio sanitario. Le contestazioni si fondano, inoltre, su una serie di accertamenti tecnici e sanitari eseguiti nel tempo da ARPACAL e ASP, dai quali sarebbero emersi ripetuti superamenti dei limiti previsti per le acque destinate al consumo umano, con riferimento, tra l’altro, a parametri quali torbidità, cloruri e sodio, nonché alla presenza di batteri coliformi ed Escherichia coli in più punti della rete. Tali anomalie avrebbero imposto, secondo l’accusa, interventi urgenti e risolutivi, che invece non sarebbero stati efficacemente adottati o mantenuti nel tempo.</p>
<p>L’indagine avrebbe altresì evidenziato che, dopo un iniziale divieto di utilizzo dell’acqua per uso umano, disposto nel settembre 2024 a seguito dei primi esiti sfavorevoli, tale interdizione sarebbe stata successivamente revocata in assenza, secondo la ricostruzione investigativa, di un effettivo e completo rientro dei parametri di legge, nonostante il permanere di criticità sia di natura chimica che microbiologica. Nel prosieguo, l’installazione di una pompa dosatrice di cloro presso la vasca di raccolta sarebbe stata ritenuta dagli inquirenti un intervento soltanto parziale e non risolutivo, in quanto privo di automatismi, di monitoraggio continuo e di un vero impianto di filtrazione e potabilizzazione. Anzi, nel corso di un sopralluogo, i militari avrebbero riscontrato perfino la mancanza di cloro nel sistema di dosaggio, oltre all’assenza di adeguate protezioni e controlli nei locali tecnici. In questo contesto, agli indagati viene contestato, in sintesi, di non avere impedito, pur rivestendo posizioni di garanzia e funzioni pubbliche rilevanti, che acqua ritenuta non idonea al consumo umano fosse immessa nel circuito cittadino e distribuita alla popolazione; nonché di non avere adottato, pur in presenza di ripetuti segnali di allarme e formali comunicazioni tecniche e sanitarie, gli interventi contingibili e urgenti necessari a neutralizzare il pericolo per la salute pubblica. Per i soggetti che hanno rivestito la carica di Sindaco, le condotte sono aggravate, nella prospettazione accusatoria, dalla violazione dei doveri inerenti alla funzione di autorità sanitaria locale. Il sequestro eseguito oggi è finalizzato, secondo l’Autorità Giudiziaria, a interrompere la protrazione della situazione di pericolo e ad impedire l’ulteriore utilizzazione di infrastrutture ritenute funzionali al mantenimento del sistema descritto.</p>
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		<item>
		<title>Maxi frode sui bonus edilizi a Soverato: sgominata associazione a delinquere tra imprese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/maxi-frode-sui-bonus-edilizi-soverato-sgominata-associazione-a-delinquere-tra-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria, svolta dai militari del Comando Provinciale Catanzaro e coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro sono stati acquisiti rilevanti elementi e fonti di prova concretizzanti gravi indizi circa la sussistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla creazione di crediti d’imposta inesistenti nel settore delle ristrutturazioni edilizie. Le attività [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria, svolta dai militari del Comando Provinciale Catanzaro e coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro sono stati acquisiti rilevanti elementi e fonti di prova concretizzanti gravi indizi circa la sussistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla creazione di crediti d’imposta inesistenti nel settore delle ristrutturazioni edilizie. Le attività svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Catanzaro hanno confermato il ruolo centrale di un soggetto di Soverato (CZ) che attraverso la propria ditta individuale, formalmente incaricata di svolgere lavori di ristrutturazione edilizia, generava crediti d’imposta legati al “<em>Bonus ristrutturazioni</em>” in assenza di effettivi lavori edili. Successivamente, a seguito di varie cessioni tra una serie di imprese legate al consorzio criminale e riconducibili ad altri sodali, questi crediti d’imposta, venduti a prezzi ribassati e/o a volte ceduti gratuitamente, venivano monetizzati presso vari Istituti di Credito.</p>
<p>L’indagine, incentrata sulla dimostrazione dell’inesistenza dei lavori di ristrutturazione edilizia, nonché sulla ricostruzione dei flussi finanziari correlati alla cessione dei crediti, ha portato al deferimento all’Autorità giudiziaria di n. 5 persone fisiche in relazione ai reati di associazione per delinquere (<em>art. 416 c.p</em>.), finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 640-bis c.p., oltre che alla segnalazione di n. 2 soggetti giuridici per responsabilità amministrativa derivante da reato secondo il combinato disposto degli artt. 24 del D.lgs. 231/2001 e 640-bis c.p.<br />
Nel corso delle indagini preliminari i militari hanno dato esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo richiesto in via d’urgenza, ex art. 321, comma 3-bis, c.p.p., successivamente convalidato dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro, di crediti d’imposta fittizi sui cassetti fiscali dei soggetti che ne avevano l’attuale disponibilità per l’importo complessivo di € 3.241.072.</p>
<p>Inoltre, è stata eseguita un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari reali, anche per equivalente, emessa dal Tribunale di Catanzaro, con riferimento al profitto del reato illecitamente conseguito dagli associati, ammontante ad euro € 1.656.330. L’attività ha consentito il sequestro per equivalente di disponibilità finanziarie, quote di partecipazioni sociali, 5 immobili tra le provincie di Catanzaro e Venezia e 12 autoveicoli tra cui una Maserati. Gli esiti dell’attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio assicurato dalla Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria nel settore della percezione delle erogazioni pubbliche a tutela del bilancio dello Stato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Peculato al Comune di Savelli: nuovi sequestri e divieto di dimora per ex amministratori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/peculato-al-comune-di-savelli-nuovi-sequestri-e-divieto-di-dimora-per-ex-amministratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 08:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Investigativo del dipendente Reparto Operativo hanno sottoposto alla misura cautelare del Divieto della Dimora nel Comune di Residenza A. V., 74enne, già Assessore del Centro savellese, dal giugno del 2018 al luglio del 2020, indagato, insieme ad altre 4 (quattro) persone, F. T., C. B. V., B. L. G. e C. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/peculato-al-comune-di-savelli-nuovi-sequestri-e-divieto-di-dimora-per-ex-amministratori/">Peculato al Comune di Savelli: nuovi sequestri e divieto di dimora per ex amministratori</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I Carabinieri del Nucleo Investigativo del dipendente Reparto Operativo hanno sottoposto alla misura cautelare del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Divieto della Dimora nel Comune di Residenza</b></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>A. V.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, 74enne, già Assessore del Centro savellese, dal giugno del 2018 al luglio del 2020, indagato, insieme ad altre 4 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>quattro</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) persone, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>F. T.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>C. B. V.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>B. L. G.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>C. A.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, rispettivamente, 47enne, 73enne, 31enne e 43enne, tutte già titolari di diversi incarichi Amministrativi, tra cui quelli di Sindaco e Vice Sindaco della Giunta Comunale del suddetto Ente, in diversi periodi, comunque intercorsi tra il 2018 e il marzo del corrente anno, per aver concorso, a vario titolo, nella commissione dei reati di “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>peculato</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>falsità ideologica e materiale, commesse dal Pubblico Ufficiale negli atti pubblici</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, nonché di “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>concussione</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le indagini sono state dirette dalla Procura della Repubblica del Capoluogo, diretta dal dott. Domenico Guarascio, e condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del dipendente Reparto Operativo, quale naturale prosecuzione di quelle, esperite, dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">novembre del 2023, a seguito della ricezione della denuncia dell’ammanco di circa 1 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>uno</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) milione di euro dal Bilancio del prefato Comune, presentata dal Sindaco e dal Segretario Comunale di quel Centro, che, dagli accertamenti, eseguiti, è stata ulteriormente aggiornata a complessivi 3.024.091,00 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>tremilioniventiquattromilanovantuno/00</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) Euro, nel periodo, intercorso dall’agosto del 2008 al dicembre del 2023. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’originaria attività permise, lo scorso 11 febbraio, la notifica e la contestuale esecuzione a carico di 2 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>due</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) persone, native di questa provincia, di cui una residente a Rende, di un Decreto di Sequestro Preventivo di un immobile, ubicato nel centro cosentino, individuato quale verosimile provento dei delitti di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“peculato”</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>falso</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” e “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>autoriciclaggio</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, intestato in maniera fittizia ad una 32enne, figlia di uno degli originari indagati, nell’ambito del procedimento penale, instaurato, all’esito delle prefate articolate indagini, successivo a quello del maggio del 2024, allorquando è stato eseguito un primo sequestro preventivo di beni, con la contestuale notifica di un Avviso di Garanzia, emesso dalla Procura della Repubblica di Crotone, nei confronti di 3 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>tre</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) co &#8211; indagati, a vario titolo, per “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>peculato</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>falsità ideologica e materiale, commesse dal Pubblico Ufficiale in degli atti pubblici</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” e per “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>impiego di denari, beni o utilità di provenienza illecita (auto &#8211; riciclaggio)</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, commessi, in concorso, ai danni del citato Ente, da cui, in maniera fraudolenta, 2 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>due</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) dei presumibili correi, dal 2013 al 2023, nelle qualità di Responsabile del Settore “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Finanziario &#8211; Contabile &#8211; Tributi</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, fino al 15 novembre 2023, e di impiegata con la mansioni sia di “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Collaboratore del Settore Finanziario</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” che di “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Economo Comunale</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, fino al 1° novembre 2020 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>data del suo pensionamento</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) e, successivamente, come “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>collaboratore a titolo gratuito</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” presso il sunnominato Ente, insieme a un terzo soggetto, avrebbero sottratto delle somme, complessivamente ammontanti a 2.830.404,05 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>duemilioniottocentotrentamila/05</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) Euro, accreditate tramite il Servizio di Tesoreria Comunale con 320 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>trecentoventi</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) mandati di pagamento, diretti ai loro conti personali o delle aziende, ai medesimi riconducibili, dai quali, successivamente, sono stati disposti dei bonifici nei confronti dei rispettivi familiari, tentando di eludere preventivamente ogni possibile controllo.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In quella circostanza, furono, altresì, sequestrati:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">del materiale documentale, allora rimesso all’Autorità Giudiziaria, mandante del provvedimento;</span></span></p>
</li>
<li>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">del denaro contante [</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>ammontante a circa 18.000,00 (diciottomila/00) Euro e a 1.300,00 (milletrecento/00) Dollari Americani</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">], dei gioielli e dei preziosi [</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>tra i quali alcuni orologi di grande pregio delle marche Rolex e Baume &amp; Mercier, nonché dei gioielli della nota marca Bulgari, aventi un valore stimato in non meno di 150.000,00 (centocinquantamila/00) Euro</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">], depositati in un apposito Istituto di Credito, all’uopo individuato per la loro custodia;</span></span></p>
</li>
<li>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dei conti correnti, delle società, dei beni immobili [</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>4 appartamenti e 2 ampi terreni agricoli, aventi un valore stimato in circa 800.000,00 (ottocentomila/00) Euro</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">] e degli auto &#8211; motoveicoli (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>due autovetture Toyota Rav 4 del 2020 e BMW serie 3 cabrio coupé del 2022, nonché un motociclo Ducati Monster del 2020</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">), messi nella disponibilità dell’Amministratore Giudiziario, nominato dalla Procura della Repubblica di Crotone per gli adempimenti di sua competenza.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In particolare, le seguenti verifiche, svolte dagli operanti presso i Comuni di Savelli, di Pallagorio e di Cirò Marina, permisero di acclarare delle ulteriori condotte delittuose, analoghe a quelle, già perpetrate dai 3 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>tre</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) coinvolti nella pregressa vicenda, che hanno consentito di appurare la distrazione fraudolenta, con le medesime modalità truffaldine, già riscontrate in precedenza, di circa 305.000,00 euro. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le precedenti investigazioni sono state eseguite dal personale del citato Nucleo Investigativo e coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, alla quale, dopo un meticoloso lavoro di ricostruzione documentale dei flussi finanziari degli indagati e delle società, agli stessi riconducibili, è stato presentato un quadro indiziario, che ha fatto emergere le loro responsabilità nell’esecuzione complessiva di ulteriori 105 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>centocinque</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) mandati di pagamento falsi, in aggiunta ai 320 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>trecentoventi</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">), già contestati. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Attirò l’attenzione degli operanti e destò delle perplessità, permettendo di risalire alla totalità delle suddette somme, distratte, la modalità, adottata dai prefati dipendenti del “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Settore Finanziario</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” del Comune di Savelli, originariamente, e di quelli degli altri già menzionati Enti Pubblici, i quali hanno mascherato gli illeciti versamenti, facendo figurare i mandati di pagamento, presenti nella Contabilità, in favore di persone fisiche o giuridiche, aventi diritto, mentre, nella Tesoreria, indirizzandoli, di fatto, a dei soggetti diversi da quelli realmente titolari del beneficio, così rendendo estremamente difficoltoso riscontrare tali condotte con degli accertamenti sommari e non specificamente eseguiti su ogni singolo documento, mediante la comparazione tra quelli, registrati “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>in Contabilità</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, e i corrispondenti “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>in Tesoreria</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’odierna attività, pertanto, inquadrandosi nella precedente e più ampia investigazione, della quale sono stati sintetizzati sopra i principali aspetti salienti, ha consentito di acclarare le responsabilità dei suddetti, nuovi indagati nell’illecita percezione, mediante altri 116 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>centosedici</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) mandati di pagamento, a loro diretti dalla Tesoreria Comunale, di una somma, complessivamente ammontante a poco più di 70.000,00 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>settantamila/00</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) Euro, di cui circa 50.000,00 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>cinquantamila/00</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) illeciti, scaturita dall’illegittimo aumento delle indennità, percepite per le loro cariche, ricoperte, da 152,43 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>centocinquantadue/43</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) Euro a 400,00 (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>quattrocento/00</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">) Euro, per la quale sono stati, altresì, eseguiti dei sequestri per equivalente dei conti correnti e delle altre disponibilità finanziarie agli indagati.</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Giova precisare che l’attività è ancora in fase di sviluppo, che il relativo procedimento penale, scaturitone, si trova nella fase delle indagini preliminari, e che i provvedimenti, emessi, seguono, secondo le attuali disposizioni della Legge, gli interrogatori preventivi, già effettuati dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale del Capoluogo il 27 ottobre scorso.</span></span></p>
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		<title>Lotta al gioco d&#8217;azzardo illegale nella Piana di Gioia Tauro: slot truccate, sequestri e denunce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 12:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[e denunce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’estate di controlli serrati per contrastare il gioco d’azzardo illegale, una piaga che spesso si trasforma in truffa ai danni delle fasce più deboli: minorenni, anziani e persone già fragili per problemi di ludopatia. È questo il bilancio delle attività messe in campo dai Carabinieri nei Comuni della Piana e dell’Aspromonte, dove il fenomeno è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’estate di controlli serrati per contrastare il gioco d’azzardo illegale, una piaga che spesso si trasforma in truffa ai danni delle fasce più deboli: minorenni, anziani e persone già fragili per problemi di ludopatia. È questo il bilancio delle attività messe in campo dai Carabinieri nei Comuni della Piana e dell’Aspromonte, dove il fenomeno è ancora diffuso e radicato.<br />
A fianco dei militari, gli ispettori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Reggio Calabria, che insieme hanno passato al setaccio numerosi esercizi commerciali a Seminara, Delianuova e Cosoleto. I controlli hanno fatto emergere un sistema ben collaudato: slot machine manomesse e scollegate dalla rete statale per sfuggire al monitoraggio e garantire introiti illeciti ai gestori.</p>
<p>Il risultato è stato immediato: otto apparecchi sequestrati, oltre 6.500 euro di incassi confiscati e diversi esercenti denunciati alla Procura di Palmi per frode informatica. Un giro di soldi sottratti non solo ai giocatori, ma anche alle casse dello Stato, che non poteva registrare i proventi né riscuotere le relative imposte. Sul piano amministrativo, le sanzioni già notificate superano gli 80mila euro, una cifra destinata a salire dopo i controlli più approfonditi che l’ADM sta svolgendo sul materiale sequestrato.</p>
<p>La manomissione delle schede elettroniche delle macchinette, infatti, è una pratica che consente agli esercenti disonesti di aggirare i sistemi di sicurezza e trasformare i locali in vere e proprie casse nere, lontane da ogni controllo. Dietro i controlli, oltre ai numeri, c’è l’obiettivo di tutelare i cittadini più vulnerabili e arginare un fenomeno che, oltre ai danni economici, provoca gravi conseguenze sociali.</p>
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		<title>VIDEO-&#8216;Ndrangheta, sequestri e confische per cosche Tegano, Alvaro, Piromalli, Pesce e Bellocco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 10:58:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[confische]]></category>
		<category><![CDATA[Pesce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), ha portato a termine un’operazione che ha consentito di applicare una serie di misure di prevenzione patrimoniali (sequestri e confische) per un valore complessivamente stimato in circa 6 milioni di euro. L’esecuzione dei suddetti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-315663-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), ha portato a termine un’operazione che ha consentito di applicare una serie di misure di prevenzione patrimoniali (sequestri e confische) per un valore complessivamente stimato in circa 6 milioni di euro. L’esecuzione dei suddetti provvedimenti ablativi scaturisce da una mirata analisi operativa che ha permesso di individuare diversi soggetti che, rivestendo posizioni di rilievo all’interno di importanti cosche della ‘ndrangheta, avevano indebitamente accumulato, negli anni, ingenti patrimoni illeciti. Sulla base di tali evidenze, la Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore facente funzioni Giuseppe Lombardo, ha delegato il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria a svolgere mirate e specifiche indagini patrimoniali.</p>
<p>Le risultanze investigative emerse hanno consentito di accertare la sussistenza, in capo ai destinatari delle citate misure di prevenzione, della c.d. “pericolosità sociale”, trattandosi di soggetti che, come peraltro già emerso in diverse operazioni di polizia, sono risultati appartenenti o quanto meno contigui alla ‘ndrangheta, essendo operativi all’interno di rilevanti articolazioni territoriali attive sia nella città di Reggio Calabria e sia nel territorio ricompreso nella fascia tirrenica. In particolare, taluni dei soggetti destinatari dei provvedimenti di applicazione delle misure patrimoniali in trattazione avrebbero fornito un significativo contributo alle attività criminose di alcune delle più importanti cosche locali di ‘ndrangheta, tra le quali le famiglie “TEGANO”, “ALVARO”, “PIROMALLI”, “PESCE” e “BELLOCCO”. Gli appositi accertamenti economico-patrimoniali esperiti &#8211; nei confronti degli stessi soggetti nonché dei componenti dei rispettivi nuclei familiari &#8211; hanno permesso di rilevare, inoltre, come il patrimonio riconducibile ai medesimi risultasse di valore significativamente sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati.</p>
<p>Sulla base di tali elementi, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, allo stato dei procedimenti in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle rispettive responsabilità, ha emesso, nei confronti di 15 destinatari, i suddetti provvedimenti di sequestro e confisca che hanno riguardato, tra l’altro, 47 immobili (28 fabbricati e 19 terreni), 3 ditte individuali operanti nei settori del commercio al dettaglio di ricambi per autoveicoli, del commercio all’ingrosso di rottami, dei trasporti e agricolo, quote di partecipazione di una società operante nel settore della lavorazione delle pietre e del marmo, 6 autoveicoli, 2 orologi di lusso, risorse finanziarie e denaro contante, come accennato, per un valore complessivo stimato pari a circa 6 milioni di euro. Tra i beni oggetto di confisca, si annovera anche un illecito credito tributario di ingente valore, individuato e sottoposto a sequestro d’urgenza giustappunto poco prima del tentativo di incasso da parte di un noto esponente della cosca “LIBRI”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-ndrangheta-sequestri-e-confische-per-cosche-tegano-alvaro-piromalli-pesce-e-bellocco/">VIDEO-&#8216;Ndrangheta, sequestri e confische per cosche Tegano, Alvaro, Piromalli, Pesce e Bellocco</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gravi violazioni igienico-sanitarie e ambientali: sospesa linea produttiva azienda dolciaria Vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gravi-violazioni-igienico-sanitarie-e-ambientali-sospesa-linea-produttiva-azienda-dolciaria-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 17:32:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[dolciaria]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[sequestri]]></category>
		<category><![CDATA[Vibonese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo pomeriggio, nell&#8217;ambito di più ampi controlli a tutela della salute pubblica e dell&#8217;ambiente si sono conclusi gli accertamenti svolti da un articolato dispositivo interforze composto da personale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, della Capitaneria di Porto di Vibo Marina e dell&#8217;ARPACAL nei confronti di un sito produttivo operante nell&#8217;industria dolciaria e ubicato nelle &#8220;Preserre Vibonesi&#8221;. L&#8217;attività, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo pomeriggio, nell&#8217;ambito di più ampi controlli a tutela della salute pubblica e dell&#8217;ambiente si sono conclusi gli accertamenti svolti da un articolato dispositivo interforze composto da personale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, della Capitaneria di Porto di Vibo Marina e dell&#8217;ARPACAL nei confronti di un sito produttivo operante nell&#8217;industria dolciaria e ubicato nelle &#8220;Preserre Vibonesi&#8221;. L&#8217;attività, svolta in linea con l&#8217;attenzione verso le tematiche ambientali e sanitarie da sempre riposta dalla Procura di Vibo Valentia &#8211; guidata dal Procuratore Camillo Falvo &#8211; ha visto la sinergica partecipazione dei militari della Stazione Carabinieri di Soriano Calabro, del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Vibo Valentia, del Nucleo Tutela Forestale e Agroalimentare di Reggio Calabria, del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Vibo Valentia (NIPAAF) e, come detto, della Capitaneria di Porto e dell&#8217;ARPACAL.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;ispezione sono emerse gravi violazioni sia sotto il profilo igienico-sanitario che ambientale, che hanno comportato sequestri, sanzioni amministrative e la sospensione di parte della linea di produzione dello stabilimento su prescrizione dell&#8217;ASP di Vibo Valentia &#8211; U.O.C. Igiene degli Alimenti e Nutrizione. In particolare, sono stati sequestrati oltre 4.400 kg di prodotti alimentari scaduti o conservati in ambienti inidonei del valore stimato di 18.000 euro nonché sequestrato il deposito ove gli stessi erano stoccati. Irregolarità sono state rilevate anche in merito all&#8217;etichettatura di circa 300 confezioni di prodotti da cui sono scaturite sanzioni per 4.000 euro. Altri 130 prodotti sono stati sequestrati poiché privi di indicazione del peso netto, con sanzione amministrativa di 2.000 euro. </p>
<p>In ultimo, accertata la totale assenza di autorizzazioni per le immissioni in atmosfera e sono stati sequestrati con concessione di facoltà d&#8217;uso, sei forni dell&#8217;intera linea di panificazione. Contestata, inoltre, la presenza di un deposito incontrollato di rifiuti e lo scarico abusivo di acque industriali e reflue domestiche, in violazione alla normativa vigente. Tutti gli esiti dell&#8217;ispezione sono stati comunicati alle autorità competenti per i successivi adempimenti di legge.</p>
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		<title>Catanzaro, operazioni antidroga nel quartiere di viale Isonzo: tre arresti e sequestri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-operazioni-antidroga-nel-quartiere-di-viale-isonzo-tre-arresti-e-sequestri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 10:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[antidroga]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[sequestri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, la Squadra Volante della Questura di Catanzaro ha tratto in arresto, in due distinti procedimenti, tre persone ed ha sequestrato due partite di sostanze stupefacenti di varia tipologia nel quartiere popolare di viale Isonzo. Ieri, ha effettuato l’arresto di un giovane, già noto alle forze dell’ordine per precedenti in materia di stupefacenti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, la Squadra Volante della Questura di Catanzaro ha tratto in arresto, in due distinti procedimenti, tre persone ed ha sequestrato due partite di sostanze stupefacenti di varia tipologia nel quartiere popolare di viale Isonzo. Ieri, ha effettuato l’arresto di un giovane, già noto alle forze dell’ordine per precedenti in materia di stupefacenti, trovato in possesso di 49,2 grammi di cocaina e di un bilancino di precisione, utilizzato per il confezionamento delle dosi. </p>
<p>Il soggetto è stato arrestato e tradotto in carcere su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del giudizio di convalida.<br />
Sabato scorso, ha tratto in arresto due persone, entrambe con precedenti penali, in flagranza del reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di vendita. Più in particolare all’esito della perquisizione domiciliare, che ha interessato uno dei due soggetti, sono stati rinvenuti 64 grammi di hashish, 54 grammi di cocaina, 10 grammi di mannite, sostanza utilizzata per il taglio degli stupefacenti, nr 3 bilancini di precisione e nr 2 taglierini, intrisi di sostanza stupefacente. </p>
<p>I due arrestati sono stati posti agli arresti domiciliari. Entrambi i procedimenti penali pendono attualmente nella fase delle indagini preliminari.</p>
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		<title>Giro di vite dei Carabinieri sullo spaccio di droga nella Valle dell&#8217;Esaro: arresti e sequestri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giro-di-vite-dei-carabinieri-sullo-spaccio-di-droga-nella-valle-dellesaro-arresti-e-sequestri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2025 11:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[sequestri]]></category>
		<category><![CDATA[Valle Esaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane i Carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano hanno svolto numerosi servizi finalizzati al controllo del territorio e, in particolare, al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Le attività preventive, condotte nei territori dei comuni di Roggiano Gravina, Spezzano Albanese e San Demetrio Corone, hanno consentito l’arresto di un soggetto nonché il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane i Carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano hanno svolto numerosi servizi finalizzati al controllo del territorio e, in particolare, al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Le attività preventive, condotte nei territori dei comuni di Roggiano Gravina, Spezzano Albanese e San Demetrio Corone, hanno consentito l’arresto di un soggetto nonché il deferimento di altre due persone. Gli accertamenti hanno portato, complessivamente, al sequestro di oltre 150gr di marijuana e di circa 3 gr di cocaina, oltre a bilancini di precisione. Le numerose perquisizioni, sia domiciliari che personali, sono state svolte sia in arco diurno che serale, anche grazie al supporto di personale del Nucleo Cinofili coadiuvati dei militari delle competenti Stazioni Carabinieri insistenti sui predetti comuni.</p>
<p>Tutte le attività di polizia sono state svolte in stretto coordinamento con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza guidata dal Dottor Antonio D’Alessio e con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari guidata dal Dottor Alessandro D’Alessio. Si precisa che, nel rispetto dei diritti degli indagati, gli stessi sono da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito. Le crescenti attività investigative poste in essere dai Carabinieri nel territorio della Valle dell’Esaro sono il frutto di una postura info-investigativa che mira produrre una sempre maggiore pressione sulle attività illegali. L’attenta attività informativa, svolta sempre con il coordinamento delle Procure competenti sui rispettivi territori, fa emergere, ancora una volta, come le dinamiche criminali sviluppino connessioni che esulano dai confini comunali, interessando aree apparentemente eterogenee tra loro.</p>
<p>I servizi preventivi e le pattuglie dell’Arma che quotidianamente percorrono anche le strade più impervie del territorio sono di fondamentale importanza per fornire dei segnali di concreta vicinanza alla cittadinanza. A riguardo, si sottolinea come la sinergia tra le Istituzioni e la popolazione locale sia rilevante nell’individuare quelle condotte criminose che contribuiscono a innalzare un sentimento di diffusa insicurezza negli abitanti di piccole realtà cittadine. Pertanto è essenziale contattare sempre le Forze di Polizia e fornire qualsiasi elemento che potrebbe rilevarsi essenziale al fine di perseguire le più varie tipologia di reato.</p>
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