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	<title>scelta Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 May 2026 16:41:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Basta nominati, il popolo deve tornare a scegliere&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/basta-nominati-il-popolo-deve-tornare-a-scegliere-di-francesco-grandinetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[elettori]]></category>
		<category><![CDATA[francesco grandinetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi della politica italiana non nasce soltanto dalla sfiducia nei partiti, ma soprattutto dalla sensazione, sempre più diffusa tra i cittadini, di non contare più nulla nelle scelte decisive del Paese. E tra queste, la più importante riguarda proprio la possibilità di scegliere chi deve rappresentarli in Parlamento. La proposta di nuova legge elettorale sostenuta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>La crisi della politica italiana non nasce soltanto dalla sfiducia nei partiti, ma soprattutto dalla sensazione, sempre più diffusa tra i cittadini, di non contare più nulla nelle scelte decisive del Paese. E tra queste, la più importante riguarda proprio la possibilità di scegliere chi deve rappresentarli in Parlamento. La proposta di nuova legge elettorale sostenuta dal governo di Giorgia Meloni rischia di aggravare ulteriormente questa distanza tra eletti ed elettori. Una legge che continua a privilegiare le segreterie politiche, trasformando deputati e senatori in nominati più che in rappresentanti del popolo. Ed è proprio qui il nodo centrale: senza preferenze, il cittadino perde il diritto reale di scegliere il proprio parlamentare. Per anni si è parlato di crisi dell&#8217;affluenza elettorale come se fosse una semplice forma di disinteresse. Ma la verità è un&#8217;altra è quella che  milioni di persone non vanno più a votare perché hanno capito che troppo spesso il loro voto non decide chi sarà eletto. Decidono le segreterie. Decidono gli equilibri interni dei partiti. Decidono i rapporti di forza nazionali. E il territorio resta senza voce. La reintroduzione delle preferenze rappresenterebbe invece una svolta democratica fondamentale. Significherebbe restituire dignità al voto popolare e responsabilità agli eletti. Un deputato scelto direttamente dai cittadini non può permettersi di ignorare il territorio, perché sa che la propria forza politica nasce dal consenso reale delle persone e non soltanto dalla fedeltà ai vertici del partito. </em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Negli ultimi anni abbiamo assistito a scelte devastanti che hanno inciso profondamente sulla vita delle persone. Sanità sempre più lontana dai cittadini, ospedali in difficoltà, aumento delle povertà, territori abbandonati, ambiente sacrificato troppo spesso agli interessi economici e una crescente perdita di equilibrio sociale tra Nord e Sud del Paese. In questo quadro, la sciagurata prospettiva dell&#8217;autonomia differenziata rischia di aumentare ulteriormente le disuguaglianze, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. E viene spontanea una domanda: se fossero esistiti ancora veri parlamentari del territorio, scelti direttamente dal popolo attraverso le preferenze, molte di queste decisioni sarebbero passate con tanta facilità? Probabilmente no. Perché un deputato che deve rendere conto quotidianamente ai cittadini avrebbe avuto il dovere politico e morale di difendere la propria comunità, la sanità pubblica, l&#8217;ambiente, il lavoro e la dignità sociale del territorio che rappresenta. Oggi invece troppo spesso si assiste a parlamentari più preoccupati di compiacere le segreterie nazionali che di ascoltare i problemi reali delle persone. E questo ha creato una politica distante, autoreferenziale, incapace di percepire il disagio crescente che attraversa il Paese. Per questo rivolgo un appello sincero anche al mio Partito Democratico e a tutte le forze di centrosinistra.  Serve più chiarezza, più coraggio e più determinazione nel sostenere la reintroduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale. Non basta accennarlo timidamente o relegarlo a tema secondario. Deve diventare una battaglia centrale per restituire dignità alla democrazia italiana e ricostruire il rapporto tra cittadini e istituzioni. </em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Il centrosinistra dovrebbe avere il coraggio di scendere nelle piazze, nei consigli comunali, nei territori, raccogliendo firme e consenso popolare contro una legge elettorale che continua ad allontanare il popolo dalle istituzioni. Perché senza rappresentanza reale non può esistere vera partecipazione democratica. La politica ha bisogno di tornare tra la gente, nei quartieri, nelle comunità, nei luoghi del disagio e della speranza. Ha bisogno di ritrovare il rapporto umano con i cittadini. Ed è per questo che la battaglia per le preferenze non è una semplice questione tecnica o elettorale, è una battaglia di libertà democratica. Restituire ai cittadini il diritto di scegliere significa restituire credibilità alle istituzioni. Significa riportare partecipazione, passione e affluenza alle urne. Perché quando il popolo sente davvero di poter incidere, torna a credere nella politica. E una democrazia senza partecipazione è una democrazia sempre più fragile.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">*Presidente di &#8216;LAMETIAenonsolo&#8217;.</p>
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		<title>Grandinetti: basta ambiguità, è tempo di scegliere da che parte stare per modificare le cose</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandinetti-basta-ambiguita-e-tempo-di-scegliere-da-che-parte-stare-per-modificare-le-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 07:15:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[ambiguità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Viviamo in tempi in cui tutto viene semplificato. Dalle questioni sociali a quelle tecnologiche, fino alle sofferenze umane, tutto deve essere compreso in un lampo, giudicato in un clic, liquidato con un titolo. È la logica dell&#8217;immediatezza che ci rende sempre più pragmatici ma sempre meno umani. Ci abitua a non andare oltre l&#8217;apparenza, a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Viviamo in tempi in cui tutto viene semplificato. Dalle questioni sociali a quelle tecnologiche, fino alle sofferenze umane, tutto deve essere compreso in un lampo, giudicato in un clic, liquidato con un titolo. È la logica dell&#8217;immediatezza che ci rende sempre più pragmatici ma sempre meno umani. Ci abitua a non andare oltre l&#8217;apparenza, a non scavare dietro le storie&#8221;. </em>Parole di Francesco Grandinetti, del Pd di Lamezia Terme e già presidente del Consiglio comunale della città della Piana.</p>
<p><em>&#8220;Così &#8211; </em>prosegue <em>-l&#8217;immigrato che arriva in Occidente viene ridotto a &#8220;uno che dovrebbe restare a casa sua&#8221;, come se la disperazione fosse una scelta e non una condanna. Chi vive un disagio psicologico viene marchiato come &#8220;malato&#8221; e basta, senza che si provi a capire i drammi esistenziali, relazionali e sociali che lo attraversano. Le parate del Pride vengono bollate come &#8220;spettacoli indecorosi&#8221; dai benpensanti, incapaci di cogliere che quella è una forma di liberazione dopo secoli di discriminazioni e silenzi imposti. Le manifestazioni dei giovani per Gaza o per il clima vengono viste come un fastidio, un intralcio alla &#8220;vita normale&#8221;, invece che come il segnale più bello: ragazzi e ragazze che tornano a indignarsi, a protestare, a credere che un mondo più giusto sia possibile, proprio come accadde negli anni &#8217;60 e &#8217;70. È in questo clima di superficialità e disattenzione collettiva che attecchiscono i sovranismi più tristi, quelli che alimentano la paura del diverso e offrono risposte semplici a problemi complessi. Eppure la politica, soprattutto quella di sinistra, non può permettersi di scivolare in questa trappola. Il centrosinistra deve tornare a essere la forza che dà voce alla complessità, che difende la dignità umana senza compromessi, che spiega con parole semplici ma profonde da che parte sta&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Deve parlare non solo agli intellettuali- </em>evidenzia Grandinetti<em> -, ma anche e soprattutto a quella parte del Paese che vorrebbe stare con noi ma che oggi non ci riconosce più, perché non sa più chi siamo. Dobbiamo dirlo con chiarezza: noi stiamo con chi soffre, con chi fa fatica a fine mese, con chi ha perso fiducia perché vede i colossi economici moltiplicare utili miliardari mentre lui deve scegliere se pagare la bolletta o fare la spesa. Siamo quelli che credono in un Paese più equo, dove la ricchezza non resti concentrata in poche mani ma torni, almeno in parte, alla collettività e a chi ogni giorno fa più fatica. Le grandi lobby, le multinazionali, le banche che accumulano profitti enormi senza restituire nulla alla collettività devono contribuire in modo equo e qualora non lo facciano volontariamente, lo Stato ha il dovere di intervenire. È una questione di giustizia, non di ideologia. Ritrovare un linguaggio chiaro, umano e coraggioso che parli di equità, di solidarietà, di libertà e non è solo una scelta politica, ma una responsabilità morale.</em></p>
<p><em>&#8220;Perché se la sinistra non spiega più chi difende, chi ascolta e chi rappresenta, e il centro non ritrova se stesso, quello che nella storia italiana ha contribuito a combattere il fascismo, a difendere la democrazia e a costruire la Repubblica e che chiarisca che non ha nulla a che vedere con chi oggi si dichiara moderato ma sostiene il sovranismo e il capitale incondizionato allora lo faranno altri con slogan semplici e verità distorte. E allora sì, continueremo a vivere in un mondo che giudica in fretta, che dimentica presto e che non capisce più la differenza tra forza e umanità. Se avessi trent&#8217;anni di meno, forse oggi proverei a rifondare qualcosa del genere: un luogo politico e ideale che parta da queste convinzioni, che metta al centro la giustizia, la solidarietà e la libertà. Ma anche adesso, con gli anni che ho, posso almeno tentare di invitare i tanti giovani disincantati — quelli che si sono allontanati da una politica becera e senz&#8217;anima, e anche quelli che, pur militando, non hanno ancora fatto il salto necessario per essere davvero giovani — a riprendere in mano il loro futuro, e con esso il nostro futuro e a creare o rifondare una casa vera, non una semplice sigla, dove ritrovarsi, discutere, sognare e lottare. A farlo senza paura e senza indugi&#8221;- </em>conclude Francesco Grandinetti.</p>
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		<title>Regionali 2025, appello Vescovi Calabria: voto è occasione concreta di libertà e di scelta responsabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 09:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
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		<category><![CDATA[Vescovi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco il messaggio della Conferenza episcopale calabra in occasione delle elezioni regionali. &#8220;La democrazia è un bene fragile e prezioso, che non si conserva da sola ma chiede di essere vissuta e rigenerata ogni giorno. In occasione delle prossime elezioni regionali, sentiamo il dovere di rivolgere un appello forte e chiaro alle comunità ecclesiali e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il messaggio della <strong>Conferenza episcopale calabra</strong> in occasione delle elezioni regionali.<br />
<em>&#8220;La democrazia è un bene fragile e prezioso, che non si conserva da sola ma chiede di essere vissuta e rigenerata ogni giorno. In occasione delle prossime elezioni regionali, sentiamo il dovere di rivolgere un appello forte e chiaro alle comunità ecclesiali e civili della Calabria: la partecipazione non è un accessorio, ma un compito che interpella la coscienza di ciascuno, non è un rito stanco, ma un atto di rigenerazione collettiva. Il recente cammino della nostra Chiesa regionale ci ha sollecitati a riscoprire alcune priorità decisive: l’impegno di tutti per la trasformazione della società, l’attenzione a chi resta ai margini, la costruzione di una cittadinanza solidale, la centralità del bene comune come criterio di giudizio. È questo il cuore di una visione che spinge a costruire, insieme, la città degli uomini e delle donne di buona volontà, nella logica di un umanesimo integrale, capace di tenere insieme sviluppo e giustizia, libertà e responsabilità, diritti e doveri. La democrazia non è mai neutra: o si rinnova come spazio di giustizia o diventa terreno fertile per clientele e rendite di posizione. Alle Settimane Sociali di Trieste (2024), Papa Francesco ha usato un’immagine potente: la crisi della democrazia come un cuore ferito. Un cuore che soffre quando prevalgono corruzione e illegalità, quando la politica diventa autoreferenziale, incapace di ascolto e di servizio. Un cuore che si ammala quando cresce la cultura dello scarto e intere fasce di popolazione – poveri, giovani, anziani, persone fragili – vengono emarginate. Ogni volta che qualcuno è escluso, tutto il corpo sociale ne porta la ferita. L’apatia civica non è solo un fatto individuale, ma il sintomo di un tessuto sociale indebolito, che rischia di trasformare i cittadini in spettatori di un copione scritto da altri.</p>
<p>In quella stessa occasione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha posto domande che ci toccano da vicino: «Si può pensare di contentarsi che una democrazia sia imperfetta? Di contentarsi di una democrazia a bassa intensità? Si può pensare di arrendersi al crescere di un assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica? Può esistere una democrazia senza il consistente esercizio del ruolo degli elettori?» E ha ammonito a non confondere il parteggiare con il partecipare, ricordando che «al cuore della democrazia vi sono le persone, le relazioni, le comunità». Queste parole illuminano la nostra responsabilità come cittadini e come cristiani. L’astensione e l’indifferenza non sono mai neutrali: finiscono sempre per gravare sui più deboli e consegnano il futuro nelle mani di pochi. Partecipare, invece, significa prendersi cura del cuore della nostra terra, contribuendo con il proprio voto alla costruzione di una Calabria più giusta, solidale e fraterna.</p>
<p>Per questo, invitiamo tutti a vivere le elezioni regionali non come un adempimento formale, ma come un’occasione concreta di libertà e di scelta responsabile. La democrazia si alimenta della voce di ciascuno: scegliere significa incidere sul presente e aprire possibilità di futuro. Non c’è libertà senza scelta, non c’è bene comune senza partecipazione. Chi rinuncia a scegliere rinuncia a costruire il proprio futuro: è un lusso che la nostra terra, già solcata da diseguaglianze e migrazioni forzate, non può in alcun modo permettersi&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/regionali-2025-appello-vescovi-calabria-voto-e-occasione-concreta-di-liberta-e-di-scelta-responsabile/">Regionali 2025, appello Vescovi Calabria: voto è occasione concreta di libertà e di scelta responsabile</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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