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	<title>scarico Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Apr 2025 15:35:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Acque di lavorazione da scarico nascosto in torrente, sequestrato impianto inerti a Torremezzo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/acque-di-lavorazione-da-scarico-nascosto-in-torrente-sequestrato-impianto-inerti-a-torremezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 11:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[impianto]]></category>
		<category><![CDATA[inerti]]></category>
		<category><![CDATA[scarico]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro]]></category>
		<category><![CDATA[Torremezzo]]></category>
		<category><![CDATA[torrente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un impianto di lavorazione materiale inerte nella frazione &#8220;Torremezzo&#8221; di Falconara Albanese è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Longobardi, insieme ai colleghi della Stazione di San Lucido, nel Cosentino. Dal controllo effettuato, sarebbe emerso che nell&#8217;impianto c&#8217;era uno scarico nascosto con sassi e vegetazione, che si immetteva direttamente nell&#8217;adiacente torrente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un impianto di lavorazione materiale inerte nella frazione &#8220;Torremezzo&#8221; di Falconara Albanese è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Longobardi, insieme ai colleghi della Stazione di San Lucido, nel Cosentino. Dal controllo effettuato, sarebbe emerso che nell&#8217;impianto c&#8217;era uno scarico nascosto con sassi e vegetazione, che si immetteva direttamente nell&#8217;adiacente torrente &#8220;Malpertuso&#8221; che, al cui punto di scarico, presentava delle acque visibilmente di colore marrone. Insospettiti dal colore i carabinieri hanno effettuato ulteriori accertamenti nell&#8217;impianto che avrebbero confermato come le acque di lavorazione miste al fango, che tracimavano da una vasca di decantazione, attraverso una tubatura sversavano direttamente nel torrente. </p>
<p>I militari hanno anche accertato che le acque del piazzale dell&#8217;impianto industriale, che viene utilizzato anche per la movimentazione di diversi mezzi meccanici, venivano scaricate tramite un&#8217;apertura direttamente nel torrente senza alcun processo di depurazione. Alla luce di quanto emerso, su disposizione dell&#8217;Autorità giudiziaria, i carabinieri Forestale hanno proceduto al sequestro d&#8217;urgenza dell&#8217;impianto di lavorazione inerti, contestando al titolare dell&#8217;impresa diversi reati tra i quali l&#8217;attività di gestione non autorizzata di rifiuti non pericolosi quali fanghi prodotti dalla lavorazione della pietra che poi venivano immessi nel torrente senza alcuna autorizzazione.</p>
<p>Inoltre è stata contestata al proprietario anche la gestione di un deposito di fanghi prodotti dalle lavorazioni che non ha rispettato il limite temporale previsto dalla normativa.</p>
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		<item>
		<title>Sei cuccioli appena nati rimasti intrappolati in tubo di scarico, salvati dai Vigili del fuoco nel vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sei-cuccioli-appena-nati-rimasti-intrappolati-in-tubo-di-scarico-salvati-dai-vigili-del-fuoco-nel-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2025 09:25:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[cuccioli]]></category>
		<category><![CDATA[Motta Filocastro]]></category>
		<category><![CDATA[scarico]]></category>
		<category><![CDATA[tubo]]></category>
		<category><![CDATA[Vigili del fuoco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Vigili del Fuoco del Comando di Vibo Valentia- distaccamento di Ricadi- sono intervenuti oggi a Motta Filocastro, una frazione del comune di Limbadi, per il salvataggio di alcuni cuccioli di cane. Stella, un cane di razza Siberian Husky, aveva partorito sei cuccioli all&#8217;interno di un tubo di scarico del diametro di circa 60 centimetri. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I  Vigili del Fuoco del Comando di Vibo Valentia- distaccamento di Ricadi- sono intervenuti oggi a Motta Filocastro, una frazione del comune di Limbadi, per il salvataggio di alcuni cuccioli di cane. Stella, un cane di razza Siberian Husky, aveva partorito sei cuccioli all&#8217;interno di un tubo di scarico del diametro di circa 60 centimetri.</p>
<p>Vista l&#8217;impossibilità da parte del proprietario di raggiungere la cucciolata, sono stati allertati, tramite il Numero di emergenza unico europeo (NUE) 112, i Vigili del Fuoco. Raggiunta la località, dopo aver effettuato un sopralluogo a monte e a valle della tubazione, i Vigili del Fuoco hanno valutato che l&#8217;unica possibilità per raggiungere i cuccioli era attraverso la tubazione. </p>
<p>Pertanto un Vigile del Fuoco, dopo aver adottato le necessarie misure di sicurezza, ha percorso all&#8217;interno del tubo circa 15 metri, raggiunto i cuccioli e successivamente portato gli stessi all&#8217;esterno consegnandoli al proprietario.  </p>
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		<item>
		<title>Legambiente Calabria: Vergognosi gli scarichi presenti nell&#8217;Area marina protetta di Capo Rizzuto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/legambiente-calabria-vergognosi-gli-scarichi-presenti-nellarea-marina-protetta-di-capo-rizzuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2024 13:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Rizzuto]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[scarico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Area marina protetta Capo Rizzuto è uno dei luoghi più suggestivi della Calabria e dell&#8217;intero Mediterraneo, tra le prime istituite nel nostro Paese, risalente al 1991, che si proponeva l&#8217;obiettivo di preservare il mare e un tratto di costa ricco dal punto vista ambientale, archeologico e culturale e, al contempo, orientare verso la gestione sostenibile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Area marina protetta Capo Rizzuto è uno dei luoghi più suggestivi della Calabria e dell&#8217;intero Mediterraneo, tra le prime istituite nel nostro Paese, risalente al 1991, che si proponeva l&#8217;obiettivo di preservare il mare e un tratto di costa ricco dal punto vista ambientale, archeologico e culturale e, al contempo, orientare verso la gestione sostenibile le attività antropiche di un territorio che si estende da Capo Colonna a Punta le Castella. Difatti, anche con questo scopo, all&#8217;Area marina protetta sono stati affidati in gestione i territori costieri appartenenti al demanio marittimo. A distanza di 33 anni dall&#8217;istituzione, la gestione dell&#8217;Area marina protetta sembra andare nella direzione opposta della corretta tutela della biodiversità, presente nei 14.721 ettari di mare. Inoltre, quello che accade lungo i 42 Km di costa, compresa tra Crotone e Isola Capo Rizzuto, è la negazione di qualsiasi principio di sviluppo sostenibile locale.</p>
<p>&#8220;Quotidianamente, in mare e lungo la costa dell&#8217;Area marina, &#8211; si legge in una nota di Legambiente Calabria &#8211; viene violato il dettato della Legge n. 394/91 che regola la corretta gestione delle aree naturali protette e si creano situazioni di conflitto con le norme comunitarie (direttiva Uccelli 79/409 e Habitat 92/43) che hanno permesso di riconoscere a questo territorio la presenza di una Zona Speciale di Conservazione Fondali da Crotone a Le Castella (ZSC IT9320097) e di tre Siti natura 2000 (Dune di Sovereto, Capo Rizzuto e Capo Colonna). L&#8217;Ente gestore non riesce, infatti, a garantire neppure una tutela minima dei luoghi che dovrebbe proteggere. Ne costituiscono un esempio ed una dimostrazione lampante le immagini dello scarico direttamente a mare, presumibilmente fognario, esistente nel porto turistico e in bella vista di chi fruisce dei servizi turistici di Le Castella. Ma la presenza di scarichi non depurati e immessi in mare non è una novità dell&#8217;Area marina protetta Capo Rizzuto e Legambiente lo denuncia da anni anche attraverso la storica campagna di Goletta Verde. Ma non solo. Lo scorso anno, nel mese di novembre, l&#8217;Associazione &#8220;Isola Ambiente Apnea&#8221; ha organizzato un convegno per presentare il censimento degli sversamenti a mare del progetto &#8220;Nemo&#8221;, finanziato dalla Regione, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso e dei sindaci di Crotone, Vincenzo Voce; di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga e di Cutro, Antonio Ceraso. Nel corso dell&#8217;evento è stata denunciata la presenza di ben 76 scarichi che finiscono nei torrenti o direttamente in mare, in 38 chilometri di costa sul litorale dei tre comuni. Lo scarico esistente nel porto di Le Castella è ben visibile ed è noto a tutti, ma nonostante le numerose segnalazioni la situazione resta grave: &#8220;A distanza di oltre tre decenni– dichiarano Anna Parretta presidente di Legambiente Calabria e Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente- possiamo ribadire con tristezza che la gestione dell&#8217;Area marina protetta affidata dal Ministero dell&#8217;Ambiente alla provincia di Crotone sia attualmente insostenibile e sotto molti versi fallimentare&#8221;.</p>
<p>&#8220;La gestione alla Provincia di Crotone, il cui affidamento rinnovato nel 2021 scadrà il 22 marzo 2025- prosegue Legambiente Calabria &#8211; ha manifestato da tempo la sua inadeguatezza e la sua incapacità di invertire la rotta: manca trasparenza nell&#8217;attribuzione delle responsabilità, manca una struttura amministrativa che le condizioni dell&#8217;ente Provincia non sono in grado di garantire &#8211; i tecnici a disposizione sebbene siano l&#8217;unico presidio umano disponibile sono in numero insufficiente per raggiungere gli obiettivi di tutelare effettivamente la biodiversità marina e soprattutto la fascia demaniale affidata in gestione-; manca un organismo di gestione autonomo e indipendente dalla politica; manca una visione per la gestione integrata della fascia costiera in un contesto caratterizzato da una presenza opprimente della malavita organizzata; mancano strumenti per una adeguata sinergia per la gestione delle aree naturalistiche e le aree archeologiche terrestri e marine&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mala depurazione, scarichi illegali, massiccio abusivismo edilizio, gestione inefficiente del ciclo dei rifiuti, pozzi presenti sul promontorio e piattaforme che sfruttano i fondali dell&#8217;Area marina protetta: la logica ed evidente conclusione è che l&#8217;Area marina di Capo Rizzuto è lungi dall&#8217;essere protetta – aggiungono Parretta e Nicoletti – e tutto questo in un quadro nel quale le aree protette assumono un rilievo sempre maggiore in quanto strumento per frenare la perdita di biodiversità, contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici e promuovere l&#8217;economia circolare dei territori interessati. L&#8217;Area marina protetta Capo Rizzuto – continuano -deve essere un presidio di legalità e di democrazia in un territorio difficile ed un effettivo strumento partecipato di tutela e di sviluppo sostenibile anche relativamente al settore turistico. Ma senza una vera autonomia dell&#8217;Ente gestore, accompagnata da adeguate risorse finanziarie e umane, e senza una visione strategica per lo sviluppo integrato della costa, si rischia di assistere al fallimento completo dell&#8217;Area marina che Legambiente ha fortemente voluto fin dal 1991. Per questi motivi abbiamo proposto di slegare la gestione dell&#8217;Area dai vincoli della politica e che venga istituito un Parco naturale dotato di un ente autonomo in grado di gestire in maniera efficace e unitaria le risorse marine e terrestri della costa tra Crotone e Isola Capo Rizzuto.&#8221;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-268262" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/08/foto-1-300x168.png" alt="" width="643" height="360" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/08/foto-1-300x168.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/08/foto-1-768x431.png 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/08/foto-1-749x420.png 749w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/08/foto-1-696x390.png 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/08/foto-1.png 840w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Palmi, scarico reflui in mare: struttura ricettiva risultata priva di autorizzazioni, una denuncia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/palmi-scarico-reflui-in-mare-struttura-ricettiva-risultata-priva-di-autorizzazioni-una-denuncia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 14:09:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Palmi]]></category>
		<category><![CDATA[resort]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli agenti della Polizia locale di Palmi (RC) hanno denunciato una persona per reati in materia ambientale e sequestrato un sistema di scarico reflui abusivo. L&#8217;attività della Polizia locale, diretta dal maggiore Francesco Managò e coordinata dal procuratore di palmi Emanuele Crescenti, è scattata a seguito della segnalazione di alcuni cittadini che, trovandosi a mare, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli agenti della Polizia locale di <strong>Palmi</strong> (RC) hanno denunciato una persona per reati in materia ambientale e sequestrato un sistema di scarico reflui abusivo. L&#8217;attività della Polizia locale, diretta dal maggiore Francesco Managò e coordinata dal procuratore di palmi Emanuele Crescenti, è scattata a seguito della segnalazione di alcuni cittadini che, trovandosi a mare, hanno notato un fenomeno di ruscellamento di liquidi che scorrendo lungo il costone roccioso <strong>in adiacenza di un resort confluivano in mare intorbidendo l&#8217;acqua.</strong></p>
<p>Gli accertamenti preliminari hanno permesso di verificare che la struttura ricettiva non aveva alcuna autorizzazione per gli scarichi e che la zona non è servita da rete fognaria. Quindi, con l&#8217;ausilio del drone, si è proceduto a individuare i punti dello scarico e la presenza di un serbatoio sui terrazzamenti sotto la struttura. </p>
<p>Gli agenti, coadiuvati dai tecnici comunali e da tecnico ambientale pilota di drone e di ausiliari di polizia giudiziaria, hanno eseguito un&#8217;ispezione all&#8217;interno del resort trovando un sistema di raccolta reflui mediante vasche interrate nelle quali viene collettata la gran parte degli scarichi della struttura; reflui stoccati e trattati che avrebbero dovuto periodicamente essere prelevati mediante autospurgo e conferiti in impianto di depurazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Comuni non rispettano direttive Ue su scarichi fogne: anche la Calabria tra Regioni inadempienti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/comuni-non-rispettano-direttive-ue-su-scarichi-fogne-anche-la-calabria-tra-regioni-inadempienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 13:49:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[fogne]]></category>
		<category><![CDATA[inadempienza]]></category>
		<category><![CDATA[scarico]]></category>
		<category><![CDATA[Ue]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana: è più della metà delle Regioni italiane a essere nel mirino di Bruxelles per avere sul loro territorio comuni che non hanno finora rispettato gli obblighi di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane previsti dalla direttiva Ue. Lo apprende l’ANSA a Bruxelles, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abruzzo, <strong>Calabria</strong>, Campania, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana: è più della metà delle Regioni italiane a essere nel mirino di Bruxelles per avere sul loro territorio comuni che non hanno finora rispettato gli obblighi di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane previsti dalla direttiva Ue. </p>
<p>Lo apprende l’ANSA a Bruxelles, dove la scorsa settimana la Commissione europea ha deferito il Paese alla Corte di Giustizia dell’Ue per “mancanza di conformità” alle norme osservata in ben 179 agglomerati urbani, ovvero comuni con più di duemila abitanti.</p>
<p>Bruxelles ha avviato l’iter di infrazione inviando a giugno 2018 a Roma la lettera di costituzione in mora, seguita da un parere motivato nel 2019. Nonostante “alcuni progressi” riconosciuti dal governo comunitario, gli sforzi dell’Italia per conformarsi alle norme sono stati “finora insufficienti”. Da qui, la decisione di deferire alla Corte il Paese che potrebbe trovarsi a pagare una multa per insostenibilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/comuni-non-rispettano-direttive-ue-su-scarichi-fogne-anche-la-calabria-tra-regioni-inadempienti/">Comuni non rispettano direttive Ue su scarichi fogne: anche la Calabria tra Regioni inadempienti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sequestrato scarico abusivo di reflui fognari a Catanzaro: denuncia e sanzione per responsabile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestrato-scarico-abusivo-di-reflui-fognari-a-catanzaro-denuncia-e-sanzione-per-responsabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 12:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[abusivo]]></category>
		<category><![CDATA[Castace]]></category>
		<category><![CDATA[fognari]]></category>
		<category><![CDATA[reflui]]></category>
		<category><![CDATA[scarico]]></category>
		<category><![CDATA[sequestrato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno scarico abusivo di reflui fognari è stato sequestrato a Catanzaro. I militari dell&#8217;Ufficio circondariale marittimo di Soverato, insieme a personale della Polizia locale di Catanzaro, su delega della Procura della Repubblica, hanno compiuto un accurato controllo dell&#8217;intero asse del fiume Castace. Nel corso delle indagini è stata riscontrato che il fiume, nel tratto che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno scarico abusivo di reflui fognari è stato sequestrato a Catanzaro. I militari dell&#8217;Ufficio circondariale marittimo di Soverato, insieme a personale della Polizia locale di Catanzaro, su delega della Procura della Repubblica, hanno compiuto un accurato controllo dell&#8217;intero asse del fiume Castace. Nel corso delle indagini è stata riscontrato che il fiume, nel tratto che attraversa la località &#8216;Comuneri&#8217; del comune di Catanzaro, risultava invaso da reflui di colore scuro e maleodoranti.</p>
<p>La perlustrazione della zona ha consentito di trovare un pozzetto in calcestruzzo, facente parte della condotta della rete fognaria comunale al quale giungono tutti i reflui relativi alle località Siano, Cava e Santo Janni dello stesso Comune, che sversava tutto il suo contenuto direttamente nel letto del fiume senza che venisse sottoposto ad alcun processo depurativo.</p>
<p>Considerata la gravità della situazione è stato subito effettuato un prelievo delle acque di scarico per le successive analisi da parte dei Tecnici dell&#8217;Agenzia regionale per la protezione dell&#8217;ambiente. Inoltre il pozzetto e lo scarico, totalmente abusivo e privo di ogni autorizzazione, è stato posto sotto sequestro penale, ed il responsabile, oltre che essere deferito alla Procura, è stato verbalizzato con una sanzione amministrativa che va da 6.000 a 60.000 mila euro.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sequestrato-scarico-abusivo-di-reflui-fognari-a-catanzaro-denuncia-e-sanzione-per-responsabile/">Sequestrato scarico abusivo di reflui fognari a Catanzaro: denuncia e sanzione per responsabile</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Covid, Iss: &#8220;Variante inglese e brasiliana in acque di scarico&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-iss-variante-inglese-e-brasiliana-in-acque-di-scarico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 17:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le varianti inglese e brasiliana del coronavirus Sars-CoV-2 sono state individuate per la prima volta nelle acque di scarico italiane&#8220;. E&#8217; quanto riferisce l&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss), che dà notizia della prima ricerca condotta sulla presenza di varianti del virus nei reflui urbani d&#8217;Italia (&#8220;tra le prime&#8221; ricerche di questo tipo condotte &#8220;al mondo&#8221;, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le varianti inglese e brasiliana del coronavirus Sars-CoV-2 sono state individuate per la <strong>prima volta nelle acque di scarico italiane</strong>&#8220;. E&#8217; quanto riferisce l&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss), che dà notizia della prima ricerca condotta sulla presenza di varianti del virus nei reflui urbani d&#8217;Italia (&#8220;tra le prime&#8221; ricerche di questo tipo condotte &#8220;al mondo&#8221;, puntualizzano gli esperti). A condurla il gruppo di lavoro coordinato da Giuseppina La Rosa del Dipartimento Ambiente e Salute e da Elisabetta Suffredini del Dipartimento di Sicurezza alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria dell&#8217;Iss, in collaborazione con l&#8217;Istituto Zooprofilattico della Puglia e della Basilicata.<br />
In particolare &#8211; spiega l&#8217;Iss &#8211; sono state individuate sequenze con mutazioni tipiche di variante brasiliana e inglese in reflui raccolti a Perugia dal 5 all&#8217;8 febbraio, e mutazioni tipiche della variante spagnola in campioni raccolti da impianti di depurazione a Guardiagrele, in Abruzzo dal 21 al 26 gennaio 2021. La variante spagnola è meno nota delle altre, ma in realtà è comparsa prima, a giugno 2020 in Spagna. I risultati dello studio, evidenziano gli esperti, <strong>dimostrano che le acque di scarico possono essere un utile strumento per valutare la circolazione delle varianti di Sars-CoV-2 nei centri urbani</strong>.<br />
&#8220;Per consentire uno screening rapido, pratico e semplice delle varianti circolanti nella popolazione italiana è stato sviluppato un metodo che prevede l&#8217;amplificazione e il sequenziamento di una parte del gene S contenente specifiche mutazioni in grado di caratterizzarle&#8221;, informano in una nota. Il metodo, testato inizialmente su campioni clinici (tamponi naso-faringei), è stato successivamente applicato all&#8217;analisi delle acque di scarico raccolte in fognatura prima dei trattamenti di depurazione. <strong>L&#8217;esame di questa matrice ha individuato, per la prima volta in campioni ambientali, la presenza di mutazioni caratteristiche delle varianti Uk e brasiliana </strong>in alcune aree del Paese dove la circolazione di queste varianti era stata accertata in campioni clinici di pazienti Covid, come appunto Perugia.<br />
&#8220;I nostri risultati &#8211; sottolinea Luca Lucentini, direttore del Reparto Qualità dell&#8217;acqua e Salute &#8211; confermano le potenzialità della wastewater based epidemiology non solo per lo studio dei trend epidemici, come già dimostrato in precedenti nostre ricerche e ormai consolidato nella letteratura scientifica, <strong>ma anche per esplorare la variabilità genetica del virus&#8221;</strong>. Le prospettive, aggiunge Lucia Bonadonna, direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell&#8217;Iss, &#8220;sono promettenti, in particolare se pensiamo che la sorveglianza sui reflui è applicata in diversi Paesi europei, anche se non ancora per la ricerca delle varianti. L&#8217;importanza della sorveglianza ambientale è stata riconosciuta, grazie anche al contributo dei risultati italiani, nel Piano europeo contro le varianti del Covid-19 (Hera incubator), che mira a rafforzare le difese dell&#8217;Unione davanti al crescente numero di mutazioni del virus&#8221;.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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