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	<title>Scala Coeli Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Jul 2026 17:43:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Discarica di Scala Coeli: Regione conferma rigetto riattivazione dell&#8217;AIA e avvia il procedimento di revoca </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:28:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le associazioni firmatarie della nota trasmessa alla Regione Calabria il 25 giugno scorso — Legambiente Nazionale, Legambiente Calabria e il Circolo Legambiente Nicà — accolgono con favore il riscontro ricevuto dall&#8217;Amministrazione regionale, dal quale emerge che sono già stati adottati importanti provvedimenti a tutela dell&#8217;ambiente e della salute pubblica in relazione alla discarica per rifiuti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Le associazioni firmatarie della nota trasmessa alla Regione Calabria il 25 giugno scorso — Legambiente Nazionale, Legambiente Calabria e il Circolo Legambiente Nicà — accolgono con favore il riscontro ricevuto dall&#8217;Amministrazione regionale, dal quale emerge che sono già stati adottati importanti provvedimenti a tutela dell&#8217;ambiente e della salute pubblica in relazione alla discarica per rifiuti non pericolosi di località Pipino, nel Comune di Scala Coeli. Nella risposta ufficiale, la Regione comunica di aver rigettato l&#8217;istanza di riattivazione dell&#8217;Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) presentata dalla società Bieco S.r.l., confermando la sospensione già disposta nel 2023 e, soprattutto, di aver avviato il procedimento amministrativo finalizzato alla revoca dell&#8217;AIA ai sensi dell&#8217;art. 29-decies del D.Lgs. 152/2006.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si tratta di un passaggio di particolare rilievo che conferma la necessità di mantenere alta l&#8217;attenzione su una vicenda che da anni interessa il territorio della Sila Greca e dell&#8217;Alto Ionio cosentino e che ha visto cittadini, comitati e associazioni ambientaliste impegnati nel chiedere il pieno rispetto della normativa ambientale e la tutela della salute pubblica. La nota regionale evidenzia inoltre che l&#8217;Autorità competente ha già attivato ulteriori misure di vigilanza e controllo, richiedendo informazioni al gestore e all&#8217;amministratore giudiziario sullo stato della discarica, disponendo un sopralluogo urgente da parte di ARPACAL e diffidando il gestore ad avviare immediatamente le operazioni necessarie per l&#8217;estrazione del percolato e il ripristino delle condizioni di sicurezza del sito. Legambiente Nazionale, Legambiente Calabria e il Circolo Legambiente Nicà prendono atto con soddisfazione dell&#8217;attività amministrativa avviata dalla Regione Calabria e continueranno a seguire con la massima attenzione l&#8217;evoluzione del procedimento, affinché esso si concluda in tempi rapidi con l&#8217;adozione del provvedimento definitivo di revoca dell&#8217;AIA.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le associazioni ritengono inoltre indispensabile che proseguano le attività di controllo sul sito, il monitoraggio ambientale e gli interventi necessari a garantire la sicurezza della discarica, assicurando la massima trasparenza nei confronti delle comunità locali. La vicenda della discarica di Scala Coeli rappresenta un tema di rilevante interesse pubblico e ambientale. Per questo motivo, Legambiente continuerà a svolgere il proprio ruolo di vigilanza civica affinché siano pienamente tutelati il territorio, l&#8217;ambiente e il diritto dei cittadini a vivere in un contesto sicuro e salubre.</p>
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		<item>
		<title>Discarica di Scala Coeli: Un anno di interdizione per direttore lavori, sospeso funzionario Arpacal</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/discarica-di-scala-coeli-un-anno-di-interdizione-per-direttore-lavori-sospeso-funzionario-arpacal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 12:14:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico con il supporto dei colleghi del Comando provinciale di Cosenza nei confronti rispettivamente del direttore dei lavori per la realizzazione del secondo invaso della discarica di Scala Coeli, in provincia di Cosenza, e di un funzionario dell&#8217;Agenzia regionale per la protezione ambientale della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Due misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico con il supporto dei colleghi del Comando provinciale di Cosenza nei confronti rispettivamente del direttore dei lavori per la realizzazione del secondo invaso della discarica di Scala Coeli, in provincia di Cosenza, e di un funzionario dell&#8217;Agenzia regionale per la protezione ambientale della Calabria (Arpacal). Le misure sono state disposte dal Gip di Castrovillari su richiesta della locale Procura a carico dell&#8217;ingegnere direttore dei lavori, a cui è contestato il concorso nel reato di disastro ambientale e per il quale è stata disposta l&#8217;interdizione per un anno dall&#8217;esercizio dell&#8217;attività professionale e per il funzionario Arpacal che è stato sospeso dall&#8217;esercizio del pubblico ufficio e che deve rispondere di rifiuto di atti di ufficio.</p>
<p>La discarica per rifiuti speciali non pericolosi di Scala Coeli il 29 ottobre scorso è stata sequestrata per disastro ambientale. In particolare si è ritenuto, riporta una nota della Procura di Castrovillari, che &#8220;il direttore dei lavori avrebbe concorso con altri soggetti (l&#8217;amministratore del tempo della società titolare della discarica, i due amministratori della società esecutrice dei lavori relativi all&#8217;impianto, l&#8217;amministratore della società che ha realizzato l&#8217;impermeabilizzazione dell&#8217;invaso), nel reato di disastro ambientale, concordando con essi l&#8217;installazione di una tubazione, successivamente tombata non prevista in progetto né autorizzata dalla Regione Calabria, posta nella parte inferiore dell&#8217;invaso e che avrebbe consentito al percolato di fluire all&#8217;esterno, omettendone la segnalazione agli enti preposti; inoltre, egli avrebbe attestato, con apposito verbale, la corretta realizzazione dei lavori in trattazione, circostanza che non sarebbe corrispondente al vero&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda la posizione del funzionario Arpacal, si è ritenuto &#8220;che questi, pur avendo accertato, a seguito di controllo ispettivo effettuato nel gennaio 2023, la presenza di circa 40 centimetri di percolato sul fondo del secondo invaso avrebbe omesso di redigere un verbale ispettivo contenente il riscontro della violazione del provvedimento nella parte in cui che impone al titolare della discarica la completa rimozione del percolato insistente al di sopra del sistema di impermeabilizzazione e avrebbe, altresì, omesso di effettuare le comunicazioni alle autorità amministrative e giudiziarie, alle quali era tenuto per legge&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Sequestro discarica Scala Coeli, Legambiente: Punto di svolta, ma resta il danno arrecato al territorio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestro-discarica-scala-coeli-legambiente-punto-di-svolta-ma-resta-il-danno-arrecato-al-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 16:41:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro, supportati in fase esecutiva dai militari del NOE di Napoli e del Comando provinciale dei Carabinieri di Cosenza, hanno dato esecuzione al decreto di misura cautelare reale emesso dal Gip del Tribunale di Castrovillari, su richiesta della Procura della Repubblica, di sequestro della discarica per rifiuti speciali [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro, supportati in fase esecutiva dai militari del NOE di Napoli e del Comando provinciale dei Carabinieri di Cosenza, hanno dato esecuzione al decreto di misura cautelare reale emesso dal Gip del Tribunale di Castrovillari, su richiesta della Procura della Repubblica, di sequestro della discarica per rifiuti speciali non pericolosi, compreso l&#8217;invaso di 15.000 mq ubicati in Scala Coeli, con affidamento ad un amministratore giudiziario.  </p>
<p>Una notizia attesa dai vari livelli territoriali di Legambiente, dal circolo Nicà di Scala Coeli a Legambiente Calabria ed a Legambiente nazionale, che sono sempre stati fiduciosi nel lavoro delle Forze dell&#8217;Ordine e della Magistratura. A distanza di molti mesi dal gravissimo sversamento di percolato, avvenuto nel mese di  giugno dello scorso anno &#8211; e per il quale il circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli, in data 30 giugno 2023, aveva prontamente presentato un dettagliato esposto in merito al disastro ambientale &#8211; si configurano le evidenze riscontrate dagli inquirenti e si delinea il quadro delle cause di quanto accaduto nella discarica di rifiuti speciali non pericolosi di località Pipino nel Comune di Scala Coeli. Legambiente ha sempre condotto una battaglia serrata contro la realizzazione della discarica ed il suo ampliamento, per tutelare l&#8217;ambiente e la salute delle persone. Una lotta che ha visto al proprio fianco associazioni, cittadini, contadini, agricoltori ed amministratori che hanno contribuito a tenere alta l&#8217;attenzione sulla vicenda. </p>
<p>&#8220;La caparbietà del Circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli, che mi onoro di rappresentare – dichiara Nicola Abbruzzese presidente del circolo -, ha avuto il merito di aver portato avanti, senza tregua, una battaglia che per anni ci ha visti impegnati con numerose segnalazioni ed esposti indirizzati a tutti gli uffici regionali e ministeriali: sono stati anni duri e faticosi, sia sotto il profilo personale che associativo&#8221;. Negli anni anche i presidenti nazionali e regionali di Legambiente sono intervenuti sulla vicenda e sono arrivati in località Pipino per manifestare la loro contrarietà alla discarica: &#8220;Con il sequestro si segna un punto di svolta, ma rimane il danno arrecato al territorio – affermano il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani e la presidente regionale, Anna Parretta -.Danni che testimoniando gli errori commessi e che si sarebbero potuti evitare in un territorio bellissimo con un&#8217;alta vocazione di agricoltura biologica. Ribadiamo la richiesta, più volte formulata al Presidente Roberto Occhiuto, di revocare in via definitiva l&#8217;autorizzazione alla discarica, mettendo la parola fine, seppure con grande ritardo, ad una brutta vicenda che non sarebbe mai dovuta neppure iniziare. Per il futuro, chiediamo alla Regione Calabria di mettere al centro di ogni propria azione, a partire dalla gestione del ciclo dei rifiuti, la tutela e la protezione ambientale&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Disastro ambientale: sequestrata la maxi discarica di Scala Coeli nel cosentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/disastro-ambientale-sequestrata-la-maxi-discarica-di-scala-coeli-nel-cosentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 10:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro, supportati in fase esecutiva da militari del NOE di Napoli e del comando provinciale dell’Arma di Cosenza, hanno sequestrato la discarica per rifiuti speciali non pericolosi, compreso l’invaso di circa 15.000 mq., ubicata nel Comune di Scala Coeli (CS), con affidamento ad un amministratore giudiziario. La misura [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro, supportati in fase esecutiva da militari del NOE di Napoli e del comando provinciale dell’Arma di Cosenza, hanno <strong>sequestrato la discarica per rifiuti speciali non pericolosi</strong>, compreso l’invaso di circa 15.000 mq., ubicata nel Comune di <strong>Scala Coeli</strong> (CS), con affidamento ad un amministratore giudiziario. La misura cautelare è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Castrovillari (CS), su richiesta della Procura della Repubblica. <strong>Il valore complessivo di quanto sottoposto a sequestro ammonta ad oltre 10 milioni di euro.</strong></p>
<p>L’indagine riguarda le <strong>imputazioni di disastro ambientale in concorso e vede indagate cinque persone</strong>: l’amministratore della società proprietaria della discarica, i due amministratori della società esecutrice dei lavori relativi all’impianto, l’amministratore della società che ha realizzato l’impermeabilizzazione dell’invaso, il direttore dei lavori.<br />
Il provvedimento costituisce l’esito di una complessa attività investigativa condotta dalla Procura con i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro che, attraverso un articolato impianto tecnico – investigativo, l’espletamento di sopralluoghi e l’esame di documentazione e di registrazioni video, <strong>ha consentito di accertare la causa dello sversamento di un ingente quantitativo di percolato</strong>, pari a circa 15.000 metri cubi, fuoriuscito il 22 giugno 2023 dalla discarica e <strong>finito all’interno dei torrenti Patia-Capoferro e del Fiume Nicà e, dopo avere percorso circa 15 km, giungeva sino al Mar Ionio. </strong>La fuoriuscita ha interessato i territori e le popolazioni dei comuni di Scala Coeli (CS), Cariati (CS) e Crucoli (KR), tanto che i rispettivi sindaci sono stati costretti, al fine di tutelare l’incolumità dei cittadini, ad adottare immediatamente apposite ordinanze di divieto di balneazione nonché di divieto di approvvigionamento idrico dai corsi d’acqua per gli animali domestici, da allevamento e per uso agricolo.</p>
<p>Secondo l’ipotesi investigativa, l’amministratore della società titolare della discarica avrebbe concorso, con gli altri indagati, nel reato di disastro ambientale, realizzando e gestendo la discarica nonostante una serie di gravi criticità sotto il profilo progettuale e gestionale che sarebbero all’origine del disastro. Si tratta dell’illecita unificazione di due lotti in cui era originariamente suddiviso l’invaso della discarica nonché realizzazione e “coltivazione” contemporanea degli stessi; sottostima e conseguente inadeguatezza del sistema di drenaggio di fondo del percolato; sottostima e conseguente inadeguatezza dell’impianto di trattamento e di stoccaggio in loco del percolato; presenza di una tubazione con diametro di 60 cm e lunghezza superiore a 60 metri, non prevista in progetto né autorizzata dalla Regione Calabria, posta nella parte inferiore dell’invaso e che ha consentito al percolato di fluire all’esterno dell’argine artificiale; inidoneità dell’installazione del telo impermeabile sul letto dell’invaso che ha alterato l’efficienza del sistema barriera della discarica; mancato rispetto di diverse prescrizioni contenute nel titolo autorizzativo, tra le quali l’indicazione che condizionava l’esercizio della discarica al completamento dei lavori di adeguamento della viabilità comunale e provinciale di accesso.<br />
<strong>Sin dai mesi successivi all’avvio delle attività della discarica, risalente all’ottobre 2022, numerosi sono stati gli esposti e le segnalazioni inoltrati da Legambiente ai vari enti preposti al controllo in merito alle criticità in essere sulla gestione del sito.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scala Coeli, Legambiente: &#8220;Servono risposte trasparenti. La discarica &#8220;Pipino&#8221; deve essere chiusa&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scala-coeli-legambiente-servono-risposte-trasparenti-la-discarica-pipino-deve-essere-chiusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 12:43:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La prassi di minimizzare i problemi e le responsabilità quando si verificano impatti rilevanti sull&#8217;ambiente e vi sono ingenti interessi economici in gioco è, purtroppo, un film già visto. L&#8217;intenzione di minimizzare è, infatti, la sensazione immediata che suscita l&#8217;ultimo comunicato stampa della Bieco s.r.l., proprietaria dell&#8217;impianto di località &#8220;Pipino&#8221; a Scala Coeli, dove il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La prassi di minimizzare i problemi e le responsabilità quando si verificano impatti rilevanti sull&#8217;ambiente e vi sono ingenti interessi economici in gioco è, purtroppo, un film già visto. L&#8217;intenzione di minimizzare è, infatti, la sensazione immediata che suscita l&#8217;ultimo comunicato stampa della Bieco s.r.l., proprietaria dell&#8217;impianto di località &#8220;Pipino&#8221; a Scala Coeli, dove il 22 giugno 2023, nel torrente Capoferro si è verificato un consistente sversamento di percolato di discarica, un liquido che trae prevalentemente origine dall&#8217;infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi. Il percolato prodotto dalla discarica di rifiuti speciali non pericolosi di località Pipino nel Comune di Scala Coeli è un refluo con un tenore più o meno elevato di inquinanti organici e inorganici, derivanti dai processi biologici e fisico-chimici&#8221;. E&#8217; quanto evidenzia Legambiente Calabria.</p>
<p>&#8220;Vogliamo ricordare e ribadire -aggiunge &#8211; che il percolato, dopo aver invaso il torrente Patia/Cacciadebiti miscelandosi con le acque sorgive, è finito nel fiume Nicá e di conseguenza nel mar Ionio. Successivamente, ad opera della società proprietaria dell&#8217;impianto, il percolato è stato arginato attraverso la realizzazione di bacini artificiali ed aspirato per essere smaltito in impianti autorizzati sia nel territorio regionale che extraregionale. Tale operazione si è protratta nel corso di molti giorni anche per la presenza, lungo la rete idrografica, di alcune sorgenti naturali che hanno alimentato i bacini artificiali. Secondo quanto risulta dalla stessa relazione tecnica redatta dalla Bieco s.r.l., pervenuta al circolo Nicà di Legambiente a seguito di richiesta di accesso agli atti, dal 22.06.2023 al 13.07.2023, risultano essere state asportate 498 cisterne da 30 mc per un totale di circa 14.940 mc di rifiuti liquidi avviati ad impianti autorizzati. Solo a partire dal 3 luglio scorso sono iniziate le attività di esportazione dei fanghi secchi depositatesi nei bacini apparentemente ancora in corso. Sui luoghi sono stati eseguiti diversi campionamenti da parte dell&#8217;Arpacal di cui non si conoscono, allo stato, i risultati&#8221;. </p>
<p>&#8220;Restiamo in attesa – affermano il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani e la presidente regionale, Anna Parretta &#8211; dei risultati dei doverosi monitoraggi sul possibile inquinamento di acque e suolo a seguito dello sversamento di percolato dalla discarica e del suo permanere per oltre venti giorni nella valle del Nicà per scongiurare la presenza di idrocarburi, metalli pesanti ed altre sostanze inquinanti ed affinchè vengano eseguite le relative corrette attività di bonifica. Inoltre dalla succitata relazione della società Bieco s.r.l. emerge che, sotto la vigilanza dell&#8217;Autorità di P.G. che ha sottoposto a sequestro la discarica, sono state eseguite attività di ripristino della coltre d&#8217;argilla (un metro) nell&#8217;area limitrofa alla fuoriuscita ed il successivo ripristino dell&#8217;integrità del telo impermeabile in HDPE soprastante l&#8217;argilla&#8221;.<br />
Ricordiamo che tra il mese di dicembre 2022 ed il mese di gennaio 2023 il circolo Legambiente &#8220;Nicà&#8221; aveva denunciato alle Autorità competenti la presenza all&#8217;interno della discarica di un ingente quantitativo di liquido, al punto che i rifiuti abbancati, sembravano galleggiare. Orbene, la doppia barriera del telo in HPDE e dell&#8217;argilla dovrebbe garantire la perfetta impermeabilizzazione della discarica ed evitare qualsiasi tipo di sversamento. A Scala Coeli si sarebbe quindi verificato un evento decisamente raro che suscita molti fondati interrogativi sulla gestione della discarica.<br />
Sull&#8217;accaduto e sulle sue cause sono in corso le indagini della Magistratura, il cui corso, Legambiente, a tutti i livelli associativi, segue con fiducia chiedendo che venga verificata nei fatti occorsi, anche in base alla legge n. 68/2015 che ha inserito i cosiddetti ecoreati nel codice penale, la sussistenza degli eventuali estremi dei reati di inquinamento ambientale e di disastro ambientale o di altri reati rinvenibili e che vengano perseguiti i responsabili.</p>
<p>&#8220;Ciò che è certo- evidenzia Legambiente &#8211; è che la gravità di quanto verificatosi a Scala Coeli è evidente a tutti. I proprietari della discarica invece di rivolgere fantomatiche quanto palesemente infondate accuse  di &#8220;terrorismo e aggressione mediatica&#8221; a chi fa informazione trasparente e seria sulla vicenda farebbero bene a chiedere scusa al territorio, agli agricoltori ed a tutti gli altri cittadini, per quanto avvenuto nella BioValle del Nicá. In attesa dell&#8217;esito delle indagini in corso, Legambiente chiede e pretende doverose risposte da parte degli Enti interessati in primo luogo dal Dipartimento Territorio e Tutela dell&#8217;Ambiente della Regione Calabria a cui abbiamo fatto una serie di segnalazioni. Sulla gestione dei rifiuti, la Regione Calabria deve, con determinazione, coraggio e coerenza con le proprie stesse normative, invertire la rotta a partire dalla chiusura discarica di Scala Coeli dove l&#8217;evidenza dell&#8217;accaduto sta dimostrando a tutti le conseguenze ambientali dei comportamenti errati e degli allarmi inascoltati di Legambiente&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/scala-coeli-legambiente-servono-risposte-trasparenti-la-discarica-pipino-deve-essere-chiusa/">Scala Coeli, Legambiente: &#8220;Servono risposte trasparenti. La discarica &#8220;Pipino&#8221; deve essere chiusa&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Scala Coeli, percolato in torrente: Legambiente Calabria &#8220;Regione agisca con chiarezza e tempestività&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 16:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sulla gestione dei rifiuti la Regione Calabria deve invertire la rotta a partire dalla discarica di Scala Coeli dove nei giorni scorsi una grandissima quantità di percolato, per cause ancora da chiarire, si è riversato nel torrente Patia dove è rimasto confinato con argini e che, ad oggi, è stato rimosso solo parzialmente. Quanto accaduto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sulla gestione dei rifiuti la Regione Calabria deve invertire la rotta a partire dalla discarica di Scala Coeli dove nei giorni scorsi una grandissima quantità di percolato, per cause ancora da chiarire, si è riversato nel torrente Patia dove è rimasto confinato con argini e che, ad oggi, è stato rimosso solo parzialmente. Quanto accaduto sta dimostrando a tutti le conseguenze ambientali dei comportamenti errati e degli allarmi inascoltati di Legambiente&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una nota dell&#8221;associazione ambientalista che ricorda che &#8220;Si è svolta proprio ieri una manifestazione a cui hanno partecipato molti cittadini del basso ionio cosentino e dell&#8217;alto crotonese, insieme a molte associazioni del territorio, sindacati di categoria, rappresentanti politici ed assessori comunali e regionali, per chiedere a tutte le Autorità ed Istituzioni competenti un urgente intervento, più incisivo di quello in atto, in merito alla grave situazione in cui ancora versa il terreno Patia, affluente del fiume Nicà, e la chiusura della discarica. Nella stessa giornata la Regione Calabria ha convocato i sindaci del territorio intorno ad un tavolo tecnico per parlare dell&#8217;emergenza nella Valle del Nicà&#8221;.</p>
<p>Legambiente &#8220;chiede di attivare immediatamente un piano per il recupero totale del percolato e la bonifica dell&#8217;intera area nonché la nomina di un commissario tecnico che stabilisca le modalità per evitare l&#8217;aggravarsi della situazione, di monitorare nel tempo le acque ed il suolo, di valutare i danni, di accertare le cause e chiudere definitivamente la discarica. In attesa dell&#8217;esito delle indagini e delle verifiche tecniche, inoltre, si chiede la rimozione di tutti i rifiuti ancora abbancati nella discarica dinnanzi alla probabilità che la causa dell&#8217;accaduto sia riconducibile al telo in polietilene presente nella stessa con conseguente possibilità di ulteriori danni collegati anche al verificarsi di eventi meteorologici nella zona. Al riguardo, occorrerà verificare le prove di collaudo eseguite per mettere in esercizio l&#8217;impianto come le prove sui teli e sulla barriera d&#8217;argilla. A due settimane di distanza dal disastro ancora non c&#8217;è, infatti, alcuna certezza sulle modalità e sulla tempistica della bonifica, né sulle effettive cause del gravissimo sversamento di percolato dall&#8217;impianto di smaltimento di proprietà della Bieco s.r.l. nel torrente Patia/Cacciadebiti, affluente del fiume Nicà&#8221;.</p>
<p>Secondo Legambiente &#8220;Il grave incidente che si è verificato rappresenta una grave minaccia, per l&#8217;ambiente, le acque, la terra il mare, le falde, per l&#8217;economia dei nostri territori che vivono di agricoltura, zootecnia e turismo, ma soprattutto per la salute di tutti i cittadini e per il futuro delle giovani generazioni. Legambiente ringrazia tutti i partecipanti alla manifestazione, donne, uomini, ragazzi, forze dell&#8217;ordine presenti e tutti quelli che, anche a distanza, hanno dimostrato la loro vicinanza. La gente del territorio attende risposte ed interventi concreti ed immediati. Alla Regione Calabria, in persona del suo presidente, chiediamo chiarezza e tempestività dell&#8217;azione per tutelare in tutti i modi possibili l&#8217;ecosistema di una terra che amiamo e che deve essere protetta dai predatori di futuro&#8221;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-215544" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/07/scala-coeli-5-300x164.jpeg" alt="" width="640" height="350" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/07/scala-coeli-5-300x164.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/07/scala-coeli-5-768x419.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/07/scala-coeli-5-696x379.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/07/scala-coeli-5-771x420.jpeg 771w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/07/scala-coeli-5.jpeg 921w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<title>Si rompe tubatura e il percolato della discarica di Scala Coeli finisce nel fiume che sfocia al mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 11:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tubatura cede e i liquami di percolato della discarica di località &#8220;Pipino&#8221; a Scala Coeli, provincia di Cosenza, finiscono nel fiume &#8220;Nicà&#8221; che sfocia nel mare Ionio tra i territori di Cariati (Cosenza) e Crucoli (Catanzaro). Sul posto sono intervenuti i Carabinieri forestali di Corigliano-Rossano che stanno coordinando un intervento per cercare di riportare la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tubatura cede e i liquami di percolato della discarica di località &#8220;Pipino&#8221; a Scala Coeli, provincia di Cosenza, finiscono nel fiume &#8220;Nicà&#8221; che sfocia nel mare Ionio tra i territori di Cariati (Cosenza) e Crucoli (Catanzaro).</p>
<p>Sul posto sono intervenuti i Carabinieri forestali di Corigliano-Rossano che stanno coordinando un intervento per cercare di riportare la fuoriuscita dei liquami in alcuni canali di guardia chiusi ermeticamente allo scopo di evitare il rilascio nelle acque del fiume. Successivamente si provvederà a recuperare i liquidi con l’utilizzo di autospurgo.<br />
C’è allarme tra i sindaci dei comuni interessati per i rischi legati allo sversamento delle sostanze altamente inquinante in mare.</p>
<p><strong>La Società Bieco: Indagine interna avviata dalla società per accertare le cause dell&#8217;accaduto e mitigare possibili danni ambientali</strong><br />
<em>&#8220;La società Bieco affronta prontamente l&#8217;incidente presso l&#8217;impianto di Scala Coeli e collabora con le autorità competenti per una soluzione rapida ed efficace e si impegna a fornire una risposta tempestiva e risolutiva in merito a quanto verificatosi stamane presso l&#8217;impianto di Scala Coeli. L&#8217;azienda ha avviato un&#8217;indagine interna per identificare le cause tecniche dell&#8217;accaduto, con l&#8217;obiettivo di accertare eventuali responsabilità e collaborare pienamente con le autorità competenti durante l&#8217;indagine condotta dalla procura della Repubblica.<br />
Sin dai primi istanti, Bieco S.r.l. ha informato le autorità competenti, dimostrando un&#8217;immediata e pronta reazione all&#8217;evento. L&#8217;azienda ha messo a disposizione uomini, mezzi, aziende collaboratrici e attrezzature specializzate per risolvere prontamente la situazione.<br />
È importante sottolineare che l&#8217;impianto di Scala Coeli è attualmente completamente sicuro e tutte le misure necessarie sono state adottate per evitare possibili danni ambientali. Bieco S.r.l., ha attivato tutte le iniziative possibili per preservare l&#8217;ecosistema locale e garantire la massima sicurezza dell&#8217;area interessata. La società non esclude alcuna ipotesi riguardo l’evento, compreso un possibile atto di sabotaggio. Pertanto, Bieco S.r.l. si impegna a continuare a collaborare pienamente con le autorità investigative e adottare le azioni necessarie per prevenire futuri episodi simili.<br />
La Bieco desidera rassicurare la comunità e le parti interessate che l&#8217;azienda è fortemente impegnata nel rispetto dell&#8217;ambiente e nell&#8217;adempimento di tutte le normative vigenti. La sicurezza dei suoi impianti e la tutela dell&#8217;ecosistema sono priorità assolute per Bieco S.r.l., e continueranno a essere garantite attraverso un costante monitoraggio e l&#8217;implementazione di misure preventive adeguate. La società si impegna a mantenere il pubblico informato sull&#8217;evolversi della situazione e a fornire ulteriori aggiornamenti non appena disponibili&#8221;.</em></p>
<p><strong>Occhiuto: su discarica Scala Coeli Regione in campo per tutela ambiente, accertare responsabilità</strong><br />
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sta seguendo in prima persona la vicenda della discarica di Scala Coeli, situata al confine tra le province di Cosenza e Crotone, interessata da una fuoriuscita di percolato che in parte è confluito nel vicino fiume Nicà. Nella giornata odierna il governatore ha incontrato, presso il proprio ufficio alla Cittadella di Catanzaro, il commissario straordinario di Arpa Calabria, Emilio Errigo, e il direttore generale del Dipartimento Ambiente della Regione, Salvatore Siviglia.<br />
ArpaCal è intervenuta tempestivamente sul posto con proprio personale per monitorare la situazione e per dare supporto alle forze di Polizia. Personale tecnico del servizio suolo e rifiuti del Dipartimento provinciale di Cosenza e i Carabinieri Forestali di Corigliano-Rossano hanno eseguito i campionamenti delle acque superficiali per fornire indicazioni in merito alla messa in sicurezza dell’area.<br />
Il sito è stato sottoposto a sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria per garantire l’immediata attivazione di quanto necessario per contenere il danno ambientale.<br />
“La Regione sta seguendo con grande attenzione questa vicenda &#8211; afferma il presidente Roberto Occhiuto &#8211; e siamo a disposizione degli inquirenti: vogliamo chiarezza a tutela del territorio e a tutela della salute dei cittadini.<br />
ArpaCal, che ringrazio, ha dato un supporto indispensabile alle forze dell’ordine e continuerà a farlo, intensificando nei prossimi giorni la propria attività per salvaguardare l’ambiente: vanno monitorati il fiume Nicà e il tratto di mare antistante la foce di questo corso d’acqua per verificare l’impatto sull’area interessata da questo sversamento.<br />
Parallelamente bisogna lavorare per individuare le responsabilità. Sulla tutela dell’ambiente, in Calabria, tolleranza zero”, sottolinea il governatore.</p>
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		<title>Legambiente ribadisce la contrarietà all&#8217;ampliamento della discarica di Scala Coeli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/legambiente-ribadisce-la-contrarieta-allampliamento-della-discarica-di-scala-coeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 12:43:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[ampliamento]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al cinema teatro di Cariati (CS) si è tenuta, nelle scorse ore, una partecipata assemblea pubblica organizzata dal circolo Legambiente &#8220;Nicà&#8221; per discutere dell&#8217;ampliamento della discarica di Scala Coeli. Nel corso del dibattito i numerosi ed appassionati interventi hanno tutti manifestato, ancora una volta, in maniera unanime, la contrarietà all&#8217;ampliamento della discarica nella Bio -valle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al cinema teatro di Cariati (CS) si è tenuta, nelle scorse ore, una partecipata assemblea pubblica organizzata dal circolo Legambiente &#8220;Nicà&#8221; per discutere dell&#8217;ampliamento della discarica di Scala Coeli. Nel corso del dibattito i numerosi ed appassionati interventi hanno tutti manifestato, ancora una volta, in maniera unanime, la contrarietà all&#8217;ampliamento della discarica nella Bio -valle del Nica. Una zona di alto pregio naturalistico e dove insistono coltivazioni biologiche e soggette a molteplici vincoli ostativi alla stessa esistenza di una discarica. Un&#8217;opera, oltretutto, in aperta contraddizione con quanto chiede l&#8217;Europa in materia di gestione del ciclo dei rifiuti e con l&#8217;obiettivo discariche zero, lo slogan sbandierato già anni fa dalla Regione Calabria per un cambio di rotta rivelatosi inesistente.</p>
<p>All&#8217;incontro, introdotto dal presidente del circolo Nicola Abruzzese e moderato dalla vice-presidente Savina Sicilia, erano presenti, in collegamento telefonico, anche il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani e la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta. Oltre al Direttivo del circolo, hanno preso parte al dibattito anche i sindaci dei comuni di Cariati Filomena Greco, di Terravecchia Mauro Santoro, di Campana Agostino Chiarelli; il capogruppo di Cariati unita, Leonardo Trento; Peppino Cufari PD Sezione Cariati; i rappresentanti del Movimento Le Lampare a partire da Domenico Formaro, Giuseppe Parise per Confagricoltura, Michele Colucci per ARA Calabria, i rappresentanti dell&#8217;associazione Terraverde di Terravecchia ed il consigliere regionale Davide Tavernise del M5S.</p>
<p>Come ribadito dal presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, nel corso del suo intervento, &#8220;la Regione Calabria ha un disperato bisogno di impianti per il riciclo dei rifiuti e non di costruire una ennesima buca che ci riporta agli anni ottanta e non costituisce una soluzione&#8221;. Il presidente Ciafani ha anche sottolineato, alla luce di alcuni commenti apparsi sui social qualche giorno fa, come &#8220;i circoli dell&#8217;associazione e tutta Legambiente operino sempre, con coerenza e grande rispetto delle Istituzioni, portando avanti in tutta Italia vertenze e battaglie, per come previsto dalla legge e lungi da intenti sovversivi, a tutela dell&#8217;ambiente e della salute dei cittadini e per il futuro del nostro pianeta. La presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, ha sottolineato come &#8220;quella della discarica di Scala Coeli è una storia che non dovrebbe neppure esistere per  molteplici aspetti, a partire dalla preminenza degli interessi  collettivi, come quelli ambientali e quelli inerenti alla salute delle persone garantiti dalla Costituzione, ai  vincoli che insistono nell&#8217;area, alla necessità di affrontare il problema rifiuti riducendone la produzione, riutilizzando e riciclando attraverso la realizzazione di nuovi e moderni impianti, in un&#8217;ottica di economia circolare, abbandonando definitivamente la logica delle discariche -per come previsto dalla normativa nazionale ed europea vigente e  dallo stesso piano regionale di gestione dei rifiuti. La presidente ha sottolineato, ancora, che &#8220;l&#8217;associazione sta vagliando l&#8217;impugnativa presso il Consiglio di Stato della recente sentenza del Tar per come consentito dalla legge&#8221;.<br />
Appare evidente che le zone di alto valore naturalistico, archeologico paesaggistico, coltivazioni biologiche, zootecnia e turismo devono essere incentivate e protette e che gli interessi pubblici all&#8217;ambiente ed alla salute ed allo sviluppo economico sostenibile devono prevalere su quelli privati.<br />
La richiesta all&#8217;Amministrazione regionale è quella di risolvere effettivamente e con coerenza i problemi della gestione dei rifiuti nell&#8217;interesse pubblico, tornando sui propri passi per quanto riguarda la discarica di Scala Coeli. Alla Calabria servono impianti di riciclo e non nuove discariche.<br />
Sulla questione, il consigliere regionale Tavernise ha aggiunto che presenterà una interrogazione al presidente regionale sulla questione della discarica di Scala Coeli.<br />
L&#8217;assemblea ha concluso i lavori concordando nel proseguire con le azioni di lotta perché &#8220;chiunque abbia a cuore il territorio, l&#8217;identità e la bellezza della nostra regione e lo stesso  futuro dei calabresi,  non può che agire, come sta facendo Legambiente, per la salvaguardia dell&#8217;ambiente e della salute&#8221;.</p>
<p>(<em>c.s.</em>)</p>
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