Tag: Sant’Onofrio

  • Incidente tra Sant’Onofrio e Pizzo: grave conducente di un Tir

    Incidente tra Sant’Onofrio e Pizzo: grave conducente di un Tir

    Un grave incidente si è verificato nelle prime ore del mattino all’altezza dello svincolo di Sant’Onofrio-Pizzo: coinvolto un solo mezzo pesante.

    A lanciare l’allarme un automobilista in corsia opposta.

    Da quanto si apprende ci sarebbe un solo ferito, l’autista appunto del tir che avrebbe subito gravi traumi: all’arrivo dell’ambulanza i medici avrebbero optato per il trasporto in elicottero.

  • Mezzo pesante in fiamme sulla corsia sud dell’A2 tra gli svincoli di Pizzo e Sant’Onofrio

    Mezzo pesante in fiamme sulla corsia sud dell’A2 tra gli svincoli di Pizzo e Sant’Onofrio

    A causa di un mezzo pesante in fiamme, il traffico è temporaneamente bloccato sulla A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’ – in direzione Villa San Giovanni – in prossimità del km 346,000, tra gli svincoli di Pizzo e Sant’Onofrio in provincia di Vibo Valentia.

    Al momento, per i veicoli diretti a sud viene consigliata l’uscita presso lo svincolo di Pizzo e per quelli diretti a nord l’uscita allo svincolo di Sant’Onofrio.

    Sul posto sono presenti i Vigili del Fuoco, le squadre Anas e le Forze dell’Ordine per la gestione dell’evento.
    (Immagine di repertorio)

  • Appartenenti a cosche ‘ndrangheta portano a spalla statue dei santi a Pasqua: E’ successo ancora nel Vibonese

    Appartenenti a cosche ‘ndrangheta portano a spalla statue dei santi a Pasqua: E’ successo ancora nel Vibonese

    Sarà all’attenzione dell’Ufficio del Procuratore Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri l’informativa redatta dalle forze dell’Ordine e relativa alla presenza di numerosi soggetti appartenenti ad ambienti criminali alle processioni che hanno caratterizzato gli eventi religiosi di Pasqua a Sant’Onofrio, in provincia di Vibo Valentia. (nella foto la processione di quest’anno)

    I fatti vengono riportati da ‘Il Quotidiano del Sud’ che spiega che la circostanza attiene “al porto delle statue delle Madonne, quella dell’Addolorata e del Rosario, in occasione del weekend delle festività pasquali. Sia venerdì che domenica le effigi in questione, infatti – in base a quanto emerge dai filmati – sarebbero state portate in spalla da soggetti attenzionati dagli inquirenti in quanto ritenuti – da questi ultimi – appartenenti ad ambienti criminali. Un episodio, questo, che ha sorpreso e non poco, soprattutto perché prima della celebrazione dei riti si era svolto una sorta di vertice tra la Diocesi con il suo massimo rappresentante, il vescovo Attilio Nostro, le forze dell’ordine e il procuratore capo Camillo Falvo finalizzato proprio ad impedire possibili e particolari ingerenze e presenze esterne. Come di consueto, poi, le liste dei portantini erano state consegnate per tempo alla Prefettura per essere controllate.

    Tutto nella norma, dunque; i nominativi delle persone non avevano sollevato dubbi e perplessità. E così non si è reso necessario alcun cambio in corsa. Il cambio semmai è avvenuto a riflettori spenti, quindi dopo il deposito della lista, quando, appunto, le identità dei soggetti, nel caso segnalato, non sono coincise con quelle che fisicamente hanno portato in spalla le effigi dei santi”.

    Il tutto è stato attenzionato dai carabinieri che hanno visionato una serie di documenti foto e video oltre ad aver notato, direttamente, ogni particolare.
    Come si ricorderà, nel recente passato, le autorità religiose e civili arrivarono, per casi analoghi, al “commissariamento” delle Affruntate, in particolare a quelle di Stefanaconi e della stessa Sant’Onofrio.

  • Danneggiato il “Giardino della Memoria delle vittime del Covid” a Sant’Onofrio

    Danneggiato il “Giardino della Memoria delle vittime del Covid” a Sant’Onofrio

    “Lo scorso anno, nel mese di aprile, avevamo deciso di ricordare le vittime da Covid-19 di Sant’Onofrio piantumando quattro alberi d’ulivo, simbolo di pace e di rinascita, nel terreno sito di fronte al cimitero, apponendovi una targa commemorativa. Ieri, domenica 16 gennaio 2022, a distanza di nove mesi, quella targa è stata barbaramente distrutta con un mattone e gettata non si sa dove. Un gesto ignobile e vile, considerando anche il fatto che si trattava di una targa per ricordare delle persone tragicamente decedute, che hanno sofferto non poco e lasciato un vuoto incolmabile nei propri cari e alla comunità intera”. La notizia è stata resa nota e commentata dall’Associazione Valentia Sant’Onofrio che sottolinea “Com’è ovvio che sia, il fatto sarà denunciato alle Autorità competenti”.

    “Sant’Onofrio, purtroppo, – si legge in una nota – ancora oggi è un paese composto anche da questi soggetti (in parte marginale vivaddìo), gente retrograda e ignorante, che invece di usare le proprie mani “vellutate” per maneggiare una vanga o un piccone, preferisce sfogare le frustrazioni quotidiane in questo modo.

    Non hanno avuto rispetto nemmeno per i morti, figuriamoci per i vivi. Chiunque sia stato, ragazzo o persona adulta, ci auguriamo che si faccia un esame di coscienza e provi un pizzico di vergogna. Questa volta non è stato il vento, non è stata una semplice goliardata adolescenziale, non è un gesto “fatto così tanto per passare il tempo”, è una grave mancanza di educazione e di rispetto in primis nei confronti delle vittime che la pandemia ha mietuto, ma anche nei riguardi di chi cerca con tutte le proprie forze di costruire qualcosa di bello per il paese, di chi prova a rimboccarsi concretamente le maniche per migliorare il territorio, piuttosto che parlare e sparlare dietro uno schermo. Auspichiamo che un giorno Sant’Onofrio possa ritornare il paese che merita di essere, un luogo bello, ma soprattutto civile. Il paese in cui ogni santonofrese ha sempre sognato di vivere, ma la strada, ahinoi, è ancora molto lunga e tortuosa”- conclude l’Associazione valentia.

  • VIDEO-Bomba ecologica scoperta dai Carabinieri: sequestrato depuratore nel Vibonese

    VIDEO-Bomba ecologica scoperta dai Carabinieri: sequestrato depuratore nel Vibonese

     

    Vibo Valentia – i Carabinieri della Stazione di Sant’Onofrio e dai loro colleghi dell’Arma forestale, a seguito di serrati controlli, hanno rinvenuto una nuova bomba ecologica, destinata a colpire il fiume Mesima e, a valle, inondare sostanze inquinanti nel tratto di costa tirrenica del vibonese. Sotto accusa il sistema di depurazione comunale del Comune di Sant’Onofrio, operazione che ha consentito di accertare gravissime irregolarità. In particolare, gli uomini della Benemerita hanno documentato, scandagliando un’area di oltre 600 metri quadrati, in contrada Tomarchiello, località Scarpaleggia, il mancato funzionamento dell’impianto e lo sversamento diretto dei reflui fognari direttamente nel fosso “Valente”, confluente nel fiume Mesima.

    Le verifiche hanno consentito di portare alla luce anche ulteriori fonti di inquinamento ambientale e, in particolare, la realizzazione abusiva di alcuni bypass all’impianto, così che, anche durante il suo funzionamento, si sarebbe comunque realizzato un illecito sversamento di materiale. Immediata è scattata la segnalazione all’Autorità giudiziaria dei responsabili di una società catanzarese che gestisce l’impianto, sottoposto a sequestro su disposizione della Procura e, contestualmente, affidato in custodia al primo cittadino. Al vaglio anche la posizione di personale dell’Ufficio tecnico e di una ditta appaltatrice di alcuni lavori nel sito. Nonostante i numerosi appelli a maturare una cultura della legalità e del rispetto dell’ambiente, vera ricchezza del territorio, lanciati proprio dal Procuratore Falvo, all’indomani del suo insediamento e in ogni suo pubblico intervento, ancora una volta deve registrarsi però la necessità di un intervento dei Carabinieri e dei Magistrati per porre freno ad una pericolosa situazione di inquinamento e di degrado ecologico.

    Solo pochi giorni fa si era tenuto a Pizzo l’evento con operatori del settore, associazioni e forze dell’ordine, rappresentante anche dai vertici regionali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con un tema fondamentale per il vibonese Mare pulito, un diritto, non un privilegio”. In attesa di una completa rivisitazione del ciclo dello smaltimenti dei rifiuti, auspicata da tutti gli addetti ai lavori, non è rimasto inascoltato, dalle Forze dell’Ordine, l’appello lanciato dagli zoologi marini, chiamati a studiare a fondo le cause del fenomeno, grazie ad un protocollo fortemente voluto dal Procuratore Camillo Falvo e sottoscritto lo scorso 30 novembre dalla Procura di Vibo Valentia, in stretta cooperazione con quella di Lamezia Terme, guidata dal Procuratore Salvatore Maria Curcio.

  • Discarica Sant’Onofrio, Mazzotta (Ecosistem): disponibili a confronto con Istituzioni e territorio

    Discarica Sant’Onofrio, Mazzotta (Ecosistem): disponibili a confronto con Istituzioni e territorio

    Sulla realizzanda discarica di Sant’Onofrio in merito alle notizie apparse sulla stampa circa il diniego formulato dalla Regione Calabria, interviene Salvatore Mazzotta (nella foto), amministratore delegato della Ecosistem, sociètà proponente: “Mi corre l’obbligo, per amore di verità, di precisare che il progetto presentato dalla Ecosistem è ancora in fase di valutazione. La struttura tecnica della Regione Calabria ha richiesto, nel mese di novembre, delle integrazioni, mettendo in evidenza alcune criticità esistenti sul sito; a tale richiesta, nei termini di legge, abbiamo risposto con delle copiose controdeduzioni sia sotto il profilo tecnico che giuridico”.
    “Pertanto siamo in attesa di conoscere le determinazioni della Regione. Ogni anticipazione a riguardo risulta essere, a mio avviso, fuorviante ed irrispettosa dell’operato della Commissione, che formalmente invito a determinarsi nel più breve tempo possibile- aggiunge Mazzotta. Posso affermare con cognizione di causa, vista la trentennale esperienza maturata dalla Ecosistem nel settore della gestione dei rifiuti che, qualora il progetto di realizzazione della discarica, dovesse ottenere la relativa autorizzazione, nel giro di pochi mesi saremo nelle condizioni di mettere in esercizio un impianto capace di accettare i conferimenti degli scarti di lavorazione dei rifiuti urbani provenienti dall’ATO 4 della provincia di Vibo Valentia”.
    “Confermo -conclude l’Ad Mazzotta- la piena e pronta disponibilità della Ecosistem ad un confronto, con le Istituzioni ed il territorio, finalizzato alla ricerca di una idonea soluzione stante il perdurare dell’emergenza rifiuti che ormai da anni investe la Regione Calabria.”

  • Scoperto canile abusivo nel Vibonese con animali malnutriti, dununciati padre e figlio

    Scoperto canile abusivo nel Vibonese con animali malnutriti, dununciati padre e figlio

    Sant’Onofrio (VV) – Malnutriti, rinchiusi in gabbie all’aperto, all’acqua e al freddo, tra gli escrementi, la sporcizia e il cibo in decomposizione. E’ la scena che si sono trovati di fronte i carabinieri della Stazione di Sant’Onofrio intervenuti su segnalazione di alcuni cittadini in una zona di campagna del paese ai piedi di Vibo Valentia e scoprendo un canile abusivo che ha portato alla denuncia dei proprietari, padre e figlio. I due, infatti, non avevano alcun titolo e alcuna autorizzazione per questo tipo di allevamento.
    Sul posto, allertati dai carabinieri, sono intervenuti il personale veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale che, insieme al Comune, provvederà adesso alle ulteriori ed eventuali sanzioni di tipo amministrativo. I cani presenti all’interno della struttura abusiva erano 28, di cui solo 10 dotati di microchip. Il canile è stato sequestrato e gli animali momentaneamente affidati ai proprietari dell’allevamento con la prescrizione di adempiere alla pulizia e di nutrirli in attesa degli altri provvedimenti degli enti preposti. Gli animali sono stati visitati da personale del medico veterinario che hanno accertato il non imminente pericolo di vita di nessun animale e la non presenza di malattie trasmissibili. Vista la mancanza di posto nel canile comunale, sono state date le prescrizioni agli stessi proprietari circa la pulizia e il decoro delle gabbie e dei box. Domani mattina sarà effettuata un’ulteriore visita da parte dei veterinari per la verifica delle prescrizioni imposte.

  • Sant’Onofrio, manifesti funebri affissi nella notte contro il maresciallo dei carabinieri

    Sant’Onofrio, manifesti funebri affissi nella notte contro il maresciallo dei carabinieri

    Sant’Onofrio (VV) – Sarà un’inchiesta, prontamente avviata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, a dover luce sull’inquietante episodio di matrice intimidatrice scoperta a Sant’Onofrio dove ignoti, nel corso della notte, hanno affisso per il paese una serie di manifesti funebri con scritte offensive, minacce e una croce.
    Obiettivo dei malviventi Michele Sanzo, maresciallo in servizio nella locale stazione dei Carabinieri, impegnato da tempo, nella lotta allo strapotere mafioso ed alla illegalità e che ha avuto un ruolo significativo nella recente cattura del latitante Domenico Bonavota, avvenuta lo scorso 6 agosto.