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	<title>sanitari Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 15:03:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La Sila anticipa il modello Italia: parte la sperimentazione con i bracciali sanitari H24</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[sperimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il progetto &#8220;Sila Protetta&#8221; entra nella sua fase operativa e lo fa con un impianto che, per integrazione e visione, si colloca tra le esperienze più avanzate oggi in Italia. A Longobucco la sanità territoriale compie un salto in avanti che, per modalità e approccio, si colloca tra le esperienze più avanzate a livello nazionale&#8220;. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">&#8220;<em>Il progetto &#8220;Sila Protetta&#8221; entra nella sua fase operativa e lo fa con un impianto che, per integrazione e visione, si colloca tra le esperienze più avanzate oggi in Italia.</em><br />
<em>A Longobucco la sanità territoriale compie un salto in avanti che, per modalità e approccio, si colloca tra le esperienze più avanzate a livello nazionale</em>&#8220;. Lo si legge in una nota dell&#8217;Asp di Cosenza che dettaglia &#8220;<em>Da questa mattina ha preso il via la sperimentazione operativa: tre pazienti sono monitorati 24 ore su 24 attraverso dispositivi indossabili di ultima generazione, veri e propri bracciali sanitari collegati in tempo reale con la centrale ospedaliera. Per la prima volta vengono sperimentati strumenti sanitari che oltre a rilevare i parametri effettuano autonomamente la diagnosi. I parametri vitali vengono trasmessi costantemente, consentendo ai medici un controllo continuo e immediato anche a distanza.</em><br />
<em>È una sperimentazione perché, per la prima volta in Italia, un dispositivo di monitoraggio avanzato &#8211; già testato in ambito ospedaliero da Medtronic al Policlinico Umberto I di Roma &#8211; viene utilizzato fuori dall&#8217;ospedale e nei territori, direttamente a domicilio. La vera innovazione non è la tecnologia in sé, ma il suo impiego: il sistema monitora i pazienti cronici H24, elabora i parametri vitali e, in caso di anomalie, attiva in tempo reale la rete dell&#8217;emergenza territoriale. Un passaggio decisivo da una sanità reattiva a una sanità predittiva e di prossimità&#8221;.</em></p>
<p>A sostenere questa trasformazione è anche l&#8217;amministrazione comunale. Il sindaco di Longobucco, Giovanni Pirillo, non nasconde l&#8217;entusiasmo per il percorso avviato. «<em>È una cosa bellissima, un&#8217;esperienza che auguro a tutti di vivere», afferma, indicando nella telemedicina «il futuro della sanità», con Longobucco che oggi «sta dando un segnale concreto di futuro»</em>. A seguire sul campo l&#8217;avvio del test il Prof. Andrea Bruni, direttore della UOC di Anestesia e Rianimazione e capo del Dipartimento di Emergenza-Urgenza dell&#8217;ospedale Annunziata di Cosenza, insieme al manager Vitaliano De Salazar, direttore generale dell&#8217;Azienda Ospedaliera di Cosenza e commissario dell&#8217;Asp di Cosenza. Una presenza che certifica il livello strategico dell&#8217;iniziativa e la volontà di trasformare Longobucco e la Sila in un vero banco di prova per la sanità del futuro.</p>
<p>Andrea Bruni, ha spiegato nel dettaglio la portata della sperimentazione: <em>«Questi dispositivi non si limitano al monitoraggio. Sono in grado di effettuare una vera e propria diagnosi: ad esempio possono rilevare una fibrillazione atriale, ma anche situazioni di desaturazione o insufficienza respiratoria</em>». Un salto tecnologico che si integra con un altro elemento chiave: la geolocalizzazione. «I<em>l sistema consente di localizzare in tempo reale il paziente. Una volta individuata una condizione critica, si attiva immediatamente il 118, riducendo drasticamente i tempi di intervento»</em>. Il progetto utilizza tecnologia Medtronic, ulteriormente implementata a livello locale. Sul valore strategico della sperimentazione è intervenuto anche il direttore generale dell&#8217;Azienda Ospedaliera di Cosenza e commissario dell&#8217;Asp, Vitaliano De Salazar: «<em>I braccialetti rappresentano il vero valore aggiunto di questo progetto. Siamo tra i primi in Italia a utilizzare dispositivi che, oltre a segnalare un parametro vitale alterato, sono in grado di effettuare direttamente una diagnosi»</em>. Un sistema che si integra con la rete dell&#8217;emergenza: «<em>Il dispositivo è collegato con il 118 e consente un&#8217;attivazione immediata dei soccorsi. Questo significa ridurre drasticamente i tempi di intervento e aumentare la sicurezza, soprattutto per le persone più fragili</em>».</p>
<p>Determinante anche l&#8217;organizzazione territoriale già attivata: «Il progetto prevede un&#8217;ambulanza fissa su Longobucco, operativa già da circa un mese. In questo modo riusciamo a garantire un servizio sanitario che arriva direttamente a domicilio, soprattutto per gli anziani». Infine, il valore sociale e comunitario dell&#8217;iniziativa: <em>«Siamo particolarmente orgogliosi di questo progetto: lo abbiamo fortemente voluto e lo stiamo realizzando insieme alla cittadinanza, sindacati, l&#8217;amministrazione comunale di Longobucco guidata dal Sindaco Giovanni Pirillo e con il pieno sostegno del Presidente Roberto Occhiuto. Qui c&#8217;è una comunità protagonista, parte attiva di una svolta che può rappresentare un modello per tutto l&#8217;entroterra calabrese. Questa è la sanità che vogliamo</em>».</p>
</div>
<div dir="auto"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-374500" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-scaled.jpeg" alt="" width="639" height="360" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-scaled.jpeg 2560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-300x169.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-1024x576.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-768x432.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-1536x864.jpeg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-747x420.jpeg 747w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-696x392.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-1068x601.jpeg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_7449-1920x1080.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 639px) 100vw, 639px" /></div>
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		<item>
		<title>Mamma muore poco dopo il decesso del suo feto: indagati due sanitari dell&#8217;ospedale di Vibo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mamma-muore-poco-dopo-il-decesso-del-suo-feto-indagati-due-sanitari-dellospedale-di-vibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 12:23:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Vibo valentia, ha iscritto nel registro degli indagati due operatori sanitari in servizio all’ospedale &#8216;Jazzolino&#8217; nell’ambito dell’inchiesta che ipotizza il reato di omicidio colposo per il decesso di Martina Piserà, 32 anni, e del bambino che portava in grembo al settimo mese di gravidanza. Fatti accaduti all’alba del 4 maggio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Vibo valentia, ha iscritto nel registro degli indagati due operatori sanitari in servizio all’ospedale &#8216;Jazzolino&#8217; nell’ambito dell’inchiesta che ipotizza il reato di omicidio colposo per il decesso di Martina Piserà, 32 anni, e del bambino che portava in grembo al settimo mese di gravidanza. Fatti accaduti all’alba del 4 maggio scorso.</p>
<p>Alla base del decesso &#8211; stando agli esiti dell’esame autoptico &#8211; la Procura ipotizza una condotta caratterizzata da negligenza, imperizia e imprudenza che hanno portato al tragico epilogo. Martina Piserà, di Pizzo Calabro, ma residente a Filandari, si trovava al settimo mese di gravidanza quando nel corso della notte del 4 maggio, a causa di alcuni dolori, si è recata in ospedale a Vibo Valentia. Qui, dopo una visita e un’ecografia, i medici del reparto di Ginecologia hanno comunicato alla donna il decesso del feto che portava in grembo da sette mesi. Alla notizia, la 32enne ha avvertito un malore e le sue condizioni sono precipitate. I medici hanno tentato di rianimarla per oltre un’ora, ma non c&#8217;è stato nulla da fare.</p>
<p>Martina e suo marito Alberto Lascala avevano deciso di chiamare Marino il loro piccolo, in ricordo del padre di Alberto morto un anno prima.La Procura di Vibo, nell’immediatezza dei fatti, aveva disposto il sequestro della salma, delle cartelle cliniche e ordinato l’autopsia. Anche l’Asp di Vibo ha avviato un’indagine interna.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="s1jblSCsM0"><p><a href="https://www.calabrianews.it/proseguono-serrate-le-indagini-sulla-morte-al-settimo-mese-di-gravidanza-di-martina-pisera/">Proseguono serrate le indagini sulla morte al settimo mese di gravidanza di Martina Piserà</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Proseguono serrate le indagini sulla morte al settimo mese di gravidanza di Martina Piserà&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/proseguono-serrate-le-indagini-sulla-morte-al-settimo-mese-di-gravidanza-di-martina-pisera/embed/#?secret=osmkALI0LO#?secret=s1jblSCsM0" data-secret="s1jblSCsM0" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Mia sorella Isabel morta per ritardi nella diagnosi e cure: lo straziante racconto della sorella Ida</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mia-sorella-isabel-morta-per-ritardi-nella-diagnosi-e-cure-lo-straziante-racconto-della-sorella-ida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 11:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Resta l&#8217;alta la commozione ma anche lo sgomento per la morte, a soli 16 anni, di Isabel Desirè Porco, la studentessa che si è sentita male al liceo scientifico &#8216;Pitagora&#8217; di Rende e, deceduta, dopo una serie di passaggi sanitari al Policlinico ‘Gemelli’ di Roma,a causa di un&#8217;emorragia cerebrale. Dopo le toccanti parole del papà, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Resta l&#8217;alta la commozione ma anche lo sgomento per la morte, a soli 16 anni, di <strong>Isabel Desirè Porco</strong>, la studentessa che si è sentita male al liceo scientifico &#8216;Pitagora&#8217; di Rende e, deceduta, dopo una serie di passaggi sanitari al Policlinico ‘Gemelli’ di Roma,a causa di un&#8217;emorragia cerebrale. Dopo le toccanti parole del papà, adesso anche la sorella <strong>Ida</strong> ha voluto ricordare tutte le drammatiche fasi della tragedia:<br />
&#8220;Mi ha chiamata quel giorno (<em>il 18 settembre</em>) alle 11:52 dicendomi che stava poco bene e chiedendomi se potessi andare a prenderla perché accusava inattività di entrambi gli arti destri (<em>gamba e braccio</em>). Sono arrivata a scuola e Isabel capiva poco, non era in grado di muoversi se non dopo essere chiamata e stimolata in qualche modo. Sono passati i primi quindici minuti in classe, dove è stata soccorsa da un’<strong>ambulanza priva di medico e infermiere a bordo</strong>. Durante il tragitto mia sorella ha vomitato più volte ed io ho dovuto sorreggerle la testa. Stava morendo davanti ai miei occhi e loro mi rassicuravano dicendo: &#8216;Tranquilla, <strong>è solo un attacco di panico</strong>, la ragazza sta bene&#8217;. Arriviamo al <strong>pronto soccorso</strong> e mia sorella entra <strong>in codice giallo</strong>. Abbiamo perso altro tempo per compilare la cartella clinica. Successivamente entriamo in pediatria, dove la diagnosi cambia: &#8216;Un <strong>inizio di crisi epilettica</strong>&#8216;. Anche lì il tempo scorreva e mia sorella si dimenava sulla barella mentre quei &#8216;dottori&#8217; continuavano a perdere tempo. Poi hanno chiesto se ci fosse &#8216;<strong>per caso</strong>&#8216; un posto per effettuare un <strong>encefalogramma</strong>, e ripeto &#8216;se ci fosse&#8217;, perché evidentemente mia sorella non era considerata un &#8216;soggetto urgente&#8217;. Dopo aver effettuato l’encefalogramma, hanno escluso la crisi epilettica&#8221;- ricorda Ida.</p>
<p>&#8220;Dopo aver perso altro tempo, la portano in TAC dove scoprono che mia sorella aveva in corso un’emorragia cerebrale, dovuta a una MAV (<strong>malformazione artero-venosa congenita</strong>), un mostro che ti porti dietro sin dalla nascita, non ti avvisa, esplode quando e come vuole. Dopo aver riunito l’equipe con <strong>non so quanti dottori</strong>, è arrivato questo &#8216;<strong>verdetto</strong>&#8216; che ha tolto altro tempo prezioso a mia sorella. Successivamente è stata trasportata in sala operatoria, dove le hanno inciso il cranio inserendole un drenaggio che avrebbe dovuto aiutare con la fuoriuscita del sangue e l’abbassamento della pressione intracranica, <strong>che attenzione: per tre giorni non si è mai abbassata</strong>. I miei genitori e i miei familiari – scrive Ida – hanno chiesto più volte, dal primo giorno, di poterla trasferire da qualche altra parte, ma mia sorella ‘<strong>non era trasportabile</strong>’. Perché non era trasportabile e poi invece è stata trasportata? Perché non avete accettato, per l’ennesima volta, il vostro fallimento? <strong>Perché devo pensare di andar via dalla Calabria per poter assicurare una lunga vita ai miei figli?</strong> Perché ho dovuto perdere mia sorella a 16 anni? E se foste stati voi a perdere una figlia, una madre o una sorella, cosa avreste fatto? Perché altre persone sono nella mia stessa situazione e continuano ogni giorno ad esserci?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho dovuto scegliere il vestito dei 18 anni di mia sorella, vestito che avrebbe dovuto scegliere lei; i miei genitori hanno perso una figlia, io e mio fratello una sorella, i miei zii una nipote e i miei cugini una cuginetta, mia nonna ha preso la sua nipotina. <strong>E voi medici cosa avete perso?</strong> Evidentemente niente&#8221;- conclude lo straziante racconto Ida.</p>
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		<item>
		<title>Roma, presentato report Crea sanità: Calabria ultima in Italia per la qualità dei servizi sanitari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/roma-presentato-report-crea-sanita-calabria-ultima-in-italia-per-la-qualita-dei-servizi-sanitari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 15:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Migliora la qualità dei Servizi sanitari regionali: il Veneto si conferma al top, la Calabria fanalino di coda. E&#8217; questa in sintesi la fotografia scattata dal XIII Rapporto Crea Sanità Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sulle &#8216;Performance Regionali&#8217;, presentato oggi a Roma. Il report analizza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Migliora la <strong>qualità dei Servizi sanitari</strong> regionali: il Veneto si conferma al top, <strong>la Calabria fanalino di coda</strong>. E&#8217; questa in sintesi la fotografia scattata dal <strong>XIII Rapporto Crea Sanità Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità </strong>dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sulle &#8216;Performance Regionali&#8217;, presentato oggi a Roma. Il report analizza &#8211; dal 2019 al 2024 &#8211; le opportunità di tutela della salute offerte ai cittadini nelle diverse regioni italiane. Lo studio è stato condotto con il contributo di un panel di 107 stakeholder del Servizio sanitario nazionale, tra cui professionisti sanitari, produttori di farmaci e dispositivi, manager di Asl e ospedali, cittadini. Il Veneto si conferma la Regione con la migliore performance, raggiungendo il 55% del massimo teorico possibile, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento con il 50%. La <strong>Calabria</strong>, invece, si posiziona all’ultimo posto con il 23%. Nonostante il divario tra Nord e Sud Italia rimanga significativo, si osserva una progressiva riduzione delle disparità, con un miglioramento più marcato nelle regioni del Mezzogiorno. Tra queste, la Campania ha registrato l’incremento più rilevante, seguita da Abruzzo e Molise.</p>
<p>Un aspetto innovativo dello studio è l’introduzione di un’indagine sulla soddisfazione dei cittadini, che ha misurato l’esperienza degli utenti con i Servizi sanitari regionali. Il Trentino-Alto Adige si distingue per la maggiore soddisfazione, con un punteggio medio di 8,1 su una scala da 0 a 10, mentre le regioni del Mezzogiorno, come Puglia e Basilicata, registrano i livelli più bassi, pari a 6,5. La correlazione tra l’indice di performance e la soddisfazione dei cittadini dimostra che una migliore performance genera maggiore soddisfazione. Nel complesso, la correlazione tra l’indice di performance e il livello di soddisfazione dei cittadini risulta essere forte per le aree assistenziali ospedaliere (0,79) ed ambulatoriali (0,80), bassa per le aree del sociale e della non autosufficienza (0,55), ed intermedia per l’assistenza primaria e l’accesso al farmaco (0,64). Per questi ultimi due aspetti la soddisfazione è generalmente alta in tutto il Paese, senza particolari criticità.</p>
<p>Lo studio ha inoltre analizzato la qualità della vita correlata alla salute, evidenziando che il Trentino-Alto Adige si conferma al vertice con un valore di 0,938, mentre l’Umbria registra il valore più basso, pari a 0,840 Qaly (unità di misura impiegata nell&#8217;analisi costi-utilità che combina insieme la durata della vita con la qualità della stessa). Secondo il report, la qualità della vita non è strettamente legata alla performance sanitaria: alcune regioni del Sud, pur avendo livelli di performance sanitaria bassi, registrano una qualità della vita più alta rispetto a regioni più performanti. Questo fenomeno è attribuibile a fattori culturali, educativi e ambientali, oltre che alle diverse aspettative dei cittadini. Inoltre, è stata condotta un’analisi sulla sostenibilità dei Servizi sanitari regionali, identificando le 9 regioni più resilienti: Piemonte, Lombardia, P.A. di Trento, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Abruzzo. La correlazione tra Performance e soddisfazione dei cittadini sottolinea &#8211; riporta una nota &#8211; l’importanza di investire in politiche sanitarie mirate per migliorare l’efficienza e l’equità del sistema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/roma-presentato-report-crea-sanita-calabria-ultima-in-italia-per-la-qualita-dei-servizi-sanitari/">Roma, presentato report Crea sanità: Calabria ultima in Italia per la qualità dei servizi sanitari</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aggressioni ai sanitari di Lamezia, il prefetto Castrese De Rosa: saranno innalzati i livelli di sicurezza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/aggressioni-ai-sanitari-di-lamezia-il-prefetto-castrese-de-rosa-saranno-innalzati-i-livelli-di-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 11:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sulle aggressioni a medici ed operatori socio sanitari in ospedale stiamo lavorando ad un Protocollo d’intesa con le forze dell’ordine e i Responsabili dei nosocomi che firmeremo nella prossima seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per innalzare i livelli di sicurezza e di prevenzione coinvolgendo anche gli istituti di vigilanza privati&#8221;. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sulle aggressioni a medici ed operatori socio sanitari in ospedale stiamo lavorando ad un Protocollo d’intesa con le forze dell’ordine e i Responsabili dei nosocomi che firmeremo nella prossima seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per innalzare i livelli di sicurezza e di prevenzione coinvolgendo anche gli istituti di vigilanza privati&#8221;.</p>
<p>Lo scrive sui social il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa che aggiunge &#8221; Attiveremo un sistema di allerta rapida, un monitoraggio periodico  e un disciplinare tecnico operativo ferma restando la presenza dei nostri operatori ai posti di polizia dedicati&#8221;.</p>
<p>&#8220;Saranno interessati gli ospedali Pugliese-Ciaccio, Giovanni Paolo II di Lamezia Terme, quello Civile di Soverato e quello di Soveria Mannelli&#8221;- specifica il prefetto di Catanzaro.</p>
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		<title>Cosenza, due operatori sanitari spintonati e aggrediti verbalmente nella sala prelievi dell&#8217;ospedale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-due-operatori-sanitari-spintonati-e-aggrediti-verbalmente-nella-sala-prelievi-dellospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 18:02:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[aggrediti]]></category>
		<category><![CDATA[operatori]]></category>
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		<category><![CDATA[sanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spintonati e aggrediti verbalmente da un utente nella sala prelievi dell’ospedale ‘Annunziata’ di Cosenza. E&#8217; quanto accaduto a due operatori sanitari. L’episodio si è verificato ieri mattina, quando una persona che attendeva in fila si è scagliata contro i due operatori solo perché questi ultimi le avevano spiegato che la ricetta del suo medico curante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spintonati e aggrediti verbalmente da un utente nella sala prelievi dell’ospedale ‘Annunziata’ di Cosenza. E&#8217; quanto accaduto a due<br />
operatori sanitari. L’episodio si è verificato ieri mattina, quando una persona che attendeva in fila si è scagliata contro i due operatori solo perché questi ultimi le avevano spiegato che la ricetta del suo medico curante non andava bene e che il sistema dell’ospedale non riusciva a riconoscerla. Per tutta risposta, la persona ha iniziato a urlare e imprecare, spintonando i due operatori, uno dei quali ha fatto ricorso alle cure del Pronto soccorso. Sul posto, a riportare la calma, è intervenuta la Polizia.</p>
<p>A denunciare l’accaduto è stato, in una nota, il segretario provinciale della Fials di Cosenza, Antonio Caccuri: “La sala prelievi vive un momento difficile e la disorganizzazione è palese. L’aggressività da parte di alcuni utenti è motivata dal fatto che trascorrono molte ore in fila, e a digiuno, per un prelievo. A tutto questo – evidenzia il sindacalista – si aggiunge lo stress psicofisico degli operatori, che sono costretti a lavorare oltre il proprio turno senza la giusta pausa. </p>
<p>Siamo in ginocchio, così non si lavora bene. I sistemi informatici in uso non consentono il giusto inserimento degli esami da svolgere, spesso si perde tempo per superare ostacoli di natura burocratica. A pagarne le spese, oltre al personale, sono i cittadini. La mole di lavoro degli operatori è notevole”, ha concluso Caccuri.</p>
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		<title>Emergenza sanità, il tour del Pd approda all&#8217;ospedale di Polistena: incontrati i sanitari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emergenza-sanita-il-tour-del-pd-approda-allospedale-di-polistena-incontrati-i-sanitari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 08:45:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
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		<category><![CDATA[sanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha fatto tappa a Polistena (RC) il tour che il Pd Calabria ha avviato da San Giovanni in Fiore per difendere il diritto alla salute dei calabresi. Si tratta di un viaggio di ascolto e confronto sulle criticità della sanità regionale, per elaborare dal basso una proposta politica che metta al centro la persona e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha fatto tappa a Polistena (RC) il tour che il Pd Calabria ha avviato da San Giovanni in Fiore per difendere il diritto alla salute dei calabresi. Si tratta di un viaggio di ascolto e confronto sulle criticità della sanità regionale, per elaborare dal basso una proposta politica che metta al centro la persona e il suo diritto alle cure come ogni cittadino delle altre regioni. A Polistena, la delegazione del Pd calabrese ha registrato il disagio dei cittadini che quotidianamente subiscono le inefficienze del Servizio sanitario calabrese e chiedono risposte immediate per superare un’emergenza diventata ordinaria.</p>
<p>Il segretario regionale del Pd, Nicola Irto, insieme al capogruppo in Consiglio regionale Mimmo Bevacqua e alla consigliera regionale Amalia Bruni, ha poi incontrato i sanitari del presidio ospedaliero, che ha un bacino d’utenza di 160mila abitanti, e visitato il Pronto soccorso, che ha locali inadeguati. Sono state raccolte le principali criticità del nosocomio che, per esempio, ha un solo tecnico di Rianimazione e gravi carenze di anestesisti. Lì si attende da tempo il reparto di Oncologia ma esiste soltanto il Day hospital oncologico.</p>
<p>La delegazione del Pd ha ascoltato medici, operatori e cittadini. Poi ha incontrato la stampa alla fine della visita, assicurando di attivarsi in tempi brevi per strutturare una proposta organica di riforma sanitaria. “Serve agire con immediatezza – è il messaggio del Pd – per sconfiggere il centrodestra di Occhiuto, che ha portato la sanità calabrese al collasso, con reparti che chiudono, l’emergenza-urgenza che non funziona e la migrazione sanitaria in aumento. In Calabria non è garantito il diritto alla salute ed è l’ora di cambiare rotta”.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-297640" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG-20250207-WA0023-300x200.jpg" alt="" width="629" height="419" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG-20250207-WA0023-300x200.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG-20250207-WA0023-768x511.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG-20250207-WA0023-631x420.jpg 631w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG-20250207-WA0023-696x463.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG-20250207-WA0023.jpg 900w" sizes="(max-width: 629px) 100vw, 629px" /></p>
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		<item>
		<title>Corte di Giustizia Ue respinge ricorso contro obbligo vaccinale covid per sanitari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/corte-di-giustizia-ue-respinge-ricorso-contro-obbligo-vaccinale-covid-per-sanitari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 09:31:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Corte]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Giustizia dell&#8217;Ue ha respinto integralmente, in quanto &#8220;irricevibile&#8221;, la domanda presentata da un giudice del Lavoro di Padova, che ha chiesto se l&#8217;obbligo di vaccinazione contro il Covid-19 a carico del personale sanitario sia contrario al diritto dell&#8217;Ue. La vicenda nasce dal ricorso di una infermiera del servizio di Neurochirurgia dell&#8217;ospedale universitario [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Giustizia dell&#8217;Ue ha respinto integralmente, in quanto &#8220;irricevibile&#8221;, la domanda presentata da un giudice del Lavoro di Padova, che ha chiesto se l&#8217;obbligo di vaccinazione contro il Covid-19 a carico del personale sanitario sia contrario al diritto dell&#8217;Ue. La vicenda nasce dal ricorso di una infermiera del servizio di Neurochirurgia dell&#8217;ospedale universitario di Padova che, avendo contratto in precedenza il virus Sars-CoV-2 ed essendo guarita, godeva di una immunità naturale e, pertanto, aveva rifiutato di vaccinarsi. L&#8217;ospedale l&#8217;aveva sospesa dal servizio e dalla retribuzione: lei ha fatto ricorso d&#8217;urgenza al giudice del lavoro, chiedendo la reintegrazione in servizio, sostenendo la contrarietà della normativa italiana in materia di obbligo vaccinale alla Costituzione e al diritto Ue e ricordando inoltre di godere di immunità naturale, essendo guarita dall&#8217;infezione.</p>
<p>Il giudice del Lavoro di Padova si è rivolto alla Corte, dubitando della validità delle autorizzazioni all&#8217;immissione in commercio concesse dalla Commissione Europea. Ha chiesto anche alla Corte se si debba fare ricorso ai vaccini anche in caso di guarigione e se la sospensione dal servizio risponda ai principi di proporzionalità e non discriminazione previsti dal regolamento Ue sui certificati Covid, o Green Pass.<br />
Quanto alla validità delle autorizzazioni all&#8217;immissione in commercio condizionate, per la Corte il Tribunale di Padova si è limitato &#8220;ad esprimere una valutazione generale di ragionevolezza nel nutrire dubbi sulla validità delle autorizzazioni, senza però identificarle, né sviluppare la natura concreta dei dubbi espressi&#8221;.<br />
Riguardo alla proporzionalità e ragionevolezza della sospensione, la Corte osserva che il regolamento &#8220;non mira, in applicazione dei principi, a definire criteri che consentano di valutare l&#8217;adeguatezza delle misure sanitarie adottate dagli Stati membri per far fronte alla pandemia di Covid-19 quando queste sono tali da limitare la libera circolazione, come nel caso in esame&#8221;.</p>
<p>Per la Corte, in pratica, la domanda è irricevibile perché &#8216;fuori target&#8217;: dato che la causa principale si fonda sul presunto carattere illecito dell&#8217;obbligo di vaccinazione e riguarda la reintegrazione dell’infermiera, la controversia, osservano i giudici di Lussemburgo, non riguarda l&#8217;applicazione delle disposizioni del regolamento sul Green Pass, che conferisce invece alle persone vaccinate il diritto di ottenere un certificato di vaccinazione e alle persone guarite dall&#8217;infezione da Sars-CoV-2 il diritto di ottenere un certificato di guarigione.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<item>
		<title>Nursing Up, De Palma: &#8220;Pieno sostegno agli operatori sanitari dell&#8217;ospedale di Cosenza&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nursing-up-de-palma-pieno-sostegno-agli-operatori-sanitari-dellospedale-di-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 12:04:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio De Palma]]></category>
		<category><![CDATA[Nursing up]]></category>
		<category><![CDATA[operatori]]></category>
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		<category><![CDATA[sanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma &#8211; &#8220;Per l&#8217;ennesima volta Nursing Up è costretto a denunciare le precarie condizioni lavorative in cui versano gli operatori sanitari dell’ospedale di Cosenza. Stiamo parlando di un hub di secondo livello che, come tale, deve garantire un determinato numero di prestazioni, quelle che altre strutture del territorio non possono offrire. Un bacino di utenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; &#8220;Per l&#8217;ennesima volta Nursing Up è costretto a denunciare le precarie condizioni lavorative in cui versano gli operatori sanitari dell’ospedale di Cosenza. Stiamo parlando di un hub di secondo livello che, come tale, deve garantire un determinato numero di prestazioni, quelle che altre strutture del territorio non possono offrire. Un bacino di utenza non indifferente, un carico di lavoro pesantissimo per i nostri professionisti, i cui disagi, giunti tristemente all’acme, non li mettono assolutamente nelle condizioni di offrire ai pazienti le competenze e l’esperienza di cui sono portatori  e che hanno dimostrato di possedere, nei momenti più delicati della storia recente della sanità locale. Nel corso degli anni le parole che abbiamo sentito dire, ripetutamente, dalle direzioni che si sono succedute, sono sempre le stesse: ovvero razionalizzare e accorpare&#8221;. Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.</p>
<p>&#8220;Una pericolosa politica di austerity- aggiunge &#8211; a cui il nostro Mezzogiorno è drammaticamente abituato e che è figlia di un modus operandi che parte da lontano, e che da Nord a Sud, da anni, vede i nostri Governi investire troppo poco e in modo non continuativo sul sistema sanitario, soprattutto rispetto ad altri Paesi europei che invece hanno intrapreso “la strada maestra” del rilancio e della ricostruzione, in termini di valorizzazione di professionisti e di maggiore risorse a disposizione della collettività.<br />
Quanto accade, in relazione alle ultime politiche aziendali, è totalmente in barba al contratto: stiamo parlando, ad esempio, del lavoro straordinario, che qui  viene addirittura  programmato, per garantire i turni nei vari reparti. Come dire, qui l&#8217;eccezione diventa la regola… Peccato però, che dal 2022, gli appositi fondi sembra che siano  praticamente prosciugati. Chi, come e quando verrà pagato lo straordinario ai dipendenti chiamati ad effettuarlo?&#8221;</p>
<p>Secondo Antonio De Palma si tratta di &#8220;Una situazione intollerabile, che è ben nota, ai vertici della Regione. Con il tempo, questo è certo, sempre meno professionisti saranno disposti a tollerare una situazione del genere, tra turni massacranti e carenza di personale. Ci piacerebbe, finalmente, che in Calabria, così come in altri territori, i Governatori mettessero piede negli ospedali come quello di Cosenza e si rendessero conto di come non vengano rispettati importanti precetti del contratto Nazionale. La sanità in Calabria continua a far acqua da tutte le parti. Siamo di fronte a una situazione paradossale che trasforma operatori sanitari e cittadini nelle vittime sacrificali. Eppure, pare che, solo qualche mese addietro, precisamente in data 12 aprile, tutte le OO.SS. del comparto sanità sono state invitate, dall’attuale Commissario De Salazar, a sottoscrivere uno specifico protocollo d’intesa, che doveva gettare le basi per una nuova stagione di relazioni sindacali, dove la considerazione ed il rispetto verso i lavoratori venivano messe al primo posto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Purtroppo &#8211; evidenzia il Presidente Nazionale del Nursing Up &#8211; .così non è stato e, a distanza di soli due mesi, siamo dovuti ritornare a descrivere la realtà che si vive all’interno dell’ospedale di Cosenza, situazione più volte denunciata dalle nostre delegazioni locali. Unità operative complesse ridotte per  turnover quasi azzerato, personale che ogni giorno tira la carretta tra mille difficoltà, aggressioni e nodi burocratici da sciogliere. Da tempo il nostro Sindacato denuncia, in tutta Italia, che i professionisti della sanità ex legge n 43/2006, hanno diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto e in ogni caso sufficiente ad assicurare a loro e alle famiglie un&#8217;esistenza dignitosa&#8221;, chiosa De Palma.</p>
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		<title>Rinnovo per 852 sanitari ma qualcuno non ci sta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rinnovoper852sanitarimaqualcunononcista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 10:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cococo]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità Calabria.]]></category>
		<category><![CDATA[sanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere calabresi hanno rinnovato, seguendo l’input dato loro dalla Regione, al momento fino al 30 giugno, tutti i contratti a tempo determinato del personale impiegato in questi mesi per fronteggiare l’emergenza Covid”. Scriveva così il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, ieri, in una nota, attraverso la quale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere calabresi hanno rinnovato, seguendo l’input dato loro dalla Regione, al momento<strong> fino al 30 giugno</strong>, tutti i contratti a tempo determinato del personale impiegato in questi mesi <strong>per fronteggiare l’emergenza Covid</strong>”. Scriveva così il presidente della Regione Calabria <strong>Roberto</strong> <strong>Occhiuto</strong>, ieri, in una nota, attraverso la quale evidenziava quanto questi 852 sanitari abbiano &#8220;contribuito in modo decisivo alle ottime performance raggiunte dalla Calabria per quanto riguarda la campagna vaccinale&#8221; e spiegando che ora saranno impegnati con i profughi provenienti dall&#8217;Ucraina.</p>
<p>Questi rinnovi dovevano rappresentare una buona notizia per tanti ma, a seguito di alcune segnalazioni arrivate questa mattina in redazione, per molti di loro così non è stato. Parliamo soprattutto di chi sta affrontando l&#8217;emergenza pandemica operando con contratto Co.Co.Co. (Collaborazione Coordinata e Continuativa), che nella deliberazione del commissario straordinario Ilario Lazzaro sottoscritta il 30/03/2022 hanno visto il loro monte orario settimanale drasticamente ridotto: da 35 a 18 ore.</p>
<p>Una &#8220;sorpresa&#8221; di certo non gradita per chi, instancabilmente, in piena pandemia ha messo a disposizione tutta la propria professionalità, senza giorni di ferie, senza malattie, lavorando anche durante le festività, pur di offrire un servizio fondamentale alla comunità. Dagli ospedali, alle scuole, agli hub e alle numerose strutture in cui si sono messi a disposizione per sensibilizzare la popolazione prima, per fare i tamponi poi e ancora per consentire a tutti di vaccinarsi, questi sanitari si sentono &#8220;sfruttati&#8221;, non opportunamente tutelati e anche un po&#8217; delusi dalle promesse fatte da Occhiuto che non trovano, però, nella delibera citata le opportune gratificazioni.</p>
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