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	<title>Ros Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 13 May 2025 11:01:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>NOMI-Reggio Calabria, operazione del Ros contro la &#8216;ndrangheta: quattro arresti affiliati cosca Labate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 11:01:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, il ROS &#8211; con il supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria” &#8211; coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria diretta dal Procuratore della Repubblica facente funzioni, Giuseppe LOMBARDO, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, il ROS &#8211; con il supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e  dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria” &#8211; coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria diretta dal Procuratore della Repubblica facente funzioni, Giuseppe LOMBARDO, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti dei sottonotati 4 indagati ritenuti di far parte della cosca “LABATE”, articolazione ‘ndranghetista egemone nella del quartiere Gebbione di Reggio Calabria, indagati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso. Si tratta di LABATE Michele cl.56 (destinatario della misura della custodia cautelare in carcere), LABATE Francesco Salvatore cl.66 (destinatario della misura della custodia cautelare in carcere), LABATE Paolo cl.85 (destinatario della misura della custodia cautelare in carcere) e LAGANA’ Antonino cl.71 (destinatario della misura degli arresti domiciliari presso il proprio domicilio). </p>
<p>I provvedimenti scaturiscono da un’articolata indagine del ROS, avviata nel 2019, che ha consentito di documentare:<br />
&#8211;	gli assetti della cosca, riattualizzandoli, nel periodo successivo gli arresti eseguiti nella precedente indagine “HELIANTUS”, rispetto al quale il presente procedimento si è posto quale logica prosecuzione, mettendo in luce come il sodalizio abbia mantenuto inalterata la peculiare pervasività sul tessuto economico della zona di influenza, consentendo di individuarne &#8211; quanto meno in termini di gravità indiziaria e ferma la presunzione di innocenza valevole sino al passaggio in giudicato dell’eventuale sentenza di condanna &#8211; il vertice nei germani LABATE Michele e LABATE Francesco Salvatore, in virtù dello stato di restrizione dei fratelli maggiorenti LABATE Antonino cl.50 e LABATE Pietro cl.51, ritenuto da sempre capo carismatico del sodalizio;<br />
&#8211;	il pervasivo controllo del territorio esercitato da LABATE Michele il quale, per ridurre i rischi di esposizione alle indagini delle forze di polizia, ha organizzato una ben congeniata rete di comunicazioni attraverso incontri riservati presso luoghi ritenuti sicuri, utilizzando fidati fiancheggiatori per “schermare” gli appuntamenti;<br />
&#8211;	la pressione esercitata dagli indagati sugli operatori economici del territorio di riferimento che subivano sistematiche azioni vessatorie, volte all’imposizione di prodotti alimentari e al pagamento di proventi estorsivi. In tale quadro, LABATE Paolo cl.85 &#8211; anche per conto del padre Michele, durante il periodo di carcerazione &#8211; manteneva rapporti con gli imprenditori legati alla cosca da occulte sinergie, agevolando e coordinando l’infiltrazione in lucrosi settori di espansione economica tra cui quello della grande distribuzione alimentare;<br />
&#8211;	la disponibilità da parte dei fratelli LABATE Michele e LABATE Francesco Salvatore di fidati collaboratori, tra cui è emerso LAGANA’ Antonino, soggetto deputato a veicolare messaggi ed ambasciate, riscuotere proventi estorsivi, eseguire azioni ritorsive e mantenere rapporti con i rappresentanti della comunità Rom al fine di consentire alla cosca il controllo sulla microcriminalità operante sul territorio.</p>
<p>Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, tutti i soggetti coinvolti devono considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.</p>
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		<title>VIDEO-Blitz anti-‘ndrangheta: 17 arresti, svelati gli interessi del clan Arena in Trentino Alto Adige</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-blitz-anti-ndrangheta-17-arresti-svelati-gli-interessi-del-clan-arena-in-trentino-alto-adige/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 13:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Blitz dei militari del ROS, di Carabinieri di Crotone e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori”, che ha portato all’arresto di 17 persone con l’accusa di associazione di tipo ‘ndranghetistico, estorsione, usura e reati in materia di armi, tutti con l’aggravante mafiosa. Gli arresti sono stati eseguiti nelle aree di Crotone, Milano, Verona, Bolzano, Napoli, Perugia e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-304593-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Operazione-Blizzard-Folgore.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Operazione-Blizzard-Folgore.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Operazione-Blizzard-Folgore.mp4</a></video></div>
<p>Blitz dei militari del ROS, di Carabinieri di Crotone e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori”, che ha portato all’arresto di 17 persone con l’accusa di associazione di tipo ‘ndranghetistico, estorsione, usura e reati in materia di armi, tutti con l’aggravante mafiosa. Gli arresti sono stati eseguiti nelle aree di Crotone, Milano, Verona, Bolzano, Napoli, Perugia e Caltanissetta. La misura cautelare è stata emessa su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, all’esito di una attività di coordinamento, svolto tramite della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, con le Procure Distrettuali di Trento e di Venezia.</p>
<p>L’inchiesta è partita dall’Alto Adige, dov’era residente un imprenditore 44enne originario di Isola Capo Rizzuto ritenuto al centro di una serie di illeciti fiscali, commessi attraverso false fatturazioni per operazioni inesistenti. Dalle indagini è emersa la sua vicinanza al clan di ‘ndrangheta del Crotonese, per il quale secondo gli inquirenti avrebbe fatto da “collante” nel periodo in cui ha operato a Bolzano. Qui, infatti, avrebbe avviato una serie di progetti imprenditoriali, basati sulla commissione di reati economico-finanziari: appalti truccati e crediti fiscali fittizi che portavano guadagni illeciti alla cosca. Denaro che sarebbe servito per favorire l’associazione (attiva anche in Veneto e Lombardia) e sostenere gli affiliati detenuti. Contestati anche episodi di usura, estorsioni e reati in materia di armi, anche da guerra.</p>
<p>Contestualmente agli arresti sono state effettuate perquisizioni nei confronti di altre 13 persone, mentre nell’ambito di un procedimento collegato sono stati sequestrati beni per 25 milioni di euro a 23 persone, tra Bolzano, Bologna, Crotone, Milano, Roma, Foggia, Salerno, L’Aquila e la Svizzera.</p>
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		<title>Ros Carabinieri e DDA scoprono organizzazione dedita a traffico migranti: 6 arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ros-carabinieri-e-dda-scoprono-organizzazione-dedita-a-traffico-migranti-6-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 12:13:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sei persone di nazionalità egiziana, sono state arrestate dai carabinieri del Ros che hanno scoperti un&#8217;organizzazione criminale dedita all&#8217;immigrazione clandestina. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un&#8217;ordinanza custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L&#8217;indagine, condotta dal Ros sotto la direzione della Dda, ha preso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sei persone di nazionalità egiziana, sono state arrestate dai carabinieri del Ros che hanno scoperti un&#8217;organizzazione criminale dedita all&#8217;immigrazione clandestina. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un&#8217;ordinanza custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.</p>
<p>L&#8217;indagine, condotta dal Ros sotto la direzione della Dda, ha preso il via con l&#8217;arrivo dalla Libia, il 10 marzo 2023, di una imbarcazione di migranti con 487 persone recuperata dai reparti operativi della Guardia di finanze e della Guardia costiera e condotta nel porto di Crotone. Gli accertamenti hanno portato all&#8217;individuazione degli scafisti e del pilota e capitano dell&#8217;equipaggio del peschereccio.</p>
<p>L&#8217;arrivo è avvenuto pochi giorni dopo il tragico naufragio del caicco &#8216;Summer Love&#8217;, proveniente dalla Turchia, verificatosi il 26 febbraio 2023 nelle acque antistanti Steccato di Cutro e che provocò la morte di 94 persone, tra cui 35 bambini, ed una decina di dispersi.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Maxi blitz antimafia nel crotonese: indagati politici, imprenditori e &#8216;ndranghetisti-DETTAGLI.</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-maxi-blitz-antimafia-nel-crotonese-indagati-politici-imprenditori-e-ndranghetisti-dettagli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 09:30:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il ROS &#8211; con il supporto in fase esecutiva dei Comandi Provinciali Carabinieri di Crotone, Cosenza, Catanzaro, Potenza, Parma, Brescia, Milano e Mantova e dello Squadrone Eliportato Calabria &#8211; ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, a carico di 43 indagati, a vario titolo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-maxi-blitz-antimafia-nel-crotonese-indagati-politici-imprenditori-e-ndranghetisti-dettagli/">VIDEO-Maxi blitz antimafia nel crotonese: indagati politici, imprenditori e &#8216;ndranghetisti-DETTAGLI.</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ROS &#8211; con il supporto in fase esecutiva dei Comandi Provinciali Carabinieri di Crotone, Cosenza, Catanzaro, Potenza, Parma, Brescia, Milano e Mantova e dello Squadrone Eliportato Calabria &#8211; ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, a carico di 43 indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso <em>(22 indagati</em>), associazione per delinquere (<em>9 indagati</em>), associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravata dalle finalità mafiose (<em>3 indagati)</em>, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, omicidio, trasferimento fraudolento di valori, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, turbata liberà degli incanti, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, scambio elettorale politico mafioso, truffa aggravata. L’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, diretta dal Procuratore dott. Nicola Gratteri, ha registrato l’importante contributo, profuso in pregresse investigazioni, per il filone politico amministrativo, da parte del Centro operativo di Catanzaro della Direzione investigativa antimafia e da parte del Nucleo operativo ecologico di Catanzaro del Comando tutela dell’ambiente e della transizione ecologica dei Carabinieri e, per il filone relativo alla criminalità organizzata, da parte delle Squadre mobili di Crotone e Catanzaro. Detta indagine si poi è sviluppata anche nell’ambito di una Squadra Investigativa Comune intercorsa tra la Procura della Repubblica di Catanzaro e la Procura tedesca di Stoccarda, che ha consentito di svolgere, contemporaneamente ed in collegamento, le indagini nei due Paesi, con acquisizione in tempo reale degli elementi indiziari risultanti nelle distinte attività investigative. Eurojust, attraverso il membro nazionale italiano, ha garantito un costante raccordo operativo con l’Autorità giudiziaria straniera coinvolta, oltre che mediante la costituzione della squadra investigativa comune, anche attraverso numerose riunioni di coordinamento internazionale. L’attività investigativa riguardante il versante ‘ndranghetistico – corroborata dalle propalazioni di vari collaboratori di giustizia, dall’analisi delle segnalazioni dell’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia e da attività investigative svolte in Germania in ambito cooperazione giudiziaria &#8211; è stata avviata nel 2018 dal Raggruppamento ed è stata incentrata sulla ricostruzione degli assetti, dei rapporti politico/imprenditoriali e delle dinamiche criminali della <em>locale</em> di Papanice (KR), al cui vertice si pone la famiglia MEGNA. In tale quadro, sono stati raccolti gravi indizi in ordine alla individuazione del vertice della citata articolazione territoriale della ‘ndrangheta nella persona di MEGNA Domenico ritenuto, sempre attraverso la raccolta di indizi, essere il mandante dell’omicidio di SARCONE Salvatore, commesso per riaffermare la propria supremazia all’indomani della sua scarcerazione. Sono stati raccolti indizi che hanno delineato, allo stato del procedimento, i molteplici interessi illeciti degli esponenti della citata <em>locale</em> nei settori immobiliare, della ristorazione, del commercio di prodotti ortofrutticoli e di bestiame, dei servizi di vigilanza &#8211; security e del <em>gaming</em> attraverso l’imposizione di video-poker alle sale scommesse e/o la loro gestione tramite prestanomi. Interessi che hanno travalicato i confini della Calabria, interessando le province di Parma, Milano e Verona ove erano stabilmente attivi sodali e imprenditori operanti nel settore dell’autotrasporto, della ristorazione e del movimento terra che operavano per conto della cosca dei “Papaniciani”.</p>
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<p>Si sono raccolti altresì indizi che hanno delineato, allo stato delle conoscenze, cointeressenze, sul fronte estero, con un imprenditore ortofrutticolo austriaco il quale avrebbe ottenuto, dai membri del sodalizio, la creazione di una rete di produzione per la successiva commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, profittando della capacità economica del sodalizio di offrire coltivazioni estese e attrezzature, messe a disposizione sul territorio da parte della cosca, in condizioni di mercato largamente favorevoli all’imprenditore. Inoltre, si è, allo stato, accertato che i ritenuti esponenti della cosca, avvalendosi del supporto di <em>hacker</em> tedeschi, sarebbero riusciti a compiere operazioni bancarie e finanziarie fraudolente sia operando su piattaforme di <em>trading</em> clandestine, sia svuotando conti correnti esteri bloccati o creati ad <em>hoc</em> utilizzando carte di credito estere e alterando il funzionamento del POS. Sul fronte politico amministrativo, il Raggruppamento ha poi svolto accertamenti, che hanno permesso la raccolta di gravi indizi di colpevolezza in ordine alla esistenza di un’associazione per delinquere, costituita da pubblici amministratori, imprenditori ed intermediari, alcuni dei quali in rapporti con la <em>cosca</em> dei <em>“papaniciari</em>”, in grado di condizionare, allo stato delle conoscenze, le scelte degli Enti pubblici crotonesi (Comune, Provincia, A.T.E.R.P. e A.S.P.) relativamente a nomine di dirigenti, conferimento di incarichi professionali, appalti e affidamenti diretti. Per quanto concerne l’amministrazione comunale di Crotone, tra le altre, gli indizi hanno rappresentato ingerenze del sodalizio nell’assunzione clientelare di personale, presso le società partecipate <em>CROTONE SVILUPPO </em>e <em>AKREA, </em>nonchè il condizionamento di appalti pubblici e del procedimento di affidamento diretto di lavori e di fornitura di servizi. Nell’ambito dell’amministrazione provinciale di Crotone gli indizi hanno permesso di delineare turbative nel procedimento di affidamento diretto relativi a lavori di manutenzione e messa in sicurezza di strade provinciali e siti di interesse oggetto di riqualificazione ambientale. Mentre per l’A.T.E.R.P. e l’A.S.P. il compendio indiziario ha profilato alterazioni dei processi decisionali per la nomina di figure apicali in grado di favorire gli interessi del sodalizio, condizionamenti della procedura di scelta di immobili da locare, di appalti e affidamenti diretti per la manutenzione di immobili e la fornitura di servizi.</p>
<p>Come accennato, l’accertamento del filone squisitamente ‘ndranghetistico ha visto l’apporto significativo della Polizia di Stato, in particolare delle Squadre Mobili di Crotone e Catanzaro, il cui personale ha provveduto alla notifica di informazioni di garanzia nei confronti di indagati a piede libero. Parimenti, per il versante politico amministrativo, la indagine ha beneficiato del contributo altrettanto significativo, a livello investigativo, della Direzione investigativa antimafia, Centro operativo di Catanzaro, il cui personale ha notificato informazioni di garanzia nei confronti di esponenti politici e amministratori pubblici. Infine si inserisce l’attività del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Catanzaro, il cui personale ha notificato informazioni di garanzia a carico di diversi indagati, a vario titolo, per i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, frode nelle pubbliche forniture, altri reati in materia ambientale, turbata libertà del procedimento di scelta del contrante e di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, nonché per reati in materia elettorale. Le attività di indagini per cui si procede riguardano la gestione del ciclo di trattamento dei RSU (<em>Rifiuti Solidi Urbani</em>) nella Regione Calabria. Le attività investigative, coordinate in ambito internazionale da <em>Eurojust</em>, sono state condotte in cooperazione con la Polizia Federale Tedesca – BKA e supportate da Interpol- <em>progetto I-CAN</em>, e da Europol. Si precisa che il procedimento è in fase di indagine e che gli indagati, attinti da misura cautelare e destinatari di informazioni di garanzia sono nelle condizioni di potere spiegare le proprie difese nel contradditorio delle parti.</p>
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		<title>Ros carabinieri arresta quattro persone accusate di omicidio e associazione mafiosa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ros-carabinieri-arresta-quattro-persone-accusate-di-omicidio-e-associazione-mafiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2021 05:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ in atto dalle prime ore di questa mattina l’operazione dei carabinieri del Ros che hanno visto l’arresto di 4 persone ritenute appartenenti alla ‘ndrangheta. I provvedimenti di fermo di indiziato di delitto sono stati emessi dalle procure distrettuali Antimafia di Ancona e di Reggio Calabria. Le accuse per le quali si è proceduto sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ros-carabinieri-arresta-quattro-persone-accusate-di-omicidio-e-associazione-mafiosa/">Ros carabinieri arresta quattro persone accusate di omicidio e associazione mafiosa</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ in atto dalle prime ore di questa mattina l’operazione dei carabinieri del Ros che hanno visto l’arresto di 4 persone ritenute appartenenti alla ‘ndrangheta. I provvedimenti di fermo di indiziato di delitto sono stati emessi dalle procure distrettuali Antimafia di Ancona e di Reggio Calabria. Le accuse per le quali si è proceduto sono quelle di: associazione di tipo mafioso, omicidio e detenzione illegale di armi. Tutti reati aggravati dall’aver commesso il fatto al fine di agevolare la ‘ndrangheta.</p>
<p>Al momento è noto che all’operazione hanno preso parte anche i carabinieri dei comandi provinciali di Ancona, Reggio Calabria, Catanzaro, Brescia, Napoli, Torino, Pesaro, Vibo Valentia e del Gis (Gruppo Intervento Speciale).<br />
I dettagli dell’operazione verranno forniti durante due conferenze stampa al momento previste alle 11 nella biblioteca del Tribunale di Ancona e contemporaneamente al comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria.</p>
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		<title>Catanzaro, nuovo terremoto sul tribunale: misura d&#8217;interdizione per Giuseppe Valea</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-nuovo-terremoto-sul-tribunale-misura-dinterdizione-per-giuseppe-valea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 13:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe valea]]></category>
		<category><![CDATA[interdizione]]></category>
		<category><![CDATA[Ros]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; E&#8217; arrivato a Catanzaro anche il pm di Salerno Luigi Alberto Cannavale per sovrintendere alle operazioni di perquisizione all&#8217;interno di alcuni uffici giudiziari del tribunale del capoluogo calabrese. Le indagini nascono all’interno dell’inchiesta “Genesi” che la procura di Salerno sta conducendo da oltre due anni sul cosiddetto “sistema Catanzaro”, ovvero un intreccio di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; E&#8217; arrivato a Catanzaro anche il pm di Salerno Luigi Alberto Cannavale per sovrintendere alle operazioni di perquisizione all&#8217;interno di alcuni uffici giudiziari del <strong>tribunale del capoluogo calabrese</strong>. Le indagini nascono all’interno dell’inchiesta “Genesi” che la procura di Salerno sta conducendo da oltre due anni sul cosiddetto “<strong>sistema Catanzaro</strong>”, ovvero un intreccio di presunti rapporti illeciti volti ad “<strong>aggiustare</strong>” le sentenze.</p>
<p>L&#8217;attività è stata decisa dalla<strong> Direzione distrettuale antimafia di Salerno</strong> sulla base delle ipotesi di falso ideologico. Secondo quanto si è appreso, i militari hanno notificato una misura di interdizione dai pubblici uffici per un anno all’ormai ex presidente del Tribunale del Riesame <strong>Giuseppe Valea</strong> (<em>nel fotino</em>) da pochi giorni trasferito dal Consiglio superiore della magistratura a Milano.</p>
<p>L’inchiesta si inserisce nello scenario di corruzione e favori per la compravendita di sentenze che ha coinvolto il giudice <strong>Marco Petrini</strong>. Il nome di Valea è stato fatto, in diverse occasioni, dai testimoni di giustizia. In particolare nel mirino sarebbero finiti i falsi operati del giudice che si era auto assegnato alcuni fascicoli depositando le decisioni senza condividerle con i colleghi del Riesame.</p>
<p>Nell’ambito dell&#8217;inchiesta<strong> &#8220;Genesi&#8221;</strong> il giudice, ora sospeso, della Corte d’Appello di Catanzaro Marco Petrini è stato condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 4 anni e 4 mesi. A rendere dichiarazioni sul giudice Valea sono stati il collaboratore di giustizia <strong>Andrea Mantella</strong> e anche l’avvocato <strong>Francesco Saraco</strong>, anche quest’ultimo coinvolto nell’inchiesta “Genesi” e condannato in abbreviato a un anno e 8 mesi.</p>
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		<title>Arresti in Brasile, Angelosanto (comandante Ros): &#8220;Fondamentale sinergia investigativa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 15:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Angelosanto]]></category>
		<category><![CDATA[Morabito]]></category>
		<category><![CDATA[nucleo investigativo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autorità brasiliane, Fbi e Dea hanno supportato le autorità italiane nelle operazioni che hanno portato alla cattura dei latitanti Rocco Morabito e Vincenzo Pasquino. &#8220;L&#8217;attività investigativa del Ros &#8211; ha spiegato il comandante del Ros dei Carabinieri, Pasquale Angelosanto  portata avanti col Nucleo investigativo del Gruppo Locri e il Comando provinciale di Reggio Calabria, riguarda in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Autorità brasiliane, Fbi e Dea hanno supportato le autorità italiane nelle operazioni che hanno portato alla cattura dei latitanti Rocco Morabito e Vincenzo Pasquino. &#8220;L&#8217;attività investigativa del Ros &#8211; ha spiegato il comandante del Ros dei Carabinieri, Pasquale Angelosanto  portata avanti col Nucleo investigativo del Gruppo Locri e il Comando provinciale di Reggio Calabria, riguarda in particolare l&#8217;individuazione delle proiezioni internazionali della ‘ndrangheta</strong>, in questo caso in Sud America, partite dall&#8217;Uruguay dove per diversi anni il latitante Rocco Morabito sotto falso nome e con attività di copertura, svolgeva l&#8217;attività di imprenditore nel settore della produzione e del commercio all&#8217;ingrosso di soia, si era creato anche una famiglia che vive lì, ma da lì governava come broker importantissimo il grande traffico di stupefacenti per conto della ‘ndrangheta verso l&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>&#8220;In Brasile &#8211; ha proseguito Angelosanto &#8211; Morabito non si nascondeva semplicemente &#8220;ma continuava a governare il grande traffico degli stupefacenti tant&#8217;è che si incontrava con appartenenti alla ‘ndrangheta di altri locali e continuava l&#8217;attività di broker pur nella posizione di rifugiato essendosi allontanato dall’Uruguay. Le attività investigative &#8211; ha aggiunto Angelosanto &#8211; hanno consentito di localizzarlo e per far questo abbiamo lavorato in stretta collaborazione con la polizia brasiliana e con l’Fbi e la Dea che ci ha supportato sotto il profilo informativo&#8221;.</p>
<p>Anche i comandanti provinciali dei Carabinieri di Torino e Reggio Calabria, colonnelli Francesco Rizzo e Marco Guerrini, hanno esaltato la straordinaria sinergia tra i reparti dell&#8217;Arma, innanzitutto, con le altre forze di polizia internazionali e con la magistratura. &#8220;Un segnale fortissimo &#8211; ha sottolineato il colonnello Guerrini &#8211; dato anche alle organizzazioni criminali, delle capacità delle istituzioni di rendersi partecipi di una rete di contrasto davvero efficace&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-La “via” della droga e delle armi tra Italia e Francia: 46 arresti, anche &#8220;broker&#8221; calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 12:52:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[“Ponente Forever”]]></category>
		<category><![CDATA[ari]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VIDEO-Operazione Ponente in Liguria scacco al clan delle armi e della droga. L’operazione ha portato all’esecuzione di 46 provvedimenti restrittivi e a sequestri in Italia, Francia e Portogallo per un totale di 900 mila euro. Il tribunale di Genova, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha emesso: un’ordinanza di custodia cautelare a carico di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>VIDEO-Operazione Ponente in Liguria scacco al clan delle armi e della droga. L’operazione ha portato all’esecuzione di 46 provvedimenti restrittivi e a sequestri in Italia, Francia e Portogallo per un totale di 900 mila euro. Il tribunale di Genova, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha emesso: un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 13 soggetti indagati per detenzione e traffico di armi e sostanze stupefacenti, fabbricazione e possesso di documenti di identità falsi e procurata inosservanza di pena aggravate dalla modalità mafiosa per aver agevolato la latitanza di un affiliato alla ‘ndrangheta.<br />
Sequestrati anche beni per 300 mila euro; un provvedimento restrittivo emesso dalle autorità francesi per 33 soggetti accusati di banda armata, associazione finalizzata all’importazione ed esportazione di stupefacenti e armi, riciclaggio e rapina.<br />
In Francia e in Portogallo hanno sequestrato beni per circa 600 mila euro. I 13 ponentini fermati sono tutti soggetti legati al mondo della droga, solo pochi di loro sono incensurati. Arrestati anche cinque acquirenti dello stupefacente. La peculiarità del principale indagato Carmelo Sgrò, definito dagli inquirenti come “un vero e proprio “broker della droga”, era legato familiarmente con la &#8216;ndrangheta, legame rinforzato dall&#8217;aiuto alla latitanza del boss. Era in grado di rifornirsi non solo dalla Francia ma anche dal nord Italia grazie ai suoi legami: oltre 90 chili di traffici documentati fra cocaina, hashish e marijuana.<br />
Da sottolineare anche il ruolo svolto da Europol e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga grazie al quale è stato possibile approfondire, sviluppare e condividere con continuità le acquisizioni investigative tra Italia e Francia.<br />
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