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	<title>Roberto Di Bella Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Parola d&#8217;onore, a Speciale Tg1 il docufilm di Sophia Luvarà sui figli di &#8216;ndrangheta salvati dal giudice Di Bella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 19:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Per favore allontani mio figlio dalla Calabria, lo hanno portato in campagna ad esercitarsi con la pistola&#8230; a me hanno detto che mi bruceranno viva&#8221;. Il disperato appello di una madre è la sintesi perfetta delle esistenze terribili dei figli di &#8216;ndrangheta, giovani condannati dai legami di sangue con le famiglie criminali, molti dei quali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Per favore allontani mio figlio dalla Calabria, lo hanno portato in campagna ad esercitarsi con la pistola&#8230; a me hanno detto che mi bruceranno viva&#8221;. Il disperato appello di una madre è la sintesi perfetta delle <strong>esistenze terribili dei figli di &#8216;ndrangheta, giovani condannati dai legami di sangue con le famiglie criminali, molti dei quali sono stati salvati dal programma &#8220;Liberi di scegliere&#8221;</strong>, portato avanti dal giudice Roberto Di Bella nel tribunale dei minori di Reggio Calabria. <strong>A questa esperienza è dedicato il film d&#8217;inchiesta &#8220;Parola d&#8217;onore&#8221;, scritto e diretto dalla regista Sophia Luvarà e andato in onda ieri su Raiuno nello spazio Speciale Tg1.</strong> Realizzato in collaborazione con RaiCinema e presentato in anteprima mondiale l&#8217;anno scorso al Biografilm Festival, il doc è stato girato all&#8217;interno della comunità ministeriale di recupero attivata nel Tribunale di Reggio, seguendo il percorso di riabilitazione di Pierpaolo, Simone, Bader e Reda, ragazzi che qui hanno trovato un&#8217;alternativa alla strada già tracciata della delinquenza. <strong>E&#8217; la prima volta che si racconta il progetto del giudice Di Bella con linguaggio documentaristico e un taglio così intimo, immerso nella cronaca della comunità. Lo aveva raccontato, ma in fiction, Giacomo Campiotti nell&#8217;omonimo film tv &#8220;Liberi di scegliere&#8221; con Alessandro Preziosi nel ruolo del magistrato.</strong></p>
<p>Nel docufilm di Sophia Luvarà, il vero Di Bella è diretto e non fa giri di parole, fa capire agli ospiti che con la maggiore età una seconda chance non sarà possibile. Chiede se siano convinti, se abbiano capito che devono tradire i valori, crudeli e inesorabili, con cui sono cresciuti. La &#8220;parola d&#8217;onore&#8221; è una rinuncia e un nuovo impegno. Il destino si gioca adesso e i ragazzi lo sanno: sono giovanissimi ma hanno inciso sulla pelle e nell&#8217;anima il peso della responsabilità dei reati commessi. <strong>L&#8217;indagine di Sophia Luvarà è essenziale nell&#8217;aderenza agli eventi ma sensibile, non indulge a pietismi ma neanche al gusto della violenza esibita</strong> &#8211; e dire che di materiale ce ne sarebbe nell&#8217;educazione al codice d&#8217;onore subita da questi ragazzini privati della naturalezza della loro adolescenza. C&#8217;è chi ricorda la fine di un tenero amore, perché per lui &#8220;non era cosa&#8221;, e chi racconta un&#8217;iniziazione osservata come giusta, necessaria a diventare uomini in un luogo dove l&#8217;onestà e il rifiuto del crimine è stigma di vergogna e non il contrario. <strong>C&#8217;è il laboratorio di teatro dove si mette in scena la storia di due tragiche famiglie, l&#8217;amore travagliato di Romeo e Giulietta,</strong> sacrificati dai genitori in nome dell&#8217;odio e della rivalità. La conoscono bene questa storia i ragazzi della comunità. <strong>La conosce Alfonso Gallico, nato in un potente casato palmese di &#8216;ndrina e uno dei primi partecipanti al progetto di recupero.</strong> Condannato da Di Bella perché il carcere sarebbe stato la sua benedizione e lui lo ha capito, quel giudice è un secondo padre e ne ha rispetto. Ma i vincoli familiari non si dimenticano, mai. Alfonso racconta il rapporto spezzato con suo padre come l&#8217;annusarsi di due animali: il segno di un morso che faceva male ma era l&#8217;unica affettività a cui aspirare e lui da bambino in quei momenti di gioco selvaggio era felice. Da suo padre, detenuto con il 41bis, poteva avere soltanto questo e bisognava farselo bastare, alla famiglia doveva dimostrare di avere appreso la lunga educazione di prepotenza e sopraffazione. Alfonso, che aveva già raccontato la sua storia anni fa in un&#8217;intervista con Maria Grazia Mazzola, fa, ha scontato cinque anni ma non ha rancore verso il magistrato &#8211; dopo quella condanna ha scoperto che qualcuno credeva in lui, nonostante tutto. Oggi, grazie all&#8217;autorità benigna di quella pena non usa più le armi, vive tra Roma e Padova e ha iniziato a lavorare nel cinema come autore e assistente di produzione.</p>
<p><strong>Sophia Luvarà ha lavorato per due anni a questo docufilm seguendo interamente la permanenza dei ragazzi nella comunità</strong> e alla fine del percorso non sappiamo cosa accadrà &#8211; facciamo il tifo per i quattro giovani, che sono ormai identici a figli, nipoti, studenti di una scuola, la stessa insicurezza camuffata da spavalderia, ribelli ma anche bisognosi di protezione. Di Bella non è più a Reggio, ma con alcuni di loro mantiene i contatti, li segue, li consiglia. <strong>I fatti ci dicono che adesso sono tutti liberi, ancora giovani, e non possiamo che sperare nelle opportunità di un futuro tutto da costruire. Un futuro che ha un&#8217;amara certezza: restare fuori dalla Calabria, </strong>via da una terra che chiedeva spietatamente il tributo delle loro vite.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>Sindaco Falcomatà: &#8220;Lascia un segno indelebile nella nostra città&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2020 05:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[giudice]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Falcomatà]]></category>
		<category><![CDATA[Liberi di scegliere]]></category>
		<category><![CDATA[minorenni]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha conferito ufficialmente la cittadinanza onoraria al Presidente del Tribunale dei Minori Roberto Di Bella. L&#8217;incontro ha fatto seguito alla partecipata cerimonia di commiato tenutasi lo scorso mese di luglio nella sala del Consiglio Comunale di Palazzo San Giorgio. &#8220;Il Giudice Roberto Di Bella, da oggi ufficialmente nostro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha conferito ufficialmente la cittadinanza onoraria al Presidente del Tribunale dei Minori Roberto Di Bella.<br />
L&#8217;incontro ha fatto seguito alla partecipata cerimonia di commiato tenutasi lo scorso mese di luglio nella sala del Consiglio Comunale di Palazzo San Giorgio.<br />
&#8220;Il Giudice Roberto Di Bella, da oggi ufficialmente nostro concittadino onorario, è entrato nella storia della nostra città, lasciando un segno indelebile nella comunità reggina. Un uomo che ha dato tanto al nostro territorio, lavorando per anni in un settore delicato come quello della giustizia minorile, mettendo in campo tutte le sue capacità professionali e coniugandole con le innate doti umane e con le capacità relazionali in grado di innescare molteplici e proficui percorsi di sinergia istituzionale&#8221;. &#8220;Attraverso i metodi e le innovazioni prodotte &#8211; ha aggiunto Falcomatà &#8211; Di Bella ha avuto il coraggio di rivoluzionare la giustizia minorile sul nostro territorio, grazie al suo progetto &#8220;Liberi di Scegliere&#8221;, percorso divenuto un&#8217;eccellenza di fama nazionale, capace di ispirare anche una importante produzione cinematografica&#8221;. Nella giornata di ieri il sindaco ha consegnato a Roberto Di Bella la cittadinanza onoraria, alla presenza della Presidente dell&#8217;Associazione Biesse Bruna Siviglia, che ne ha proposto il conferimento.<br />
&#8220;Per essersi occupato per 25 anni della tutela dei minori del territorio della provincia reggina – recita la motivazione del riconoscimento &#8211; affidando loro la possibilità di riscattarsi dai contesti di illegalità in cui erano cresciuti, sapendo coniugare alla sua indiscutibile competenza, lungimiranza, sensibilità ed umanità&#8221;. &#8220;Il suo percorso – ha spiegato ancora Falcomatà &#8211; ha permesso ad un numero notevole di ragazzi di costruire per sè un futuro differente, sperimentando percorsi di supporto e di dialogo attraverso l&#8217;adozione di provvedimenti civili di allontanamento dalle famiglie d&#8217;origine, nella cui logica di paura e violenza erano intrappolati, e costruendo l&#8217;opportunità per una vita diversa da un punto di vista culturale, affettivo e sociale, fornendo loro gli strumenti per essere davvero &#8220;liberi di scegliere&#8221;.<br />
&#8220;Un senso altissimo dei valori di giustizia e legalità ha reso umana la figura di Roberto Di Bella. Il conferimento della cittadinanza onoraria – ha concluso Falcomatà &#8211; rappresenta un modo per dire grazie per tutto quello che ha fatto e che lascia in eredità dopo anni di proficuo operato&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sindaco-falcomata-lascia-un-segno-indelebile-nella-nostra-citta/">Sindaco Falcomatà: &#8220;Lascia un segno indelebile nella nostra città&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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