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	<title>Ristoratori Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 Nov 2024 11:13:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Imprenditori turistici e ristoratori di Lamezia e Pizzo danno vita al comitato “Difendiamo il mare”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 09:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Imprenditori di strutture turistiche, della ristorazione e di stabilimenti balneari che gravitano sul tratto di costa compresa tra Lamezia e Pizzo Calabro, scendono in campo per il mare pulito. In un incontro, tenutosi a Pizzo, sono state gettate le basi della nascita del comitato “Difendiamo Il Mare”. L’idea, spiegano in una nota “nasce dalla consapevolezza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Imprenditori di strutture turistiche, della ristorazione e di stabilimenti balneari che gravitano sul tratto di costa compresa tra Lamezia e Pizzo Calabro, scendono in campo per il mare pulito. In un incontro, tenutosi a Pizzo, sono state gettate le basi della nascita del comitato “Difendiamo Il Mare”. L’idea, spiegano in una nota “nasce dalla consapevolezza che, dopo continue stagioni estive, all’insegna di mare fortemente sporco e caratterizzato da acque verdi, sia arrivato il momento di far sentire la loro voce di dissenso dinanzi alla mancanza di una seria programmazione, volta alla soluzione dell’annoso problema dell’inquinamento marino.  </p>
<p>Problema, che, come gli interessati sostengono a gran voce, senza interventi seri e definitivi da parte delle Istituzioni preposte alla salvaguardia del mare, rischia di demolire l’economia di un intero territorio. Non va dimenticato che il calo di turisti, registrato negli ultimi anni sia dalle piccole e grosse strutture ricettive che da stabilimenti balneari sta comportando una costretta e sofferta  diminuzione di posti di lavoro”. Questo, secondo il comitato “non può non incidere sul tessuto socio-economico del territorio interessato. Le continue disdette ricevute nel corso di queste ultime stagioni estive, la cattiva pubblicità che si fa all’estero di questo tratto di mare, le pessime recensioni riportate sui social, faranno la loro parte per distruggere l’immagine del mare e quindi del turismo in Calabria. </p>
<p>Gli imprenditori, quindi, per scongiurare il rischio di crescenti danni all’ economia del territorio e consapevoli che il turismo rappresenti l’unico volano di crescita economica per un territorio diversamente povero di spazi occupazionali, svolgeranno una continua operazione di sensibilizzazione per la problematica”.</p>
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		<title>Serra San Bruno, controlli a tutela della salute pubblica: Carabinieri sanzionano sei ristoratori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/serra-san-bruno-controlli-a-tutela-della-salute-pubblica-carabinieri-sanzionano-sei-ristoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 08:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[alimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[Serra San Bruno]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione dei Carabinieri di Serra San Bruno (VV) ha recentemente concluso una campagna di controlli mirati a garantire la sicurezza della filiera alimentare e il rispetto delle normative nel settore della ristorazione. Le attività, messe in atto in collaborazione con il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (S.I.A.M.) dell’A.S.P. di Vibo Valentia e il Nucleo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Stazione dei Carabinieri di Serra San Bruno (VV) ha recentemente concluso una campagna di controlli mirati a garantire la sicurezza della filiera alimentare e il rispetto delle normative nel settore della ristorazione. Le attività, messe in atto in collaborazione con il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (S.I.A.M.) dell’A.S.P. di Vibo Valentia e il Nucleo Antisofisticazione e Sanità (N.A.S.) dei Carabinieri di Catanzaro, sono iniziate a ottobre e protratte fino al ponte del primo novembre. L’obiettivo principale è stato quello di tutelare la salute di chi ha partecipato ai numerosi eventi gastronomici nelle serre vibonesi. Gli esiti dei controlli parlano chiaro: sei ristoratori sono stati sanzionati amministrativamente, cinque per mancato rispetto delle norme sulla tracciabilità degli alimenti e uno per violazioni delle disposizioni H.A.C.C.P., per un totale di 9.500 euro di multe e circa 300 kg di alimenti non tracciati che sono stati sequestrati o smaltiti. Queste misure rientrano nelle prerogative dei Reparti ad alta specializzazione dell’Arma, a cui la legge conferisce il compito di vigilare in materia di igiene e sicurezza alimentare.</p>
<p>L’azione della Procura, sotto la guida di Camillo Falvo, ha conferito ulteriore incisività a questa campagna con l’intento di contrastare qualunque pratica illecita che possa minare la qualità e la sicurezza degli alimenti destinati al consumo pubblico. L’iniziativa rappresenta un chiaro segnale rivolto agli operatori del settore alimentare affinché si adeguino agli standard di legge e partecipino attivamente alla tutela della salute collettiva.</p>
<p>I Carabinieri di Serra San Bruno, in stretta collaborazione con le autorità sanitarie e sotto la supervisione della Procura di Vibo Valentia, continueranno a vigilare attentamente, programmando controlli regolari e interventi mirati nei punti critici della filiera alimentare. In un’area come quella delle serre vibonesi, dove le tradizioni culinarie rappresentano un pilastro dell’identità e dell’attrattiva del territorio, questa campagna di controlli dimostra ancora una volta l’impegno delle istituzioni nel proteggere la salute pubblica e nell’assicurare la qualità dell’offerta enogastronomica, tutelando il patrimonio alimentare locale.</p>
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		<title>&#8220;Blackout Dinner&#8221;, Guzzi: (Unilavoro Pmi): Iniziativa importante dal grande valore etico e sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2022 11:50:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[blackout dinner]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[caro]]></category>
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		<category><![CDATA[Unilavoro Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro Pmi Guzzi blackout dinner ristoratori caro bollette]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accolta con grande partecipazione e coinvolgimento, la protesta lanciata, con fervore, da Andrea Graziano, fondatore di &#8216;Fud Bottega Sicula&#8217;. L’iniziativa, dalla denominazione sarcastica e provocatoria, “Blackout Dinner”, oltre a porre l’attenzione sul peso che l’aumento dei costi dell’energia elettrica sta avendo sul mondo della ristorazione, ha cercato di unire le forze di tutti quegli imprenditori [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Accolta con grande partecipazione e coinvolgimento, la protesta lanciata, con fervore, da Andrea Graziano, fondatore di &#8216;Fud Bottega Sicula&#8217;. L’iniziativa, dalla denominazione sarcastica e provocatoria, “Blackout Dinner”, oltre a porre l’attenzione sul peso che l’aumento dei costi dell’energia elettrica sta avendo sul mondo della ristorazione, ha cercato di unire le forze di tutti quegli imprenditori e ristoratori che stanno vivendo momenti di grande difficoltà. Con questo gesto, semplicissimo e di forte impatto, tutti i ristoratori sono stati invitati a spegnere, per un’ora, le luci dei propri locali.<br />
Dalle ore 20 alle ore 21, in segno di protesta contro il caro bollette, hanno continuato a lavorare, e cenare, a lume di candela.</p>
<p>Questa importantissima iniziativa, che è frutto dell’esasperazione generata dal caro bollette, ha ricevuto il sostegno di Unilavoro Pmi che ne ha riconosciuto l’importanza ed il valore etico e sociale. Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, attento alle problematiche che coinvolgono le imprese, soprattutto in questo importantissimo e delicato momento storico, ha apprezzato questo progetto di contestazione, che richiama l’attenzione sul settore della ristorazione e non solo.<br />
Ritengo, introduce Guzzi, che questa iniziativa, ragguardevole, sia il segnale di un paese che reagisce agli urti violenti di un sistema inefficiente.<br />
Gli aumenti dei costi dell&#8217;elettricità, e tutti rincari, continua Guzzi, stanno mettendo in ginocchio i ristoratori, causando molti più problemi di quanto si possa immaginare, con il rischio di un inevitabile effetto domino e il crollo dell&#8217;intero comparto.<br />
L’aumento dei prezzi, rimarca Guzzi, soprattutto quello dell’energia elettrica, porterà al collasso tantissime aziende. Molte imprese sono già vicine alla chiusura. Una situazione complicata che potrebbe trasformarsi, conclude, in una nuova e delicatissima emergenza.<br />
Alla protesta hanno partecipato ristoratori, chef e pizzaioli, i quali hanno poi postato le loro foto sui social per testimoniare la loro partecipazione all’evento.<br />
Soddisfatto il suo promotore il quale non credeva nella possibilità che vi fosse questo coinvolgimento. L&#8217;ampia valenza nazionale, della &#8220;cena al buio&#8221;, è stata favorita e sostenuta, con grande entusiasmo, oltre che dai ristoratori, anche da tantissimi altri imprenditori e da gente comune che ne ha apprezzato il tenore.</p>
<p>(<em>c.s.</em>)</p>
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		<item>
		<title>Tra critiche e offese, ristoratori pronti a rispettare decreto ma aumentano i tavoli all&#8217;aperto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tra-critiche-e-offese-ristoratori-pronti-a-rispettare-decreto-ma-aumentano-i-tavoli-allaperto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Aug 2021 16:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoratori]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scatta l’ora del green pass e anche a Reggio il debutto della nuova misura restrittiva del Governo è all’insegna dei veleni. Una guerra annunciata, che tra piazze virtuali e reali, nelle ultime settimane aveva iniziato a ribollire con scambi poco diplomatici e punte di autentico odio tra le due fazioni dei favorevoli e contrari al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scatta l’ora del green pass e anche a Reggio il debutto della nuova misura restrittiva del Governo è all’insegna dei veleni.</strong> Una guerra annunciata, che tra piazze virtuali e reali, nelle ultime settimane aveva iniziato a ribollire con scambi poco diplomatici e punte di autentico odio tra le due fazioni dei favorevoli e contrari al passaporto verde.</p>
<p><strong>Nel mirino degli oppositori c’è da oggi la categoria dei ristoratori</strong>, che secondo molti dovrebbero ribellarsi al decreto e in nome della libertà consentire l’ingresso nei loro locali anche di chi non possiede il green pass. Che questa sommossa comporti multe e il rischio di chiusura delle attività importa poco ai pasionari del &#8220;non mi vaccino e non mi tampono a comando&#8221;. <strong>Nella città dello Stretto, ad esempio, lo shitstorming da social si è abbattuto sulla rinomata pizzeria Fratelli La Bufala</strong>: non appena sulla pagina Facebook del locale è apparso <strong>l’avviso sulla necessità di esibire il green pass per i clienti ospitati nell’area al chiuso, si sono scatenati critiche e insulti. </strong>Tra chi in tono poco cortese dichiarava di non voler più mettere piede nel ristorante e chi augurava ai titolari di fallire, i commenti sono stati quasi tutti di tenore astioso – anche da parte di vaccinati, contrari però alla certificazione obbligatoria. <strong>Un’ondata di rabbia che ha spinto il pizzaiolo Giuseppe Ferranti, titolare del locale, a rispondere con amarezza</strong>: «Non sono passate nemmeno 12 ore da quando abbiamo messo il post sul green pass e devo essere sincero, <strong>sono nauseato dalla valanga d’insulti, chi ci augura il male, chi ci augura che dobbiamo morire di fame, chi invita a disertare il nostro locale…</strong>». Ferrante precisa: «Sicuramente non sono d’accordo su questa decisione ma, che <strong>mi piaccia o no, questa è una legge che va rispettata</strong>. Sembra che sia diventata una guerra tra noi ristoratori e non vaccinati o i no vax: come al solito, un cane che si morde la coda. <strong>Non ho niente contro chi non crede al vaccino</strong>, ognuno è padrone della propria vita. Purtroppo, <strong>la vita ti mette davanti a delle scelte e io in questo caso ho scelto la via della</strong> <strong>legalità». </strong></p>
<p>«Questa è la dura realtà – conclude Ferrante &#8211; e tutti siamo bravi a giudicare magari la stramaggioranza di quelli che hanno augurato il male sono stipendiati. <strong>Ma se caso mai io mi dovessi ribellare e fare il “Masaniello” della situazione, avessi un controllo e mi chiudessero il locale, poi ai miei 37 collaboratori chi ci penserebbe?</strong>».</p>
<p>Una riflessione umanamente condivisibile, che ha ricevuto reazioni di solidarietà da parte di molti reggini, oltre alla presa di posizione di <strong>Claudio Aloisio, presidente provinciale di Confesercenti, che (senza riferirsi al caso specifico) in una nota ha stigmatizzato le accuse verso baristi e ristoratori, già duramente colpiti dalla crisi economica del Covid.</strong> E che a Reggio stanno attraversando <strong>una stagione estiva infelice anche per le perdite causate dall’insuccesso dell’isola pedonale</strong> – un progetto nel quale alcuni di loro hanno investito direttamente.</p>
<p>Insomma, al di là delle proprie convinzioni personali, <strong>chi è obbligato dalla legge a rifiutare clienti sprovvisti del green pass lo farà e di Masanielli ne vedremo pochi.</strong> Tanti ristoratori reggini <strong>però si stanno attrezzando per aumentare i tavoli all’aperto</strong> ed aggirare così la divisione tra clienti imposta dal Governo. <strong>Meno semplice sarà la gestione degli eventi culturali.</strong> Il green pass è richiesto a<strong>nche per gli spettacoli all’aperto, ma solo quelli con posti assegnati, dunque non le esibizioni di piazza (che in realtà sono i più rischiosi per assembramenti)</strong> e molti operatori del settore si stanno già preparando a un calo delle presenze che per alcuni potrebbe significare il definitivo colpo di grazia in una ripresa faticosissima. <strong>Proprio per spettacoli e palestre si registrano i primi ricorsi all’avvocato per i mancati rimborsi di biglietti e abbonamenti</strong>: chi aveva pagato prima del decreto e non potrà partecipare vuole i soldi indietro, ma questa facoltà viene assurdamente negata da qualche esercente.</p>
<p><strong>Un&#8217;iniziativa concreta per sostenere il settore è arrivata dal Museo archeologico nazionale che per non penalizzare le visite di turisti last minute ai Bronzi ha richiesto formalmente all&#8217;Asp l&#8217;installazione di un punto tamponi rapidi </strong>(che sono uno dei possibili requisiti del green pass) nella zona antistante l&#8217;ingresso del museo.</p>
<p><strong>Eppure gli ammutinati esistono pure tra baristi e ristoratori e sono pronti a una lotta sotterranea a prova di delatori. Chi vuole trovarli nella sua città può cercarli sul gruppo carbonaro “Io apro”,</strong> che si è trasferito da Facebook a Telegram perché sembra che in queste ore, in concomitanza con l’esordio del certificato verde,<strong> il social di Zuckerberg stia cancellando a manetta post e gruppi degli oppositori, creando un pericoloso allarme censura, che non può che peggiorare il clima di tensione già fortissimo nel paese.</strong> Piccolo ma fondamentale dettaglio:<strong> sull’apposito canale Telegram (che sarà prevedibilmente disponibile in modalità fugace) si possono solo attingere informazioni ma non commentare.</strong> Una precauzione per arginare l’esercito di <strong>troll calati un po’ dappertutto</strong> a pronosticare la morte d’inedia chiusi in casa – prima che di Covid – ai renitenti del vaccino, in un’allucinata girandola di offese, dileggi e profezie agghiaccianti tra le due parti.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Zona gialla, Chirillo (ristoratori): &#8220;Espediente beffardo, né soldi né lavoro&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/zona-gialla-chirillo-ristoratori-espediente-beffardo-ne-soldi-ne-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 17:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[chirillo]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoratori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E severamente critico il giudizio dei ristoratori calabresi. Ad esempio se ne fa interprete Francesco Chirillo, delegato regionale ristoratori Confesercenti Calabria. il rappresentante di categoria ha dichiarato che “la zona gialla è solo un espediente er limitare la pressione popolare che stava montando dal basso. Con queste norme – incalza il rappresentante di categoria &#8211; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E severamente critico il giudizio dei ristoratori calabresi.</p>
<p>Ad esempio se ne fa interprete Francesco Chirillo, delegato regionale ristoratori Confesercenti Calabria.</p>
<p>il rappresentante di categoria ha dichiarato che “la zona gialla è solo un espediente er limitare la pressione popolare che stava montando dal basso.</p>
<p>Con queste norme – incalza il rappresentante di categoria &#8211; il Governo ha fatto una clamorosa discriminazione tra locali con e senza dehors.</p>
<p>L’ottusità del provvedimento è palese verificando che nella precedente zona gialla bar, ristoranti e pizzerie potevano servire all’interno a fronte di un rt molto più alto;</p>
<p>oggi che i numeri sono bassi si impedisce di lavorare a centinaia di migliaia di ristoratori ormai alla canna del gas.</p>
<p>Tra questi i locali all’interno dei centri commerciali, una delle zone più sicure per via dei controlli di temperatura alle entrate, della vigilanza all’interno.</p>
<p>Oltre a numeri che non hanno mai registrato alcun focolaio in alcuna struttura d’Italia.</p>
<p>Per questo – conclude a LaPresse il dirigente ed imprenditore calabrese – domani, martedì, parteciperemo alla chiusura simbolica di 15 minuti di tutti i negozi nei centri commerciali nazionali”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Unilavoro Pmi, Guzzi: &#8220;Nel Decreto riaperture troppi vincoli per i ristoratori&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/unilavoro-pmi-guzzi-nel-decreto-riaperture-troppi-vincoli-per-i-ristoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 20:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[restrizioni]]></category>
		<category><![CDATA[riaperture]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoratori]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da lunedì 26 aprile l’Italia è ripartita e nelle Regioni in area gialla, sono ripartite, finalmente, tante attività commerciali, come i teatri, i bar, i musei, i ristoranti. &#8220;Proprio questi ultimi &#8211; ha evidenziato Sebastiano Guzzi Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi &#8211; hanno esternato il loro comprensibilissimo malessere. Dal momento della pubblicazione del Decreto &#8211; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/unilavoro-pmi-guzzi-nel-decreto-riaperture-troppi-vincoli-per-i-ristoratori/">Unilavoro Pmi, Guzzi: &#8220;Nel Decreto riaperture troppi vincoli per i ristoratori&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da lunedì 26 aprile l’Italia è ripartita e nelle Regioni in area gialla, sono ripartite, finalmente, tante attività commerciali, come i teatri, i bar, i musei, i ristoranti.</strong></p>
<p>&#8220;Proprio questi ultimi &#8211; ha evidenziato <strong>Sebastiano Guzzi Vice Presidente Nazionale Unilavoro</strong> <strong>Pmi</strong> &#8211; hanno esternato il loro <strong>comprensibilissimo malessere</strong>. Dal momento della pubblicazione del Decreto &#8211; ha continuato &#8211; c’è stato un forte ed evidente sconcerto riconducibile appunto alle misure restrittive che vincolano l’attività dei ristoratori e non ne consentono un’efficiente ripresa&#8221;.</p>
<p><strong>Dello stesso avviso il proprietario di un noto ristorante lametino, per il quale la situazione continua ad essere catastrofica.</strong> &#8220;Con il nuovo decreto legge &#8211; sottolinea con estrema sfiducia &#8211; sarà possibile mangiare nei ristoranti che dispongono di spazi esterni, ma sappiamo perfettamente che non tutti hanno questa possibilità. Rimango dunque sconcertato e fortemente deluso&#8221;.</p>
<p>Una visione scettica che accomuna tantissimi imprenditori del settore, per i quali questa ripresa non offrirà nessuna garanzia, dal momento che quattro tavolini posizionati all’esterno dei locali, non consentiranno di affrontare le spese a cui deve andare incontro ogni ristoratore.</p>
<p>Dello stesso avviso il Vice Presidente Guzzi, per il quale &#8220;questa soluzione non è delle migliori perché non assicura prospettive concrete. <strong>Il coprifuoco fissato per le 22 e l’inutilizzo degli spazi coperti sono misure restrittive che non accennano riprese a lungo termine, e che pongono limitazioni assurde&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Queste restrizioni &#8211; ha ribadito Guzzi &#8211; metteranno, ancora una volta, a dura prova i ristoratori poiché una perdita proficua di posti a sedere farà calare, notevolmente, il loro fatturato. Comprensibile dunque il loro scontento ed il loro scetticismo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Da più di un anno -prosegue Guzzi &#8211; portiamo avanti la battaglia a difesa di tutte le aziende che hanno avuto serie ripercussioni economiche. <strong>Comprendiamo quindi, in questa fase di estrema incertezza, lo stato d’animo di tutti i ristoratori che stanno lottando, dignitosamente, per i loro diritti.</strong> Speriamo &#8211; conclude &#8211; nella possibilità che una nuova road map sia in grado di elaborare una più efficiente e strategica pianificazione di progetti e soluzioni adeguate, al fine di porre fine a tutte queste incresciose e complesse problematiche&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/unilavoro-pmi-guzzi-nel-decreto-riaperture-troppi-vincoli-per-i-ristoratori/">Unilavoro Pmi, Guzzi: &#8220;Nel Decreto riaperture troppi vincoli per i ristoratori&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Calabria torna in zona gialla: la gioia dei ristoratori ma ancora non pagata cassa integrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 14:57:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[gialla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Finalmente abbiamo riaperto. Come noi sono contenti i clienti, che da questa mattina possono prendere un caffè come hanno sempre fatto&#8221;. Mirko, barista di Cosenza, commenta così la riapertura del locale dopo il ritorno della Calabria in zona gialla. Posizione che consente un alleggerimento delle misure contro la pandemia, compresa la riapertura di bar e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Finalmente abbiamo riaperto. Come noi sono contenti i clienti, che da questa mattina possono prendere un caffè come hanno sempre fatto&#8221;. Mirko, barista di Cosenza, commenta così la riapertura del locale dopo il ritorno della Calabria in zona gialla. Posizione che consente un alleggerimento delle misure contro la pandemia, compresa la riapertura di bar e ristoranti, anche se fino alle 18. Come nei bar anche nei ristoranti si registra entusiasmiamo tra i titolari, che riferiscono diverse prenotazioni già a pranzo.<br />
&#8220;Vogliamo solo riprendere a lavorare &#8211; ha detto Elvira, titolare di un&#8217;enoteca nel centro di Cosenza &#8211; è stato un periodo difficile, ma la più grande gioia è ricevere le telefonate dei clienti che vogliono prenotare&#8221;. Tra le maggiori difficoltà che lamentano i ristoratori c&#8217;è il ritardo nell&#8217;erogazione della cassa integrazione. &#8220;Il bonus è arrivato regolarmente &#8211; ha spiegato Felice, ristoratore &#8211; ma non copre le spese, utenze e tasse che sono molto più elevate del contributo. Quello che spiace è la mancata erogazione della cassa integrazione per i nostri dipendenti. Noi non vogliamo mandare a casa i nostri collaboratori, ma ci devono mettere nelle condizioni di poter lavorare&#8221;. Oltre ai ritardi nell&#8217;erogazione della cassa integrazione, molti ristoratori lamentano la difficoltà nel gestire le materie prime da utilizzare nel quotidiano a causa delle continue aperture e chiusure disposte dai vari Dpcm.<br />
&#8220;Possiamo lavorare fino alle 18, ma è già un segno positivo. La maggiore difficoltà &#8211; ha poi chiarito Carmine, titolare di un ristorante a Rende &#8211; è stata nel gestire l&#8217;approvvigionamento delle materie prime, che in molti casi abbiamo dovuto buttare perché si sono deteriorate&#8221;.<br />
(<em>foto di archivio</em>)</p>
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		<title>Ristoratori, Confcommercio Calabria centrale: &#8220;Vogliamo riaprire&#8221; (VIDEO)</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ristoratori-confcommercio-calabria-centrale-vogliamo-riaprire-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 06:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[#siamoaterra]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[falbo]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoratori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; CalabriaNews ha intervistato il presidente di Confcommercio CalabriaCentrale Pietro Falbo. Questa mattina la FIPE Confcommercio ha aderito alla manifestazione nazionale #siamoaterra. L&#8217;iniziativa calabrese si è tenuta a Catanzaro, in piazza Prefettura. Sono a rischio 50mila imprese per 300mila addetti in tutta Italia. I ristoratori vogliono riaprire, i ristori non bastano. &#160;</p>
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<p>CalabriaNews ha intervistato il presidente di Confcommercio CalabriaCentrale Pietro Falbo.</p>
<p>Questa mattina la FIPE Confcommercio ha aderito alla manifestazione nazionale #siamoaterra.</p>
<p>L&#8217;iniziativa calabrese si è tenuta a Catanzaro, in piazza Prefettura.</p>
<p>Sono a rischio 50mila imprese per 300mila addetti in tutta Italia.</p>
<p>I ristoratori vogliono riaprire, i ristori non bastano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Grosso petardo esplode alla protesta dei ristoratori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grosso-petardo-esplode-alla-protesta-dei-ristoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 18:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoratori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un petardo di grosse dimensioni é stato fatto scoppiare durante una manifestazione di protesta organizzata a Cosenza da un gruppo di titolari di ristoranti e di bar per protestare contro i provvedimenti approvati dal Consiglio dei Ministri per fronteggiare la diffusione del coronavirus. Il petardo é stato lanciato in un cantiere vicino il Municipio. I [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un petardo di grosse dimensioni é stato fatto scoppiare durante una manifestazione di protesta organizzata a Cosenza da un gruppo di titolari di ristoranti e di bar per protestare contro i provvedimenti approvati dal Consiglio dei Ministri per fronteggiare la diffusione del coronavirus. </p>
<p>Il petardo é stato lanciato in un cantiere vicino il Municipio. I manifestanti hanno anche bloccato corso Umberto, una delle vie principali della città. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. </p>
<p>&#8220;Non vogliamo assistenzialismo &#8211; ha detto uno dei promotori della protesta &#8211; ma chiediamo di poter lavorare. Abbiamo fatto sacrifici per adeguare i nostri locali alle normative anticontagio e oggi la chiusura ci penalizza nuovamente. </p>
<p>Alcuni dei nostri dipendenti ancora non hanno ricevuto la cassa integrazione e oggi siamo costretti a non poter lavorare&#8221;.</p>
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