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	<title>riscoperta Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Dimenticata dagli anni &#8217;50 la manna in Calabria potrebbe vivere una stagione di riscoperta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 14:39:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Carmine Lupia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Intorno a questa<strong> generosa linfa</strong> un tempo, almeno fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, anche in alcune zone della Calabria si reggeva un&#8217;intera economia. Adesso, dopo oltre mezzo secolo di oblio, <strong>la manna</strong>, resina naturale e commestibile estratta, oggi come allora, con delle incisioni applicate sulla corteccia dei frassini, potrebbe vivere una stagione di riscoperta e di rilancio. Chi non nutre dubbi in proposito è l&#8217;etnobotanico Carmine Lupia che, alla guida del Conservatorio Etnobotanico Mediterraneo di Sersale e dell&#8217;analoga struttura attiva da più tempo a Castelluccio in Basilicata, lavora da tempo per <strong>restituire dignità</strong> a quello che in passato era considerato un prodotto di eccellenza per una vasta area geografica posta all&#8217;estremità meridionale della penisola italiana. Dopo anni di ricerche e studi condotti sulle tecniche di estrazione della manna dal frassino adesso affiorano i primi risultati. E paiono più che incoraggianti.</p>
<p>Scientificamente la <strong>resina naturale liquida che si solidifica a contatto con l&#8217;aria </strong>e che, come riporta la Bibbia, venne miracolosamente donata da Dio agli Israeliti durante la traversata del deserto, è classificata come un essudato zuccherino costituito principalmente da mannite, acidi organici, acqua, glucosio, fruttosio, mucillagini, resine e composti azotati e zucchero.<br />
Attualmente la manna è prodotta quasi esclusivamente in Sicilia, nei territori di Castelbuono e Pollina, ai piedi delle Madonie ad un&#8217;altezza che oscilla tra i 100 e 700 metri estratta dai frassini, essenze arboree generalmente coltivate in consociazione con l&#8217;ulivo, il mandorlo e il fico d&#8217;india. La superficie utilizzata è di poche migliaia di ettari e la produzione è favorita dal clima particolarmente mite che, con elevate temperature estive e scarse escursioni termiche facilita l&#8217;emissione e l&#8217;indurimento della manna nel momento dell&#8217;estrazione. In quella porzione dell&#8217;isola resiste, inoltre, l&#8217;ultima generazione di frassinicoltori che mantiene in vita il prezioso patrimonio colturale e culturale legato al mondo dell&#8217;antico mestiere dello &#8220;ntaccaluòru&#8221; o del mannaluòro (<em>in Calabria, quanti si occupavano della raccolta della manna, almeno fino agli anni Cinquanta, in dialetto venivano chiamati &#8216;mannisi&#8217;</em>). Storicamente la coltivazione del frassino da manna risale presumibilmente alla dominazione islamica (IX-XI secolo d.C.). </p>
<p>Il primato della produzione in Sicilia risale alla seconda metà dell&#8217;Ottocento. <strong>Quella calabra, comunque, era considerata un&#8217;eccellenza non solo in Italia ma un po&#8217; in tutta Europa</strong>. La produzione della manna, che si concentra tra i mesi di luglio e agosto, offre un buon reddito rispetto al passato: ogni chilo ha un costo superiore a 200 euro, e il prezzo è sempre in crescita.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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