Tag: rischio

  • Giunta Regione: ok provvedimenti rischio idraulico, urbanistica, trasporto, welfare e ambiente marino-costiero

    Giunta Regione: ok provvedimenti rischio idraulico, urbanistica, trasporto, welfare e ambiente marino-costiero

    La Giunta della Regione Calabria, nella seduta odierna, su proposta del presidente Roberto Occhiuto, ha approvato il Piano Emergenza Diga- Farneto del Principe, redatto sulla base della direttiva del presidente del Consiglio dei Ministri delI’8 luglio 2014, la quale stabilisce, per ciascuna diga, le specifiche condizioni per l’attivazione del sistema di Protezione civile. La redazione del documento di Protezione civile della diga Farneto del Principe è stata effettuata daIl’ufficio tecnico dighe di Cosenza e approvato dalla Prefettura di Cosenza. Il Piano tiene conto degli indirizzi della direttiva ministeriale sia per quanto riguarda il rischio idraulico indotto dalla diga, sia del rischio idraulico conseguente alla attivazione degli scarichi della diga stessa. Inoltre, il Piano Farneto del Principe, in raccordo con la Prefettura competente e con la collaborazione dei Comuni territorialmente interessati, riporta gli scenari riguardanti le aree potenzialmente coinvolte daIl’onda di piena, le strategie operative per fronteggiare una situazione di emergenza, il modello di intervento e le specifiche attivazioni organizzate in fasi operative connesse alle fasi di allerta. Sempre su indicazione del presidente Occhiuto è stato, poi, stabilito di promuovere iniziative per la celebrazione del 70° anniversario della morte di Corrado Alvaro, ricorrenza di alto interesse culturale e identitaria per la Regione Calabria.

    L’Esecutivo ha anche deliberato, su proposta del vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici, Filippo Mancuso, l’adesione associativa e l’approvazione dello schema di protocollo d’intesa tra Regione Calabria e Istituto nazionale di urbanistica (Inu). Su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, è stato approvato l’atto di indirizzo per il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico locale, ferroviari e su gomma, nel periodo estivo e in occasione di eventi di particolare rilevanza. Il provvedimento prevede l’intensificazione dei collegamenti e l’aumento delle frequenze nei fine settimana di luglio e agosto 2026, soprattutto nelle aree costiere della Calabria a maggiore vocazione turistica. L’obiettivo è favorire la mobilità sostenibile, migliorare l’accessibilità alle principali destinazioni regionali e agevolare gli spostamenti dei residenti fuori regione per motivi di studio o lavoro. L’atto dispone inoltre l’attivazione di servizi straordinari in occasione di eventi turistici, culturali e religiosi che richiamano un elevato numero di partecipanti, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo del mezzo privato e migliorare l’accessibilità alle località interessate. È previsto, infine, il rafforzamento del trasporto pubblico regionale su strada attraverso servizi aggiuntivi e collegamenti più frequenti tra i principali nodi ferroviari e aeroportuali e le destinazioni turistiche più attrattive della Calabria, dal mare alla montagna, dalle località termali alle città d’arte. L’intervento punta a sostenere l’offerta turistica e a ridurre gli effetti della congestione nelle aree maggiormente interessate dai flussi stagionali. Inoltre, per la semplificazione e il miglioramento dell’efficienza dei procedimenti connessi alla gestione degli interventi agricoli e di sviluppo rurale regionale, con un altro provvedimento dell’assessore Gallo, è stato deliberato lo schema di protocollo d’intesa tra l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) e la Regione Calabria. Sempre su indicazione di Gallo, il dirigente regionale Giuseppe Arcidiacono è stato nominato commissario straordinario dell’Agenzia della Regione Calabria per l’erogazione in agricoltura (Arcea).

    Su proposta dell’assessore al Welfare, Pasqualina Straface, sono state approvate le linee d’indirizzo in merito al percorso di attuazione del decreto legislativo numero 62 del 3 maggio 2024, riguardante la definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e l’attuazione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. L’approvazione delle presenti Linee di indirizzo consente pertanto di fornire agli Ambiti territoriali sociali, alle Aziende sanitarie provinciali e a tutti i soggetti coinvolti un quadro metodologico e operativo uniforme, indispensabile per garantire omogeneità di applicazione sul territorio regionale.

    La Giunta infine, su indicazione dell’assessore all’Ambiente, Antonio Montuoro, ha deliberato la bozza di Protocollo d’intesa tra la Regione Calabria e il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. Il provvedimento nasce dalla consapevolezza del valore strategico che il mare e le aree costiere rivestono per la Calabria, una regione che può contare su oltre 800 chilometri di costa affacciati sul Mar Tirreno e sul Mar Ionio e su 116 Comuni costieri. Il sistema costiero calabrese, caratterizzato da una grande varietà di ambienti e paesaggi, rappresenta una risorsa fondamentale dal punto di vista ambientale, turistico ed economico. Per questo motivo è necessario promuovere azioni volte alla sua tutela, valorizzazione e conservazione, garantendone l’integrità e la fruibilità. Il mare e il paesaggio costiero costituiscono infatti elementi identitari della Calabria e uno dei principali fattori di attrattività del territorio. La loro salvaguardia rappresenta una condizione essenziale per sostenere lo sviluppo sostenibile della regione e rafforzarne la competitività turistica.

  • Smantellamento tendopoli San Ferdinando, Emergency “non è la soluzione, rischio ghettizzazione”

    Smantellamento tendopoli San Ferdinando, Emergency “non è la soluzione, rischio ghettizzazione”

    EMERGENCY – attraverso una nota stampa – esprime forte preoccupazione per le notizie relative allo smantellamento della tendopoli di San Ferdinando e alle modalità con cui si intende procedere. La notizia è stata resa nota con il decreto 238 del 23 marzo 2026, inserito nell’ambito del “Decreto Caivano” reso legge il 13 novembre 2023 e presentato dal Governo Meloni come risposta al disagio giovanile e alla criminalità nelle periferie italiane. Il decreto parla di uno smantellamento dell’insediamento informale “ai fini della tutela pubblica e privata incolumità” con l’autorizzazione allo spostamento delle persone presenti in Tendopoli nella zona di contrada Russo con un “intervento rifunzionalizzante” del suo borgo sociale, di proprietà del Comune di Taurianova. Al momento non risultano chiare modalità, tempi e garanzie concrete. 

    EMERGENCY – che opera nella Piana di Gioia Tauro dal 2011 – ha osservato come le condizioni di vita e abitative alle quali sono sottoposte le persone migranti che lavorano nel settore agricolo, spesso vittime di sfruttamento, non siano frutto di un’emergenza improvvisa ma di politiche di accoglienza e inclusione sistematicamente fallimentari. Sgomberi senza soluzioni abitative dignitose e percorsi di integrazione producono solo nuove forme di marginalità e ghettizzazione, senza affrontare strutturalmente il problema.  L’ipotesi di trasferire centinaia di persone presso il Borgo Sociale di Contrada Russo a Taurianova, insediamento costituito da moduli container e che risulta in gran parte già occupato, non rappresenta una risposta dignitosa né sostenibile. Si tratta di luoghi già sovraffollati di persone che, così come la Tendopoli di San Ferdinando, sono isolati, nonché lontani dai servizi essenziali e dai presidi sanitari. 

    Per EMERGENCY l’attuazione di questo decreto alimenterebbe solo tensioni e divisioni e non promuoverebbe diritti e sicurezza per le persone migranti. L’ONG crede che garantire il diritto all’abitare significhi soprattutto accompagnare le persone in percorsi di inclusione, evitare concentrazioni forzate all’interno di luoghi isolati e coinvolgere le comunità locali, creando un modello di abitare diffuso che possa davvero essere una risposta a una situazione insostenibile nella quale le persone sono costrette a vivere. EMERGENCY – conclude la nota – si unisce alla voce delle organizzazioni e persone che fanno parte del Patto Territoriale, chiedendo interlocuzioni con la Prefettura e l’Unione Europea per cercare di mettere al centro le persone, i territori e una reale giustizia sociale.

  • Caro carburante e collegamenti, allarme Aeroitalia: anche per Calabria stagione estiva a rischio

    Caro carburante e collegamenti, allarme Aeroitalia: anche per Calabria stagione estiva a rischio

    Il caro carburante mette sotto pressione il sistema dei trasporti e riaccende i timori anche per i collegamenti da e per la Calabria. Un allarme che arriva anche dalle compagnie. L’amministratore delegato di Aeroitalia, Gaetano Intrieri, ha parlato di una situazione che incide direttamente sulla sostenibilità economica del trasporto aereo, chiedendo l’attivazione urgente di un tavolo tecnico con ministero, Regioni e operatori del settore. Il rischio, sottolineano gli operatori, riguarda non solo i costi ma anche la tenuta della stagione estiva e l’accessibilità delle isole. “Solo attraverso un dialogo concreto e trasparente sarà possibile individuare soluzioni condivise e tempestive per affrontare un’emergenza che riguarda la coesione territoriale, la mobilità dei cittadini e la competitività del nostro Paese”.

    Desidero ringraziare a nome di tutta Aeroitalia il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate rispetto all’allarme legato all’aumento straordinario del costo del carburante per l’aviazione, un tema che incide in modo diretto sulla sostenibilità economica del trasporto aereo, in particolare per la continuità territoriale nelle regioni Sardegna, Sicilia, Calabria e Friuli”- ha detto Intrieri.

    L’attuale scenario internazionale caratterizzato da forti tensioni e volatilità nei mercati energetici, – ha continuato – sta generando difficoltà crescenti per tutte le compagnie aeree che operano sul territorio nazionale. Questa situazione rischia di compromettere non solo l’accessibilità delle nostre isole ma anche la tenuta della stagione estiva, ormai alle porte”.

     

  • IT-alert: il 15 aprile, a Montalto Uffugo, nuovo test per il rischio incidente industriale

    IT-alert: il 15 aprile, a Montalto Uffugo, nuovo test per il rischio incidente industriale

    Mercoledì 15 aprile, alle ore 10:30, la Gargano gas di Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, effettuerà un test del sistema IT-alert per il rischio incidente industriale rilevante in Calabria.

    L’impianto si inserisce nelle attività di sperimentazione avviate a febbraio 2024, finalizzate a migliorare l’efficacia del sistema e, nello specifico per il rischio industriale, a consentire a un numero crescente di stabilimenti soggetti alla direttiva Seveso di esercitare la propria capacità di risposta in caso di emergenze che richiedano l’attivazione del sistema di allarme pubblico. Per lo scenario di incidente industriale i cittadini che si troveranno nei 3 km di raggio attorno allo stabilimento riceveranno la notifica seguente:

    TEST TEST Messaggio di prova IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE di un incidente in un impianto industriale nella zona in cui ti trovi. Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST

  • Produzione alimentare a rischio: appello degli agricoltori di Coldiretti Calabria e Basilicata

    Produzione alimentare a rischio: appello degli agricoltori di Coldiretti Calabria e Basilicata

    Servono subito risorse UE per salvare economia e produzione alimentare. Lo chiede con fermezza la Coldiretti nel corso della mobilitazione con tremila agricoltori calabresi e lucani a Policoro. Per contenere gli effetti di questa crisi che sta colpendo tutti i settori produttivi, è necessario un piano europeo di sostegno alle imprese che possa garantire la produzione alimentare rispetto all’aumento spropositato dei costi, tra gasolio e fertilizzanti. E’ l’appello lanciato da Coldiretti in occasione della mobilitazione al Palaercole di Policoro con tremila soci agricoltori, assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e ai presidenti di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani, e di Coldiretti Calabria, Franco Aceto oltre al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. La fragile quanto incerta tregua raggiunta in Medio Oriente, rappresenta una finestra di opportunità per mettere in campo una strategia europea immediata e strutturale di difesa dei settori produttivi e dei cittadini consumatori, con risorse e strumenti a protezione degli asset strategici a partire dall’agricoltura e dalla produzione di cibo, insieme a energia e difesa. È fondamentale l’esclusione dei fertilizzanti dal sistema Ets per evitare ulteriori distorsioni competitive.  Allo stesso tempo vanno rafforzate le politiche di sostegno agli investimenti in agricoltura di precisione, indispensabili per ridurre la dipendenza energetica e contenere i costi, a partire dall’uso efficiente dell’acqua che consente di limitare il ricorso al gasolio per il pompaggio, ribadisce Coldiretti.

    A causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,51 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Un balzo record che aveva portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni. In tale ottica è importante l’estensione alle aziende agricole della misura sul credito d’imposta adottata per la pesca, una misura nata da una proposta di Coldiretti e fatta propria del ministro Lollobrigida e dal Governo. Ma a pesare sono anche i rincari dei fertilizzanti, con l’urea che ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra. Il risultato è un aumento dei costi fino a 200 euro a ettaro per le aziende agricole italiane. Un fenomeno che nel caso dell’agricoltura del Sud va ad aggravare i problemi già causati dai cambiamenti climatici.  Dall’inizio dell’anno tre eventi estremi su quattro tra quelli verificatisi in Italia hanno colpito il Meridione e le Isole, tra nubifragi, grandinate, tempeste di vento e di fulmini, causando gravi danni nelle campagne. Il maltempo si alterna peraltro alla siccità, i cui effetti sono amplificati dalla mancanza di una rete strutturata di invasi capaci di garantire la disponibilità delle risorse idriche alle imprese agricole. Coldiretti ed Anbi hanno presentato un piano in tale direzione, con invasi con sistemi di pompaggio per assicurare acque ed energia pulita.

    Per dare ossigeno all’agricoltura del Sud è stato importante il recupero di 10 miliardi di fondi della Pac, di cui oltre 600 milioni quelli destinati alla Calabria. Un dato rilevante della Politica agricola comune che il Governo, sulla spinta delle mobilitazioni della Coldiretti, è riuscito a riportare a casa scongiurando i tagli previsti dalla Commissione Ue. A tal proposito, ha ribadito Franco Aceto – presidente di Coldiretti Calabria – la mobilitazione del settore ha consentito di recuperare risorse rilevanti.  “Grazie a un’azione forte e permanente siamo riusciti a recuperare per la Calabria oltre 600 milioni di euro – afferma –. Si tratta di risorse destinate alle aziende che beneficiano dei contributi della PAC, in un momento in cui l’aumento dei costi di produzione e le tensioni geopolitiche stanno creando difficoltà importanti per il comparto e non solo.Da Policoro è arrivato un messaggio forte e chiaro: servono interventi immediati su costi energetici e fertilizzanti, piena reciprocità negli scambi commerciali e strumenti efficaci per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Solo così possiamo garantire reddito alle imprese e continuità alla produzione agricola dei nostri territori“.

  • D’Agostino (Federalberghi Calabria): se persiste carenza jet fuel effetti devastanti sul turismo

    D’Agostino (Federalberghi Calabria): se persiste carenza jet fuel effetti devastanti sul turismo

    Avrebbe un effetto devastante.  Preferisco non pensarci ma sarebbe certamente uno scenario da scongiurare”. Così il presidente di Federalberghi Calabria, Fabrizio D’Agostino, commenta con l’ANSA i possibili effetti della carenza di fuel jet, e la conseguente riduzione dei voli, sull’imminente stagione estiva.  “Siamo in un periodo di transizione – spiega ancora D’Agostino -. Sono mesi in cui si conferma il viaggio, si prenota il volo e la vacanza e lo si fa ad un certo prezzo e se poi dovesse cambiare sarebbe drammatico. Gli effetti sono già visibili se si pensa che si stanno già chiudendo i voli charter.  Per fare una programmazione della charteristica servono mesi e in più sono a conoscenza di compagnie che hanno rinviato la conferma sia del prezzo che del viaggio. Io ho una visione calabrese ma è il circuito nazionale che si sta interrompendo su un doppio filone. C’è un turismo di prossimità che sicuramente non subirà ripercussioni ma il turismo straniero costantemente in arrivo nella nostra regione dalla Spagna, dalla Francia e soprattutto dalla Germania inizierà ad avere una flessione. Le prossime settimane, ma anche il prossimo mese sarà decisivo”.

    Per ora la situazione calabrese non presenta particolari criticità. “I grandi villaggi – spiega D’Agostino – erano soliti aprire dopo Pasqua ma questo freddo persistente ha ritardato le aperture. Una vera e propria flessione in queste settimane non si vedrà. Però già entro fine aprile sono previste tante aperture e credo che molti imprenditori decideranno di rinviare di una settimana. Naturalmente molto dipende dalle prenotazioni se confermate o meno”.

    Temi, questi, che saranno al centro del prossimo direttivo regionale. “Ciò che sta accadendo e quel che si ascolta, minacce di attacchi e ultimatum, avrà delle conseguenze dirette” conclude D’Agostino.

  • Cosenza, medico cubano ospedale rischia processo: antibiotico a paziente a cui era allergico

    Cosenza, medico cubano ospedale rischia processo: antibiotico a paziente a cui era allergico

    Sarà il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Cosenza Claudia Pingitore a decidere, il prossimo 11 giugno, se vi siano elementi sufficienti per disporre il rinvio a giudizio di un medico in servizio presso il Pronto soccorso dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, per il decesso di Gianfranco Pascariello, di 63 anni, vigile urbano dipendente del Comune di Acquappesa, avvenuto nel tardo pomeriggio del 14 dicembre 2024.

    Il sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza, Donatella Donato, che ha proceduto dopo la querela presentata dai familiari del deceduto assistiti dagli avvocati Emilio Enzo Quintieri – che ha reso noto la notizia – e Simona Socievole del foro di Paola, il medico, di nazionalità cubana, è responsabile del delitto di omicidio colposo per negligenza medica “perché, nell’esercizio della professione sanitaria, per colpa consistita in negligenza, in particolare prescrivendo l’antibiotico Fidato (Ceftriaxone) al paziente Pascariello Gianfranco, omettendo la valutazione della scheda di Triage sulla quale era annotata l’allergia del paziente al farmaco e/o al suo principio attivo e non considerando la preventiva anamnesi comprensiva delle richieste di allergie a specialità medicinali, cagionava la morte dell’uomo, il quale decedeva per insufficienza respiratoria acuta dovuta allo shock anafilattico derivante dalla somministrazione del farmaco“.

    I familiari della vittima, la moglie e i sei figli, all’udienza preliminare si costituiranno parte civile, per contribuire, riferisce il legale, “all’accertamento della verità e per ottenere il risarcimento dei danni, citando in giudizio anche l’Azienda ospedaliera di Cosenza in quanto civilmente responsabile per i gravissimi danni cagionati dall’imputato nell’esercizio delle sue funzioni”.
    (Ansa)

  • Tis, quasi mille a rischio mancata stabilizzazione, sindacati: urgente un tavolo con la Regione

    Tis, quasi mille a rischio mancata stabilizzazione, sindacati: urgente un tavolo con la Regione

    Le organizzazioni sindacali NIdiL CGIL, Felsa CISL e UILTemp, a seguito di una segreteria unitaria svolta nei giorni scorsi, fanno il punto sul percorso in atto relativo ai Tirocini di Inclusione Sociale (TIS) in Calabria e sulle ulteriori criticità ancora aperte. In queste settimane si stanno registrando le prime sottoscrizioni dei contratti di lavoro a tempo indeterminato, elemento che conferma come il percorso condiviso con la Regione Calabria stia iniziando concretamente a produrre risultati. Si tratta di un passaggio importante che riconosce il lavoro svolto e rafforza la direzione intrapresa.

    “Tuttavia- scrivono i sindacati- , permane una platea ancora molto ampia di lavoratori che non ha ancora sottoscritto alcun contratto, in attesa della pubblicazione delle graduatorie definitive da parte dei Centri per l’Impiego e delle conseguenti assunzioni da parte degli enti locali. Parallelamente, emerge con chiarezza la situazione dei lavoratori che non rientreranno nei percorsi di stabilizzazione presso i Comuni.

    In particolare:

    • 396 lavoratori, già usciti dai tirocini nel luglio scorso, sono stati presi in carico dai CPI e avviati verso percorsi formativi che dovranno partire a breve;
    • a questi si aggiungono 76 lavoratori fuoriusciti nel mese di novembre, che ad oggi non hanno percepito alcuna indennità, per i quali si chiede inoltre l’anticipo della tantum di 2.000 euro, già riconosciuta agli altri lavoratori nel mese di dicembre, da erogare prima delle festività pasquali;
    • ulteriori lavoratori deriveranno dai Comuni in dissesto o pre-dissesto e da quanti non rientreranno nelle graduatorie.

    Secondo una stima sindacale, “il bacino dei lavoratori che rischia di rimanere escluso dai processi di stabilizzazione potrebbe attestarsi tra le 800 e le 1.100 unità. Per queste persone è indispensabile costruire un percorso certo, rapido e strutturato, che vada oltre la sola formazione e garantisca una reale prospettiva occupazionale”.

    Le organizzazioni sindacali chiedono pertanto alla Regione Calabria:

    • di accelerare l’avvio dei percorsi formativi, anche nell’ambito del programma GOL;
    • di definire soluzioni concrete e definitive, indicando tempi certi di attuazione, per tutti i lavoratori esclusi dalla stabilizzazione;
    • di affrontare con urgenza il tema delle indennità non percepite da parte dei lavoratori fuoriusciti.

    Inoltre, si evidenzia la necessità di intervenire su ulteriori situazioni aperte:

    • per i lavoratori della legge 6 impegnati presso Fincalabra, per i quali è stata disposta una proroga fino a settembre, è necessario un intervento normativo che consenta la stabilizzazione delle 38 unità attualmente con contratto di collaborazione;
    • per i lavoratori rientranti nelle Leggi regionali 40 e 15, in particolare quelli operanti nei Parchi, si richiama la Regione al rispetto degli impegni assunti nei tavoli precedenti e alla definizione dei percorsi annunciati.

    Alla luce di quanto esposto, NIdiL CGIL, Felsa CISL e UILTemp chiedono “un incontro urgente al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e all’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese, al fine di definire in maniera organica e definitiva tutte le questioni ancora aperte. Le organizzazioni sindacali ribadiscono la necessità di non lasciare indietro nessun lavoratore e di completare un percorso che deve garantire stabilità, dignità e prospettive reali a tutti”.

  • Danni maltempo, Mancuso: “Piano unico per mitigare il rischio idraulico”

    Danni maltempo, Mancuso: “Piano unico per mitigare il rischio idraulico”

    A seguito dei quattro cicloni atlantici che si sono abbattuti in successione sulla Calabria, provocando gravi eventi alluvionali, la Regione è in attesa dell’Ordinanza della Protezione Civile che disciplinerà le misure emergenziali, le deroghe normative e le procedure necessarie per accelerare ristori, ripristino dei servizi e sostegno a imprese e amministrazioni locali. “La Calabria sta vivendo momenti drammatici – dichiara il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici e alla Difesa del suolo Filippo Mancuso – e il nostro primo pensiero va alle comunità colpite, che attendono risposte rapide e concrete. Tuttavia, è evidente che non possiamo limitarci alla gestione dell’emergenza: è arrivato il momento di cambiare radicalmente impostazione, attraverso un piano unico e organico per la mitigazione del rischio idraulico, soprattutto nelle aree più esposte alle esondazioni. Su impulso del presidente Roberto Occhiuto, l’assessorato ha già avviato una rinnovata sinergia con l’Autorità di Bacino Distrettuale, i Dipartimenti regionali competenti e gli enti coinvolti, con l’obiettivo di ridefinire la governance della difesa del suolo, riordinare le competenze e aggiornare il quadro normativo”.

    Il vicepresidente – si legge in una nota – “entra poi nello specifico del bacino del fiume Crati per il quale è stata effettuata una ricognizione degli interventi finanziati dalla Regione negli ultimi anni. Oltre alla sistemazione degli argini in corrispondenza degli scavi archeologici di Sibari (4 milioni di euro), dal 2017 sono stati programmati sei interventi per circa 20 milioni lungo l’asta fluviale da Cosenza alla foce. Di questi tre risultano conclusi; due sono in fase avanzata di progettazione e saranno a breve posti a gara dal Commissario; uno è stato consegnato a fine 2025 per il completamento della sistemazione degli argini per quasi un chilometro verso monte, per circa 7,8 milioni di euro. Tra gli interventi più significativi, quello da 1,2 milioni sul torrente Muzzolito e sul Crati nell’area di Corigliano-Rossano e il prossimo appalto da 5,5 milioni per la mitigazione del rischio idrogeologico nei tratti critici a valle dell’attraversamento della SS 106. Sono inoltre in fase di attivazione ulteriori interventi nelle zone di Bisignano-Tarsia e in prossimità della foce, anche nelle aree recentemente alluvionate, grazie al fondo progettazione del Ministero dell’Ambiente, con la prospettiva di intercettare ulteriori 10 milioni di euro”.

    “Parliamo di risorse stanziate, cantieri aperti e progetti esecutivi – sottolinea Mancuso – che dimostrano un’azione strutturale e continuativa. Ma tutto questo non basta. Dobbiamo accorciare i tempi tra programmazione e realizzazione e affrontare il problema in modo sistemico. Non è sufficiente il semplice ripristino degli argini: i volumi d’acqua da contenere sono enormi, come dimostrano le recenti rotture arginali. Serve una pianificazione sull’intero bacino idrografico, con la progettazione di vasche di laminazione, nuove opere idrauliche, interventi di rimozione dei sedimenti accumulati – in particolare in prossimità della foce – e un contrasto deciso alle occupazioni abusive dell’alveo. È anche fondamentale – rimarca inoltre il vicepresidente – evitare nuove edificazioni in aree a rischio esondazione e valutare, dove possibile, processi di delocalizzazione, restituendo naturalità al principale fiume calabrese. Si tratta di un percorso complesso che richiede scelte coraggiose e un impegno costante anche dopo la fase emergenziale. Coinvolgeremo comunità locali, mondo accademico, centri di ricerca e associazioni ambientaliste per costruire un percorso condiviso. Non esistono soluzioni semplici a un problema aggravato dai mutamenti del clima, ma riteniamo – conclude Mancuso – non più rinviabile l’avvio di una nuova stagione di pianificazione e programmazione, coerente, appunto, con le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici”.

  • A rischio la permanenza dei lavoratori precari Miur, Mibact e Giustizia, contratti in scadenza

    A rischio la permanenza dei lavoratori precari Miur, Mibact e Giustizia, contratti in scadenza

    Nei radar dell’attuale legge di Bilancio sono assenti le proposte riguardanti i lavoratori precari del Miur, Mibact e Giustizia reclutati a seguito di procedura concorsuale e prossimi alla scadenza contrattuale. Si tratta di personale reclutato con contratto part-time a 18 ore settimanali e a tempo determinato. Prestano servizio nelle strutture Ministeriali (Puglia, Sicilia, Calabria, Campania) cercando di colmare quotidianamente l’annosa carenza di personale evidente nei Ministeri dove prestano servizio e con uno dispendio di esperienza e professionalità di non poco conto.

    La scadenza dei contratti di questi lavoratori e più precisamente per le aree del Mibact e Giustizia è prossima (Marzo 2026) per l’area del Miur a seguire (luglio 2026). Il lavoro di questo personale è riconosciuto ampliamente dalle sedi in cui prestano servizio ma purtroppo meno dalle sedi Ministeriali Nazionali che hanno manifestato il loro disinteresse verso questi lavoratori lamentando la mancanza di fondi e di conseguenza sembra evidente l’intenzione di licenziare il personale precario in questione. Tutto ciò avrà gravi ripercussioni nelle sedi Ministeriali che accolgono questi lavoratori, anche nelle sfere private e personali dei lavoratori stessi di cui molti ultra 50enni e mono reddito e tutto ciò sarebbe una vera e propria beffa dopo anni di precariato e di contratti part-time a 18 ore settimanali.

    “In Calabria, in particolare – si evidenzia in una nota – questi lavoratori avevano ricevuto piena solidarietà nella persona del Presidente Roberto Occhiuto che si era da sempre ripromesso di chiudere definitivamente con il precariato e di trovare soluzioni definitive per i lavoratori”. Nel frattempo sono in programma alcune manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sorti drammatiche di questi lavoratori: Il 03/12/2025 presso la Prefettura di Reggio Calabria alle ore 10:30 e il 10/12/2025 presso la prefettura di Catanzaro alle ore 10:30. Seguiranno aggiornamenti.