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	<title>rinvio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Lamezia, Procura chiede rinvio a giudizio per due uomini accusati di usura ed estorsione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 09:22:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="299" data-end="692">Usura in concorso ed estorsione: con queste accuse la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, diretta dal Procuratore della Repubblica, Elio Romano, ha richiesto il rinvio a giudizio per due soggetti lametini, di 46 e 36 anni; i due indagati sono ora chiamati a rispondere delle rispettive condotte dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari. L’articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura di Lamezia Terme e delegata ai Carabinieri del locale Nucleo Operativo e Radiomobile, ha preso il via grazie al coraggio di un imprenditore locale che, trovatosi in un momento di forte difficoltà, si è rivolto inizialmente ai Carabinieri della Stazione di Lamezia Terme Sambiase, ove ha denunciato le vessazioni che stava subendo. Da qui il via alle indagini, espletate poi nella loro pienezza dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Lamezia Terme, su delega dell’autorità giudiziaria inquirente lametina.</p>
<p data-start="1280" data-end="1843">Secondo quanto ricostruito, la vittima, alla ricerca di liquidità per esigenze contingenti, si era rivolta a un conoscente. Quest’ultimo, agendo da intermediario, lo aveva messo in contatto con l’altro indagato che, tra dicembre 2024 e febbraio 2025, in tre distinte <em data-start="1547" data-end="1557">tranches</em>, aveva elargito all’imprenditore un prestito complessivo, in contanti, di 8.000 euro. L’accordo prevedeva la restituzione del capitale in un’unica soluzione, con l’applicazione di interessi di mora esorbitanti per ogni mese di ritardo, ampiamente oltre i limiti consentiti dalla legge. A causa dei tassi usurari applicati, ben presto, la vittima non era più riuscita a onorare i pagamenti alle scadenze pattuite. A fronte dei mancati pagamenti, le richieste di restituzione del debito – nel frattempo lievitato a dismisura per via degli interessi usurari – si trasformavano in vere e proprie richieste estorsive, caratterizzate da continue minacce rivolte non solo all’uomo, ma anche ai suoi familiari.</p>
<p data-start="2263" data-end="3044">A fronte di tale insostenibile situazione, la persona offesa decideva di affidarsi all’Arma. Le indagini, basate su accertamenti bancari, tecnici e sull’analisi di dati informatici e telematici, hanno confermato la sussistenza del debito, l’applicazione dei tassi illeciti e le dinamiche estorsive, poste in essere dagli indagati. I militari hanno accertato infatti che, a fronte del prestito iniziale di 8.000 euro, la vittima aveva già versato ben 20.000 euro tra febbraio e dicembre 2025, subendo l’imposizione di un tasso di interesse mensile compreso tra il 13% e il 16% (con un TAEG del 56%). Nonostante le ingenti somme già restituite, la persona offesa è stata persino costretta a noleggiare un’auto da consegnare al suo aguzzino, che riteneva il debito non ancora saldato. Concluse le indagini nel mese di giugno scorso con la notifica dei relativi avvisi, per i due uomini è stata ora formulata la richiesta di rinvio a giudizio ed è stata fissata l’Udienza Preliminare.</p>
<p data-start="3730" data-end="4315" data-is-last-node="" data-is-only-node="">
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		<title>Sicurezza e qualità istituti scolastici, Fillea: &#8216;se continua caldo valutare rinvio inizio lezioni in Calabria&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:53:12 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non bastano le emergenze: servono scuole sicure, efficienti, climatizzate e adeguate ai cambiamenti climatici. Di fronte alle temperature sempre più elevate che stanno interessando la Calabria non possiamo limitarci a discutere ogni anno se sia opportuno rinviare o meno l’apertura delle scuole. Il problema è molto più grande e riguarda la sicurezza e la qualità degli edifici scolastici della nostra regione”. È quanto sostiene il segretario generale della Fillea CGIL Calabria, Simone Celebre, che lancia un appello alla Regione e agli enti proprietari degli edifici scolastici affinché si apra una vera stagione di interventi strutturali sul patrimonio scolastico calabrese.</p>
<p>“Se le condizioni climatiche dovessero rendere incompatibile la permanenza nelle aule si valuti senza esitazioni – sostiene Celebre &#8211; il rinvio dell&#8217;inizio delle lezioni, mettendo al primo posto la tutela della salute di bambini, ragazzi, docenti e personale scolastico. Non può essere il calendario scolastico a venire prima della sicurezza delle persone”. Ma per il segretario generale della Fillea Cgil Calabria il rinvio, laddove necessario, rappresenterebbe soltanto una risposta emergenziale. “La vera questione – evidenzia Simone Celebre &#8211; è che non possiamo continuare a gestire il caldo estremo come se fosse un evento eccezionale. I cambiamenti climatici stanno modificando le nostre condizioni di vita e di lavoro e dobbiamo adeguare le nostre infrastrutture a questa nuova realtà. Per questo, come Fillea CGIL Calabria, chiediamo “un grande Piano regionale per la riqualificazione delle scuole, con risorse e tempi certi, che coinvolga Regione, Comuni, Province e Città Metropolitana. Un piano che dovrà prevedere interventi di messa in sicurezza, efficientamento energetico, isolamento termico, sostituzione degli infissi, adeguamento degli impianti, climatizzazione e ventilazione degli ambienti, oltre all&#8217;installazione di sistemi da fonti rinnovabili e alla riqualificazione degli spazi esterni, con aree verdi e zone d&#8217;ombra. Dobbiamo smettere di pensare – continua il segretario generale della Fillea Cgil Calabria &#8211; alla scuola soltanto come a un luogo dove si fa lezione. La scuola è un luogo di studio e contemporaneamente un luogo di lavoro, dove ogni giorno entrano migliaia di persone. Per questo deve rispettare tutti gli standard di sicurezza, salubrità, efficienza e comfort necessari. La scuola deve essere il primo luogo sicuro”.</p>
<p>Simone Celebre tiene a sottolineare, inoltre, come “un grande programma di riqualificazione del patrimonio scolastico potrebbe rappresentare un&#8217;importante occasione di sviluppo economico e occupazionale. Investire nelle scuole – evidenzia Celebre &#8211; significa investire nei nostri ragazzi, ma significa anche creare lavoro, sostenere il settore delle costruzioni e dell&#8217;impiantistica e valorizzare professionalità e imprese che operano nel rispetto delle regole, della sicurezza e dei contratti. La transizione energetica può e deve diventare anche una grande occasione di lavoro di qualità. Chiediamo quindi che gli interventi vengano programmati con una visione pluriennale e non attraverso finanziamenti frammentari e interventi tampone. Non possiamo aspettare la prossima ondata di calore, la prossima emergenza o il prossimo problema strutturale per intervenire. La prevenzione costa meno dell&#8217;emergenza e la sicurezza non può essere affidata alla fortuna. La Calabria ha bisogno di una vera politica industriale e infrastrutturale per la scuola. Vogliamo scuole che siano sicure d&#8217;inverno e vivibili d&#8217;estate, energeticamente efficienti, antisismiche, accessibili e adeguate ai nuovi rischi climatici.</p>
<p>La Fillea CGIL Calabria, tramite il suo segretario generale, chiede pertanto alla Regione di “convocare un tavolo con le organizzazioni sindacali e gli enti interessati per avviare la costruzione di un Piano straordinario regionale per la sicurezza, la riqualificazione e l&#8217;efficientamento energetico degli edifici scolastici. Proteggere i nostri ragazzi dagli effetti dei cambiamenti climatici non è un&#8217;opzione. È una responsabilità delle istituzioni. E noi chiediamo che questa responsabilità venga assunta adesso, prima che sia troppo tardi”.</p>
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		<title>Appalti in Regione: Gup manda a giudizio politici, dirigenti e professionisti del cosiddetto &#8220;sistema Pallaria&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:49:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>23 persone, tra politici, imprenditori, agenti delle forze dell’ordine e pubblici ufficiali andranno a processo il prossimo 10 novembre. Così ha deciso il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Catanzaro, Lidia Gennaro, chiamata ad esprimersi su un presunto sistema di favori e corruzione in seno alla Regione Calabria. Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, Domenico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>23 persone, tra politici, imprenditori, agenti delle forze dell’ordine e pubblici ufficiali andranno a processo il prossimo 10 novembre. Così ha deciso il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Catanzaro, Lidia Gennaro, chiamata ad esprimersi su un presunto sistema di favori e corruzione in seno alla Regione Calabria. Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, Domenico Maria Pallaria, nella sua veste di dirigente generale ad interim del Dipartimento della Presidenza e dell’Unità Organizzativa Autonoma “Protezione Civile”, avrebbe favorito l’assunzione di Giovanna Belvedere presso l’Azienda Calabria Lavoro in cambio di prestazioni sessuali.</p>
<p>La procedura sarebbe stata completamente aggirata: nessun bando pubblico, nessuna verifica sulla possibilità di utilizzare personale interno e nessuna reale esigenza per quel tipo di figura tecnica. A sostenere l’operazione, secondo gli inquirenti, anche Giovanni Forciniti, all’epoca dirigente di Calabria Lavoro, che – su sollecitazione di Pallaria – avrebbe firmato un decreto contenente dichiarazioni false. Nel documento si attestava che l’ente non disponeva delle risorse umane necessarie e che la Belvedere risultava la candidata più idonea per ricoprire l’incarico. A Domenico Pallaria, inoltre, vengono anche contestati altri due episodi di presunta corruzione.</p>
<p>Ecco tutti gli indagati che vanno a processo:</p>
<p>Giovanna Belvedere, cl. 1967</p>
<p>Ercole D&#8217;Alessandro, cl. 1955</p>
<p>Luciano D&#8217;Alessandro, cl. 1976</p>
<p>Alfonso Dattolo, cl. 1964</p>
<p>Giovanni Forciniti, cl. 1964</p>
<p>Franco Albano Formoso, cl. 1969</p>
<p>Giada Fulini, cl. 1981</p>
<p>Odeta Hasaj, cl. 1967</p>
<p>Luigi Incarnato, cl. 1955</p>
<p>Gregorio Lillo Odoardi, cl. 1963</p>
<p>Matteo Magni, cl. 1982</p>
<p>Giovanni Marra, cl. 1978</p>
<p>Angelina Molinaro, cl. 1960</p>
<p>Antonio Nisticò, cl. 1975</p>
<p>Gerardo Mario Oliverio, cl. 1953</p>
<p>Domenico Maria Pallaria, cl. 1959</p>
<p>Cristian Pancotti, cl. 1969</p>
<p>Salvatore Rotundo, cl. 1971</p>
<p>Nazzareno Giuseppe Rudi, cl. 1970</p>
<p>Alessandro Rugolo, cl. 1978</p>
<p>Luigi Russo, cl. 1987</p>
<p>Francescantonio Stillitani, cl. 1953</p>
<p>Sergio Vittadello, cl. 1937.</p>
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		<title>Indagini Dda di Catanzaro: cellulari in carcere, chiesto il rinvio a giudizio per 46 persone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indagini-dda-di-catanzaro-cellulari-in-carcere-chiesto-il-rinvio-a-giudizio-per-46-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:23:48 +0000</pubDate>
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<p>I militari del Comando Provinciale Catanzaro e Vibo Valentia della Guardia di Finanza, con la collaborazione del Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata, all’esito del procedimento penale avviato da questo Ufficio, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 46 soggetti, indiziati di associazione mafiosa, estorsione aggravata, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. L’attività svolta congiuntamente dal Nucleo P.E.F. – G.I.C.O. Catanzaro e dal Nucleo P.E.F. Vibo Valentia costituisce il prolungamento di ulteriori investigazioni, culminate nel mese di aprile 2025 con l’esecuzione di un’ordinanza in materia cautelare, che ha colpito complessivamente n. 10 soggetti intranei e/o contigui ad una ‘ndrina attiva a Tropea (VV) e territori limitrofi, dedita prevalentemente alle estorsioni nei confronti di numerosi imprenditori operanti lungo la costa tirrenica. Le indagini di polizia giudiziaria avevano consentito di accertare, altresì, come alcuni esponenti di rilievo del sodalizio, pur trovandosi ristretti in carcere, riuscissero a comunicare con l’esterno grazie all’indebito utilizzo di apparecchi telefonici.<br />
A seguito dell’accoglimento del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro alla Corte di Cassazione, sono stati ripristinati 4 provvedimenti restrittivi della libertà personale nei confronti di altrettanti indagati, per i quali il Tribunale del Riesame, accogliendo le doglianze delle difese, aveva disposto l’annullamento del provvedimento dell’ordinanza in materia cautelare, eseguita nell’aprile 2025.</p>
<p>Nel corso delle ulteriori investigazioni, sviluppate a latere, sono stati monitorati svariati colloqui telefonici, effettuati mediante l’utilizzo di cellulari e Sim Card, da altri detenuti nelle sezioni di alta sicurezza delle carceri di Siracusa, Vibo Valentia, Secondigliano, Terni, Avellino, per mantenere i collegamenti con mafiosi liberi o ristretti in altri penitenziari, i quali utilizzavano apparecchi di comunicazione mobili, così agevolando, pertanto, l’attività delle cosche di appartenenza, nonché con i loro familiari. In alcuni casi sono emersi episodi delittuosi in danno di detenuti. Le attività hanno, altresì, riguardato indagati domiciliati in Guardavalle, Vibo Valentia, Torino, Moncalieri, Milano, Bologna, Terni, Alife, Vairano Patenora, Caianello, Pietrovairano, Trapani, Siracusa. Al termine delle indagini preliminari, è stata, infine, notificata la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p>Gli esiti dell’odierna attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio assicurato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro &#8211; in stretta sinergia con la Guardia di Finanza di Catanzaro e di Vibo Valentia- nel contrasto alla criminalità, anche di stampo mafioso.</p>
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		<title>Crotone, processo strage migranti Cutro: ONG &#8220;si tenga conto esigenze familiari e superstiti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 13:23:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La prima udienza del processo penale sul naufragio di Cutro, svoltasi oggi 14 gennaio in Tribunale a Crotone, è stata immediatamente rinviata al 30 gennaio 2026, dopo la formalizzazione dell&#8217;assegnazione del procedimento a un nuovo collegio giudicante. Il procedimento giudiziario è relativo ai ritardi nei soccorsi al caicco &#8216;Summer Love&#8217; il cui naufragio, il 26 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La prima udienza del processo penale sul naufragio di Cutro, svoltasi oggi 14 gennaio in Tribunale a Crotone, è stata immediatamente rinviata al 30 gennaio 2026, dopo la formalizzazione dell&#8217;assegnazione del procedimento a un nuovo collegio giudicante. Il procedimento giudiziario è relativo ai ritardi nei soccorsi al caicco &#8216;Summer Love&#8217; il cui naufragio, il 26 febbraio 2023, a Steccato di Cutro, ha causato la morte di 94 persone di cui 35 minori.</p>
<p>Gli imputati sono quattro finanzieri e due militari della Guardia costiera in servizio nella notte tra il 25 e 26 febbraio. Si tratta di Giuseppe Grillo (56 anni), capo turno della sala operativa del Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia; Alberto Lippolis (50), comandante del Roan di Vibo Valentia; Antonino Lopresti (51), ufficiale in comando tattico della Guardia di finanza; Nicolino Vardaro (52), comandante del Gruppo aeronavale della Finanza di Taranto; Francesca Perfido (40), ufficiale della Guardia costiera in servizio presso l&#8217;Imrcc di Roma; Nicola Nania (51), in servizio al V Mrsc della Capitaneria di porto di Reggio Calabria. &#8220;Pur trattandosi di un rinvio limitato a due settimane- evidenziano EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity, SOS MEDITERRANEE- tale decisione comporta la necessità di una riorganizzazione delle attività di tutte le parti coinvolte. Le ONG impegnate nel soccorso in mare, &#8220;costituitesi parti civili nel procedimento, auspicano fortemente che questo slittamento non incida sulla possibilità per i familiari delle vittime di essere presenti. Riteniamo essenziale che la gestione del processo tenga pienamente conto delle loro esigenze e garantisca il diritto a una partecipazione effettiva&#8221;- concludono le ONG.</p>
<p>Intanto il Tribunale di Crotone con un&#8217;ordinanza emessa dal nuovo collegio giudicante, presieduto dal giudice Alfonso Scibona e composto dai giudici a latere Giuseppe Collazzo e Glauco Panattoni, ha stabilito niente telecamere o riprese televisive durante le fasi del dibattimento del processo sui ritardi nei soccorsi per il naufragio di Cutro che inizierà il prossimo 30 gennaio. Il collegio ha respinto le istanze avanzate da più emittenti televisive.<br />
I giudici hanno motivato la decisione ritenendo &#8220;indispensabile garantire il sereno e regolare svolgimento dell&#8217;istruttoria dibattimentale&#8221; , disponendo che le attività processuali siano documentate esclusivamente attraverso la fono e videoregistrazione &#8220;ufficiale&#8221; eseguita dal personale tecnico del Tribunale.<br />
Secondo il dispositivo, il diritto di cronaca sarà comunque garantito dall&#8217;accesso dei giornalisti in aula, mentre le riprese con mezzi propri delle emittenti televisive saranno autorizzate &#8220;solo ad udienza conclusa&#8221;. Tv e giornalisti potranno richiedere i file audio e video registrati con le apparecchiature del Tribunale che potrà avvenire solo previa specifica richiesta e autorizzazione.</p>
<p>  </p>
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		<title>Cosenza, morte Ilaria Mirabelli: rinviato a giudizio il 45enne Mario Molinari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 17:29:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A circa 15 mesi mesi di distanza dai fatti, è stato rinviato a giudizio Mario Molinari, 45 anni, accusato di omicidio stradale per la morte di Ilaria Mirabelli, di 39 anni, deceduta il 25 agosto del 2024 sulla strada per la Sila mentre era in auto con Molinari con il quale aveva una relazione da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A circa 15 mesi mesi di distanza dai fatti, è stato rinviato a giudizio Mario Molinari, 45 anni, accusato di omicidio stradale per la morte di Ilaria Mirabelli, di 39 anni, deceduta il 25 agosto del 2024 sulla strada per la Sila mentre era in auto con Molinari con il quale aveva una relazione da alcuni mesi. Il rinvio a giudizio disposto dal Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Cosenza è arrivato in accoglimento della specifica richiesta avanzata dai pm della Procura bruzia, Donatella Donato e Mariangela Farro. La prima udienza è stata fissata per febbraio 2026.</p>
<p>La vettura sulla quale la vittima viaggiava assieme al suo fidanzato è finita fuori strada e il corpo della giovane è stato trovato a 50 metri di distanza. Ma sin dal primo momento la dinamica dell’incidente stradale non ha convinto gli inquirenti che hanno avviato le indagini. La Procura aveva aperto un fascicolo inizialmente contro ignoti. Ma poi sul registro degli indagati è stato iscritto lo stesso Molinari. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti ulteriori accertamenti sulla Volkswagen Up sulla quale i due viaggiavano.</p>
<p>La famiglia della 39enne – molto conosciuta negli ambienti del Cosenza Calcio – da mesi chiedeva di fare luce sulla tragica morte di Ilaria. Subito dopo l’incidente lo stesso Molinari andò in ospedale perchè rimase ferito e come da prassi fu sottoposto a esami per valutare eventuale assunzione di alcol e droghe. I test diedero esito positivo.<br />
L’indagato è assistito dall’avvocato Nicola Rendace, mentre i familiari della vittima sono rappresentati dai legali Guido Siciliano, Salvatore Tropea e Mafalda Ferraro. </p>
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		<title>Inchiesta &#8220;Artemis&#8221;, DDA Catanzaro: a giudizio 62 indagati. Udienza preliminare il 25 ottobre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 13:19:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione a delinquere di stampo mafioso, spaccio di droga, estorsione, corruzione, falsa testimonianza, incendio doloso, ricettazione.So questi i diversi capi di imputazione di cui, a vario titolo, dovranno rispondere 62 indagati nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Artemis&#8221;, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e portata termine dai Carabinieri, che nel novembre 2024 ha portato all’arresto di 59 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione a delinquere di stampo mafioso, spaccio di droga, estorsione, corruzione, falsa testimonianza, incendio doloso, ricettazione.So questi i diversi capi di imputazione di cui, a vario titolo, dovranno rispondere 62 indagati nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Artemis&#8221;, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e portata termine dai Carabinieri, che nel novembre 2024 ha portato all’arresto di 59 persone per un totale di 86 indagati.</p>
<p>L&#8217;operazione consentì di sgominare una cosca operante nei territori del Lametino, Cortale, Maida, Jacurso e Maierato e che, secondo l’accusa, sarebbe stata collegata alle ‘ndrine attive nella provincia di Vibo Valentia e dedito a un fiorente traffico di stupefacenti.</p>
<p>Il sostituto procuratore Romano Gallo, infatti, dopo aver chiesto il rinvio a giudizio di 62 indagati ha anche stralciato la posizione di altri 19 soggetti. Il Gap del Tribunale di Catanzaro ha fissato l&#8217;udienza preliminare per il prossimo 25 ottobre.</p>
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		<title>Scandalo sperimentazione sugli animali all&#8217;UMG di Catanzaro, rinvio a giudizio degli indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 14:43:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Parte il Processo per lo scandalo degli animali sottoposti a aaltrattamenti nella aperimentazione nei laboratori dell&#8217;Università di Catanzaro &#8220;Magna Graecia&#8221;. Oggi, infatti, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha comunicato, alle parti offese e denunciati come il Partito Animalista Italiano, che presentò querela con il suo presidente avv. Cristano Ceriello, il rinvio a giudizio degli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Parte il Processo per lo scandalo degli animali sottoposti a aaltrattamenti nella aperimentazione nei laboratori dell&#8217;Università di Catanzaro &#8220;Magna Graecia&#8221;. Oggi, infatti, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha comunicato, alle parti offese e denunciati come il Partito Animalista Italiano, che presentò querela con il suo presidente avv. Cristano Ceriello, il rinvio a giudizio degli indagati, ora imputati, per l&#8217;udienza preliminare del 28 novembre prossimo, con la contestazione di accuse pesantissime.</p>
<p>Dopo diverse denunce, come quella del Parito Animalista Italiano, il caso di Catanzaro arrivò all&#8217;attenzione nazionale per gli animali sottoposti a gravissimi maltrattamenti nella sperimentazione dei laboratori all&#8217;interno dell&#8217;Università. Vengono contestate, grazie anche alle intercettazioni, meticolose violenze e torture su animali nell&#8217;ambito anche di altri reati, tra cui l&#8217;associazione a delinquere.</p>
<p>Lo scandalo sperimentazioni, quindi va a processo coinvolgendo, come conferma la Procura, reciproci favoritismi sussistenti tra i preposti degli Enti pubblici in gioco (<em>l&#8217;A.S.P. di Catanzaro quale controllore e l&#8217;Università Magna Graecia quale ente controllato</em>). A gennaio, dopo le denunce, furono disposti i sequestri dei 2 laboratori, 11 arresti domiciliari e una misura cautelare interdittiva della sospensione dell&#8217;esercizio delle pubbliche funzioni rivestite in seno all&#8217;Asp di Catanzaro per la durata di 12. Ora a fine novembre inizierà il processo per uno dei più grandi in Italia che coinvolge scandali nella vivisezione e per cui chiederemo nel processo il massimo della pena che, in caso sia provata l&#8217;associazione a delinquere per alcuni può arrivare ad oltre 7 anni.</p>
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		<title>Strage migranti a Cutro, rinviati a giudizio quattro finanzieri e due operatori della Guardia costiera</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strage-migranti-a-cutro-rinviati-a-giudizio-quattro-finanzieri-e-due-operatori-della-guardia-costiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 18:06:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro militari della Guardia di finanza e due della Guardia costiera sono stati rinviati a giudizio al Gup di Crotone, Elisa Marchetto, a conclusione dell&#8217;udienza preliminare nel procedimento giudiziario scaturito dall&#8217;inchiesta sul naufragio del barcone a Steccato di Cutro, in cui, la notte del 26 febbraio del 2023, morirono 94 migranti, 35 dei quali minori. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro militari della Guardia di finanza e due della Guardia costiera sono stati rinviati a giudizio al Gup di Crotone, Elisa Marchetto, a conclusione dell&#8217;udienza preliminare nel procedimento giudiziario scaturito dall&#8217;inchiesta sul naufragio del barcone a Steccato di Cutro, in cui, la notte del 26 febbraio del 2023, morirono 94 migranti, 35 dei quali minori.</p>
<p>Ai sei militari vengono contestati i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo in relazione alla mancata attivazione, la notte del naufragio, del Sar, il Piano per la ricerca ed il salvataggio in mare. I militari per i quali il gup ha deciso il rinvio a giudizio sono i finanzieri Giuseppe Grillo, 56 anni, capo turno della sala operativa del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia; Alberto Lippolis (50), comandante del Roan; Antonino Lopresti (51), ufficiale in comando tattico e Nicolino Vardaro (52), comandante del Gruppo aeronavale di Taranto, e gli appartenenti al Corpo delle Capitanerie di porto Francesca Perfido (40), ufficiale di ispezione in servizio a Roma, e Nicola Nania (51), che era di turno nel Comando regionale della Capitaneria di porto di Reggio Calabria la notte del naufragio.</p>
<p>Dalle indagini sarebbe emersa una catena di negligenze e sottovalutazioni, aggravata da carenze strumentali e inefficienze operative. Fondamentale, secondo gli inquirenti, è stata anche la mancanza di coordinamento tra Guardia di Finanza e Guardia Costiera. Le autorità si sarebbero attenute rigidamente alla distinzione tra intervento di polizia e intervento di soccorso, non attivando tempestivamente nessuna delle due azioni, violando così l’obbligo primario di tutelare la vita umana in mare. Il Giudice per l&#8217;udienza preliminare, nel disporre il rinvio a giudizio, ha accolto la richiesta che era stata avanzata dal pubblico ministero, Pasquale Festa. L&#8217;inizio del processo, davanti al Tribunale di Crotone, é stato fissato per il 14 gennaio.</p>
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		<title>Lamezia, Gup: nulla la richiesta di rinvio a giudizio per la preside del Liceo &#8216;Galilei&#8217; accusata di falso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-gup-nulla-la-richiesta-di-rinvio-a-giudizio-per-la-preside-del-liceo-galilei-accusata-di-falso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 07:46:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accogliendo l’eccezione di nullità proposta dagli Avvocati Giuseppe Spinelli e Domenico Sinopoli, difensori della preside Teresa Goffredo, il Giudice per l&#8217;udienza preliminare di Catanzaro, ha dichiarato la nullità della richiesta di rinvio a giudizio relativa alle accuse di falso e reati connessi, afferenti al Liceo Scientifico Galileo Galilei di Lamezia Terme. Per l’effetto, l’intero processo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-gup-nulla-la-richiesta-di-rinvio-a-giudizio-per-la-preside-del-liceo-galilei-accusata-di-falso/">Lamezia, Gup: nulla la richiesta di rinvio a giudizio per la preside del Liceo &#8216;Galilei&#8217; accusata di falso</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Accogliendo l’eccezione di nullità proposta dagli Avvocati Giuseppe Spinelli e Domenico Sinopoli, difensori della preside Teresa Goffredo, il Giudice per l&#8217;udienza preliminare di Catanzaro, ha dichiarato la nullità della richiesta di rinvio a giudizio relativa alle accuse di falso e reati connessi, afferenti al Liceo Scientifico Galileo Galilei di Lamezia Terme.</p>
<p>Per l’effetto, l’intero processo è tornato alla fase delle indagini preliminari, consentendosi in tal modo alla dirigente la sua compiuta difesa già in fase preliminare, anche sulla base dei provvedimenti giurisdizionali che avevano visto respinte le richieste cautelari nella precedente sede procedimentale.</p>
<p>Come si ricorderà al centro delle indagini, nell’aprile scorso, erano finiti alcuni episodi di presunta alterazione dei voti attraverso quello che i magistrati ritengono l’accesso abusivo al registro elettronico (i fatti sarebbero avvenuti tra gennaio e giugno del 2023), ma anche presunti maltrattamenti che sarebbero stati perpetrati nei confronti di tre docenti dell’istituto. Indagini che riguardano oltre alla dirigente, anche docenti, un avvocato e un finanziere per rispondere di una serie di accuse come accesso abusivo al sistema informatico, falso ideologico e materiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-gup-nulla-la-richiesta-di-rinvio-a-giudizio-per-la-preside-del-liceo-galilei-accusata-di-falso/">Lamezia, Gup: nulla la richiesta di rinvio a giudizio per la preside del Liceo &#8216;Galilei&#8217; accusata di falso</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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