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	<title>riciclaggio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 15 Jun 2026 16:00:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Prato: narcotraffico, immigrazione clandestina e riciclaggio anche dei soldi delle cosche Vibonesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 16:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I poliziotti del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e quelli della Squadra mobile di Prato hanno arrestato i componenti di una rete criminale internazionale. Coordinata dalla procura di Firenze, l&#8217;indagine ha portato all&#8217;esecuzione di 41 misure di custodia cautelare tra l&#8217;Italia e la Spagna, con diciassette persone trasferite in carcere, sedici poste agli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-384574-1" width="696" height="391" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/Prato-arresti-Polizia.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/Prato-arresti-Polizia.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/Prato-arresti-Polizia.mp4</a></video></div>
<p>I poliziotti del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e quelli della Squadra mobile di Prato hanno arrestato i componenti di una rete criminale internazionale. Coordinata dalla procura di Firenze, l&#8217;indagine ha portato all&#8217;esecuzione di 41 misure di custodia cautelare tra l&#8217;Italia e la Spagna, con diciassette persone trasferite in carcere, sedici poste agli arresti domiciliari e otto sottoposte all&#8217;obbligo di firma. Contestualmente, le autorità hanno fatto scattare un sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca per un valore che supera i sessanta milioni di euro. Le accuse vanno dall&#8217;associazione per delinquere al traffico internazionale di stupefacenti, fino al riciclaggio e al favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina.</p>
<p>Il centro dell’attività illegale era una vera e propria banca clandestina con base logistica a Prato, ideata e gestita fin dal 2021 da un cittadino cinese. Questa struttura finanziaria operava come un broker globale al servizio della criminalità, offrendo canali sicuri per il pagamento di enormi partite di droga senza alcuna movimentazione fisica di denaro e garantendo il totale anonimato dei flussi finanziari. Il sistema si poggiava sul meccanismo fiduciario dell&#8217;Hawala, noto nella variante cinese come Fei-Ch&#8217;ien o moneta volante, che permetteva di trasferire virtualmente capitali tra Italia, Spagna, Francia, Germania, Belgio e Olanda attraverso una rete di intermediari che trattenevano una commissione. Gli inquirenti stimano che questo circuito illegale sia riuscito a movimentare tra gli 80 e i 100 milioni di euro all&#8217;anno per almeno un triennio. La clientela di questa banca criminale era composta da pericolosi cartelli del narcotraffico. Oltre a servire organizzazioni di trafficanti albanesi attive nel centro e nord Italia, l&#8217;indagine ha svelato un interesse delle organizzazioni mafiose in Italia.</p>
<p>Il sistema di riciclaggio veniva infatti utilizzato per finanziare e ripulire i soldi di storici clan italiani, tra cui il clan Briganti della Sacra corona unita nel leccese,<strong> la &#8216;ndrina Fiarè</strong>, <strong>Razionale e Gasparro operante nel vibonese</strong> e il clan campano Aquino-Annunziata. Parallelamente ai flussi finanziari del narcotraffico, una branca della stessa organizzazione gestiva una redditizia rete di immigrazione clandestina dalla Cina. Il gruppo sfruttava l&#8217;assenza di visti d&#8217;ingresso per la Serbia, facendo atterrare i migranti a Belgrado per poi ospitarli in strutture ricettive compiacenti gestite da cittadini cinesi.<br />
Da lì, i cittadini cinesi venivano trasportati in auto o costretti a percorrere tratti montuosi a piedi per superare il confine con l&#8217;Ungheria ed entrare nell&#8217;area Schengen.</p>
<p>L&#8217;ultimo step del viaggio prevedeva il transito attraverso la Slovenia e l&#8217;arrivo nelle destinazioni finali di Prato, Torino e Somma Campagna, nel veronese. Un viaggio per il quale l&#8217;organizzazione criminale pretendeva da ogni singolo migrante cifre che potevano raggiungere i 9 e 500 euro.</p>
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		<title>VIDEO-Crotone: 10 misure cautelari per associazione a delinquere, truffa e riciclaggio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-10-misure-cautelari-per-associazione-a-delinquere-truffa-e-riciclaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:23:24 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-378638-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/video.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/video.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/video.mp4</a></video></div>
<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione a 10 misure cautelari personali, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe online, truffa aggravata, riciclaggio, autoriciclaggio e sostituzione di persona. In particolare, il provvedimento cautelare ha disposto <strong>5 misure di custodia cautelare in carcere</strong> e <strong>5 obblighi di presentazione</strong> alla Polizia Giudiziaria. Il G.I.P. ha inoltre disposto il sequestro preventivo, in via diretta e, ove necessario, per equivalente, di denaro, rapporti finanziari e ulteriori beni ritenuti riconducibili ai proventi illeciti o al loro reimpiego. Le attività di sequestro erano già state eseguite in data 19 marzo e 1° aprile. Il provvedimento ha riguardato, in particolare, conti correnti, carte di pagamento, depositi bancari, somme già giacenti e quelle che dovessero successivamente affluire fino alla concorrenza degli importi indicati, nonché quote sociali di una società operante nel settore della rivendita di elettrodomestici tramite piattaforme e-commerce. Tra i beni sottoposti a sequestro figurano anche orologi di lusso Rolex — tra cui modelli Datejust, Submariner, Air-King, Daytona e Yacht-Master — alcune opere d’arte e diverse autovetture, tra cui una Tesla Model Y, una Land Rover Range Rover Evoque, due Fiat 500X, un’Alfa Romeo Stelvio e una Fiat Tipo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tali beni sarebbero risultati nella disponibilità degli indagati anche quando formalmente intestati a terzi.  Gli accertamenti patrimoniali avrebbero inoltre evidenziato una sproporzione tra i beni nella disponibilità di alcuni indagati e la loro condizione reddituale, risultando taluni formalmente nullatenenti o percettori del reddito di inclusione. Il provvedimento contempla anche il sequestro di cinque immobili, individuati attraverso la consultazione dell’Anagrafe Tributaria, con successiva trascrizione del vincolo nei registri immobiliari.</p>
<p>L’attività investigativa tramite tecniche di <em>Cyber-patrolling</em> ha consentito di ricostruire, allo stato degli atti e ferma restando la successiva verifica processuale, un articolato e seriale meccanismo criminoso fondato sulla pubblicazione di annunci fittizi di vendita su piattaforme internet, marketplace e siti specializzati. Gli annunci riguardavano, di volta in volta, trattori agricoli, mini-escavatori, piscine, pellet, ciclomotori, minicar elettriche e altri beni che, in realtà, non sarebbero mai stati nella disponibilità degli inserzionisti. Le vittime, indotte in errore mediante artifizi e raggiri, venivano convinte a effettuare pagamenti tramite bonifici su conti correnti o carte intestati a terzi, ma nella effettiva disponibilità degli indagati o di soggetti utilizzati come prestanome o “money mule”. Secondo l’ipotesi accusatoria, le associazioni individuate avrebbero operato attraverso strutture organizzative articolate, con ruoli definiti e competenze specializzate. Alcuni soggetti sarebbero stati incaricati della creazione degli annunci fraudolenti, dei siti web e delle pagine sui marketplace; altri avrebbero curato le trattative telefoniche o online con le vittime; altri ancora si sarebbero occupati della ricezione, del trasferimento, del frazionamento e dell’occultamento dei proventi illeciti. Gli investigatori hanno rilevato anche il ricorso a competenze tecniche esterne, tra cui programmatori operanti all’estero, broker nel settore delle criptovalute e del trading online, nonché soggetti in grado di agevolare operazioni di movimentazione, conversione e reimpiego del denaro. Tale rete avrebbe consentito al gruppo di mantenere una struttura flessibile, capace di ampliarsi rapidamente in base alle esigenze operative. Particolarmente rilevante, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato l’utilizzo fraudolento di denominazioni, dati e identità riferibili a società realmente esistenti e del tutto ignare dei fatti. In alcuni casi sarebbero state clonate aziende legittime, mentre in altri sarebbero state utilizzate società con sede all’estero come copertura per attività di truffa online o autoriciclaggio. Il sistema avrebbe fatto ampio ricorso anche al cosiddetto “money muling”, attraverso una rete di prestanome ritenuti fidati e reclutati prevalentemente in ambienti della microcriminalità. <strong>Le truffe contestate avrebbero interessato l’intero territorio nazionale</strong>. Gli annunci facevano spesso leva sulla presunta provenienza dei beni da aste giudiziarie, circostanza utilizzata per giustificare prezzi particolarmente vantaggiosi. In alcuni casi le vittime sarebbero state persone anziane, soggetti fragili, persone con disabilità o organizzazioni onlus, attratte dalla possibilità di acquistare prodotti a condizioni economiche favorevoli. In talune circostanze, gli indagati si sarebbero anche falsamente qualificati come appartenenti alle Forze dell’Ordine o avrebbero proposto offerte con IVA agevolata al 4% per soggetti titolari dei benefici previsti dalla legge 104, in particolare per l’acquisto di minicar elettriche. Il meccanismo prevedeva generalmente il pagamento anticipato del 50% del prezzo pattuito mediante bonifico su conto corrente indicato dagli interlocutori, con saldo da versare alla consegna del prodotto. I beni, tuttavia, non venivano mai consegnati. In diversi casi, le vittime sarebbero state successivamente convinte a saldare l’intero importo con la promessa di velocizzare la consegna, subendo così un’ulteriore truffa. Le società realmente esistenti, i cui dati sarebbero stati utilizzati illecitamente negli annunci fraudolenti, avrebbero a loro volta subito gravi conseguenze, venendo talvolta contattate direttamente dalle persone truffate, ignare della clonazione delle identità aziendali. Le operazioni digitali avrebbero consentito agli indagati di aumentare il livello di anonimato e di ridurre l’esposizione fisica dei membri dell’organizzazione. L’utilizzo di identità virtuali o fittizie, conti intestati a prestanome e strumenti di pagamento digitali avrebbe reso più complessa l’identificazione dei soggetti ritenuti ai vertici del sistema.</p>
<p>L’attività d’indagine è stata condotta attraverso tecniche investigative tradizionali e strumenti di approfondimento digitale. In particolare, sono stati effettuati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, anche con l’ausilio di dispositivi GPS, intercettazioni telefoniche e ambientali, acquisizioni di chat WhatsApp, analisi dei filmati degli istituti bancari e degli ATM utilizzati per i prelievi, nonché accertamenti finanziari incrociati. Tali elementi sono stati correlati con le denunce presentate dalle vittime in diverse località italiane. Le frodi digitali accertate avrebbero raggiunto una significativa capillarità sul territorio nazionale, con modalità operative ritenute difficilmente realizzabili attraverso schemi fraudolenti tradizionali. <strong>Le 125 truffe contestate riguardano, in particolare, le ipotesi di reato previste dagli articoli 416, 640, 648-bis e 648-ter.1 del Codice penale</strong>. Le indagini hanno fatto emergere una pluralità di episodi consumati in danno di persone offese residenti in numerose località italiane, tra cui Calasetta, Petralia Sottana, Refrancore, Cupramontana, Desenzano del Garda, Artena, Cellatica, Augusta, San Salvatore Telesino, Borgo Val di Taro e altri centri distribuiti in più regioni. Il dato territoriale conferma, secondo gli investigatori, l’estensione del fenomeno e la capacità del gruppo di colpire vittime su scala nazionale. Le somme provenienti dalle truffe, una volta accreditate, venivano rapidamente movimentate allo scopo di ostacolarne la tracciabilità e l’individuazione della provenienza delittuosa. <strong>In numerosi casi il denaro sarebbe stato trasferito su altri conti, prelevato in contanti, destinato a conti gioco, investimenti, trading online, criptovalute o reimpiegato nell’acquisto di beni</strong>.  Proprio tale stabile meccanismo di dispersione, occultamento e reimmissione dei proventi illeciti nel circuito economico costituisce uno degli aspetti centrali valorizzati nel provvedimento cautelare reale. L’esecuzione delle misure si inserisce in una più ampia attività del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, finalizzata al contrasto delle truffe online seriali: un fenomeno particolarmente insidioso per la capacità di colpire un elevato numero di persone offese attraverso modalità apparentemente semplici, ma idonee a generare rilevanti flussi di denaro illecito, successivamente sottoposti a operazioni di occultamento, trasferimento e reimpiego. L’attività è stata condotta con il fondamentale coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, nella persona del Procuratore Domenico Guarascio.</p>
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		<item>
		<title>Taurianova, denunciato per riciclaggio un 40enne fermato con 17.500 euro in contanti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/taurianova-denunciato-per-riciclaggio-un-40enne-fermato-con-17-500-euro-in-contanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 10:38:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha controllato e denunciato per riciclaggio un uomo di 40 anni trovato in possesso di 17.500 euro in contanti, denaro per cui il fermato non ha saputo fornire nessuna spiegazione valida sul possesso e sulla provenienza. Nell’ambito di servizi finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati, il personale del Commissariato di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha controllato e denunciato per riciclaggio un uomo di 40 anni trovato in possesso di 17.500 euro in contanti, denaro per cui il fermato non ha saputo fornire nessuna spiegazione valida sul possesso e sulla provenienza.<br />
Nell’ambito di servizi finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati, il personale del Commissariato di P.S. di Taurianova, dopo un breve inseguimento, ha fermato un’autovettura, condotta da un 40enne, che poco prima aveva commesso un’infrazione al Codice della Strada. </p>
<p>Il conducente dell’auto, persona nota alle forze dell’ordine, con vari precedenti penali, soprattutto in materia di stupefacenti, è stato pertanto sottoposto a controllo da cui è risultato che non era in possesso della patente di guida, poiché revocata nel 2024.</p>
<p>Il personale delle Volanti ha quindi perquisito il soggetto ed anche l’auto da lui condotta, all’interno della quale è stata rinvenuta e sequestrata la somma in contanti di 17.500.00 euro, di cui l’uomo non ne ha giustificato il possesso e la provenienza agli agenti. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Armi, munizioni e riciclaggio: 3 denunce nella Locride</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/armi-munizioni-e-riciclaggio-3-denunce-nella-locride/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 09:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua senza sosta l’attività di prevenzione e repressione dei reati in materia di armi e munizioni da parte dei Carabinieri del Gruppo di Locri, che quotidianamente presidiano il territorio con servizi mirati e capillari. Nel corso di specifici controlli eseguiti nei giorni scorsi, i militari della Stazione Carabinieri di Siderno, supportati dal qualificato contributo dello [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua senza sosta l’attività di prevenzione e repressione dei reati in materia di armi e munizioni da parte dei Carabinieri del Gruppo di Locri, che quotidianamente presidiano il territorio con servizi mirati e capillari. Nel corso di specifici controlli eseguiti nei giorni scorsi, i militari della Stazione Carabinieri di Siderno, supportati dal qualificato contributo dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno denunciato in stato di libertà due soggetti, entrambi del posto, ritenuti responsabili di detenzione abusiva di armi, munizioni e riciclaggio. L’attività di perquisizione domiciliare eseguita presso l’abitazione degli stessi ha permesso di rinvenire e sequestrare un ingente quantitativo di munizioni calibro 7.65 in ottimo stato di conservazione ed un ciclomotore, risultato con il numero di telaio alterato, circostanza che ha fatto ipotizzare un’attività di riciclaggio.</p>
<p>Sempre nel quadro dei controlli straordinari attuati nel territorio della Locride, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Locri hanno deferito in stato di libertà un giovane di Bovalino, disoccupato, per porto abusivo di arma e oggetti atti ad offendere. Il giovane, fermato a bordo della propria autovettura durante un ordinario controllo alla circolazione stradale, è stato trovato in possesso di un coltello a scatto, con lama lunga 25 centimetri, immediatamente sottoposto a sequestro. </p>
<p>Le due operazioni testimoniano l’attenzione costante dei Carabinieri del Gruppo di Locri nel garantire sicurezza e legalità nel territorio, con servizi ad ampio raggio finalizzati al contrasto di qualsiasi forma di detenzione illegale di armi, munizionamento e materiale potenzialmente pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/armi-munizioni-e-riciclaggio-3-denunce-nella-locride/">Armi, munizioni e riciclaggio: 3 denunce nella Locride</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mafia, Gratteri: &#8220;Al vecchio pizzo preferisce banche online per riciclare miliardi di euro&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mafia-gratteri-al-vecchio-pizzo-preferisce-banche-online-per-riciclare-mld-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 17:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Le organizzazioni criminali considerano ormai il &#8216;vecchio&#8217; pizzo come qualcosa di superato&#8221;. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, in occasione della presentazione &#8211; oggi alla Camera &#8211; del Rapporto &#8220;Cyber organized crime. Le mafie nel Cyberspazio&#8221;, iniziativa promossa dalla Fondazione Magna Grecia che quest’anno celebra i 40 anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/mafia-gratteri-al-vecchio-pizzo-preferisce-banche-online-per-riciclare-mld-di-euro/">Mafia, Gratteri: &#8220;Al vecchio pizzo preferisce banche online per riciclare miliardi di euro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Le organizzazioni criminali considerano ormai il &#8216;vecchio&#8217; pizzo come qualcosa di superato&#8221;. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Napoli <strong>Nicola Gratteri</strong>, in occasione della presentazione &#8211; oggi alla Camera &#8211; del Rapporto &#8220;Cyber organized crime. Le mafie nel Cyberspazio&#8221;, iniziativa promossa dalla Fondazione Magna Grecia che quest’anno celebra i 40 anni dalla sua nascita.</p>
<p>Gratteri ha raccontato di aver scoperto a Napoli che la &#8220;camorra aveva creato una banca online che riciclava miliardi di dollari, con seimila clienti in Lombardia e nel Lazio e con sedi anche in Lituania e Lettonia. Il riciclaggio ammontava a più di tre miliardi e mezzo di euro, di cui solo due sono stati sequestrati&#8221;.  “La cosa che ci ha sorpreso è che nelle banche sequestrate abbiamo scovato tecnologie che la nostra Polizia giudiziaria nemmeno si sogna. Purtroppo nelle azioni di contrasto alle mafie, l’Italia è rimasta indietro rispetto a Paesi come Germania, Olanda e Belgio che ora devono aiutarci.</p>
<p>Nelle forze dell’ordine mancano del tutto giovani ingegneri in grado di dare quella spinta di cui il nostro sistema ha bisogno. Stiamo perdendo troppo tempo e tanto campo”, ha concluso Gratteri. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/mafia-gratteri-al-vecchio-pizzo-preferisce-banche-online-per-riciclare-mld-di-euro/">Mafia, Gratteri: &#8220;Al vecchio pizzo preferisce banche online per riciclare miliardi di euro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Milano: bancarotta fraudolenta, reati fiscali e riciclaggio: 4 misure cautelari, 22 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 11:09:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno dato esecuzione a una ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di 4 soggetti, di cui 2 sottoposti alla custodia in carcere e 2 destinatari degli arresti domiciliari, nonché a un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-246535-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Milano-GDF-calabrianews.it_.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Milano-GDF-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Milano-GDF-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno dato esecuzione a una ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di 4 soggetti, di cui 2 sottoposti alla custodia in carcere e 2 destinatari degli arresti domiciliari, nonché a un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per oltre 4 milioni di euro. In attuazione del provvedimento, sono state inoltre eseguite 20 perquisizioni personali e locali tra le Province di Milano, Pavia, Pisa, Varese, Treviso, Livorno e <strong>Catanzaro</strong> attraverso l’impiego di oltre 70 militari e di unità cinofile “cash dog”.</p>
<p>In particolare, le indagini, condotte dai finanzieri della Compagnia di Magenta su delega della Procura della Repubblica di Milano, hanno consentito di disvelare un articolato sistema fraudolento pianificato e diretto da un avvocato abbiatense, con l’ausilio di professionisti e collaboratori solidali, tra cui un soggetto di primario spessore criminale, esponente di spicco di “Cosa Nostra”, già condannato a seguito della nota operazione “Duomo Connection” degli anni ’90, e con il coinvolgimento di una pluralità di persone fisiche utilizzate come prestanome di imprese &#8211; alcune operanti nel settore edile-immobiliare, allo scopo di frodare il fisco, i creditori e consentire il riciclaggio di denaro di derivazione illecita. I 22 soggetti coinvolti sono indagati, a vario titolo, per i reati di bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di crediti d’imposta per oltre 2,5 milioni di euro, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.</p>
<p>L’operazione testimonia l’impegno quotidianamente profuso dal Corpo a presidio della legalità e della sicurezza economico-finanziaria del Paese, con particolare riferimento al contrasto alla criminalità organizzata e delle infiltrazioni di capitali illeciti nel circuito dell’economia legale. La responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata con la sentenza irrevocabile di condanna. Il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie, in attesa di giudizio definitivo, è doveroso sottolineare che vale la presunzione di non colpevolezza degli indagati.</p>
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		<title>VIDEO-Scoperto riciclaggio di autovetture rubate nel Vibonese: per responsabile obbligo di dimora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 12:24:34 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-244985-4" width="696" height="390" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/VV-riciclaggio-auto-rubate-calabrianews.it_.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/VV-riciclaggio-auto-rubate-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/VV-riciclaggio-auto-rubate-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>All’esito di articolate attività investigative dirette dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, nella mattinata del 5 aprile scorso, gli Agenti della Squadra Mobile di Vibo Valentia, coadiuvati da operatori del Commissariato di P.S. di Serra San Bruno (VV), della Sezione Polizia Stradale di Vibo Valentia e del locale Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, hanno dato esecuzione alla misura cautelare dell’obbligo di dimora con obbligo di permanenza notturna a carico di un soggetto, nonché al sequestro preventivo di una società dedita alla rivendita di autovetture e soccorso stradale. Il predetto risulta indagato in concorso con altre due persone per il reato di riciclaggio di una autovettura e un furgone, provento di furto commesso fuori dalla provincia vibonese. Gli anzidetti veicoli erano stati sottoposti a modifiche e alterazioni tesi a cambiarne i segni identificativi, così da nascondere la provenienza illecita del mezzo e reintrodurlo nel mercato legale.</p>
<p>Gli approfondimenti investigativi esperiti dalla Squadra Mobile, anche con il supporto tecnico della Sezione Polizia Stradale di Vibo Valentia, hanno consentito di individuare e identificare i presunti autori delle condotte delittuose.<br />
Tra gli indagati è presente anche il titolare di una officina il quale è emerso essersi adoperato per rimuovere delle serigrafie presenti sul furgone così da ostacolare la riconducibilità del mezzo a quello oggetto di furto.</p>
<p>La Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Camillo Falvo, ha pertanto richiesto l’adozione di misura cautelare, tesa a impedire la reiterazione del delitto, oltre che il sequestro preventivo di una società di rivendita e noleggio di autovetture, gestita dai due principali indagati. Sulla scorta degli elementi probatori raccolti l’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Vibo Valentia ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza con contestuale obbligo di permanenza domiciliare notturna nei confronti di uno degli indagati, nonché il sequestro preventivo della società, cui si è dato esecuzione nella mattinata del 5 aprile u.s.</p>
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		<title>VIDEO-Monza, in carcere per bancarotta e riciclaggio il nipote del boss di &#8216;ndrangheta Cosimo Maiolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 08:28:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Monza hanno dato esecuzione, su delega della locale Procura della Repubblica, ad un ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, disposta dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo, nei confronti di tre soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, di frode fiscale, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-241466-5" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Monza-Gdf-bancarotta-calabrianews.it_.mp4?_=5" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Monza-Gdf-bancarotta-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Monza-Gdf-bancarotta-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Monza hanno dato esecuzione, su delega della locale Procura della Repubblica, ad un ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, disposta dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo, nei confronti di tre soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, di frode fiscale, reati dichiarativi finalizzati all’evasione, indebita compensazione di crediti fittizi, riciclaggio e bancarotta fraudolenta. Due arrestati sono ai domiciliari, in carcere è finito un <strong>imprenditore e nipote di Cosimo Maiolo, 58 anni</strong>, condannato nel 2023 in primo grado a quasi 13 anni dal Tribunale di Milano per una serie di reati connessi all’attività della locale di &#8216;ndrangheta di Pioltello, in provincia di Milano, e sua volta già detenuto. Contestualmente i Finanzieri hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dalla medesima Autorità Giudiziaria, finalizzato alla confisca sia diretta sia per equivalente di beni per oltre 2 milioni di euro, pari ai profitti illeciti dei reati ascritti.</p>
<p>Le indagini, sviluppate dai militari del Gruppo di Monza, hanno tratto origine da autonome attività info-investigative riguardanti 7 imprese operanti nei settori dell’edilizia, della logistica e delle pulizie, nei confronti delle quali venivano riscontrate sistematiche violazioni alle norme tributarie, omissioni contributive e previdenziali, emissione e annotazione di fatture false, oltreché distrazioni dei proventi aziendali verso conti correnti e carte di credito personali. Le successive investigazioni effettuate dalle Fiamme Gialle sotto l’egida della Procura della Repubblica di Monza, hanno consentito di disvelare come le imprese implicate – intestate a meri prestanome brianzoli ora sottoposti agli arresti domiciliari – risultassero operare per un breve periodo, dopodiché venivano abbandonate in stato di insolvenza per i debiti erariali accumulati.</p>
<p>Più in particolare, i Finanzieri hanno raccolto plurimi elementi indiziari in ordine al reale dominus delle condotte criminose perpetrate, posto che gli ingenti proventi dell’evasione d’imposta e degli omessi versamenti dei contributi previdenziali venivano sistematicamente monetizzati con prelievi giornalieri di denaro contante – presso ATM presenti sul territorio brianzolo eseguiti dai citati “prestanome” – e poi direttamente consegnati all’amministratore di fatto delle imprese coinvolte, destinatario della misura di custodia cautelare in carcere e già colpito da analogo provvedimento quale affiliato a famiglie della ‘ndrangheta insediatesi nel milanese.</p>
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		<title>VIDEO-NOME-Riciclaggio di denaro all&#8217;estero, sequestro beni per 11 milioni di euro a pregiudicato calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2023 10:20:16 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-nome-riciclaggio-di-denaro-allestero-sequestro-beni-per-11-milioni-di-euro-a-pregiudicato-calabrese/">VIDEO-NOME-Riciclaggio di denaro all&#8217;estero, sequestro beni per 11 milioni di euro a pregiudicato calabrese</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-212815-6" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/05/GdF-Firenze-11milioni.mp4?_=6" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/05/GdF-Firenze-11milioni.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/05/GdF-Firenze-11milioni.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Firenze, unitamente ai colleghi del Comando Provinciale di Livorno, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Livorno, hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Firenze, su richiesta della stessa Procura, con cui si dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni &#8211; per un valore complessivo superiore a 11 milioni di euro &#8211; riconducibili a Michelangelo Fedele, 78 anni (originario di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, condannato di recente per usura e residente nel territorio della provincia di Livorno), ritenuto socialmente pericoloso. La posizione dell’uomo, gravato sin dal 1967 da plurime denunce e condanne per vari reati, tra i quali più episodi di usura, falsificazione di monete, ricettazione, estorsione, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata, detenzione e porto abusivo d’armi, era di nuovo emersa nell’ambito di un’operazione condotta nel marzo 2021 dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria &#8211; G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Firenze che, sempre sotto il coordinamento della stessa Procura della Repubblica di Livorno, aveva dato esecuzione a un provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale labronico con cui era stato disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie, anche per equivalente, fino alla concorrenza di circa 5 milioni e mezzo di euro, in gran parte detenuti all’estero.</p>
<p>Nella circostanza erano stati contestati i reati di riciclaggio transnazionale di proventi illeciti nonché il ricorso fraudolento alla procedura di rientro agevolato di capitali dall’estero, nota quale Voluntary Disclosure. In relazione alle evidenze delle attività investigative, la Procura della Repubblica di Livorno ha delegato il G.I.C.O. di Firenze a svolgere apposita indagine di natura economico-patrimoniale ai sensi del “Codice Antimafia” finalizzata all’applicazione di misure di prevenzione patrimoniale, misure applicabili anche nei confronti di soggetti che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose (c.d. “pericolosità sociale generica”). Sul punto, una volta documentata la pericolosità sociale, l’analisi economica ha consentito di ricostruire &#8211; attraverso una complessa e articolata attività di riscontro, condotta dalla Guardia di Finanza di Firenze anche con l’ausilio dei reparti del Corpo livornesi &#8211; il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità del soggetto, accumulato in decenni di attività, il cui valore risulterebbe sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.</p>
<p>Su queste basi, con il provvedimento in esecuzione, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Firenze &#8211; allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito &#8211; ha decretato il sequestro, finalizzato alla confisca, di 66 unità immobiliari (tra abitazioni, terreni, fondi commerciali) ubicate tutte in provincia di Livorno tra Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, Piombino, Suvereto, Rosignano Marittimo e San Vincenzo, per un valore complessivo pari a 6.130.000 euro, oltre a disponibilità finanziarie in Liechtenstein, ivi giunte dalla Svizzera, del valore di 5.353.840 euro, per un importo complessivo superiore a 11 milioni di euro.<br />
Alla misura adottata dal Tribunale potrà seguire la confisca del patrimonio, all’esito dell’apposito procedimento nel quale il soggetto destinatario potrà dimostrare che i beni o il denaro sono di legittima provenienza o che di essi non poteva disporne direttamente o indirettamente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-nome-riciclaggio-di-denaro-allestero-sequestro-beni-per-11-milioni-di-euro-a-pregiudicato-calabrese/">VIDEO-NOME-Riciclaggio di denaro all&#8217;estero, sequestro beni per 11 milioni di euro a pregiudicato calabrese</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-10 milioni riciclati in criptovalute: Misure cautelari per 48 imprenditori commercio abbigliamento e calzature</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-10-milioni-riciclati-in-criptovalute-misure-cautelari-per-48-imprenditori-commercio-abbigliamento-e-calzature/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 10:38:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[riciclaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, il Nucleo Speciale Polizia Valutaria, unitamente al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze, su richiesta della Procura della Repubblica fiorentina ha dato esecuzione ad un’ordinanza con la quale il GIP ha disposto la misura cautelare personale nei confronti di 48 soggetti, indagati per associazione per delinquere, riciclaggio e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-10-milioni-riciclati-in-criptovalute-misure-cautelari-per-48-imprenditori-commercio-abbigliamento-e-calzature/">VIDEO-10 milioni riciclati in criptovalute: Misure cautelari per 48 imprenditori commercio abbigliamento e calzature</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-192815-7" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/07/GdF-criptovalute.mp4?_=7" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/07/GdF-criptovalute.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/07/GdF-criptovalute.mp4</a></video></div>
<p>Nella mattinata odierna, il Nucleo Speciale Polizia Valutaria, unitamente al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze, su richiesta della Procura della Repubblica fiorentina ha dato esecuzione ad un’ordinanza con la quale il GIP ha disposto la misura cautelare personale nei confronti di 48 soggetti, indagati per associazione per delinquere, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte nonché il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per circa 14,5 milioni di euro.</p>
<p>Le indagini &#8211; coordinate dalla Procura della Repubblica e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze &#8211; sono state sviluppate anche attraverso l’analisi dei flussi finanziari, la consultazione delle banche dati e l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette e hanno consentito di individuare 44 imprese (prevalentemente riconducibili a cinesi), attive nel commercio all’ingrosso di abbigliamento e calzature ed operanti soprattutto nel Lazio, Campania e Toscana.</p>
<p>Le complessive attività di polizia giudiziaria sono svolte da oltre 150 Finanzieri nelle province di Firenze, Prato, Ancona, Arezzo, Benevento, Bologna, <strong>Crotone</strong>, Forlì-Cesena, Milano, Modena, Monza-Brianza, Napoli, Padova, Reggio Emilia, Teramo, Verona e Vicenza, anche con la collaborazione della componente territoriale del Corpo.</p>
<p>Sulla base del quadro accusatorio delineatosi nel corso delle investigazioni delle Fiamme Gialle &#8211; allo stato in fase di indagini preliminari e fatte salve le successive valutazioni di merito &#8211; queste imprese, alcune delle quali di breve durata (c.d. imprese “apri e chiudi”) avrebbero accumulato debiti fiscali a fronte dei quali sono risultate essere destinatarie di avvisi di accertamento e/o di cartelle esattoriali insolute per circa 15 mln di euro.<br />
Le somme complessivamente sottratte al fisco, pari a circa 10 mln di euro, sarebbero state poi traferite con bonifici privi di giustificazione economica, in favore di ulteriori quatto cittadini cinesi, titolari di imprese operanti in Firenze. Questi ultimi, nei confronti dei quali è stata ipotizzata un’associazione per delinquere, subito dopo aver ricevuto tali somme, avrebbero sistematicamente trasferito all’estero la provvista illecita, ostacolandone l’identificazione della provenienza delittuosa.</p>
<p>Poiché la sostituzione dei proventi dell’evasione fiscale sarebbe avvenuta mediante il sistema di exchange di criptovalute e il successivo trasferimento delle stesse su ulteriori portafogli virtuali (“wallet”), per tracciare i flussi finanziari e i punti di conversione tra moneta corrente e criptovaluta, la Procura fiorentina ha trasmesso ordini europei d’indagine e richieste di rogatoria nei confronti di numerosi Stati esteri (Germania, Lituania, Slovenia, Estonia, Liechtenstein e Seychelles). Grazie alla cooperazione giudiziaria internazionale si è appreso che i proventi dell’evasione fiscale sarebbero stati dapprima convertiti in valute virtuali, poi trasferiti verso wallet, presso ulteriori exchanger alle Seychelles, intestati a cinesi, e, da ultimo, riconvertiti in moneta corrente.</p>
<p>Le misure hanno riguardato:<br />
&#8211; i 4 imprenditori cinesi, indagati per associazione per delinquere (tre destinatari della custodia cautelare in carcere e uno agli arresti domiciliari), che, nel periodo 2018-2020, hanno riciclato proventi da evasione fiscale per circa 10 mln di euro;<br />
&#8211; ulteriori 44 imprenditori (destinatari del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali), nei confronti dei quali è stato ipotizzato il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.<br />
Le misure cautelari sono state emesse nell’ambito della fase delle indagini preliminari, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e, in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza degli indagati.<br />
Sono in corso di esecuzione, altresì, 48 perquisizioni locali.</p>
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