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	<title>Report Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Oct 2025 07:23:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Bomba distrugge l&#8217;auto di Sigfrido Ranucci: &#8220;Ordigno in grado di uccidere&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bomba-distrugge-lauto-di-sigfrido-ranucci-ordigno-in-grado-di-uccidere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 04:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l&#8217;auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Il veicolo era parcheggiato davanti alla casa di Campo Ascolano, nel comune di Pomezia, alle porte di Roma. L&#8217;auto è esplosa danneggiando anche quella della figlia di Ranucci. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. “La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l&#8217;auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Il veicolo era parcheggiato davanti alla casa di Campo Ascolano, nel comune di Pomezia, alle porte di Roma. L&#8217;auto è esplosa danneggiando anche quella della figlia di Ranucci. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica.</p>
<p>“La Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato il Prefetto. La potenza dell&#8217;esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento”, si legge sul profilo X di ‘Report’</p>
<p>Sull&#8217;esplosione indagano i pm della Dda di Roma. Al momento i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, con il procuratore aggiunto Ilaria Calò e il pm Carlo Villani, ipotizzano il danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso. Nelle prossime ore sono attese le informative delle forze dell’ordine intervenute sul posto.<br />
&#8220;Sto entrando adesso alla stazione dei carabinieri per denunciare quanto accaduto&#8221;, riferisce intanto all&#8217;Adnkronos il giornalista e conduttore di Report vittima dell&#8217;intimidazione.</p>
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		<title>Roma, presentato report Crea sanità: Calabria ultima in Italia per la qualità dei servizi sanitari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/roma-presentato-report-crea-sanita-calabria-ultima-in-italia-per-la-qualita-dei-servizi-sanitari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 15:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Migliora la qualità dei Servizi sanitari regionali: il Veneto si conferma al top, la Calabria fanalino di coda. E&#8217; questa in sintesi la fotografia scattata dal XIII Rapporto Crea Sanità Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sulle &#8216;Performance Regionali&#8217;, presentato oggi a Roma. Il report analizza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Migliora la <strong>qualità dei Servizi sanitari</strong> regionali: il Veneto si conferma al top, <strong>la Calabria fanalino di coda</strong>. E&#8217; questa in sintesi la fotografia scattata dal <strong>XIII Rapporto Crea Sanità Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità </strong>dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sulle &#8216;Performance Regionali&#8217;, presentato oggi a Roma. Il report analizza &#8211; dal 2019 al 2024 &#8211; le opportunità di tutela della salute offerte ai cittadini nelle diverse regioni italiane. Lo studio è stato condotto con il contributo di un panel di 107 stakeholder del Servizio sanitario nazionale, tra cui professionisti sanitari, produttori di farmaci e dispositivi, manager di Asl e ospedali, cittadini. Il Veneto si conferma la Regione con la migliore performance, raggiungendo il 55% del massimo teorico possibile, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento con il 50%. La <strong>Calabria</strong>, invece, si posiziona all’ultimo posto con il 23%. Nonostante il divario tra Nord e Sud Italia rimanga significativo, si osserva una progressiva riduzione delle disparità, con un miglioramento più marcato nelle regioni del Mezzogiorno. Tra queste, la Campania ha registrato l’incremento più rilevante, seguita da Abruzzo e Molise.</p>
<p>Un aspetto innovativo dello studio è l’introduzione di un’indagine sulla soddisfazione dei cittadini, che ha misurato l’esperienza degli utenti con i Servizi sanitari regionali. Il Trentino-Alto Adige si distingue per la maggiore soddisfazione, con un punteggio medio di 8,1 su una scala da 0 a 10, mentre le regioni del Mezzogiorno, come Puglia e Basilicata, registrano i livelli più bassi, pari a 6,5. La correlazione tra l’indice di performance e la soddisfazione dei cittadini dimostra che una migliore performance genera maggiore soddisfazione. Nel complesso, la correlazione tra l’indice di performance e il livello di soddisfazione dei cittadini risulta essere forte per le aree assistenziali ospedaliere (0,79) ed ambulatoriali (0,80), bassa per le aree del sociale e della non autosufficienza (0,55), ed intermedia per l’assistenza primaria e l’accesso al farmaco (0,64). Per questi ultimi due aspetti la soddisfazione è generalmente alta in tutto il Paese, senza particolari criticità.</p>
<p>Lo studio ha inoltre analizzato la qualità della vita correlata alla salute, evidenziando che il Trentino-Alto Adige si conferma al vertice con un valore di 0,938, mentre l’Umbria registra il valore più basso, pari a 0,840 Qaly (unità di misura impiegata nell&#8217;analisi costi-utilità che combina insieme la durata della vita con la qualità della stessa). Secondo il report, la qualità della vita non è strettamente legata alla performance sanitaria: alcune regioni del Sud, pur avendo livelli di performance sanitaria bassi, registrano una qualità della vita più alta rispetto a regioni più performanti. Questo fenomeno è attribuibile a fattori culturali, educativi e ambientali, oltre che alle diverse aspettative dei cittadini. Inoltre, è stata condotta un’analisi sulla sostenibilità dei Servizi sanitari regionali, identificando le 9 regioni più resilienti: Piemonte, Lombardia, P.A. di Trento, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Abruzzo. La correlazione tra Performance e soddisfazione dei cittadini sottolinea &#8211; riporta una nota &#8211; l’importanza di investire in politiche sanitarie mirate per migliorare l’efficienza e l’equità del sistema.</p>
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		<item>
		<title>Report Bankitalia: Crescita debole per l’economia calabrese nel 2024</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-bankitalia-crescita-debole-per-leconomia-calabrese-nel-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 13:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una crescita dello 0,8% dell’economia in Calabria per il 2024: è quanto emerge dalle analisi di Bankitalia riportate nel report “L’economia della Calabria”, presentato questa mattina nella sede della filiale di Catanzaro. L’economia è in rallentamento rispetto al 2023, ma comunque in linea con il resto del Paese. Nel 2024 l’economia calabrese è cresciuta debolmente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una crescita dello 0,8% dell’economia in Calabria per il 2024: è quanto emerge dalle analisi di Bankitalia riportate nel report “L’economia della Calabria”, presentato questa mattina nella sede della filiale di Catanzaro. L’economia è in rallentamento rispetto al 2023, ma comunque in linea con il resto del Paese. Nel 2024 l’economia calabrese è cresciuta debolmente, rallentando rispetto all’anno precedente, ma nella media nazionale. Un andamento che risente del pesante calo demografico e delle criticità del contesto istituzionale, con un tasso di innovazione del tessuto produttivo ancora contenuto e con la necessità di guardare alle opportunità derivanti dall’intelligenza artificiale. E’ l’orizzonte delineato dalla filiale di Catanzaro della Banca d’Italia in occasione della presentazione del rapporto sull&#8217;economia in Calabria 2024. Il prodotto interno è aumentato dello 0.8% (1,3% nel 2023), rispetto al quale si evidenzia la debolezza dei consumi, che hanno beneficiato solo in parte della riduzione dell’inflazione e la perdita del potere d’acquisto non ancora del tutto recuperata. Il direttore della filiale, Marcello Malamisura, ha evidenziato che &#8220;a dispetto dei livelli di stabilità del comparto manifatturiero, nel settore dei servizi si risente della debolezza del comparto commerciale, ma si registra un aumento delle presenze turistiche nella regione specialmente grazie alla componente straniera&#8221;. E&#8217; rimasto, invece, positivo il contributo degli investimenti, soprattutto di quelli pubblici, rispetto ai quali rivestono uno spazio importante i fondi Pnrr. </p>
<p>&#8220;Si tratta di interventi consistenti che ammontano a oltre 5 miliardi e mezzo in Calabria, di cui una quota del 20 per cento è gestito dai piccoli Comuni. Non registriamo maggiori ritardi rispetto al quadro nazionale e nella regione i lavori conclusi si attestano a circa un terzo rispetto a quelli avviati&#8221;. Nel terziario la crescita è proseguita in misura meno intensa, così come nel settore delle costruzioni. Nel 2024 la spesa degli enti territoriali è ancora salita, soprattutto nella parte corrente, trainata dalla componente sanitaria. Riguardo all’occupazione, si è registrata una debole crescita, già superiore rispetto ai livelli precovid ma la partecipazione al mercato del lavoro è diminuita, con una popolazione di inattivi, molto più alta rispetto al dato nazionale, caratterizzata da un basso livello di istruzione e da un’età mediamente elevata che rende difficile il reimpiego. </p>
<p>Per il direttore Malamisura, infine, &#8220;è importante potere contare su un contesto istituzionale che favorisca la fiducia e la tenuta della pubblica amministrazione, tenendo alta l’attenzione contro la criminalità organizzata ed economica che spesso invade il circuito legale. Favorire, dunque, la digitalizzazione e l’informatizzazione sempre con l’obiettivo di assicurare una libera e sana concorrenza&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Ponte sullo Stretto, Report DIA: &#8221;Le mafie ora parlano il linguaggio del potere&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-report-dia-le-mafie-ora-parlano-il-linguaggio-del-potere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 13:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Dia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È scontro istituzionale sul futuro del Ponte sullo Stretto. Mentre il Ministro Matteo Salvini proponeva misure “speciali” di controllo antimafia sotto l’osservatorio del Viminale, la risposta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stata netta: la cornice di prevenzione già esistente è più che solida, e non serve creare eccezioni per ciò che deve essere gestito con rigore ordinario. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È scontro istituzionale sul futuro del Ponte sullo Stretto. Mentre il Ministro <strong>Matteo Salvini</strong> proponeva misure “speciali” di controllo antimafia sotto l’osservatorio del Viminale, la risposta del Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> è stata netta: la cornice di prevenzione già esistente è più che solida, e non serve creare eccezioni per ciò che deve essere gestito con rigore ordinario. Un altolà che ribadisce la centralità dello Stato di diritto anche nel contrasto alle mafie.<br />
A rincarare la dose è arrivata la DIA (Direzione Investigativa Antimafia) con la pubblicazione del nuovo Rapporto 2024, che per la prima volta racchiude i dati dell’intero anno, offrendo un quadro aggiornato e allarmante sulla criminalità organizzata.<br />
<em>&#8220;Le mafie non sparano più </em>– dichiarava il Direttore della DIA, Generale<strong> Michele Carbone</strong> –<em> ma indossano colletti bianchi e cravatte. Parlano la lingua del business e si muovono nei palazzi del potere&#8221;. </em></p>
<h4><strong>Le nuove mafie: silenziose, strategiche, mimetizzate</strong></h4>
<p>Il nuovo volto delle organizzazioni mafiose è discreto e sofisticato. Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra e le mafie pugliesi hanno lasciato alle spalle l’immagine del criminale armato per assumere quella dell’imprenditore, del consulente, persino del funzionario pubblico. Si infiltrano nei grandi appalti, manipolano bandi, corrompono, stringono alleanze e evadono l’erario con la complicità di imprenditori che da vittime diventano complici.<br />
Nel solo 2024, la DIA ha ispezionato 200 cantieri, verificando 4.364 persone, 1.157 imprese e 2.345 mezzi d’opera, grazie a un lavoro sinergico con le Prefetture, l’Osservatorio Centrale sugli Appalti Pubblici (O.C.A.P.), e i Gruppi Interforze, rafforzati dal Decreto del 2 ottobre 2023.<br />
PNRR, Giubileo e Olimpiadi: l’assalto silente alle grandi opere.<br />
Il contesto attuale, ricco di grandi progetti e fondi straordinari – dal PNRR, al Giubileo 2025, passando per i Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 e la futura costruzione del Ponte sullo Stretto – rappresenta un’occasione d’oro per le mafie. E la DIA lo sa bene.<br />
La relazione 2024 mette in evidenza strategie d’infiltrazione sempre più raffinate: subappalti imposti, esclusione dei concorrenti tramite intimidazioni, falsificazione di verifiche, e un uso sistemico del riciclaggio di denaro. Il tutto, con l’appoggio di una rete di funzionari pubblici infedeli, attirati da guadagni facili.</p>
<h4><strong>La risposta dello Stato: prevenzione, analisi, trasparenza</strong></h4>
<p>A fronte di queste minacce, il sistema di prevenzione antimafia non è rimasto fermo. L&#8217;arma più potente non è solo la repressione penale, ma un approccio integrato che unisce indagini, interdittive prefettizie, verifiche nei cantieri e il monitoraggio della Banca Dati Nazionale Antimafia (BDNA).<br />
Questo modello, unico nel suo genere, è oggi guardato con crescente interesse anche all’estero. Tanto che il nuovo rapporto è stato tradotto in più lingue, per condividere l’esperienza italiana nel contrasto al crimine organizzato su scala globale.<br />
<em>“È una mafia che si muove sotto traccia &#8211;</em> ha concluso il Generale Carbone <em>&#8211; ma noi non abbasseremo la guardia. La trasparenza e il controllo sono gli antidoti più efficaci. E la DIA c’è, ogni giorno, in prima linea”.  <br />
(<em>Fonte: antimafiaduemila</em>)</p>
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		<item>
		<title>Report &#8216;Gate-away&#8217;: nel 2024 aumentano stranieri in cerca di abitazioni in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-gate-away-nel-2024-aumentano-stranieri-in-cerca-di-abitazioni-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 08:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il report annuale elaborato dal portale immobiliari Gate-away.com, portale immobiliare di settore, sempre più acquirenti stranieri cercano casa in Calabria. Sulla base dei dati emerge che la nostra regione continua a registrare numeri in crescita sul fronte delle richieste che nel periodo salgono del +10,31%. In testa tra le nazionalità maggiormente interessate all&#8217;acquisto di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il report annuale elaborato dal portale immobiliari Gate-away.com, portale immobiliare di settore, sempre più acquirenti stranieri cercano casa in Calabria. Sulla base dei dati emerge che la nostra regione continua a registrare numeri in crescita sul fronte delle richieste che nel periodo salgono del +10,31%. In testa tra le nazionalità maggiormente interessate all&#8217;acquisto di casa in Calabria ci sono gli Stati Uniti con il 33,54% delle richieste totali. Seguono la Germania al secondo posto, con il 10,58% e il Regno Unito al terzo con il 10,03%.</p>
<p>Tra le prime dieci nazionalità più attive troviamo anche il Canada, che raggiunge il quarto posto con l&#8217;8,23%, seguita da Svezia (3,55%) e Francia con il 3,48%. Particolarmente interessanti sono i dati su base annuale delle richieste provenienti da paesi come Australia che registra una crescita pari al +72,85% e dall&#8217;Olanda che sale del +42,86%. Tra le province, il maggior numero di preferenze va a Cosenza che mantiene saldamente il primo posto della classifica con il 68,16% delle richieste sul totale e una crescita annua del +21,65%. Al secondo posto si colloca Vibo Valentia con il 18,81%, che precede ampiamente Catanzaro (9,88%), Reggio (1,84%) e Crotone (1,31%). Proprio la provincia pitagorica, per il secondo anno consecutivo, però, registra la performance annuale più elevata con una crescita del +30,43%.</p>
<p>Al top delle preferenze tra i comuni si consolida al primo posto Scalea con il 19,88% sul totale, mentre salgono le quotazioni di Tropea, al secondo posto con il 9,77%. Ci sono poi Corigliano-Rossano (6,92%), Santa Maria del Cedro (4,64%) e Soverato (4,31%).Le tipologie di abitazioni più ricercate sono quelle dell&#8217;appartamento con il 50,69%, villa (12,9%) e casa indipendente con il 10,07%. del totale. &#8220;I numeri del 2024 sul fronte delle richieste &#8211; afferma Simone Rossi, cofondatore di Gate-away.com &#8211; confermano l&#8217;interesse dei cittadini da tutto il mondo per l&#8217;Italia ed in particolare per la Calabria grazie al suo patrimonio culturale e naturalistico&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-gate-away-nel-2024-aumentano-stranieri-in-cerca-di-abitazioni-in-calabria/">Report &#8216;Gate-away&#8217;: nel 2024 aumentano stranieri in cerca di abitazioni in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Report Istat: Stipendi donne e uomini in Italia, tante le differenze</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-istat-stipendi-donne-e-uomini-in-italia-tante-le-differenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 07:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[differenze]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
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		<category><![CDATA[stipendi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, nel 2022, il GPG, ovvero il differenziale di genere nelle retribuzioni orarie medie, si attesta al 5,6%: la retribuzione oraria media maschile è pari a 16,8 euro e quella femminile a 15,9 euro. Il gap tende ad ampliarsi tra i laureati (16,6%), tra i quali la retribuzione media oraria è di 20,3 euro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-istat-stipendi-donne-e-uomini-in-italia-tante-le-differenze/">Report Istat: Stipendi donne e uomini in Italia, tante le differenze</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="art-text"><span id="U111268306944XzF">In Italia, nel 2022, il GPG, ovvero il differenziale di genere nelle retribuzioni orarie medie, si attesta al 5,6%</span>: la retribuzione oraria media maschile è pari a 16,8 euro e quella femminile a 15,9 euro. Il gap tende ad ampliarsi tra i laureati (16,6%), tra i quali la retribuzione media oraria è di 20,3 euro per le donne e di 24,3 euro per gli uomini, ma anche tra i dipendenti con al più l’istruzione secondaria inferiore (15,2%), sebbene su livelli retributivi orari decisamente più bassi (11,1 euro per le donne e 13,1 euro per gli uomini).  Il GPG più contenuto (10,7%) si osserva tra chi ha conseguito un titolo di studio secondario superiore, titolo più diffuso sia tra gli uomini che tra le donne, in corrispondenza di retribuzioni orarie di 14 euro per le diplomate e di 15,7 euro per i diplomati. Lo indica l&#8217;Istat nel Report sulla struttura delle retribuzioni in Italia nel 2022.</p>
<p class="art-text">Il <span id="U111268306944BeD">gap salariale aumenta tra le professioni con una ridotta presenza femminile</span>: nel gruppo dei Dirigenti, raggiunge un valore del 30,8% in corrispondenza delle retribuzioni orarie più alte, sia per le donne (34,5 euro) sia per gli uomini (49,8 euro); segue il gruppo delle Forze Armate (27,7%), con valori della retribuzione oraria pari a 16,9 euro e 23,4 euro rispettivamente, e quello degli Artigiani e operai specializzati (17,6%), per i quali le retribuzioni orarie ammontano a 10,6 euro per le donne e 12,8 euro per gli uomini. Tralasciando il Personale specializzato addetto all’agricoltura, alle foreste e alla pesca, che nel campo di osservazione della rilevazione ha una ridotta rappresentatività, il più basso GPG si registra nelle Professioni intellettuali e scientifiche (8,4%) e nelle Professioni non qualificate (9,3%), caratterizzate anche da retribuzioni orarie particolarmente basse (10 euro per le donne e 11 euro per gli uomini). Il gruppo delle Professioni intellettuali e scientifiche, infine, si caratterizza per elevati livelli retribuitivi (secondi solo a quelli dei dirigenti, attestandosi a 23,4 euro tra le donne e a 25,5 euro tra gli uomini), un basso livello del GPG (8,4%) e una marcata presenza di lavoratrici donne.</p>
<p class="art-text">Uno dei fattori che nel nostro Paese concorre fortemente a determinare il differenziale salariale di genere è l’effetto di composizione tra il comparto a controllo pubblico (l’insieme delle istituzioni pubbliche e delle imprese a prevalente controllo pubblico) e quello a controllo privato (l’insieme delle unità economiche, imprese e istituzioni, private sulle quali il controllo privato è totale o prevalente). Se infatti il GPG nel comparto a controllo privato è pari al 15,9%, nel comparto a controllo pubblico scende al 5,2%. In quest’ultimo le donne sono la maggioranza (55,6% dei dipendenti), hanno un elevato livello di istruzione e la più alta retribuzione oraria: tra le laureate la retribuzione oraria arriva a 23 euro ed è di ben 6,9 euro superiore a quelle delle laureate nel comparto privato; tra gli uomini la differenza si riduce a 4,1 punti, con retribuzioni orarie pari a 26,6 euro nel pubblico e a 22,5 euro nel privato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-istat-stipendi-donne-e-uomini-in-italia-tante-le-differenze/">Report Istat: Stipendi donne e uomini in Italia, tante le differenze</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Report &#8216;I numeri del cancro&#8217;: Nel 2024 in Italia 390mila casi tumore. Oncologi, &#8216;la metà potrà guarire&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-i-numeri-del-cancro-nel-2024-in-italia-390mila-casi-tumore-oncologi-la-meta-potra-guarire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 10:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Aiom]]></category>
		<category><![CDATA[oncologi]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[Tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2024, in Italia sono stimate 390.100 nuove diagnosi di tumore, numeri stabili rispetto al biennio precedente. Ma la metà dei cittadini che oggi si ammala è destinata a guarire perché, in base alle stime di sopravvivenza a lungo termine, avrà la stessa attesa di vita di chi non ha sviluppato il cancro. Una tendenza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2024, in Italia sono stimate 390.100 nuove diagnosi di tumore, numeri stabili rispetto al biennio precedente. Ma la metà dei cittadini che oggi si ammala è destinata a guarire perché, in base alle stime di sopravvivenza a lungo termine, avrà la stessa attesa di vita di chi non ha sviluppato il cancro. Una tendenza favorevole con un altro dato positivo: la mortalità tra i 20-49enni in 15 anni (2006-2021) è scesa del 21,4% nelle donne e del 28% negli uomini. Significativa la riduzione dei decessi per carcinoma polmonare: -46,4% nelle donne e -35,5% nei maschi. E&#8217; la fotografia del rapporto Aiom &#8216;I numeri del cancro in Italia 2024&#8217;. Il volume &#8216;I numeri del cancro&#8217;, presentato oggi, è la pubblicazione ufficiale, giunta alla 14/ma edizione, che descrive gli aspetti relativi alla diagnosi e terapia delle neoplasie grazie al lavoro dell&#8217;Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Airtum (Associazione Italiana Registri Tumori), Fondazione Aiom, Osservatorio Nazionale Screening (Ons), Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), Passi d&#8217;Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (Siapec).</p>
<p>&#8220;Per stimare i numeri del cancro nel 2024 in Italia, sono stati raccolti i dati da 35 Registri Tumori che coprono una popolazione di oltre 44 milioni di persone, cioè l&#8217;80% dei cittadini&#8221;, sottolinea Fabrizio Stracci, Presidente Airtum. I dati dei Registri Tumori indicano anche un costante aumento della prevalenza, cioè del numero di persone che vivono dopo la diagnosi, circa l&#8217;1,5% l&#8217;anno nell&#8217;ultimo decennio (1,6% nelle donne e 1,3% negli uomini). &#8220;Oggi sono quasi 3,7 milioni (3.661.499) di cittadini, il 6,2% dell&#8217;intera popolazione &#8211; spiega Diego Serraino, Direttore Epidemiologia Oncologica e Registro Tumori del Friuli Venezia Giulia, Centro di Riferimento Oncologico, Irccs, Aviano -. E la metà delle persone che si ammalano di cancro nel 2024 è destinata a guarire&#8221;. Per quanto riguarda i tumori ginecologici, afferma l&#8217;esperto, &#8220;la probabilità di guarigione per le donne colpite, nello scorso decennio, da tumore del corpo dell&#8217;utero è stata del 69%, per il collo dell&#8217;utero del 58%, per l&#8217;ovaio del 32%. È evidente il ruolo della diagnosi precoce nell&#8217;aumentare le probabilità di superare definitivamente la malattia. Nel carcinoma della mammella è pari complessivamente al 73%, ma passa dal 99% nello stadio I all&#8217;81% nello stadio II per scendere al 36% nel III e IV. Considerando tutti gli stadi, chi si è ammalato di tumore del colon-retto ha una probabilità di guarire del 56%, dal 92% se la malattia è diagnosticata in stadio precoce al 71% in stadio II&#8221;. </p>
<p><strong>In Italia calano decessi per tumore in fascia d&#8217;età 20-49 anni. In 15 anni diminuiti del 21% nelle donne e 28% negli uomini</strong><br />
Diminuiscono i decessi per cancro nei giovani adulti 20-49enni: complessivamente, in 15 anni (2006-2021) la mortalità è diminuita del 21,4% nelle donne e del 28% negli uomini. E si registra un costante incremento, grazie soprattutto ai progressi delle terapie, del numero di persone che vivono dopo la diagnosi di tumore: nel 2024 sono circa 3,7 milioni. Il dato, che lascia ben sperare, è contenuto nel rapporto &#8216;I numeri del cancro in Italia 2024&#8217;.<br />
&#8220;Anche se la stima del numero di nuovi casi di cancro è di poco inferiore a quelle del 2022 e del 2023 &#8211; afferma Francesco Perrone, presidente Aiom &#8211; non si può essere particolarmente ottimisti in un quadro più generale di prevalenza ancora alta di fattori di rischio comportamentali e ambientali che contribuiscono a causare il cancro. Si tratta di una materia in cui è necessario investire di più e a molteplici livelli, incluse, ad esempio, le riforme che Aiom sta promuovendo per rendere più efficace la lotta al tabagismo&#8221;. Emerge che il tumore più frequentemente diagnosticato in Italia, nel 2024, è il carcinoma della mammella (53.686 casi), seguito dal colon-retto (48.706), polmone (44.831), prostata (40.192) e vescica (31.016). La mortalità, soprattutto tra i giovani adulti, però, diminuisce: &#8220;In 15 anni, sono state 786 le vite salvate tra le donne e 939 tra gli uomini in questa fascia d&#8217;età &#8211; afferma Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom &#8211; ed è importante la diminuzione nella mortalità per tumore del polmone tra gli under 50, se si considera che questa neoplasia rappresenta la prima causa di morte oncologica negli uomini giovani adulti e la seconda nelle donne dopo il tumore al seno.<br />
I dati sugli stili di vita degli italiani sottolineano tuttavia la necessità di rafforzare gli sforzi per la prevenzione attraverso la lotta al fumo, altrimenti si rischia nei prossimi anni un&#8217;inversione della tendenza&#8221;.    </p>
<p><strong>Sale adesione a screening ma ancora forte gap tra Regioni Oncologi, &#8216;male sugli stili di vita, in Italia boom di sedentari&#8217;</strong><br />
Nel 2023, rispetto agli anni precedenti, si registra una maggiore adesione degli italiani ai programmi di screening per la prevenzione oncologica: si raggiunge infatti il 49% per lo screening mammografico, il 47% per quello cervicale e il 32% per quello colorettale. Ciononostante, restano ancora notevoli differenze territoriali, con le Regioni meridionali che fanno registrare livelli di adesione inferiori rispetto alle altre aree in tutti e tre i programmi di screening. E serve più attenzione anche agli stili di vita: il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 18% consuma alcol in quantità a rischio e si registra un boom di sedentari, aumentati dal 23% nel 2008 al 28% nel 2023. E&#8217; il quadro delineato dal rapporto &#8216;I numeri del cancro in Italia 2024&#8217;, presentato oggi dall&#8217;Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).<br />
&#8220;I dati &#8211; afferma Paola Mantellini, direttrice Osservatorio Nazionale Screening &#8211; mostrano i progressivi miglioramenti dei programmi di screening, sia in termini di capacità di invito che di copertura. Nel 2023, quasi 16 milioni di persone, cioè oltre il 90% della popolazione italiana in età target per lo screening mammografico, colorettale e cervicale è stata regolarmente invitata. Vanno però ridotte le differenze nell&#8217;adesione, che restano ancora significative a livello territoriale. Per quanto riguarda la mammografia, la copertura ha raggiunto il 62% al Nord, il 51% al Centro e il 31% al Sud. Lo screening cervicale mostra un livello di copertura pari al 57% al Nord, al 45% al Centro e al 35% al Sud. Inferiori le percentuali di adesione allo screening colorettale: 45% al Nord, 32% al Centro e 15% al Sud&#8221;. Ma la prevenzione passa anche dagli stili di vita corretti, aspetto per il quale gli italiani non brillano. &#8220;Il fumo è più frequente fra gli uomini, fra i più giovani, fra i residenti nel Centro-Sud ed è fortemente associato allo svantaggio sociale &#8211; conclude Maria Masocco, responsabile scientifico dei sistemi di sorveglianza Passi e Passi d&#8217;argento, coordinati dall&#8217;Iss -. Anche sovrappeso e obesità sono un importante fattore di rischio oncologico. E la sedentarietà è aumentata, passando dal 23% del 2008 al 28% nel 2023. L&#8217;incremento è stato più veloce fra i più giovani e fra le persone con maggiori difficoltà economiche, ed ha riguardato soprattutto il Meridione e il Centro, ampliando il gradiente geografico fra Nord e Sud&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>VIDEO-Report &#8220;Pendolaria&#8221; di Legambiente: Tra le linee peggiori anche le Ferrovie della Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-report-pendolaria-di-legambiente-tra-le-linee-peggiori-anche-le-ferrovie-della-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 12:08:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, il trasporto su ferro resta un tema secondario e i finanziamenti ad oggi risultano essere assolutamente inadeguati. Il risultato è un trasporto che fatica a migliorare e su cui pesano anche gli impatti degli eventi meteo estremi con ritardi e interruzioni sempre più frequenti, i divari cronici tra Nord e Sud del Paese, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-289538-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Stefano_Ciafani__presidente_di_Legambiente.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Stefano_Ciafani__presidente_di_Legambiente.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Stefano_Ciafani__presidente_di_Legambiente.mp4</a></video></div>
<p style="font-weight: 400;">In Italia, il trasporto su ferro resta un tema secondario e i finanziamenti ad oggi risultano essere assolutamente inadeguati. Il risultato è un trasporto che fatica a migliorare e su cui pesano anche gli impatti degli eventi meteo estremi con ritardi e interruzioni sempre più frequenti, i divari cronici tra Nord e Sud del Paese, i tagli ai collegamenti interregionali<strong>. A fare il punto è il nuovo report Pendolaria 2025 di Legambiente, presentato oggi a Roma, che mette in fila dati, numeri e proposte. Partendo dal portafoglio delle risorse, è a dir poco esiguo l&#8217;incremento di 120 milioni previsto nella proposta di legge di Bilancio 2025 per il Fondo Nazionale Trasporti</strong>, sottofinanziato da anni. In valori assoluti, i finanziamenti nazionali per il trasporto su ferro e su gomma sono passati <strong>da circa 6,2 miliardi di euro nel 2009 a 5,2 miliardi nel 2024,</strong>ma questi importi restano ben al di sotto delle necessità e rappresentano un<strong>–36% se si considera l&#8217;inflazione di questi ultimi 15 anni. </strong>Nel frattempo, <strong>il progetto del Ponte sullo Stretto continua a drenare ingentissime risorse pubbliche. Lo scorso anno, 1.6 miliardi sono stati dirottati dalla quota dei Fondi per lo sviluppo e la coesione (FSC) destinati direttamente alle regioni Calabria e Sicilia, mentre ora sono state alleggerite ulteriormente (da 9,3 a 6,9 miliardi) le spese a carico dello Stato,</strong>aumentando da 2,3 a 7,7 miliardi il contributo FSC. L&#8217;aspetto drammatico è che <strong>oltre l&#8217;87% degli stanziamenti infrastrutturali fino al 2038 riguarderanno il Ponte </strong>sullo Stretto, lasciando irrisolti problemi cronici come le linee chiuse o i servizi sospesi da oltre un decennio. A questo si aggiungono criticità nelle infrastrutture di trasporto urbano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oltre ai finanziamenti inadeguati, a pesare sul trasporto pubblico sono anche gli impatti della crisi climatica. Sono <strong>203 gli eventi meteo estremi </strong>che in Italia negli ultimi 14 anni &#8211; tra il 2010 e il 2024 &#8211; hanno causato <strong>interruzioni e ritardi a treni, metro e tram in tutta Italia.</strong>Secondo il Rapporto del Mit <a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/notizia/2022-02/Rapporto_Carraro_Mims.pdf">&#8220;Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità&#8221;,</a><strong>i danni su infrastrutture e mobilità provocati dalla crisi climatica aumenteranno entro il 2050 fino a circa 5 miliardi di euro l&#8217;anno e, in assenza di misure di adattamento, raggiungerebbero un valore tra lo 0,33% e lo 0,55% del PIL italiano al 2050.  </strong><strong>Linee peggiori d&#8217;Italia e tagli ai collegamenti interregionali: </strong>Ritardi cronici, stazioni chiuse da anni e treni poco frequenti sono la sfida quotidiana dei pendolari che utilizzano <strong>le linee peggiori d&#8217;Italia.</strong>Tra le conferme le linee <strong>ex Circumvesuviane</strong>, la <strong>Roma Nord-Viterbo</strong>e la <strong>Catania-Caltagirone-Gela</strong>.<strong>Tra le 7 new entry anche </strong>la rete di <strong>Ferrovie della Calabria</strong>, dove le due linee del taurense (la Gioia Tauro – Palmi – Sinopoli e la Gioia Tauro – Cinquefrondi) sono state sospese integralmente nel 2011 e giacciono in stato di abbandono.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il Sud, il grande dimenticato: </strong>qui la situazione del trasporto su ferro resta critica: l<strong>&#8216;età media dei treni, pari a 17,5 anni, è ancora superiore a quella del Nord, dove si è scesi a 9 anni. </strong>I treni regionali <strong>in Calabria</strong> hanno un&#8217;età media di oltre vent&#8217;anni (20,1) costituendo la flotta più vecchia d&#8217;Italia, seconda solo all&#8217; Umbria, ed il numero dei viaggiatori è in costante calo.  Inoltre, la rete ferroviaria del Mezzogiorno è ancora in gran parte non elettrificata e sono diverse le linee dismesse <strong>tra le quali quelle che da Gioia Tauro portano a Palmi e a Cinquefrondi in Calabria, il cui servizio è sospeso da 13 anni. </strong>In Calabria esistono <strong>casi emblematici come il collegamento Cosenza -Crotone </strong>che <strong>richiede almeno 3 ore</strong> per percorrere 115 km di distanza.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>La mobilità in Calabria, nonostante alcuni miglioramenti infrastrutturali ed i rinnovi parzialmente avvenuti nel parco treni &#8211; </em><strong>afferma Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria &#8211;</strong><em>continua ad essere una nota dolente. Nella nostra regione è complesso spostarsi senza l&#8217;utilizzo di un mezzo privato e ci sono tassi molto elevati di motorizzazione con conseguenze negative sull&#8217;inquinamento ambientale e sulla vivibilità delle città oltre che sulla salute delle persone&#8221;. &#8220;Si tratta di elementi </em>&#8211; prosegue Parretta &#8211;<em>che incidono necessariamente sulla qualità della vita dei calabresi andando in senso contrario alle logiche della sostenibilità e rappresentano un frammento di quelle dinamiche socio-economiche che stanno contribuendo a spopolare non solo le nostre aree interne, ma anche le aree metropolitane della regione come sta accadendo a Reggio Calabria che ha perso dal 2001 al 2023 ben 44.851 abitanti pari al 7,95 %. Bisogna ripensare la Calabria a partire dalla mobilità</em>&#8220;.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-report-pendolaria-di-legambiente-tra-le-linee-peggiori-anche-le-ferrovie-della-calabria/">VIDEO-Report &#8220;Pendolaria&#8221; di Legambiente: Tra le linee peggiori anche le Ferrovie della Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Report Arpacal: Raccolta differenziata in Calabria in aumento di oltre 4 punti percentuali in tre anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-arpacal-raccolta-differenziata-in-calabria-in-aumento-di-oltre-4-punti-percentuali-in-tre-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 14:07:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Arpacal]]></category>
		<category><![CDATA[differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati 2023 del Catasto Regionale Rifiuti, gestito da Arpacal, evidenziano un miglioramento progressivo nella gestione dei rifiuti urbani e nella raccolta differenziata (RD) nelle cinque province della Calabria (Catanzaro, Crotone, Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia). Il totale regionale è passato dal 52,04% (2021) al 56,28% (2023), con un aumento di oltre 4 punti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-arpacal-raccolta-differenziata-in-calabria-in-aumento-di-oltre-4-punti-percentuali-in-tre-anni/">Report Arpacal: Raccolta differenziata in Calabria in aumento di oltre 4 punti percentuali in tre anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati 2023 del Catasto Regionale Rifiuti, gestito da Arpacal, evidenziano un miglioramento progressivo nella gestione dei rifiuti urbani e nella raccolta differenziata (RD) nelle cinque province della Calabria (Catanzaro, Crotone, Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia).  Il totale regionale è passato dal 52,04% (2021) al 56,28% (2023), con un aumento di oltre 4 punti percentuali in tre anni. Su base provinciale, Catanzaro è la provincia con la performance più alta, raggiungendo il 66,40%, Vibo Valentia si colloca al secondo posto con il 61,97%. Le Province con maggiori progressi sono: Crotone, che passa dal 35,90% (2021) al 44,49% (2023), con un incremento di quasi 9 punti percentuali e Reggio Calabria (RC) che ha migliorato notevolmente, salendo dal 36,19% (2021) al 44,05% (2023). Stabile la provinciale di Cosenza (CS) con il 61,39% che registra una crescita più contenuta ma costante, indicando un già buon livello di partenza. La produzione complessiva di rifiuti urbani, su una popolazione di 1,838,150 abitanti, è scesa da 739,462 nel 2022 a 732,046.06 tonnellate nel 2023, con una riduzione pro-capite di 398,25 kg per abitante l’anno. La raccolta differenziata è salita dal 54,6% al 56,28%, senza però raggiungere l’obiettivo del 65% previsto dal d.lgs. n.152/2006. Incidono sul risultato regionale della raccolta differenziata i valori delle provincie di Reggio Calabria (44,05) e Crotone (44,49), entrambe al di sotto delle provincie di Catanzaro (66,40), Cosenza (61,39) e Vibo Valentia (61,97).</p>
<p>Tra i Comuni capoluogo, Vibo Valentia si distingue con il 69.59%, seguita da Catanzaro con il 69,37 e Cosenza con il 61, mentre Crotone con il 26,97 e Reggio Calabria con il 40,27 abbassano il dato regionale complessivo al 56,28%. A pesare, in particolare, il dato relativo al Comune di Crotone dove si riscontra ancora oggi il valore più basso di raccolta differenziata (26,97%).<br />
COMUNI. Su base comunale, i migliori risultati si sono registrati nella provincia di Catanzaro con Soveria Simeri (89,58%), Gimigliano (89,40%), Sellia (87,14%), Tiriolo (87,03%) e uno in provincia di Cosenza nel Comune di Montegiordano (87,78%). Infine, uno sguardo alla quantità (in tonnellate) di ciascuna frazione merceologica raccolta nel 2023. La macrocategoria “forsu+verde” (frazione umida e verde) calcolata sul totale della RD, sia in termini numerici che di percentuale, risulta avere il maggiore peso.<br />
Le altre frazioni merceologiche che hanno una maggiore incidenza sono rappresentate in ordine dalla carta e cartoni, dal multimateriale e vetro, con una distribuzione decrescente per le altre tipologie di rifiuti.</p>
<p>Le fonti dei dati, ai fini della redazione del Report sono essenzialmente quelli forniti dai comuni attraverso la piattaforma STR Calabria MYSIR (ai sensi della delibera di giunta regionale n. 146/2021,), nonché i MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) degli stessi Enti comunali e quelli dei diversi impianti di recupero/smaltimento presenti nella banca dati Ecocerved che costituiscono i documenti ufficiali ambientali. Per i dati sulla popolazione si fa riferimento ai dati ISTAT. Questi risultati segnano un passo avanti per la sostenibilità ambientale in Calabria, ma richiedono ulteriori interventi per migliorare l’efficienza del sistema rifiuti e raggiungere i target europei. Gli obiettivi fondamentali della normativa ambientale sono costituiti dalla riduzione della quantità dei rifiuti affiancata a una raccolta differenziata efficace mirata alla riduzione della quota destinata a smaltimento in discariche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-arpacal-raccolta-differenziata-in-calabria-in-aumento-di-oltre-4-punti-percentuali-in-tre-anni/">Report Arpacal: Raccolta differenziata in Calabria in aumento di oltre 4 punti percentuali in tre anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Report organizzazione &#8216;Basta Vittime sulla SS 106&#8243;: Sulla Statale in Calabria 28 morti da inizio 2024</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-organizzazione-basta-vittime-sulla-ss-106-sulla-statale-in-calabria-28-morti-da-inizio-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 08:45:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['Basta Vittime sulla SS 106"]]></category>
		<category><![CDATA[2024]]></category>
		<category><![CDATA[28 morti]]></category>
		<category><![CDATA[inizio]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[statale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pasquale Bruno, l&#8217;uomo di 47 anni che ha perso la vita nel pomeriggio dello scorso 5 novembre in un incidente in moto in contrada &#8216;Torricella&#8217; di Corigliano Rossano (CS, è la ventottesima vittima sulla Strada Statale 106 dall&#8217;inizio del 2024. Il dato è contenuto in un report stilato dall&#8217;Organizzazione di volontariato &#8216;Basta Vittime sulla Ss [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pasquale Bruno, l&#8217;uomo di 47 anni che ha perso la vita nel pomeriggio dello scorso 5 novembre in un incidente in moto<br />
in contrada &#8216;Torricella&#8217; di Corigliano Rossano (CS, è la ventottesima vittima sulla Strada Statale 106 dall&#8217;inizio del 2024. Il dato è contenuto in un report stilato dall&#8217;Organizzazione di volontariato &#8216;Basta Vittime sulla Ss 106&#8217;, che parla di &#8216;una vittima ogni 11<br />
giorni&#8217;. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, sono state 11 le vittime registrate in provincia di Catanzaro, 8 in provincia di Reggio Calabria, 7 in provincia di Cosenza, 2 in provincia di Crotone. </p>
<p>&#8220;Questo è il bollettino di guerra sulla famigerata &#8216;Strada della morte&#8217; nel 2024 &#8211; riferisce l&#8217;Odv in una nota -, un anno che si attesta di diritto tra i peggiori negli ultimi dieci anni in materia di mortalità stradale e che vede ad oggi un incremento di 6 vittime rispetto al 2023&#8221;.</p>
<p>Il 2024, inoltre, è un anno nel quale, &#8220;dai dati Aci-Istat emerge un dato sconfortante per la Calabria: è la regione in cui, nel corso del 2023, si è registrato l&#8217;incremento maggiore di vittime in incidenti stradali in Italia&#8221;, con &#8220;109 persone decedute rispetto alle 74 del 2022&#8221;. &#8220;La più grande strage di Stato della storia della Repubblica italiana&#8221;, così l&#8217;organizzazione &#8216;Basta Vittime sulla 106&#8217;, nel commentare i dati sulla mortalità stradale in Calabria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-organizzazione-basta-vittime-sulla-ss-106-sulla-statale-in-calabria-28-morti-da-inizio-2024/">Report organizzazione &#8216;Basta Vittime sulla SS 106&#8243;: Sulla Statale in Calabria 28 morti da inizio 2024</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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