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	<title>reflui Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 14 Mar 2026 08:24:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Belvedere Spinello, depurazione e servizio idrico: indagine chiusa, coinvolti amministratori e funzionari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 08:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e di contrasto ai reati in materia ambientale, disposti e coordinati dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, i Carabinieri della Stazione di Belvedere Spinello hanno sviluppato una articolata attività d’indagine concernente la gestione del servizio idrico integrato e, in particolare, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-370177-1" width="696" height="381" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/VIDEO-2026-03-14-07-47-11.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/VIDEO-2026-03-14-07-47-11.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/VIDEO-2026-03-14-07-47-11.mp4</a></video></div>
<p>Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e di contrasto ai reati in materia ambientale, disposti e coordinati dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, i Carabinieri della Stazione di Belvedere Spinello hanno sviluppato una articolata attività d’indagine concernente la gestione del servizio idrico integrato e, in particolare, il funzionamento degli impianti di depurazione ubicati nel territorio del Comune di <strong>Belvedere Spinello</strong>. L’attività investigativa ha consentito di ricostruire, un quadro di protratte omissioni ritenute rilevanti sotto il profilo penale in relazione agli <strong>impianti di depurazione</strong> siti in località “Chiusa del Pozzo” e “Chiatrette”, che, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbero stati mantenuti in condizioni tali da impedire lo sversamento continuo e incontrollato di reflui fognari non trattati, con deflusso lungo le linee di drenaggio naturale fino al <strong>fiume Neto,</strong> nonché con conseguente impaludamento di aree del territorio comunale e compromissione delle matrici ambientali.</p>
<p>In tale contesto, la Procura della Repubblica di Crotone ha notificato avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di quattro soggetti, contestando, a vario titolo e secondo le rispettive posizioni, reati di rifiuto e omissione di atti d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, inquinamento ambientale e abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi. Nel dettaglio, secondo l’impostazione accusatoria, agli indagati vengono contestate, in primo luogo, condotte omissive consistite nel non avere adottato gli interventi ritenuti necessari, per ragioni di igiene e sanità, al fine di garantire il corretto funzionamento degli impianti di depurazione e impedire la dispersione dei reflui non trattati. In particolare, viene contestato che, pur in presenza di una situazione nota da tempo, non sarebbero stati assunti atti concreti e tempestivi idonei a fronteggiare la paralisi depurativa e a tutelare salute pubblica e ambiente. La Procura contesta inoltre che, nonostante la formale approvazione delle tariffe del servizio idrico integrato e dei relativi strumenti finanziari, sarebbe stata omessa l’emissione dei ruoli e la riscossione dei corrispettivi dovuti dagli utenti, determinando, secondo l’ipotesi investigativa, una mancanza di risorse essenziali per la conduzione e manutenzione del servizio e creando una stretta correlazione tra la mancata fatturazione, il degrado infrastrutturale e il mancato trattamento dei reflui. Ulteriore profilo contestato riguarda la gestione delle richieste di finanziamento rivolte alla Regione Calabria per il superamento delle criticità depurative: secondo la ricostruzione accusatoria, tali istanze non sarebbero state adeguatamente supportate da documentazione tecnica congrua, quadri economici sufficientemente giustificati e idonea base progettuale, in un contesto caratterizzato, sempre secondo gli atti d’indagine, dalla carenza di elaborati tecnici indispensabili per una corretta rifunzionalizzazione degli impianti. Viene poi contestato che, a fronte di un concreto e accertato pericolo per la salubrità dei luoghi e per la salute dei residenti, non sarebbero stati adottati neppure i provvedimenti contingibili e urgenti previsti dagli artt. 50 e 54 del Testo unico degli enti locali.</p>
<p>Sotto ulteriore profilo, la Procura ha contestato ipotesi di falsità ideologica in atti pubblici, ritenendo che nei bilanci relativi agli anni 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025 sarebbero state iscritte previsioni di entrata del servizio idrico non fondate su titoli giuridici effettivi e verificabili, in quanto riferite a somme mai richieste agli utenti mediante emissione dei ruoli e mai riscosse, con conseguente rappresentazione non veritiera dell’equilibrio economico-finanziario del servizio. Particolarmente rilevante è, inoltre, la contestazione del delitto di inquinamento ambientale, formulata in relazione alla ritenuta compromissione e al deterioramento significativi e misurabili delle acque del fiume Neto e di estese porzioni di suolo e sottosuolo. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli sversamenti avrebbero interessato un’area di particolare pregio naturalistico, inserita nella Rete Natura 2000 quale Zona di Protezione Speciale “Foce del Neto”, determinando immissioni di carichi organici e batteriologici, tra cui Escherichia coli, con alterazione dello stato ecologico delle acque, processi di eutrofizzazione distrofica e grave pregiudizio per habitat, biodiversità, macrofauna bentonica e ittiofauna, come risulterebbe dagli accertamenti tecnici richiamati nell’atto. Da ultimo, a carico di uno degli indagati è stata contestata anche la violazione in materia di abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi, per la presenza, in prossimità dell’impianto di depurazione sito in località “Chiatrette”, di circa 2 metri cubi di rifiuti costituiti da ingombranti, RAEE e imballaggi.</p>
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		<title>Guardia costiera sequestra tutte le stazioni di sollevamento dei reflui fognari a Stalettì</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 11:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono finite sotto sequestro sette stazioni di sollevamento a servizio della rete fognaria del borgo del Comune di Stalettì (CZ). L&#8217;intervento, nell’ambito di controlli mirati alla tutela dell’ecosistema marino e costiero, da parte dei militari del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Soverato. Dai controlli effettuati è emerso che tutte e sette [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono finite sotto sequestro sette stazioni di sollevamento a servizio della rete fognaria del borgo del Comune di Stalettì (CZ). L&#8217;intervento, nell’ambito di controlli mirati alla tutela dell’ecosistema marino e costiero, da parte dei militari del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Soverato. Dai controlli effettuati è emerso che tutte e sette stazioni di sollevamento, costituite da vasche in cemento armato, sebbene fornite di collegamento ad altrettante cabine Enel, risultavano prive di alimentazione elettrica, non funzionanti ed in avanzato stato di degrado. I reflui fognari in arrivo nelle predette vasche venivano sversati, tramite tubazioni, in vicini canali di acque superficiali senza essere sottoposti ad alcun ciclo depurativo causando così l’inquinamento dei corpi recettori e dell’ambiente circostante.</p>
<p>L’aspetto più allarmante della vicenda è costituito dal fatto che le sette infrastrutture sequestrate rappresentano la totalità delle stazioni di sollevamento presenti sul territorio comunale interessato e quindi tutti i liquami prodotti dall’intera comunità urbana venivano sversati nell’ambiente senza alcuna bonifica preventiva. I risultati analitici dei campioni prelevati hanno confermato la presenza di un’altissima carica batterica che qualifica inequivocabilmente gli scarichi posti a controllo quali acque reflue urbane. I responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria con l’ipotesi di reato di abbandono di rifiuti allo stato liquido sul suolo e nelle acque superficiali.</p>
<p>Sono state inoltre comminate sanzioni per un importo totale massimo pari a 600.000 euro per scarichi non autorizzati mediante tubazione nei canali di raccolta delle acquee meteoriche e poiché vi era il superamento dei limiti tabellari consentiti dal testo unico ambientale. L’obiettivo dell’Ufficio Circondariale Marittimo Guardia costiera di Soverato, in ossequio a specifiche attribuzioni di legge, rimane quello di tutelare flora e fauna degli habitat marini e dei siti di Interesse Comunitario, garantendo al tempo stesso la qualità delle acque di balneazione</p>
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		<title>Reflui scaricati in torrente, Guardia costiera sequestra il depuratore del Comune di Girifalco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 12:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale dell&#8217;Ufficio circondariale marittimo di Soverato, hanno posto sotto sequestro penale il depuratore del Comune di Girifalco in una indagine nel corso della quale ad alcune persone è stata contestata l&#8217;ipotesi di reato di abbandono di rifiuti speciali tra cui vaglio, sabbie, fanghi e reflui fognari. Nel corso del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale dell&#8217;Ufficio circondariale marittimo di Soverato, hanno posto sotto sequestro penale il depuratore del Comune di Girifalco in una indagine nel corso della quale ad alcune persone è stata contestata l&#8217;ipotesi di reato di abbandono di rifiuti speciali tra cui vaglio, sabbie, fanghi e reflui fognari. Nel corso del controllo effettuato all&#8217;impianto, sarebbero state rilevate diverse anomalie ed in particolare sarebbe stato trovato un tubo &#8220;by-pass&#8221; dal quale fuoriuscivano reflui fognari non depurati che scaricano direttamente nel fosso &#8220;Maligno&#8221;.</p>
<p>Oltre al sequestro, ai responsabili è stata comminata una sanzione amministrativa per scarico di reflui in uscita con superamento limiti tabellari che prevede una sanzione pecuniaria da 3.000 a 30.000 euro. Analoghi controlli sono stati effettuati anche al depuratore delle acque reflue del comune di Borgia dove sarebbe stato riscontrato che i fanghi di depurazione venivano abbandonati nelle acque superficiali, ragione per cui il responsabile è stato deferito alla competente Autorità giudiziaria.</p>
<p>Allo stesso soggetto è stata contestata anche una sanzione amministrativa con un minimo di 6.000 euro ed un massimo di 60.000 euro in quanto nel depuratore è stato trovato un tubo in plastica che collega la vasca di arrivo reflui direttamente al pozzetto finale d&#8217;uscita costituendo un cosiddetto &#8220;by-pass&#8221; che permette l&#8217;immissione in ambiente di reflui urbani non depurati.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Reflui non trattati scaricati nel fiume Castace, sequestri nel Catanzarese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reflui-non-trattati-scaricati-nel-fiume-castace-sequestri-nel-catanzarese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 07:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia costiera di Soverato ha effettuato tre sequestri nei pressi del fiume Castace a Catanzaro. I militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Soverato. in sinergia operativa con personale della sezione ambientale della Polizia Locale del capoluogo, nell’ambito delle attività mirate alla verifica della legittimità di eventuali scarichi di acque reflue nel corso d’acqua, hanno accertato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia costiera di Soverato ha effettuato tre sequestri nei pressi del fiume Castace a Catanzaro. I militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Soverato. in sinergia operativa con personale della sezione ambientale della Polizia Locale del capoluogo, nell’ambito delle attività mirate alla verifica della legittimità di eventuali scarichi di acque reflue nel corso d’acqua, hanno accertato infatti che un autolavaggio scaricava i reflui della propria attività industriale in un pozzetto della rete fognaria comunale senza effettuare alcun tipo di processo depurativo ed in assenza della prevista autorizzazione ambientale. </p>
<p>L’attività è stata sequestrata e il titolare denunciato per scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione. Inoltre, sempre nel contesto delle medesime azioni di controllo, i militari hanno apposto i sigilli ad un altro pozzetto di scarico al quale venivano convogliati i reflui derivanti da attività di lavorazione e lavaggio di materiali da costruzione da sottoporre a prove tecniche di laboratorio.</p>
<p>Inoltre, si è accertato che il titolare di un’attività di ristorazione scaricava i reflui dell’itera struttura in un pozzo nero dal quale venivano poi riversati, mediante una pompa ad immersione, direttamente in un vicino canale di raccolta delle acque meteoriche per poi confluire nel fiume Castace senza mai essere depurate. Il ristorante è stato sequestrato.</p>
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		<item>
		<title>Sequestrato scarico abusivo di reflui fognari a Catanzaro: denuncia e sanzione per responsabile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestrato-scarico-abusivo-di-reflui-fognari-a-catanzaro-denuncia-e-sanzione-per-responsabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 12:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno scarico abusivo di reflui fognari è stato sequestrato a Catanzaro. I militari dell&#8217;Ufficio circondariale marittimo di Soverato, insieme a personale della Polizia locale di Catanzaro, su delega della Procura della Repubblica, hanno compiuto un accurato controllo dell&#8217;intero asse del fiume Castace. Nel corso delle indagini è stata riscontrato che il fiume, nel tratto che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno scarico abusivo di reflui fognari è stato sequestrato a Catanzaro. I militari dell&#8217;Ufficio circondariale marittimo di Soverato, insieme a personale della Polizia locale di Catanzaro, su delega della Procura della Repubblica, hanno compiuto un accurato controllo dell&#8217;intero asse del fiume Castace. Nel corso delle indagini è stata riscontrato che il fiume, nel tratto che attraversa la località &#8216;Comuneri&#8217; del comune di Catanzaro, risultava invaso da reflui di colore scuro e maleodoranti.</p>
<p>La perlustrazione della zona ha consentito di trovare un pozzetto in calcestruzzo, facente parte della condotta della rete fognaria comunale al quale giungono tutti i reflui relativi alle località Siano, Cava e Santo Janni dello stesso Comune, che sversava tutto il suo contenuto direttamente nel letto del fiume senza che venisse sottoposto ad alcun processo depurativo.</p>
<p>Considerata la gravità della situazione è stato subito effettuato un prelievo delle acque di scarico per le successive analisi da parte dei Tecnici dell&#8217;Agenzia regionale per la protezione dell&#8217;ambiente. Inoltre il pozzetto e lo scarico, totalmente abusivo e privo di ogni autorizzazione, è stato posto sotto sequestro penale, ed il responsabile, oltre che essere deferito alla Procura, è stato verbalizzato con una sanzione amministrativa che va da 6.000 a 60.000 mila euro.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sequestrato-scarico-abusivo-di-reflui-fognari-a-catanzaro-denuncia-e-sanzione-per-responsabile/">Sequestrato scarico abusivo di reflui fognari a Catanzaro: denuncia e sanzione per responsabile</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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