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	<title>racket Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Escalation racket a Lamezia, Irto interroga Piantedosi: quali misure concrete si adotteranno?</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/escalation-racket-a-lamezia-irto-interroga-piantedosi-quali-misure-concrete-si-adotteranno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 08:50:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il senatore Nicola Irto, segretario regionale del Pd Calabria, ha presentato un&#8217;interrogazione al ministro dell&#8217;Interno per chiedere il potenziamento immediato delle forze dell&#8217;ordine e misure straordinarie per fermare l&#8217;escalation di atti intimidatori in corso a Lamezia Terme. L&#8217;atto è stato firmato anche dalla senatrice Vincenza Rando, che nella segreteria nazionale del Pd ha la delega [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il senatore Nicola Irto, segretario regionale del Pd Calabria, ha presentato un&#8217;interrogazione al ministro dell&#8217;Interno per chiedere il potenziamento immediato delle forze dell&#8217;ordine e misure straordinarie per fermare l&#8217;escalation di atti intimidatori in corso a Lamezia Terme. L&#8217;atto è stato firmato anche dalla senatrice Vincenza Rando, che nella segreteria nazionale del Pd ha la delega al contrasto delle mafie, alla legalità e alla trasparenza. Da mesi Lamezia Terme è colpita da una lunga scia di gravi episodi: ordigni fatti esplodere davanti a negozi, minacce con bottiglie incendiarie e proiettili, l&#8217;escavatore dato alle fiamme nel cantiere del quartiere San Teodoro, fino alla tanica di benzina trovata davanti a un emporio in via Fusco. Una sequenza che ha creato paura, tensione e un clima pesante tra commercianti, imprenditori e cittadini. </p>
<p>&#8220;In atto vi è – dichiara Irto – un&#8217;escalation vera e propria. Non siamo davanti a episodi isolati, ma a una strategia intimidatoria che va fermata subito. Ho chiesto al ministro più uomini sul territorio, più controlli, più presenza dello Stato. Lamezia non può essere lasciata sola&#8221;. Il segretario del Pd Calabria chiede anche chiarezza sui fatti e sottolinea: &#8220;Il governo deve dire che cosa sa sull&#8217;andamento delle indagini, a che punto sono e quali misure concrete intenda adottare. I cittadini hanno diritto alla sicurezza e anche a risposte certe&#8221;. </p>
<p>&#8220;Difendere Lamezia – prosegue il senatore dem – vuol dire salvaguardare l&#8217;economia, il lavoro e la libertà di un&#8217;intera area della regione. Nessuno può pensare di governare un territorio con la paura&#8221;. Il Pd Calabria esprime piena solidarietà a tutti i commercianti, agli imprenditori e ai lavoratori colpiti e conferma che seguirà passo dopo passo l&#8217;evolversi della situazione&#8221;.</p>
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		<title>Lamezia, i tentacoli del racket si allungano ancora: tanica di benzina davanti negozio in via Fusco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-i-tentacoli-del-racket-si-allungano-ancora-tanica-di-benzina-davanti-negozio-in-via-fusco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 09:41:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non si arresta la scia di atti intimidatori che sta interessando Lamezia Terme. La città continua a fare i conti con episodi inquietanti che colpiscono attività commerciali e imprese, alimentando un clima di tensione e preoccupazione. Questa mattina una tanica di benzina è stata rinvenuta davanti all’ingresso di un emporio specializzato in articoli per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non si arresta la scia di atti intimidatori che sta interessando Lamezia Terme. La città continua a fare i conti con episodi inquietanti che colpiscono attività commerciali e imprese, alimentando un clima di tensione e preoccupazione. Questa mattina una tanica di benzina è stata rinvenuta davanti all’ingresso di un emporio specializzato in articoli per la casa, l’igiene e vari prodotti, situato in via Tommaso Fusco a Lamezia Terme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti e raccolto le testimonianze dei titolari dell’attività. Si tratta del sesto episodio di minaccia registrato nel territorio cittadino: tre ai danni di negozianti e due contro imprenditori.</p>
<p>Il primo, in ordine cronologico, il <strong>29 ottobre</strong> in via Miceli, con un ordigno esploso all’ingresso di una attività commerciale. A seguire il <strong>primo novembre</strong> un altro ordigno è stato fatto esplodere all’ingresso di un negozio di abbigliamento in via XX Settembre. E ancora, il <strong>2 novembre</strong> un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere contro l’ingresso di un negozio di ottica su corso Nicotera. Il <strong>14 novembre</strong> una bottiglia con liquido infiammabile e due proiettili sono stati posizionati davanti all&#8217;ingresso dell&#8217;abitazione dell&#8217;imprenditore Franco Perri, proprietario insieme ai fratelli del centro commerciale &#8220;Due Mari&#8221;. Il <strong>7 dicembre</strong> è stato dato alle fiamme un escavatore dell&#8217;impresa Ferraro, impegnata in lavori di riqualificazione nel quartiere San Teodoro.<strong> Oggi</strong> l&#8217;ultimo episodio in via Tommaso Fusco.</p>
<p>Il ripetersi di tali episodi conferma un quadro ormai allarmante: a Lamezia Terme l’emergenza racket appare sempre più evidente e preoccupante, con ricadute dirette sul tessuto economico e sociale della città.</p>
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		<title>Lamezia, incendiato nella notte a San Teodoro escavatore dell&#8217;impresa &#8220;Ferraro Spa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 10:51:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non sembra rallentare l’offensiva del racket in città. Dopo i diversi episodi criminali delle scorse settimane, questa notte intorno alle ore 1:30, ignoti hanno appiccato il fuoco a un piccolo escavatore, mezzo essenziale per i lavori di riqualificazione urbana previsti nell’ambito dei progetti PINQUA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare), nel rione San Teodoro. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non sembra rallentare l’offensiva del racket in città. Dopo i diversi episodi criminali delle scorse settimane, questa notte intorno alle ore 1:30, ignoti hanno appiccato il fuoco a un piccolo escavatore, mezzo essenziale per i lavori di riqualificazione urbana previsti nell’ambito dei progetti PINQUA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare), nel rione San Teodoro. La notizia è stata confermata dal sindaco Mario Murone che condanna con la massima fermezza il vile e inaccettabile atto intimidatorio avvenuto questa notte.</p>
<p>“L’attacco subito non è solo un danno materiale alla Ditta Ferraro SPA, alla quale esprimiamo la nostra più sentita e incondizionata vicinanza, ma è un attacco diretto alla speranza, al futuro e al desiderio di riscatto dell’intera città di Lamezia Terme,” dichiara Murone.<br />
L’atto criminale colpisce un intervento cruciale destinato a migliorare la qualità della vita dei residenti, trasformando un quartiere storico attraverso fondi nazionali e un ambizioso progetto di rigenerazione.<br />
Il Sindaco desidera rassicurare e invitare con forza la Ditta Ferraro SPA a non arretrare di un solo passo: “Vi esorto a proseguire senza esitazioni e con rinnovato impegno per il completamento dell’intervento. La città onesta è con voi e non permetteremo a pochi criminali di frenare il nostro percorso di sviluppo.”<br />
Nei giorni scorsi, in Prefettura a Catanzaro, è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa volto a rafforzare la sinergia tra Istituzioni e Forze dell’Ordine nella prevenzione e nel contrasto alla criminalità organizzata e comune.</p>
<p>“L’attenzione della Prefettura e della Questura sul territorio di Lamezia Terme è del massimo livello e senza sosta, così come sicuramente lo è stata e lo sarà l’azione della Distrettuale Antimafia. Sono fiducioso che si possa fare in tempi brevi piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili. La legalità e il diritto al futuro vinceranno su ogni forma di violenza e intimidazione.”</p>
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		<title>I tentacoli del racket su Lamezia: altri ordigni davanti l&#8217;ingresso di due negozi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 08:00:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; tornata la &#8220;stagione delle bombe&#8221; a Lamezia Terme. C&#8217;è forte preoccupazione per quella che, ormai, si può definire come una vera e propria &#8220;offensiva&#8221; del racket contro le attività commerciali cittadine, Dopo l&#8217;ordigno fatto esplodere, alcuni giorni addietro davanti l&#8217;ingresso di un esercizio commerciale di via Miceli, altri due ordigni hanno squarciato il silenzio della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; tornata la &#8220;stagione delle bombe&#8221; a Lamezia Terme. C&#8217;è forte preoccupazione per quella che, ormai, si può definire come una vera e propria &#8220;offensiva&#8221; del racket contro le attività commerciali cittadine, Dopo l&#8217;ordigno fatto esplodere, alcuni giorni addietro davanti l&#8217;ingresso di un esercizio commerciale di via Miceli, altri due ordigni hanno squarciato il silenzio della notte. Secondo quanto si apprende, infatti, con lo stesso modus operandi sono stati danneggiati gli ingressi di altrui due negozi. Il primo, lo scorso 1 novembre, un negozio di abbigliamento in via XX Settembre e, dopo la mezzanotte di domenica, un negozio di ottica sul centralissimo corso Nicotera.</p>
<p>Le Forze dell&#8217;Ordine sono impegnate a decifrare al meglio i singoli atti che, comunque, ai più appaiono come una vera e propria offensiva , come una strategia criminale per imporsi sul territorio. Al momento non si conoscono elementi sufficienti per comprendere se dietro a queste azioni intimidatorie ci sia la mano delle vecchie cosche che tentano di rialzarsi dopo i pesanti colpi giudiziari ricevuti, oppure se qualche altro gruppo stia cercando di allungare i propri tentacoli sulla città.</p>
<p>Intanto il sindaco Mario Murone precisa &#8220;di avere ricevuto comunicazione dal Prefetto sull’indizione di una riunione del Comitato provinciale per ordine e sicurezza pubblica, convocata per il prossimo mercoledì alle ore 10:30.<br />
“Il prefetto De Rosa Castrese ancora una volta ha dimostra la particolare sensibilità alle esigenze del territorio lametino, rimarcando la presenza dello Stato nel contrastare fenomeni che la cittadinanza tutta deve avversare”.</p>
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		<title>Imprese del sud: cresce la paura di racket e usura, ma cala la percezione di furti e rapine</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/imprese-del-sud-cresce-la-paura-di-racket-e-usura-ma-cala-la-percezione-di-furti-e-rapine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 10:28:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preoccupazione in crescita per le imprese del Sud Italia in merito a fenomeni come usura, estorsione e racket, con la percezione di un aumento rispetto all&#8217;anno precedente. Lo rivela un&#8217;indagine condotta da Confcommercio presentata nel corso della giornata “Legalità ci Piace”, che ha analizzato i dati relativi a imprese e consumatori del terziario di mercato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Preoccupazione in crescita per le imprese del Sud Italia in merito a fenomeni come usura, estorsione e racket, con la percezione di un aumento rispetto all&#8217;anno precedente. Lo rivela un&#8217;indagine condotta da Confcommercio presentata nel corso della giornata “Legalità ci Piace”, che ha analizzato i dati relativi a imprese e consumatori del terziario di mercato del Sud.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Più paura di racket e usura, meno di furti e rapine. </strong>Tra le imprese, il 24,9% teme di essere esposto a usura ed estorsione, percentuali superiori alle medie nazionali (rispettivamente 24,4% e 19,6%). Nonostante ciò, la percezione di furti, rapine e atti vandalici è leggermente inferiore rispetto alla media nazionale (32,3% contro 33,9%). I furti rimangono comunque il crimine più temuto (25,7%), con un impatto negativo sulla sicurezza di imprese, titolari e collaboratori. Di fronte a tali minacce, il 60,3% degli imprenditori ritiene che sia necessario sporgere denuncia, dato inferiore alla media nazionale. Tra le Forze dell&#8217;ordine, la Polizia è il soggetto percepito come più vicino agli imprenditori (42,8%), in leggero aumento rispetto al dato nazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Abusivismo e contraffazione: un freno per le imprese del Sud. </strong>Il 59,8% delle imprese del terziario meridionale si sente penalizzata da abusivismo e contraffazione, dato inferiore alla media nazionale (62,8%). Per contrastare questi fenomeni, l&#8217;82% delle imprese ha già investito in misure di sicurezza, soprattutto in sistemi di videosorveglianza e antifurto, con una percentuale superiore alla media nazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong><strong>Acquisti illegali: online la trappola della contraffazione. </strong>Il 24,9% dei consumatori del Sud ha acquistato prodotti contraffatti o servizi illegali nel 2023, dato leggermente superiore alla media nazionale (24,2%). Tra questi, il 64,7% ha utilizzato canali di vendita online (in linea con i dati nazionali) e quasi la metà (49,8%) ha effettuato acquisti esclusivamente online. I prodotti contraffatti più diffusi sono capi di abbigliamento (64,3%), pelletteria (33,3%) e calzature (34,9%). L&#8217;acquisto di prodotti illegali è motivato principalmente da ragioni economiche (71,7%), con la convinzione di fare un buon affare. Il 69,3% dei consumatori è consapevole dei rischi associati all&#8217;acquisto illegale, che includono pericoli per la salute (70,2%), la sicurezza (54,1%) e la bassa qualità dei prodotti (43,7%).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Contraffazione online: una sfida per le piattaforme eSocial. </strong>Il 65,9% dei consumatori ritiene che sia più facile acquistare prodotti contraffatti online senza accorgersene. Al 21,3% degli intervistati è capitato di acquistare online prodotti contraffatti credendoli originali. L&#8217;80% dei consumatori ritiene che le piattaforme di e-commerce e i social media siano direttamente responsabili e sanzionabili per la vendita di prodotti contraffatti sui loro canali.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L&#8217;identikit del &#8220;consumatore illegale&#8221;: giovane, istruito e con lavoro. </strong>Il profilo del consumatore che acquista prodotti illegali emerge come prevalentemente maschile (con una forte incidenza tra i 18 e i 34 anni), con un livello di istruzione medio-alto e un&#8217;occupazione come impiegato, operaio o studente. I dati presentati evidenziano la necessità di un impegno congiunto da parte di istituzioni, imprese e consumatori per contrastare i fenomeni di criminalità economica e di acquisto illegale, a tutela della sicurezza, della concorrenza leale e della salute dei cittadini.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>I dati di Legalità ci piace 2024 presentano un quadro allarmante per le imprese calabresi, con un&#8217;incidenza di fenomeni criminali come usura, estorsione e racket superiore alla media nazionale – </em><strong>ha dichiarato il Presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri </strong><em>&#8211; È un dato che non può non preoccupare e che ci spinge a chiedere, ancora una volta, un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni per contrastare con decisione queste illegalità.</em><em>Le imprese calabresi sono già provate da anni di difficoltà economiche e la criminalità rappresenta un ulteriore ostacolo alla loro crescita e allo sviluppo del nostro territorio. Non possiamo permettere che la paura e l&#8217;intimidazione condizionino il futuro delle nostre aziende e della nostra regione. </em><em>È necessario un&#8217;azione sinergica tra forze dell&#8217;ordine, magistratura, associazioni di categoria e istituzioni per creare un ambiente più sicuro e favorire la denuncia di questi reati. Occorre inoltre sostenere le imprese con misure concrete che le aiutino a dotarsi di adeguati sistemi di sicurezza e a superare le difficoltà economiche che le rendono più vulnerabili alle infiltrazioni criminali.</em><em>Confcommercio Calabria continuerà a fare la sua parte, sensibilizzando le imprese e le istituzioni sull&#8217;importanza della legalità e promuovendo iniziative concrete per contrastare la criminalità. Ma è necessario un impegno comune da parte di tutti per costruire un Sud più sicuro e competitivo, dove le imprese possano operare con serenità e contribuire allo sviluppo economico e sociale della regione.</em>&#8220;</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Intimidazioni e racket, altissima adesione al bando per i sistemi di videosorveglianza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/intimidazioni-e-racket-altissima-adesione-al-bando-per-i-sistemi-di-videosorveglianza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 11:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[bando]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Falbo]]></category>
		<category><![CDATA[racket]]></category>
		<category><![CDATA[videosorveglianza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Si è registrata una altissima adesione al bando rivolto alle piccole e medie imprese per la concessione di contributi economici finalizzato a promuovere e sostenere l’installazione di sistemi di videosorveglianza». È quanto dichiara il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo commentando il positivo riscontro ottenuto dall’iniziativa frutto di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/intimidazioni-e-racket-altissima-adesione-al-bando-per-i-sistemi-di-videosorveglianza/">Intimidazioni e racket, altissima adesione al bando per i sistemi di videosorveglianza</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Si è registrata una altissima adesione al bando rivolto alle piccole e medie imprese per la concessione di contributi economici finalizzato a promuovere e sostenere l’installazione di sistemi di videosorveglianza». È quanto dichiara il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo commentando il positivo riscontro ottenuto dall’iniziativa frutto di una collaborazione istituzionale con la Prefettura, la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro.</p>
<p>Illustrata nelle scorse settimane alla stampa, la misura si pone quale obiettivo quello di rafforzare i presidi posti a sicurezza degli esercizi commerciali tramite l’installazione di telecamere, sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi di video allarme antirapina per contenere e contrastare minacce a scopo estorsivo perpetrate spesso per mezzo di danneggiamenti coadiuvando così le forze dell’ordine nelle attività di investigazione. «La partecipazione delle imprese al bando ha superato ogni aspettativa» continua il presidente. «Nel giorno di apertura dell’avviso, sono giunte domande di contributi per un valore doppio alla dotazione finanziaria inizialmente messa a disposizione dall’ente camerale. È una risposta che ci gratifica ma che deve al contempo indurre a riflessione».</p>
<p>«La massiccia adesione è certamente indice di una richiesta di sicurezza maggiore da parte delle nostre imprese, troppo spesso e per troppo tempo esposte ad atti intimidatori e danneggiamenti. Una richiesta che non può rimanere inascoltata. È per questa ragione che rivolgo il mio appello alla Regione Calabria affinché possa entrare in rete con gli altri attori istituzionali per rispondere in maniera sinergica alle numerose istanze giunte dalle tre province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia appoggiandoci nelle attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni criminali».</p>
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		<title>Intimidazioni e racket, fondi alle imprese per l’installazione di sistemi di videosorveglianza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 13:18:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia entra in rete con Prefettura e forze dell’ordine nelle attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali. Dopo gli ultimi episodi di cronaca che hanno generato allarme nella popolazione ma soprattutto tra gli imprenditori colpiti da atti intimidatori, l’ente camerale d’intesa con Prefettura, Questura e Comando Provinciale dei Carabinieri ha definito un’azione specifica nel quadro della programmazione di incentivi per favorire l’installazione di sistemi di videosorveglianza negli esercizi commerciali. L’iniziativa è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato il prefetto di Catanzaro Enrico Ricci, il questore di Catanzaro Paolo Sirna, il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Mazzullo e il tenente colonello Graziano Naccarella, in rappresentanza del comandante provinciale della Guardia di Finanza, Domenico Grimaldi. Domani la Camera di Commercio pubblicherà un bando per la concessione di contributi economici rivolti alle piccole e medie imprese operanti nei territori delle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia per promuovere l’installazione di telecamere, sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi di video allarme antirapina predisposti per il collegamento con le centrali operative di vigilanza e di pronto intervento pubbliche o private. Tali sistemi devono essere costituiti da minimo due telecamere, di cui almeno una installata all’esterno. La misura vuol rappresentare un deterrente al fine di contenere e contrastare minacce a scopo intimidatorio perpetrate spesso per mezzo di danneggiamento agli esercizi commerciali ma soprattutto per coadiuvare le forze dell’ordine nelle attività di investigazione su eventuali episodi estorsivi o di racket fornendo elementi utili all’identificazione degli autori. L’ente camerale ha destinato allo scopo risorse per un importo complessivo del valore di 50.000 euro a valere sul capitolo 4 &#8211; “Competitività del territorio”, “bando videosorveglianza” con un contributo massimo erogabile pari al 50% della spesa ammissibile fino ad un massimo di 1.500 euro per impresa. I contributi saranno erogati a fondo perduto a parziale concorso delle spese sostenute per l’investimento.</p>
<p>«Con questo bando intendiamo sostenere tutti gli imprenditori per consentirgli di ottenere uno strumento efficace e immediatamente utilizzabile per metterli in condizione di difendersi e mettere al riparo da possibili danneggiamenti gli esercizi commerciali». È quanto ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Pietro Falbo, in apertura dei lavori. «La recente escalation di episodi estorsivi e intimidazioni ci preoccupa ma sono sicuro che attraverso questa nuova sinergia con le forze dell’ordine saremo in grado di fornire una risposta immediata alla richiesta di sicurezza che proviene con forza dal territorio. Voglio ringraziare il prefetto Enrico Ricci, il questore Paolo Sirna, il comandante provinciale dei Carabinieri Giuseppe Mazzullo e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Domenico Grimaldi per questa collaborazione che vuol rappresentare un segnale di presenza e un messaggio di fiducia verso le istituzioni».<br />
«La condivisione è essenziale ed è il vero valore aggiunto per una risposta efficace alla criminalità». È quanto ha dichiarato il prefetto di Catanzaro, Enrico Ricci, nel corso della conferenza stampa. «L’iniziativa di stamani è frutto dell’impegno della Camera di Commercio ma è il risultato di quanto concordato il 12 ottobre scorso in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica immediatamente convocata a seguito di alcuni episodi di atti di intimidazione nei confronti di imprenditori. In quella occasione abbiamo assistito ad una risposta corale da parte delle forze di polizia, da parte delle istituzioni e del mondo imprenditoriale e questa risposta corale si sta trasformando in atti concreti. Quello di oggi è un atto concreto che giunge anche in tempi piuttosto rapidi e di questo siamo grati alla Camera di Commercio e al mondo delle imprese».</p>
<p>«Mi auguro che questa iniziativa sia di giovamento per la collettività e possa rappresentare un ulteriore elemento di sviluppo di questi territori meritevoli di affacciarsi su nuovi mercati e di implementare i loro affari» ha aggiunto il questore di Catanzaro, Paolo Sirna. «Il progetto prevede una stretta concertazione tra forze dell’ordine, la Camera di Commercio ma anche con altri organi istituzionali quali, ad esempio, l’ispettorato del lavoro. Insomma, c’è stato un coacervo di concertazione da parte di più soggetti che ha prodotto questa iniziativa e che la Camera di Commercio ha brillantemente portato a termine in tempi davvero molto celeri».<br />
«Mi unisco alle parole di apprezzamento per l’iniziativa della Camera di Commercio. Quanto più è sinergica la coesione tra gli attori istituzionali, la magistratura, le forze dell’ordine, la società civile e il mondo imprenditoriale tanto più è forte la risposta di contrasto alla criminalità» ha dichiarato il tenente colonnello della Guardia di Finanza, Graziano Naccarella. «Credo che simili iniziative, di assoluto pregio, vadano proprio in questa direzione: una risposta univoca, una risposta forte da parte di tutti».</p>
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		<title>Racket: tentativo d&#8217;incendio in un cantiere della 106 ionica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/racket-tentativo-dincendio-in-un-cantiere-della-106-ionica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 07:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[cantiere 106 ionica]]></category>
		<category><![CDATA[Cassano allo Ionio]]></category>
		<category><![CDATA[frazione "Doria"]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Atto intimidatorio ai danni di un&#8217;impresa impegnata nei lavori di ammodernamento del terzo megalotto della strada statale 106 ionica. Ignoti hanno tentato di dare fuoco a un&#8217;autogru nel cantiere allestito nella frazione &#8220;Doria&#8221; di Cassano allo Ionio. L&#8217;intervento pressoché immediato degli operatori della società di vigilanza privata che gestisce la sicurezza dei cantiere ha consentito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Atto intimidatorio</strong> ai danni di un&#8217;impresa impegnata nei lavori di ammodernamento del terzo megalotto della strada statale 106 ionica. Ignoti hanno tentato di dare fuoco a un&#8217;autogru nel cantiere allestito nella <strong>frazione &#8220;Doria&#8221; </strong>di<strong> Cassano allo Ionio</strong>.</p>
<p>L&#8217;intervento pressoché immediato degli operatori della società di vigilanza privata che gestisce la sicurezza dei cantiere ha consentito di evitare che il tentativo d&#8217;incendio provocasse conseguenze gravi. Uno dei dipendenti della società ha notato le fiamme e con l&#8217;aiuto di alcuni colleghi, <strong>utilizzando mezzi di fortuna</strong>, le ha spente.</p>
<p>Gli operatori della società di vigilanza privata hanno avvertito dell&#8217;accaduto i carabinieri della compagnia di Cassano. L&#8217;ipotesi che il principio d&#8217;incendio abbia avuto un&#8217;<strong>origine dolosa</strong> é stata confermata dal fatto che nelle vicinanze dell&#8217;autogru sono state <strong>trovate 3 piccole taniche con tracce di benzina</strong>.<br />
(Fonte: Ansa)</p>
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		<title>Tutti al Vesper per Gianfranco, ma il Comune mette in mora Bentivoglio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tutti-al-vesper-per-gianfranco-ma-il-comune-mette-in-mora-bentivoglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 14:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco laganà]]></category>
		<category><![CDATA[Movida]]></category>
		<category><![CDATA[omertà]]></category>
		<category><![CDATA[racket]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[tiberio bentivoglio]]></category>
		<category><![CDATA[vesper]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il passaparola corre sui social e ieri sera il Vesper era affollato. Per una volta nessuno pensa agli assembramenti, pur con mascherina e distanze opportune si va compatti come un esercito nel locale di Gianfranco Laganà, per far sentire al titolare dell&#8217;american bar che la città c&#8217;è e fa quadrato attorno alla sua coraggiosa denuncia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il passaparola corre sui social e <strong>ieri sera il Vesper era affollato</strong>. Per una volta nessuno pensa agli assembramenti, pur con mascherina e distanze opportune si va compatti come un esercito nel locale di Gianfranco Laganà, <strong>per far sentire al titolare dell&#8217;american bar che la città c&#8217;è e fa quadrato attorno alla sua coraggiosa denuncia contro il clan Tegano.</strong></p>
<p>Dall&#8217;atto di ribellione dell&#8217;imprenditore è scaturita <strong>l&#8217;inchiesta sui rampolli che spadroneggiavano nell&#8217;ambiente della movida reggina</strong>. Anni di vessazioni, atti di tracotanza e pretese di costose consumazioni gratuite, condotti con minacce e vandalismi punitivi dalla famiglia &#8216;ndranghetista di Archi, coperti dalla quasi totale omertà delle vittime &#8211; tanto che tra le sette persone indagate dall&#8217;antimafia c&#8217;è anche il titolare di un noto locale cittadino, per favoreggiamento. <strong>A rompere il silenzio è stato Gianfranco Laganà</strong>, che qualche giorno fa aveva salutato la riapertura della sua attività con un post dove indossava come buon auspicio una sciarpa tricolore.</p>
<p><strong>Tra i tantissimi che ieri sera si sono dati appuntamento al Vesper c&#8217;è stato il sindaco Giuseppe Falcomatà</strong>, che in una nota ufficiale già aveva espresso la sua solidarietà all&#8217;imprenditore: «Sono venuto a salutarlo e ringraziarlo per avere denunciato la ‘ndrangheta. Ci ha profuso una grandissima lezione che è quella che, se stiamo insieme, Reggio ce la può fare».</p>
<p><strong>Parla di «gesto straordinario nella sua normalità» anche Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio:</strong> «Ho conosciuto Gianfranco &#8211; scrive Aloisio nel suo messaggio a Laganà &#8211; durante l’inizio della pandemia quando, giudicando positivamente il lavoro svolto dall’associazione a tutela della categoria dei ristoratori, venne in sede per iscriversi. Da allora abbiamo iniziato un percorso, insieme a tanti altri suoi colleghi, con l’obiettivo di supportare un settore tra i più colpiti in questo difficile periodo ma, soprattutto, di programmare il futuro di un territorio dalle infinite potenzialità ancora inespresse. <strong>Non posso quindi che ringraziare Gianfranco per quello che ha fatto.</strong> Un atto che in una difficile situazione ambientale come la nostra, assume un valore altro, più grande della semplice denuncia: il valore dell’esempio, di chi non si piega e si affida con fiducia allo Stato». Aloisio dedica però anche un pensiero a chi non ha ancora il coraggio di ribellarsi al sistema criminoso: «<strong>Tanti imprenditori che continuano, direttamente o indirettamente, a subire in silenzio non per questo devono essere considerati vigliacchi o, addirittura, complici. Sono invece vittime</strong> da sostenere e comprendere perché nessuno può pretendere che chi lavora onestamente debba essere anche un eroe. E&#8217; importante che lo Stato rafforzi le norme a tutela delle vittime e semplifichi l’accesso agli aiuti economici.<strong> Le strette di mano e le prese di posizione pubbliche &#8211; conclude &#8211; sono importanti, ma se non accompagnati da interventi rapidi e concreti rischiano di rimanere autoreferenziali</strong> esercizi di stile».</p>
<p>Insomma, se la simbologia del racket è legata alle esplosioni di portoni e automobili, <strong>questa volta a scoppiare è stata la solidarietà. Un&#8217;onda spontanea di vicinanza</strong> che è misura di un cambiamento in atto nella città, un&#8217;inedita forza d&#8217;urto contro la mentalità e lo strapotere mafiosi.</p>
<p>Ma c&#8217;è un rovescio della medaglia, che non riguarda i cittadini.<strong> Un altro imprenditore reggino che si oppone da anni alla criminalità si è visto notificare dal Comune una messa in mora per locazioni non pagate. Tiberio Bentivoglio</strong>, titolare della ditta sanitaria Sant&#8217;Elia con la moglie Enza Falsone, è stato vittima di numerose violenze e atti intimidatori da parte del racket ed è scampato a un tentato omicidio a colpi d’arma da fuoco. Eventi che Bentivoglio ha sempre denunciato alle autorità giudiziarie portando avanti nel contempo un&#8217;appassionata sensibilizzazione contro l&#8217;omertà. <strong>L&#8217;attività dei coniugi è ubicata in un immobile confiscato ma da cinque anni la coppia di imprenditori non riesce a pagare il canone d&#8217;affitto perché oberata dai debiti</strong> contratti per rimediare ai danni delle intimidazioni. Il risarcimento che lo Stato prevede a beneficio delle vittime della criminalità organizzata non lo hanno mai visto, bloccato da pastoie burocratiche. Per questa inadempienza Bentivoglio e Falsone hanno ora ricevuto una lettera con cui <strong>il Comune di Reggio chiede gli arretrati di 3000 euro mensili per cinque anni.</strong> Soldi che non hanno, come spiegano in una lettera inviata al Comune e per conoscenza al Presidente della Repubblica, al procuratore nazionale antimafia, al prefetto di Reggio, al presidente della commissione parlamentare antimafia, al presidente facente funzione della Regione Calabria, e poi Anci, Libera e Avviso Pubblico. <strong>I due imprenditori chiedono di poter rinegoziare il canone di locazione dell’immobile confiscato</strong>, che avevano anche ristrutturato a loro spese senza che queste migliorie siano state detratte dal debito. L&#8217;elevato canone era stato accettato per necessità dopo l&#8217;incendio doloso che nel 2016 aveva distrutto la merce custodita in un deposito. Come ricordano i coniugi, <strong>esiste tra l&#8217;altro una delibera del Consiglio comunale reggino che prevede un&#8217;esenzione dai tributi a favore degli imprenditori che denunciano un&#8217;estorsione</strong>. La paradossale vicenda della messa in mora ha dato spunto a Bentivoglio per proporre che <strong>la legge 109 del 1996 sull&#8217;assegnazione dei beni confiscati alla mafia a cooperative e onlus senza scopo di lucro a fini sociali sia modificata, per includere tra i beneficiari le vittime della criminalità. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bentivoglio ha già ricevuto le telefonate del procuratore antimafia <strong>Federico Cafiero De Raho</strong> e del senatore <strong>Nicola Morra</strong>, presidente della commissione parlamentare antimafia, che avrebbe già invitato il sindaco Falcomatà ad incontrare l&#8217;imprenditore per trovare una soluzione. Chiede al Comune una «mediazione all&#8217;insegna del buon senso» anche <strong>Klaus Davi.</strong></p>
<p>Non si fa fatica a credere che la <strong>letterina indirizzata a Bentivoglio e Falsone sia partita un po&#8217; in automatico da un ufficio comunale nel meccanismo del recupero crediti,</strong> senza valutare la particolare situazione. Ugualmente la notizia che il Comune abbia avanzato una simile richiesta ha suscitato generale indignazione. <strong>Ci si chiede come si possa indebolire il sentimento omertoso e proporre ad esempio persone come Laganà e Bentivoglio eppure consentire che l&#8217;iter delle carte bollate mandi a picco la situazione economica già disperata di chi, proprio per aver denunciato, ha subito perdite e danni gravissimi.</strong> Assurdità, prima che calabresi, italiane.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>Intimidazioni: incendiato ingresso concessionaria auto a Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/intimidazioni-incendiato-ingresso-concessionaria-auto-a-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 08:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[concessionaria]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
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		<category><![CDATA[Pizzo]]></category>
		<category><![CDATA[racket]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intimidazione, probabilmente da parte del racket del pizzo, ai danni di una concessionaria di auto a Cosenza. Il fatto è avvenuto la notte scorsa. Ignoti hanno cosparso di benzina uno degli ingressi dell&#8217;attività commerciale. Sul posto sono intervenuti subito polizia e Vigili del Fuoco, allertati dai residenti. I danni non sarebbero comunque gravi. Nessun dubbio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Intimidazione, probabilmente da parte del<strong> racket del pizzo</strong>, ai danni di una <strong>concessionaria di auto a Cosenza</strong>. Il fatto è avvenuto la notte scorsa.</p>
<p>Ignoti hanno cosparso di benzina uno degli ingressi dell&#8217;attività commerciale. Sul posto sono intervenuti subito polizia e Vigili del Fuoco, allertati dai residenti. I danni non sarebbero comunque gravi. Nessun dubbio sulla <strong>matrice dolosa del gesto</strong>.</p>
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