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	<title>pubblici Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 24 Aug 2026 10:32:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Tridico: &#8220;Finito il concerto la saracinesca si abbassa: vogliamo una Calabria normale, non uno spot&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 10:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Diciamolo con franchezza, gli eventi ci piacciono e sono utili. Ho apprezzato Jovanotti a Roma e in tante piazze d&#8217;Italia, e la serata di Catanzaro, col suo canto in calabrese, è stato un bello show. Non sono tra quelli che considerano la festa un nemico. Il punto è un altro, ed è squisitamente economico: una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;Diciamolo con franchezza, gli eventi ci piacciono e sono utili. Ho apprezzato Jovanotti a Roma e in tante piazze d&#8217;Italia, e la serata di Catanzaro, col suo canto in calabrese, è stato un bello show. Non sono tra quelli che considerano la festa un nemico. Il punto è un altro, ed è squisitamente economico: una Regione non si governa a colpi di like e con campagne di comunicazione per una scampagnata. Da calabrese so bene cosa rimane il lunedì mattina, quando i riflettori si spengono</em>&#8220;. Parole di Pasquale Tridico, europarlamentare e capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo che aggiunge &#8220;<em>Resta la regione più povera d&#8217;Italia, e non è un primato per cui esultare, ce ne dispiace, con una sanità allo stremo che pure conserva punte di eccellenza e professionisti integerrimi, lontana però dalla normalità; con i treni che saltano mentre a Roma si annunciano i tredici miliardi e mezzo del Ponte sullo Stretto, e un assessore ai trasporti che non riesce a garantire l&#8217;ordinario nemmeno su quella tratta ionica che pure dovrebbe connettere il suo territorio al resto della regione e d&#8217;Italia; con le aree interne che si svuotano e i fondi che non si spendono&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>E resta anche &#8211; </em>aggiunge Tridico<em> &#8211; il capitolo di cronaca nazionale ma che ci interpella, quello dei migranti, che se non vogliamo essere ipocriti, sono linfa vitale del nostro sistema produttivo, nei campi come nei servizi, e che troppo spesso trattiamo come merce da contabilizzare. Dal Meeting di Rimini, Papa Leone XIV ha ricordato che &#8220;prima dei confini, delle definizioni e delle istituzioni ci sono sempre le persone&#8221;. È un appello da raccogliere, mentre sul tema, il governo Meloni sceglie la propaganda al posto delle risposte. In mezzo a tutto questo, ben vengano le feste: i concerti, le sagre fatte bene, quelle pensate davvero per i calabresi. Ma promuovere un territorio e promuovere sé stessi sono due cose molto diverse. Si celebra il tutto esaurito di un tour privato come un merito della Regione, si contano le migliaia di spettatori di un evento nazionale come se si fosse centrato un politico. Intanto il turismo vero, quello che paga gli stipendi, racconta un&#8217;altra estate da &#8220;dieci giorni&#8221;, con soggiorni sempre più brevi, spesa in calo, presenze che pur ci sono ma non lasciano ricchezza sul territorio. La cartolina sponsorizzata e la saracinesca che si abbassa a settembre, non sono la stessa Calabria&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>È qui la distinzione che, da economista, non mi stanco di ripetere: c&#8217;è differenza tra spendere e investire- </em>sottolinea Tridico<em>. Comprare visibilità, come i fondi a pioggia per gli stand a Verona Fiere, dura trenta secondi e non si trasforma in indotto. Investire significa costruire una filiera, festival che durano anni invece di una sera, produzioni che scelgono la Calabria perché conviene, lavoro che resta quando la carovana riparte. In una regione in cui ogni euro è sottratto a qualcos&#8217;altro, questa differenza è tutto. Per questo, <strong>sui 170mila euro pubblici destinati attraverso la Film Commission alla tappa calabrese (100mila per la &#8220;visibilità della Regione&#8221; e 70mila per un video, a fronte di un evento privato</strong>) chiedo trasparenza, non polemiche. Nei casi come quello di Jovanotti la Regione dopo aver pubblicato immediatamente gli atti, dica quale visibilità ha acquistato e su quali mercati, e renda conto dei risultati con dati oggettivi (arrivi, pernottamenti, prenotazioni, tasse di soggiorno contabilizzate) non con titoloni da comunicati vuoti che invece raccontano altro. È il minimo che si chiede a chi amministra denaro pubblico&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Un presidente di Regione non è il direttore marketing di Ryanair, né il capo-promozione di un tour estivo. Il suo mestiere è quello di migliorare la qualità della vita dei suoi corregionali, facendo cose ordinarie, come far funzionare gli ospedali, i treni, le aree interne, spendere i fondi europei, e offrire dignità a di chi lavora in questa terra. Non chiediamo meno eventi ma una Calabria normale, in cui un grande concerto sia la normalità e non un miracolo da rivendicare, ed anche una pianificazione turistica seria, strutturale, che non finisca insieme all&#8217;ultima storia su Instagram della domenica sera. Gli eventi sono benvenuti. La sterile propaganda pagata dai calabresi, no&#8221;</em>&#8211; conclude l&#8217;europarlamentare M5S a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.</p>
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		<title>Reggio Calabria, il blitz al Comune sgomina un &#8216;sistema corruttivo sui lavori pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-il-blitz-al-comune-sgomina-un-sistema-corruttivo-sui-lavori-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 15:14:33 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che è emerso dall&#8217;inchiesta che stamattina ha portato all&#8217;arresto di quattro persone è &#8220;<em>un sistema corruttivo all&#8217;interno del settore Lavori pubblici e grandi opere&#8221;</em> del Comune di Reggio Calabria. Lo ha riferito, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli.  In carcere è finito il dipendente dell&#8217;ufficio tecnico dell&#8217;Ente <strong>Arturo Arcano</strong>, di 63 anni, mentre gli arresti domiciliari sono stati disposti per l&#8217;altro dipendente comunale coinvolto, <strong>Giancarlo Cutrupi</strong> (61), e per gli imprenditori <strong>Antonio Scopelliti</strong> (36) e <strong>Demetrio Cama</strong> (51). Condotta dalla Squadra mobile e dagli specialisti del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, l&#8217;inchiesta ha portato anche al sequestro preventivo delle quote di due società, la Ecolog Italia srl e la As Costruzioni Srl.  Nell&#8217;inchiesta ci sono anche altri due indagati.</p>
<p>&#8220;<em>Il sistema corruttivo &#8211; </em>ha spiegato Borrelli<em> &#8211; era incentrato sulla figura di Arcano ed era finalizzato all&#8217;accelerazione delle procedure per la liquidazione degli stati di avanzamento dei lavori. Sono stati contestati i delitti di corruzione in relazione ad una pluralità di affidamenti diretti realizzati dal Comune di Reggio. L&#8217;inchiesta riguarda unicamente la struttura tecnica dato che le indagini non hanno evidenziato il coinvolgimento in tutto ciò che è stato accertato di alcuna figura della amministrazione</em>&#8220;.<br />
Tra gli episodi contestati, i lavori di riqualificazione, del valore di oltre 2 milioni di euro, dell&#8217;ex cinema &#8220;<em>Orchidea</em>&#8221; da destinare a museo comunale sul lungomare di Reggio Calabria.<br />
&#8220;<em>Viene contestato ad Arcano &#8211; </em>ha detto Borrelli<em> &#8211; di avere fornito agli imprenditori notizie ancora non ufficializzate dagli organi della stazione appaltante, di avere sollecitato agli uffici competenti le emissioni di stati di avanzamento di lavori e di aver sollecitato la chiusura di una procedura di variante in corso d&#8217;opera</em>&#8220;. In cambio l&#8217;indagato avrebbe ricevuto una somma di denaro di 5mila euro.</p>
<p>Gli investigatori hanno ricostruito il pagamento delle mazzette grazie a intercettazioni e videoriprese. Per il capo della Squadra mobile Gianfranco Minissale &#8220;<em>le dazioni di denaro arrivano all&#8217;esito di una serie di comportamenti, che sono stati documentati durante le intercettazioni e che andavano oltre la normale dialettica che intercorre tra la parte privata e la parte pubblica</em>&#8220;.  L&#8217;inchiesta, comunque, non è finita. Per il procuratore aggiunto Walter Ignazitto, infatti, &#8220;<em>l&#8217;indagine si inserisce in una più ampia attività con tutta un&#8217;ulteriore serie di fenomeni criminali che sono stati e sono in fase di accertamento</em>&#8220;.</p>
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		<title>VIDEO-Corruzione in appalti pubblici: indagato anche ex vicepresidente provincia Crotone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-corruzione-appalti-pubblici-indagato-anche-ex-vicepresidente-provincia-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 09:16:19 +0000</pubDate>
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<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone – impegnati con un dispositivo operativo composto da 80 militari – su disposizione della Procura, hanno eseguito, nelle prime ore della mattina di oggi, n.16 perquisizioni, anche informatiche, presso enti locali, segnatamente la Provincia e il Comune di Crotone, studi di consulenza professionali, nonché abitazioni private e notificato 20 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati. Le fiamme gialli crotonesi hanno scoperto un vasto giro di affidamenti illeciti di appalti con un drenaggio di denaro pubblico quantificato in 400.000 euro, confluito anche su conti correnti personali di un funzionario pubblico, oltreché nelle casse dei soggetti affidatari. Tra le persone indagate figurano dunque funzionari pubblici e professionisti che agivano da anni, in associazione tra loro, con una struttura ben organizzata, orientando affidamenti diretti di servizi tecnici e professionali, in violazione dei principi di rotazione, imparzialità e trasparenza previsti dalla normativa sui contratti pubblici.</p>
<p>I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture e falso ideologico. L&#8217;indagine riguarda Fabio Manica (47 anni), Giacomo Combariati (41), Luca Bisceglia (51), Rosaria Luchetta (47), Alessandro Vallone (44), Vicky Ingarozza (42), Francesco Manica (50), Luca Vincenzo Mancuso (45), Andrea Esposito (46), Gaetano Caccia (49), Domenico Zizza (61), Francesco Mario Benincasa (60), Raffaele Cavallaro (59), Giuseppe Marinello (47), Adriano Astorino (48), Antonio Otranto (55), Michele Scappatura (56), Bina Fusaro (40), Caterina Scavo (30), Salvatore Valente (43).</p>
<p>Al centro dell&#8217;inchiesta &#8211; denominata &#8220;Teorema&#8221; &#8211; condotta dai finanzieri del gruppo di Crotone-Nucleo Mobile, figura <strong>Fabio Manica</strong>, consigliere comunale di Forza Italia, già vicepresidente della Provincia di Crotone nonché presidente facente funzione fino a pochi giorni fa prima dello svolgimento delle elezioni del nuovo presidente.<br />
Per Manica e altri quattro indagati per corruzione, la Procura aveva chiesto misure cautelari restrittive, ma il Gip ha disposto al momento la notifica di inviti a rendere interrogatorio preventivo prima di decidere sulle misure cautelari.<br />
Le ipotesi di reato contestate agli indagati sono gravissime e vanno dalla “corruzione” al “falso ideologico in atto pubblico”, dalla “frode nelle pubbliche forniture” alla “truffa aggravata ai danni dello Stato”. I militari della Guardia di Finanza hanno anche eseguito un sequestro preventivo d’urgenza avente ad oggetto cinque società, di cui due con sede in Emilia Romagna, alcuni immobili, giacenze di denaro su rapporti bancari e autoveicoli.</p>
<p>Il flusso di denaro pubblico indebitamente sottratto, come emerso dalle articolate indagini svolte, veniva impiegato da parte del funzionario pubblico per spese personali (acquisto di autoveicoli, premi assicurativi, viaggi e soggiorni, spese di rappresentanza, acquisti di beni e prelievi di contante). Le restanti somme rimanevano nella disponibilità dei professionisti affidatari, secondo accordi di ripartizione. Le movimentazioni venivano giustificate da fatturazioni per consulenze. L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza, in sinergia con la Procura di Crotone, diretta da Domenico Guarascio, nel contrasto alla corruzione a tutela della legalità nella pubblica amministrazione.</p>
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		<title>Cultura, Pollice (Presidente Aiam): &#8220;Valutare fondi pubblici in base alla produttività&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cultura-pollice-presidente-aiam-valutare-fondi-pubblici-in-base-alla-produttivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 13:44:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Aiam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Rappresentiamo oggi 247 soci distribuiti in tutte le regioni d’Italia, che hanno prodotto oltre 11mila concerti, pari al 44% di tutti gli eventi di musica classica e jazz in Italia. Il nostro volume d’affari supera i 112 milioni di euro, con un contributo pubblico del Fondo Unico per lo Spettacolo di circa 19 milioni. Solo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Rappresentiamo oggi 247 soci distribuiti in tutte le regioni d’Italia, che hanno prodotto oltre 11mila concerti, pari al 44% di tutti gli eventi di musica classica e jazz in Italia. Il nostro volume d’affari supera i 112 milioni di euro, con un contributo pubblico del Fondo Unico per lo Spettacolo di circa 19 milioni. Solo il 20% delle nostre attività è sostenuto dallo Stato, il resto è frutto della capacità delle associazioni di attrarre risorse pubbliche e private. È un segnale di vitalità che va incoraggiato&#8221;. </p>
<p>Lo ha dichiarato Francescantonio Pollice, presidente Aiam (Associazione Italiana Attività Musicali) in occasione della presentazione del rapporto Aiam 2024 sulle attività musicali in Italia e all’estero illustrato presso il Ministero della Cultura a Roma.</p>
<p>&#8220;Chiediamo che il sostegno statale sia proporzionato alla produttività: più risultati, più contributi. È giusto rendicontare come i fondi vengono impiegati e quale impatto producono per la musica italiana&#8221;, ha concluso.</p>
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		<title>Rapporto &#8216;Avviso Pubblico&#8217;, Calabria seconda per intimidazioni ad amministratori pubblici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-avviso-pubblico-calabria-seconda-per-intimidazioni-ad-amministratori-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 06:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal quindicesimo Rapporto &#8220;Amministratori sotto tiro&#8221; presentato dall&#8217;associazione Avviso Pubblico, la rete degli enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, la Calabria é la seconda regione più colpita, dopo la Sicilia, dalle intimidazioni agli amministratori pubblici. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2024, su 5.716 episodi, 844 si sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal quindicesimo Rapporto &#8220;Amministratori sotto tiro&#8221; presentato dall&#8217;associazione Avviso Pubblico, la rete degli enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, la Calabria é la seconda regione più colpita, dopo la Sicilia, dalle intimidazioni agli amministratori pubblici. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2024, su 5.716 episodi, 844 si sono verificati in Calabria. Delle intimidazioni registrate in Calabria, 273 sono avvenute in provincia di Cosenza, 241 in quella di Reggio Calabria e 115 in quella di Vibo Valentia. Per quanto riguarda, in particolare, il 2024, la Calabria, con 43 casi di intimidazione e minaccia censiti, conferma la seconda posizione a livello nazionale, sempre dopo la Sicilia.</p>
<p>&#8220;Il nuovo rapporto &#8211; afferma il Coordinatore di Avviso Pubblico per la Calabria, Giuseppe Politanò, vicesindaco di Polistena &#8211; non si limita a contare le intimidazioni, ma descrive una democrazia locale messa quotidianamente alla prova. Nei paesi, nei quartieri, nei Consigli comunali si producono decisioni capaci di cambiare la vita delle persone e proprio per questo quei luoghi diventano bersaglio di chi trae vantaggio dall&#8217;arretramento civico. In Calabria questa dinamica è evidente: incendi contro cantieri pubblici, veicoli bruciati, campagne di diffamazione orchestrate sui social, incursioni negli uffici. Ogni aggressione colpisce l&#8217;intera comunità che rivendica il diritto di scegliere senza essere soggiogati dall&#8217;intimidazione mafiosa. Registrare i fatti non basta: servono scelte politiche che riequilibrino i rapporti di forza. È necessario garantire protezione operativa agli amministratori, specie nei piccoli centri, dove l&#8217;isolamento istituzionale amplifica la minaccia; investire in scuola, cultura e welfare di prossimità e lavoro, perché opportunità diffuse sottraggono terreno alla criminalità; dotare le forze dell&#8217;ordine per la sfida digitale perché oggi la delegittimazione passa anche attraverso campagne d&#8217;odio online e, infine, dare nuova vita ai beni confiscati, trasformando i simboli del potere mafioso in beni comuni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Alle istituzioni locali &#8211; dice ancora Politanò &#8211; spetta rendere trasparenti le scelte e invitare le cittadine e i cittadini alla corresponsabilità. Dove la comunità partecipa al contrasto alle mafie, l&#8217;intimidazione perde forza. Essere amministratori in Calabria significa assumersi questo compito collettivo: difendere la democrazia locale e costruire, giorno dopo giorno, un futuro libero dalle mafie e sottratto ai ricatti&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rapporto-avviso-pubblico-calabria-seconda-per-intimidazioni-ad-amministratori-pubblici/">Rapporto &#8216;Avviso Pubblico&#8217;, Calabria seconda per intimidazioni ad amministratori pubblici</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Frode su fondi pubblici: sequestrata Onlus a Savelli, indagati due responsabili</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-frode-su-fondi-pubblici-sequestrata-onlus-a-savelli-indagati-due-responsabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 11:55:53 +0000</pubDate>
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<p>I Carabinieri, oggi, hanno proceduto al sequestro preventivo d’urgenza di una società Onlus di volontariato con sede a Savelli, operante in tutto il territorio calabrese. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, ha evidenziato gravi indizi di reato a carico di A.V. (74 anni) e A.C. (31 anni), ritenuti a capo dell’associazione. L’intervento è stato eseguito dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Crotone, con la collaborazione del Reparto Operativo di Napoli, nelle località di Savelli, San Giovanni in Fiore (CS) e Napoli. Le indagini hanno portato all’emissione del sequestro, disponendo il blocco delle attività della cooperativa, di un conto corrente e della documentazione amministrativa in possesso di vari enti pubblici locali e regionali.</p>
<p>Le accuse, secondo quanto reso noto, si riferiscono a condotte riconducibili ai reati di malversazione a danno dello Stato, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e recidiva, per un totale di 150.000 euro di fondi pubblici presumibilmente distratti tra il 2018 e il 2025. Questi fondi erano stati erogati da diversi enti, tra cui:<br />
&#8211; Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale<br />
&#8211; Ministero del Lavoro<br />
&#8211; 15 Comuni delle province di Crotone, Cosenza e Catanzaro<br />
&#8211; Regione Calabria<br />
&#8211; Azienda Calabria Verde<br />
&#8211; Ente Parco Nazionale della Sila</p>
<p>Le somme, destinate a progetti di volontariato e attività sociali, culturali ed educative, sarebbero state impiegate per scopi diversi da quelli dichiarati, con spese non tracciate e senza giustificativi. In alcuni casi, i servizi convenzionati non sono stati realizzati, oppure sono risultati solo parzialmente eseguiti.<br />
Nel dettaglio, i sequestri hanno riguardato:<br />
&#8211; La sede della cooperativa Onlus<br />
&#8211; Un conto corrente bancario presso BPER di San Giovanni in Fiore, con circa 5.000 euro<br />
&#8211; Documentazione contabile e amministrativa presso enti pubblici locali e regionali<br />
&#8211; Una società campana incaricata dei corsi di formazione per conto della cooperativa<br />
Tutto il materiale è stato messo a disposizione dell’amministratore giudiziario e del custode nominato dall’Autorità Giudiziaria.<br />
L’attività, ancora nella fase delle indagini preliminari, è stata coordinata dal procuratore della Repubblica di Crotone, dott. Domenico Guarascio, nell’ambito di una strategia più ampia di contrasto alla corruzione e alle truffe ai danni della Pubblica Amministrazione.</p>
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		<title>VIDEO-Truffa da 33mln per ottenere finanziamenti pubblici: sequestrato Resort a Villapiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 10:20:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-320786-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/GDF-Sibari.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/GDF-Sibari.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/GDF-Sibari.mp4</a></video></div>
<p>I Finanzieri del Comando Provinciale Cosenza hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Castrovillari, sottoponendo a vincolo cautelare reale un complesso turistico, adibito a Resort, e due porzioni di terreni, per un valore di oltre 33 milioni di euro. Le indagini, svolte dai militari del Gruppo Sibari, e coordinate della Procura della Repubblica di Castrovillari, hanno consentito di disvelare un articolato sistema illecito per il conseguimento di finanziamenti pubblici erogati dal Ministero dello Sviluppo Economico – per il tramite della società Invitalia S.p.A. – utilizzati, poi, per la realizzazione di un complesso alberghiero multifunzionale, con centro benessere e sala-congressi, localizzato in Villapiana. Le indagini hanno consentito di ricostruire, a livello indiziario, la fittizietà dell’aumento di capitale dell’impresa beneficiaria, di € 6.500.000, perfezionato mediante sofisticati artifizi contabili tra diverse società a loro riconducibili, cc.dd. “schermo”, rivelatesi sostanzialmente non operative, e coinvolte, a vario titolo, nelle attività illecite.</p>
<p>In particolare, con operazioni commerciali e finanziarie ritenute dagli inquirenti fittizie, comunicavano e simulavano ad Invitalia S.p.A. un aumento di capitale sociale, di fatto mai avvenuto, in violazione della normativa prevista per beneficiare dei finanziamenti. Inoltre, gli imprenditori, utilizzavano in maniera illecita i fondi statali erogati, sia per pagare debiti accumulati nel tempo, sia per acquistare un ulteriore lotto di terreno.</p>
<p>All’esito delle attività investigative svolte dai Finanzieri, la Procura della Repubblica ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Castrovillari il sequestro preventivo del complesso turistico e dei beni immobili costituenti profitto del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per oltre 33 milioni di euro, eseguito anche ai sensi del d.lgs. 231/2001 nei confronti della società beneficiaria, in ordine all’illecito amministrativo dipendente da reato contestato alla persona giuridica. La gestione degli immobili sequestrati è stata affidata ad un amministratore giudiziario, designato dal Tribunale di Castrovillari.</p>
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		<title>La Calabria è la prima regione in Italia per atti intimidatori contro gli amministratori pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 07:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 5.300 atti intimidatori, di minaccia e violenza nei confronti di Amministratori locali e personale della Pubblica Amministrazione in 14 anni. Sono questi i numeri che emergono dal report “Amministratori sotto tiro” redatto dell’associazione Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione che censisce da quattordici anni il fenomeno a livello territorio nazionale. 315 quelli censiti nel 2023, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre <b>5.300 atti intimidatori</b>, di minaccia e violenza nei confronti di Amministratori locali e personale della Pubblica Amministrazione <b>in 14 anni</b>. Sono questi i numeri che emergono dal report <b>“Amministratori sotto tiro”</b> redatto dell’associazione <b>Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione</b> che censisce da quattordici anni il fenomeno a livello territorio nazionale. <b>315 quelli censiti nel 2023</b>, un caso ogni 28 ore. È quanto emerge dal nuovo<b> </b>Rapporto<b> “Amministratori sotto tiro”.</b> «I dati confermano quantitativamente un fenomeno inaccettabile, che in alcuni luoghi d’Italia ha una pervasività tale da diventare quasi “ordinaria” modalità di relazione con le istituzioni. Atti concreti come violenza fisica, incendi e attentati dinamitardi – non solo lettere minatorie, offese, fake news e ingiurie sui social – si concentrano soprattutto al Centro-Sud», <b>dichiara il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà</b>. «Una condizione che si cronicizza, in particolare laddove la presenza criminale è più forte e dove si registrano scioglimenti dei comuni, a dimostrazione di un nesso pericoloso che deve essere oggetto di attenzione da parte del legislatore in vista di una possibile revisione della legge». Per la prima volta dal 2016, <b>la Calabria è la regione più colpita da atti intimidatori.</b> Sono <b>51 i casi censiti da Avviso Pubblico sul territorio calabrese</b> (+21% rispetto al 2022), <b>unica </b>delle quattro regioni in cui sono nate le cd. mafie storiche <b>che fa registrare un aumento dei casi censiti</b>. Seguono infatti la Campania (39 casi, – 20%), la Sicilia (35 casi, -30%) e la Puglia (32 casi, -33%) che insieme raccolgono il 50% degli atti intimidazione censiti nel 2023 sul territorio nazionale.</p>
<p>&#8220;Ogni anno la pubblicazione del report voluto da <b>Avviso Pubblico</b> misura lo stato di pericolo in cui si trovano gli Amministratori in Italia e dallo scorso anno anche in Europa. Oltre al dato quantitativo il report continua ad essere uno strumento necessario che sottolinea la presenza violenta delle mafie che condizionano le attività delle Amministrazioni pubbliche e le numerose altre forme di intimidazione che, anche dopo la pandemia, stanno segnando una nuova dimensione e percezione degli amministratori locali da parte dei cittadini. Dopo diversi anni, purtroppo, la Calabria torna ad essere  la <b>prima regione italiana per numero di atti intimidatori</b> e presenta numeri di intimidazioni superiori rispetto all’anno precedente», dichiara il Coordinatore regionale di Avviso Pubblico, Giuseppe Politanò, Vicesindaco del Comune di Polistena. «Già lo scorso anno denunciavamo che il leggero calo di dati numerici non doveva rassicurare, infatti, il dato di quest’anno continua a generare preoccupazione e a testimoniare che l’attenzione deve rimanere alta per tutelare e salvaguardare l’impegno degli amministratori nella loro funzione pubblica di impegno sociale e politico per le comunità. Oggi le mafie intimidiscono e condizionano attraverso nuove e diverse forme di violenza. <b>C’è un mondo di minacce e prepotenza che purtroppo genera paura e preoccupazione negli amministratori pubblici e nelle imprese impegnate nell’esecuzione di lavori pubblici</b>, lo testimoniano le numerose inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia», continua Politanò. «Tante volte ci siamo ritrovati, anche quest’anno, a dover denunciare il dramma della violenza nei confronti di amministratrici e amministratori locali, abbiamo espresso la nostra solidarietà a quanti in prima linea provano a lavorare per tenere le mafie lontane dagli interessi della collettività. Oggi, ancor di più, è importante che i dati riscontrati <b>in Calabria nel 2023</b> siano un monito e diano la spinta di riscatto per attivare processi di partecipazione attiva delle comunità locali e di isolamento di tutte quelle persone ambigue e vicine ad ambienti criminali e mafiosi. Scegliere da che parte stare non sia più uno slogan, ma sia la responsabilità di scelte concrete che aiutano i territori ad emanciparsi e a saper distinguere. Il dato calabrese e nazionale ancora una volta parla chiaro:<b> ogni amministratore lasciato solo nell’espletamento del proprio mandato diviene un “bersaglio facile”</b> sia sul piano della violenza fisica sia della violenza psicologica. <b>Per questo chiediamo un impegno nuovo e rinnovato anche dello Stato, soprattutto nel Mezzogiorno:</b> non lasciare da soli i Sindaci significa sostenere le comunità investendo in servizi educativi e sociali per le fasce più deboli della popolazione, infrastrutture sociali, risorse per la rifunzionalizzazione dei beni confiscati, strumenti per le forze di polizia per il controllo del territorio. È necessario ridurre il divario e non praticare strumenti di nuove divisioni. Gli oltre 50 atti intimidatori in Calabria nel 2023 impongono a ciascuno una nuova responsabilità: sostenere chi è in prima linea e svolge la propria missione politica a testa alta e con la schiena dritta e contestualmente analizzare e approfondire per conoscere contesti e situazioni perché scegliere di stare dalla parte della legalità e della Costituzione deve essere una scelta radicale fatta di coerenza e costanza», conclude il nostro Coordinatore regionale.</p>
<p class="v1MsoNormal">Sintesi di alcuni dati regionali: <b>Nel 47% degli atti censiti lo scorso anno in Calabria</b> – verificatisi in 31 comuni della regione – <b>le tipologie più utilizzate per minacciare</b> amministratori o personale degli Enti locali <b>sono stati l’incendio o il danneggiamento di auto, case, terreni di proprietà, mezzi</b> utilizzati per la raccolta rifiuti o strutture municipali. <b>Il 60% dei casi censiti nel 2023</b> si sono consumati nella <b>provincia di Cosenza</b>, che è anche il territorio calabrese più colpito dal 2010, con 252 casi (2° posto a livello nazionale dopo Napoli). Le altre province della regione si collocano come segue: Reggio Calabria (229 casi in 14 anni, 3° posto a livello nazionale), Catanzaro (113 casi, 13° posto a livello nazionale), Vibo Valentia (111 casi, 14° posto a livello nazionale), Crotone (96 casi, 19° posto a livello nazionale). Sono invece 15 Comuni cosentini colpiti dal fenomeno nel 2023, il 10% del totale presenti nella provincia. <b>Dal 2010 al 2023 gli atti intimidatori censiti da Avviso Pubblico in Calabria sono stati 801</b>, alla media di 57 casi ogni anno. Questo dato pone la regione al secondo posto per numero di minacce registrate nel periodo, dietro la Sicilia (862) e davanti alla Campania (794). Nel periodo sono stati 198 i Comuni calabresi colpiti da atti intimidatori, il 49% del totale presenti nella regione.</p>
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		<title>Consorzi di bonifica e Gal, Gratteri: “Operano con soldi pubblici e devono dimostrare risultati”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 15:50:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Ho sempre conosciuto in Calabria i Consorzi di bonifica, in particolare quelli della Jonica reggina, come enti che non hanno mai fatto nulla o quasi nulla. Noi proprietari di appezzamenti di terreno paghiamo i Consorzi di bonifica ma non abbiamo mai visto la presenza fisica dei rappresentanti dei Consorzi di bonifica dire ‘controlliamo questo scolo’, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Ho sempre conosciuto in Calabria i Consorzi di bonifica, in particolare quelli della Jonica reggina, come enti che non hanno mai fatto nulla o quasi nulla. Noi proprietari di appezzamenti di terreno paghiamo i Consorzi di bonifica ma non abbiamo mai visto la presenza fisica dei rappresentanti dei Consorzi di bonifica dire ‘controlliamo questo scolo’, ‘controlliamo questo torrente’, ‘vediamo se bisogna consolidare questo territorio con un progetto’. Nulla, il nulla del nulla. Non vorrei che si continuasse con questa non presa di posizione o di non responsabilità, bisogna dimostrare di esistere e giustificare lo stipendio ogni giorno”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervenendo all’inaugurazione di un innovativo sistema di controllo della distribuzione idrica da parte del Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese.</p>
<p>“Sono soldi pubblici, sono soldi della collettività, sono soldi della gente che paga le tasse e vuole vedere i risultati. E’ la stessa cosa dei Gal: io – ha aggiunto Gratteri – ancora non ho capito a cosa servono i Gal, cosa fanno in concreto per il territori. Di queste cose voglio sentire parlare, altrimenti sono solo passerelle, sono solo perdite di tempo. Queste cose devono finire. Bisogna prendere posizione e incominciare a dire le cose, di queste cose bisogna incominciare a discutere perché poi non voglio sentire lamentele dietro le quinte e al bar, non sono discorsi bar dello sport, sono discorsi da affrontare in modo serio”.<br />
“Penso – ha proseguito il procuratore di Catanzaro – che a un certo punto i Consorzi di bonifica e i Gal devono dare conto, devono dare conto a qualcuno, perché se no facciamo lo stesso discorso dei forestali: i forestali mi devono spiegare concretamente se hanno pulito mai un fiume o un bosco e cosa fanno nella giornata. La gente ha bisogno di sapere questo, perche’ io non voglio che questi enti o parte di questi enti siano ammortizzatori sociali, dobbiamo finirla con questa storia dell’assistenzialismo, bisogna prendere posizione”.<br />
“C’è tanto da fare, siamo arrostiti dagli incendi e io – ha rilevato Gratteri – voglio sapere dove sono i forestali quando ci sono gli incendi: io non li vedo, vedo solo i vigili del fuoco. Voglio sapere cosa fa il Gal concretamente, la spesa del Gal dove va a finire, chi sono i beneficiari, e dove sono i Consorzi di bonifica ogni volta che c’è un evento naturale”.</p>
<p>Gratteri si è poi soffermato sulla situazione di crisi dei bergamotteti, definendola “grave” e chiedendo la dichiarazione dello stato di emergenza “necessaria mai come in questo caso”.<br />
“Mai come oggi è importante fare bandi per assumere giovani in agricoltura in modo da evitare ulteriore emigrazione e bandi per impianti fotovoltaici, ma non per quelli che occupano suolo, mandando i dipendenti della Regione a fare i controlli per evitare truffa”, ha aggiunto il procuratore. “Sono cose urgenti a da fare per dare aiuto all’imprenditoria agricola in Calabria, un’imprenditoria che è molto evoluta, ha fatto passi da gigante, non è all’anno zero, ci sono punte di eccellenza e sono per noi ossigeno perché non c’è assistenzialismo, c’e’ un trend che e’ cambiato e ci rincuora. So che in questo settore sono stati contributi importanti dalla Regione, bisogna insiste su queste cose vere e non inventarsi cose che sono solo spot e non hanno alcun riscontro sul piano della produzione dell’occupazione, in modo da frenare l’emigrazione inesorabile dei giovani calabresi verso il Nord”.<br />
(<em>Fonte: Agi</em>)</p>
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		<title>Green pass, Occhiuto: Deroga per studenti su mezzi pubblici richiesta di buon senso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/green-pass-occhiuto-deroga-per-studenti-su-mezzi-pubblici-richiesta-di-buon-senso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 15:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Le Regioni hanno chiesto al governo una deroga per gli studenti, affinché possano ancora per qualche giorno prendere i mezzi pubblici senza il green pass: ci sembra una richiesta di buon senso”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo a “Oggi è un altro giorno”, su Rai1. “Diamoci ancora un po’ di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Le Regioni hanno chiesto al governo una deroga per gli studenti, affinché possano ancora per qualche giorno prendere i mezzi pubblici senza il green pass: ci sembra una richiesta di buon senso”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo a “Oggi è un altro giorno”, su Rai1.<br />
“Diamoci ancora un po’ di tempo per mettere a regime il sistema ed evitiamo di far perdere giorni di scuola agli studenti. Lo abbiamo chiesto al governo insieme agli altri presidenti di Regione, speriamo che l’esecutivo se ne faccia carico”.</p>
<p><strong>In Calabria riscontri positivi, ok risposta cittadini</strong><br />
“Un anno e mezzo fa siamo stati travolti dalla pandemia e siamo stati costretti a chiudere il Paese. Adesso siamo nelle condizioni di anticipare il virus. Dobbiamo spingere sulle vaccinazioni, e dire ai cittadini di mantenere i comportamenti virtuosi che possono frenare la progressione dei contagi”, ha detto ancora Occhiuto. “Rispetto ai controlli sul green pass e sul super green pass, in Calabria siamo messi come nel resto d’Italia. I riscontri che ho sul territorio mi dicono che i cittadini calabresi hanno capito che questa è una necessità, e si sono recati sui mezzi di trasporto muniti di green pass”.</p>
<p><strong>In Calabria mascherine all&#8217;aperto, con nostra sanità bisogna stare più attenti che altrove</strong><br />
&#8220;Da oggi in Calabria c&#8217;è anche l&#8217;obbligo della mascherina all&#8217;aperto. Ho emanato un&#8217;ordinanza due giorni fa perché mi interessava far capire ai calabresi che con il sistema sanitario che abbiamo bisogna stare più attenti che altrove. Sono commissario della sanità da poche settimane e sono riuscito ad aumentare i posti di terapia intensiva, però la pressione sulla rete ospedaliera in una Regione che ha una sanità così fatiscente come la mia, mi preoccupa molto&#8221;.</p>
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