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	<title>psichiatrica Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Oct 2025 09:18:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cosenza, Gup: perizia psichiatrica per Rosa Vespa. Rapì neonata di un giorno in clinica privata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:18:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, sarà sottoposta a perizia psichiatrica. Lo ha deciso il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Cosenza, Letizia Benigno. I periti sono Michele Di Nunzio (psichiatra, psicoterapeuta, specialista in Criminologia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, sarà sottoposta a perizia psichiatrica. Lo ha deciso il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Cosenza, Letizia Benigno. I periti sono Michele Di Nunzio (<em>psichiatra, psicoterapeuta, specialista in Criminologia Clinica e Psichiatria Forense</em>), Gabriella Bolzoni (<em>psicologa e criminologa</em>) e Roberta Costantini (<em>psicoterapeuta e psicologa giuridica</em>).</p>
<p>I legali della famiglia della neonata hanno chiesto di poter estendere il quesito anche alla valutazione delle condotte tenute dall’unica imputata prima e dopo il rapimento. Richiesta accolta dal Gup. </p>
<p>Le operazioni peritali si svolgono nell’abitazione dell’imputata, che in questo momento si trova ai domiciliari. La nomina del Gup è giunta nel giudizio abbreviato condizionato proprio alla perizia psichiatrica cui si è sottoposta la donna.</p>
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		<title>Cosenza, Gip dispone perizia psichiatrica per Rosa Vespa, a gennaio rapì neonata da clinica privata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 08:30:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il giudice per le indagini preliminari di Cosenza, Letizia Benigno, al termine dell&#8217;udienza che si è svolta oggi, ha deciso che Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, si sottoporrà al giudizio abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giudice per le indagini preliminari di Cosenza, Letizia Benigno, al termine dell&#8217;udienza che si è svolta oggi, ha deciso che  Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, si sottoporrà al giudizio abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. Il prossimo 27 ottobre è fissata l’udienza per l’affidamento dell’incarico al perito. La famiglia della madre della piccola, compresi i nonni sia paterni che materni, si sono costituiti parte civile.</p>
<p>Rosa Vespa è accusata di sottrazione di minore con l&#8217;aggravante di aver agito in un luogo sensibile. «Il giudice ha accolto la nostra richiesta anche in considerazione del fatto che agli atti sono presenti due consulenze diametralmente opposte» ha detto Teresa Gallucci, legale di Rosa Vespa. Al momento la donna resta agli arresti domiciliari. La donna si era fatta accompagnare dal marito Moses Omogo, di 43 anni &#8211; la cui posizione è stata stralciata e presumibilmente verrà archiviata &#8211; per andare a prendere in clinica «Ansel», il bambino che aveva detto di avere partorito alcuni giorni prima.</p>
<p>La donna &#8211; hanno ricostruito poi gli investigatori della Squadra mobile cosentina &#8211; aveva simulato una gravidanza per nove mesi, agevolata anche dalla sua corporature robusta. Poi era andata a &#8220;partorire&#8221; da sola adducendo al marito ed ai familiari tutta una serie di scuse per non far vedere loro il nascituro. Tutti &#8211; è stata la ricostruzione degli investigatori &#8211; le avevano creduto in buona fede, anche Omogo che, infatti, era stato subito scarcerato dopo l’interrogatorio di garanzia seguito all’arresto in flagranza insieme alla moglie. Quella sera, spacciandosi per infermiera, aveva prelevato la piccola Sofia che era insieme alla mamma e alla nonna. Il sistema di videosorveglianza interna aveva comunque ripreso marito e moglie che poi si erano allontanati a bordo dell’auto intestata a Omogo. Gli agenti della Mobile giunsero in poco tempo all’abitazione della coppia trovando i due intenti a festeggiare con parenti e amici l’ingresso in casa di &#8220;Ansel&#8221; con la Sofia che era stata vestita con una tutina azzurra. La piccola tornò quindi tra le braccia dei genitori dopo tre ore di ansia.</p>
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		<title>Lamezia, omicidio Bruno Di Cello: Gip dispone perizia psichiatrica per il padre</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-bruno-di-cello-gip-dispone-perizia-psichiatrica-per-il-padre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 19:13:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, in accoglimento della richiesta della locale Procura, ha deciso di sottoporre a perizia psichiatrica Francesco Di Cello, l&#8217;uomo di 64 anni che la mattina del 2 maggio scorso uccise il figlio Bruno di 36 anni. Al termine dell&#8217;incidente probatorio è stata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, in accoglimento della richiesta della locale Procura, ha deciso di sottoporre a perizia psichiatrica Francesco Di Cello, l&#8217;uomo di 64 anni che la mattina del 2 maggio scorso uccise il figlio Bruno di 36 anni. Al termine dell&#8217;incidente probatorio è stata disposto la nomina dell&#8217;esperto di psichiatria, Stefano Ferracuti, perché valuti la capacità di intendere e di volere dell&#8217;uomo al momento dell&#8217;omicidio, oltre alla capacità di affrontare coscientemente il giudizio.</p>
<p>I difensori, del sessantaquattrenne Renzo Andricciola e Giuseppe Spinelli hanno nominato un proprio consulente di parte, Gregorio Cerminara. Il giudice ha fissato l&#8217;udienza il 22 luglio. Ferracuti, entro il 15 luglio dovrà depositare l&#8217;elaborato peritale. Francesco Di Cello, che già nelle prime ore del delitto e successivamente davanti al gip nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia, aveva ammesso tutte le sue responsabilità, si trova rinchiuso nel carcere di Catanzaro. La morte di Bruno Di Cello fu causata da un colpo di pistola esploso in viso al termine di una giornata intensa di tensione e liti all&#8217;interno della famiglia. </p>
<p>Una situazione maturata a causa di continui litigi in un contesto di disperazione e di forte tensione domestica, di contrasti legati allo stile di vita della vittima e alle ripetute richieste di denaro avanzate nei confronti dei familiari.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="hCEUcx5RCN"><p><a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-richieste-di-soldi-e-liti-ecco-perche-francesco-di-cello-ha-ucciso-il-figlio-con-un-colpo-di-pistola/">Lamezia, richieste di soldi e liti: ecco perchè Francesco Di Cello ha ucciso il figlio con un colpo di pistola</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Lamezia, richieste di soldi e liti: ecco perchè Francesco Di Cello ha ucciso il figlio con un colpo di pistola&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/lamezia-richieste-di-soldi-e-liti-ecco-perche-francesco-di-cello-ha-ucciso-il-figlio-con-un-colpo-di-pistola/embed/#?secret=dCJf5VPP5S#?secret=hCEUcx5RCN" data-secret="hCEUcx5RCN" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Neonata rapita a Cosenza, la Procura dispone la perizia psichiatrica su Rosa Vespa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-neonata-rapita-a-cosenza-la-procura-dispone-la-perizia-psichiatrica-su-rosa-vespa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 07:00:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura di Cosenza ha disposto una perizia psichiatrica su Rosa Vespa. La 52enne cosentina è in carcere dallo scorso gennaio perché accusata di aver rapito una neonata di appena un giorno, nella clinica &#8220;Sacro Cuore&#8221; di Cosenza. I magistrati vogliono accertare se la donna, che per nove mesi ha finto una gravidanza e poi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-neonata-rapita-a-cosenza-la-procura-dispone-la-perizia-psichiatrica-su-rosa-vespa/">VIDEO-Neonata rapita a Cosenza, la Procura dispone la perizia psichiatrica su Rosa Vespa</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-308271-1" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Cosenza-neonata-rapita-blitz-Polizia.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Cosenza-neonata-rapita-blitz-Polizia.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Cosenza-neonata-rapita-blitz-Polizia.mp4</a></video></div>
<p>La Procura di Cosenza ha disposto una perizia psichiatrica su Rosa Vespa. La 52enne cosentina è in carcere dallo scorso gennaio perché accusata di aver rapito una neonata di appena un giorno, nella clinica &#8220;Sacro Cuore&#8221; di Cosenza. I magistrati vogliono accertare se la donna, che per nove mesi ha finto una gravidanza e poi un parto, al momento del rapimento era capace di intendere e di volere. </p>
<p>La sera dello scorso 21 gennaio Rosa Vespa e il marito Acqua Omogo Chiediebere Moses furono trovati in casa con la piccola Sofia vestita da maschietto. Inizialmente fu arrestato anche il marito, poi scarcerato dal Gip. Il 43enne nigeriano si è sempre professato innocente dicendo che la moglie ha fatto tutto da sola. </p>
<p>Gli inquirenti devono accertare se la 52enne ha potuto avere qualche complice. La donna ha finto per nove mesi di essere incinta, ha finto di aver partorito lo scorso 8 gennaio e di aver dato alla luce un maschietto di nome Ansel, che non è mai stato concepito e mai nato.</p>
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		<item>
		<title>Violentata in una struttura di riabilitazione psichiatrica del Cosentino pagata dal servizio sanitario</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/violentata-in-una-struttura-di-riabilitazione-psichiatrica-del-cosentino-pagata-dal-servizio-sanitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2024 11:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non può rimanere nell’ombra una violenza sessuale avvenuta di recente in una struttura di riabilitazione psichiatrica del Cosentino, a danno di una paziente che era lì ricoverata. Nonostante la nostra segnalazione con un’informativa immediata e il pronto intervento dei carabinieri, sempre solerti, specie davanti a situazioni di tale delicatezza, purtroppo la vittima non è stata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Non può rimanere nell’ombra una violenza sessuale avvenuta di recente in una struttura di riabilitazione psichiatrica del Cosentino, a danno di una paziente che era lì ricoverata. Nonostante la nostra segnalazione con un’informativa immediata e il pronto intervento dei carabinieri, sempre solerti, specie davanti a situazioni di tale delicatezza, purtroppo la vittima non è stata ancora ascoltata, a distanza di oltre un mese dall’episodio». Lo denuncia, in una nota, Bo Guerreschi, presidente dell’Ong internazionale “bon’t worry” (<em>nella foto</em>), che assiste e tutela i diritti fondamentali e la dignità delle persone colpite da abusi e violazioni di legge. </p>
<p>«A seguito del fatto, sono sensibilmente peggiorate – precisa la presidente di “bon’t worry” – le condizioni di salute mentale della vittima, la quale doveva essere sentita entro tre giorni, come previsto dalla normativa vigente. Il tempo continua a passare in un immobilismo inquietante, che ci ha spinto a informare l’opinione pubblica a mezzo stampa. Peraltro, è scandaloso – sottolinea Guerreschi – che in una struttura preposta al recupero di pazienti psichiatrici e finanziata dal Servizio sanitario, quindi dai contribuenti, possano avvenire vicende del genere, per di più a fronte di precedenti comunicazioni formali di uno stato di pericolo, del tutto ignorate dalla struttura in argomento, e in una regione come la Calabria, che con impegno e fatica sta tentando di uscire da un lungo disastro nell’ambito della sanità». </p>
<p>«Confidiamo che questa nostra denuncia pubblica consenta di fare luce sulla vicenda, di gravità inaudita, che era giusto portare all’attenzione nazionale e si aggiunge ai troppi casi denunciati che finiscono in silenzi assordanti e attese imperdonabili. La giustizia, unico mezzo per la tutela del cittadino, troppe volte manca. È un problema enorme, che – conclude Guerreschi – non può continuare ad esistere». </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fece morire di stenti la figlia Diana di 18 mesi: Alessia Pifferi sarà sottoposta a perizia psichiatrica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fece-morire-di-stenti-la-figlia-diana-di-18-mesi-alessia-pifferi-sara-sottoposta-a-perizia-psichiatrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 14:14:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Pifferi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I giudici di Milano hanno stabilito che è &#8220;necessario&#8221; eseguire una perizia nei confronti di Alessia Pifferi, in carcere per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di soli 18 mesi, per accertare &#8220;la sussistenza al momento del fatto della capacità di intendere e volere&#8221; oltre al &#8220;quadro di pericolosità sociale&#8221;. L&#8217;incarico, a cui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I giudici di Milano hanno stabilito che è &#8220;necessario&#8221; eseguire una perizia nei confronti di Alessia Pifferi, in carcere per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di soli 18 mesi, per accertare &#8220;la sussistenza al momento del fatto della capacità di intendere e volere&#8221; oltre al &#8220;quadro di pericolosità sociale&#8221;. L&#8217;incarico, a cui si era opposta la procura di Milano e la parte civile, è stato conferito al professore Elvezio Pirfo, medico specializzato in psichiatria. La decisione della corte, presieduta dal giudice di Milano Ilio Mannucci Pacini, arriva dopo la scelta di non ascoltare i consulenti della procura, ma di conferire a un perito &#8211; l&#8217;udienza per l&#8217;incarico è fissata per il 13 novembre prossimo &#8211; il conferimento di un accertamento che possa far luce sulla capacità dell&#8217;imputata. Per il pm Francesco De Tommasi, che nel suo intervento si è opposto più volte alla perizia psichiatrica, Alessia Pifferi &#8220;entra in carcere senza pregressi psichiatrici, entra a San Vittore dopo essersi sottoposta a interrogatorio&#8221; e nel ricostruire quanto accaduto il 20 luglio 2022 &#8220;segue un ordine logico e cronologico, insomma non emerge nessuna problematica. Per diversi mesi la Pifferi è una persona che sta benissimo, ha la piena capacità di esporre i fatti, di relazionarsi, è lucida non ha nessun tipo di problemi&#8221;, poi il test Wais (per valutare l&#8217;intelligenza negli adulti, la difficoltà di apprendimento, il deterioramento cognitivo e il quoziente intellettivo) fatto dai medici all&#8217;interno del carcere &#8216;trasforma&#8217; il quadro.</p>
<p>&#8220;E&#8217; un metodo anomalo&#8221;, che poco dice da solo, ma che soprattutto per il pm &#8220;fuoriesce dalle competenze della struttura psichiatrica del carcere&#8221;. La pubblica accusa non contesta solo il metodo, ma anche l&#8217;oggetto dell&#8217;accertamento che ha come effetto &#8220;quello di manipolare il cervello della Pifferi rendendo oggi impossibile ripetere un accertamento di questo tipo&#8221;. De Tommasi contesta che l&#8217;imputata abbia un Qi di 40 &#8211; &#8220;non sarebbe stata in grado di dire nulla, di relazionarsi, di fornire delle risposte che nella loro assurdità sono risposte chiare&#8221; &#8211; e rigetta l&#8217;idea di una perizia che dovrebbe fondarsi su una documentazione che non riconosce. &#8220;Gli esiti non sono assolutamente credibili, non ci sto a essere preso in giro sotto questo profilo. Riteniamo assolutamente inutile una perizia sulla capacità cognitiva e non necessaria una perizia sull’imputabilità perché non c’è nessun tipo di elemento che possa mettere in discussione la capacita dell’imputata di rendersi conto di quello che stava facendo&#8221; conclude De Tommasi che chiede di escludere i documenti degli psicologi del carcere.<br />
Un no alla perizia condiviso dall&#8217;avvocato di parte civile, Emanuele Di Mitri che ricorda l&#8217;assenza di pregresse patologie psichiatriche e la piena capacità della donna alla sbarra. &#8220;L&#8217;infanzia infelice non elide il confine tra giusto e sbagliato, la Pifferi sapeva quello che stava facendo, che il digiuno prolungato della sua bambina ne avrebbe determinato la morte&#8221;, spiega in aula. &#8220;Sono desolata da questo terrore per l&#8217;espletamento di una perizia &#8211; sottolinea il difensore Alessia Pontenani -, il test non si può falsare e non capisco se il pm sta insinuando che abbiano manipolato la testa dell&#8217;imputata. E&#8217; stata depositata tutta la documentazione medica del carcere, li c&#8217;è tutto e non c&#8217;è nessuna strategia processuale&#8221; conclude la legale.</p>
<p><strong>Il pm: &#8220;Una presa in giro&#8221;</strong><br />
&#8220;Non ci sto ad essere preso in giro, Alessia Pifferi non ha alcun problema mentale e ha avuto un atteggiamento scellerato nei confronti della figlia&#8221;. Il pm di Milano Francesco De Tommasi, rappresentante dell&#8217;accusa insieme alla collega Rosaria Stagnaro, rigetta i presupposti con cui i medici del carcere di San Vittore arrivano alla conclusione, insieme ai consulenti della difesa, che Alessia Pifferi necessiti di una perizia psichiatrica.<br />
Per il pm siamo di fronte &#8220;all&#8217;assenza a oggi di basi tecnico scientifiche che giustifichino un accertamento sotto il profilo delle capacità mentali&#8221; e l&#8217;utilizzo del test di Wais non risponde alla prassi abitualmente in uso in questi casi, spiega citando il proprio consulente, il professor Marco Lagazzi. &#8220;Non si può non essere perplessi per l’attuazione di un test che non ha nulla a che fare con la gestione penitenziaria, ma è utile per la difesa penale, e per una intensiva rilettura del caso fatta con l’imputata di un così grave reato. L&#8217;impressione che si trae da tutto questo &#8211; si legge nella relazione del consulente depositata alle parti processuali &#8211; è che ciò renda tra l’altro ormai inutile qualsiasi esame peritale, perché valuterebbe non i vissuti della persona, ma ciò che la stessa ha riferito di avere appreso e discusso nel lavoro con le psicologhe, unitamente al suo deresponsabilizzante convincimento di essere lei stessa una bambina&#8221;.<br />
L&#8217;effetto, oltre a quello di &#8216;manipolare&#8217; la mente dell&#8217;imputata, è che le responsabilità &#8220;scivolano verso altri e la persona diviene non solo &#8216;innocente&#8217; ma anche rivendicatrice, e la povera bambina, esattamente come nella mente della persona, resta esclusa dalla elaborazione, ancora una volta messa da parte&#8221;. Conclusioni che non hanno convinto la corte che ha deciso di disporre la perizia psichiatrica (chiesta dalla difesa e a cui si era opposta anche la parte civile) per accertare &#8220;la sussistenza al momento del fatto della capacità di intendere e volere&#8221; della Pifferi oltre al &#8220;quadro di pericolosità sociale&#8221;. L&#8217;incarico è stato conferito al professore Elvezio Pirfo, medico specializzato in psichiatria.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="WnjiM8hoyW"><p><a href="https://www.calabrianews.it/parla-la-nonna-della-bimba-morta-di-stenti-a-milano-vivo-a-crotone-non-potevo-immaginare-una-cosa-simile/">Parla la nonna della bimba morta di stenti a Milano: Vivo a Crotone, non potevo immaginare una cosa simile</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Parla la nonna della bimba morta di stenti a Milano: Vivo a Crotone, non potevo immaginare una cosa simile&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/parla-la-nonna-della-bimba-morta-di-stenti-a-milano-vivo-a-crotone-non-potevo-immaginare-una-cosa-simile/embed/#?secret=jvSUhuB0fU#?secret=WnjiM8hoyW" data-secret="WnjiM8hoyW" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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