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	<title>procura Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 05 Sep 2026 10:29:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lamezia, Procura chiede rinvio a giudizio per due uomini accusati di usura ed estorsione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 09:22:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Usura in concorso ed estorsione: con queste accuse la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, diretta dal Procuratore della Repubblica, Elio Romano, ha richiesto il rinvio a giudizio per due soggetti lametini, di 46 e 36 anni; i due indagati sono ora chiamati a rispondere delle rispettive condotte dinanzi al Giudice per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="299" data-end="692">Usura in concorso ed estorsione: con queste accuse la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, diretta dal Procuratore della Repubblica, Elio Romano, ha richiesto il rinvio a giudizio per due soggetti lametini, di 46 e 36 anni; i due indagati sono ora chiamati a rispondere delle rispettive condotte dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari. L’articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura di Lamezia Terme e delegata ai Carabinieri del locale Nucleo Operativo e Radiomobile, ha preso il via grazie al coraggio di un imprenditore locale che, trovatosi in un momento di forte difficoltà, si è rivolto inizialmente ai Carabinieri della Stazione di Lamezia Terme Sambiase, ove ha denunciato le vessazioni che stava subendo. Da qui il via alle indagini, espletate poi nella loro pienezza dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Lamezia Terme, su delega dell’autorità giudiziaria inquirente lametina.</p>
<p data-start="1280" data-end="1843">Secondo quanto ricostruito, la vittima, alla ricerca di liquidità per esigenze contingenti, si era rivolta a un conoscente. Quest’ultimo, agendo da intermediario, lo aveva messo in contatto con l’altro indagato che, tra dicembre 2024 e febbraio 2025, in tre distinte <em data-start="1547" data-end="1557">tranches</em>, aveva elargito all’imprenditore un prestito complessivo, in contanti, di 8.000 euro. L’accordo prevedeva la restituzione del capitale in un’unica soluzione, con l’applicazione di interessi di mora esorbitanti per ogni mese di ritardo, ampiamente oltre i limiti consentiti dalla legge. A causa dei tassi usurari applicati, ben presto, la vittima non era più riuscita a onorare i pagamenti alle scadenze pattuite. A fronte dei mancati pagamenti, le richieste di restituzione del debito – nel frattempo lievitato a dismisura per via degli interessi usurari – si trasformavano in vere e proprie richieste estorsive, caratterizzate da continue minacce rivolte non solo all’uomo, ma anche ai suoi familiari.</p>
<p data-start="2263" data-end="3044">A fronte di tale insostenibile situazione, la persona offesa decideva di affidarsi all’Arma. Le indagini, basate su accertamenti bancari, tecnici e sull’analisi di dati informatici e telematici, hanno confermato la sussistenza del debito, l’applicazione dei tassi illeciti e le dinamiche estorsive, poste in essere dagli indagati. I militari hanno accertato infatti che, a fronte del prestito iniziale di 8.000 euro, la vittima aveva già versato ben 20.000 euro tra febbraio e dicembre 2025, subendo l’imposizione di un tasso di interesse mensile compreso tra il 13% e il 16% (con un TAEG del 56%). Nonostante le ingenti somme già restituite, la persona offesa è stata persino costretta a noleggiare un’auto da consegnare al suo aguzzino, che riteneva il debito non ancora saldato. Concluse le indagini nel mese di giugno scorso con la notifica dei relativi avvisi, per i due uomini è stata ora formulata la richiesta di rinvio a giudizio ed è stata fissata l’Udienza Preliminare.</p>
<p data-start="3730" data-end="4315" data-is-last-node="" data-is-only-node="">
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		<title>VIDEO-Vasta operazione della GdiF su scala nazionale: Finti scooter elettrici spacciati per e-bike</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-vasta-operazione-della-gdif-su-scala-nazionale-finti-scooter-elettrici-spacciati-per-e-bike/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:53:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-391229-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-5.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-5.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-5.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale di Palmi &#8211; Ufficio GIP, con il quale è stato disposto il sequestro su tutto il territorio nazionale di un ingente quantitativo di scooter elettrici venduti come biciclette elettriche a pedalata assistita ma in realtà non conformi alla marcatura CE e, pertanto, non sicure per la circolazione e pericolose per la salute dei consumatori. Nell’ambito del procedimento sono indagati un imprenditore palermitano e una società in relazione alla responsabilità degli enti, per i reati di frode in commercio e falso in atto pubblico. Le attività di servizio, che hanno visto un ingente dispiegamento di forze, con il coinvolgimento anche delle Fiamme Gialle della Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana hanno consentito di sottoporre a sequestro, presso i magazzini di grossisti e venditori al dettaglio dislocati su tutto il territorio nazionale, migliaia di veicoli importati dall’estero non conformi alle prescrizioni imposte dalla normativa europea e nazionale disciplinanti lo specifico settore.</p>
<p>Le indagini condotte dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, hanno riguardato quello che è diventato un vero e proprio fenomeno, tanto dilagante quanto pericoloso per la sicurezza pubblica. Tali scooter elettrici immessi sul mercato come biciclette a pedalata assistita, nonostante le fattezze esteriori, sono spesso oggetto di modifiche idonee ad alterarne le caratteristiche tecniche e in grado di circolare senza targa e omologazione sulle strade italiane. Note come e-bike e EPAC, le biciclette a pedalata assistita sono dotate di un motore elettrico ausiliario avente potenza massima pari a 250 Watt, la cui alimentazione è interrotta o è progressivamente ridotta se il ciclista smette di pedalare e comunque prima che la velocità raggiunga i 25 km/h. Le stesse sono soggette alle Direttiva Europea 2006/42/CE (c.d. “Direttiva Macchine”) che ne regola la produzione tramite procedure volte a garantire i requisiti di conformità, sicurezza e tutela della salute, essenziali per la loro immissione in commercio, la quale deve essere accompagnata dalla documentazione comprovante la regolarità. Nel dettaglio, l’attività di indagine condotta dai finanzieri palermitani anche con l’ausilio dei colleghi del Gruppo di Gioia Tauro, avrebbe consentito di disvelare la sussistenza di importanti lacune formali e sostanziali presenti all’interno della documentazione prodotta da un imprenditore palermitano e attestante la presunta conformità ai requisiti di sicurezza delle e-bike importate dalla Cina. La stessa documentazione sarebbe stata presentata in occasione dell’importazione, dal 2023 ad oggi, di almeno 6.885 veicoli agli uffici doganali competenti per le procedure di sdoganamento e di immissione in libera pratica, i quali, indotti in errore dalla falsa documentazione presentata, hanno proceduto a emettere i relativi provvedimenti di svincolo dei velocipedi non sicuri il cui valore complessivo sul mercato è di circa 5 milioni di euro.</p>
<p>I successivi riscontri, effettuati anche grazie all’ausilio dei competenti Ministeri, delle Infrastrutture e del Made in Italy, e delle associazioni di categoria, avrebbero invece disvelato un sistema di certificazioni ingannevole sulla base di fascicoli tecnici privi, tra l’altro, dei disegni complessivi della macchina e degli schemi dei circuiti di comando, dei disegni dettagliati e completi corredati da note di calcolo e risultati di prove, della documentazione relativa alla valutazione dei rischi, delle norme e delle specifiche tecniche applicate e delle relazioni sui risultati delle prove, nonché delle iniziative assunte rispetto agli usi scorretti prevedibili in tema di modificabilità dei veicoli. Parallelamente, sono in corso di svolgimento ulteriori approfondimenti finalizzati ad accertare l’integrazione di violazioni di natura amministrativa, alle disposizioni del Codice del Consumo concernenti l’effettuazione di pratiche commerciali scorrette/ingannevoli poste in essere dagli esercenti a mezzo di pubblicazioni sui siti internet e social network, i cui esiti saranno posti al vaglio delle Autorità competenti con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust e del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza. L’attività di prevenzione, prima ancora – quindi &#8211; dell’immissione in commercio di tali veicoli, condotta dalle Fiamme Gialle palermitane si pone anche a riscontro effettivo delle numerose segnalazioni di associazioni di categoria, cittadinanza, enti pubblici e mass media che, nel corso dell’ultimo periodo, hanno denunciato a più riprese l’utilizzo caotico e fuori controllo di scooter illegali nelle principali arterie stradali e pedonali della città di Palermo e delle principali città metropolitane italiane.</p>
<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-391229-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1-1.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1-1.mp4</a></video></div>
<p>Gli stessi, infatti, sono spesso condotti da ragazzi di giovanissima età, persone adulte private della licenza di guida e talvolta anche utilizzati per commettere crimini, potendo beneficiare indebitamente della possibilità di circolare senza essere individuabili tramite una targa di circolazione, in aperta violazione alle norme del Codice della Strada, nonché senza sostenere i costi di assicurazione del veicolo. A tale ultimo proposito si evidenza la pericolosità per gli altri utenti della strada, peraltro testimoniata dall’incidenza di tali mezzi di trasporto nei sinistri stradali, il cui coinvolgimento non è coperto neanche dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. Il provvedimento, come detto, è in corso di esecuzione su tutto il territorio nazionale, sulle cui strade i veicoli a due ruote oggetto delle indagini non possono quindi circolare poiché non conformi alle normative in materia di codice della strada e di settore. L’operazione di servizio condotta testimonia il costante impegno del Corpo e della Procura della Repubblica di Palmi diretta dal Dott. Emanuele Crescenti, volto a contrastare la diffusione e l’immissione in commercio di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza, contribuendo con ciò a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di sana concorrenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Procura Catanzaro, Alessio Pio morto per infezione settica multiorgano. Causa in corso di accertamento</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/procura-catanzaro-alessio-pio-morto-per-infezione-settica-multiorgano-causa-in-corso-di-accertamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 18:41:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Catanzaro ha reso noto che &#8220;Sulla base dei reperti macroscopici autoptici e dei primi risultati microbiologici, il decesso di Alessio Pio ((il bimbo di un anno e mezzo di Zungri deceduto nei giorni scorsi) sarebbe da ricondurre ad un grave processo infettivo-infiammatorio sistemico, a carattere settico, con interessamento multiorgano, in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Catanzaro ha reso noto che &#8220;Sulla base dei reperti macroscopici autoptici e dei primi risultati microbiologici, il decesso di Alessio Pio ((il bimbo di un anno e mezzo di Zungri deceduto nei giorni scorsi) sarebbe da ricondurre ad un grave processo infettivo-infiammatorio sistemico, a carattere settico, con interessamento multiorgano, in particolare pleuro-polmonare, pericardico-cardiaco e meningo-encefalico, generato da un quadro microbico ovvero polimicrobico la cui natura risulta in corso di valutazione&#8221;.</p>
<p>Il procedimento, iscritto presso l&#8217;ufficio di Procura del capoluogo, &#8220;è stato trasmesso per le opportune valutazioni alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, essendo stati esclusi elementi di criticità nella gestione sanitaria presso l&#8217;Ospedale &#8220;Pugliese Ciaccio&#8221; di Catanzaro&#8221;.</p>
<h3></h3>
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		<item>
		<title>25enne morto a Cosenza, madre &#8216;lo hanno lasciato saltare nel vuoto&#8217;. Presentata denuncia alla Procura</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/25enne-morto-a-cosenza-madre-lo-hanno-lasciato-saltare-nel-vuoto-presentata-denuncia-alla-procura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 18:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Mio figlio non si è lanciato da solo, lo hanno lasciato saltare davanti ai miei occhi e poi lo hanno calpestato mentre moriva&#8221;. A dirlo Nabila, madre di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne deceduto nei giorni scorsi a Cosenza dopo essere precipitato dal terzo piano della sua abitazione durante un controllo dei carabinieri. La donna, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mio figlio non si è lanciato da solo, lo hanno lasciato saltare davanti ai miei occhi e poi lo hanno calpestato mentre moriva&#8221;. A dirlo Nabila, madre di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne deceduto nei giorni scorsi a Cosenza dopo essere precipitato dal terzo piano della sua abitazione durante un controllo dei carabinieri. La donna, ricostruendo i momenti della tragedia, ha parlato di intimidazioni e un tentativo di prelevamento forzato ai suoi danni per un ricovero psichiatrico, al fine di screditarla in quanto unica testimone oculare dei fatti.<br />
La madre del giovane ha parlato davanti al palazzo in cui abita e sotto il quale si sono radunate circa 300 persone per una manifestazione di solidarietà promossa dai collettivi cittadini per chiedere verità e giustizia sulla morte di Mohamed. Al presidio è presente anche il vescovo di Cosenza, monsignor Giovanni Checchinato, insieme ad diversi esponenti della politica locale.     La donna — che ha ricordato il percorso universitario e sportivo del figlio tra l&#8217;Italia e la Francia e i suoi passati problemi giudiziari dai quali stava cercando di uscire — ha detto di non riporre più fiducia nelle istituzioni e di chiedere giustizia, denunciando un clima di pressione e presunti soprusi subiti dalla famiglia all&#8217;interno delle mura domestiche.</p>
<p>Intanto, l&#8217;avvocato Osvaldo Rocca, legale della famiglia di Mohamed Amin Bessioud, presenterà una denuncia formale alla Procura della Repubblica di Cosenza. L&#8217;obiettivo del legale è fare piena luce sulle modalità operative adottate dalle forze dell&#8217;ordine nel corso del controllo. L&#8217;avvocato ha reso noto di aver inoltrato una sollecitazione al pubblico ministero affinché, nell&#8217;ambito dell&#8217;esame autoptico, vengano verificati eventuali segni sul corpo del giovane, con particolare riferimento ai polsi, al fine di accertare o escludere l&#8217;uso delle manette durante la perquisizione. Un dettaglio, quest&#8217;ultimo, al momento legato unicamente a indiscrezioni di testimoni presenti sul posto dopo la caduta e non confermato dagli atti ufficiali, di cui la difesa non ha ancora ricevuto notifica.</p>
<p>Secondo quanto riferito dal legale, &#8220;il giovane, seguito dal Csm e dal Serd per un percorso di recupero che gli stava consentendo di superare precedenti problemi giudiziari e di tossicodipendenza, si trovava in uno stato di forte agitazione al momento dei fatti&#8221;.  L&#8217;esposto &#8211; ha precisato il legale &#8211; prenderà inoltre in esame le continue verifiche a cui il 25enne è stato sottoposto nei mesi precedenti, caratterizzate, secondo quanto riferito ai familiari e alla fidanzata, da frequenti controlli e perquisizioni notturne. Spetterà ora agli accertamenti medico-legali e alle indagini della Procura chiarire la dinamica dell&#8217;accaduto.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-390850" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/11ffb3257b0f43aac88a0f353ab3ba3b.jpg" alt="" width="704" height="528" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/11ffb3257b0f43aac88a0f353ab3ba3b.jpg 700w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/11ffb3257b0f43aac88a0f353ab3ba3b-300x225.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/11ffb3257b0f43aac88a0f353ab3ba3b-560x420.jpg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/11ffb3257b0f43aac88a0f353ab3ba3b-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/11ffb3257b0f43aac88a0f353ab3ba3b-696x522.jpg 696w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /></p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-390852" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Immagine-2026-07-27-201544.jpg" alt="" width="704" height="467" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Immagine-2026-07-27-201544.jpg 960w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Immagine-2026-07-27-201544-300x199.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Immagine-2026-07-27-201544-768x510.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Immagine-2026-07-27-201544-633x420.jpg 633w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Immagine-2026-07-27-201544-696x462.jpg 696w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /></p>
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		<title>Rimborsi &#8220;auto blu&#8221;, la Procura di Roma chiude l’indagine su Occhiuto per truffa aggravata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rimborsi-auto-blu-la-procura-di-roma-chiude-lindagine-su-occhiuto-per-truffa-aggravata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 18:30:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura di Roma ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto indagato per truffa. Si tratta dell’inchiesta che riguarda l’auto blu del governatore calabrese. Secondo l’accusa, Occhiuto deve rispondere del doppio pagamento ricevuto per sostenere i costi dell’auto blu a noleggio. L’indagine sulle auto usate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura di Roma ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto indagato per truffa. Si tratta dell’inchiesta che riguarda l’auto blu del governatore calabrese. Secondo l’accusa, Occhiuto deve rispondere del doppio pagamento ricevuto per sostenere i costi dell’auto blu a noleggio. L’indagine sulle auto usate dal presidente Occhiuto è passata dalla Procura di Catanzaro a quella di Roma perchè &#8220;il reato si compierebbe nel momento e nel luogo dell’incasso.</p>
<p>I bonifici dei rimborsi, infatti, sono stati incassati presso l’agenzia di Roma dove il presidente della Regione ha il suo conto&#8221;. Il governatore è accusato di &#8220;truffa per i rimborsi di 3.800 euro al mese percepiti dalla Regione per l’automobile usata per l’esercizio delle sue funzioni nonostante già fruisse di un’altra auto pagata sempre dalla Regione&#8221;. Il presidente Occhiuto è difeso dagli avvocati Nicola Carratelli del Foro di Cosenza e dell’avvocato Mario Figliolia del Foro di Roma.</p>
<p>La chiusura delle indagini costituisce il passaggio che precede una possibile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura. Spetterà ora ai magistrati valutare gli eventuali sviluppi del procedimento.</p>
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		<title>Catanzaro, 21enne muore al pronto soccorso: Procura apre indagine, affidata alla Squadra mobile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-21enne-muore-al-pronto-soccorso-procura-apre-indagine-affidata-alla-squadra-mobile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 16:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Catanzaro ha aperto un fascicolo d&#8217;indagine per chiarire le cause del decesso di un 21enne di Catanzaro, avvenuta lo scorso 23 giugno all&#8217;Azienda ospedaliera universitaria del capoluogo calabrese. Le indagini sono state delegate alla Squadra mobile. Come si ricorderà il giovane è arrivato in fin di vita al pronto soccorso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Catanzaro ha aperto un fascicolo d&#8217;indagine per chiarire le cause del decesso di un 21enne di Catanzaro, avvenuta lo scorso 23 giugno all&#8217;Azienda ospedaliera universitaria del capoluogo calabrese. Le indagini sono state delegate alla Squadra mobile. Come si ricorderà il giovane è arrivato in fin di vita al pronto soccorso del presidio &#8220;Pugliese&#8221; ed è  spirato dopo un trasporto eseguito in emergenza da una ambulanza senza medico a bordo. Già da giorni lamentava malori con conati di vomito.</p>
<p id="ob">La mattina del 23 giugno &#8211; secondo quanto si apprende &#8211; ha avuto uno svenimento in casa che ha indotto i familiari a contattare il numero di emergenza e sul posto è giunto il mezzo di soccorso. Il giovane è morto subito dopo essere arrivato al pronto soccorso.</p>
<p>La Squadra mobile, su delega della Procura, ha posto sotto sequestro alcune strumentazioni in uso all&#8217;ambulanza e, in particolare, il defibrillatore. È stata inoltre eseguita l&#8217;autopsia sul corpo per stabilire le cause del decesso. Sabato si sono svolte le esequie. Il 21enne era conosciuto in città per il suo impegno in una associazione di volontariato. Aveva già subito un intervento alle valvole cardiache, per questa ragione era seguito da un ospedale specializzato fuori regione.</p>
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		<title>Cosenza, bimba di 18 mesi muore in ospedale: genitori denunciano, Procura apre inchiesta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-bimba-di-18-mesi-muore-in-ospedale-genitori-denunciano-procura-apre-inchiesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una bimba di 18 mesi, originaria di Bocchigliero, è morta in ospedale a Cosenza dove si trovava ricoverata da qualche giorno. Secondo quanto al momento si è appreso, la piccola da giorni soffriva di dissenteria, ed era affetta da una rara malattia del sangue, la sindrome emolitico uremica. In un primo tempo è stata ricoverata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="mvp-content-main" class="left relative">
<div>Una bimba di 18 mesi, originaria di Bocchigliero, è morta in ospedale a Cosenza dove si trovava ricoverata da qualche giorno. Secondo quanto al momento si è appreso, la piccola da giorni soffriva di dissenteria, ed era affetta da una rara malattia del sangue, la sindrome emolitico uremica.</div>
<div></div>
<div>In un primo tempo è stata ricoverata presso il reparto di pediatria ma, questa mattina presto, la situazione clinica sarebbe precipitata con i sanitari che ne hanno imposto l&#8217;immediato trasferimento in terapia intensiva dove tutti gli interventi dei medici sono risultati vani. La bimba sarebbe  deceduta a causa di un arresto cardiaco.</div>
<div></div>
</div>
<div id="mvp-content-main" class="left relative">
<div>Sulla base della denuncia dei genitori la Procure della Repubblica di Cosenza ha aperto un fascicolo d&#8217;indagine contro ignoti delegando i Carabinieri per l’avvio di tutti gli accertamenti del caso, ad iniziare dal sequestro della cartella clinica nonchè di tutta la documentazione sanitaria relativa alla degenza della minore. Adesso si aspetta che la Procura disponga l&#8217;autopsia.</div>
</div>
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		<item>
		<title>Catanzaro, resti umani nei pressi di un&#8217;abitazione a Germaneto: indaga la Procura</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-resti-umani-nei-pressi-di-unabitazione-a-germaneto-indaga-la-procura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 07:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito del ritrovamento dei resti di un corpo nei pressi di un&#8217;abitazione privata a Catanzaro, la Procura della Repubblica del capoluogo ha aperto un fascicolo d&#8217;indagine . La scoperta del cadavere è avvenuta nel quartiere Germaneto lo scorso venerdì. Gli agenti delle Squadre volanti della Questura di Catanzaro si trovavano in perlustrazione nell&#8217;area alla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito del ritrovamento dei resti di un corpo nei pressi di un&#8217;abitazione privata a Catanzaro, la Procura della Repubblica del capoluogo ha aperto un fascicolo d&#8217;indagine . La scoperta del cadavere è avvenuta nel quartiere Germaneto lo scorso venerdì.</p>
<p id="ob">Gli agenti delle Squadre volanti della Questura di Catanzaro si trovavano in perlustrazione nell&#8217;area alla ricerca del proprietario della casa, di cui i familiari avevano denunciato la scomparsa, quando si sono imbattuti nei resti. Non è ancora chiaro se si tratti della stessa persona.</p>
<p>La Procura ha infatti aperto un fascicolo d&#8217;indagine, al momento contro ignoti e senza ipotesi di reato, per eseguire gli accertamenti tecnici irripetibili sul corpo. Le indagini, delegate alla Squadra mobile della Questura di Catanzaro, sono volte all&#8217;identificazione e a comprendere circostante e cause del decesso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tragedia a Diamante, Procura apre indagine sulla morte di un neonato di soli 10 giorni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tragedia-a-diamante-procura-apre-indagine-sulla-morte-di-un-neonato-di-soli-10-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 08:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sgomento e dolore a Diamante (CS) per l&#8217;improvvisa morte di un neonato di soli 10 giorni avvenuta nel pomeriggio di ieri quando il bimbo è stato colto da un malore. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori e i disperati tentativi di rianimazione proseguiti per quasi un’ora, i sanitari non hanno potuto far altro che constatare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sgomento e dolore a Diamante (CS) per l&#8217;improvvisa morte di un neonato di soli 10 giorni avvenuta nel pomeriggio di ieri quando il bimbo è stato colto da un malore. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori e i disperati tentativi di rianimazione proseguiti per quasi un’ora, i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso.</p>
<p>Sebbene l&#8217;ipotesi prevalente sia quella di una morte per cause naturali, la Procura di Paola ha inteso aprire un fascicolo di indagine, affidata al sostituto procuratore Maria Porcelli, per fare piena luce sulla triste vicenda, ad iniziare dall&#8217;intervento immediato del medico legale per un primo esame esterno della salma.</p>
<p>In definitiva le indagini giudiziaria avviate dovranno verificare l&#8217;eventuale presenza di patologie congenite non diagnosticate o altre fatalità cliniche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lamezia, suicidio del Carabiniere: indagine Procura, al vaglio telefoni e spostamenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-suicidio-del-carabiniere-indagine-procura-al-vaglio-telefoni-e-spostamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 13:15:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si è sopito a Lamezia Terme  lo sgomento per la tragica vicenda del suicidio del Carabiniere G.M. di 38 anni, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi in via delle Terme. Un episodio drammatico come questo ha comportato l&#8217;intervento pubblico chiarificatore del Gruppo Carabinieri di Lamezia Terme. Secondo quanto si apprende, anche per atto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-suicidio-del-carabiniere-indagine-procura-al-vaglio-telefoni-e-spostamenti/">Lamezia, suicidio del Carabiniere: indagine Procura, al vaglio telefoni e spostamenti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non si è sopito a Lamezia Terme  lo sgomento per la tragica vicenda del suicidio del Carabiniere G.M. di 38 anni, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi in via delle Terme. Un episodio drammatico come questo ha comportato l&#8217;intervento pubblico chiarificatore del <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-carabiniere-suicida-nella-notte-era-stato-fermato-per-un-controllo-dai-colleghi/">Gruppo Carabinieri di Lamezia Terme.</a></p>
<p>Secondo quanto si apprende, anche per atto dovuto, la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo di indagine e disposto accertamenti tecnici urgenti sui telefoni in uso al militare, ritenuti decisivi per ricostruire contatti, messaggi e movimenti nelle ore e nei giorni precedenti alla morte. Le attività sono state affidate ai Carabinieri.</p>
<p>Contestualmente la famiglia della vittima ha deciso di farsi assistere dagli avv. Ilario Circosta e Giuseppe Calderazzo e dal consulente tecnico Antonio Andrea Miriello. G.M. era considerato un militare stimato e apprezzato. Originario di Lamezia Terme aveva prestato servizio nella Locride, alla Stazione di Caulonia, e da circa un mese, era stato destinato temporaneamente alla Stazione di Bovalino.</p>
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