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	<title>pro vita e famiglia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 17 May 2021 13:39:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L&#8217;associazione contro il sindaco Falcomatà per i manifesti sull&#8217;aborto oscurati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2021 13:39:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo avevano detto e lo hanno fatto. Nella giornata in cui nel mondo si celebra l&#8217;opposizione all&#8217;omotransfobia, mentre il Comune di Reggio partecipa alla ricorrenza inaugurando una panchina arcobaleno dedicata ai diritti civili, arriva la notizia di un ricorso al Tar contro il sindaco Giuseppe Falcomatà per la vicenda dei manifesti antiabortisti fatti coprire dall&#8217;amministrazione. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo avevano detto e lo hanno fatto. Nella giornata in cui nel mondo si celebra l&#8217;opposizione all&#8217;omotransfobia, mentre il Comune di Reggio partecipa alla ricorrenza inaugurando una panchina arcobaleno dedicata ai diritti civili, <strong>arriva la notizia di un ricorso al Tar contro il sindaco Giuseppe Falcomatà per la vicenda dei manifesti antiabortisti fatti coprire dall&#8217;amministrazione.</strong> Ad annunciarlo è <strong>il circolo cittadino dell&#8217;associazione Pro Vita &amp; Famiglia,</strong> che ha reso di aver notificato il ricorso al tribunale amministrativo regionale con relativamente alla vicenda dei manifesti autorizzati e in seguito oscurati dall’amministrazione.</p>
<p>Ricostruendo il caso, dall&#8217;associazione <strong>spiegano di aver saputo di una mail inviata alla Hermes dall’assessore comunale alle Politiche Giovanili, Sport, Pari Opportunità e Politiche di genere, Giuseppina Palmenta, con la quale si chiedeva «di procedere all’oscuramento»</strong> dei manifesti «perché in contrasto con quanto contenuto nel regolamento comunale per l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità e del servizio pubbliche affissioni», che vieta &#8220;ogni forma di esposizione pubblicitaria di immagini o messaggi che incitino alla violenza, all’odio razziale, alla discriminazione, al gioco d’azzardo in denaro e inoltre alla commercializzazione dei prodotti di tabacco&#8221;. <strong>Secondo Pro Vita &amp; Famiglia, «quanto emerso dagli atti, insieme all’effettivo oscuramente dei manifesti, oltre ad essere stati pregiudizievoli sotto il profilo economico, rappresentano una grave violazione dei diritti di espressione della nostra associazione</strong>, pertanto siamo stati costretti a ricorrere alla Giustizia riparatrice». E continuano: «<strong>In forza di una semplice mail ordinaria di un’assessore alla società che gestisce un pubblico servizio, e dunque non di un provvediment</strong>o né di organi amministrativo né di indirizzo politico, né del Sindaco, né della Giunta, né del Consiglio Comunale, Hermes ha oscurato i manifesti la cui affissione era stata legittimamente richiesta e pagata e che non violano alcuna norma regolamentare».</p>
<p>Adesso sulla querelle deciderà il giudice. <strong>Da Pro Vita &amp; Famiglia si ribadisce che «il messaggio veicolato dal nostro manifesto appare perfettamente coerente non solo con idealità culturali del tutto lecite e legittime, ma è addirittura coerente sia con il citato regolamento comunale</strong> che con norme positive dello Stato italiano poste a diretta tutela della maternità e della vita nascente fin dal suo inizio». Un ragionamento su cui però ci sarebbero molte perplessità visti i toni aggressivi della campagna antiabortista e <strong>lo slogan dei manifesti oscurati, dove si leggeva “il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta&#8221;, un messaggio percepito come colpevolizzante per molte donne che liberamente decidono di abortire.</strong> Al Tar si chiede il <strong>risarcimento di ogni danno</strong> patito nella misura che sarà dimostrata in corso di causa, compresa la restituzione delle somme versate.</p>
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		<title>Il gruppo Pro Vita e Famiglia spiega a Reggio il suo &#8220;no&#8221; alla legge Zan</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-gruppo-pro-vita-e-famiglia-spiega-a-reggio-il-suo-no-alla-legge-zan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 14:37:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un no all&#8217;attuale disegno di legge Zan ma nella condivisione di opinioni negative con alcuni gruppi di sinistra e persino di area omosessuale. Con questa inattesa posizione strategica, il movimento Pro Vita e Famiglia ha argomentato stamattina la propria opposizione alla legge contro l&#8217;omotransfobia durante un incontro nella commissione pari opportunità del Comune di Reggio, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un no all&#8217;attuale disegno di legge Zan ma nella condivisione di opinioni negative con alcuni gruppi di sinistra e persino di area omosessuale. Con questa inattesa posizione strategica, il movimento Pro Vita e Famiglia ha argomentato stamattina la propria opposizione alla legge contro l&#8217;omotransfobia durante un incontro nella commissione pari opportunità del Comune di Reggio, presieduta da Lucia Anita Nucera.</strong> Così come da loro stessi richiesto, i rappresentanti familisti sono intervenuti in Commissione per contribuire al dibattito aperto sul ddl Zan, una proposta di legge che, spiegano, &#8220;parte da condivisibili intenzioni, ovvero contrastare le discriminazioni legate al sesso e all’orientamento sessuale, ma che le svolge male e in maniera contraddittoria sul piano normativo. Il testo di legge, infatti, solleva diverse criticità che sono state rilevate da più parti e in maniera trasversale&#8221;.</p>
<p><strong>Nell&#8217;intervento in commissione, i rappresentanti del movimento hanno rilevato come il dibattito &#8220;non possa continuare a essere viziato da pregiudizi ideologici ma deve tornare su un piano di serenità per considerare la pluralità delle critiche mosse&#8221;.</strong> In particolare, dal movimento ci si è limitati a leggere alcuni spunti provenienti dal mondo progressista, lo stesso dove nasce il dl Zan, citando un documento firmato da circa trecento personalità di sinistra, fra cui Aurelio Mancuso (ex presidente di ArciGay, attuale presidente Equality Italia); Francesca Izzo (fondatrice di Se Non Ora Quando); Cristina Gramolini (presidente ArciLesbica Nazionale). Nel documento, affermano &#8220;si sostiene che questa legge è stata trasformata, in una proposta pasticciata, incerta sul tema della libertà d’espressione, offensiva perché introduce l’identità di genere, termine divenuto il programma politico di chi intende cancellare la differenza sessuale per accreditare una indistinzione dei generi. Un articolato che mischia questioni assai diverse fra loro e introduce una confusione antropologica che preoccupa. Fra le conseguenze vi sono la propaganda di parte, nelle scuole, a favore della maternità surrogata e l’esclusione di ogni visione plurale nei modelli educativi&#8221;.</p>
<p>Dunque è questa la conclusione del movimento Pro Vita e Famiglia: &#8220;<strong>Se anche queste personalità di sinistra e del mondo Lgbt hanno bocciato questa proposta di legge e hanno sentito il bisogno di esprimersi in certi termini, allora è evidente come il progetto Zan deve essere messo completamente in discussione per trovare una nuova e condivisa formula</strong> che sappia realmente sanzionare gli atti discriminatori e difendere i reali diritti della persona&#8221;.</p>
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		<title>Pro Vita: &#8220;Non invitati a riunione in commissione pari opportunità&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pro-vita-non-invitati-a-riunione-in-commissione-pari-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 16:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio continua ad essere al centro delle polemiche su omofobia, dl Zan e scontro politico connesso. Dal circolo cittadino del movimento Pro Vita e Famiglia è oggi arrivata una dura reprimenda contro la commissione pari opportunità cittadina, rea di aver convocato un&#8217;assemblea &#8220;d&#8217;urgenza&#8221; per mercoledì mattina, avente ad oggetto la legge sui reati d&#8217;odio omotransfobico [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio continua ad essere al centro delle polemiche su omofobia, dl Zan e scontro politico connesso. <strong>Dal circolo cittadino del movimento Pro Vita e Famiglia è oggi arrivata una dura reprimenda contro la commissione pari opportunità cittadina, rea di aver convocato un&#8217;assemblea &#8220;d&#8217;urgenza&#8221; per mercoledì mattina</strong>, avente ad oggetto la legge sui reati d&#8217;odio omotransfobico che sta spaccando in due l&#8217;Italia. Una riunione alla quale, <strong>lamentano i familisti, sono stati invitati Udi, Non una di meno, Arcigay e Agedo &#8211; insomma &#8220;gli amici&#8221;. Laddove invece sarebbe stato gradito un contraddittorio con chi, come si può immaginare, ha una posizione opposta sul ddl Zan rispetto alle citate associazioni.</strong> Tuonano infatti da PVF: &#8220;Al di là di alcune condivisibili intenzioni di cui è portatore il ddl Zan, poiché quando si parla di dignità e di integrità della persona, qualunque essa sia, questa va sempre tutelata; lo stesso testo è portatore di ampie criticità che andrebbero discusse con onestà e rifiutando ogni approccio ideologico. Questa serenità pare manchi all’attuale amministrazione comunale, forse più intenta a distrarre l’opinione pubblica su tematiche che nulla hanno a che fare con l’acqua che non arriva nelle case, le strade dissestate, l’immondizia che ancora invade diverse strade, la crisi economica che in città avanza accompagnata da una crisi sanitaria senza precedenti&#8221;.</p>
<p><strong>Secondo il circolo reggino PVF, il motivo di una convocazione così precipitosa potrebbe essere legato al caso del filmato omofobo circolato ieri in rete, &#8220;uno scandaloso video per il quale ci uniamo fortemente nella condanna e alla quale seguiranno le giuste conseguenze a tutela delle persone ritratte e violate nella loro intimità&#8221;. Ma, aggiungono, &#8220;questo episodio non può diventare terreno di strumentalizzazione ideologica</strong> che viola ulteriormente la dignità dei due ragazzi ripresi e insultati&#8221;. Poi rivolgendosi alla presidente della commissione, Lucia Nucera, la invitano &#8220;ad ampliare il dibattito coinvolgendo anche il mondo associazionistico critico nei confronti del ddl Zan. <strong>Palazzo San Giorgio non è la sede politica di un gruppo ristretto di persone ma dovrebbe essere la casa di tutti i cittadini di Reggio, al di là di ogni convincimento personale in materia etica o politica.</strong> Il rispetto per la diversità si alimenta anche con il rispetto per la pluralità&#8221;.</p>
<p>Con l&#8217;amministrazione comunale &#8211; e in particolare con il sindaco Giuseppe Falcomatà &#8211; il movimento ha una questione in sospeso: <strong>a febbraio Falcomatà aveva fatto coprire i manifesti dell&#8217;ultima campagna antiabortista dell&#8217;associazione</strong>, che, come di consueto, utilizzava un linguaggio aggressivo, che il primo cittadino aveva tacciato di contenuti violenti. <strong>La reazione dei familisti, sostenuti dalla diocesi e anche da molti esponenti politici dell&#8217;opposizione, era stata adire le vie legali per quella censura di affissioni regolarmente autorizzate dal comune.</strong></p>
<p>La presidente della commissione pari opportunità <strong>Nucera, dicendosi sorpresa dell&#8217;uscita dei Pro Vita, ha precisato però che l&#8217;assemblea di mercoledì era già stata fissata: ne seguirà un&#8217;altra il 12 maggio e se necessario saranno previsti nuovi incontri</strong> per ascoltare le istanze di tutti i gruppi associativi coinvolti nelle tematiche in oggetto.</p>
<p>Insomma, nella città dello Stretto si conferma l&#8217;atmosfera di tensione e scontro attorno ai diritti della comunità Lgbt. <strong>Oggi ha continuato a far discutere il vergognoso video virale apparso per qualche ora (purtroppo sufficiente a farlo circolare su chat e social)</strong> sul canale YouTube di Luciano Surace, noto a Reggio per il suo impegno politico in ambiente di centrodestra. Lo stesso Surace, dopo aver rimosso il video come era corretto fare, aveva spiegato di non esserne l&#8217;autore né di sapere chi lo avesse girato, e aveva manifestato amarezza per l&#8217;accostamento della propria persona e del movimento AmaReggio (con cui si era candidato consigliere alle scorse elezioni comunali) ai contenuti omofobi di quelle immagini, dove una coppia gay abbracciata sul lungomare era bersagliata di insulti con becere didascalie. Surace si era rivendicato rispettoso delle diversità, tanto da avere molti amici omosessuali, giustificando la presenza di quel video sulla sua pagina perché risalente a quattro anni fa e già noto a molti reggini. <strong>Al di là di ogni commento su questa spiegazione, non si erano fatte attendere le reazioni a quella che, pur senza alcuna intenzione malevola, è stata una gaffe spiacevole e dannosa. Il circolo Due Mari di Arcigay ha infatti informato di voler intervenire legalmente sulla vicenda, diffidando l&#8217;ulteriore diffusione delle immagini (al momento ignoto). </strong></p>
<p>Ma dell&#8217;episodio parlano ora anche gli esponenti di <strong>AmaReggio &#8211; Stanza 101, che in una nota prendono le distanze dal filmato e difendono la reputazione di Luciano Surace:</strong> &#8220;Il nostro direttivo condanna le riprese, la diffusione ed i commenti contenuti nel video. Riteniamo, parimenti, doverosa una riflessione sulla candidatura di Luciano Surace che nasce dal suo concreto impegno sul territorio di Archi, suo quartiere dove negli anni ha affrontato e denunciato il degrado urbano con dedizione, sempre al fianco del disagio dei cittadini di questa periferia continuamente abbandonata. Nel suo impegno volto alla riqualifica di un territorio oggettivamente penalizzato, Luciano ha anche fondato una scuola calcio dove ha di fatto sottratto diversi bambini alle insidie della strada usando lo sport come importante scudo e risposta al degrado civico e morale. Questo, e non altro, è il curriculum (ampiamente verificabile) che ha portato alla candidatura di Luciano Surace e a una collaborazione su altre battaglie civiche come quella sull’eccessivo costo della Tari&#8221;. E continuano: &#8220;Non ci siamo mai permessi di usare a nostro favore le azioni positive che Luciano Surace compie sul suo quartiere attraverso il suo impegno personale e la sua scuola calcio, così non permettiamo che altri possano strumentalizzare iniziative personali e non condivise che nulla hanno a che fare con l’impegno e la visione di AmaReggio. Il nostro movimento civico nasce da una comunità umana e culturale che si fonda sui valori di identità, comunità e solidarietà. Una visione, questa appena descritta e accennata, assolutamente antitetica al video discusso in queste ultime ore in cui vengono lesi il diritto all’intimità e della sfera privata di due ragazzi, così come viene utilizzato un linguaggio che trascende l’ironia e scade nell’offesa gratuita. <strong>La stessa visione cultura e politica votata a valorizzare le Libertà collettive ed individuali, dunque, ci induce a ripudiare qualsiasi comportamento discriminatorio e ci porta a prendere le distanze dalla vicenda del video&#8221;.</strong></p>
<p>Una posizione di civile rigetto che si allinea a quella di chiunque abbia visto quel video &#8211; e lascia ben sperare sul cambiamento del clima generale della città di Reggio sull&#8217;argomento omosessualità. Che solitamente, come si è dimostrato in tante occasioni, purtroppo non è così empatico verso scelte di vita che esulano dalla famiglia tradizionale. Se la situazione sia davvero cambiata forse lo scopriremo al prossimo Gay Pride&#8230;</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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