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	<title>primario Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 09 Sep 2025 12:42:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Grandinetti: perché adesso il concorso per primario del pronto soccorso di Lamezia?</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandinetti-perche-adesso-il-concorso-per-primario-del-pronto-soccorso-di-lamezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 09:45:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;C&#8217;è una domanda che non può non venire spontanea: perché tanta fretta? Perché, dopo che dal 2022 il bando per il primario del pronto soccorso di Lamezia Terme è rimasto lettera morta per tre lunghi anni, proprio adesso – a due settimane dalle elezioni regionali – si decide di accelerare e fissare il concorso per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;C&#8217;è una domanda che non può non venire spontanea: perché tanta fretta? Perché, dopo che dal 2022 il bando per il primario del pronto soccorso di Lamezia Terme è rimasto lettera morta per tre lunghi anni, proprio adesso – a due settimane dalle elezioni regionali – si decide di accelerare e fissare il concorso per il 16 settembre?&#8221;- Lo scrive Francesco Grandinetti, già presidente del Consiglio comunale ed esponente di spicco del Pd lametino.</p>
<p>&#8220;Per tre anni &#8211; spiega &#8211; il ruolo è stato coperto da un facente funzione. Poi, come se d&#8217;incanto, il 29 agosto si nomina la commissione e si convoca il colloquio per metà settembre. Una coincidenza? Forse. Ma i cittadini hanno il diritto di chiedere chiarezza. I candidati ammessi al colloquio sono dieci: Accordino Antonino Tindaro Giuseppe, Bilotti Domenico, Borrello Luigino, Cataneo Mario, Colacino Maria Rosa, Giordano Maria Cristina, Procopio Rosarino, Settembrini Lucia Orlando, Tropea Renata Felicia e Urso Domenico Lorenzo. La commissione che li esaminerà è composta dal Direttore Sanitario Aziendale Antonio Gallucci (membro di diritto), da Peppino Masciari (A.O.U. Dulbecco), Maria Paola Saggese (ASL Roma 1), Vincenzo Natale (ASP Vibo Valentia), con segretario la funzionaria amministrativa Annamaria La Rosa&#8221;.</p>
<p>A parere di Grandinetti &#8220;E&#8217; qui che sorgono le domande: perché nominare la commissione appena il 29 agosto, dopo tre anni di stallo? I membri designati sono davvero del tutto liberi da rapporti professionali o personali con i candidati? È possibile garantire piena trasparenza e serenità in una procedura così delicata a ridosso delle elezioni? Sulla sanità non si può essere superficiali. Non si tratta di un concorso qualsiasi: qui è in gioco la guida del pronto soccorso, il cuore pulsante delle emergenze. Chi varca quella porta non porta con sé solo una cartella clinica, ma ansie, fragilità, paure. E in quel momento pretende non solo competenza, ma soprattutto umanità e protezione. La fretta con cui oggi si decide di correre stride con i tre anni di silenzi. E questo i cittadini lo percepiscono. Lamezia Terme ha bisogno di un pronto soccorso che sia presidio di salute e di fiducia, non di una corsa contro il tempo in piena campagna elettorale. Perché una sanità senza trasparenza e senza umanità non è sanità: è solo burocrazia che rischia di schiacciare le vite&#8221;- conclude Francescio Grandinetti.</p>
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		<title>Catanzaro, gestione &#8216;privatistica&#8217; delle liste di attesa: arrestato primario oculistica, altri 12 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 09:55:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Presso il reparto di oculistica dell’Azienda ospedaliero-universitaria &#8216;Renato Dulbecco&#8217; di Catanzaro sarebbe stata attuata una gestione «privatistica&#8221; delle liste di attesa. E&#8217; questa l’accusa contestata al primario Vincenzo Scorcia, 48 anni, posto ai domiciliari dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro insieme alla segretaria di uno studio privato, Maria Battaglia (50 anni), in esecuzione di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presso il reparto di oculistica dell’Azienda ospedaliero-universitaria &#8216;Renato Dulbecco&#8217; di Catanzaro sarebbe stata attuata una gestione «privatistica&#8221; delle liste di attesa. E&#8217; questa l’accusa contestata al primario <strong>Vincenzo Scorcia</strong>, 48 anni, posto ai domiciliari dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro insieme alla segretaria di uno studio privato, <strong>Maria Battaglia</strong> (50 anni), in esecuzione di un’ordinanza del gip. I due sono sono indagati per associazione a delinquere, peculato, concussione, truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio nonché, il medico, di falsità ideologica e autoriciclaggio. <strong>Gli indagati complessivamente sono 12</strong>. Contestualmente, i Militari, hanno proceduto a dare esecuzione, nei confronti di <strong>cinque degli indagati</strong>, ad un provvedimento di <strong>sequestro preventivo</strong>, finalizzato alla confisca di denaro e beni di valore pari al profitto dei reati loro contestati, nella misura complessiva di <strong>984.762,23 euro</strong>.</p>
<p>Le complesse ed articolate indagini, condotte dagli investigatori del Gruppo Tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro, hanno consentito di delineare l’esistenza ed operatività di <strong>un’associazione per delinquere </strong>– composta da due dirigenti medici del reparto di Oculistica e da un’infermiera dell’ambulatorio di Oculistica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Catanzaro nonché dalla segretaria dello studio privato dove uno dei medici svolgeva irregolarmente attività libero professionale – dedita alla consumazione di una pluralità di reati, funzionali alla gestione illecita delle procedure delle liste d’attesa presso il reparto di Oculistica dell’ospedale.<br />
Gli accertamenti hanno consentito di rilevare come alcuni medici in servizio presso il nosocomio pubblico fossero soliti effettuare interventi chirurgici su pazienti previamente visitati, a pagamento, durante lo svolgimento di attività extraistituzionale privata, <strong>garantendo loro un trattamento “privilegiato” rispetto ai pazienti ambulatoriali</strong> che avevano osservato le disposizioni per l’accesso alla prestazioni sanitarie pubbliche e che erano stati inseriti nelle rispettive liste di attesa, alimentando, di fatto, un sistema privato di prenotazioni e prestazioni erogate gratuitamente dall’ospedale.</p>
<p>In alcuni casi, peraltro, la gravità della situazione clinica riscontrata e la conseguente necessità di sottoporsi con urgenza al trattamento chirurgico, dalla cui tempestività dipendeva la conservazione di un bene fisico fondamentale, poneva i pazienti in una <strong>condizione psicologica di sostanziale “costrizione”</strong>, tale da limitarne gravemente la libertà di autodeterminazione, sì da accettare di pagare privatamente il medico per essere sottoposti all’intervento presso la struttura pubblica. Attraverso il predetto modus operandi, si era determinata una “privatizzazione” del reparto di Oculistica, con evidenti ricadute negative sulla qualità del servizio pubblico offerto, stante la dilatazione dei tempi di attesa per accedervi.<br />
Le indagini, infine, hanno permesso di riscontrare che <strong>cinque medici,</strong> nonostante avessero optato per il rapporto di lavoro esclusivo in favore della struttura pubblica (in tal modo garantendosi la percezione degli appositi emolumenti riservati al personale medico in regime di esclusività) <strong>svolgevano attività extra-istituzionale presso studi e cliniche private</strong>, anche convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, con correlativo danno, per l’Azienda ospedaliero-universitaria e/o per l’Università degli studi Magna Graecia di Catanzaro, complessivamente pari a 984.762,23 euro.</p>
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		<item>
		<title>Dimissioni primario Ginecologia di Vibo, Bruni: ennesimo atto d&#8217;accusa per sistema sanitario allo sbando</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dimissioni-primario-ginecologia-di-vibo-bruni-ennesimo-atto-daccusa-per-sistema-sanitario-allo-sbando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 07:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Le dimissioni del dottor Mangialavori, primario del reparto di Ginecologia dell&#8217;ospedale &#8220;Iazzolino&#8221; di Vibo Valentia, rappresentano l&#8217;ennesimo, gravissimo segnale di un sistema sanitario regionale al collasso. Una decisione amara, che rispetto profondamente sul piano umano e professionale, ma che non può e non deve essere liquidata come un fatto di routine o come una semplice [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">«Le dimissioni del dottor Mangialavori, primario del reparto di Ginecologia dell&#8217;ospedale &#8220;Iazzolino&#8221; di Vibo Valentia, rappresentano l&#8217;ennesimo, gravissimo segnale di un sistema sanitario regionale al collasso. Una decisione amara, che rispetto profondamente sul piano umano e professionale, ma che non può e non deve essere liquidata come un fatto di routine o come una semplice vicenda amministrativa interna. Siamo davanti a un atto d&#8217;accusa che va letto per quello che realmente è: una denuncia pubblica, forte, delle condizioni intollerabili in cui versano interi reparti, interi ospedali, intere comunità della Calabria». È quanto afferma la consigliera regionale del Pd, <strong>Amalia Bruni</strong>, componente della Commissione Sanità, che sottolinea come la crisi strutturale del sistema sanitario calabrese stia ormai travolgendo ogni presidio territoriale, con punte di emergenza che nel Vibonese raggiungono livelli non più sostenibili.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Non possiamo più continuare a girarci dall&#8217;altra parte – prosegue Bruni –. Le dimissioni di chi ricopre ruoli apicali in reparti nevralgici, come nel caso del dottor Mangialavori, non sono un semplice episodio di cronaca ospedaliera, ma un segnale d&#8217;allarme che deve scuotere le istituzioni tutte. Dietro questi gesti estremi ci sono drammi quotidiani vissuti dagli operatori sanitari, che lavorano in condizioni di cronica carenza di personale, di strumenti, di sicurezza, ma anche in una condizione di isolamento professionale che nega loro persino il sostegno morale e istituzionale. Questo scenario – aggiunge – disegna un servizio sanitario regionale allo sbando, dove il presidio ospedaliero di Vibo Valentia si configura ormai come una vera emergenza nell&#8217;emergenza. Un ospedale che rischia di diventare simbolo dell&#8217;abbandono e del fallimento della governance sanitaria calabrese».</p>
<p style="font-weight: 400;">La consigliera dem chiama in causa direttamente il presidente della Regione e commissario alla Sanità, <strong>Roberto Occhiuto</strong>: «Il Presidente/Commissario prenda finalmente atto della realtà vera delle cose, quella che ogni giorno vivono operatori e cittadini sulla loro pelle, e smetta di nascondersi dietro le narrazioni rassicuranti e autoreferenziali che, di fatto, non trovano alcun riscontro nei territori. È giunto il momento di uscire dalla propaganda e di affrontare con serietà la situazione drammatica che si sta consumando a Vibo Valentia e in tutta la Calabria». Bruni chiede quindi un cambio di passo immediato e concreto:<br />
«Il Presidente/Commissario assuma con urgenza tutte le iniziative necessarie per restituire almeno condizioni minime di dignità e funzionalità al presidio ospedaliero di Vibo Valentia, a partire proprio dal reparto di Ginecologia, che non può essere lasciato nel limbo operativo in cui rischia di precipitare. Non si può più temporeggiare. Dietro queste dimissioni ci sono diritti negati, bisogni disattesi, comunità intere lasciate sole di fronte alla desertificazione sanitaria. È tempo che la politica regionale, e in particolare chi oggi ha la responsabilità diretta della gestione commissariale, affronti questa emergenza con risposte serie, tempestive e strutturali, senza più alibi né rinvii».</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<item>
		<title>Dopo due casi di donne e neonati morti, si dimette il primario di ginecologia dell&#8217;ospedale di Vibo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dopo-due-casi-di-donne-e-neonati-morti-si-dimette-il-primario-di-ginecologia-dellospedale-di-vibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 19:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per &#8220;motivi profondi e gravi&#8221; ma &#8220;che nulla hanno a che vedere con gli eventi recentemente riportati dai media e che hanno in qualche modo coinvolto il Reparto da me guidato&#8221;. Con queste parole il primario di ginecologia dell&#8217;ospedale Jazzolino di Vibo Valentia Vincenzo Mangialavori, ha annunciato oggi le proprie dimissioni. Il riferimento è ai casi della morte di Martina Piserà, di 32 anni, al settimo mese di gravidanza avvenuta il 4 maggio nell&#8217;ospedale Jazzolino dove era stata ricoverata in seguito alla morte del bambino che portava in grembo e a quella di una donna di origini maliane che ha saputo mentre era ricoverata della morte de figlio. Sui due casi indaga la Procura della Repubblica di Vibo Valentia.</p>
<p>&#8220;Approfitto di questo mezzo, per porgere pubblicamente le mie più sentite condoglianze, unitamente a quelle del personale del mio reparto, alle famiglie colpite dagli eventi luttuosi. Riguardo l&#8217;immane tragedia della signora Piserà &#8211; afferma il medico &#8211; mi corre l&#8217;obbligo precisare che il decesso non è imputabile all&#8217;operato del personale del mio reparto. La paziente infatti è giunta da noi con un feto già privo di attività cardiaca e dopo pochissimi minuti dal suo ingresso, ha registrato lei stessa un arresto cardiaco per il quale, nonostante le immediate e corrette procedure diagnostiche e terapeutiche messe in atto purtroppo non c&#8217;è stato nulla da fare. La patologia che ha determinato il decesso, alla luce dei dati a nostra disposizione, non è riconducibile ad una causa ostetrica. Lo stesso vale per il secondo caso: la paziente è giunta in ospedale in condizioni cliniche gravissime con la diagnosi di aborto in atto che ha causato un&#8217;emorragia massiva che la stava portando alla morte. L&#8217;intervento competente e tempestivo del personale ha consentito di salvarle la vita&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il personale dello Iazzolino &#8211; sostiene ancora &#8211; meriterebbe un plauso e non certo una denuncia ai carabinieri, né tantomeno il linciaggio mediatico che con troppa facilità e leggerezza si mette in atto soprattutto sui social, ogniqualvolta si verificano episodi del genere&#8221;. &#8220;Riguardo invece alle mie dimissioni &#8211; conclude Mangialavori &#8211; desidero chiarire che sono frutto di una riflessione maturata da tempo. Appena insediato, ho protocollato agli uffici preposti le richieste di attrezzature che potessero consentirci di erogare prestazioni sanitarie efficienti ed adeguate. Nonostante innumerevoli sollecitazioni, tali richieste sono a tutt&#8217;oggi rimaste inascoltate. Lascio questo incarico con grande amarezza, ma con la coscienza pulita e orgogliosa di chi ha sempre lavorato con dedizione e competenza, agendo sempre nel totale rispetto dei pazienti, dei colleghi e della professione che svolgo con onore e fierezza da più di trent&#8217;anni&#8221;.</p>
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		<title>Morto il calabrese Giovanni Scambia, primario al Policlinico Gemelli Irccs di Roma</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/morto-il-calabrese-giovanni-scambia-primario-al-policlinico-gemelli-irccs-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 13:39:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il noto ginecologo Giovanni Scambia, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli Irccs, è morto. Nato a Catanzaro 66 anni fa, era primario al Policlinico Gemelli, autore di numerosi studi presentati in tutti i più importanti congressi internazionali. Nonostante la grave malattia che lo aveva colpito ha continuato a lavorare fino alla fine. “A nome [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il noto ginecologo <strong>Giovanni Scambia</strong>, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli Irccs, è morto. Nato a Catanzaro 66 anni fa, era primario al Policlinico Gemelli, autore di numerosi studi presentati in tutti i più importanti congressi internazionali. Nonostante la grave malattia che lo aveva colpito ha continuato a lavorare fino alla fine.</p>
<p>“A nome mio e della Giunta della Regione Calabria esprimo profondo cordoglio per la scomparsa del luminare della ginecologia oncologica, Giovanni Scambia&#8221;. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.<br />
&#8220;Un’eccellenza calabrese, un grandissimo medico, dalle enormi qualità professionali ed umane, che ha dato prestigio alla nostra Regione e al sistema sanitario italiano. Alla famiglia giungano le più sentite condoglianze”.<br />
&#8220;Con Giovanni Scambia la sanità italiana perde un luminare dell&#8217;oncologia ginecologica. Direttore Scientifico e Direttore dell&#8217;Uoc Ginecologia Oncologica del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, il Prof. Scambia, ha accompagnato tantissime donne nel loro percorso di sofferenza, con grande competenza e umanità. Alla sua famiglia, alla comunità scientifica e clinica del Gemelli, giungano le condoglianze mie personali e di tutta la Giunta Regionale del Lazio&#8221;, afferma il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. </p>
<p>Anche il prof. Giovanni Cuda, Rettore dell&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro, ha espresso il suo cordoglio. &#8221; Con profonda tristezza apprendiamo della prematura scomparsa del Prof. Giovanni Scambia, professore ordinario di Ginecologia, direttore scientifico, presidente del Comitato esecutivo, direttore del Dipartimento Salute della donna e del bambino della Fondazione Policlinico Gemelli. Il professore Scambia è stato un eccellente ricercatore, medico e scienziato di straordinario valore. La sua dedizione per la ricerca e la medicina ha lasciato un&#8217;impronta indelebile nel panorama scientifico e sanitario, contribuendo in modo significativo al progresso della conoscenza e alla cura dei pazienti. Giovanni Scambia è stato non solo un luminare nel suo campo, ma anche uno dei migliori figli di Catanzaro, portando con sé, ovunque andasse, l&#8217;eccellenza e l&#8217;orgoglio della sua terra.<br />
Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui,- conclude Cuda &#8211; esprimo le più sentite condoglianze da parte di tutta la comunità dell&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro.<br />
Il suo esempio continuerà a ispirare le future generazioni di studiosi e medici&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-Truffa e peculato: Primario di Locri usava ecografo dell&#8217;ospedale per visite private</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-truffa-e-peculato-primario-di-locri-usava-ecografo-dellospedale-per-visite-private/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2024 14:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Locri, su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo, Giuseppe Casciaro, che dispone l’applicazione di misure cautelari reali nei confronti del primario di Pediatria dell’ospedale di Locri Antonio Musolino, indagato per i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-287802-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/GDF-Locri.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/GDF-Locri.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/GDF-Locri.mp4</a></video></div>
<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Locri, su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo, Giuseppe Casciaro, che dispone l’applicazione di misure cautelari reali nei confronti del primario di Pediatria dell’ospedale di Locri Antonio Musolino, indagato per i reati di peculato, truffa a danno dello Stato, false attestazioni e rifiuto di atti d’ufficio. L’operazione scaturisce dalle indagini svolte dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Locri che, allo stato attuale del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità, hanno consentito all’Autorità Giudiziaria di disporre, nei confronti del dirigente medico, il sequestro preventivo di strumentazione medica nonché della somma di € 40.532,00.</p>
<p>Secondo quanto emerso nel corso degli accertamenti eseguiti, il dirigente medico indagato avrebbe sottratto sistematicamente e per fini personali un ecografo in dotazione al reparto ospedaliero da lui diretto, donato dalla collettività locrese. Il primario, infatti, pur essendo legato all’A.S.P. di Reggio Calabria da rapporto di lavoro esclusivo, avrebbe esercitato attività professionale extra-moenia non autorizzata presso alcuni studi medici privati, utilizzando l’ecografo del reparto ospedaliero che dirigeva ed attestando falsamente all’ASP di Reggio Calabria di trovarsi, invece, presso l’Ospedale di Locri per rendere “prestazioni aggiuntive”. Infatti, l’ASP di Reggio Calabria, in virtù di una specifica scelta del medico, corrispondeva allo stesso professionista indagato anche la cosiddetta “indennità di esclusività”, un emolumento accessorio previsto a favore di tutti i dirigenti medici che scelgono di prestare la propria attività professionale esclusivamente a favore dell’ASP di appartenenza.</p>
<p>Dalle indagini è altresì emerso, in una specifica circostanza, che il primario, pur essendo in turno di “disponibilità”, si sarebbe indebitamente rifiutato di intervenire in ausilio di altro dirigente medico del reparto ospedaliero da lui diretto che ne aveva richiesto l’intervento per gestire un’emergenza relativa a una paziente. Al momento, quindi, le somme indebitamente percepite dal medico ammontano ad € 40.532,00, tra “prestazioni aggiuntive” e “indennità di esclusività”. All’atto dell’intervento, i Finanzieri hanno sorpreso il medico in flagranza mentre stava visitando un paziente presso un noto studio privato della provincia utilizzando il predetto apparecchio. S seguito dell’esecuzione della misura cautelare reale e dell’interrogatorio di garanzia, su richiesta della Procura della Repubblica di Locri, il G.I.P. presso il locale Tribunale ha emesso un provvedimento che dispone la misura interdittiva del divieto di esercitare la professione medico-sanitaria per la durata di 12 mesi nei confronti dell’indagato.</p>
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		<title>Chiesti 4 anni e 6 mesi per ex primario ospedale Trento accusato di maltrattamenti verso Sara Pedri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2024 07:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pubblico ministero di Trento, Maria Colpani ha chiesto una pena di 4 anni, 6 mesi e 20 giorni, tenuto conto dello sconto garantito per il rito abbreviato, per l&#8217;ex primario del reparto ginecologia e ostetricia dell&#8217;ospedale &#8216;Santa Chiara&#8217;, Saverio Tateo e per la sua vice, Liliana Mereu. La richiesta è stata espressa davanti al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il pubblico ministero di Trento, Maria Colpani ha chiesto una pena di <strong>4 anni, 6 mesi e 20 giorni</strong>, tenuto conto dello sconto garantito per il rito abbreviato, per l&#8217;ex primario del reparto ginecologia e ostetricia dell&#8217;ospedale &#8216;Santa Chiara&#8217;, <strong>Saverio Tateo</strong> e per la sua vice, <strong>Liliana Mereu</strong>. La richiesta è stata espressa davanti al gup del Tribunale di Trento, Marco Tamburrino, nel corso del processo per i presunti maltrattamenti nei confronti del personale di reparto da lui diretto. Il procedimento sui presunti maltrattamenti è stato avviato a seguito delle indagini<strong> dopo la scomparsa</strong> della ginecologa di Forli&#8217;, <strong>Sara Pedri di 31 anni</strong>. Della giovane dottoressa non si hanno più notizie dal 4 marzo 2021.</p>
<p>La richiesta di pena, identica per i due imputati, è stata fatta sulla base di quanto previsto per i reati contestati (pari a sei anni e quattro mesi), con la riduzione di un terzo per il rito abbreviato. Intervenendo in camera di consiglio di fronte al gup Marco Tamburrino, nel corso di una requisitoria durata più di quattro ore, la pm ha ricostruito gli episodi giudicati più significativi e ha elencato gli elementi ritenuti a carico dei due professionisti, sulla base di quanto è agli atti. L’indagine per i presunti maltrattamenti nel reparto sono iniziate poco dopo la scomparsa della ginecologa Sara Pedri, originaria di Forlì. La giovane professionista era arrivata in Trentino, <strong>dopo essersi specializzata a Catanzaro</strong>, per dedicarsi alla procreazione assistita. Dopo aver preso servizio a Trento, il 16 novembre del 2020, secondo quanto affermato in più occasioni dai famigliari, ha iniziato subito a mostrare i segni di un grave disagio, caratterizzato da perdita di peso e stress da lavoro. Il 4 marzo del 2021, poco dopo aver presentato le dimissioni, si sono perse le sue tracce.</p>
<p>Nel corso delle indagini la Procura ha individuato 21 parti offese, tra cui figura la stessa Pedri. La richiesta di rinvio a giudizio per l’ex primario e la sua vice è stata invece depositata nel maggio del 2023. Il processo è iniziato nell’autunno dello scorso anno, con l&#8217;audizione di nove delle 21 parti offese, nell’ambito di un incidente probatorio concordato tra le parti per evitare la vittimizzazione secondaria. Nella primavera di quest’anno, invece, sono stati sentiti, in diverse udienze, gli stessi Mereu e Tateo. Durante la requisitoria della pm, dei due imputati era in aula solo l’ex primario, accompagnato dai legali Salvatore Scuto e Nicola Stolfi. La difesa, che verrà invece sentita dal giudice nelle prossime settimane, ha sempre ribadito l’estraneità degli imputati ai reati contestati. «Si conclude oggi un percorso che la pubblica accusa ha voluto intraprendere in direzione ostinata contro la verità. Noi proseguiamo la nostra battaglia affinché la verità invece emerga», ha detto Scuto all’ANSA. Nel frattempo è iniziata l’audizione dei legali delle parti offese. Le arringhe degli avvocati della difesa sono invece previste a gennaio del prossimo anno.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="nr4QhbYY7z"><p><a href="https://www.calabrianews.it/parla-la-sorella-della-ginecologa-scomparsa-e-lancia-pesanti-accuse-sullospedale-di-trento/">Parla la sorella della ginecologa scomparsa e lancia pesanti accuse sull&#8217;ospedale di Trento</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Parla la sorella della ginecologa scomparsa e lancia pesanti accuse sull&#8217;ospedale di Trento&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/parla-la-sorella-della-ginecologa-scomparsa-e-lancia-pesanti-accuse-sullospedale-di-trento/embed/#?secret=j42lqwogrf#?secret=nr4QhbYY7z" data-secret="nr4QhbYY7z" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="V1NTnJJ3ZA"><p><a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-parla-il-fidanzato-cosentino-della-32enne-scomparsa/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, parla il fidanzato cosentino della 32enne scomparsa</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, parla il fidanzato cosentino della 32enne scomparsa&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-parla-il-fidanzato-cosentino-della-32enne-scomparsa/embed/#?secret=9TUbGL42cx#?secret=V1NTnJJ3ZA" data-secret="V1NTnJJ3ZA" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Lamezia, posto ai domiciliari il 28enne accusato di aver aggredito il primario del Pronto soccorso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-posto-ai-domiciliari-il-28enne-accusato-di-aver-aggredito-il-primario-del-pronto-soccorso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 16:23:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E’ stato posto agli arresti domiciliari Carlo Sacco, di 28 anni, arrestato ieri dalla Polizia perché accusato di essere l’autore dell’aggressione al primario facente funzioni del Pronto soccorso dell’Ospedale di Lamezia Terme Rosarino Procopio. Lo ha deciso il Tribunale di Lamezia in composizione monocratica. Il giudice non ha invece convalidato l’arresto eseguito in flagranza differita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato posto agli arresti domiciliari <strong>Carlo Sacco</strong>, di 28 anni, arrestato ieri dalla Polizia perché accusato di essere l’autore dell’aggressione al primario facente funzioni del Pronto soccorso dell’Ospedale di Lamezia Terme Rosarino Procopio. Lo ha deciso il Tribunale di Lamezia in composizione monocratica.</p>
<p>Il giudice <strong>non ha invece convalidato l’arresto eseguito in flagranza differita</strong> in base alle nuove norme contro il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, <strong>non ritenendo sussistenti gli elementi</strong>. L&#8217;udienza di convalida si è tenuta stamani. Il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio aveva chiesto la convalida dell’arresto e la detenzione in carcere.</p>
<p>Il difensore di Sacco, l’avvocato Salvatore Costabile, di contro, aveva chiesto la non convalida e nessuna misura cautelare. Sacco <strong>è indagato per lesioni aggravate e porto di oggetti atti ad offendere</strong>.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>De Nardo (Fimmg): “Vicinanza a Procopio, si intervenga con urgenza per sicurezza personale sanitario”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/de-nardo-fimmg-vicinanza-a-procopio-si-intervenga-con-urgenza-per-sicurezza-personale-sanitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 15:23:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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		<category><![CDATA[Fimmg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Sconcerto, rabbia e indignazione per l’aggressione subita dal primario del Pronto Soccorso di Lamezia Terme, dott. Rosarino Procopio”. E’ quanto afferma il dott. Gennaro De Nardo, segretario generale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) della Provincia di Catanzaro (nel fotino). La vile aggressione avvenuta ai danni del primario del Pronto Soccorso di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Sconcerto, rabbia e indignazione per l’aggressione subita dal primario del Pronto Soccorso di Lamezia Terme, dott. Rosarino Procopio”. E’ quanto afferma il dott. Gennaro De Nardo, segretario generale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) della Provincia di Catanzaro (<em>nel fotino</em>). La vile aggressione avvenuta ai danni del primario del Pronto Soccorso di Lamezia, al quale rivolgo la mia solidarietà e quella di tutto il sindacato che rappresento, certifica l’esistenza – continua il segretario provinciale della Fimmg &#8211; di una problematica ampiamente conosciuta da diverso tempo che impone la necessità indifferibile di rafforzare le misure di sicurezza per consentire agli operatori sanitari di lavorare in tranquillità e, soprattutto, tutelare la loro incolumità. Anche nelle postazioni di continuità assistenziale, come denunciato dalla Fimmg in diverse occasioni, i medici di medicina generale sono stati spesso oggetto di atti di prevaricazione che, a volte, sono culminati in eventi tragici”. </p>
<p>“Le strutture di continuità assistenziale – aggiunge il dott. De Nardo &#8211;  in tanti casi sono fatiscenti: la mancanza di videocitofono, l’assenza di telecamere di sorveglianza e di vigilanza notturna e la carenza di illuminazione esterna rappresentano criticità da superare per garantire la sicurezza dei medici. Inoltre, tali postazioni devono essere dotate di risorse umane e personale infermieristico adeguate a garantire sicurezza e prestazioni sanitarie efficienti. Non è possibile, infatti, lasciare da solo un medico, uomo o donna che sia, in tali strutture e nelle ore notturne”.</p>
<p>“Per tali ragioni – conclude il segretario provinciale della Fimmg Catanzaro – auspico una assunzione di responsabilità, a tutti i livelli, per consentire di adottare misure volte a tutelare gli operatori sanitari nella loro insostituibile funzione diretta a tutelare la salute pubblica”. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/de-nardo-fimmg-vicinanza-a-procopio-si-intervenga-con-urgenza-per-sicurezza-personale-sanitario/">De Nardo (Fimmg): “Vicinanza a Procopio, si intervenga con urgenza per sicurezza personale sanitario”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Lamezia, aggressione al primario del Pronto soccorso: Arrestato 28enne già noto alle forze dell&#8217;Ordine</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-aggressione-al-primario-del-pronto-soccorso-arrestato-28enne-gia-noto-alle-forze-dellordine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 16:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Sacco]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[primario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con le accuse di lesioni aggravate e porto di oggetti atti ad offendere è stato arrestato dalla Polizia l&#8217;autore dell&#8217;aggressione ai danni del primario del Pronto soccorso di Lamezia Terme Rosario Procopio, colpito ieri sera con un manganello. Si tratta di un 28enne lametino, Carlo Sacco, già noto alle forze dell&#8217;ordine. L&#8217;arresto è stato compiuto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-aggressione-al-primario-del-pronto-soccorso-arrestato-28enne-gia-noto-alle-forze-dellordine/">Lamezia, aggressione al primario del Pronto soccorso: Arrestato 28enne già noto alle forze dell&#8217;Ordine</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con le accuse di <strong>lesioni aggravate e porto di oggetti atti ad offendere</strong> è stato arrestato dalla Polizia l&#8217;autore dell&#8217;aggressione ai danni del primario del Pronto soccorso di Lamezia Terme <strong>Rosario Procopio</strong>, colpito ieri sera con un manganello.</p>
<p>Si tratta di un 28enne lametino, <strong>Carlo Sacco</strong>, già noto alle forze dell&#8217;ordine. L&#8217;arresto è stato compiuto da personale del Commissariato della Polizia di Lamezia Terme <strong>in flagranza differita</strong>, in base alle nuove norme contro il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario.</p>
<p>Al momento si trova nella camera di sicurezza del Commissariato in attesa della convalida da parte dell&#8217;autorità giudiziaria.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="RkdonVy1RJ"><p><a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-parla-il-primario-aggredito-del-pronto-soccorso-non-abbiamo-piu-liberta-di-scelta-su-pazienti/">Lamezia, parla il primario aggredito del Pronto soccorso: Non abbiamo più libertà di scelta su pazienti</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Lamezia, parla il primario aggredito del Pronto soccorso: Non abbiamo più libertà di scelta su pazienti&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/lamezia-parla-il-primario-aggredito-del-pronto-soccorso-non-abbiamo-piu-liberta-di-scelta-su-pazienti/embed/#?secret=9fCZPnPWpV#?secret=RkdonVy1RJ" data-secret="RkdonVy1RJ" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-aggressione-al-primario-del-pronto-soccorso-arrestato-28enne-gia-noto-alle-forze-dellordine/">Lamezia, aggressione al primario del Pronto soccorso: Arrestato 28enne già noto alle forze dell&#8217;Ordine</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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