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	<title>preventivo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Apr 2025 13:37:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Concordato preventivo aperto da oltre 30anni: appello al Tribunale di Lamezia Terme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/concordato-preventivo-aperto-da-oltre-30anni-appello-al-tribunale-di-lamezia-terme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 09:21:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>*di Francesco Grandinetti &#8211; &#8220;Il mio concordato preventivo dura da oltre trent&#8217;anni. Si tratta di un concordato che si sarebbe dovuto concludere nel giro di cinque o sei anni e che invece, a distanza di oltre tre decenni, è ancora pendente. È questa la realtà che mi spinge a rivolgere un accorato appello al Presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>*di Francesco Grandinetti</strong> &#8211; <em>&#8220;Il mio concordato preventivo dura da oltre trent&#8217;anni. Si tratta di un concordato che si sarebbe dovuto concludere nel giro di cinque o sei anni e che invece, a distanza di oltre tre decenni, è ancora pendente. È questa la realtà che mi spinge a rivolgere un accorato appello al Presidente del Tribunale di Lamezia Terme, dottor Giovanni Garofalo. Nel mio intervento non intendo attaccare il Tribunale, ma evidenziare con forza una situazione che ritengo ormai inaccettabile. Riconosco la grave carenza di magistrati che affligge la giustizia italiana, e in particolare quella lametina. Ed è proprio questo vuoto che sta determinando ritardi su ritardi, come dimostra il mio caso, ancora aperto dopo oltre trent&#8217;anni. In questo arco di tempo si sono succeduti più di quindici magistrati. </em></p>
<p><em>Alcuni di loro, all&#8217;epoca della presentazione del concordato, erano appena nati. Ogni volta che un nuovo giudice prende in mano il procedimento, di fatto si riparte da capo, con approcci spesso differenti alla stessa vicenda. Voglio quindi sottolineare un nodo strutturale: l&#8217;impossibilità per i pochi magistrati in organico, oberati di lavoro e privi del tempo necessario per analizzare faldoni su faldoni, di gestire direttamente le istanze. Per questo, il parere dei commissari del concordato diventa determinante nell&#8217;accoglimento o meno delle richieste da me presentate. E qui si apre un capitolo delicato. Secondo quanto ho potuto constatare, i commissari incaricati avrebbero già percepito, in qualità di acconti, compensi superiori al limite previsto per legge – che dovrebbe oscillare tra i 150.000 e i 750.000 euro circa– arrivando invece a somme intorno al milione e mezzo di euro. Una sproporzione di così notevole entità che solleva giustificati dubbi sull&#8217;imparzialità, anche solo inconscia, dei pareri rilasciati dai commissari poiché, al momento della chiusura, dovranno restituire l&#8217;eccesso.</em></p>
<p><em>Tutto ciò getta un&#8217;ombra sull&#8217;intero iter. Il mio appello finale tocca un tema fondamentale: la dignità umana. Non è accettabile che un procedimento duri trent&#8217;anni. È una questione che investe non solo il piano legale, ma anche quello dei diritti fondamentali della persona. Mi rivolgo dunque direttamente al Presidente Garofalo, al quale riconosco sensibilità e attenzione, chiedendo che questa vicenda venga presa in considerazione e finalmente risolta poiché ritengo che ci siano le condizioni affinché la questione possa essere definita anche in meno di un mese nel rispetto dei diritti di tutti&#8221;.</em></p>
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		<title>Vibo Valentia, non tutela interessi del suo assistito: nei guai amministratore di sostegno che fa la &#8216;cresta&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-non-tutela-interessi-del-suo-assistito-nei-guai-amministratore-di-sostegno-che-fa-la-cresta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 16:14:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso dal Gip del locale Tribunale. Il provvedimento riguarda il sequestro preventivo di beni per un ammontare pari a circa 70.000 euro nei confronti di un soggetto responsabile del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso dal Gip del locale Tribunale. Il provvedimento riguarda il sequestro preventivo di beni per un ammontare pari a circa 70.000 euro nei confronti di un soggetto responsabile del reato di peculato per essersi appropriato, in qualità di amministratore di sostegno nominato dal Tribunale di Vibo Valentia, di somme di denaro di pari importo, appartenenti al proprio “amministrato”, il quale a causa delle proprie condizioni di salute si trovava nell’impossibilità di provvedere ai propri interessi. </p>
<p>Le investigazioni svolte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Guardia di Finanza con il supporto di militari del Nucleo P.E.F., coordinate e dirette dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, Camillo Falvo e dal sostituto titolare delle indagini, hanno permesso di appurare come l’indagato, nell’arco di tempo tra il 2015 e il 2024, avesse effettuato spese eccedenti rispetto alle reali esigenze del beneficiario, senza peraltro fornire la relativa documentazione giustificativa al Giudice Tutelare, che si trovava quindi impossibilitato a vigilare correttamente sull’operato dello stesso.</p>
<p>L&#8217;attività di servizio svolta, testimonia la costante ed efficace azione di prevenzione e repressione dei fenomeni illeciti a tutela delle fasce più deboli al fine di monitorare la correttezza nell’adempimento degli obblighi degli amministratori di sostegno e salvaguardare quanti si trovino, a causa di precarie condizioni di salute, ad aver necessità di tali figure. In questa direzione la Procura di Vibo Valentia, anche su input del Tribunale e con l’ausilio della Guardia di Finanza, da tempo si occupa, di segnalare il ricorrere di anomalie nell’ambito delle procedure tutelari.</p>
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		<title>Vibo, sequestro preventivo di 26mila euro nei confronti di titolari società di editoria multimediale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-sequestro-preventivo-di-26mila-euro-nei-confronti-di-titolari-societa-di-editoria-multimediale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 17:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna la Polizia di Stato, all’esito di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e condotte dalla D.I.G.O.S. della Questura, con il supporto degli agenti della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine, ha dato esecuzione alla misura cautelare reale del<strong> sequestro preventivo per un valore di circa 26.300 euro</strong>, emessa dal G.I.P. di Vibo Valentia, nei confronti di due soggetti, con le cariche di amministratore unico ed institore (<em>direttore generale dell&#8217;impresa, ndd</em>) di una <strong>società editoriale multimediale</strong>, attiva nel settore dell’informazione e della comunicazione operante nel Vibonese. <strong>Gli indagati dovranno rispondere dei reati di indebita percezione di erogazioni a danni dello Stato e di installazione di apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni tra altre persone</strong>. L’attività di indagine ha tratto origine dalle dichiarazioni rese da alcuni giornalisti, dipendenti della citata società, i quali avevano riferito che <strong>l’editore aveva installato</strong>, in prossimità delle postazioni di lavoro dei giornalisti, delle <strong>telecamere munite di microfono</strong> al fine di captare le comunicazioni che avvenivano in prossimità delle postazioni di lavoro. Gli stessi avevano, inoltre, rappresentato come il richiamato editore avesse, altresì, <strong>fittiziamente ridotto l’orario di lavoro dei dipendenti del 30% ricorrendo alla cassa integrazione guadagni</strong>, per scaricare parte dei costi del lavoro sul suddetto istituto, nonostante – di fatto – fosse stato mantenuto dai lavoratori interessati il <strong>consueto orario di lavoro</strong>.</p>
<p>I conseguenziali approfondimenti investigativi, svolti dagli agenti della D.I.G.O.S. sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, hanno consentito, attraverso l’escussione di ulteriori giornalisti (<em>alcuni dei quali attualmente in servizio presso altre testate giornalistiche</em>), di <strong>lavoratori impiegati presso la suddetta società con mansioni diverse</strong>, nonché attraverso l’analisi della documentazione acquisita presso l’INPS, di riscontrare quanto dichiarato dai denuncianti, attestando come <strong>l’editore avesse effettivamente posto in essere una contrazione non veritiera dell’orario di lavoro</strong>, conseguendo un indebito risparmio di spesa equivalente alla mancata corresponsione della parte di salario coperta dall’ammortizzatore sociale, corrisposta direttamente dall’INPS ai lavoratori e non dal datore di lavoro, per un totale di <strong>circa 26.300 euro</strong>.</p>
<p>Quanto sopra è stato rassegnato alla competente Autorità giudiziaria che ha richiesto ed ottenuto dal G.I.P. di Vibo Valentia il <strong>provvedimento cautelare reale del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente</strong> cui si è dato esecuzione nella mattinata odierna congelando l’importo della somma indebitamente percepita dai conti correnti degli indagati. Contestualmente si è dato, altresì, esecuzione al decreto di perquisizione emesso dal P.M. titolare del fascicolo processuale volto al rinvenimento e conseguente <strong>sequestro delle apparecchiature di videosorveglianza e archiviazione di dati</strong> presso le sedi della società in argomento.</p>
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		<title>VIDEO-&#8220;Bonus facciate&#8221; per interventi mai realizzati: sequestro preventivo per 1,5 milioni nella Locride</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-bonus-facciate-per-interventi-mai-realizzati-sequestro-preventivo-per-15-milioni-nella-locride/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 08:38:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Locri, diretta dal Dott. Giuseppe Casciaro, stanno dando esecuzione ad un provvedimento, emesso dal G.I.P. del locale Tribunale, che dispone il sequestro preventivo di denaro, beni e crediti fiscali per un valore di 1,5 milioni di euro. L’operazione condotta [&#8230;]</p>
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<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Locri, diretta dal Dott. Giuseppe Casciaro, stanno dando esecuzione ad un provvedimento, emesso dal G.I.P. del locale Tribunale, che dispone il sequestro preventivo di denaro, beni e crediti fiscali per un valore di 1,5 milioni di euro. L’operazione condotta dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Locri è scaturita da una verifica fiscale eseguita nei confronti di un soggetto economico avente sede nella Locride. Allo stato delle indagini e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità, i proventi illeciti oggetto di recupero a tassazione sono riconducibili a crediti d’imposta fittizi, frutto di un sistema di frode realizzato nell’ambito dei cosiddetti “Bonus Edilizi”.</p>
<p>Nello specifico, l’amministratore della società verificata avrebbe fittiziamente prodotto crediti di imposta, relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio in realtà mai eseguiti, cedendoli alla società dallo stesso amministrata.<br />
Successivamente, la società sarebbe stata ceduta ad altro soggetto di origini calabresi e residente al nord Italia, che avrebbe trasferito i predetti crediti d’imposta ad un’altra impresa della stessa area geografica. Quest’ultima li avrebbe, poi, utilizzati a proprio vantaggio in compensazione del proprio debito di imposta.<br />
A seguito degli approfondimenti d’indagine, sono state denunciate 2 persone per i reati di truffa, riciclaggio e autoriciclaggio, eseguendo conseguentemente il sequestro preventivo e per equivalente, disposto dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Locri, per circa 1,5 milioni di euro, di cui:<br />
&#8211; 1 milione di euro di crediti d’imposta ancora giacenti nei cassetti fiscali della società;<br />
&#8211; 500 mila euro tra disponibilità finanziarie, quote sociali e beni (nr. 5 fabbricati, nr. 5 terreni, quote societarie detenute in due società di capitali e nr. 5 auto) nei confronti dei soggetti economici e delle persone fisiche indagate.</p>
<p>L’attività costituisce chiara testimonianza del costante impegno profuso dalla Procura della Repubblica di Locri e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria nel contrasto alle più articolate forme di frode ed ai fenomeni illeciti perpetrati a danno del bilancio dello Stato, al fine di garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate per sostenere le famiglie e le imprese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-bonus-facciate-per-interventi-mai-realizzati-sequestro-preventivo-per-15-milioni-nella-locride/">VIDEO-&#8220;Bonus facciate&#8221; per interventi mai realizzati: sequestro preventivo per 1,5 milioni nella Locride</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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