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	<title>preSila Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 May 2024 09:15:45 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Denunciati gli autori del vasto incendio che ad aprile ha devasto oltre 40 ettari di bosco nella Presila</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2024 09:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre quaranta ettari di bosco della Presila andati a fuoco, danni ingenti a terreni agricoli, lavoro incessante per le squadre antincendio regionali, della protezione civile e dei Vigili del fuoco che &#8211; coadiuvati dai locali Carabinieri della Stazione di Petronà e del Nucleo forestale di Sersale, prontamente intervenuti &#8211; sono riusciti a domare le fiamme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre quaranta ettari di bosco della Presila andati a fuoco, danni ingenti a terreni agricoli, lavoro incessante per le squadre antincendio regionali, della protezione civile e dei Vigili del fuoco che &#8211; coadiuvati dai locali Carabinieri della Stazione di Petronà e del Nucleo forestale di Sersale, prontamente intervenuti &#8211; sono riusciti a domare le fiamme con il contributo di Canadair e concludere nelle successive ore le operazioni di spegnimento e bonifica, evitando danni ancora più estesi al territorio: è quanto accaduto lo scorso 13 aprile, sul confine dei comuni di Petronà e Mesoraca, tra le province di Catanzaro e Crotone, dove un vasto incendio in località “Acque Molle -Timpone Forcone” ha mandato in fumo larga parte dei rimboschimenti di pino ed eucalipto e formazioni di macchia mediterranea, per una superficie equivalente a circa <strong>65 campi di calcio</strong>. Già nell’immediatezza dei fatti i militari dei <strong>Nuclei Carabinieri Forestale </strong>di <strong>Sersale </strong>e di<strong> Petilia Policastro</strong> hanno attivato i dovuti accertamenti: attraverso l’ispezione delle superfici interessate dall’incendio e delle zone limitrofe, la repertazione delle aree percorse e la raccolta e analisi di informazioni da persone in grado di riferire notizie utili, sono riusciti a ricostruire la dinamica dell’accaduto.</p>
<p>Il minuzioso lavoro svolto dagli investigatori, anche grazie all’ausilio di attività tecnica, nota come <strong>metodo delle evidenze fisiche &#8211; m.e.f.</strong> (protocollo scientifico che permette di risalire al probabile punto di insorgenza del fuoco) ha consentito di appurare in breve tempo le verosimili cause dell’evento &#8211; riconducibile all’incenerimento di residui di potature e pulizia di fondo agricolo &#8211; nonché le modalità di propagazione e l’<strong>individuazione</strong> dei (due coniugi) <strong>presunti autori del reato</strong>, <strong>deferiti </strong>nei giorni scorsi, in stato di libertà, all’<strong>Autorità Giudiziaria di Crotone</strong>.</p>
<p>I contravventori, qualora le ipotesi accusatorie fossero confermate e fatte salve le loro garanzie di difesa, rischiano la <strong>reclusione da 1 a 5 anni</strong>. La normativa in materia, inoltre, prevede che anche in caso di accensione di un fuoco su terreni coltivati, pascolivi o incolti possa configurarsi il reato di incendio boschivo, qualora sia accertato che le fiamme possono estendersi ad una limitrofa superficie boscata (cd. “suscettività” ad espandersi del fuoco).<br />
Prosegue l’<strong>attività di prevenzione e repressione </strong>degli illeciti perpetrati in danno ai boschi dei <strong>Carabinieri del comparto</strong> <strong>Forestale di Catanzaro e Crotone</strong> che hanno adeguato, su tutto il territorio, il proprio dispositivo di controllo, soprattutto nelle aree particolarmente esposte, anche attraverso il posizionamento di “fototrappole”, strumenti tecnologici che &#8211; rilevando il movimento nell’ambiente circostante &#8211; sono in grado di scattare fotogrammi ed effettuare videoriprese. &#8211;</p>
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		<title>VIDEO-Sgominata la cosca di &#8216;ndrangheta egemone nella presila Catanzarese: 52 misure cautelari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 10:36:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, nella provincia di Catanzaro e nel territorio nazionale, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro con il supporto di oltre 400 uomini della Legione Calabria e dei comandi territorialmente competenti, dei Carabinieri “Cacciatori” di Calabria, del Nucleo Cinofili e dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-219172-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Arresti-Karpanthos-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Arresti-Karpanthos-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/Arresti-Karpanthos-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Nella mattinata odierna, nella provincia di Catanzaro e nel territorio nazionale, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro con il supporto di oltre 400 uomini della Legione Calabria e dei comandi territorialmente competenti, dei Carabinieri “Cacciatori” di Calabria, del Nucleo Cinofili e dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, guidata dal Procuratore Nicola Gratteri, nei confronti di 52 soggetti (38 in carcere, 6 ai domiciliari e 8 dell’obbligo di presentazione alla P.G. di cui 5 anche con l’obbligo di dimora), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico mafioso, detenzione e porto abusivo di armi, traffico di stupefacenti, estorsione e intestazione fittizia di beni.</p>
<p>L’attività, convenzionalmente denominata “Karpanthos” (dal nome attribuito, in antichità, alla città di Petronà), condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro, ha consentito di intervenire nell’area della presila catanzarese, ai confini con la provincia di Crotone, dimostrando l’esistenza e l’attuale operatività di un sodalizio di ‘ndrangheta operante nei territori di Petronà e Cerva, avente stabili ramificazioni nelle province di Lecco, Genova e Torino; nonché, di un’organizzazione dedita a un fiorente spaccio di sostanze stupefacenti, operante sul medesimo territorio, di cui fanno parte alcuni affiliati.<br />
Le investigazioni si sono sviluppate attraverso un’imponente attività di tipo tradizionale, consistente in attività tecniche, escussione di persone informate sui fatti, servizi di OCP sul territorio, riscontri “sul campo”, con una parallela attività di acquisizione e analisi di dichiarazioni di collaboratori di giustizia, corroborate dai relativi riscontri e la cui attendibilità è stata già riconosciuta in precedenti sentenze, oltre all’acquisizione di plurime emergenze di altri procedimenti penali.<br />
Nel dettaglio, l’indagine ha permesso di documentare l’esistenza della cosca di ‘ndrangheta “CARPINO” di Petronà, coinvolta negli anni duemila in una sanguinosa faida, operante nella presila catanzarese e con ramificazioni in Liguria e Lombardia, nonché dell’alleato gruppo criminale di Cerva, detto dei Cervesi, con estensioni in Piemonte e Lombardia, entrambi ora ricadenti sotto l’influenza del locale di Mesoraca (KR), dediti principalmente alle estorsioni in danno degli imprenditori edili e dei commercianti della presila catanzarese attuate mediante incendi e danneggiamenti, alle rapine a mano armata, al riciclaggio e all’intestazione fittizia di beni, al traffico di cocaina e marijuana con differenti canali di approvvigionamento, riconducibili comunque a soggetti operanti nei territori di Cutro o Mesoraca. </p>
<p>Inoltre, l’attività investigativa ha fatto emergere lo scambio elettorale politico – mafioso e l’influenza del gruppo criminale di Cerva sulla locale amministrazione comunale in occasione delle elezioni del 2017, mediante il procacciamento di voti per alcuni degli indagati &#8211; all’epoca candidati ed eletti in quella tornata, poi riconfermati nelle consultazioni del 2022 &#8211; in cambio della promessa di denaro e di una percentuale sugli appalti pubblici.<br />
È altresì emersa la possibilità della cosca di Petronà di avere a disposizione entrature nella pubblica amministrazione. Nel caso di specie, un dipendente dell’Agenzia delle Entrate aveva messo la propria funzione a disposizione di un affiliato, manifestando la propria disponibilità a ricevere dei falsi, riguardanti proprietà di quest’ultimo, per evitare che costui incorresse in sanzioni o che dovesse pagare l’IMU e ottenendo, in cambio la promessa di favori di varia natura.<br />
Il procedimento per le fattispecie di reato ipotizzate è attualmente nella fase delle indagini preliminari.</p>
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		<title>I numeri della Sila in costante aumento</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/i-numeri-della-sila-in-costante-aumento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 06:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Casali del Manco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più di cento casi a Cosenza città. Un numero di positività al Covid che fa paura. E a preoccupare è ancora la Sila oltre alla città. Nella città dei bruzi sono 122 di cui 13 in ospedale. Il totale in tutta la provincia è di 729 e, dunque, la città di Cosenza rappresenta un settimo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di cento casi a Cosenza città. Un numero di positività al Covid che fa paura. E a preoccupare è ancora la Sila oltre alla città.</p>
<p>Nella città dei bruzi sono 122 di cui 13 in ospedale. Il totale in tutta la provincia è di 729 e, dunque, la città di Cosenza rappresenta un settimo dei casi di tutto il territorio.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo bollettino dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Cosenza si registrano 66 nuovi casi, di cui 5 ricoverati, così distribuiti: 36 distretto Cosenza Savuto, 21 distretto Valle Crati, 5 distretto Tirreno, 3 distretto Esaro Pollino ed 1 caso distretto Ionio. Si segnala il decesso di una persona ricoverata e nessun guarito.</p>
<p>I pazienti Covid in ospedale adesso sono 40: 37 i ricoverati in Malattie infettive, 3 in Rianimazione.</p>
<p>Ad aumentare la preoccupazione resta sempre la situazione in Sila che non migliora, anzi sembra peggiorare se si guarda la situazione nei Comuni del territorio.</p>
<p>I casi a Casali del Manco sono 75 di cui 4 in ospedale e a questo Comune zona rosse appartenevano le due persone decedute di recente in ospedale. L&#8217;altra zona rossa, Celico, ha 36 casi di cui 2 in ospedale. Tre casi in ospedale e 13 a domicilio li registra San Pietro in Guarano dove ieri la task force mobile dell&#8217;Asp ha effettuato 160 tamponi il cui risultato arriverà entro giovedì.</p>
<p>Preoccupa Spezzano Sila con 48 casi di cui 4 in ospedale e preoccupa Rovito dove i casi sono diventanti 19. Numeri che mettono paura in Sila e non solo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Giudiceandrea preoccupato per il Covid in Presila</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giudiceandrea-preoccupato-per-il-covid-in-presila/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 17:52:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Casali del Manco]]></category>
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		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[Giuseppe Giudiceandrea]]></category>
		<category><![CDATA[preSila]]></category>
		<category><![CDATA[Sila]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Giudiceandrea, già consigliere regionale espressione del territorio, tuona contro Regione ed Asp sulla situazione Covid in Presila dove sono state istituite le zone rosse a Casali del Manco e Celico e dove si registrano importanti e preoccupanti aumenti dei casi a Spezzano Sila, Rovito e San Pietro in Guarano. «Basta con i balletti in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Giudiceandrea, già consigliere regionale espressione del territorio, tuona contro Regione ed Asp sulla situazione Covid in Presila dove sono state istituite le zone rosse a Casali del Manco e Celico e dove si registrano importanti e preoccupanti aumenti dei casi a Spezzano Sila, Rovito e San Pietro in Guarano.</p>
<p>«Basta con i balletti in Presila – dice Giudiceandrea – A Casali del Manco e a Celico è in corso una diffusione molto veloce e preoccupante del Covid 19 mentre le autorità sanitarie sembrano navigare a vista, peraltro senza univocità di condotta».</p>
<p>«Se a Spezzano Sila si è provveduto ad effettuare centinaia di tamponi, dove ha sede l’Avas che ha realizzato il servizio, senza che ancora ad oggi, dopo più di tre giorni, nulla si sappia se gli stessi siano stati processati, e soprattutto dove e da chi – continua l’ex consigliere regionale – a Celico e Casali del Manco, che sono state dichiarate “zone rosse” con i conseguenti disagi per la popolazione tutta, non si sa più nulla dei tracciamenti. Specifico subito: nessuno vuole “chiudere” anche Spezzano Sila, per carità, ma vorremmo capire, da cittadini della Presila, la logica sanitaria e di prevenzione che sta dietro questa evidente discrasia. Vogliamo sapere perché a Spezzano Sila si è proceduto a fare uno screening preventivo per capire se sia necessario o meno chiudere il paese (la speranza è che non avvenga), mentre a Casali del Manco e a Celico si è proceduto subito all’istituzione della “zona rossa” senza effettuare gli accertamenti di cui la popolazione necessita».</p>
<p>«In momenti come questi le persone hanno bisogno di certezze e non di sentir rincorrere voci ed opinioni – spiega Giudiceandrea – Quasi diecimila persone tribolano accanto ai loro concittadini ammalati, con la preoccupazione per le loro condizioni di salute e sulla capacità di prevenzione e cura delle nostre strutture sanitarie».</p>
<p>«È venuto il momento di fare chiarezza – chiede Giudiceandrea – di dare risposte immediate e certe ai cittadini che si sono sottoposti a tampone presso l’Asp, ai loro cari e conviventi ed alla cittadinanza tutta. Che l’Asp avvisi immediatamente dello stato dell’arte le amministrazioni comunali coinvolte che, nell’esercizio delle loro prerogative, dovranno avvisare la popolazione e le persone interessate sui tempi presumibili del Lockdown di Celico e Casali del Manco, che avvisino sugli esiti dei tamponi, sulla tracciatura degli incontri avuti dalle persone colpite dal Covid all’interno e fuori dai nostri –Comuni».</p>
<p>«Questa giunta regionale – conclude – ieri come oggi trasmette solo confusione ed è solo grazie all’abnegazione dei singoli tutto ciò non si sta trasformando in una strage. Adesso basta».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/giudiceandrea-preoccupato-per-il-covid-in-presila/">Giudiceandrea preoccupato per il Covid in Presila</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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