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	<title>Pm Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Jan 2026 20:39:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Processo Fondazione &#8220;Calabresi nel mondo&#8221;: Pm chiede condanna a 5 anni per Pino Galati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 20:31:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso del processo sui presunti illeciti nella gestione della &#8216;Fondazione Calabresi nel Mondo&#8217; (ente “in house” della Regione Calabria, ndc), in corso di svolgimento in Tribunale a Catanzaro, la sostituto procuratrice Graziella Viscomi, al termine della sua requisitoria, ha chiesto una condanna a 5 anni per peculato nei confronti dell’ex deputato Pino Galati, all’epoca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso del processo sui presunti illeciti nella gestione della &#8216;<strong>Fondazione Calabresi nel Mondo&#8217;</strong> (<em>ente “in house” della Regione Calabria, ndc</em>), in corso di svolgimento in Tribunale a Catanzaro, la sostituto procuratrice Graziella Viscomi, al termine della sua requisitoria, ha chiesto una condanna a 5 anni per peculato nei confronti dell’ex deputato <strong>Pino Galati</strong>, all’epoca dei fatti presidente della Fondazione. Secondo l&#8217;ipotesi accusatoria, alla base dell&#8217;inchiesta e del conseguente procedimento giudiziario, la Fondazione sarebbe stata utilizzata per distribuire clientele a fini elettorali. Per gli inquirenti, in particolare, per mantenere ed incrementare il proprio bacino elettorale, l&#8217;ex deputato, oggi vice presidente nazionale di &#8216;Noi Moderati&#8217;, arrivò ad assumere 25 persone per le quali si simulava l&#8217;impiego nella struttura.</p>
<p>L’inchiesta è scattata nel 2015 quando la Fondazione si trovava in liquidazione e avrebbe evidenziato la gestione “clientelare” delle assunzioni, con la paventata violazione delle norme in materia, ma anche la violazione dello Statuto della stessa Fondazione nella parte in cui prevedeva che il ruolo di presidente dovesse essere a titolo gratuito. Disposizione statutaria che, invece, sarebbe stata aggirata.  </p>
<p>La pm Viscomi, inoltre, in relazione ad un&#8217;altra ipotesi di reato, riqualificata in indebita destinazione di denaro e cose mobili, ha chiesto al Tribunale di sancire l’intervenuta prescrizione per M.C., collaboratrice della Fondazione. Nel corso del dibattimento i legali di Galati, gli avvocati Francesco Gambardella e Salvatore Cerra, hanno, invece, chiesto al Tribunale l&#8217;assoluzione del loro assistito con la motivazione di rito &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221;. Il processo è ormai arrivato alle fasi finali ad oltre 10 anni dall&#8217;inchiesta della magistratura. La sentenza, infatti, è prevista per il prossimo 11 febbraio.</p>
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		<title>Reggio, indagine sui gemelli soffocati appena partoriti: fidanzato della giovane non risponde a pm</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-indagine-sui-gemelli-soffocati-appena-partoriti-fidanzato-della-giovane-non-risponde-a-pm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 17:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è avvalso della facoltà di non rispondere il fidanzato della 25enne di Reggio Calabria arrestata la settimana scorsa e posta ai domiciliari con l&#8217;accusa di avere soffocato, nel luglio 2024, i suoi due gemellini appena partoriti. Il giovane è indagato per favoreggiamento perché, secondo la Procura di Reggio Calabria, sapeva quello che era successo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è avvalso della facoltà di non rispondere il fidanzato della 25enne di Reggio Calabria arrestata la settimana scorsa e posta ai domiciliari con l&#8217;accusa di avere soffocato, nel luglio 2024, i suoi due gemellini appena partoriti. Il giovane è indagato per favoreggiamento perché, secondo la Procura di Reggio Calabria, sapeva quello che era successo ma non ha detto mai niente.</p>
<p>Accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Sergio Laganà e Giovanni Tavilla, il giovane era stato convocato dal pm Chiara Greco ma ha preferito non rispondere uscendo poi dai locali della procura con un cappellino a coprire il viso. Secondo l&#8217;accusa, la ragazza avrebbe ucciso anche un altro neonato appeta partorito, nel 2022. Le ricerche del corpicino stanno andando avanti ma per ora senza esito.</p>
<p>&#8220;Il nostro assistito &#8211; hanno affermato gli avvocati Laganà e Tavilla &#8211; si è avvalso della facoltà di non rispondere in attesa di conoscere tutti gli atti dell&#8217;inchiesta. Bisogna dire, inoltre, che ha collaborato con gli investigatori, reso dichiarazioni e si è sottoposto a tampone molecolare. Ha fornito anche il suo cellulare per cui, prima di introdurre ulteriori chiarimenti, aspettiamo di avere un quadro completo. Ci riserviamo di farci interrogare in una fase più matura dell&#8217;indagine&#8221;.</p>
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		<title>Sequestro e uccisione di Cristina Mazzotti, rapita 50 anni fa, PM: chiede tre ergastoli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestro-e-uccisione-di-cristina-mazzotti-rapita-50-anni-fa-pm-chiede-tre-ergastoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 05:45:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura antimafia di Milano ha chiesto la condanna all&#8217;ergastolo per i tre imputati del processo in corso davanti alla Corte di Assise di Como per il sequestro e l&#8217;omicidio di Cristina Mazzotti, rapita a 18 anni a Eupilio, nella Brianza comasca, la sera del 30 giugno 1975 e ritrovata morta il primo settembre successivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura antimafia di Milano ha chiesto la condanna all&#8217;ergastolo per i tre imputati del processo in corso davanti alla Corte di Assise di Como per il sequestro e l&#8217;omicidio di <strong>Cristina Mazzotti</strong>, rapita a 18 anni a Eupilio, nella Brianza comasca, la sera del 30 giugno 1975 e ritrovata morta il primo settembre successivo in una discarica di Galliate (Novara).</p>
<p>Il pubblico ministero della Dda di Milano, Cecilia Vassena, a conclusione la sua requisitoria, durata sei ore, ha chiesto la condanna all&#8217;<strong>ergaostolo</strong> per il 74enne <strong>Giuseppe Calabrò</strong>, reggino di San Luca residente a Bovalino; <strong>Antonio Talia</strong>, 73 anni di Africo e <strong>Demetrio Latella</strong>, anche lui reggino, 71 anni, detto &#8220;Luciano&#8221;, residente nel Novarese, l&#8217;uomo la cui impronta digitale fu trovata sulla carrozzeria della Mini sulla quale Cristina viaggiava la sera del rapimento. Impronta che fu attribuita all&#8217;uomo dal sistema Afis della polizia scientifica di Roma soltanto a fine 2006.</p>
<p>Il sequestro di Cristina Mazzotti era avvenuto la sera del 30 giugno 1975, quando la Mini Minor su cui viaggiava con i suoi amici, Carlo Galli ed Emanuela Lusari, era stata bloccata da un gruppo di giovani uomini, che avevano costretto i tre ragazzi a sedersi sul sedile posteriore dell’auto, guidata dai sequestratori, e ad andare fino ad Appiano Gentile, dove la sola Cristina fu consegnata alla banda di carcerieri. <strong>La ragazza venne chiusa in una buca sottoterra, e avvelenata, giorno dopo giorno</strong>, da una quantità spropositata di sedativi che servivano a consentire a suoi carcerieri di gestirla senza urla e tentativi di fuga.</p>
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		<item>
		<title>Cold case Svezia: pm chiedono ergastolo per il calabrese Salvatore Aldobrandi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cold-case-svezia-chiedono-ergastolo-per-il-calabrese-salvatore-aldobrandi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 08:05:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I pubblici ministeri Maria Paola Marrali e Matteo Gobbi hanno chiesto stamani la condanna alla pena dell&#8217;ergastolo per il ristoratore e pizzaiolo Salvatore Aldobrandi, 75 anni, originario di San Sosti (Cosenza), ma da anni residente a Sanremo, accusato di omicidio volontario con l&#8217;aggravante di motivi abbietti non futili, per avere ucciso Sargonia Dankha, 21 anni, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I pubblici ministeri Maria Paola Marrali e Matteo Gobbi hanno chiesto stamani la condanna alla pena dell&#8217;ergastolo per il ristoratore e pizzaiolo <strong>Salvatore Aldobrandi, 75 anni, originario di San Sosti (Cosenza)</strong>, ma da anni residente a Sanremo, accusato di omicidio volontario con l&#8217;aggravante di motivi abbietti non futili, <strong>per avere ucciso Sargonia Dankha, 21 anni, di origini irachene, naturalizzata svedese</strong>, sparita nel nulla il 13 novembre del 1995 a Linköping in Svezia. <strong>Un cold case che risale al 1995, quando il 13 novembre Sargonia scompare</strong>. I sospetti sono subito su un italiano, Salvatore Aldobrandi, <strong>ai tempi 45enne</strong> con una pizzeria nella piccola cittadina di Linkoping, dove abitava anche Sargonia con la quale Aldobrandi <strong>aveva una relazione altalenante</strong>. La discussione si è svolta davanti alla <strong>Corte di Assise di imperia</strong>, presieduta dal giudice Carlo Alberto Indellicati.<br />
La sentenza è attesa per domani, domenica 15 dicembre. Nel corso della discussione, durata circa tre ore, Marrali ha sottolineato che &#8220;siamo di fronte a un femminicidio, come gesto estremo di controllo, possesso e gelosia nei confronti di questa ragazza. Per l&#8217;incapacità di Aldobrandi di accettare la decisione di Sargonia di porre fine a una relazione che fin dall&#8217;inizio era stata di violenza, minaccia grave e aggressione&#8221;.</p>
<p>Il pubblico ministero ha sottolineato che si procede in Italia e non in Svezia, per l&#8217;assenza del cadavere. &#8220;Nell&#8217;ordinamento svedese non si è preceduto, non per mancanza di elementi indiziari, ma per la mancanza del corpo e di testimoni diretti dell&#8217;omicidio&#8221;. Nel corso della discussione Marrali ha citato il caso di Roberta Ragusa, per il quale il marito Antonio Logli è stato arrestato e condannato, malgrado l&#8217;assenza del cadavere. Il magistrato riporta la sentenza della Cassazione, nella quale si parla di una donna (la Ragusa), che è scomparsa, da un momento all&#8217;altro. &#8220;Lei era legatissima ai figli &#8211; ha affermato &#8211; è sparita senza dir loro niente, è sparita senza vestiti, carte di credito, contanti. Non è morte accidentale altrimenti avremmo trovato il corpo e allora, dice la Cassazione, è sicuramente una morte omicidiaria&#8221;.</p>
<p>In Svezia il caso partì come scomparsa volontaria. &#8220;Non si è partiti con l&#8217;omicidio, si sono valutate tutta una serie di possibilità per arrivare all&#8217;evidenza che Sargonia è stata uccisa &#8211; prosegue il pm -. Sargonia non aveva mai detto a nessuno che voleva allontanarsi. Forse nascondeva qualcosa ai genitori, come fanno tutti i ragazzi di quell&#8217;età, ma agli amici raccontava tutto, e mai a nessuno ha detto di volersi allontanare. Ha solo detto alla sua amica: &#8216;Vorrei non avere Salvatore tra i piedi&#8217;&#8221;. Aldobrandi venne arrestato a Sanremo, dov&#8217;era tornato a vivere, il 17 giugno 2023, su ordine del gip di Imperia. Il corpo di Sargonia non è mai stato ritrovato ma tracce di sangue attribuite alla vittima furono scoperte su un&#8217;auto usata all&#8217;epoca dall&#8217;uomo. Aldobrandi ha sempre dichiarato la propria innocenza.</p>
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		<item>
		<title>&#8216;Ndrangheta in curva, i pm duri sull’Inter: Situazione tossica, di fatto finanziava quel mondo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-in-curva-i-pm-duri-sullinter-situazione-tossica-di-fatto-finanziava-quel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 14:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere i primi ultrà milanisti ed interisti interrogati stamattina nel carcere milanese di San Vittore, davanti al gip Domenico Santoro e ai pm, dopo il maxi blitz di due giorni fa della Dda milanese, di Polizia e Gdf. In particolare, sono rimasti in silenzio Francesco Lucci, difeso dall&#8217;avvocato Jacopo Cappetta e tra i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere i primi ultrà milanisti ed interisti interrogati stamattina nel carcere milanese di San Vittore, davanti al gip <strong>Domenico Santoro </strong>e ai pm, dopo il <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2024/10/01/news/emis_killa_perquisito_inchiesta_ultras_inter_milan-423529043/">maxi blitz di due giorni fa</a> della Dda milanese, di Polizia e Gdf. In particolare, sono rimasti in silenzio <strong>Francesco Lucci</strong>, difeso dall&#8217;avvocato <strong>Jacopo Cappetta</strong> e tra i capi della curva Sud milanista, nonché fratello del leader Luca (sarà sentito più avanti, non stamattina come scritto in precedenza), <strong>Riccardo Bonissi e Luciano Romano</strong>, anche loro accusati di far parte dell&#8217;associazione per delinquere della curva rossonera. Infine, ha deciso di non rispondere alle domande anche <strong>Andrea Beretta</strong>, l&#8217;ormai ex capo della curva Nord interista e che era nel direttivo assieme a<strong> Marco Ferdico e Antonio Bellocco</strong>, quest&#8217;ultimo esponente dell&#8217;omonima cosca della ‘ndrangheta e ucciso proprio da Beretta, che è in carcere per l&#8217;omicidio dal 4 settembre scorso. Gli interrogatori andranno avanti, ma la linea dei sedici ultrà finiti in carcere appare chiara: silenzio davanti al giudice.</p>
<h2>I pm sull’Inter: “Situazioni tossiche, non basta rimuovere i vertici”</h2>
<p>Nel frattempo dalle carte si legge come i pm abbiano sottolineato l’atteggiamento della società nerazzurra troppo morbido nei confronti degli ultrà. Una società che &#8220;cede alle pressioni&#8221; della curva e “di fatto finanzia gli ultrà infiltrati nel club” e che deve rivedere la sua struttura organizzativa per eliminare &#8220;situazioni tossiche&#8221;. <strong>E&#8217; il ritratto che la procura di Milano fa dell&#8217;Inter nell&#8217;inchiesta che ha portato ad azzerare le due curve milanesi per sospette infiltrazioni criminali. </strong>Nell&#8217;ordinanza di custodia cautelare firmata dai pm Sara Ombra e Paolo Storari, si sottolinea come il club &#8220;cede alle pressioni&#8221; del capo ultrà Marco Ferdico che chiede sempre più biglietti per la curva Nord, e come dietro di lui ci sono Andrea Beretta e <strong>Antonio Bellocco</strong>, &#8220;cioè un delinquente comune da anni dedito a commettere atti di violenza all&#8217;interno dello stadio&#8221; il primo, ed &#8220;esponente di rilievo della famiglia mafiosa&#8221; di <strong>Rosarno</strong> l&#8217;altro. I tre, arrestati, devono rispondere anche di associazione per delinquere con l&#8217;aggravante mafiosa. La procura parla di &#8220;problema&#8221; per l&#8217;Inter soprattutto sotto il profilo organizzativo e della necessità di &#8220;rimuovere quelle &#8216;situazioni tossiche&#8217; che hanno creato l&#8217;humus favorevole perché un ambito imprenditoriale sportivo si trasformasse, in fin dei conti, in occasione di illecito&#8221; si legge nel provvedimento di richiesta degli arresti. <strong>Per la procura non è ragionevole pensare che il problema possa essere risolto &#8220;solo rimuovendo le figure apicali o semi apicali&#8221; senza nulla mutare del sistema organizzativo: &#8220;inalterata l&#8217;organizzazione, &#8216;i nuovi venuti&#8217; si troverebbero nelle medesime condizioni (tossiche) dei loro predecessori e il sistema illecito sarebbe destinato a perpetuarsi&#8221;.</strong></p>
<p>Dall&#8217;attività investigativa emerge che nella società nerazzurra &#8220;<strong>vi è una sorta di cultura di impresa</strong>, cioè un insieme di regole, un modo di gestire e di condurre l&#8217;azienda, <strong>un contesto ambientale intessuto di convenzioni anche tacite</strong>, radicate all&#8217;interno della struttura della persona giuridica, che hanno di fatto favorito, colposamente, i soggetti indagati per gravi reati che sono stati in grado di infiltrarsi nelle maglie della struttura societaria&#8221;.<br />
(<em>Fonte: repubblica.it</em>)</p>
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		<item>
		<title>Covid, inchiesta mascherine: pm chiede condanna a 1 anno e 4 mesi per l&#8217;ex commissario Arcuri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-inchiesta-mascherine-pm-chiede-condanna-a-1-anno-e-4-mesi-per-lex-commissario-arcuri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 11:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La Procura di Roma ha chiesto una condanna a 1 anno e 4 mesi per l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, accusato di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulla maxifornitura di mascherine provenienti dalla Cina nella prima fase dell’emergenza sanitaria. I pm Fabrizio Tucci e Gennaro Varone hanno sollecitato inoltre una decina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La Procura di Roma ha chiesto una condanna a 1 anno e 4 mesi per l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, accusato di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulla maxifornitura di mascherine provenienti dalla Cina nella prima fase dell’emergenza sanitaria. I pm Fabrizio Tucci e Gennaro Varone hanno sollecitato inoltre una decina di rinvii a giudizio per gli altri imputati che hanno optato per il rito ordinario. </p>
<p>Nell’inchiesta compare anche il nome dell’imprenditore Mario Benotti (poi deceduto), al quale veniva contestato il reato di traffico di influenze. Benotti, secondo l’accusa “in concorso con altri, sfruttava le proprie relazioni personali e occulte con Arcuri, ex commissario per l’emergenza sanitaria, ottenendo che quest’ultimo assicurasse ai partner di Benotti un’esclusiva in via di fatto nell’intermediazione delle forniture di maschere chirurgiche e dispositivi di protezione individuali”.  </p>
<p>Secondo l’accusa veniva così garantita “la facoltà di avere rapporto commerciale con la Pa senza assumere alcuna responsabilità sul risultato della propria azione e sulla validità delle forniture che procurava; la quasi totale esclusiva nella intermediazione di fatto delle forniture di mascherine chirurgiche e dpi importati dalla Cina”. L&#039;inchiesta riguardava affidamenti per un valore di 1,25 miliardi per l&#039;acquisto di oltre 800 milioni di mascherine, effettuate con l&#039;intermediazione di alcune imprese italiane. <br />
Domenico Arcuri, calabrese di Melito Porto Salvo (RC) dopo la laurea in economia e commercio conseguita alla Luiss nel 1986, ha iniziato a lavorare nell’IRI dove si è occupato delle aziende del gruppo posizionate nei comparti Tlc, informatica e radiotelevisione. Nel 1992 è entrato in Pars, joint venture tra Arthur Andersen e GEC nel settore della consulenza ad alto contenuto tecnologico, diventandone Amministratore Delegato. Nel 2001 è stato partner responsabile italiano “Telco, Media e Technology” di Arthur Andersen, poi acquisita da Deloitte. Nel 2004 è diventato Amministratore Delegato di Deloitte Consulting. È stato in grado di riposizionare l’azienda nel settore della consulenza alle grandi aziende e alle pubbliche amministrazioni, restituendogli profili di visibilità e redditività.<br />
Dal 2007 alla guida di Invitalia<br />
Da A.d. di Invitalia, su mandato del Governo ha elaborato e realizzato, tra l’altro, il piano di riorganizzazione e rilancio dell’azienda, che oggi gestisce tutte le misure agevolative per le imprese. Invitalia, in questi anni, è diventata inoltre soggetto attuatore per la reindustrializzazione di aree di crisi come Termini Imerese e la bonifica dell’area di Bagnoli.</p>
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		<title>Salerno arresti: avvocati, imprenditori, ex Pm ed ex Generale della GdF &#8211; NOMI</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/salerno-arresti-avvocati-imprenditori-ex-pm-ed-ex-generale-della-gdf-nomi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 10:38:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[cdpm]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Lisi]]></category>
		<category><![CDATA[Pm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corruzione per l’esercizio delle funzioni, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari e induzione indebita a dare o promettere utilità: sono questi i reati contestati avvocati, imprenditori, ex Pm ed ex Generale della GdF. Nello specifico il Gip di Napoli ha emesso una misura cautelare in carcere con il beneficio dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Corruzione per l’esercizio delle funzioni, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari e induzione indebita a dare o promettere utilità: sono questi i reati contestati avvocati, imprenditori, ex Pm ed ex Generale della GdF.</p>
<p>Nello specifico il Gip di Napoli ha emesso una misura cautelare in carcere con il beneficio dei domiciliari nei confronti di <strong>Roberto Penna </strong>(ex Pm), all’epoca dei fatti sostituto procuratore presso il Tribunale di Salerno, <strong>Maria Gabriella Gallevi</strong>, avvocato del Foro di Salerno, <strong>Francesco Vorro, Umberto Inverso e Fabrizio Lisi</strong> (ex generale della Finanza). Penna chiese la condanna del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel 2014, a 3 anni per abuso di ufficio nel processo scaturito da una indagine sul progetto di costruzione di un termovalorizzatore a Salerno relativamente alla nomina del project manager in primo grado. De Luca fu condannato a un anno, ma assolto in Appello, sentenza confermata dalla Cassazione.</p>
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		<title>Processo &#8216;Catanzaropoli per illeciti gestione amministrativa al Comune: Pm chiede condanna per 22 persone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-catanzaropoli-per-illeciti-gestione-amministrativa-al-comune-pm-chiede-condanna-per-22-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Oct 2021 13:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaropoli]]></category>
		<category><![CDATA[condanne]]></category>
		<category><![CDATA[Pm]]></category>
		<category><![CDATA[Tallini]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al termine della sua requisitoria nel processo &#8216;Catanzaropoli&#8217; che vede coinvolti politici ed ex amministratori della città capoluogo accusati di illeciti nella gestione amministrativa del Comune di Catanzaro, il pm Pm Graziella Viscomi ha chiesto ventidue condanne e ventinove assoluzioni. Il Pm ha chiesto la condanna a un anno e sei mesi dell’ex consigliere regionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine della sua requisitoria nel processo &#8216;Catanzaropoli&#8217; che vede coinvolti politici ed ex amministratori della città capoluogo accusati di illeciti nella gestione amministrativa del Comune di Catanzaro, il pm Pm Graziella Viscomi ha chiesto ventidue condanne e ventinove assoluzioni.</p>
<p>Il Pm ha chiesto la condanna a un anno e sei mesi dell’ex consigliere regionale Domenico Tallini. La pena più pesante, 8 anni, è stata richiesta per l’ufficiale dei vigili urbani Salvatore Tarantino.</p>
<p>Tre anni e sei mesi la richiesta per il comandante della municipale Giuseppe Antonio Salerno. Chiesta la condanna anche degli ex assessori Comunali Stefania Logiudice e Massimo Lomonaco. Un anno la richiesta di condanna per l’ex dirigente Carolina Ritrovato e l’ex consigliere comunale Carlo Nistico. Assoluzione completa è stata chiesta per il sindaco della città Sergio Abramo. Il Pm infine ha chiesto l’assoluzione per tutti dall’accusa di associazione per delinquere.</p>
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